A piccoli passi possiamo ripartire per viaggi a piedi di più giorni e anche in gruppo. Vediamo alcune semplici indicazioni per tronare a camminare in zona gialla.

Non è ancora un verde pieno, non siamo ancora al via libera, però sembra che il giallo di cui si sono tinte molte regioni italiane consenta finalmente di camminare anche fuori regione. Ma possiamo farlo in gruppo? Molti si sono chiesti se sia possibile camminare in zona gialla o anche semplicemente opportuno.

Ovviamente il rischio zero non esiste. Nel momento in cui usciamo di casa l’incontro con il virus non si può escludere. Vorrei però adottare la metafora che è stata in questi mesi il mantra della pagina Facebook Pillole di Ottimismo, su cui scrive un team multidisciplinare di scienziati e medici. In sostanza dovremmo affrontare il COVID come se stessimo navigando fra due scogli, tra Scilla e Cariddi, cercando di stare il più lontano possibile dal mostro del virus, ma altrettanto lontani dalle temibili conseguenze economiche della chiusura delle attività produttive. Navigazione difficile, senza dubbio, ma dobbiamo passare le strette e uscire in mare aperto. Qual è allora la risposta alla nostra domanda? Possiamo tornare ad avventurarci serenamente sui sentieri?

camminare in zona gialla

Foto di Daniele Bucciarelli da Unsplash

camminare in zona gialla

Foto dell’associazione Movimento Lento.

Nei giorni scorsi ho accompagnando un primo avventuroso gruppo sul Cammino di Oropa, e posso raccontarvi un’esperienza diretta. Abbiamo tutti adottato le disposizioni suggerite dall’agenzia che ha organizzato il viaggio. Si tratta di precauzioni adottate anche da associazioni come il CAI e AIGAE. Seguendo queste semplici disposizioni potremmo tronare a camminare in zona gialla.

  • Per prima cosa, tutti i partecipanti e la guida hanno accettato l’invito dell’agenzia a sottoporsi a un tampone rapido, fatto in dieci minuti in farmacia. Pur non obbligatorio, il gesto di ciascuno dei partecipanti ha creato un clima sereno e rilassato. Almeno alla partenza eravamo tutti sani come pesci!
  • Mascherina all’appuntamento, in stazione. Certo è stato un po’ strano presentarsi tra sconosciuti, non potendo nemmeno vederci in volto. Ma è durato poco. Appena usciti dal centro abitato di Santhià eravamo già in aperta campagna, ben distanziati. Ogni volta che ci avvicinavamo a un paese, bastava tirare fuori la mascherina e indossarla.
  • Abbiamo sempre mangiato nei dehors, sedendo a tavolini separati e ben distanziati. 
  • Ognuno aveva con sé il gel disinfettante.
  • L’agenzia aveva prenotato per noi in alberghi e foresterie con stanze matrimoniali per  le coppie e singole per chi era solo. Certo, si tratta di una soluzione più costosa rispetto a un posto tappa o un ospitale pellegrino, ma è stata per noi anche rassicurante e confortevole. In altri momenti avremmo scelto un viaggio di una settimana o più. Questa volta ci siamo accontentati di quattro giorni, pochi, ma davvero buoni.
  • Almeno in un’occasione la cena è stata da asporto. Non ce la siamo sentita di consumarla ognuno nella sua stanza, ma abbiamo scelto il luogo più spazioso disponibile e unito un po’ di tavoli per stare a distanza, ma vicini.
  • Abbiamo anche fatto una foto di gruppo, ma sparpagliati sulla scalinata del cortile del santuario di Oropa, e ci siamo salutati senza i consueti abbracci, ma solo con uno scambio di sguardi complici.
camminare in zona gialla

Foto di Alessandro Ranica da Unsplash

A dire la verità, non è stato così difficile, e le norme di distanziamento non sono troppo complicate da rispettare all’aria aperta. Di sicuro ne è valsa la pena.

ROBERTA FERRARIS

Nata in vista del Monte Rosa, ha mosso i primi passi saltando di sasso in sasso lungo le sponde del fiume Sesia.
I suoi studi sono stati intensi ma irregolari, tra Italia e Stati Uniti. Ha fatto lunghi viaggi a piedi soprattutto in Italia.
Grazie alla conoscenza capillare del territorio collabora dal 1994 per vari editori e con Touring Editore dal 1999. È autrice di numerose guide turistiche ed escursionistiche e di racconti di viaggio.
Ha scritto anche di cucina e di stili di vita sostenibili. Contribuisce ai suoi lavori editoriali anche con foto e illustrazioni botaniche. Dal 2014 è guida ambientale escursionistica della Regione Piemonte e accompagna gruppi in prevalenza stranieri, a conoscere luoghi e cultura del nostro paese. Vive in Alta Langa, in una cascina isolata in collina.

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