Scegliamo il prossimo cammino utilizzando gli strumenti gratuiti del web e impariamo a navigare con Google Earth.

Confinati nelle nostre zone arancio o rosse, nel cuore di un inverno carico di freddo e neve, camminare non è tra le attività che si possano fare. Non resta che sognare le prossime mete dei nostri passi, e cominciare a documentarci, in attesa di utilizzare sul campo le tracce GPS

Tra gli strumenti che abbiamo a disposizione, a costo zero, Google Earth consente, con le sue foto satellitari, una prima esplorazione virtuale del terreno che andremo a calcare, appena potremo.

Certo, un viaggio su Google non può sostituire l’immersione benefica nell’ambiente naturale, ma può essere uno strumento utile alla scelta di un cammino. E poi ha una funzione molto utile al viaggiatore: la possibilità di tracciare un percorso, che tratteremo in un prossimo articolo.

Navigare con Google Earth
Navigare con Google Earth

I siti ufficiali di molti cammini, e le piattaforme per la condivisione dei percorsi ci consentono di scaricare le tracce gps in due formati: l’estensione “gpx” è quella che si carica sul dispositivo, mentre le estensioni “kmz” o “kml” sono quelle che consentono la navigazione su Google Earth. Basta aver scaricato sul proprio pc questo programma, che è gratuito, e, cliccando sul file kmz (o kml), si aprirà un mondo, letteralmente. Apparirà il nostro bel pianeta e il programma ci catapulta a volo d’uccello sul nostro percorso, una traccia colorata che si dipana sul territorio. Il programma tiene conto anche del rilievo, e ci sembrerà proprio di volare su salite, discese e passaggio di colli. 

Un’avvertenza: a volte Google Earth sceglie un colore poco evidente e molto fine: se il percorso non si vede, è perché è marrone o verde, e si mimetizza con il terreno. Bisogna cambiare colore e inspessire la traccia: basta andare nelle proprietà del file.

I pulsanti in alto a destra ci consentono di navigare, modificare l’orientamento e l’angolazione della prospettiva. Possiamo ingrandire l’immagine satellitare fino a cogliere i dettagli e scoprire se il nostro prossimo cammino sarà su un sentiero o su una comoda sterrata, se il territorio attraversato è boscoso o aperto, se i paesi che incontreremo sono grandi o piccoli. 

Facciamo dunque una prova, scegliendo una tappa di un percorso alpino: siamo in Valpelline, in Valle d’Aosta, sull’Alta Via 1, un itinerario escursionistico di alta montagna sul quale ogni anno si svolge il Tor des Géants, una prova di endurance estrema, ma ambitissima da atleti di tutto il mondo. Scarichiamo la traccia kml dal sito ufficiale, e vediamo la tappa 12 Oyace – Ollomont. Google ci consente dunque di capire se il percorso dell’Alta Via 1 fa per noi (figura 1). Vediamo subito che il dislivello deve essere notevole e la traccia, ben oltre il limite del bosco, è tutta su sentiero piuttosto impervio. Ingrandendo l’immagine satellitare (figura 2), si distingue perfettamente il sentiero. Possiamo decidere che un percorso di alta montagna non fa per noi, oppure che ci vorrà molto allenamento, o una guida esperta e un gruppo a cui unirsi.

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Fig. 1 Percorso Alta Via by Roberta Ferraris

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Fig. 2 Percorso Alta Via by Roberta Ferraris

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Fig. 3 Percorso Via Francigena by Roberta Ferraris

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Fig. 4 Percorso Via Francigena by Roberta Ferraris

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Fig. 5 Percorso Via Francigena by Roberta Ferraris

Apriamo invece la traccia kml della tappa 34 della Via Francigena, Siena – Ponte d’Arbia, dal sito ufficiale. Qui il territorio è del tutto diverso: siamo nelle Crete Senesi, e il tracciato è tutto su strade bianche (figura 3). Ingrandiamo pure (figura 4), e ci rendiamo conto che non c’è difficoltà di sorta e il percorso è davvero per tutti. Forse non è una buona idea camminarci ad agosto, perché ci sono lunghi tratti privi di alberi e di ombra. In ogni caso sarà opportuno partire presto.

Se vogliamo poi curiosare e avere un’anteprima del cammino che ci attende, apriamo Google Maps, cercando uno dei paesini che vediamo sulla foto satellitare: Greppo. Con Street View siamo in grado di scoprire persino il segnavia sul cartello stradale (figura 5). Insomma, possiamo essere certi che non ci saranno sorprese o difficoltà che non siamo in grado di affrontare. In questo periodo, navigare con Google Earth può davvero essere utile per evadere dalla realtà ed unire l’utile al dilettevole.

Molti però penseranno che a navigare con Google Earth si perdono l’effetto sorpresa e il piacere della scoperta. ma non è così. Per quanto precise e dettagliate siano le immagini sullo schermo del computer, l’impatto del mondo reale, l’immersione nell’ambiente – sotto il sole o con la pioggia, con il cielo sopra la testa e la terra sotto i piedi – non potrà essere restituita nemmeno dalla più tecnologicamente evoluta realtà virtuale.

ROBERTA FERRARIS

Nata in vista del Monte Rosa, ha mosso i primi passi saltando di sasso in sasso lungo le sponde del fiume Sesia.
I suoi studi sono stati intensi ma irregolari, tra Italia e Stati Uniti. Ha fatto lunghi viaggi a piedi soprattutto in Italia.
Grazie alla conoscenza capillare del territorio collabora dal 1994 per vari editori e con Touring Editore dal 1999. È autrice di numerose guide turistiche ed escursionistiche e di racconti di viaggio.
Ha scritto anche di cucina e di stili di vita sostenibili. Contribuisce ai suoi lavori editoriali anche con foto e illustrazioni botaniche. Dal 2014 è guida ambientale escursionistica della Regione Piemonte e accompagna gruppi in prevalenza stranieri, a conoscere luoghi e cultura del nostro paese. Vive in Alta Langa, in una cascina isolata in collina.

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