Etna, la forza distruttiva della “colata perfetta”

Etna, la forza distruttiva della “colata perfetta”

27 Ottobre 2019 0 Di Cammini d'Italia

17 anni fa, la Sicilia si trasformò in palcoscenico ospitando, con terrore, lo spettacolo della forza distruttiva dell'”eruzione perfetta”.

L’Etna, conosciuto anche con il nome siciliano Mungibeddu, è il vulcano attivo più alto d’Europa. La sua storia, condita da miti e leggende, è iniziata circa 600mila anni fa, quando durante il Quaternario la zolla europeo-asiatica si scontrò con quella africana. L’evento fece sollevare alture dove iniziarono le prime eruzioni sottomarine. Nel corso dei millenni, alternando fasi di fermo a fasi di attività eruttiva, si è formato il gigante di fuoco.

L’Etna domina sull’ampia vallata e sul golfo di Catania, è visibile anche da Reggio Calabria e dai monti delle Madonie a nord della Sicilia.

“A Muntagna” è un luogo magico e la sua fama rimanda agli antichi Dei della mitologia classica: è stata la dimora del Dio Eolo, prigioniero sotto le caverne del vulcano. Secondo Eschilo, il gigante Tifone fu confinato in esilio nell’Etna e la sua ira fece eruttare il vulcano. Efesto, Dio del fuoco e fabbro degli Dei, ebbe al suo interno la sua fucina e combatté il demone del fuoco Adranos.

I particolari che abbracciano il vulcano più alto d’Europa sono tanti e diversificati come i paesaggi che lo circondano, mille colori, mille profumi e un paradiso per la vista.

Oltre a farci innamorare a prima vista, mamma Etna ci concede la possibilità di assistere a spettacoli naturali da toglierci il fiato; le eruzioni sono diversificate e continue ma fortunatamente rimangono per lo più spettacoli violenti senza gravi danni alla popolazione.

In minor numero sono le eruzioni fortemente distruttive, una tra queste è quella del 26 ottobre 2002.

Etna – Eruzione 2002

L’Eruzione perfetta del 2002

 Alle ore 22:25 si registrò un’intensa crisi sismica che fece scuotere i fianchi dell’Etna interessando tutta l’area sommitale del vulcano in particolare nella zona di Piano Provenzana, la stazione sciistica di Linguaglossa.
I vulcanologi dell’INGV di Catania passarono da una situazione di allerta all’allarme vero e proprio facendo intuire la gravità della situazione.

L’eruzione del 2002 viene ricordata come “l’eruzione perfetta” a causa della magnifica connessione di eventi diversi e unici.

Il fianco meridionale dell’Etna venne spaccato dal magma, emergendo tra quota 2500 e 2700 m. Potenti fiumi di roccia fusa vennero accompagnati da un’altissima colonna di cenere che bloccò l’Aeroporto di Catania.
Alle 5 del mattino del 27 ottobre si aprì la prima di una lunga serie di bocche lineare formando la cosiddetta “bottoniera” a quota 2470 m. In poche ore il magma raggiunse Piano Provenzana, distruggendo gli edifici già danneggiati dai violenti terremoti.
Alle 11 del 29 ottobre una scossa di magnitudo 4.5 colpì Santa Venerina e le sue frazioni, costringendo i cittadini ad allontanarsi dalle loro abitazioni. E mentre la cenere e la lava continuavano a dare sfogo alla loro ira, la gente dell’Etna iniziò a pensare che fosse protagonista di un incubo senza eguali.

Dopo 250 ettari di territorio boschivo bruciato, giorni di distruzione e di colate laviche, il 7 novembre le bocche di Nord-Est si spensero mentre nel versante meridionale il pericolo continuava a scorrere senza remore.

La colonna di cenere raggiunse le coste dell’Africa, le colate minacciavano la stazione turistica di Rifugio Sapienza, punto di partenza della funivia. Grazie all’ intervento dell’uomo si riuscì a salvare la stazione a seguito della barriera di terra che venne formata per deviare il flusso lavico. Dopo 95 giorni “l’eruzione perfetta” venne ufficialmente dichiarata conclusa e l’ira distruttiva si arrestò.

Temperatura della lava: 600-1400°C

Il resoconto 

Vennero emessi circa 160 milioni di metri cubi di lava, andati in fumo svariati ettari di pineta e distrutti edifici a causa dei vari terremoti. Dopo la grande eruzione del 2002 – 2003 il vulcano patrimonio dell’UNESCO si prese una piccola pausa e da allora non ci sono più state altri eventi del genere.

I cittadini che popolano i territori alle pendici dell’Etna si definiscono “ospiti del vulcano” pronti a non farsi beccare impreparati alle prossime sorprese che si nascondono dentro 3.350 m di altitudine.
La magnifica forza smisurata della natura ci riserverà sempre eventi inaspettati di conseguenza non ci resta che alzare lo sguardo ammirare l’imponente vulcano e le meraviglie che regala il gigante di fuoco, con la speranza che resti un gigante buono.

Giulia Leanza

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