L’inverno è alle porte e l’errore da non fare, assolutamente, è intristire davanti alle notizie sul maltempo, le alluvioni, il cambiamento climatico. Occorre reagire, e impostare la nostra vita, d’ora in avanti, avendo sempre presente che qualsiasi azione e gesto ha un impatto sull’ambiente. Camminare all’aria aperta incide molto poco sugli equilibri del pianeta, quindi il consiglio è di spegnere la tv, mettere al minimo il riscaldamento, chiudere casa e immergersi nell’ambiente invernale, appena le nuvole nere si diradano e il sole torna a illuminare la nostra vita.

Non occorre andare lontano. Molti bellissimi sentieri si raggiungono direttamente dalle città in cui abitiamo, e con i mezzi pubblici. Ecco allora qualche suggerimento di passeggiate in giornata in tre città di mare, per scaldarci in modo naturale con il cammino e con l’ultimo sole di autunno.

  • Genova. Il giro dei forti

La Superba, negli anni in cui era una potenza nel Mediterraneo, si era dotata di una cinta di mura e di vari forti, la cui funzione era soprattutto proteggere la città da potenziali invasori dalla terraferma, primi fra tutti gli ingombranti vicini duchi di Savoia. Declinata la parabola della Repubblica di Genova alla conclusione delle guerre napoleoniche, fu proprio la casata piemontese, a cui fu assegnata la città, a potenziare le opere, con nuovi imponenti forti. Da oltre 70 anni sono inutilizzati, e in qualche caso abbandonati a se stessi, anche se sono in corso progetti per la loro riqualificazione. Un bellissimo percorso, il Giro dei Forti, per esempio, è già ampiamente utilizzato dai genovesi.

Si parte con il trenino della linea a scartamento ridotto Genova-Casella, fermandoci alla stazione di Campi. In questo modo buona parte del dislivello è già fatta. Seguiamo le indicazioni per il forte Diamante, quindi per il forte Fratello Minore e forte Puin. Il percorso è all’interno di un’area protetta, il Parco delle Mura e l’ambiente è inaspettatamente montano, ma la vista spazia sul mare a perdita d’occhio. Con il forte Sperone arriviamo alle seicentesche Mura Nuove (gli altri forti sono avamposti esterni), lungo il cui percorso raggiungiamo il forte Castellaccio e la stazione della funicolare Righi, con cui è possibile tornare in centro città. Questo è il giro più semplice, ma i forti sono tanti, serviti da una rete di sentieri segnati, tra Genova Sampierdarena e Genova Sturla. Qui è possibile scaricare un pieghevole, per saperne – e camminare – di più.

  • Cagliari. La Sella del Diavolo

Non c’è città più solare di Cagliari, protesa nel Mediterraneo verso sud, a non troppe miglia marine dalla costa tunisina. Qui il sole non manca mai e il Capo Sant’Elia è una vasta zona non edificata, sia per la natura rocciosa e impervia del luogo, sia perché compresa in una servitù militare. Da una decina d’anni l’accesso alla Sella del Diavolo è libero, e un bel sentiero è anche stato segnato, per arrivare a uno dei punti più panoramici sulla città e le sue lagune. Ci avviciniamo al punto di partenza con un autobus urbano che dal porto e dalla stazione ferroviaria ci porta a Calamosca, piccola e intima spiaggia molto amata dai cagliaritani. Un sentiero, indicato da bolli a vernice verdi, sale alla dorsale, oltre la quale si presenta un ambiente davvero selvaggio, bianco di rocce calcaree, che ospita una vegetazione di bassa macchia sempreverde. Sulla sommità del monte sorge una torre di vedetta, un bunker della II Guerra Mondiale, un piccolo rifugio con tavoli da picnic dove ripararsi e dove organizzare una merenda. A guardare bene si notano anche tracce ben più antiche: cisterne e canalizzazioni di epoca romana e punica. La vista è incantevole. Ai piedi del ripidissimo versante orientale vediamo il lungo nastro della spiaggia del Poetto e le saline di Molentargius, a ovest ecco Casteddu, il centro storico di Cagliari, con le sue torri. 

  • Trieste. Il Sentiero Rilke


Tra le passeggiate più famose, per bellezza e facilità, non deve mancare, nel nostro carnet di viaggiatori il Sentiero Rilke, dedicato al poeta boemo che frequentò questo tratto di costa e qui compose le sue Elegie duinesi, tra gennaio e febbraio del 1912, quando era ospite dei principi Thurn und Taxis, nel loro castello di Duino. Il sentiero è tra i più longevi del paese, attrezzato fin dal 1987 per iniziativa della provincia di Trieste e il comune di Duino-Aurisina, ma tutt’ora di proprietà privata della famiglia Thurn und Taxis, che qualche anno fa ne impedirono la fruizione. Oggi il sentiero è aperto e nelle belle giornate, quando non soffia la bora, si presta per una passeggiata rilassante, con poco dislivello, nella macchia mediterranea. Il sentiero si dipana lungo il ciglione del Carso, un altopiano calcareo emerso nel Cretacico, circa 100 milioni di anni fa. Ricco di ambienti unici, caratterizzato da evidentissimi fenomeni del carsismo (campi carreggiati e vaschette di erosione: i primi sono solchi scavati nella roccia dallo scorrere dell’acqua, le seconde buchi e pozzette che si creano sulla roccia dove l’acqua ristagna). Per queste sue caratteristiche, per la presenza di uccelli marini e una flora mediterranea nel punto più settentrionale dell’Adriatico, sulla costiera è stata istituita la Riserva naturale regionale delle Falesie di Duino. Lungo appena due chilometri, ha inizio a Sistiana, che si raggiunge con 20 minuti di autobus dalla stazione ferroviaria di Trieste. È la passeggiata ideale per le giornate più corte.

ROBERTA FERRARIS

Nata in vista del Monte Rosa, ha mosso i primi passi saltando di sasso in sasso lungo le sponde del fiume Sesia.
I suoi studi sono stati intensi ma irregolari, tra Italia e Stati Uniti. Ha fatto lunghi viaggi a piedi soprattutto in Italia.
Grazie alla conoscenza capillare del territorio collabora dal 1994 per vari editori e con Touring Editore dal 1999. È autrice di numerose guide turistiche ed escursionistiche e di racconti di viaggio.
Ha scritto anche di cucina e di stili di vita sostenibili. Contribuisce ai suoi lavori editoriali anche con foto e illustrazioni botaniche. Dal 2014 è guida ambientale escursionistica della Regione Piemonte e accompagna gruppi in prevalenza stranieri, a conoscere luoghi e cultura del nostro paese. Vive in Alta Langa, in una cascina isolata in collina.

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