L’Appennino Pistoiese e Pistoia sono ormai un crocevia di percorsi tematici, attraverso faggete e borghi, tra Emilia e Toscana. Oltre al Cammino di San Jacopo, che arriva a Pistoia da Firenze, transitano nel territorio, provenienti dai valichi appenninici, la Via Romea Strata, la Via Romea Germanica Imperiale e la Via Francesca della Sambuca. A questi cammini a lunga percorrenza si aggiunge il Cammino di San Bartolomeo, dedicato al culto dell’apostolo, patrono di alcune delle principali località toccate. 

  • IL PERCORSO PRINCIPALE. È tutto montano, con punto di partenza da Fiumalbo, in provincia di Modena, passando per l’Abetone, punto più alto con i suoi 1388 m, fino a Pistoia. In tutto 100 chilometri a quote medie, di paese in paese: Cutigliano, San Marcello Pistoiese, Pontepetri, Spedaletto, per citare quelli che si attraversano nella direttrice principale. Cinque le tappe, a cui si aggiungono un paio di varianti.
  • LA VARIANTE LUCCHESE. Un’altra direttrice raggiunge Pistoia dalla Lucchesia, con partenza dalla Pieve di Controne, località a circa 30 km da Lucca, seguendo la valle del Lima e toccando una serie di borghi che conservano importanti chiese romaniche.
  • L’ARRIVO. A Pistoia si trova la chiesa di San Bartolomeo in Pantano, di fondazione longobarda. Proprio a questa popolazione germanica si deve la diffusione del culto di questo santo, e la presenza di numerose chiese a lui dedicate. Su Pistoia convergono molti cammini, inoltre, grazie alla presenza di una reliquia veneratissima: un frammento della mandibola di San Giacomo Maggiore, o come è più noto in Toscana, San Jacopo. Per questo Pistoia fu, in epoca medievale, una frequentatissima meta di pellegrinaggio.
La gora che alimantava la ghiacciaia lungo il sentiero

La gora che alimantava la ghiacciaia lungo il sentiero

  • PERCHÉ ANDARE? Non c’è, tra le attrattive di questo cammino, solo quella religiosa. La bellezza naturale degli ambienti montani giustifica senz’altro il viaggio, così come l’arte e la storia dei borghi attraversati. Ci sono, inoltre, alcuni siti imperdibili: uno è senza dubbio il ponte sospeso delle Ferriere, il più lungo d’Italia, che collega i due versanti della valle del Lima tra Mammiano Basso e Popilio, nel territorio di San Marcello Pistoiese.
  • QUANDO ANDARE? L’inverno non è certo il momento adatto, per la presenza di neve al passo dell’Abetone. Dalla tarda primavera all’autunno ogni momento è buono, ma è bene verificare sempre le previsioni meteo, visto che si sale oltre i 1000 metri. 
  • UN ASSAGGIO DI CAMMINO. Se proprio vogliamo almeno iniziare a conoscere il Cammino di San Bartolomeo, possiamo dedicare a questo percorso una gita in giornata, e il freddo non ci fermerà, se partiremo con la giusta attrezzatura. Anche perché andiamo alla scoperta di un complesso protoindustriale, che proprio sul freddo intenso della valle del Reno fondava la propria attività. 
  • LA GHIACCIAIA DELLA MADONNINA.  Si parte da Le Piastre, frazione di Pistoia a una quindicina di chilometri dal capoluogo, lungo la SS 12 dell’Abetone e del Brennero. Il borgo è un bel nucleo di case di pietra, sorto alla confluenza di due rami del Reno. Qui si tiene ogni anno dal 1966 il Campionato italiano della bugia (sempre burloni questi toscani!). Dall’inizio del Novecento molte famiglie piastresi investirono risorse nella produzione di ghiaccio naturale, grazie alle condizioni di freddo intenso e scarso soleggiamento della valle. Lungo il torrente sorsero così le ghiacciaie, edifici circolari di grandi dimensioni, con tetto di paglia, dove i blocchi venivano conservati. Il ghiaccio si formava in piccoli invasi artificiali, a cui una serie di gore convogliavano l’acqua del fiume. La maggior parte di questi impianti sono oggi andati perduti, ma uno, la ghiacciaia della Madonnina, è arrivata ai nostri giorni intatta, con il suo invaso e la rete di canali. Fa oggi parte dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, un insieme di siti che raccontano il rapporto tra le comunità e l’ambiente naturale dell’Appennino.
  • IL PERCORSO. Dal parcheggio lungo la statale, attraversando la strada si trova subito la campestre che si tiene lungo il torrente, parallela alla strada. Si notano le opere di canalizzazione dell’acqua e una bella gora fiancheggia la mulattiera, lungo la quale i blocchi di ghiaccio, a dorso di mulo, venivano portati verso Pistoia, ma anche in altre località della Toscana e dell’Emilia, grazie alla ferrovia Porrettana. In circa 800 m si arriva alla ghiacciaia, al cui interno si può assistere (contattando l’Ecomuseo) a un audiovisivo che spiega come si svolgeva il lavoro. Proseguendo sul percorso, la tappa del Cammino di San Bartolomeo porta a Pontepetri, sempre lungo la valle del Reno, ma il nostro assaggio prevede un anello che, in 4,5 km, costeggiando le pendici del monte Balza, torna al borgo di Le Piastre.

La ghiacciaia e il lago (vuoto)

ROBERTA FERRARIS

Nata in vista del Monte Rosa, ha mosso i primi passi saltando di sasso in sasso lungo le sponde del fiume Sesia.
I suoi studi sono stati intensi ma irregolari, tra Italia e Stati Uniti. Ha fatto lunghi viaggi a piedi soprattutto in Italia.
Grazie alla conoscenza capillare del territorio collabora dal 1994 per vari editori e con Touring Editore dal 1999. È autrice di numerose guide turistiche ed escursionistiche e di racconti di viaggio.
Ha scritto anche di cucina e di stili di vita sostenibili. Contribuisce ai suoi lavori editoriali anche con foto e illustrazioni botaniche. Dal 2014 è guida ambientale escursionistica della Regione Piemonte e accompagna gruppi in prevalenza stranieri, a conoscere luoghi e cultura del nostro paese. Vive in Alta Langa, in una cascina isolata in collina.

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