Con la neve appena caduta è facile vedere tracce di animali a terra. Ma sapete riconoscerle? Venite insieme a noi a caccia di orme!

Una strada innevata si inoltra nel bosco. Il manto bianco scintilla sotto il sole. Unico rumore a rompere un silenzio perfetto, il tuo respiro. Ciaspolare sulla neve caduta da poco è una bella emozione, ma il tuffo al cuore arriva quando davanti a te appare una fila di grandi orme. Chi sarà mai passato? E da quanto tempo? Il pensiero va subito al lupo, ormai presente sul territorio italiano anche a quote collinari. Non è per niente raro imbattersi nelle sue impronte, anzi, tanto è difficile incontrare un lupo, tanto è facile, con un’attenta osservazione, trovare tracce del suo passaggio. Non solo orme, ma anche le feci e resti di predazione.

E poi ci sono tutti gli altri animali che vivono nel bosco, per i quali la neve è una difficoltà in più, perché è più difficile muoversi e il cibo scarseggia.

a caccia di orme

È quando la neve si consolida e rende meno disagevole camminare che gli animali si avventurano fuori dai loro nascondigli e ripari. Ed è in questi momento che la caccia alle orme può avere inizio. A volte ci sono tracce che si incrociano in ogni direzione: un gran traffico di notte nel bosco!

Può essere difficile capire anche di quale animale si tratta, e ci vorrà un po’ di esperienza (e molti chilometri percorsi) per imparare a leggere “le impronte digitali” di ogni specie.

  • Cane o lupo? Andando a caccia di orme, distinguere l’impronta di un maremmano da quella di un lupo non è per niente facile. C’è però una grande differenza tra il comportamento del nostro animale domestico e del suo antenato selvatico: il cane divaga, va a destra e a sinistra, si ferma, riparte. Il lupo no. Il lupo procede in genere in linea retta, a grandi falcate. Anche quando si muove in branco, i gregari seguono il maschio alfa mettendo le zampe nelle stesse orme. Un’altra differenza è la dimensione. Il lupo ha zampe grosse, e le sue impronte di un animale adulto hanno in genere un diametro superiore ai 10 centimetri.
a caccia di orme
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@Marisa04

  • Un animale grosso e basso. Sulla neve appena caduta qualcosa ha lasciato come traccia un solco profondo, dall’andamento divagante, come se la bestia fosse stata ubriaca. Con tutta probabilità sulla tua strada è transitato un cinghiale, che non ama troppo la neve, tanto che nevicate molto intense e con molto accumulo sono causa di elevata mortalità per questa specie. Le sue impronte sono facilmente identificabili: uno zoccolo fesso di forma tondeggiante e tanta neve mossa e pestata in modo disordinato.
  • Zoccoli leggeri. A volte sulla neve alta appaiono solo quattro buchi stretti e profondi. Guardando bene, intorno ce ne saranno altri, a una certa distanza. Probabilmente è un capriolo che si è mosso sulla neve a grandi balzi. Guardando in fondo ai buchi, sarà forse visibile l’impronta dello zoccolo, fine e allungato.
a caccia di orme
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@AlainAudet

  • Passi felpati. La neve è gelata, talmente dura che non si sprofonda. Anche su una superficie liscia e uniforme come quella che affrontiamo dopo una notte sottozero, si possono vedere tracce di chi è passato di lì. Abbassandoci quasi rasoterra, potremo vedere in controluce le lievi impronte della volpe, con i cuscinetti delle dita disposti a rombo. Qualche anno fa ho fatto questa scoperta, indagando su una vecchia scarpa, inspiegabilmente comparsa nel mezzo di un prato immacolato, quasi fosse caduta dal cielo. Guardando bene, apparivano le impronte di una volpe che, affamata, aveva trovato il reperto in qualche rudere, e magari aveva anche provato ad assaggiare quel vecchio cuoio, trovandolo indigesto.

E dopo la nostra passeggiata sulla neve a caccia di orme, quando ci scaldiamo davanti alla stufa con una cioccolata calda, andiamo con il pensiero a tutti gli animali, che pagano il bene supremo della loro libertà con la durezza spietata delle vita selvatica. E, soprattutto, in escursione non seguiamo le tracce, con la speranza di vedere l’animale (perché, così facendo, lo disturbiamo), e procediamo sempre in rispettoso silenzio: molti animali – soprattutto uccelli – stanno rintanati nei loro nascondigli e farli fuggire per lo spavento li mette in difficoltà, li espone ai predatori e al freddo proprio nel momento in cui il cibo scarseggia. Per sapere come è meglio comportarsi sulla neve, informati sulla la campagna “Be part of the mountain”, un’iniziativa di cooperazione internazionale lanciata da Alparc, la rete delle aree protette alpine.

ROBERTA FERRARIS

Nata in vista del Monte Rosa, ha mosso i primi passi saltando di sasso in sasso lungo le sponde del fiume Sesia.
I suoi studi sono stati intensi ma irregolari, tra Italia e Stati Uniti. Ha fatto lunghi viaggi a piedi soprattutto in Italia.
Grazie alla conoscenza capillare del territorio collabora dal 1994 per vari editori e con Touring Editore dal 1999. È autrice di numerose guide turistiche ed escursionistiche e di racconti di viaggio.
Ha scritto anche di cucina e di stili di vita sostenibili. Contribuisce ai suoi lavori editoriali anche con foto e illustrazioni botaniche. Dal 2014 è guida ambientale escursionistica della Regione Piemonte e accompagna gruppi in prevalenza stranieri, a conoscere luoghi e cultura del nostro paese. Vive in Alta Langa, in una cascina isolata in collina.

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