In un momento in cui siamo obbligati a tagliare via i rapporti sociali molti di noi dovranno fare i conti con sé stessi senza il confronto reale con il prossimo. Questo potrebbe essere una grande opportunità di crescita: vediamo perché.

Questo tema è nel cuore di molti amanti della natura e dell’outdoor: da soli si apprezza meglio il silenzio, si accolgono i propri pensieri, si pensa a sé stessi, al proprio tragitto, alla propria partenza, alla propria destinazione. Grande esperienza terapeutica ed educativa, quella della solitudine in natura: chi ama il trekking e l’outodoor e non ha mai provato quello che in Giappone chiamano Shinrin-yoku, ovvero bagno nella foresta (ne parliamo qui!), dovrebbe al più presto rimediare a questa mancanza. Perché da soli, specie se immersi nella natura, ritrovarsi diviene quasi spontaneo.

C’è una linea sottile che divide la solitudine nel suo senso più doloroso e la solitudine nel senso di “stare bene con sé stessi”. Il concetto di solitudine non è, di per sé, un concetto positivo: l’uomo è un animale sociale, siamo fatti per stare con gli altri, non per isolarci e la solitudine quasi sempre coincide con un dolore, molto profondo. Altra cosa è il saper stare bene con sé stessi: qui parliamo di una solitudine priva di dolore e negatività, una solitudine energica, vitale in cui non siamo soli, ma siamo in nostra compagnia, lontani dall’affanno della quotidianità e, spesso, dalle aspettative degli altri.


Da soli abbiamo la possibilità di ascoltare finalmente la nostra voce interiore, di giudicarci per migliorarci, di studiare ed approfondire la nostra persona a 360°, scoprendo o riscoprendo cose che amiamo o che non avremmo mai creduto che potessero piacerci o interessarci. Stando con noi stessi, inoltre, riusciamo a fare ciò che, proprio per la nostra natura di “creatura sociale”, ci riesce sempre più difficile: riordinare, stabilire ed iniziare a costruire una scala di priorità della nostra esistenza, cercando di individuare problemi, il peso che si meritano e la loro possibile soluzione.

Inoltre, specifichiamo che tutto ciò non porterà solo benefici al nostro mondo interiore. Se riusciamo ad apprezzare la nostra compagnia, a scoprire la nostra interiorità, la voglia di stare in compagnia, di non essere soli, crescerà in maniera felice e genuina, questo perché quando si sta bene con sé stessi, diventa quasi automatico riuscire a stare bene con gli altri. Quante volte allo stare con stessi abbiamo preferito una compagnia qualunque o non gradita? È questo uno dei motivi che, inevitabilmente, ci fa cadere nel vortice della solitudine nel suo senso più infelice.

“Il grande uomo è colui che, in mezzo alla folla, mantiene con perfetta dolcezza l’indipendenza della solitudine. “(Emerson)

La natura ce lo insegna: quando ci addentriamo in un bosco, percorriamo un sentiero o scaliamo una vetta, siamo in sintonia con ciò che ci circonda. Durante le uscite solitarie ci si sente padroni del proprio tempo e di come impiegarlo, si dialoga solo con sè stessi e ogni sensazione viene amplificata al massimo. Inoltre vi sono innumerevoli vantaggi che provengono da un’uscita in solitaria a contatto con la natura incontaminata:

  • Possiamo prendere le nostre decisioni in maniera autonoma e veloce: possiamo fermarci a mangiare, fotografare, osservare e respirare senza la difficoltà di mettere d’accordo tutti nel gruppo
  • Quando siamo da soli, la nostra percezione del rischio aumenta. Questo, a differenza di quanto succede in gruppo, ci permette di abbassare meno la guardia.
  • Il contatto con la natura è più forte e, non essendoci distrazioni, possiamo cogliere dettagli che sarebbe difficile cogliere in compagnia.
  • Si è più concentrati sulle nostre azioni
  • Si è più sensibili ad ogni cosa che accade fuori e dentro di noi. Quindi se saremo felici, ci faremo sicuramente più caso, così come se saremo stupiti, meravigliati, pensierosi.

In questo momento di emergenza, talvolta di paura, in cui le relazioni sociali si limitano a quelle che (eventualmente) si trovano nel nucleo famigliare Cammini d’Italia si unisce all’invito da parte delle autorità e delle istituzioni di rimanere in casa. Se avete la fortuna di vivere in comuni in cui è possibile fare attività outdoor lontani dai luoghi di aggregazione, parchi, piazze e altro, approfittate per sperimentare ciò di cui questo articolo tratta: la felicità nello stare da soli.

Se invece non avete questa fortuna e dovete NECESSARIAMENTE rimanere in casa, non temete: abbiamo pensato anche a voi! In questo articolo del nostro blog troverete una lista di libri che ruotano intorno alla natura, al trekking, alle montagne, insomma, alla nostra passione che potranno tenervi compagnia e farvi crescere interiormente. Un buon libro è un ottimo strumento per conoscere sé stessi. Per gli amanti del cinema, invece, non perdetevi il nostro articolo dedicato ai migliori film sul trekking e l’avventura(chiaramente, a nostro gusto personale!)

E nella nostra sezione Cammini per Regione, potete già viaggiare con la mente e pensare a quale avventura intraprendere quando la situazione sarà tranquilla e sicura.

Nella speranza che tutto questo possa passare il più rapidamente possibile, vi auguriamo una dolce sosta dalla frenesia. Possa essere questa un’occasione per conoscerci meglio ed apprezzare ciò che davvero conta nella vita: la salute, il pianeta, la serenità.

Buona avventura!

Maria Chiara Tribulini