Durante le vacanze invernali non bisogna perdere l’abitudine di camminare quindi, vi voglio dare un consiglio per unire il gusto del buon vino ad una bella passeggiata: il Sentiero del Barbaresco, in Piemonte.

Sono tanti i luoghi in cui è possibile camminare anche in inverno, per respirare liberamente, tenersi in forma, fare il pieno di natura e bellezza. Anche al Nord, dove il clima in genere scoraggia, basta una bella giornata fredda e tersa, per concedersi il lusso di un’esperienza con zaino in spalla. 

E se i prossimi mesi non sono i più adatti per programmare un cammino di più giorni, anche a causa delle restrizioni sanitarie, possiamo rispolverare la consuetudine delle gite in giornata

Sentiero del Barbaresco

Veduta su Neive (CN), Roberta Ferraris

Sentiero del Barbaresco

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Se qualche tempo fa vi avevo dato alcuni itinerari a tema vino da percorrere oggi vi porto nelle Langhe invernali, silenziose e a volte anche innevate, con i loro crinali dolci che emergono dalle nebbie padane, le vigne potate e ridotte al minimo: un solo tralcio per pianta. Le Langhe negli ultimi anni si sono dotate di un percorso ad anello di sette giorni, il Bar to Bar, con partenza da Alba e che attraversa i territori vocati alla produzione dei due vini più rappresentativi delle Langhe, il Barolo e il Barbaresco. Tratteremo in seguito il Bar to Bar, nella bella stagione, quando potremo programmare vacanze più lunghe. Per un primo assaggio di questo percorso e delle Langhe vi consiglio il Sentiero del Barbaresco, un anello nel territorio del, paese che dà nome al pregiatissimo rosso da invecchiamento. Sia Barbaresco sia Neive – paese toccato dall’itinerario –  fanno parte di una delle sei componenti del sito Paesaggi vitivinicoli di Langhe – Roero e Monferrato, nell’elenco del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Sentiero del Barbaresco. Collega due dei tre comuni produttori, partendo – e non è un caso – proprio dall’enoteca di Barbaresco (anche ufficio informazioni). Si parte subito attraversando le vigne di Ovello, per poi salire dalla borgata di Gallina, tra i noccioleti, fino a Neive. Ristoranti e vinerie non mancano nel paese disposto a concentrico su un poggio, con palazzi e chiese barocche, un castello e una piazzetta accogliente. Si torna a Barbaresco salendo al panoramico Bric San Cristoforo, dove potremo tornare bambini o sentirci dei nani su una delle tante panchine giganti delle Langhe, un’installazione di design contemporaneo, ma anche un interessante progetto di comunità. Con un percorso di circa 12 km e 500 m di dislivello in salita torniamo in vista della torre di Barbaresco, per un’ultima visita al paese, che è davvero minuscolo. La torre, invece, è davvero imponente ed è attrezzata per le visite: si sale fino alla terrazza, per una visione globale delle Alpi occidentali. Programmando per tempo, è anche possibile organizzare una degustazione in terrazza o nella Sala dei 5 Sensi, un ambiente multimediale dove la tecnologia aiuta a comprendere l’antichissima arte della vinificazione.

Sentiero del Barbaresco

Panchina gigante Verde Smeraldo di Neive (CN), Roberta Ferraris

Il Sentiero del Barbaresco è facile e adatto a tutti, interamente segnato (grappolo d’uva rosso) e si percorre in circa 4 o 5 ore, a seconda del passo: ideale quindi per una giornata in cammino, prevedendo anche una pausa pranzo a Neive. Pur essendo facile, occorre comunque attenzione perché i bivi sono molti, e qualche segnavia può mancare. Si cammina molto spesso tra le vigne, su campestri che, in caso di pioggia, possono essere molto fangose.

Per non perdersi, esiste un’ottima carta in scala 1:25 000, Langhe Nord,  edita da Fraternali Editore.

ROBERTA FERRARIS

Nata in vista del Monte Rosa, ha mosso i primi passi saltando di sasso in sasso lungo le sponde del fiume Sesia.
I suoi studi sono stati intensi ma irregolari, tra Italia e Stati Uniti. Ha fatto lunghi viaggi a piedi soprattutto in Italia.
Grazie alla conoscenza capillare del territorio collabora dal 1994 per vari editori e con Touring Editore dal 1999. È autrice di numerose guide turistiche ed escursionistiche e di racconti di viaggio.
Ha scritto anche di cucina e di stili di vita sostenibili. Contribuisce ai suoi lavori editoriali anche con foto e illustrazioni botaniche. Dal 2014 è guida ambientale escursionistica della Regione Piemonte e accompagna gruppi in prevalenza stranieri, a conoscere luoghi e cultura del nostro paese. Vive in Alta Langa, in una cascina isolata in collina.

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