
{"id":70409,"date":"2025-08-08T18:23:19","date_gmt":"2025-08-08T16:23:19","guid":{"rendered":"https:\/\/camminiditalia.org\/?post_type=cammini&#038;p=70409"},"modified":"2026-02-19T09:52:10","modified_gmt":"2026-02-19T08:52:10","slug":"via-lauretana-roma-assisi-loreto","status":"publish","type":"cammini","link":"https:\/\/camminiditalia.org\/en\/cammini\/via-lauretana-roma-assisi-loreto\/","title":{"rendered":"Via Lauretana Roma &#8211; Assisi &#8211; Loreto"},"content":{"rendered":"\n<p id=\"scopriletappe\">Percorrendo antichi itinerari gi\u00e0 battuti nel Medioevo da fedeli, eserciti, mercanti e viandanti, la Via Lauretana rappresenta un crocevia di spiritualit\u00e0, arte e bellezza paesaggistica. Dal Lazio all\u2019Umbria fino alle Marche, il cammino si snoda per circa 350 chilometri attraversando borghi storici, vallate incontaminate, pievi romaniche e citt\u00e0 d\u2019arte, offrendo un\u2019esperienza accessibile, sicura e adatta a ogni et\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"scopriletappe\">La Via \u00e8 concepita per essere percorsa a piedi o in bicicletta, attraversa 3 Regioni e pi\u00f9 di 30 Comuni, ricomponendo un asse di comunicazione storico tra Occidente e Oriente, tra la Roma cristiana e la Gerusalemme mariana dell\u2019Adriatico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I CAMMINI LAURETANI<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Via Lauretana non era l&#8217;unica via per raggiungere Loreto: da nord a sud, da est ed ovest, si intrecciava un fitto reticolo di connessioni, deviazioni e percorsi alternativi: i \u201cCammini Lauretani\u201d.<br><br>Itinerari di fede come la Via di Jesi, la Via Clementina, la Via Aprutina, la Via di Visso-Macereto, il percorso da Loreto ad Ancona, oltre alle connessioni con le vie del pellegrinaggio internazionale (Via Francigena, Via Romea), formavano con la Via Lauretana una grande Rete di itinerari regionali ed interregionali, unendo sotto il segno di Maria le innumerevoli bellezze d\u2019arte e storia, di fede e di paesaggio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono oltre 4.200, secondo la pi\u00f9 autorevole fonte della memoria storica del culto lauretano, i siti in Europa e nel mondo dove nei secoli si sono sedimentate le testimonianze del culto lauretano.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Percorrendo antichi itinerari gi\u00e0 battuti nel Medioevo da fedeli, eserciti, mercanti e viandanti, la Via Lauretana rappresenta un crocevia di spiritualit\u00e0, arte e bellezza paesaggistica. 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La strada, gi\u00e0 frequentata a partire dal XIV secolo, aveva anche la funzione di collegare la Capitale dello Stato Pontificio al porto adriatico di Ancona. Il percorso assunse un&#8217;importanza di primordine dopo che, in concomitanza del Giubileo del 1575, Papa Gregorio XIII decise di migliorarne la fruibilit\u00e0 attraverso importanti lavori di ristrutturazione del tracciato e delle infrastrutture, divenendo un itinerario tra i pi\u00f9 famosi nel panorama europeo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel corso dei secoli, la Via Lauretana fu percorsa non solo da pellegrini, ma anche da intellettuali, scienziati, viaggiatori e artisti. Figure illustri come Goethe, Montaigne, Galileo Galilei e Mozart calcarono questo itinerario, che divenne parte integrante del Grand Tour europeo, quel lungo viaggio formativo che segnava il completamento dell\u2019educazione delle \u00e9lite culturali europee. La Via Lauretana rappresentava cos\u00ec non solo una direttrice di fede, ma anche un cammino d\u2019incontro tra cultura, scienza e arte, contribuendo alla circolazione di idee e alla formazione di una comune identit\u00e0 europea.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAVOLO DI CONCERTAZIONE PER IL  RECUPERO E LA VALORIZZAZIONE DELLA VIA LAURETANA","text":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 2010, il convergere delle sensibilit\u00e0 e delle iniziative del mondo religioso e civile si \u00e8 consolidato nella costituzione del Tavolo di Concertazione per il Recupero e la Valorizzazione dei Cammini Lauretani, promosso \u2013 sotto gli auspici della Conferenza Episcopale Italiana \u2013 dalla Conferenza Episcopale Marchigiana, in collaborazione con Associazione Via Lauretana, Anci Marche, Fondazione Carilo e Fondazione Carima. Il Tavolo si configura come un organismo di indirizzo e coordinamento che, attraverso un metodo sinodale e partecipato, elabora i criteri e gli orientamenti generali per la tutela, la promozione e la fruizione del percorso lauretano, con particolare attenzione alla sua identit\u00e0 storico-religiosa. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">n vista dell\u2019Anno Santo 2025, il Tavolo di Concertazione \u2013 gi\u00e0 attivo nella promozione del tratto marchigiano della Via \u2013 ha promosso una significativa estensione della propria azione a livello interregionale, favorendo la creazione di una rete sinergica con le Diocesi e gli enti pubblici e privati delle Regioni Lazio e Umbria. Tale collaborazione ha permesso di avviare un percorso condiviso per la messa in sicurezza del tracciato, la segnaletica, l\u2019accoglienza e la promozione unitaria dell\u2019intero cammino da Roma ad Assisi fino a Loreto, in un\u2019ottica di sviluppo integrale del territorio e di rilancio del pellegrinaggio come esperienza spirituale, culturale e sociale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n"},{"status":false,"title":"SEGNALETICA","text":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">La segnaletica ufficiale della <\/span><b>Via Lauretana<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> si compone di due elementi principali: la segnaletica descrittiva e i <\/span><b>segnali direzionali pedonali<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, entrambi progettati per garantire visibilit\u00e0, coerenza grafica e riconoscibilit\u00e0 lungo tutto il tracciato.\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><b>Segnaletica descrittiva<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La segnaletica di tappa ospita un pannello descrittivo bilingue (italiano e inglese) con:\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">denominazione e marchio della Via Lauretana\u00a0<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>titolo della tappa e descrizione storico-culturale del percorso<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">;\u00a0<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>mappa generale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> e <\/span><b>mappa di dettaglio del tracciato locale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, comprensive di legenda simbolica e topografica;\u00a0<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>immagini illustrative<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> dei luoghi d\u2019interesse;\u00a0<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><b>informazioni utili<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, tra cui riferimenti per emergenze e credenziali.\u00a0<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questo tipo di segnaletica \u00e8 pensato per fornire orientamento, contestualizzazione culturale e supporto al pellegrino in loco.\u00a0<\/span><\/p>\n<h3><b>Segnale direzionale<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il <\/span><b>segnale direzionale della Via Lauretana<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, di forma rettangolare e colore marrone (tipico dei percorsi escursionistici e culturali). Il cartello:\u00a0<\/span><\/p>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">denominazione e marchio della Via Lauretana\u00a0<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li style=\"font-weight: 400;\" aria-level=\"1\"><span style=\"font-weight: 400;\">una <\/span><b>freccia bianca<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> ben visibile per l\u2019orientamento immediato.\u00a0<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa segnaletica pedonale \u00e8 disposta lungo l\u2019intero cammino per assicurare continuit\u00e0, leggibilit\u00e0 e sicurezza ai pellegrini, sia a piedi che in bicicletta.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il marchio ufficiale<\/span><b> della Via Lauretana\u202f<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">contrassegna le iniziative, le attivit\u00e0, i luoghi, i servizi, che aderiscono al progetto di recupero e valorizzazione della Via Lauretana e dei Cammini Lauretani.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Consiste nella stilizzazione di un antico tatuaggio utilizzato dai pellegrini lauretani nel corso dei secoli passati per \u201ccertificare\u201d sul proprio corpo il compimento del proprio itinerario di fede.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il disegno riproduce le effigi di Maria e del Santo Bambino, protetti dall&#8217;arco della Santa Casa e rivestiti dalla \u201cdalmatica\u201d, il tradizionale manto ingioiellato.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n"},{"status":false,"title":"CREDENZIALE","text":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">La Credenziale Lauretana \u00e8 il documento ufficiale che accompagna il pellegrino lungo il cammino verso la Santa Casa di Loreto, attestando l\u2019identit\u00e0 del fedele e la natura spirituale del suo pellegrinaggio. \u00c8 rilasciata dalla Confraternita delle Sacre Stimmate di San Francesco di Macerata, ente ecclesiastico autorizzato dalla Delegazione Pontificia Santa Casa di Loreto. La credenziale consente di apporre i timbri delle tappe percorse, fungendo da segno distintivo di appartenenza al cammino e da testimonianza personale dell\u2019esperienza compiuta. Redatta in pi\u00f9 lingue, \u00e8 riconosciuta ufficialmente nell\u2019ambito dei Cammini Lauretani. Al termine\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per richiederla \u00e8 necessario compilare l\u2019apposito modulo disponibile sul sito<\/span><a href=\"http:\/\/www.sacrestimmate.it\/\"> <span style=\"font-weight: 400;\">www.sacrestimmate.it<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Al termine del pellegrinaggio, \u00e8 possibile richiedere il Testimonium presso la Congregazione della Santa Casa di Loreto.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"PER SAPERNE DI PI\u00d9","text":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tavolo di Concertazione per il Recupero e la Valorizzazione della Via Lauretana\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Piazza della Madonna \u2013 Loreto (AN)\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tel:\u202f+39 0733.1992962 <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Web:\u202f<\/span><a href=\"http:\/\/www.camminilauretani.eu\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">www.camminilauretani.eu<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">\u202f-\u202f<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E-mail:\u202f<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">info@camminilauretani.eu<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Facebook:\u202f<\/span><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/camminilauretani\"><span style=\"font-weight: 400;\">www.facebook.com\/camminilauretani<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.umbriatourism.it\/it\/-\/la-via-lauretana\">Portale web regionale Umbria<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/camminilauretani.eu\/?utm_source=teads\">Portale web regionale Marche<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.italia.it\/it\/italia\/cosa-fare\/spiritualita\/cammini-religiosi\">Italia.it &#8211; Cammini religiosi<\/a><\/strong><\/p>\n<p>iniziativa \u201cCammini Aperti\u201d \u2013\u00a0 Iniziativa finanziata con il Fondo Sviluppo e Coesione, Piano Sviluppo e Coesione a titolarit\u00e0 del Ministero della Cultura, \u201cI cammini religiosi di San Francesco, San Benedetto e Santa Scolastica \u2013 Azioni trasversali\u201d di cui \u00e8 beneficiario il Ministero del Turismo.<\/p>\n"}]},"tappe":{"show_all":false,"all_tappe":"","tappa":[{"status":false,"title":"TRATTO Roma - Assisi","text":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">La Via Lauretana prende avvio dalla Basilica di San Pietro in Vaticano, cuore della cristianit\u00e0, e si snoda nel territorio laziale attraversando numerose localit\u00e0 di rilevante valore storico, culturale e paesaggistico. Il cammino interessa il Municipio I di Roma, il Municipio XV (Prima Porta) e prosegue verso Castelnuovo di Porto, Morlupo, Riano, Sacrofano, Magliano Romano, Rignano Flaminio, Sant&#8217;Oreste, Faleria, Civita Castellana, Gallese, Magliano Sabina e Orte, delineando un tracciato che ricalca in parte antichi percorsi romani e medievali.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Entrando in Umbria, la Via continua lungo un itinerario spiritualmente e culturalmente significativo, toccando i comuni di Otricoli, Narni, Terni, Spoleto, Campello sul Clitunno, Assisi, Spello e Foligno, prima di proseguire nelle Marche in direzione del Santuario della Santa Casa di Loreto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Attualmente \u00e8 in corso un importante lavoro di ricognizione, progettazione e messa in sicurezza per rendere pienamente fruibile e accessibile l\u2019intero tratto da Roma ad Assisi, con particolare attenzione alla segnaletica, alla percorribilit\u00e0 in sicurezza per pellegrini a piedi e in bicicletta, e alla valorizzazione delle strutture di accoglienza. Questo tratto rappresenta non solo una direttrice fondamentale dal punto di vista devozionale, ma anche un\u2019occasione concreta per la promozione integrata dei territori coinvolti, nel segno dell\u2019accoglienza e della spiritualit\u00e0, per il Giubileo del 2025.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 01","text":"<h2><strong>TAPPA 01: Da Assisi a Foligno<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Assisi<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Foligno<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 18.9 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +287 m \/ \u2013 424 m<br \/>\n<strong>Fondo stradale<\/strong>: Asfalto (85%) e sterrato (15%)<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">All\u2019altezza di Foligno, i pellegrini diretti a Loreto potevano scegliere se proseguire lungo la Via Flaminia oppure deviare verso Assisi per visitare i luoghi legati a San Francesco e Santa Chiara. Chi optava per questa deviazione seguiva la cosiddetta \u201cvia di Arezzo\u201d, importante asse viario che collegava Firenze a Foligno e a Roma. L\u2019itinerario toccava Santa Maria degli Angeli, con la basilica che custodisce la Porziuncola \u2013 la cappella dove Francesco si stabil\u00ec nel 1205 e fond\u00f2 l\u2019Ordine dei Frati Minori nel 1208. Poco distante, il santuario di Rivotorto protegge il \u201ctugurio\u201d dove il Santo visse con i primi compagni e scrisse una prima versione della Regola. Assisi rappresentava cos\u00ec una tappa fondamentale per i pellegrini, che dopo la visita riprendevano il cammino in direzione di Spello, seguendo l\u2019antico tracciato tra Firenze e Roma, che conduceva infine a Loreto.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 02","text":"<h2><strong>TAPPA 02: Da Foligno a Colfiorito<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Foligno<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Colfiorito<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 25.2 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +773 m \/ \u2013 245 m<br \/>\n<strong>Fondo stradale<\/strong>: Asfalto (40%) e sterrato (55%), non asfalto (5%)<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tra le testimonianze della storica via che collegava Spello a Foligno, lungo la Valle Umbra, restano ancora oggi visibili il tratto di via Roma che parte dalla porta Consolare e la chiesa della Madonna di Fiamenga, antica tappa per i pellegrini diretti da Roma ad Assisi e Loreto. Siamo a circa un chilometro da Foligno, la \u201cCitt\u00e0 di San Feliciano\u201d, la cui cattedrale domina piazza della Repubblica. L\u2019edificio fu ricostruito nel 1133 su un tempio pi\u00f9 antico, e nei secoli successivi ampliato e trasformato. Per ricongiungersi alla Via Lauretana dopo la visita ad Assisi e Spello, molti pellegrini valicavano la collina di Treggio, scendevano a Belfiore e si ricollegavano alla via Postale presso il Sasso di Pale, dove, incastonato in una parete rocciosa, si trova l\u2019eremo di Santa Maria di Giacobbe. Dedicato a Santa Maria di Cleofa, l\u2019eremo \u00e8 formato da una chiesetta del XIII secolo e alcuni edifici annessi di epoca successiva.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 03","text":"<h2><strong>TAPPA 03: Da Colfiorito a Camerino<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Colfiorito<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Camerino<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 25.2 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +510 m \/ \u2013 667 m<br \/>\n<strong>Fondo stradale<\/strong>: Asfalto (60%) e sterrato (35%), non asfalto (5%)<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019altopiano di Colfiorito segna il confine tra Umbria e Marche, ed era un tratto impegnativo della Via Lauretana storica, collocato tra la stazione di posta di Casenove e quella di Serravalle di Chienti, cos\u00ec chiamata per la strettoia tra due alti rilievi. Da qui la strada, oggi ricalcata in parte dalla Statale 77, seguiva l\u2019andamento obbligato della valle. Lungo il percorso si incontrava il convento di San Bartolomeo sul monte Brogliano, importante centro della riforma francescana nel XIV secolo, dove nel 1814 anche papa Pio VII fu accolto di ritorno da Loreto. Il cammino proseguiva in direzione della rocca dei Varano, per poi raggiungere la chiesa di Santa Lucia, all\u2019interno del borgo di Serravalle. Da l\u00ec si avanzava verso Bavareto e infine Camerino, storica citt\u00e0 universitaria e spirituale, punto di riferimento del tratto marchigiano della Via Lauretana.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 03a","text":"<h2><strong>TAPPA 03a: Da Colfiorito a Muccia &#8211; Direttrice per MUCCIA<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Colfiorito<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Muccia<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 17.8 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +174 m \/ \u2013 480 m<br \/>\n<strong>Fondo stradale<\/strong>: Asfalto (70%) e sterrato (30%)<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La tappa inizia sull\u2019altopiano di Colfiorito, seguendo antichi respiratori e il sentiero della Via Lauretana lungo la strada statale 77. Dopo pochi chilometri si incontra la basilica di Santa Maria Assunta, sorta sul sito dell\u2019odierna Plestia, con resti archeologici ben visibili sotto la chiesa. Il cammino prosegue leggermente in salita verso Serravalle di Chienti, dominata dalla rocca dei Varano e con la piccola chiesa di Santa Lucia, tappa medievale per i viandanti. Il fondo alterna momenti di asfalto urbano (via Santa Lucia) e tratti sterrati immersi nella campagna. Si attraversano le frazioni di Bavareto e Gelagna Bassa, dove un tempo operava un piccolo mulino, prima di deviare su uno sterrato in salita verso il Santuario della Madonna di Col de Venti, meta di profonde devozioni popolari. Dal santuario si ridiscende in direzione di Muccia attraverso la frazione di Fonticelle, fino a raggiungere l\u2019eremo del Beato Rizzerio e la chiesa di San Biagio, dove sono conservate le sue spoglie.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 04","text":"<h2><strong>TAPPA 04: Da Camerino a Belforte del Chienti<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Camerino<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Belforte del Chienti<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 18.1 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +316 m \/ \u2013 518 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019itinerario della variante per Camerino si separa dal percorso principale all\u2019altezza del convento di San Francesco di Pontelatrave. Oltrepassato il convento, si svolta a sinistra anzich\u00e9 proseguire in direzione del lago di Polverina. Dopo un antico ponte romanico, che testimonia l\u2019importanza storica di Pievebovigliana come punto di snodo, si incontra l\u2019edificio che un tempo ospitava la posta cavalli. Da qui, una comoda scorciatoia conduce alla frazione di San Marcello, da cui si giunge alla Porta Malatesta, storico accesso al centro di Camerino. All&#8217;ingresso della citt\u00e0 si incontra la piccola chiesa di San Giacomo, un tempo annessa a un hospitalis per i pellegrini risalente al 1395. In piazza Santa Maria in Via si trova il santuario che custodisce l\u2019icona della Madonna col Bambino, datata 1350 e secondo la tradizione proveniente da Smirne per mano dei Crociati. Il percorso attraversa il cuore della citt\u00e0 passando per palazzo Bongiovanni fino a piazza Cavour, dove si erge la statua di Sisto V, affiancata dalla cattedrale della Santissima Annunziata, il Palazzo Arcivescovile e il Palazzo Ducale. Poco oltre si giunge a piazza San Venanzio, dominata dall\u2019omonima basilica. Da qui, in lieve salita, si raggiunge porta San Giovanni, per poi arrivare al monastero delle Clarisse, dove i pellegrini possono trovare accoglienza. Usciti da Camerino, si imbocca la strada provinciale, arricchita da preziose testimonianze religiose e artistiche: lo storico convento di Renacavata, la chiesa di San Gregorio di Dinazzano, che conserva un affresco cinquecentesco della Traslazione della Santa Casa, e l\u2019ex complesso ospitaliero presso Piedilapiaggia. Infine, passando per la frazione di Campolarzo, si scende fino a Polverina, dove la variante si ricollega al tracciato principale della Via Lauretana cinquecentesca.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 04a","text":"<h2><strong>TAPPA 04a: Da Muccia a Belforte del Chienti &#8211; Direttrice per MUCCIA<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Muccia<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Belforte del Chienti<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 24 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +397 m \/ \u2013 520 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A Muccia, l\u2019antica strada attraversava il centro abitato lungo l\u2019attuale via Varano e via Roma, ma un tempo correva esternamente, oltrepassando la chiesa di Santa Maria da Varano e dirigendosi verso la localit\u00e0 Maddalena, fino al convento di San Francesco di Pontelatrave. Questo tratto, che ospit\u00f2 nel 1510 papa Giulio II e alcuni notabili, si attestava tra il convento e il vicino castello di Beldiletto, residenza fortificata di epoca rinascimentale. Oltre la chiesa di San Giovanni, il tracciato prosegue verso Polverina, dove si ricongiunge all\u2019antica Via Lauretana, per poi risalire in direzione nord fino a Valcimarra. Si supera il lago di Borgiano, specchio d\u2019acqua che accompagna il cammino in un paesaggio verde e rilassante. La strada prosegue come via Nazionale, poi prende il nome di via Santa Maria, come il borgo che si sviluppa ai piedi di Belforte del Chienti. Il castello, arroccato sul colle, era raggiungibile attraverso porta Santa Lucia, accanto alla quale si trovano ancora oggi un\u2019antica fonte e un lavatoio, memoria viva dell\u2019uso quotidiano di questi luoghi nei secoli passati.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 05","text":"<h2><strong>TAPPA 05: Da Belforte del Chienti a Tolentino<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Belforte del Chienti<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Tolentino<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 9 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +28 m \/ \u2013 152 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Lungo la valle del Chienti, l\u2019antico tracciato della Via Lauretana fu pi\u00f9 volte modificato per via delle frequenti esondazioni del fiume. A Belforte del Chienti, alla fine del XVII secolo, si decise di deviarne il corso, mentre a Tolentino, in epoca pi\u00f9 recente, il percorso venne spostato all\u2019esterno del centro storico per motivi urbanistici. Da Belforte si lascia il borgo toccando la chiesa del Santissimo Crocifisso del XVI secolo e la chiesa di San Sebastiano, per poi raggiungere l\u2019arco trionfale dedicato a Pio VI, punto di riferimento per i viandanti e simbolo dell\u2019accoglienza ai pellegrini. Poco dopo si arriva alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, luogo di sosta e devozione. Sulla facciata esterna si conserva un\u2019epigrafe del 1748, che ancora oggi accompagna il cammino con un messaggio ai pellegrini:\u00a0 \u00abDA QUI \u00c8 \/ TOLENTINO \u00c8 \/ UN MIGLIO E MEZZO \/ E DIECI PASSI \u00d3 \/ PELLEGRINO\u00bb. Il percorso prosegue dolcemente verso Tolentino, seguendo le anse della valle, tra paesaggi agricoli e piccoli tratti boschivi, avvicinandosi al cuore della Marca.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 06","text":"<h2><strong>TAPPA 06: Da Tolentino a Macerata<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Tolentino<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Macerata<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 27 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +464 m \/ \u2013 397 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Lasciata Tolentino, la Via Lauretana segue il tracciato oggi ricalcato dalla strada provinciale Val di Chienti. Dopo aver oltrepassato il castello della Rancia, si prosegue in pianura, affiancando il fiume. All\u2019altezza dell\u2019odierna Pollenza, gi\u00e0 nota come Montemilone, sorgeva l\u2019Osteria del Chienti, punto di ristoro attestato sin dal XVIII secolo. Poco pi\u00f9 avanti, i pellegrini trovavano l\u2019Osteria di Sforzacosta, oggi in rovina. Il cammino lasciava quindi la valle per salire verso il colle di Macerata. Superata la villa Costa, si saliva lungo la \u201csalita di Sforzacosta\u201d fino al colle di Santa Croce, dove nel 1505 fu fondato il convento dei frati Minori Osservanti. Da l\u00ec si discendeva verso porta Romana, storico ingresso della citt\u00e0. Il cammino attraversava poi la Contrada di Fontescodella, con l\u2019omonima fonte d\u2019acqua, passava accanto alla chiesa della Torresana e risaliva verso il convento domenicano di Santa Maria delle Grazie, oggi sede del Convitto Nazionale. Dalla chiesa di Santa Croce, unico elemento superstite del convento, il percorso proseguiva lungo lo \u201cstradone degli Zoccolanti\u201d, intitolato ai frati che qui si stabilirono nel XVI secolo, dopo aver lasciato la chiesetta della Piet\u00e0, ancora oggi visibile lungo la via per Villa Potenza. Il viale culminava con i \u201cTre Archi\u201d o Porton Pio, grandioso portale costruito nel 1625 in onore del cardinale Pio di Savoia, e oggi scomparso. Lungo il viale, nel 1650, erano state edificate dodici cappelle che costituivano un percorso di Via Crucis per i pellegrini. Superato l\u2019antico Porton Pio, lo stradone omonimo, aperto nel 1579, ospitava la stazione di posta dei cavalli e anticipava l\u2019ingresso alla citt\u00e0 attraverso porta Romana, progettata da Pompeo Floriani. Un tempo detta porta Boncompagno, in onore di papa Gregorio XIII, segnava il vero accesso monumentale alla citt\u00e0 di Macerata.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 07","text":"<h2><strong>TAPPA 07: Da Macerata a Loreto<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Macerata<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Loreto<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 34.2 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +513 m \/ \u2013 711 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il tracciato pi\u00f9 antico della Via Lauretana lasciava il centro storico di Macerata dal Duomo di San Giuliano, attraversava porta Duomo e scendeva nel borgo delle Fosse, costeggiando la chiesa di Santa Maria della Pace, la fonte della Quercia e infine la chiesa della Madonna del Monte. A partire dal 1645, si documenta una deviazione verso Villa Potenza. Entrambe le varianti \u2013 quella antica e quella pi\u00f9 recente \u2013 si riunivano presso Sambucheto di Montecassiano, da dove il tracciato proseguiva in modo pressoch\u00e9 invariato fino a Recanati. In avvicinamento alla Santa Casa di Loreto, il percorso ha invece subito alcune modifiche nel tempo. Il primo tratto seguiva la cosiddetta via Brecciarum, che saliva ripidamente verso il santuario. Tuttavia, gi\u00e0 nella prima met\u00e0 del Quattrocento, fu preferita la pi\u00f9 dolce via vallis Cerri, oggi ancora riconoscibile nella via Monticellorum, che da porta San Francesco scendeva verso la valle del Musone, per poi ricongiungersi al tracciato originario. La strada oggi percorsa dai pellegrini fu voluta da Clemente VII e affidata ad Antonio da Sangallo il Giovane. Fu calcata da Paolo III nel 1539 e completata nel 1588 dal governatore Geronimo Gabuzio. Leggermente spostata verso il mare agli inizi del Seicento, questa strada conduce direttamente nella Piazza della Madonna a Loreto, di fronte alla celebre Santa Casa.<\/span><\/p>\n"}]},"slider_cammini":{"title":"Continua il cammino","text":"","select_cammini":[70453]},"gallery":{"images":[{"img":{"ID":70429,"id":70429,"title":"TAPPA 1_Via di Francesco - Umbria -Verso Assisi - (c) Sviluppumbria - Fabrizio Ardito","filename":"TAPPA-1_Via-di-Francesco-Umbria-Verso-Assisi-c-Sviluppumbria-Fabrizio-Ardito.webp","filesize":705506,"url":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/07\/TAPPA-1_Via-di-Francesco-Umbria-Verso-Assisi-c-Sviluppumbria-Fabrizio-Ardito.webp","link":"https:\/\/camminiditalia.org\/en\/tappa-1_via-di-francesco-umbria-verso-assisi-c-sviluppumbria-fabrizio-ardito-2\/","alt":"","author":"2","description":"","caption":"Tappa 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Loreto, e pi\u00f9 precisamente il campeggio a 7 km dalla Basilica, \u00e8 infatti il luogo dove si sono conosciuti - e la Via Lauretana \u00e8 diventata il filo che ha cucito insieme paesaggi, fatica, pioggia, sole e una valanga di chilometri percorsi a piedi. In questo diario senza filtri, raccontano giorno per giorno il loro cammino in tenda, tra lavatoi d\u2019altri tempi, cascate, fontane salvifiche e accampamenti improvvisati con vista stelle. Con un budget mini e un entusiasmo gigante, hanno affrontato salite ripidissime, temporali estivi e colazioni a base di barrette e Polase. \u00c8 il diario perfetto per chi cerca ispirazione, consigli pratici e un po\u2019 di coraggio per partire. Perch\u00e9, come dimostrano Simone e Martina, non serve molto per vivere un\u2019avventura: basta qualcuno con cui condividerla, una via da seguire\u2026 e magari una tenda.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Introduzione<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ciao a tutti, siamo Simone e Martina, due ragazzi che da circa un anno si sono appassionati al trekking. Abbiamo deciso di fare questa esperienza e metterci alla prova affrontandola nel modo che pi\u00f9 ci piace: in tenda! Il cammino per noi aveva un valore speciale in quanto arriva a Loreto, il paese a 7Km dal campeggio in cui ci siamo conosciuti. Abbiamo suddiviso il cammino in 6 tappe, per una media di 28,3 Km al giorno, in base ai punti di sosta per la notte che abbiamo individuato. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le prime due tappe si sviluppano prevalentemente su strade bianche e sono anche abbastanza ombreggiate, mentre nelle restanti prevalgono l\u2019asfalto e il sole. Noi siamo stati abbastanza fortunati, perch\u00e9 i primi tre giorni ci sono stati dei temporali che hanno fatto scendere le temperature tra i 15\u00b0\/20\u00b0C, ma quando \u00e8 uscito il sole, la fatica si \u00e8 fatta sentire ulteriormente. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>P.S. Ricordatevi la protezione solare!<br>P.P.S. Evitate di farlo in piena estate!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Abbiamo deciso di fare questa avventura in tenda semplicemente perch\u00e9 ci piace, anche se il peso degli zaini si \u00e8 fatto sentire. Siamo partiti gi\u00e0 con qualcosa da mangiare e poi il restante lo abbiamo acquistato via via nei paesi che incontravamo. \u00c8 stata una vacanza super economy per una spesa totale di 82,77\u20ac in due, compresi i biglietti del treno e la sosta presso l\u2019 area camper attrezzata. Fatta questa breve premessa iniziamo a raccontarvi quella che \u00e8 stata la nostra esperienza sperando che possa esservi utile nel caso in cui decidiate di affrontare la\u00a0<strong>Via Lauretana <\/strong>in tenda.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><em>Se anche tu come Simone e Martina hai voglia di condividere il tuo racconto di cammino con la nostra community, scrivici a <a>info@camminiditalia.org<\/a>: ti invieremo tutte le indicazioni per raccontare la tua avventura! E se preferisci un contatto diretto unisciti alla nostra <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/camminiditalia\">Community su Facebook<\/a> e condividi il tuo racconto con noi e altri appassionati.<\/em><\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><em>E per non perderti lungo il tuo percorso, scarica l\u2019app di Cammini d\u2019Italia! Troverai tutte le tracce GPX dei principali cammini italiani e potrai navigare facilmente, anche offline. Scopri tutti i dettagli <a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/app-cammini-d-italia\/\">qui!<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 01: Assisi - Ostino<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>30 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo partiti dalla Basilica di San Francesco d\u2019Assisi in direzione Spello seguendo le indicazioni fornite dal bollino adesivo del cammino, facilmente identificabile. Raggiunto Spello abbiamo visitato il fantastico borgo chiamato anche \u201cla citt\u00e0 dei fiori\u201d, fermandoci poi per il pranzo al sacco. Giunto il momento di ripartire siamo stati bloccati da un forte temporale che per fortuna \u00e8 terminato dopo circa 30 minuti e ci siamo rimessi in cammino in direzione Oasi dell\u2019Altolina, dove abbiamo visitato le tre cascate prima di arrivare a Pale. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":72158,\"width\":\"852px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/8-2-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-72158\" style=\"width:852px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Basilica di San Francesco ad Assisi<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da qui, percorrendo il sentiero dei vecchi, abbiamo raggiunto ponte Santa Lucia dove termina il sentiero e per mezzo di una strada asfaltata siamo arrivati a Sostino. Sfruttando il vecchio lavatoio abbiamo ricaricato le scorte di acqua e abbiamo trascorso la notte in un campo previa autorizzazione da parte del pastore che abbiamo avuto la fortuna di incontrare di rientro dal pascolo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 02: Sostino - chiesa di Gagliano<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>35 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sveglia ore 5:00 per partire il prima possibile sapendo di dover percorre 35km. Alle 11 abbiamo raggiunto Colfiorito dove abbiamo pranzato acquistato presso il supermercato Coal del paese. Qui abbiamo ricaricato le scorte di acqua, perch\u00e9 secondo le indicazioni che avevamo sarebbe stata l\u2019ultima possibilit\u00e0 per i successivi 30km, tenendo in considerazione anche il <strong><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/campeggio-e-bivacco-libero\/\">bivacco notturno<\/a><\/strong>. Ripartiti su strada asfaltata in direzione di Serravalle di Chienti abbiamo dovuto interrompere la marcia a causa di un forte acquazzone che ci ha costretti a trovare riparo in un distributore. Durante l\u2019 attesa ci hanno raggiunto altri cinque ragazzi che stavano per\u00f2 percorrendo il <strong><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/cammini\/cammino-francescano-della-marca\/\">Cammino Francescano della Marca<\/a><\/strong> e ci siamo dati forza a vicenda. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Passato il temporale, abbiamo attraversato Serravalle del Chienti, dove in realt\u00e0 erano presenti diverse fonti d\u2019acqua, per poi giungere a Muccia, il cui centro storico \u00e8 completamente disabitato a causa del terremoto che lo ha colpito. Da Muccia, sempre su strada asfaltata, siamo saliti verso la chiesa di Gagliano, punto di fine tappa e sosta per il bivacco notturno. Ne abbiamo approfittato per lavare i vestiti utilizzando la fontana presente e abbiamo dormito proprio bene. Questa \u00e8 stata la tappa pi\u00f9 dura, sia per la distanza che per la ripide salite incontrate.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 03: chiesa di Gagliano - Belforte del Chienti<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>25 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Solito orario di sveglia e di partenza per raggiungere Camerino, dopo una ripidissima salita. La traccia non passa per il centro citt\u00e0, pertanto se s\u2019 intende visitarlo \u00e8 necessario un fuori traccia. Da qui, proseguendo su strada bianca costantemente in discesa, abbiamo raggiunto il lago di Caccamo dove ci siamo concessi un paio di ore di pausa e un bel gelato per completare il pranzo. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":72161,\"width\":\"870px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/5-1-1-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-72161\" style=\"width:870px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Camerino<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel primo pomeriggio siamo ripartiti verso Belforte del Chienti dove ci siamo accampati nel parco del campo sportivo, potendo cos\u00ec Camerino usufruire anche di una fontana. Il campo sportivo non si trova sulla traccia del cammino, ma \u00e8 raggiungibile con un fuori traccia di circa 2km.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":72164,\"width\":\"870px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/7-3-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-72164\" style=\"width:870px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lago di Caccamo<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 04: Belforte del Chienti - Abbadia di Fiastra<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>26 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anticipata la partenza di circa 20 minuti, siamo tornati sulla traccia e ci siamo diretti verso Tolentino; anche in questo caso per visitare il centro storico \u00e8 necessario un fuori traccia. Subito dopo il ponte del Diavolo si affronta una ripidissima salita che porta in quota permettendo di godere di un bellissimo paesaggio, in quanto si percorrono alcuni chilometri in cresta alle colline. Seguendo la traccia si percorrono prevalentemente strade secondarie ad eccezione dell\u2019ultimo chilometro prima della riserva naturale di Abbadia di Fiastra, che invece si sviluppa lungo la strada provinciale 78, molto molto trafficata. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":72167,\"width\":\"874px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/3-1-1-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-72167\" style=\"width:874px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tolentio<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui abbiamo campeggiato nell\u2019 area di sosta camper attrezzata dove \u00e8 possibile sostare usufruendo della corrente e dei servizi igienici al prezzo di 15\u20ac. Abbiamo pranzato e lavato i vestiti. Nel pomeriggio abbiamo visitato parte del parco naturale, esperienza che consigliamo di fare! Ringraziamo i vicini di piazzola che, arrivata l\u2019 ora della cena, ci hanno omaggiato di due fette di pizza, alzandoci il morale per la giornata successiva.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 05: Abbadia di Fiastra - San Firmano<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>30 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Abbiamo cercato di partire il prima possibile in modo tale da evitare il traffico nel restante chilometro di strada provinciale. Dopo vari saliscendi su asfalto e su strada bianca abbiamo affrontato l\u2019 ultima grande salita prima di Macerata, davvero molto molto impegnativa. Il pranzo lo abbiamo consumato presso i giardini A. Diaz dove ci siamo riposati un po\u2019 e dove consigliamo a tutti di fare una piccola sosta, in quanto l\u2019 ombra \u00e8 abbondante ed \u00e8 inoltre possibile usufruire di una fontana di acqua fresca.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":72173,\"width\":\"877px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/2-5-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-72173\" style=\"width:877px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Girasoli<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel primo pomeriggio siamo ripartiti, sfidando il caldo, in direzione di San Firmano, una frazione di Montelupone, dove ad accoglierci c\u2019era la signora Ave che ci sentiamo di ringraziare per la gentilezza e disponibilit\u00e0 dataci. Sistemata la tenda nel parco dietro l\u2019Abbazia, abbiamo mangiato e siamo andati alla festa di paese.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 06: San Firmano - Conero Azzurro<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>24 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vogliosi di terminare il nostro cammino e consapevoli di dover affrontare una giornata veramente calda, ci siamo messi in cammino alle 6:30 diretti verso Recanati. La visita al paese \u00e8 facilitata dalla traccia la quale tocca tutti i principali punti di interesse, tra cui la casa di Leopardi ed il Colle dell\u2019 Infinito. Seguendo la strada asfaltata che collega Recanati a Loreto abbiamo perso buona parte della quota altimetrica che viene poi recuperata in una ripidissima salita che conduce al centro di Loreto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":72176,\"width\":\"880px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/9-1-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-72176\" style=\"width:880px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Piazza a Recanati<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giunti nella piazza della Basilica abbiamo festeggiato il raggiungimento del nostro Recanati primo grande traguardo a suon di barrette energetiche e Polase. Tuttavia il nostro obiettivo finale era il \u201cCamping village Conero Azzurro\u201d che si trova a Marcelli di Numana a 7Km da Loreto. Arrivati in campeggio, subito abbiamo sfruttato le limpide acque del mare per un meritato bagno rigenerante.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","post_title":"Tenda, scarponi e un sogno lungo la Via Lauretana: in cammino con Simone e Martina","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"open","ping_status":"open","post_password":"","post_name":"tenda-scarponi-e-un-sogno-lungo-la-via-lauretana-in-cammino-con-simone-e-martina","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2025-07-31 16:00:13","post_modified_gmt":"2025-07-31 14:00:13","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"https:\/\/camminiditalia.org\/?p=72140","menu_order":0,"post_type":"post","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"},{"ID":72987,"post_author":"2","post_date":"2025-08-04 16:00:56","post_date_gmt":"2025-08-04 14:00:56","post_content":"<!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p><em>Among villages , ancient basilicas and roads laden with history, a small group of pilgrims decided to set out again along the ancient Via Lauretana, from Loreto to Rome. These are days of toil and wonder, laughter and prayer, unexpected encounters and solitude in the woods. Paul, together with his companions, traverses valleys and hills following in the footsteps of the wayfarers of old: the Roman Flaminian Way, customs towers, medieval churches and the remains of monumental bridges form the backdrop to a journey that is both physical and spiritual. This journal collects the stages, emotions and discoveries of a journey that links the Shrine of the Holy House in Loreto with the Basilicas of the Apostles in Rome: an interweaving of history, faith and Italian landscapes, in which every step tells an ancient story and every encounter leaves a mark.   <\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p><em><strong>  If you too like to share your walking story, write to us at <a>info@camminiditalia.org:<\/a> we will send you all the directions to tell your adventure! And if you prefer direct contact join our <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/camminiditalia\">Community on Facebook<\/a> and share your story with us and other enthusiasts. <\/strong><\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p><strong><em>And so you don't get lost along your route, download the Cammini d'Italia app! You'll find all the GPX tracks of the main Italian paths and can easily navigate them, even offline. Find out all the details <a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/app-cammini-d-italia\/\">here!<\/a>  <\/em><\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:heading {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>STAGE 01: Serravalle - Casenove<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>Three of us, Claudio Egidio and I, set off. Piera, kindly, drives us to Serravalle. We stamp our <strong><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/credenziale-del-camminatore\/\">credentials<\/a><\/strong> courtesy of a municipal employee because the town hall is closed and the church also (still caged by scaffolding). We drive through a deserted village and onto grassy paths   <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>Then at times we walk on paved back roads. Egidio says he saw a wolf in the distance, we joke about it. Shortly afterwards a car stops with valley people who confirm that there is a wolf nearby. We follow the old provincial road, passing under the customs tower.     <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>A little before Colfiorito and the splendid ancient basilica of Plestia we go along a path on the right between fields of vegetables and corn. At one point we get lost in the swamp. We manage to get out after half an hour of walking through reeds and bushes. We take a small asphalt road that leads us to Colfiorito. After the village we go on stony paths uphill through oak forests.    <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>On the horizon overlapping valleys and hill profiles, we climb along unmarked paths. At one point we descend into the valley toward a clump of houses; it is Cupignolo. We cross the state highway and enter the woods again toward the hamlet of Cifo. From there we descend again along the old state highway toward Casenove.     <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>Excellent and simple dinner truffle tagliatelle in a quaint tavern in Colfiorito. Stefano the owner welcomes us with elegance and great courtesy. He explains that the restaurant is set in a place that was during the war an Italian concentration camp for Slavic prisoner soldiers. Here we breathe the air of the border between mountain passes, customs towers, but we also follow traces of ancient history, the basilica of Plestia, Roman tunnels etc.   <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:heading {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>STAGE 02: Casenove - Foligno<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>In Casenove, early in the morning we find the church strangely open. In the darkness we notice a person praying. It is the parish priest Don Gianluca. We approach hesitantly so as not to disturb him. We ask him about 'pilgrim hospitality on site and about possible paths to Ponte Santa Lucia that would allow us to avoid the state highway; kindly he points us to the Madonna del Sasso trail to Scopello. After a pause for silence and prayer, we head out of the village in the direction of Madonna del Sasso.     <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>The heavy rain the day before yesterday made the trail almost a creek. We walk through puddles. To take the trail that starts from the sanctuary and follows the right side of the Menotre River, we have to ford the river. We can't make it, the water is too high. We turn back and through the brambles we make our way toward the state highway, which we follow to Scopello. Here we leave the state highway and descend a steep little road below the striking Castrense church, from where we take a beautiful grassy path that runs alongside the river. The gentle rustle of clear water, shimmering shrubs accompany us to the wellness area park at Ponte Santa Lucia.        <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>From there, having crossed the state highway, we head along steadily descending paths to the ancient castle of Pale, the glittering Menotre Falls, pass over a small Roman Aqueduct, follow paths carved into the tuff that then slowly open up into the hills and thread their way through the olive trees and down almost at a run to the beautiful medieval village of Belfiore. A few more kilometers and here is the walled city of Foligno. We stop at the 'intersection with the Via Flaminia nord in the Vescia area where we find hospitality in a dignified little hotel frequented by pilgrims.  <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:heading {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>STAGE 03: Foligno - Spoleto<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>From Foligno via Viale Roma, then right via Intermezzi continue via Parma, via old houses until meeting the bike path along the Moreggia River, a section of the Assisi Spoleto bike path that runs parallel to the west of the Flaminia. There are numerous accesses to the many sites (Clitunno springs, basilica of San Sabino etc ) and villages along the consular. We stop for lunch in the fortified village of San Giacomo. The frescoes in the apse of the church are spectacular (miracle of the rooster etc). We arrive at the sports facilities and are now in central Spoleto.    <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:heading {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>STAGE 04: Spoleto - Terni - Narni<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>We set off in reinforced ranks. Claudio Egidio Paolo Anna Daria and Luciana with Giuseppe following us at times on his bike. We set out early on Via Matteotti in the direction of St. Peter's Cathedral extra moenia. A brief stop for a prayer and off we go. We cross the state highway carefully because the intersection is very dangerous and shortly after we take a dirt road on the left that goes into the countryside on the slopes of the hills parallel to the Flaminia state highway. After a while we find a gate barring our way.     <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>We pass it but a small pack of dogs quickly makes us realize that we had better turn back toward the edge of the Tessino creek. We walk for kilometers through shrubs and brambles climbing with difficulty over small barrier walls, almost on the dry creek bed. Finally we come upon near the freeway a rough ribbon of asphalt that is the route of the old state highway.    <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>After a few kilometers you come out on the freeway, which must be crossed to enter immediately on the right on asphalt road with arrow for Valdarena and Monte Ridico-provincial road 464. You climb for 1 km in the middle of the woods, after an abandoned cantoniera house you turn downhill to the left arriving at Strettura, an ancient post station. A restorative stop at the excellent palazzo dei papi restaurant and then off you go.    <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>Unfortunately, after a few hundred meters the old section of state highway ends and we return to the busy and dangerous SS 3. We decide with Giuseppe's help to bypass by car a stretch of about 5 km. After a semi-curve we descend to take on the left (300 m after the yellow house and arrow for Battiferro to be ignored) a small asphalt escarpment, we continue, walking on the right along the edge of the stream. Again through shrubs and brambles and after a while we take San Carlo road. We continue along the long avenue Trevenezie arriving in town.    <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p><strong>Terni\/Narni section<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>We pass through the unattractive suburbs of Terni, at the end of the interminable Trevenezie Avenue short stop to regain our strength. The weather forecast does not bode well for the next few days. It is decided to make an extra effort (have already made 25 km) to arrive the same evening in Narni. Alternatives to avoid the Flaminia highway are not many.     <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>We follow back roads through the industrial area south of Terni that never seems to end. The fatigue takes its toll, all right! We arrive in Narni scalo with darkness along busy country roads. We climb to Narni city, by now exhausted, passing by the monumental and elegant Augustus Bridge, after 41 km of walking. The beauty and charm of this ancient city we manage to appreciate only after a shower and an excellent dinner in a good restaurant in the wonderful medieval old town.    <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:heading {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>STAGE 05: Narni - Otricoli<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>We have an appointment with Daniele, a friend and expert in local history and trails. I asked him to help us find and follow trails that would take us to Otricoli without touching asphalt. He accommodated us! 26 kilometers of scenic beauty, dazzled by the blue waters of the Nera River, accompanied by tales of history and stories, among medieval villages where time seems not to have passed, along paths that lead to ancient elegant and mysterious Longobard churches.     <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>To arrive towards dusk after about 26 kilometers of walking at the Roman port on the Tiber of <em>Ocriculum<\/em>. We pass through a countryside dotted with monumental remains that testify to the considerable strategic importance of this center in Roman times. Tiredness does not veil the awe and wonder!  <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>Thank you Daniele also for your thousands of stories of local stories, archaeological finds, local legends and memories that made this STAGE precious and special. We stay overnight in the 'only hotel in Otricoli not without an excellent dinner with good value for money. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:heading {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>STAGE 06: Otricoli - Civita Castellana<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>We leave earlier than usual at dawn. We pass through the beautiful medieval village that is still deserted. After a few hundred meters we get onto the Flaminia There is no alternative unfortunately to the long ribbon of busy asphalt, with the roadsides with no signs of maintenance and progressively past the border with Lazio, increasingly covered with garbage. The weather does not bode well, raining in places.     <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>For a few kilometers to avoid dangerous traffic we walk parallel to the road between freshly plowed fields or alfalfa meadows. The difficulty, fatigue and tension are considerable. We pass, in the rain near Ant Castle, then under the ruins of Borghetto Castle. Before reaching Civita we stop for a restorative stop at a roadside cafe. Never was the choice more fortunate and propitious.    <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>We thus avoid a real downpour that lasts half an hour. We set off again for Civita, which we cross not without stopping for a coffee and to visit the beautiful cathedral. At the central caf\u00e9 we gather some information about alternative paths to the Flaminia. We set out wearily, following the advice we have received, along a track that descends into the gorge surrounding the town, crossed by the Treia River. Finally, after a few kilometers we arrive at the agriturismo where we stay overnight. Excellent dinner.     <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:heading {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>STAGE 07: Civita Castellana - Castelnuovo di porto<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>We leave the farmhouse around 7 amid the scent of grass and low mist. We are at the bottom of a green ravine and the atmosphere is charged with moisture. We walk fast on uphill paths that take us back to the Flaminia. A brief stop in front of an elegant medieval gate and then we set out again on SS 3. The route is monotonous and actually quite risky given the traffic. The roadside for miles is a veritable open-air garbage dump. Restorative stop in Rignano Flaminio. We set off again, walking for stretches on the paving stones of the Roman Flaminia.         <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>This is enough to repay us for the bitterness and anger at the degradation and disrespect for the environment we have just seen. In Morlupo we stop to refresh ourselves at lunchtime in one of the few places open. We continue on the increasingly busy state highway to the medieval village of Castelnuovo di porto, the destination of today's STAGE. Asking for information, we find a paved side road that takes us in the direction of Malborghetto, so we decide to continue.     <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>Finally a restful walk in the Roman countryside that takes us to the impressive remains of a Roman tetrapil arch, later converted into a post station\/house. Legend has it that the famous battle between Constantine and Maxentius would have taken place near this site. We stop to admire this imposing building overlooking the Roman countryside and then cross the Sacrofano train station to the village Fraterna domus where we will dine and stay overnight.  <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:heading {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>STAGE 08: Sacrofano Rome<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>We leave the village at dawn. We try to get our bearings to avoid miles of busy and dangerous narrow state road. We find signs for via pineto then turn left onto the provincial road Via Sacrofano Prima porta. It is a secondary road, a narrow ribbon of asphalt clinging to the green Roman hills that runs in the direction of Prima porta. One breathes in green and silence at the top of one's lungs.      <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>At Prima Porta again the problem is to avoid the state highway. We turn onto side streets that run through the neighborhood and lead to the Labaro train station. Here we pass the station through an underpass and head for the beautiful bicycle path that runs along the banks of the Tiber, among the green countryside and the many sports facilities. At Ponte Milvio vecchio where the Flaminia passes, we leave the bike path and head toward Piazza del Popolo, the starting point of the ancient Via Lauretana. Our effort does not end here.    <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>One last effort to cross the city in the direction of St. Peter's our destination. We enter the basilica movingly and make our way to the bronze statue of the first of the apostles at the far right of the immense and grand nave. Peter's feet are worn by the hands of the countless pilgrims who have come here over the centuries to pay homage to Peter, <em>ad limina apostolorum<\/em>.    <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>Unfortunately, it is not possible to touch Peter's feet now, but we get as close as possible to the statue and do so in inspiration. We ask him to watch over us and his and our church! As we leave, it is a must to go to the offices of the Roman Opera to hand in our credentials and collect our <em>testimonium<\/em>, which attests to our journey of effort and our Cammino dell'Anima from Loreto to Rome. Thank God we managed to reach our destination in health and joy!   <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:heading {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>STAGE 09: Abbey of Farfa<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>Driving back from Rome I insist with friends on a detour to the very ancient abbey of Farfa. Mystery, charm, silence and walls dripping with history. Inside the abbey church we discover a small niche with keys that tradition reports are the keys to the Holy House of Loreto! Nothing happens by accident! We are right at the end of the Loreto walk.    <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:jetpack\/slideshow {\"ids\":[72647,72632,72641,72638,72644,72653,72650,72635],\"sizeSlug\":\"large\",\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<div class=\"wp-block-jetpack-slideshow aligncenter\" data-effect=\"slide\" style=\"--aspect-ratio:calc(819 \/ 1024)\"><div class=\"wp-block-jetpack-slideshow_container swiper-container\"><ul class=\"wp-block-jetpack-slideshow_swiper-wrapper swiper-wrapper\"><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-72647\" data-id=\"72647\" data-aspect-ratio=\"819 \/ 1024\" src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/3-819x1024.webp\"><figcaption class=\"wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption\">Departure from Loreto<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-72632\" data-id=\"72632\" data-aspect-ratio=\"819 \/ 1024\" src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/6-819x1024.webp\"><figcaption class=\"wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption\">Civita Castellana<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-72641\" data-id=\"72641\" data-aspect-ratio=\"819 \/ 1024\" src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1-819x1024.webp\"><figcaption class=\"wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption\">Casenove - Foligno<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-72638\" data-id=\"72638\" data-aspect-ratio=\"819 \/ 1024\" src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/8-1-1-819x1024.webp\"><figcaption class=\"wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption\">Serravalle di Chienti - Basilica of Plestia<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-72644\" data-id=\"72644\" data-aspect-ratio=\"819 \/ 1024\" src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/2-1-819x1024.webp\"><figcaption class=\"wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption\">Serravalle di Chienti<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-72653\" data-id=\"72653\" data-aspect-ratio=\"819 \/ 1024\" src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/5-819x1024.webp\"><figcaption class=\"wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption\">Narni - Otricoli<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-72650\" data-id=\"72650\" data-aspect-ratio=\"819 \/ 1024\" src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/4-819x1024.webp\"><figcaption class=\"wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption\">Narni - Otricoli<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-72635\" data-id=\"72635\" data-aspect-ratio=\"819 \/ 1024\" src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/7-1-819x1024.webp\"><figcaption class=\"wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption\">Sacrofano - Rome<\/figcaption><\/figure><\/li><\/ul><a class=\"wp-block-jetpack-slideshow_button-prev swiper-button-prev swiper-button-white\" role=\"button\"><\/a><a class=\"wp-block-jetpack-slideshow_button-next swiper-button-next swiper-button-white\" role=\"button\"><\/a><a aria-label=\"Pause Slideshow\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_button-pause\" role=\"button\"><\/a><div class=\"wp-block-jetpack-slideshow_pagination swiper-pagination swiper-pagination-white\"><\/div><\/div><\/div>\n<!-- \/wp:jetpack\/slideshow --><!-- wp:heading {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Conclusions<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>It was good to share a strong and beautiful experience of toil , of beauty of relationships, of gifts, of encounters. A journey that was ancient but at the same time new, because somehow in the Spoleto Rome section along the Via Flaminia, the ancient postal road of the popes, we were vanguards.   <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:paragraph {\"translatedWithWPMLTM\":\"1\"} -->\n<p>Now, to others to treasure our experience to define a structured proposal of walking through villages and cities valleys and wonderful mountains, between the most important Marian shrine in the world and the basilicas of the apostles Peter and Paul. Thanks to all the pilgrim friends. Thanks to Joseph for support and also to Piera for help and support in the explorations that preceded our walk.  <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","post_title":"From Loreto to Rome: Paul's Via Lauretana between faith and history","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"open","ping_status":"open","post_password":"","post_name":"from-loreto-to-rome-pauls-via-lauretana-between-faith-and-history","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2025-08-06 10:57:15","post_modified_gmt":"2025-08-06 08:57:15","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"https:\/\/camminiditalia.org\/from-loreto-to-rome-pauls-via-lauretana-between-faith-and-history\/","menu_order":0,"post_type":"post","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"},{"ID":27015,"post_author":"2","post_date":"2024-01-12 14:12:20","post_date_gmt":"2024-01-12 13:12:20","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Giacomo ha scelto di unire pi\u00f9 cammini per creare il proprio. Questo diario racconta il suo viaggio, intessuto di sogni coltivati per quattro anni. Da Roma a Loreto, tra rinunce e attese, Giacomo ha trasformato l'unione di antichi tracciati in una straordinaria avventura personale. Seguiamo i suoi passi, tra paesaggi fisici e interiori, in un viaggio che va oltre il cammino stesso.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27035,\"width\":\"841px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/intro2-1024x768.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-27035\" style=\"width:841px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le absidi-mura del santuario di Loreto<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Introduzione<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel proliferare di nuovi cammini su tutto il territorio italiano, un antico tracciato, un tempo quello pi\u00f9 importante insieme alla Francigena, manca all\u2019appello: la Via Lauretana. Esiste, com\u2019\u00e8 noto, un cammino con questo nome, ma si tratta in realt\u00e0 dell\u2019ultima parte del pi\u00f9 frequentato tracciato antico, che univa le due maggiori mete di pellegrinaggio della penisola, Roma e la Santa Casa. Come sempre accade per i pellegrinaggi antichi, sviluppatisi prima dell\u2019avvento delle automobili, anche la Via Lauretana coincideva un tempo con le principali vie di comunicazione, percorrendo la vecchia strada consolare Flaminia nella sua variante spoletina e poi, tramite Colfiorito, anconetana; strada che, fino all\u2019ultimazione del traforo del Gran Sasso, fu la pi\u00f9 rapida connessione tra la capitale dello Stato Pontificio e le sue provincie adriatiche. Per questo motivo, inevitabilmente, l\u2019antico percorso che connetteva Roma e Loreto \u00e8 al giorno d\u2019oggi interamente ricoperto da asfalto, e per lunghi tratti ad altissima percorrenza. Nella porzione da Foligno a Loreto \u00e8 nuovamente percorribile a piedi con (quasi sempre) sicurezza lungo la novella Via Lauretana che parte da Assisi; nell\u2019ambito del rilancio delle Vie Lauretane avviato da una decina d\u2019anni ad opera di alcuni enti - CEI, Associazione Via Lauretana, Regione Marche e altri - non \u00e8 inverosimile che in futuro si possa tornare a camminare sulle orme degli antichi pellegrini: il vecchio tracciato da Roma a Loreto, che \u00e8 stato tra l\u2019altro ricostruito minuziosamente in una tesi di dottorato edita pochi anni fa<sup data-fn=\"552c1145-2910-407d-be43-e11715f14ad9\" class=\"fn\"><a href=\"#552c1145-2910-407d-be43-e11715f14ad9\" id=\"552c1145-2910-407d-be43-e11715f14ad9-link\">1<\/a><\/sup>, \u00e8 gi\u00e0 in qualche misura percorribile e, che io sappia, almeno due pellegrini, Sergio e Paolo, l\u2019hanno fatto (in soli nove giorni!) nel maggio-giugno 2018<sup data-fn=\"b0dd3dd2-dbdb-47c2-a1e4-e615dce3fd56\" class=\"fn\"><a href=\"#b0dd3dd2-dbdb-47c2-a1e4-e615dce3fd56\" id=\"b0dd3dd2-dbdb-47c2-a1e4-e615dce3fd56-link\">2<\/a><\/sup>.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cammino che ho percorso e che racconto nasceva da una scelta diversa: andare a piedi a Loreto, da casa, ma privilegiando la bellezza e sicurezza dell\u2019itinerario piuttosto che la sua identit\u00e0 con quello antico. L\u2019idea era nata in me nel 2019, a ottobre, di ritorno da un pellegrinaggio alla Santa Casa. Avevo gi\u00e0 fatto due cammini di Santiago e alcuni trekking in tenda e mi venne naturale cercare se esistesse un cammino di Loreto, come esiste la Francigena, da fare l\u2019estate dopo. Vidi che c\u2019era solo da Assisi e rimisi da parte l\u2019idea, per poco: a gennaio 2020 torn\u00f2 il tarlo e in breve pianificai il mio cammino. La via pi\u00f9 diretta verso le Marche, evitando strade asfaltate il pi\u00f9 possibile, era quella di andare fino a Rieti e Poggio Bustone sulla via di Francesco, e poi fino a Norcia sul cammino di San Benedetto al contrario. Per superare i monti Sibillini, poi, una tappa del Sentiero Italia fino a Visso, una dell\u2019anello dei Sibillini fino a Fiastra e una tappa \u201cinventata\u201d su sterrati per raggiungere, a Pievefavera, la via Lauretana. Nato l\u2019itinerario, subito me ne innamorai, e mi sembrava di essere gi\u00e0 pronto per partire. Accadde invece che Loreto si trasformasse in una semplice formula - \u201cChe fai quest\u2019estate?\u201d. \u201cVorrei andare a Loreto a piedi, in tenda\u201d - che ripetei per quasi quattro anni, smettendo di crederci anche io. A tutti e a me stesso parlavo di questo sogno nel cassetto, ripetevo l\u2019itinerario, spiegavo che era una mia invenzione, ma non trovavo il modo di renderlo realt\u00e0. Nel 2020 passai tutta l\u2019estate coi motori accesi, pronto a partire, ma la partenza, rinviata pi\u00f9 volte, fu annullata; nel 2021 dovetti rinunciare per motivi di salute; nel 2022 di nuovo salt\u00f2 tutto a un mese dalla partenza. La persona con cui pensavo di fare il cammino aveva altri progetti, e io rimanevo in attesa. Mi organizzai diversamente per il 2023, e di nuovo ebbi prima un\u2019adesione e poi un <em>forfait<\/em>, ad aprile di quest\u2019anno: anche stavolta non avevo nessuno con cui andare. Avevo preso ormai l\u2019abitudine di rinviare all\u2019anno dopo e cos\u00ec accantonai l\u2019idea ancora una volta; poi, per\u00f2, preso dalla voglia d\u2019avventura, decisi di partire da solo, col compromesso di viaggiare leggero e tranquillo dormendo in ostelli e conventi, invece che in tenda.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come capita spesso per i cammini, altro \u00e8 programmarli, altro \u00e8 partire. L\u2019esperienza in s\u00e9, di 16 giorni, \u00e8 stata indimenticabile, ma credo che \u2013 nel bene e nel male \u2013 mi abbiano segnato molto di pi\u00f9 gli anni di attesa: la vera avventura \u00e8 iniziata nel 2019, e si \u00e8 conclusa il giorno della partenza.&nbsp; \u00c8 stata proprio questa lunga attesa a rendere Loreto speciale, insegnandomi cose che, a ripeterle, sembrano i pi\u00f9 banali luoghi comuni del mondo, ma che hanno acquistato significato in questi quattro anni: non mollare un sogno e aspettare il momento giusto, sapendo scendere a compromessi ove necessario, confidare in me stesso, non attribuire ad altri i miei propri desideri. Partendo, chiudevo i conti con tutto quello che ero stato ed era accaduto dentro e fuori di me in tutti quegli anni in cui Loreto era sempre rimasto un pensiero presente: crescita e gioie e disavventure, alcune personali, altre comuni ad ognuno come la pandemia. Quando poi ho cominciato a camminare, \u00e8 stato bello vedere dal vivo ognuno di quei luoghi, quelle citt\u00e0, quei singoli tratti di tappa a lungo rimasti nell\u2019immaginazione e nei sogni: quasi tutti erano diversi, e tutti erano pi\u00f9 belli di come li avevo immaginati e sognati.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il camminatore conosce bene quel senso di stupore alla partenza di un cammino a lungo programmato, quel \u201cnon ci posso credere che sono davvero partito\u201d che lo accompagna nei primi passi: l\u2019avevo gi\u00e0 provato in passato, ma stavolta era immensamente pi\u00f9 grande proprio grazie a tutto ci\u00f2 che aveva preceduto la partenza: quattro anni di preparazione, come un\u2019Olimpiade\u2026 adesso non restava che partire.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27036,\"width\":\"520px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/Intro-779x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-27036\" style=\"width:520px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Per avere una specie di comoda \u201ctraccia GPS\u201d sul cellulare, ho salvato i punti in cui passa ogni tappa e le svolte principali su Google Maps. L\u2019insieme delle bandierine d\u00e0 un\u2019idea del cammino percorso: non le ho ancora eliminate.<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Primo giorno \u2013 15 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Roma centro-Monte Sacro<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>12,5 km, +200 -200 mt<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I giorni in cui parto sono tra i pi\u00f9 caldi di quest\u2019anno, i soliti da \u201cbollino rosso\u201d: 37, 40 gradi e oltre. Essendo la tappa breve e in citt\u00e0, per\u00f2, senza problemi di acqua, oggi esco con calma: sveglia alle sette, partenza alle sette e mezzo. Ho modificato la prima tappa della via di Francesco del Sud in una maniera che mi sembra pi\u00f9 logica e piacevole, passando per il verde dei parchi di Villa Borghese e Villa Ada ed evitando il trafficatissimo Viale della Moschea. Da casa, percorro al contrario la via lungo cui un tempo i pellegrini entravano a Roma: via della Scrofa, il mausoleo di Augusto, via di Ripetta, piazza del Popolo. Uscito dal perimetro antico della citt\u00e0, le mura Aureliane, abbandono subito la Flaminia per entrare dai grandiosi propilei neoclassici in villa Borghese: passo dalla fontana del Fiocco, sotto l\u2019arco romano e aggiro il laghetto, dove delle simpatiche papere mi augurano buon cammino.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attraverso il Bioparco, qualche centinaia di metri di citt\u00e0 \u2013 i Parioli \u2013 e sono di nuovo nel verde, dentro Villa Ada. Questa, a differenza della precedente che risale al Cinquecento, \u00e8 una villa moderna, ma non per questo priva di storia: se villa Borghese fu di una grande famiglia papale, villa Ada fu di Casa Savoia, tenuta di caccia amata dal silvestre Vittorio Emanuele II, venduta dal figlio, ricomprata dal nipote Vittorio Emanuele III; qui, il 25 luglio 1943, fu messo agli arresti Mussolini per condurlo a Campo Imperatore: tra dieci giorni, ottant\u2019anni precisi. Attraverso la villa e passo dal suo laghetto la cui isola al centro, per\u00f2, invece del bel tempio di Esculapio di villa Borghese, ha il palco per i concerti del festival estivo. Da questo punto in poi, giunto sulla Salaria, mi ricongiungo con il tracciato \u2018ufficiale\u2019 della via di Francesco, segnato giallo e azzurro (una bandiera dell\u2019Ucraina rovesciata, che mi accompagner\u00e0 nei prossimi cinque giorni), seguendo la ciclabile che corre lungo l\u2019ultimo affluente del Tevere, l\u2019Aniene. Alla fine di questo tratto faccio una piccola deviazione per attraversarlo \u2013 \u00e8 il primo fiume del mio cammino - sull\u2019affascinante ponte fortificato Nomentano; opera romana, medievale, moderna, con stratificazioni di ogni epoca, pi\u00f9 una torre sul fiume che un ponte. Chi non sapesse della sua esistenza se lo perderebbe senz\u2019altro: per due millenni via di transito primaria nella zona, isolato in mezzo alla campagna, \u00e8 oggi soffocato dagli alberi, dal quartiere, dal vicinissimo moderno ponte Tazio, dall\u2019ancor pi\u00f9 vicina rimessa degli autobus. Come sempre accade per le infrastrutture, la fine dell\u2019utilizzo \u00e8 l\u2019inizio della sfortuna: reso pedonale, almeno questo, protetto in qualche modo dalla Soprintendenza, ma ormai svuotato di senso, ora che la Nomentana non passa pi\u00f9 sul suo dorso e sotto i suoi merli. Varcatolo, si ha di fronte il Monte Sacro, che \u00e8 forse il luogo dove si ritirarono i plebei nella rivolta del 494 a.C.: dando credito a questa tradizione, il vicino rudere del I\/II secolo d.C. (cio\u00e8, in realt\u00e0, di seicento anni pi\u00f9 tardo della secessione) porta il nome di \u201cMausoleo di Menenio Agrippa\u201d, il senatore che, col suo celebre discorso sulle membra del corpo, avrebbe convinto alla pace la plebe in quel frangente.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Torno nell\u2019asfalto. L\u2019ultima mezz\u2019ora di strada, con un caldo torrido, mi porta a casa degli zii che mi ospiteranno per la prima notte; il pomeriggio riposo, la sera viene festeggiato il mio passaggio con una bella e buonissima cena tutti insieme. Aver percorso vie ben note ed essere ospite da dei cari parenti mi tiene, per oggi, ancora lontano dal realizzare davvero di essere partito, e solo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27037,\"width\":\"819px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/1-4-1024x768.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-27037\" style=\"width:819px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il tempio di Esculapio al centro del laghetto di Villa Borghese<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Secondo giorno \u2013 16 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Monte Sacro-Monterotondo<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>19 km, +500 -400 mt<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se ieri ero uscito dalla cinta antica di Roma, quelle mura Aureliane che ne definirono il perimetro per sedici secoli, oggi percorrendo via della Bufalotta oltrepasso anche quella moderna: il Grande Raccordo Anulare. Via di Tor San Giovanni mi conduce in campagna: entro nella riserva della Marcigliana, il cui paesaggio collinare di campi di grano e balle di fieno sar\u00e0 quello prevalente della giornata, con i suoi colori oro, azzurro e verde.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uno spiacevole incontro con due pastori maremmani segna la giornata: escono dal primo casale lungo la strada, col cancello aperto e i padroni dentro; passo dei brutti minuti con il loro ringhio alle caviglie finch\u00e9 non si interessano di un ciclista che arriva, e che aspetto passi indenne insieme a me. Qualche giorno dopo un volontario gestore della Via di Francesco mi dir\u00e0 che capita spesso, e che i padroni di quel casale lasciano di proposito il cancello aperto, infastiditi dal passaggio di ciclisti e pellegrini: non molto edificante. Il resto della giornata passa senza altre disavventure e arrivo per le undici e mezza a Monterotondo, dove faccio una passeggiata per il centro visitando il duomo e il bel palazzo ducale dei Barberini.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mangio pizza al taglio e vado verso la periferia dove sono ospite della parrocchia di Ges\u00f9 Operaio, alloggiando per fortuna in un locale seminterrato che mitiga il caldo disumano di questi giorni. La sera torno in paese per prendere una pizza con degli amici di Roma che vengono a trovarmi\u2026 non mi sono ancora allontanato troppo: due giorni di cammino per me, una quarantina di minuti in macchina per loro!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27032,\"width\":\"808px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/2-2-1024x768.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-27032\" style=\"width:808px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L\u2019ingresso della Marcigliana<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Terzo giorno \u2013 17 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Monterotondo-Ponticelli Sabino<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>29.5 km, +950 -750 mt<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tappa di oggi \u00e8 una delle due pi\u00f9 lunghe del cammino e parto presto. Nelle prime ore passo nella bella riserva di Gattaceca, allietato dall\u2019alba dietro il monte Gennaro e dalla vista pittoresca della Torre Fiora in rovina su un\u2019altura.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poco dopo sono di nuovo costretto ad allungare per uliveti per evitare due grossi cani che stanno fuori da un cancello sulla strada. Proseguo in relativa tranquillit\u00e0 con la valle del Tevere e la mole isolata del monte Soratte in lontananza sulla sinistra; a Montelibretti, dove mi conforta una fontanella a cui bevo d\u2019un fiato un paio di litri d\u2019acqua \u2013 sono le dieci di mattina, ma fanno gi\u00e0 35 gradi! \u2013 devio per vedere il centro con il castello e l\u2019arco d\u2019ingresso su cui, come sul campanile della chiesa, campeggia di nuovo lo stemma dei Barberini. Anche nel resto della tappa, per fortuna, trovo molti fontanili: le ultime due ore procedo allucinato, ciondolante, fermandomi solo per bere e per vedere il Ponte del Diavolo, un ciclopico terrazzamento del II secolo a.C. che sosteneva un tratto dell\u2019antica via Salaria romana. Arrivo per le due al Bar Mariani, dove ricevo una cortese ospitalit\u00e0 da Patrizia e Riccardo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel pomeriggio visito il paese, affascinante per la sua minutezza: una via corre ad anello dentro le mura e quattro altre viottole parallele tagliano in lungo l\u2019ovale del borgo, con tre piazzette. La sensazione di isolamento dallo spazio e dal tempo, a solo un\u2019ora di macchina dalla capitale, si percepisce in ogni casa e ogni persona che si incontra. La chiesa pi\u00f9 grande e il castello purtroppo sono chiusi, ma per le strade sono murate alcune sculture e reperti romani che gli abitanti nei secoli hanno reimpiegato, e dietro il bar in cui alloggio \u00e8 aperta la chiesetta di Santa Maria del Colle, ornata di affreschi, di un tabernacolo rinascimentale e di un pulpito poggiato sulle due met\u00e0 di una colonna tagliata di reimpiego. La sera ceno in compagnia dei miei ospiti e ascolto a lungo i loro racconti sulla vita del paese.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27031,\"width\":\"800px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/3-3-1024x768.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-27031\" style=\"width:800px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Lucretili all\u2019alba. Da sinistra il monte Pellecchia (la lunga cresta pianeggiante), il Gennaro e il Morra<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quarto giorno \u2013 18 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Ponticelli Sabino-Poggio San Lorenzo<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>20 km, +900 -700 mt<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nella tappa di oggi incontro molti pellegrini, tra i quali tre che viaggiano nella mia stessa direzione, e cos\u00ec scopro di non essere solo nella mia giornata come avevo creduto fino a adesso. Uscito in strada a Ponticelli incontro due pacifici cagnoloni e uno, pur fingendo di ignorarmi, mostra di apprezzare qualche carezza e la compagnia umana, visto che far\u00e0 la mia stessa strada per quasi due ore, fino alle porte di Poggio Moiano; dopo un\u2019ora scompare per un po\u2019 e riappare insieme a Paolo, giovane pellegrino di Bergamo con cui faccio un pezzo della tappa. La seconda met\u00e0 della giornata sono di nuovo da solo, di ottimo umore per i molti incontri e per l\u2019amenit\u00e0 della campagna sabina. Passo dal santuario di Santa Vittoria, sorto nel III secolo sul luogo di sepoltura della santa romana, martirizzata nella vicina Trebula Mutuesca, oggi Monteleone Sabino; purtroppo \u00e8 chiuso per restauri, ma il bel verde davanti alla chiesa mi offre dell\u2019acqua fresca e una placida sosta. Poco oltre, ripresa la via, il cammino passa accanto alle rovine dell\u2019antico anfiteatro dell\u2019insediamento, a fianco delle quali sorge un campo da calcio: giochi di ieri e di oggi. Nell\u2019ultimo pezzo soffro di nuovo il caldo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poggio San Lorenzo \u00e8 un piccolo borgo (500 abitanti il comune) che sorge su un\u2019altura lungo la Salaria, sostenuto da mura e arconi romani; \u00e8 un borgo lineare, formato in pratica da una sola via con una piazza a met\u00e0. Le sensazioni di isolamento e insieme di millenaria continuit\u00e0 storica che offre sono le stesse provate ieri a Ponticelli, di cui d\u00e0 l\u2019impressione di essere ancor pi\u00f9 piccolo. Tolta la luce elettrica, due auto e qualche sedia in plastica, nulla sembra essere cambiato da secoli; gli antenati degli abitanti che si vedono ingannare il tempo in piazza devono aver vissuto qui da sempre, forse dai tempi della fondazione; i loro battesimi, matrimoni e funerali, tutti celebrati nella stessa unica chiesa parrocchiale. Molti di loro, dei discendenti, sembrano caratteristi di qualche film pasoliniano.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dormicchio e nel pomeriggio vedo quel che c\u2019\u00e8 da vedere, faccio la spesa e cucino per gli altri con cui alloggio alla Casa del Pellegrino: Paolo e due pellegrine straniere, una maltese (Micheanish) e una americana (Mary Alice, cantante lirica), conosciutesi su Facebook per fare il cammino insieme. La cena comune \u00e8 piacevole e, grazie all\u2019ambientazione in ostello e alla variet\u00e0 di nazione d\u2019origine, ha un\u2019atmosfera santiaghesca.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27030,\"width\":\"837px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/4-1024x768.webp\" alt=\"santuario di Santa Vittoria\" class=\"wp-image-27030\" style=\"width:837px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il santuario di Santa Vittoria<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quinto giorno \u2013 19 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Poggio San Lorenzo-Rieti<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>21.5 km, +300 -400 mt<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tappa di oggi, corta e semplice, segue il tracciato della Via Salaria romana: l\u2019ultima salita del giorno finisce in localit\u00e0 Colonnetta, un crocicchio con qualche casa che prende il nome da un antico miliario ancora in piedi (XL miglia da Roma); da qui si scende fino al Ponte del Sambuco (anche detto, di nuovo, del Diavolo), uno spettacolare viadotto in opera quadrata che emerge nel nulla in mezzo ai campi coltivati: la nuova Salaria percorre la valle parallela, e che qui, duemila anni fa, passasse una delle strade pi\u00f9 trafficate d\u2019Italia - del mondo - rimane a testimoniarlo \u2018solo\u2019 questa spettacolare struttura, altrimenti inspiegabile, costruita con la sprezzatura ingegneristica unica dei Romani: un misero rigagnolo da superare, oltre sessanta metri di ponte a due corsie.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Faccio una parte della tappa con Paolo e poi vado avanti, cercando di tirare senza pause per avere il tempo di visitare il Museo Civico di Rieti che chiude all\u2019ora di pranzo. Bello il percorso lungo la valle, stretta all\u2019inizio, pi\u00f9 larga verso la fine quando si unisce a quella del Turano, poco prima di sboccare finalmente nella piana reatina, la Valle Santa. L\u2019ingresso a Rieti da Sud, scavalcando il fiume Velino, offre uno degli scorci pi\u00f9 belli della provincia: le rovine del ponte romano su cui un tempo passava la Salaria, demolito negli anni Trenta in seguito alla crescita della portata del fiume da esso ormai ostruito, affiorano dall\u2019acqua sotto al nuovo ponte e sono oggi la casa delle oche del luogo, amatissime dai reatini che le chiamano affettuosamente i \u2018Paparuni\u2019. A monte c\u2019\u00e8 un piccolo parco in riva al fiume e, guardando in lontananza, si vede il Terminillo che domina la piana.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Visito il museo e, dopo un riposino, tutto il resto del centro storico, strada per strada, incontrando in cattedrale per una curiosa coincidenza un amico di Roma in visita a Rieti con la ragazza. Prima di cena vado a fare il bagno con i Paparuni: l\u2019acqua \u00e8 gelata, a otto gradi, ma riesco a immergere anche la testa. La citt\u00e0 \u00e8 bella come la ricordavo: romana, medievale, rinascimentale, neoclassica, moderna; le chiese sono numerose, e il fiorente patriziato locale edific\u00f2 nel tempo palazzi degni della vicina capitale pontificia: i pi\u00f9 belli sono quelli dei vari rami delle tre famiglie principali, le tre \u201cV\u201d (Vecchiarelli, Vincenti e Vincentini) tutte discendenti da uno stipite comune e perci\u00f2 con gli stemmi estremamente simili; il visitatore, incontrando a ogni pie\u2019 sospinto questi stemmi, se non si sofferma a leggere le iscrizioni riceve l\u2019impressione che a Rieti una sola famiglia costruisse ogni cappella gentilizia, possedesse ogni palazzo, finanziasse ogni impresa pubblica. Giro tutte le vie del centro tranne il tratto finale di Via Garibaldi (di nuovo, l\u2019antico tracciato della Salaria), che percorrer\u00f2 domattina per uscire da Porta d\u2019Arci.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27029,\"width\":\"800px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/5-1024x768.webp\" alt=\"Il ponte del Sambuco\" class=\"wp-image-27029\" style=\"width:800px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il ponte del Sambuco<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sesto giorno \u2013 20 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Rieti-Poggio Bustone<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>18 km, +600 -200 mt<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ultima tappa lungo la via di Francesco, e perci\u00f2 l\u2019ultima in compagnia: la faccio quasi tutta con Paolo, che mi raggiunge mentre sto visitando la chiesa del santuario della Foresta, dove San Francesco visse in attesa dell\u2019operazione agli occhi. Passiamo per due santuari cappuccini: San Felice all\u2019Acqua, luogo di un miracolo del santo eponimo, e Cantalice, suo minuscolo borgo natale arroccato sulle propaggini dei monti Reatini, dominato dalla chiesa a lui dedicata. La signora del paese che custodisce le chiavi di questo santuario, gentilmente, lo apre per noi e ci consente di visitarlo. Arriviamo nel caldo a Poggio Bustone, dove allungo un po\u2019 per recarmi in pellegrinaggio a un altro santuario un po\u2019 pi\u00f9\u2026 profano: la casa natale di Lucio Battisti. Nella zona del paese dove essa sorge tutti i citofoni portano lo stesso cognome, Battisti. Mi fermo a parlare con una vicina di casa: naturalmente una cugina, anche lei Battisti.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il santuario di San Giacomo dove passer\u00f2 la notte apre a met\u00e0 pomeriggio, per cui mi fermo in paese ad aspettare, facendo con mia sorpresa conoscenza con due signore piemontesi che stanno percorrendo anche loro la via di San Benedetto al contrario, come me. Penso di aver trovato compagni di viaggio per qualche giorno ancora, ma alla fine il caso vorr\u00e0 diversamente e non ci incontreremo pi\u00f9 per strada: arriveranno a Leonessa solo il 22, quando io ormai sar\u00f2 ripartito. Il santuario francescano offre perfetta pace e una bella vista sulla piana di Rieti e sul vallone al cui sbocco \u00e8 situato, la Valle Petrinara. In paese avevo salutato Paolo, che dormiva in un B&amp;B; la sera, a cena, saluto anche Micheanish e Mary Alice, ospiti al santuario come me; tutti e tre domani proseguiranno per Piediluco verso Assisi, mentre io continuer\u00f2 in direzione di Norcia e i monti Sibillini.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27049,\"width\":\"755px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/n6-1024x768.webp\" alt=\"La vista dal santuario sulla piana di Rieti\" class=\"wp-image-27049\" style=\"width:755px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La vista dal santuario sulla piana di Rieti<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Settimo giorno \u2013 21 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Poggio Bustone-Leonessa<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>17 km, +700 -550 mt<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da oggi inizio la parte di cammino che pi\u00f9 avevo sognato prima della partenza: mille volte in questi quattro anni, dalla cima del Terminillo, ho guardato verso la piana di Leonessa, aspettando l\u2019estate in cui l\u2019avrei attraversata. Entro nel cuore dell\u2019Italia, in una terra colma di storia e allo stesso tempo, a met\u00e0 tra la Flaminia e la Salaria, una delle pi\u00f9 isolate e sperdute dell\u2019Appennino centrale, fatta eccezione forse per il massiccio turismo religioso di Cascia. Nella settimana che ho davanti mi aspettano tutte le vere tappe di montagna del cammino e alcune citt\u00e0 in cui non sono mai stato e che non vedo l\u2019ora di visitare. Purtroppo, da alcuni anni, queste terre sono anche segnate dalla terribile ferita della sequenza sismica del 2016, che tarda a cicatrizzare: ovunque ne vedr\u00f2 i segni fino alle ultime giornate di cammino.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Di notte ha fatto qualche goccia, ma quando parto il cielo \u00e8 azzurro. La tappa del cammino di San Benedetto, per limitare i dislivelli, sale a 1500 mt per poi calare subito nella grande Vallonina (Leonina) che scende dal Terminillo a Leonessa. Io vorrei vedere la grotta di San Francesco, il Sacro Speco, e monto dritto invece che risalire la dolce valle Petrinara. Quando arrivo ai Prati di san Giacomo trovo l\u2019acqua di un fontanile, una mandria di mucche e un livido fronte temporalesco che era sfuggito alle previsioni meteo e che, arrivando da Nord e quindi coperto dai monti, non avevo potuto vedere. Proseguo rapidamente dentro il bosco e per fortuna, quando stanno per arrivare il diluvio e i fulmini, trovo un casottino in cui ripararmi. Attendo un\u2019ora. Quando i fulmini sono passati e sembra aver spiovuto riparto, ma dopo poco ricomincia a piovere forte anche dentro al bosco e mi accuccio sotto un albero curvo per un\u2019altra mezz\u2019ora abbondante, finch\u00e9 torna davvero l\u2019azzurro.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Chi frequenta gli Appennini conosce bene una delle testimonianze storiche pi\u00f9 curiose che si possano trovare in montagna: a seguito di un trattato del 1840, nel 1846-1847, per stabilire in maniera inequivocabile le frontiere, il Regno delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio misero in opera una lunghissima serie di 649 cippi cilindrici di confine, da Terracina alla foce del Tronto. Ognuno di essi reca scolpiti la data di installazione, un giglio borbonico e le chiavi di San Pietro rivolti verso i rispettivi stati e, sulla faccia in alto, una linea che indica la direzione del confine, seguendo la quale si troveranno i due cippi pi\u00f9 vicini; molte steli sono ancora in piedi e se ne possono incontrare anche a oltre 2000 metri di quota, come sulla cresta del monte Viglio. Sotto ogni colonnetta fu sepolta anche una cassetta di legno con una moneta commemorativa ma nel tempo, divelti i cippi, le medaglie sono scomparse in preda al collezionismo. La tappa di oggi passa da una delle zone in cui questo confine \u00e8 meglio conservato: ho atteso che spiovesse davanti al cippo n. 457 e, dopo aver deciso di deviare dal tracciato del cammino di San Benedetto per godermi i panorami della montagna, mi incammino nella direzione dei prossimi, incrociandone vari fino al passo La Fara.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La scelta dei sentieri invece del fondovalle paga, e il resto della tappa \u00e8 indimenticabile. Salgo in cima al monte Tilia (1775 mt) dove mi fermo a fare pausa pranzo, in contemplazione della piana di Leonessa ai miei piedi.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un vento fortissimo spazza la cima, tanto che cammino in diagonale, appoggiato ad esso. Mentre mangio, molte secche \u2018margherite\u2019 di mucca prendono il volo e si mettono a rotolare veloci lungo il pendio: sar\u00e0 forse questo concime aereo a rendere cos\u00ec fertile la piana di Leonessa, rinomata ovunque per le sue dolci patate? La citt\u00e0 che le d\u00e0 il nome \u00e8 ancora nascosta dalle pendici del monte, 800 metri pi\u00f9 in basso: scendo sul bel versante della Vallonina e Leonessa compare solo quando sto per arrivare alla stupenda torre angioina che la domina dall\u2019alto. Nell\u2019ultimo pezzo di discesa, di nuovo nel bosco, passo per una particolare parete bombata di calcare affiorante, liscissima, su cui solo il muschio riesce ad aggrapparsi.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Davanti all\u2019ostello dove alloggio incontro un pellegrino di Novara, Davide, appena arrivato da Cascia: ci scambiamo i numeri e ci proponiamo di cenare insieme.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Nel pomeriggio visito la citt\u00e0. Leonessa, fondata nel Duecento, ha l\u2019aspetto di una perfetta citt\u00e0 in miniatura: una forma a mandorla, con ai due capi, distanti 400 metri circa e uniti da quattro\/cinque vie parallele, la turrita Porta Spoletina e la piazza principale. Quest\u2019ultima sorge di fronte alla chiesa di San Pietro, con il campanile ornato di peculiari <em>crochet<\/em>, rari nel gotico italiano, e al centro \u00e8 abbellita dalla fontana farnesiana; sul perimetro molti palazzi sono porticati.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutta la citt\u00e0, in cui quasi ogni casa ha un aspetto signorile, \u00e8 costruita con una particolare pietra rosa a inserti bianchi. Il santuario di San Giuseppe da Leonessa, dalla grande cupola, \u00e8 chiuso per restauri a seguito del terremoto: \u00e8 il primo segno del sisma che incontro. Dopo aver visitato la citt\u00e0, percorrendo avanti e indietro tutte le vie, mi trovo con Davide e facciamo una bella cena in un\u2019osteria che d\u00e0 sulla piazza principale, dove assaggio gnocchi fatti in cucina sul momento con le celebri patate della zona. Parliamo a lungo e ci troviamo bene, mi dispiace doverlo salutare.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27027,\"width\":\"709px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/7-1024x768.webp\" alt=\"I monti Reatini\" class=\"wp-image-27027\" style=\"width:709px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I monti Reatini<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ottavo giorno \u2013 22 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Leonessa-Cascia<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>31 km,+350 -650 mt<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi riunisco due tappe corte in una, ed \u00e8 dunque la giornata pi\u00f9 lunga del cammino. Tiro la prima parte senza pause, lasciando il Lazio ed entrando in Umbria lungo uno dei due bracci della piana di Leonessa, a forma di \u2018U\u2019: in fondo a questo c\u2019\u00e8 Monteleone di Spoleto, borgo fortificato su un\u2019altura dalle cinte murarie stupendamente conservate. All\u2019ingresso colpiscono le tristi condizioni della chiesa ovale del monastero di Santa Caterina. La parte alta del borgo, medievale, ha la tipica forma concentrica dei paesi arroccati su un colle, mentre la parte bassa pi\u00f9 moderna \u00e8 un regolarissimo rettangolo con quattro vie parallele; nella piazza che le unisce, dominata dalla torre dell\u2019orologio, presenziano di nuovo i cippi di confine borbonico-pontifici del 1847. Faccio merenda sotto la torre, accanto alla loggia del mercato dove \u00e8 conservato un masso in cui sono scavate delle conche corrispondenti alle varie misure di grano.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad est della cittadina passa il fiume Corno, che seguir\u00f2 durante il resto della tappa, mentre ad ovest si apre una splendida valletta in cui purtroppo faccio di nuovo alcuni spiacevoli incontri con cani da pastore \u2018nell\u2019esercizio delle loro funzioni\u2019. Passo dal Colle del Capitano, dove nel 1902 fu trovata la celebre Biga di Monteleone oggi al Metropolitan Museum di New York, carro etrusco da parata in bronzo del VI secolo a.C. esportato illegalmente e mai riottenuto dall\u2019Italia. Un lungo tratto in piano ricco di mosche mi porta a Roccaporena, l\u2019abitato dove Santa Rita nacque e visse fino all\u2019ingresso in monastero nella vicina citt\u00e0 di Cascia. Quasi ognuno dei pochi fabbricati \u00e8 legato al culto della santa: la casa natale, la casa del marito, l\u2019orto del miracolo, la chiesa in cui si spos\u00f2 e via dicendo. Una meraviglia naturale \u00e8 il Sacro Scoglio, un pinnacolo di roccia di oltre 100 metri in cima al quale la santa si ritirava in preghiera, oggi raggiungibile con una lunga scalinata. L\u2019ultima ora e un quarto di cammino \u00e8 nella stretta gola scavata dal fiume Corno che si apre a Cascia su una conchetta verdissima, con conifere e pascoli dal sapore quasi svizzero. Visito il piccolo museo civico con alcuni reperti romani (di queste zone fu originario l\u2019imperatore Vespasiano) e statue lignee interessanti, poi il monastero-santuario di Santa Rita. La citt\u00e0, pur gravemente danneggiata dai terremoti, \u00e8 bella, ma mi colpisce meno di altre per via del forte carattere che le ha impresso nell\u2019ultimo secolo (dal 1900, anno di canonizzazione della popolarissima Santa Rita) il turismo religioso di massa.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27025,\"width\":\"757px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/8-1024x768.webp\" alt=\"Paesaggio prima di giungere a Monteleone\" class=\"wp-image-27025\" style=\"width:757px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paesaggio prima di giungere a Monteleone<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Nono giorno \u2013 23 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Cascia-Norcia<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>17.5 km, +400 -500 mt<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima parte della tappa ha un po\u2019 di saliscendi, e dopo Fogliano incontro molti caprioli che corrono nei grandi campi di grano; il sole ancora basso crea dei bei giochi di luce radente sulle spighe pronte per la mietitura. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Scendendo dopo Ocricchio incontro un\u2019allegra giovane famiglia di pellegrini, con padre madre tre figli e un nipote-cuginetto, forse di sei anni, che mi stupisce con la sua conoscenza dei nomi di ogni pietra. Ha decisamente un futuro da geologo, anche se vuole fare il pompiere. L\u2019ultima ora e mezzo \u00e8 tutta in impercettibile discesa nell\u2019ampia, splendida piana di Santa Scolastica (600-800 mt), che a differenza della sua sorella superiore di Castelluccio (1350 mt), nota per la fioritura delle lenticchie, \u00e8 in gran parte coltivata a grano, con la mietitura in corso.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La zona pi\u00f9 prossima a Norcia, che giace a Nord vicino allo sbocco del piano inclinato, ospita per ampie aree i prefabbricati dove vive oggi parte della popolazione della citt\u00e0, in attesa di tornare ad abitare le proprie case in pietra. Alloggio in un ostello fuori dalle mura, dove faccio il bagno in piscina e mi appisolo un po\u2019 sul lettino prima di andare a visitare. Nella citt\u00e0 molte chiese sono in rovina: gli edifici religiosi sono per loro natura (alti, grandi e ad aula unica, con pochi o nessun muro di tramezzo a rinforzare quelli esterni) tra i pi\u00f9 fragili in caso di terremoto. La stessa basilica di San Benedetto, di cui la facciata si \u00e8 miracolosamente salvata, \u00e8 un unico grande cantiere ed \u00e8 impossibile vederne alcuna parte. I palazzi, invece, hanno in generale resistito meglio: la citt\u00e0 \u00e8 da sempre vittima di disastrosi terremoti e nei secoli si \u00e8 adottata un\u2019edilizia particolare per fare fronte alle scosse: case basse (quasi tutte piano terra e primo piano, nessuna oltre il secondo) e muri a scarpa che danno un carattere specifico, soprattutto nei palazzi del patriziato i quali, pur sei-settecenteschi, hanno tutti l\u2019aspetto di un fortilizio. A cena, inutile dirlo in queste zone, mangio benissimo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27026,\"width\":\"769px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/9-1024x768.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-27026\" style=\"width:769px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mietitrebbia al lavoro nella piana di Santa Scolastica<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Decimo giorno \u2013 24 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Norcia-Visso<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>21 km, +1000 -1000 mt<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo sole 48 ore, nella giornata di oggi lascio gi\u00e0 l\u2019Umbria, entrando nell\u2019ultima regione del cammino. Due passi: il primo, la Forca d\u2019Ancarano, porta nella valle Castoriana, dove \u00e8 impossibile non sentire una stretta al cuore. Qui sono sparse varie minuscole frazioni, alcune in fondo, altre sui fianchi della conchetta, tutte rase al suolo: case spezzate a met\u00e0, in cui, come in uno spaccato assonometrico, si vedono da fuori gabinetti e stanze da letto; muri spanciati, voragini nei pavimenti, cumuli di macerie; e dopo sette anni, neanche un\u2019impalcatura montata. Citt\u00e0 come Norcia o Visso sono abbastanza grandi per essere ricostruite ogni volta, e questo \u00e8 ci\u00f2 che, nei secoli, \u00e8 successo anche a queste frazioni\u2026 ma oggi, in una congiuntura in cui luoghi del genere sono ovunque soggetti a spopolamento, anche senza scosse, un terremoto \u00e8 un colpo di grazia definitivo, e si capisce, passando, che alcuni di questi centri, esistenti dal Medioevo, forse da prima, ma privi di attrattive artistiche o economiche, privi di storia che non sia semplice continuit\u00e0 abitativa millenaria, non saranno mai pi\u00f9 ricostruiti: resteranno cos\u00ec per sempre, in rovina, e avranno ancora vita solo come cave a cielo aperto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il secondo passo, tra il monte Macchialunga e il Monticello, porta alla testa della Valle di Visso, che \u00e8 cos\u00ec dolce da permettere di essere risalita coi trattori per raccogliere il fieno che vi cresce. Queste specie di \u2018campi di fieno\u2019 in quota sono una caratteristica della zona che rincontrer\u00f2 nei prossimi due giorni. Scendendo la valle, una volta entrato nel bosco cammino per un\u2019ora circondato da farfalle di ogni forma e dimensione: certo un assalto migliore di quello delle mosche dell\u2019altroieri! In questo tratto incrocio gli ultimi viandanti del mio cammino, che vanno verso Norcia sul Cammino delle Terre Mutate.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Arrivato a Visso mangio vicino al laghetto. Non \u00e8 possibile visitare la citt\u00e0: semplicemente, tutto il centro storico \u00e8 recintato, non ci abita nessuno e non ci si pu\u00f2 entrare in attesa di verifiche strutturali, demolizioni, ricostruzioni. La stanchezza di dieci giorni di cammino fa valere i suoi diritti: nel pomeriggio schiaccio il solito pisolino\u2026 e mi risveglio alle undici e mezzo. Per fortuna trovo un bar ancora aperto per cenare, lo stesso dove avevo pranzato, e torno a dormire dopo le due: alla fine, la mia notte \u00e8 stata di tre ore, il \u201criposino\u201d di sei ore e mezza!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27024,\"width\":\"765px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/10-1024x768.webp\" alt=\"Il centro storico di Visso ingabbiato\" class=\"wp-image-27024\" style=\"width:765px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il centro storico di Visso ingabbiato<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Undicesimo giorno \u2013 25 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Visso-Fiastra<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>20 km, +950 -850 mt<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi gioco ad acchiapparella con il temporale: per due volte, con una precisione svizzera, appena decido di fare una pausa, sedutomi e levatomi gli scarponi inizia a gocciolare, e appena riparto smette; al di l\u00e0 di questo dispetto, il cielo decide di farmi un regalo per l\u2019onomastico, attendendo il mio arrivo al rifugio per scatenare il finimondo. Fin dalla colazione alla pasticceria Vissana che apre alle sei (ottima torta con ricotta e cioccolato) sento dire alla pasticcera che \u00e8 previsto temporale\u2026 come al solito, non presagito dal mio meteo. Salgo fino al torrione della Rocca di Castel San Giovanni e da l\u00ec prendo un sentiero che porta al valico delle Arette. Sono davanti a una delle pareti pi\u00f9 famose degli Appennini, la Nord del monte Bove, ma purtroppo tra cielo grigio e \u2018sole\u2019 contro non si vede niente; la vista migliore era stata il controluce all\u2019alba.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Saluto da lontano il celebre santuario di Macereto, al centro del suo altipiano, che riconosco dalla gru che lo sta ricostruendo: sulla carta prevedevo di pernottarci ma, essendo chiuso, anche solo per passarci davanti avrei allungato inutilmente di un\u2019ora. \u00c8 rimasto miracolosamente quasi illeso: ci torner\u00f2. Salgo in cima al monte Banditella (1583 mt), una morbida gobba sulla cresta che porta, nella direzione opposta alla mia, al monte Rotondo, il 2000 pi\u00f9 a nord dei Sibillini. Questa \u201ccresta\u201d \u00e8 tanto dolce e larga da essere nomenclata a piani oltre che a monti (Pian Tertena, Pian del Capriolo) e avere una strada bianca sullo spartiacque, cosicch\u00e9 si trovano balle di fieno a quota 1500!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalla cima vedo in lontananza il Camerte (territorio di Camerino) dove passa la via Lauretana assisiate, con cui domani mi congiunger\u00f2. Faccio un ultimo incontro con due cani pastore che, rispetto ai precedenti, \u00e8 quasi allegro: arrivano dal nulla (il gregge \u00e8 tanto lontano che, nascosto dal pendio, non sapevo nemmeno ci fosse) saltellando nell\u2019erba alta, si fermano ad abbaiarmi a tre\/quattro metri, giusto per farmi capire quanto sono grossi e cattivi, e poi se ne vanno tranquilli quando vedono che mi allontano dalla direzione delle loro protette. Percorro per un bel pezzo lo stradale e una lunga telefonata con un amico mi fa compagnia fino a Fiastra.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poco dopo il mio arrivo al \u2018rifugio\u2019 (tanto vicino al borgo da essere in realt\u00e0 un ristorante) si aprono le cataratte del cielo e vien gi\u00f9 una grandinata furibonda, con i chicchi pi\u00f9 piccoli grandi come biglie, e i maggiori come grossi acini d\u2019uva da tavola. Dopo un paio d\u2019ore viene il sereno e scendo a fare il bagno al lago: \u00e8 un vero paradiso terrestre, con l\u2019acqua di mille colori tra il verde e l\u2019azzurro che sembrano finti: come lo vedi nelle cartoline (o meglio, ormai, nelle foto su internet), cos\u00ec \u00e8. Nuoto pieno di gioia in mezzo agli altri bagnanti e con davanti il monte di domani, il Fiegni, l\u2019ultimo del mio cammino. Tornando al rifugio mi godo la vista dal ponte di San Lorenzo verso i Sibillini. A cena mangio decisamente troppo, dovendo aspettare poi un\u2019ora buona prima di potermi stendere a letto: giusta punizione per la mia ingordigia!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27023,\"width\":\"837px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/11-1024x768.webp\" alt=\"I Sibillini dal ponte sul lago di Fiastra\" class=\"wp-image-27023\" style=\"width:837px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I Sibillini dal ponte sul lago di Fiastra<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Dodicesimo giorno \u2013 26 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Fiastra-Caccamo<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>20 km, +750 -1100 mt (errore compreso)<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi \u00e8 la prima volta di molte cose: prima vista sull\u2019Adriatico, prima tappa (per un pezzetto) lungo la via Lauretana ufficiale\u2026 prima volta in cui sbaglio strada. Alla partenza seguo per un tratto le rive del lago di Fiastra, salendo poi verso la strada che, nella selletta tra Biselli e Fiegni, offre una splendida vista da un lato sul lago e i Sibillini, dall\u2019altro sul Camerte. Salendo appare da questo lato il piccolo lago di Polverina e si apre sempre di pi\u00f9 il panorama. Il monte Fiegni (1323 mt), superati i mille metri di quota, \u00e8 un gigantesco collinone: la cima la riconosco solo per un cumulo di sassi, e prima di arrivarci cammino quasi in piano per un paio di km. Sembra di stare lungo una qualunque strada di campagna tra i prati, ma in cielo; intorno, lontani, molti altri monti fratelli maggiori e minori del mio. In cima provo grandi emozioni, fermandomi a guardare i Sibillini, il prosieguo degli Appennini a nord-ovest, verso il colle di Cadibona, le Marche collinari con tutto il resto del mio cammino fino all\u2019Adriatico. Lascio il mio sassolino, una pietra vulcanica raccolta sull\u2019Appia Antica, sotto i Colli Albani: confonder\u00e0 i geologi.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Scendendo verso la chiesetta di santa Maria Maddalena decido di tagliare dritto per il dolce pendio invece che seguire lo sterrato che allunga, ma mi ritrovo ad arrancare in un ginepraio: premonizione di quel che mi aspetta. La chiesetta, di pietre antiche in mezzo al fieno secco, ha un sapore affatto santiaghesco, di <em>mesetas<\/em>.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Passo dal Poggio della Pagnotta e poi scendo verso i ripetitori, a un km in linea d\u2019aria da Pievefavera e dalla via Lauretana. Ed ecco che, proprio all\u2019ultima discesa, l\u2019Appennino decide di tirarmi un bello scherzo. Prendo un sentiero ben segnato per <em>mountain-bike<\/em>, che dopo poco scompare nel nulla. Torno indietro all\u2019ultimo segnale, mi guardo meglio intorno ma niente. Seguo una traccia che scende lungo una valletta e in breve mi trovo in mezzo alle frasche. Come sempre in questi casi, in cui per non risalire di venti metri ci si trova ancora pi\u00f9 invischiati, penso bene di tagliare a mezza costa verso la strada che percorre il fondo al vallone. Come risultato, perdo un\u2019ora ad arrancare e scivolare tra radici e foglie secche, faticando come mai, per poi optare di risalire dritto per dritto il pendio, conficcando i bastoni nel molle terreno come picche nella neve, fino ad uscire di nuovo dal bosco.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Riguadagnata la strada, l\u2019arrivo a Pievefavera \u00e8 molto bello. Fuori dalle mura incontro per la prima volta un segnavia \u201cVL\u201d, Via Lauretana. Il borgo, pur minuscolo, ha tre cinte di mura ben conservate e vecchie case, e sembra ancora molto vivo e curato.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vado all\u2019albergo di Caccamo e nel pomeriggio torno indietro un tratto per fare il bagno nel lago: trovo una spiaggetta sotto a una conduttura in cemento armato, un <em>locus<\/em> decisamente meno <em>amoenus<\/em> rispetto a quello del bagno di ieri; l\u2019acqua \u00e8 meno limpida, ma \u00e8 fresca e tanto basta.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27050,\"width\":\"795px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/n12-1024x768.webp\" alt=\"La chiesetta dedicata a Santa Maria Maddalena\" class=\"wp-image-27050\" style=\"width:795px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La chiesetta dedicata a Santa Maria Maddalena<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27051,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/n12.1-768x1024.webp\" alt=\"L\u2019ingresso a Pievefavera e gli ultimi metri del mio cammino prima che confluisca nella Via Lauretana\" class=\"wp-image-27051\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L\u2019ingresso a Pievefavera e gli ultimi metri del mio cammino prima che confluisca nella Via Lauretana<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tredicesimo giorno \u2013 27 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Caccamo-Tolentino<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>12 km, +300 -400 mt<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Non potendo assolutamente passare oltre Tolentino senza visitarla, la tappa di oggi \u00e8 la pi\u00f9 breve di tutte, 12 km. Mi fermo a Belforte del Chienti per vedere il grande polittico di Giovanni Boccati; l\u2019illuminazione, una volta messa la moneta, dura ben 10 minuti, una cosa mai vista, che mi d\u00e0 perfino il tempo di guardare bene anche le altre pale della chiesa: ringrazio il cielo di non essere a Roma, e che Boccati non \u00e8 popolare come Caravaggio. Il resto della tappa, seppur sull\u2019asfalto, presenta alcune testimonianze della storica Via Lauretana che ripercorre: due archi tardo-settecenteschi, eretti in occasione del passaggio di Pio VI; antichi ospizi per pellegrini, a Belforte e in localit\u00e0 Le Grazie, dove una scritta del 1748 ancora visibile su un muro incoraggia il viandante: \u201c<em>Daqui \u00e8 Tolentino \u00e8 un miglio e mezzo e dieci passi o\u2019 pelegrino<\/em>\u201d. Ci si sente sulla buona strada.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per entrare in citt\u00e0 si scavalca il Chienti sul Ponte del Diavolo (il terzo del mio cammino con questo nome), legato a una leggenda con protagonisti San Nicola, il Demonio e\u2026 un povero cane e del formaggio. Tolentino ha un bel centro storico, ma pochi palazzi degni di nota, tra i quali quello degli antenati del nostro ex-premier, i Silverj. Molte chiese sono chiuse dal 2016, ma per fortuna non la basilica di San Nicola, dallo splendido soffitto a cassettoni in legno dorato e argentato. Il Cappellone di San Nicola, dipinto nella prima met\u00e0 del Trecento da un anonimo maestro, forse Pietro da Rimini, \u00e8 impalcato e si pu\u00f2 vedere solo la fascia inferiore degli affreschi, con le storie del santo. \u00c8 un peccato perdere l\u2019impressione e la visione dell\u2019insieme, ma anche solo questo basta ad apprezzare un\u2019opera eccezionale, che si impone in tutta la sua grandezza pure agli occhi di chi, come me, di arte medievale sa poco o nulla. Poco dopo Giotto, se \u00e8 giusta la datazione al primo quarto del secolo, ecco un maestro che ne ha compresa appieno la lezione, che sa commuovere e consolare, che fa vagare la mente con scene naturalistiche e insieme, con quelle sue piegoline riminesi e le iridescenti sfumature, finemente decorative e coloristiche.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La sera parlo un po\u2019 con i miei ospiti, Cinzia e Paolo, accoglienti padroni della casa in cui dormo, fuori dalle mura della citt\u00e0, non avendo trovato posto nel santuario.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27022,\"width\":\"805px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/13-1024x768.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-27022\" style=\"width:805px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La resurrezione della giovinetta di Fermo nel Cappellone di San Nicola. Ai bordi della foto si intravedono le impalcature<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quattordicesimo giorno \u2013 28 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Tolentino-Macerata<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>20 km, +600 -550 mt<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le Marche, per la loro natura collinare, sono una regione abitata in maniera diffusa: ogni colle ha una piccola citt\u00e0, ogni altura ha una frazione o almeno qualche casale e, per questo, ogni strada \u00e8 asfaltata. Non potendo il pellegrino passare per i campi altrui, i promotori della nuova via Lauretana hanno fatto del loro meglio per trovare le strade pi\u00f9 agresti e meno frequentate, ma in qualche punto si cammina anche al margine di provinciali estremamente trafficate, con non poca preoccupazione. Cos\u00ec, nonostante i bei paesaggi coltivati, per me che provengo dai sentieri e degli Appennini queste ultime giornate sono un po\u2019 pesanti, e la maggiore attrattiva, pi\u00f9 che le tappe, \u00e8 rappresentata dai posti-tappa: ho davanti a me Macerata e Recanati, e perdo interesse nei km che mi separano da esse.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Fin dalla partenza, oggi, decido di non deviare per Urbisaglia, come avevo previsto in origine, e procedo poi dritto anche oltre l\u2019Abbazia di Fiastra, la cui visita \u00e8 consigliata da tutti, ma presenta il grande svantaggio di comportare una deviazione di un\u2019ora perpendicolare dal cammino, completamente fuori strada rispetto alla meta. Arrivo a Macerata in cinque ore filate, quasi senza pause. La citt\u00e0, caratterizzata dal tipico laterizio chiaro marchigiano, \u00e8 una delle pi\u00f9 belle della regione, ma anche qui molte chiese sono ancora inagibili. Visito la pinacoteca di palazzo Buonaccorsi, lo Sferisterio e le chiese della Misericordia e di San Giovanni, assurta al ruolo di cattedrale in sostituzione del pi\u00f9 gravemente danneggiato duomo di San Giuliano. Le architetture civili sono tutte stupende: spiccano i palazzi Buonaccorsi, Ricci (della famiglia del famoso missionario gesuita Matteo), Compagnoni Marefoschi, Torri, dove fu ospite Napoleone. Dalla cima della torre civica lo sguardo si estende su tutte le Marche, ma Loreto ancora non si vede: \u00e8 nascosta dietro Recanati, e non la vedr\u00f2 che da l\u00ec, dagli ultimi cinque km di distanza in linea d\u2019aria.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27019,\"width\":\"837px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/14-1024x768.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-27019\" style=\"width:837px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Conero e, subito a destra, la collina di Recanati, dietro la quale \u00e8 nascosta Loreto<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quindicesimo giorno \u2013 29 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Macerata-Recanati<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>19 km, +350 -400 mt<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tappa \u00e8 pi\u00f9 bella di ieri e, tranne il passaggio per Sambucheto, tutta in mezzo alla campagna. La stanchezza di due settimane di cammino e visite sistematiche alle citt\u00e0 (spesso, come a Rieti, Norcia, Tolentino o Macerata ho percorso 8 km aggiuntivi di \u201cturismo\u201d, per me un vero sport estremo) si fa sentire, e mi aiuto con la musica in cuffia per trovare le forze. Poco dopo mezzogiorno, salito sul colle di Recanati, entrando nella citt\u00e0 vedo finalmente il santuario di Loreto che si staglia ormai vicinissimo sull\u2019azzurro del mare. Percorrendo tutto il lineare centro storico (in pratica, un\u2019unica lunga via a forma di M, su cui affacciano tutti i palazzi e le chiese principali) entro in una chiesa, Sant\u2019Anna, che ha dietro l\u2019altar maggiore una riproduzione della Santa Casa con tanto di rivestimento: diffidare delle imitazioni.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mi dispiace per il buon Beniamino Gigli, ma personalmente non riesco a collegare la citt\u00e0 di Recanati ad altri che al Poeta, per cui nel pomeriggio, trascurando ogni luogo gigliano, corro per prima cosa a visitare palazzo Leopardi; vado poi a villa Colloredo Mels dove, pi\u00f9 che l\u2019Annunciazione, mi lascia senza parole il giovanile Polittico di San Domenico di Lorenzo Lotto, frutto di una fantasia inesausta, che crea abiti di fogge e colori mai visti in pittura (come quelli del santo cavaliere nel pannello di destra, o della Maddalena nella preziosissima cimasa). Come ultima cosa salgo sulla Torre del borgo, con il sottofondo musicale della Premiata Forneria Marconi: stanno provando gli strumenti gi\u00f9 in piazza per un concerto che faranno stasera, tra un\u2019oretta. Dalla cima si vedono in lontananza i Sibillini, i \u201cmonti azzurri\u201d di Leopardi, e in ogni direzione le colline marchigiane offrono una prospettiva di infiniti piani uno dietro l\u2019altro.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27020,\"width\":\"803px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/15-1024x768.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-27020\" style=\"width:803px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le Marche viste dalla cima della Torre del borgo; in fondo gli Appennini<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Sedicesimo giorno \u2013 30 luglio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Recanati-Loreto-Porto Recanati<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>16.5 km, +150 -400 mt<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sveglia alle quattro e mezza. Le due ore di cammino - per mia decisione passo da contrada Chiarino e via Costa Bianca \u2013 sono piacevoli e mi coglie poco prima delle sei l\u2019alba sul mare di fronte a me. Proprio quando, sbucando in via Carpine, sono davanti al cartello di confine del comune di Loreto, ricompare il Santuario perfettamente di profilo, con le absidi turrite illuminate dal sole e il Conero dietro, davvero vicinissimo. Ormai ci sono.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Passo per la fonte del Carpine, la fontana dei Galli e mi tolgo gli scarponi al torrione rotondo, per fare gli ultimi metri a piedi nudi. Poco prima delle 7:30, con gli scarponi al collo, varco il portale del Palazzo Apostolico ed entro nella piazza della Madonna.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Vado a fare il giro della Santa Casa in ginocchio, percorrendo i binari che i pellegrini hanno scavato sul gradino nei secoli, e poi entro, sempre a piedi nudi: ho le piante nere, proprio come i pellegrini della celebre Madonna di Loreto di Caravaggio. Sento messa, ritiro il <em>testimonium<\/em> e passo un po\u2019 di tempo in contemplazione del santuario.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alle undici e mezza mi muovo per fare la \u2018Finisterre\u2019 del mio cammino, e arrivare cos\u00ec a piedi da casa mia fino all\u2019Adriatico. Scendo al cimitero polacco e alla stazione e da qui percorro al settimo cielo, cantando da solo a squarciagola, una tranquilla ciclabile \u2013 meno tranquilla per il mio garrulo passaggio - che mi conduce a Porto Recanati. Il mare \u00e8 bello e trovo un punto tranquillo di una spiaggia libera; le emozioni pi\u00f9 forti della giornata, forse, me le d\u00e0 proprio il bagno nell\u2019Adriatico, che prolungo per un\u2019ora sguazzando, immergendomi e facendo capriole.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"align\":\"center\",\"id\":27017,\"width\":\"587px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/17-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-27017\" style=\"width:587px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La piazza al mattino<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Passo un po\u2019 di tempo a raccogliere sassolini da portare alle persone care, poi corro in infradito fino alla stazione di Porto Recanati per non perdere il treno per Ancona. Nel pomeriggio visito il capoluogo della regione: la pentagonale Mole Vanvitelliana, un tempo il lazzaretto del porto, che si incontra andando a piedi dalla stazione verso il centro; poi la pinacoteca comunale e infine il duomo di San Ciriaco, lontano dal resto della citt\u00e0, posto su un promontorio che, nonostante bagni nell\u2019Adriatico, vede il sole sia sorgere che tramontare sul mare. \u00c8 una chiesa unica al mondo, coperta da una cupola in pietra costruita nel Duecento, secoli prima delle grandi cupole rinascimentali.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mi fermo sui suoi gradini ad aspettare il tramonto, poi scendo a cenare in un chiosco del porto dove faccio una specie di <em>mariscada<\/em>. Ho il treno alle tre di notte per Milano, dove mi incontrer\u00f2 con mio fratello e il resto della famiglia, per cui devo passare ancora qualche ora in centro prima di tornare alla stazione.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per tutta la giornata il calo di tensione dell\u2019arrivo mi ha reso narcolettico, e cos\u00ec, spostatomi al molo oltre l\u2019arco di Traiano, appena finita una telefonata con un amico mi addormento sugli scogli, come fossero morbidi materassi. Mi risveglio all\u2019una, mi sposto su una panchina e dormo un\u2019altra mezz\u2019ora, poi percorro una via del ritorno surreale fino alla stazione, con gli occhi quasi chiusi e in mezzo a stormi oceanici di gabbiani che riposano a terra e qualche raro nottambulo anconetano. Con questi ultimi tre km in dormiveglia finisce il mio cammino: un finale felliniano, onirico, che lascia in dubbio sulla realt\u00e0 dell\u2019esperienza. In stazione mi addormento di nuovo, in attesa del treno.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Giacomo Cellerino<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>@giacomocellerino@gmail.com<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:spacer {\"height\":\"49px\"} -->\n<div style=\"height:49px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<!-- \/wp:spacer -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><strong>Note<\/strong><\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:footnotes \/-->","post_title":"Un vecchio nuovo cammino. Diario di un pellegrinaggio da Roma a Loreto","post_excerpt":"Giacomo ha scelto di unire pi\u00f9 cammini per creare il proprio. Questo diario racconta il suo viaggio, intessuto di sogni coltivati per quattro anni. Da Roma a Loreto, tra rinunce e attese, Giacomo ha trasformato l'unione di antichi tracciati in una straordinaria avventura personale. Seguiamo i suoi passi, tra paesaggi fisici e interiori, in un viaggio che va oltre il cammino stesso.","post_status":"publish","comment_status":"open","ping_status":"open","post_password":"","post_name":"cammino-roma-loreto","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2024-01-12 14:12:31","post_modified_gmt":"2024-01-12 13:12:31","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"https:\/\/camminiditalia.org\/?p=27015","menu_order":0,"post_type":"post","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"},{"ID":76233,"post_author":"2","post_date":"2025-08-30 10:00:00","post_date_gmt":"2025-08-30 08:00:00","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Tra i tanti camminatori della community, anche Stefania e Fabio hanno deciso di vivere un\u2019avventura diversa dal solito: percorrere a piedi l'antica <strong>Via Lauretana<\/strong>, da <strong>Assisi a Loreto<\/strong>. Tra salite impervie, borghi pittoreschi, panorami mozzafiato e incontri inaspettati, ogni giorno \u00e8 stato per loro una scoperta nuova. In questo loro diario ci raccontano la loro esperienza senza filtri: le emozioni, le fatiche, i piccoli imprevisti e le grandi soddisfazioni di un cammino che \u00e8 rimasto nel loro cuore. Se ami questo tipo di esperienze, quelle che ti fanno sentire vivo passo dopo passo, qui troverai pane per i tuoi denti. Pronti a partire?<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Introduzione<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui, abbiamo sentito nascere dentro di noi, passo dopo passo, la consapevolezza che non ci saremmo pi\u00f9 fermati. Abbiamo iniziato a scoprire le emozioni che solo il cammino sa risvegliare, sensazioni che col tempo abbiamo imparato a riconoscere e ad amare. Camminare \u00e8 la nostra essenza pi\u00f9 vera; in ogni momento, in ogni occasione, non ci ha mai spaventato fare qualche passo in pi\u00f9 per visitare citt\u00e0, raggiungere un luogo o semplicemente rilassarci.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Era il 2018 e da tempo, covavamo il desiderio di un'avventura diversa: un trekking di pi\u00f9 giorni zaino in spalla. La scelta \u00e8 caduta sulla <strong><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/cammini\/via-lauretana-roma-assisi-loreto\/\">Via Lauretana<\/a><\/strong> con partenza da Assisi e arrivo a Loreto. Il giorno prima della partenza, lasciamo l'auto a Macerata. Con gli zaini saldamente sulle spalle e il cuore colmo di attesa, prendiamo tre diverse corriere che ci portano fino ad Assisi dove passiamo la notte. Domani avr\u00e0 inizio il nostro cammino!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76253,\"width\":\"1183px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-00_7_11zon-766x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76253\" style=\"width:1183px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Segnaletica del cammino<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><strong>Se anche tu come hai voglia di condividere il tuo racconto di cammino, scrivici a&nbsp;<a>info@camminiditalia.org<\/a>: ti invieremo tutte le indicazioni per raccontare la tua avventura! E se preferisci un contatto diretto unisciti alla nostra&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/camminiditalia\">Community su Facebook<\/a>&nbsp;e condividi il tuo racconto con noi e altri appassionati.<\/strong><\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><em>E per non perderti lungo il tuo percorso, scarica l\u2019app di Cammini d\u2019Italia! Troverai tutte le tracce GPX dei principali cammini italiani e potrai navigare facilmente, anche offline. Scopri tutti i dettagli&nbsp;<a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/app-cammini-d-italia\/\">qui!<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 01: Assisi - Spello - Foligno<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>22 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sistemati i nostri zaini, non ci rimane che procurarci l'elemento fondamentale che ancora ci manca per iniziare questa avventura: le <strong><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/credenziale-del-camminatore\/\">credenziali<\/a><\/strong>. Ci dirigiamo verso la Basilica di San Francesco, facciamo una piacevole sosta per visitare la Chiesa di Santa Chiara ed, infine, entriamo nell'ufficio pellegrini dove ci consegnano e vidimano le nostre credenziali.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76256,\"width\":\"1256px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-01_8_11zon-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76256\" style=\"width:1256px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Basilica di San Francesco - Assisi<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ed ecco che da qui parte ufficialmente il nostro cammino, che emozione! La giornata \u00e8 soleggiata e ci aspetta una tappa non troppo impegnativa. Ci incamminiamo verso Spello lungo incantevoli stradine secondarie abbracciate dagli ulivi. Il nostro percorso inizialmente segue dolcemente la costa del monte Subasio regalandoci panorami mozzafiato sulla pianura sottostante e sull'Appennino Umbro che si staglia dalla parte opposta.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76259,\"width\":\"1255px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-02_9_11zon-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76259\" style=\"width:1255px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Panorama su sentiero Assisi - Spello<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Raggiungiamo Spello dall'alto, ammirando il caratteristico borgo, incastonato tra le colline. Attraversiamo porta Montanara e, appena dentro, scorgiamo un tranquillo parco pubblico: \u00e8 il luogo perfetto per riposare e fermarci per pranzo, avvolti dal silenzio sospeso di un paesino in estate.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76262,\"width\":\"1256px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-03_10_11zon-727x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76262\" style=\"width:1256px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Vista su Spello<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Riprendiamo il nostro cammino attraversando i pittoreschi vicoli del centro, direzione Foligno, sempre seguendo tranquille strade secondarie. Davanti ai nostri occhi il paesaggio si trasforma gradualmente, passando dalle dolci colline di Spello alla pianura. Arrivati a destinazione, ci liberiamo con sollievo degli zaini e ci concediamo una passeggiata nel grazioso centro storico di Foligno che si affaccia su piazza della Repubblica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Purtroppo, la basilica di San Feliciano non \u00e8 visitabile perch\u00e9 chiusa dopo il recente terremoto dell'ottobre 2016, quindi non possiamo n\u00e9 ammirarla n\u00e9 farci apporre il timbro sulla credenziale, che peccato! Stanchi ma soddisfatti di non essere troppo doloranti, andiamo a dormire curiosi di scoprire cosa ci riserver\u00e0 la tappa di domani.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 02: Foligno - Colfiorito<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>25 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al mattino riprendiamo il cammino da dove lo avevamo lasciato, in Piazza della Repubblica, e qui inizia la seconda tappa! La prima parte di percorso, uscendo dalla citt\u00e0, \u00e8 un po' monotona ma, poco pi\u00f9 avanti, nella frazione S. Giovanni Profiamma un ronzio in lontananza cattura la nostra attenzione. Ci avviciniamo e scopriamo che il rumore arriva dalle macine all'interno del Mulino Bordoni. Entriamo incuriositi. Il proprietario, davvero gentile, ci accoglie con entusiasmo e ci invita a scoprire il vecchio mulino del XIV secolo, sottostante a quello attualmente in uso, descrivendoci l'antico metodo di molitura.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76265,\"width\":\"1256px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-05_11_11zon-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76265\" style=\"width:1256px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Mulino Bordoni<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Seguendo il suo consiglio, deviamo di poco verso il forno di Vescia per comprare pane e focaccia, fatti con le loro farine, che ci gustiamo seduti all'ombra nel paese di Belfiore. Ci rimettiamo in cammino lungo una strada sterrata tra gli ulivi e, poco dopo, ci aspetta la prima sfida del cammino: una salita ripidissima nel bosco, con gradoni e staccionate che mette alla prova le nostre gambe. Qui, per la prima volta ci rendiamo conto di quanto il peso dello zaino sia una zavorra importante da portare e quanto incida sulla fatica che proviamo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa salita non la dimenticheremo facilmente! Per distrarci un po\u2019 dallo sforzo, per\u00f2, ci basta sollevare lo sguardo e lasciarci incantare dalla natura che ci circonda: il ripido sentiero che stiamo percorrendo \u00e8 in ombra, immerso in un bosco verdissimo e fresco, ed \u00e8 fiancheggiato da un fiume scrosciante che scende formando delle cascate. Con una piccolissima deviazione, vediamo una di queste, la cascata del Menotre, poi risaliamo verso il paese di Pale. Da l\u00ec, la vista sul Sasso di Pale e sull'eremo di Santa Maria Giacobbe ci ripaga di tutto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Stiamo percorrendo il tracciato pi\u00f9 antico della Via Lauretana. Accarezzati dal profumo della mentuccia che tappezza il terreno, proseguiamo fino a giungere al piccolo borgo di Sostino dove ci fermiamo a riposare davanti alla chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, e condividiamo uno spuntino con alcuni gatti affamati, attratti soprattutto dal fruscio dei nostri sacchetti. Dopo Forcadura, affrontiamo una lunga discesa che ci conduce a Colfiorito tra colline ricoperte da prati verdissimi punteggiati dal rosso vivace dei papaveri e da fiori variopinti.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In silenzio, osserviamo questo paesaggio che scorre lento davanti ai nostri occhi nella luce calda e dorata del tramonto imminente. Costeggiamo la palude dell'Oasi di Colfiorito fino a raggiungere un sentiero fiancheggiato da aceri bianchi, che ci conduce finalmente all'albergo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In paese, iniziamo a renderci conto di quanto il terremoto abbia tolto a queste persone ma anche della loro forza nel voler riprendere la vita di tutti i giorni.Ci conforta immaginare che il nostro passaggio possa aiutarli, anche solo con la nostra presenza insolita ed i nostri zaini giganti.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76268,\"width\":\"1270px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-08_12_11zon-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76268\" style=\"width:1270px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'oasi di Colfiorito<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 03: Colfiorito - Muccia<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>20 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo una sosta al mercatino del paese per prendere un po' di frutta fresca, percorriamo la piana di Colfiorito fino a raggiungere la chiesa di Santa Maria di Plestia che purtroppo troviamo puntellata e chiusa. Subito dopo la chiesa, lasciamo l'Umbria e la provincia di Perugia, e attraversiamo il confine delle Marche, entrando nella provincia di Macerata. Proseguiamo lungo la statale, che lasciamo per deviare verso la frazione castello di Serravalle, dove si ergono i resti delle mura della fortezza Varano che un tempo chiudevano completamente il passo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76271,\"width\":\"1409px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-09_13_11zon-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76271\" style=\"width:1409px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I resti delle mura della fortezza Varano a Castello di Serravalle<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso si alterna tra la statale, fortunatamente poco trafficata, e la strada antica attraversando Serravalle del Chienti e Bavareto, dove ci concediamo una pausa. In questa parte della tappa, percorriamo un lungo tratto di statale che lasciamo per imboccare un sentiero pi\u00f9 impegnativo che si inerpica prima su un fondo sassoso e poi intricato di rovi, poco segnato e nascosto tra la fitta vegetazione, dove siamo costretti a seguire la traccia GPS. Dopo la salita, sbuchiamo su una strada sterrata in vetta che si arrampica fino al santuario della Madonna di Collevento.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76274,\"width\":\"1402px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-10_14_11zon-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76274\" style=\"width:1402px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Santuario della Madonna di Collevento<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La chiesa non \u00e8 agibile e quindi non possiamo entrare per visitarla ma davanti a noi si apre un panorama che toglie il respiro: le montagne che si stagliano maestose, la valle del Chienti che si perde all'orizzonte e il piccolo paese di Muccia sotto di noi.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76277,\"width\":\"1401px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-11_15_11zon-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76277\" style=\"width:1401px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Panorama sulla valle del Chienti e Muccia<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La leggenda che avvolge questo luogo rende tutto ancora pi\u00f9 magico: si dice che due giovani pellegrini tedeschi, portando un'icona dipinta della Madonna verso Roma, furono bloccati dal vento impetuoso. Pensarono allora che la Madonna volesse restare qui e affidarono la sua immagine a due pastorelle proprio nel luogo dove oggi sorge il santuario. Recuperiamo un po' di energie e riprendiamo il cammino sull'unica strada asfaltata, Al bivio che conduce all'eremo del Beato Rizzerio, il nostro rifugio per la notte, imbocchiamo la strada a sinistra in salita fino a raggiungerlo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76280,\"width\":\"1404px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-12_16_11zon-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76280\" style=\"width:1404px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L'eremo del beato Rizzerio<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Riceviamo la chiave della nostra camera e scendiamo al paese di Muccia. Percorrendo la via principale, proviamo un senso di desolazione. Ci raccontano che pi\u00f9 del 95% degli abitanti \u00e8 lontano dalle proprie case e le abitazioni sulla strada principale mostrano i danni del terremoto, sostenute da puntelli e cinture di ferro. Il centro storico con la chiesa parrocchiale di San Biagio, \u00e8 completamente transennato e non percorribile nemmeno a piedi. Torniamo all'eremo con il cuore pesante ma la serata ci regala un dono inatteso: un'ottima cena che condividiamo con Don Gianni e con coloro che qui hanno trovato un rifugio perch\u00e9 senza casa.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Trascorriamo una bellissima serata di condivisione e, anche se per un breve momento, ci sentiamo accolti come parte della famiglia allargata. Porteremo nel cuore questa serata e le persone che l'hanno resa speciale, come un prezioso ricordo di questa giornata.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 04: Muccia - Belforte del Chienti<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>27 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Salutiamo questo luogo magico, scendendo di nuovo al paese di Muccia, e riprendiamo il tracciato che, prima del terremoto, attraversava la periferia del paese ma che oggi \u00e8 diventata il cuore stesso di Muccia, composto da numerose \u201ccasette\u02ee al posto delle abitazioni perdute. Proseguiamo verso la frazione di Giove dove la via principale \u00e8 ancora sbarrata e siamo costretti a girarle intorno, camminando lungo la statale, finch\u00e9 ci ricongiungiamo al cammino. Per non farci mancare nulla, dopo aver oltrepassato il castello di Beldiletto, ci sorprende un veloce acquazzone sufficiente a bagnarci dalla testa ai piedi, nonostante l\u02bcimpermeabile. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Superato il lago di Polverina, arriviamo a Gallazzano ed imbocchiamo uno stretto sentiero, chiamato asinovia e presto capiamo il perch\u00e9: da qui fino a Valdiea, il percorso \u00e8 un susseguirsi di pozze di fango, rovi di more ed erbacce che, per lunghi tratti, lo invadono completamente. Quando sbuchiamo sulla stradina asfaltata che, salendo a destra, conduce al paesino di Valdiea, decidiamo di prendere la deviazione che passa dalla pi\u00f9 comoda ma trafficata statale 77. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A Campolarzo, il percorso si ricongiunge con la variante che arriva da Camerino. Attraversiamo paesi che portano ancora le cicatrici profonde del terremoto. Alcuni, sono stati abbandonati e li troviamo completamente deserti al nostro passaggio. Il silenzio \u00e8 ovunque, interrotto solo dal rumore dei nostri passi. Camminando lungo il lago di Caccamo, all'altezza di Pievefavera, salutiamo per l'ultima volta il <strong><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/cammini\/cammino-francescano-della-marca\/\">Cammino di San Francesco della Marca<\/a><\/strong>, che da qui prosegue la sua strada verso Ascoli. Oltrepassato il lago ed il paese di Caccamo, affrontiamo l'ultima salita verso Belforte del Chienti.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76283,\"width\":\"1408px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-14_1_11zon-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76283\" style=\"width:1408px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lago di Caccamo<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\u00c8 lunga e mette alla prova anche l'ultima energia rimasta nelle gambe ma, arrivati in cima, il centro storico ci accoglie con il suo fascino antico e la vista sulla valle del Chienti. Dopo essere finalmente riusciti a farci apporre un altro timbro sulla credenziale nella sagrestia della chiesa di Sant'Eustachio, scendiamo nella parte bassa del paese dove ci aspetta il nostro B&amp;B, in cui alloggeremo questa notte.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76286,\"width\":\"1413px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-15_2_11zon-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76286\" style=\"width:1413px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Belforte del Chienti<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma il cammino non \u00e8 ancora finito: per raggiungere la cascina immersa nella campagna dobbiamo affrontare un'ultima salita. Eppure, quando arriviamo, il verde che ci circonda, il silenzio e la bellezza della casa ci fanno dimenticare, quasi del tutto, la fatica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 05: Belforte del Chienti - Macerata<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>31 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rinfrancati dal riposo della notte e coccolati da una colazione deliziosa, ci rimettiamo in cammino. \u00c8 la tappa pi\u00f9 lunga del nostro viaggio, avendo deciso di unirla a quella successiva. Lasciamo Belforte e ci dirigiamo verso Tolentino dove, una volta arrivati, raggiungiamo la Basilica di San Nicola, per richiedere il timbro sulla credenziale. La Basilica \u00e8 ancora inagibile ed al suo posto \u00e8 stata allestita una tenda nella parte posteriore.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per pura fortuna, riusciamo a sbirciare all\u02bcinterno del bellissimo chiostro della Basilica da una porta lasciata socchiusa. Facciamo un breve giro (ma non troppo per risparmiare le forze!) nel centro del paese, impreziosito dalla torre degli orologi, sulla quale compaiono 4 quadranti: fasi lunari, orologio italico, orologio astronomico e calendario, ed una meridiana.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76289,\"width\":\"1413px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-17_3_11zon-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76289\" style=\"width:1413px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tolentino e il ponte del diavolo<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Attraversando il suggestivo ponte del diavolo sul fiume Chienti, ci inoltriamo su strade secondarie nella bellezza della campagna che costeggia il fiume Chienti mentre il paesaggio si apre in dolci colline e campi dorati. Infine, Macerata e la sua cattedrale. Raggiungiamo l'hotel, stanchi ma entusiasti di essere riusciti ad arrivare, con le sole nostre forze, alla fine di questa lunga giornata di cammino.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 06: Macerata - Loreto<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>24 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76292,\"width\":\"1413px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-19_4_11zon-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76292\" style=\"width:1413px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Verso Recanati<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo all'ultima tappa e la consapevolezza che questo cammino sta per concludersi ci accompagna fin dai primi passi, come un'emozione sottile e contrastante di gioia e tristezza insieme. \u00c8 una bella giornata di sole e raggiungiamo la Cattedrale alla ricerca di qualcuno che possa metterci il timbro sulla credenziale. Quando entriamo nell'ufficio del vicario generale, tutti si mostrano curiosi ed interessati al nostro cammino.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lasciamo Macerata in discesa verso il fondovalle del fiume Potenza, che attraversiamo nel paese di Sambucheto. La salita verso Recanati \u00e8 dura, sotto il sole, ma avere davanti agli occhi il borgo che man mano si avvicina, ci spinge avanti, passo dopo passo. Intorno a noi, la campagna marchigiana si svela in tutto il suo splendore: campi ordinati, il verde vivo dei prati, il giallo dorato delle spighe che danzano leggere nel vento.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Arrivati a Recanati, raggiungiamo il convento dei Passionisti per chiedere il timbro sulla credenziale. Ci offrono dell'acqua, vedendoci un po' stravolti dal caldo e dalla salita, e, stupiti, ci fanno domande sulla nostra avventura. Saliamo ancora fino al centro storico.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Da l\u00ec, all'improvviso il mare e la riviera del Conero ci appaiono in tutta la loro bellezza: il monte, Sirolo, Castelfidardo e tutti i paesini arroccati sulle colline. Attraversiamo il centro di Recanati, poi, dopo un'altra lunga discesa, arriviamo nella parte bassa del paese di Loreto. Ci aspetta l'ultima salita che ci mette alla prova e, finalmente, varchiamo Porta Romana ed entriamo a Loreto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cuore accelera ma non solo per la fatica. Percorriamo la via principale con il fiato corto e gli occhi lucidi. Quando, improvvisamente, si apre davanti a noi la piazza della Madonna, con il santuario della Santa Casa che si staglia maestoso contro il cielo, tutto si ferma. Ci guardiamo. \u00c8 fatta! Siamo alla fine del nostro cammino. Siamo stanchi, s\u00ec, ma sopra ogni cosa siamo grati e felici di aver portato a termine ed aver vissuto questa esperienza bellissima. Con un ultimo slancio di energia, raggiungiamo il nostro B&amp;B. \u00c8 l'ultima notte del cammino.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76295,\"width\":\"1425px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-21_5_11zon-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76295\" style=\"width:1425px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Piazza della Madonna di Loreto<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il giorno successivo ci svegliamo presto e raggiugiamo la Basilica della Santa Casa carichi di emozione, pronti a ricevere l'ultimo timbro sulla nostra credenziale e a ritirare il prezioso <strong>Testimonium<\/strong>. Nonostante la nostra credenziale non abbia tutti i timbri delle tappe percorse, quei pochi sigilli testimoniano ogni passo, ogni fatica, ogni scoperta lungo la Via Lauretana e ci permettono di ricevere quel riconoscimento tanto atteso.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rendendo quel momento unico e indimenticabile, i nostri nomi vengono scritti a mano sull'attestato che portiamo a casa non solo come prova, ma come ricordo vivido e prezioso delle emozioni e delle esperienze che abbiamo vissuto durante questo nostro primo cammino.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76298,\"width\":\"1430px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Foto-22_6_11zon-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76298\" style=\"width:1430px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Testimonium di fine cammino<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A conclusione di questo viaggio, possiamo dire di aver vissuto giorni meravigliosi che ci hanno messo alla prova fisicamente, ma che hanno nutrito profondamente l'anima. Mentre attraversavamo molti paesi in solitudine con i nostri due grandi zaini sulle spalle, ci siamo spesso sentiti osservati, un po' come \u201cmarziani\u02ee in mezzo alla quotidianit\u00e0, ma abbiamo incontrato tante persone gentili che si sono interessate con calore alla nostra esperienza. E proprio l\u00ec abbiamo trovato la magia del cammino.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:spacer -->\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<!-- \/wp:spacer -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Iniziativa \u201cCammini Aperti\u201d \u2013&nbsp; Iniziativa finanziata con il Fondo Sviluppo e Coesione, Piano Sviluppo e Coesione a titolarit\u00e0 del Ministero della Cultura, \u201cI cammini religiosi di San Francesco, San Benedetto e Santa Scolastica \u2013 Azioni trasversali\u201d di cui \u00e8 beneficiario il Ministero del Turismo.<br><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":74722,\"width\":\"870px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Progetto-senza-titolo-30-1024x133.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-74722\" style=\"width:870px;height:auto\"\/><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","post_title":"Assisi\u2013Loreto: il pellegrinaggio di Stefania e Fabio lungo la storica Via Lauretana","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"open","ping_status":"open","post_password":"","post_name":"assisi-loreto-il-pellegrinaggio-di-simone-e-martina-lungo-la-storica-via-lauretana","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2025-08-29 13:06:54","post_modified_gmt":"2025-08-29 11:06:54","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"https:\/\/camminiditalia.org\/?p=76233","menu_order":0,"post_type":"post","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"},{"ID":76643,"post_author":"2","post_date":"2025-09-03 10:00:00","post_date_gmt":"2025-09-03 08:00:00","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>C\u2019\u00e8 chi in estate sceglie il mare e la frenesia delle spiagge, e chi come Greta sceglie di infilare gli scarponi e mettersi in cammino lungo la Via Lauretana, da Assisi a Loreto. Otto tappe, uno zaino e tanta voglia di scoprire cosa pu\u00f2 succedere quando si cammina senza fretta. Nel suo diario non ci sono solo chilometri, ma piccole grandi storie: la fatica di una salita al sole di mezzogiorno, l\u2019accoglienza calorosa nei conventi, le chiacchiere con le persone incontrate per caso lungo la strada. E poi i panorami che tolgono il fiato, i borghi che profumano di Medioevo, i paesi feriti dal terremoto ma ancora vivi, ostinati, bellissimi. Alla fine, dietro ogni passo c\u2019\u00e8 stata una scoperta. E davanti al Santuario di Loreto, quella gioia incontenibile che ti fa dimenticare la stanchezza e ti ricorda perch\u00e9 camminare \u00e8 sempre un\u2019ottima idea.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Introduzione<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Era arrivato giugno e con lui era arrivata anche la fine della scuola. Come di consueto avevamo iniziato a programmare il nostro cammino estivo tra maestre. Per la prima volta per\u00f2 il quartetto non sarebbe stato al completo, perch\u00e9 Valentina e Benedetta non si sarebbero unite a noi. Senza farci scoraggiare io e Sabrina abbiamo scelto la nostra meta: la<strong><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/cammini\/via-lauretana-roma-assisi-loreto\/\"> Via Lauretana<\/a><\/strong>, da Assisi a Loreto, in 8 tappe.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il nostro arrivo ad Assisi ci siamo godute la citt\u00e0 e abbiamo fatto una passeggiata tra le mura, ma sono anche iniziate le disavventure perch\u00e9 ci siamo ricordate che non avevamo ancora acquistato la credenziale. Siamo corse alla Basilica ma purtroppo lo <em>Statio Peregrinorum<\/em> della Basilica di San Francesco era gi\u00e0 chiuso. Per nostra fortuna abbiamo trovato un frate che ha chiamato Fra Jorge e alla fine abbiamo avuto la nostra <strong><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/credenziale-del-camminatore\/\">credenziale<\/a><\/strong>! Un ringraziamento particolare ovviamente lo dobbiamo a Fra Jorge che, per noi, ha interrotto la sua passeggiata serale.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><strong>Se anche tu come hai voglia di condividere il tuo racconto di cammino, scrivici a&nbsp;<a>info@camminiditalia.org<\/a>: ti invieremo tutte le indicazioni per raccontare la tua avventura! E se preferisci un contatto diretto unisciti alla nostra&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/camminiditalia\">Community su Facebook<\/a>&nbsp;e condividi il tuo racconto con noi e altri appassionati.<\/strong><\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><em>E per non perderti lungo il tuo percorso, scarica l\u2019app di Cammini d\u2019Italia! Troverai tutte le tracce GPX dei principali cammini italiani e potrai navigare facilmente, anche offline. Scopri tutti i dettagli&nbsp;<a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/app-cammini-d-italia\/\">qui!<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 01: Assisi - Spello<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La prima tappa non presentava particolari insidie: i 13 km non prevedevano dislivelli impegnativi e infatti siamo giunte a Spello prima dell\u2019ora di pranzo, poco dopo mezzogiorno. Giunte presso il convento delle suore francescane missionarie, siamo state accolte nonostante il largo anticipo e abbiamo mangiato il nostro panino godendo della bella vista sulla valle. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76662,\"width\":\"1014px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/4-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76662\" style=\"width:1014px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Basilica di San Francesco - Assisi<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A questo punto, abbiamo pensato di approfittare del pomeriggio libero per visitare Spello: un piccolo borgo medievale eletto, non a caso, come uno dei borghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia. Arrivata la sera abbiamo mangiato insieme alla madre superiora e ad altri pellegrini: lei si \u00e8 rivelata una donna con una grinta e un carisma contagiosi e ci ha raccontato delle sue innumerevoli avventure durante le missioni. Accoglienza eccezionale!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76665,\"width\":\"1025px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76665\" style=\"width:1025px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Spello<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 02: Spello - Colfiorito<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa \u00e8 stata sicuramente la tappa viste le criticit\u00e0 incontrate. Una prima difficolt\u00e0 l\u2019abbiamo trovata appena dopo Spello: nei dintorni ci sono diversi cammini e in alcuni punti abbiamo sbagliato a seguire la traccia. Questo ovviamente ci ha portate ad aggiungere chilometri di cui avremmo fatto volentieri a meno.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un secondo punto di criticit\u00e0 \u00e8 stata la salita nel paesino di Pale. In poco meno di un chilometro abbiamo affrontato 200 metri di dislivello che, con lo zaino e il sole di mezzogiorno, non sono risultati semplici da affrontare. Fortunatamente per\u00f2 alla fine di questa fatica si trova la Locanda Nonna Tina. Il caff\u00e8 pi\u00f9 buono di sempre!! <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine, l\u2019ultimo aspetto da sottolineare \u00e8 la lunghezza della tappa, quasi totalmente in salita. Secondo la traccia sono circa 30 km ma ovviamente, tra errori ed eventuali deviazioni, aumentano facilmente. Senza dubbio questa \u00e8 stata la giornata pi\u00f9 intensa.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 03: Colfiorito - Muccia<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quel mattino, partendo da Colfiorito, ci siamo dirette verso Taverne, attraverso una strada asfaltata e circondata da campi coltivati. Abbiamo scoperto per\u00f2 che in questo tragitto i pellegrini non sono mai soli, ma sono scortati da due silenziosi cagnoloni. Alcuni passanti infatti ci hanno spiegato che sono di un agricoltore della zona e sono abituati a correre liberamente in tutta la campagna. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ogni volta che incontrano dei pellegrini si accodano e li affiancano fino al confine di Taverne; arrivati l\u00ec trovano una linea immaginaria davanti cui si fermano e ritornano a casa. E cos\u00ec \u00e8 andata anche per noi e, superato il paese, abbiamo salutato le nostre guide a quattro zampe.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso \u00e8 continuato poi verso Serravalle del Chienti e anche qui gli incontri non si sono fatti attendere. Lungo la strada provinciale che portava verso il paese si \u00e8 fermata una macchina della Protezione Civile dicendoci che di l\u00ec a poco ci sarebbe stata l\u2019inaugurazione di un ponte restaurato che costeggia proprio la Via Lauretana. Felici di vedere dei pellegrini tra le loro valli ci hanno invitate a presenziare all\u2019evento e ci hanno accompagnate a visitare il mulino di Gelagna Bassa insieme all\u2019assessore regionale Baldetti.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ripreso il cammino siamo arrivate nel pomeriggio a Muccia ma qui ci siamo scontrate con una realt\u00e0 diversa dalle aspettative. Il terremoto che ha coinvolto il Centro Italia nel 2016 \u00e8 arrivato anche a Muccia e il paese risulta ancora chiuso. Attorno a noi c\u2019erano solo transenne e edifici sostenuti da travi di legno e di metallo. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In questo scenario spettrale gli unici superstiti erano il campanile, che nonostante le ferite continuava a suonare i suoi rintocchi, e un piccolo negozietto di alimentari che eroicamente cercava di ripartire. La proprietaria ci ha raccontato della sua esperienza e ci ha detto che se avessimo voluto altre cose ci saremmo dovute spostare di mezzo chilometro dove avremmo trovato il nuovo paese di Muccia, un quartiere creato con i container.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Raccolti i viveri per il giorno dopo siamo arrivate all\u2019eremo Beato Rizziero, una struttura della Diocesi sopravvissuta al terremoto e utilizzata all\u2019epoca per ospitare gli sfollati.\u00a0 Volendo in questa tappa si poteva scegliere la deviazione per Camerino, ma noi abbiamo optato per Muccia visti i molti chilometri fatti il giorno prima.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 04: Muccia - Belforte del Chienti<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quel mattino ci siamo svegliate molto presto perch\u00e9 ci eravamo poste un obiettivo: visitare anche Camerino. Cos\u00ec siamo salite e abbiamo visitato il centro del paese, colpito anche lui dal sisma. Da qui abbiamo ripreso la tappa ufficiale e ci siamo dirette verso Belforte del Chienti. Questa deviazione per\u00f2 non \u00e8 obbligatoria e volendo si pu\u00f2 proseguire direttamente da Muccia.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76668,\"width\":\"1030px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/5-1-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76668\" style=\"width:1030px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paesaggio delle colline marchigiane<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Scendendo da Camerino si pu\u00f2 godere di un bellissimo panorama tra le colline marchigiane e si passeggia tra sentieri coperti da boschi. Qui noi abbiamo avuto la fortuna di incontrare anche due cerbiatti! Si procede poi lungo il cammino con la visuale sul lago di Borgiano per arrivare quindi a Belforte del Chienti. La tappa non \u00e8 breve ma non presenta particolari criticit\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 05: Belforte - Tolentino<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La quinta tappa prevedeva un percorso molto semplice. I chilometri erano pochi e per lo pi\u00f9 pianeggianti. Infatti anche qui siamo giunte per l\u2019ora di pranzo. Questo per\u00f2 pu\u00f2 tornare molto utile perch\u00e9 Tolentino \u00e8 una cittadina molto bella e si pu\u00f2 passare un piacevole pomeriggio tra le sue vie. Meritano senza dubbio una visita la Basilica di San Nicola da Tolentino e il suo chiostro.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui abbiamo alloggiato presso il Convento di San Nicola da Tolentino, dove abbiamo anche cenato. L\u2019accoglienza \u00e8 stato ottima e il frate che si occupa della pastorale giovanile ci ha guidate nella visita del convento e ci ha raccontato delle diverse iniziative che vengono attivate nella loro realt\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 06: Tolentino - Macerata<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo la tappa riposo del giorno precedente, siamo partite verso Macerata. Lasciata Tolentino ci si inizia ad addentrare lungo una strada circondata dalle colline marchigiane. Qui il paesaggio \u00e8 mozzafiato ma sicuramente in una giornata di intenso sole il cammino potrebbe essere impegnativo perch\u00e9 le zone d\u2019ombra sono rare. Per nostra fortuna il tempo era incerto e la passeggiata \u00e8 stata piacevole. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il tragitto continua poi tra asfalto, sentiero e strada sterrata fino ad arrivare al punto di maggior interesse della tappa: l\u2019Abbazia di Fiastra. Il consiglio che ci sentiamo di dare a tutti i pellegrini \u00e8 di dedicare almeno un\u2019ora per la visita di questo luogo, un vero gioiello incastonato nel verde. Nel caso in cui qualcuno non sia interessato alla visita di questi luoghi, consigliamo comunque una sosta nel parco. Rigenerante!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76659,\"width\":\"1016px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2-1-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76659\" style=\"width:1016px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Abbazia di Fiastra<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per proseguire il cammino poi ci sono due possibilit\u00e0: prendere un mezzo che porta direttamente al centro di Macerata, oppure proseguire lungo il cammino. Leggendo nel sito ufficiale della via Lauretana si consiglia di prendere il bus perch\u00e9 il tracciato si interseca con la strada provinciale e lo stesso ci \u00e8 stato consigliato dalla responsabile della biglietteria dell'Abbazia. A questo punto abbiamo ascoltato i consigli e siamo arrivate in bus a Macerata. Attenzione per\u00f2, la fermata della partenza non \u00e8 molto visibile!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 07: Macerata - Recanati<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Usciti da Macerata il cammino inizia su vie secondarie asfaltate poco trafficate e circondate dalle colline. Ad un certo punto per\u00f2 ci si imbatte in un tratto pericoloso perch\u00e9 vede il susseguirsi di curve a gomito dove la visibilit\u00e0 non sempre \u00e8 ottima, sia per i pellegrini che per gli automobilisti. Terminato questo pezzo ci si addentra nella campagna e si segue il percorso lungo il fiume Potenza. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La zona presenta aree ombreggiate alternate a zone di sole, ma risulta comunque abbastanza semplice perch\u00e9 \u00e8 per lo pi\u00f9 pianeggianti. Per pranzare poi ci siamo fermate nell'area sosta per camper a San Firmano e questa \u00e8 stata sicuramente una grande fortuna, non solo per le panchine e l'ombra che abbiamo trovato. Cercando un bar dove poter bere un caff\u00e8, abbiamo trovato l'Abbazia di San Firmano: una chiesa che esternamente si presenta molto semplice, ma poi al suo interno \u00e8 molto interessante, soprattutto per la cripta. Se per caso la doveste trovare chiusa non temete, chiedete al gestore del bar l\u00ec vicino.. le chiavi le ha lui.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Infine abbiamo imboccato la via per arrivare a Recanati. La salita lungo il colle e verso il centro della citt\u00e0 \u00e8 decisamente impegnativa per tre ragioni: la pendenza della strada, la costante esposizione al sole e la strada interamente in asfalto. Bisogna dire per\u00f2 che la meta e il panorama poi ripagano.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76671,\"width\":\"1018px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/6-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76671\" style=\"width:1018px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Greta e Sabrina<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 08: Recanati - Loreto<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quest\u2019ultima tappa in verit\u00e0 non \u00e8 prevista dal cammino ma sarebbe parte integrante della settima. Noi abbiamo deciso di staccarla per due ragioni che, con il senno di poi, continuiamo a trovare valide. La prima \u00e8 che vale la pena visitare con calma sia Recanati che Loreto; la seconda \u00e8 che per arrivare in cima alle due citt\u00e0 bisogna percorrere, entrambe le volte, una strada in salita e in buona parte al sole, quindi pu\u00f2 risultare pesante.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Facendo in questo modo il percorso non \u00e8 troppo lungo anche se in buona parte risulta in salita. Entrati nel centro della cittadina per\u00f2 non si trova subito il Santuario, ma \u00e8 necessario percorrere alcune vie. Alla fine per\u00f2 si intravvede una piazza e davanti si scorge questa bellissima facciata bianca: l'arrivo!!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come sempre la gioia \u00e8 tanta e noi abbiamo iniziato i festeggiamenti, tanto che una coppia ci ha fermate per chiederci le ragioni della nostra gioia e dei nostri zainoni. Ritirato il testimonium e visitato il santuario, abbiamo deciso che ci saremmo godute appieno il resto della giornata. Cos\u00ec poi, verso le 13, abbiamo preso un autobus che ci ha portate direttamente a Porto Recanati dove ci siamo rigenerate al mare. La giusta ricompensa!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il ritorno<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per tornare a casa noi abbiamo fatto una tappa ad Ancona. Consigliamo assolutamente la visita alla citt\u00e0, ma ancora di pi\u00f9 un assaggio del fantastico stoccafisso della Trattoria storica La Moretta, una vera goduria in una Trattoria del 1897.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Greta e Sabrina.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:spacer -->\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<!-- \/wp:spacer -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Iniziativa \u201cCammini Aperti\u201d \u2013&nbsp; Iniziativa finanziata con il Fondo Sviluppo e Coesione, Piano Sviluppo e Coesione a titolarit\u00e0 del Ministero della Cultura, \u201cI cammini religiosi di San Francesco, San Benedetto e Santa Scolastica \u2013 Azioni trasversali\u201d di cui \u00e8 beneficiario il Ministero del Turismo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":74722,\"width\":\"870px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Progetto-senza-titolo-30-1024x133.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-74722\" style=\"width:870px;height:auto\"\/><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->","post_title":"Greta e Sabrina sulla Via Lauretana Roma-Assisi-Loreto: da Spello e Muccia all\u2019abbraccio di Loreto","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"open","ping_status":"open","post_password":"","post_name":"greta-e-sabrina-sulla-via-lauretana-roma-assisi-loreto-da-spello-e-muccia-allabbraccio-di-loreto","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2025-09-02 11:09:14","post_modified_gmt":"2025-09-02 09:09:14","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"https:\/\/camminiditalia.org\/?p=76643","menu_order":0,"post_type":"post","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"},{"ID":76917,"post_author":"2","post_date":"2025-09-07 10:00:00","post_date_gmt":"2025-09-07 08:00:00","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>C\u2019\u00e8 chi cammina per sport, chi per fede, chi per curiosit\u00e0. Massimo, invece, lungo la Via Lauretana ha trovato molto di pi\u00f9: incontri inattesi, paesi che portano ancora le cicatrici del terremoto, sorrisi e abbracci che raccontano la forza dell'Umbria e delle Marche. Il suo diario non \u00e8 un semplice resoconto di tappe, ma un mosaico di emozioni: dalle chiacchiere con gli agricoltori al ristoro improvvisato in piazza, dalle autorit\u00e0 che accolgono con calore ai bambini che regalano leggerezza al viaggio. Un cammino che diventa comunit\u00e0, dove ogni passo lascia spazio a storie e riflessioni. Se cercate un racconto capace di farvi vivere la bellezza di un pellegrinaggio condiviso, Massimo vi porter\u00e0 con s\u00e9 \u2013 tra fatica, entusiasmo e la gioia di arrivare a Loreto con il cuore pi\u00f9 leggero.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Introduzione<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo il cammino da Padova ad Assisi dedicato all\u2019autismo e all\u2019associazione Omphalos Autismo e Famiglie, decisi che avrei fatto un altro cammino per scoprire il territorio marchigiano. Da sempre credo al binomio persone\u2013territorio: il carattere e il modo di essere delle persone dipendono fortemente dal luogo in cui abitano. Persone cos\u00ec belle devono per forza vivere in un ambiente meraviglioso! Fu cos\u00ec che, di rientro da un cammino ben pi\u00f9 lungo e impegnativo, decisi di fare ancora quest\u2019ultima fatica percorrendo la <strong><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/cammini\/via-lauretana-roma-assisi-loreto\/\">Via Lauretana<\/a><\/strong>.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><strong>Se anche tu come hai voglia di condividere il tuo racconto di cammino, scrivici a&nbsp;<a>info@camminiditalia.org<\/a>: ti invieremo tutte le indicazioni per raccontare la tua avventura! E se preferisci un contatto diretto unisciti alla nostra&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/camminiditalia\">Community su Facebook<\/a>&nbsp;e condividi il tuo racconto con noi e altri appassionati.<\/strong><\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><em>E per non perderti lungo il tuo percorso, scarica l\u2019app di Cammini d\u2019Italia! Troverai tutte le tracce GPX dei principali cammini italiani e potrai navigare facilmente, anche offline. Scopri tutti i dettagli&nbsp;<a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/app-cammini-d-italia\/\">qui!<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 01: Santa Maria degli Angeli - Spello<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>11 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\u00a0La mia tappa di oggi inizia a met\u00e0 pomeriggio: sono di rientro dall\u2019aver camminato tutta la <strong><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/cammini\/via-francigena\/\">Via Francigena<\/a><\/strong> e, dopo svariati Flixbus, finalmente eccomi arrivato a destinazione pronto per la partenza. Sulla piazza della basilica trovo ad attendermi Walter, genitore di Emanuele \u2013 un ragazzo autistico dell\u2019associazione \u2013 insieme alla troupe del TGR Umbria. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76932,\"width\":\"905px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1_4_11zon-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76932\" style=\"width:905px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Raccontate le finalit\u00e0 di questo nuovo cammino e come opera Omphalos nelle Marche, \u00e8 giunto il momento di partire. Su consiglio di Walter, visto l\u2019orario, decido di seguire la pista ciclabile che mi condurr\u00e0 a Spello. Strada facendo trovo la chiesa di Rivotorto: al suo interno si trova il Sacro Tugurio, resti di piccole costruzioni di pietra dove dimor\u00f2 Francesco con i suoi compagni e dove tutto ebbe inizio. Dopo questa visita incombe l\u2019ombra della sera: devo fare presto, mancano ancora alcuni chilometri per arrivare al convento dove passer\u00f2 la notte.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 02: Spello - Colfiorito<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>29 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questa mattina non sono solo: a camminare con me c\u2019\u00e8 Walter. Prima di ripartire, un saluto in piazza con le autorit\u00e0, una breve spiegazione del progetto che vado a sostenere con questo cammino, alcune foto di rito e si parte. Il tempo non \u00e8 dei migliori, ma bisogna accontentarsi. Lasciamo Spello e le sue mura attraverso una delle tante porte del paese: inizia cos\u00ec questa nuova lunga giornata che mi condurr\u00e0 a Colfiorito, molto vicino al confine con la regione Marche. Il tracciato \u00e8 ben segnalato e interseca pi\u00f9 volte altri cammini: si cammina tra ulivi e zone boscose, e le salite non tardano ad arrivare. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Cammin facendo ho modo di conoscere meglio Walter, l\u2019associazione e i territori attraversati: viaggiare a piedi \u00e8 sicuramente il modo migliore per apprezzare e capire davvero il territorio. A pochi chilometri dall\u2019arrivo veniamo colti da un acquazzone piuttosto intenso: ci ripariamo, indossiamo il poncho e possiamo proseguire fino a fine tappa. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La zona di Colfiorito, come mi spiega Walter, oltre ad essere panoramica, \u00e8 molto fertile e importante per parecchie colture di nicchia. Una volta arrivati e incontrato il presidente del consiglio comunale di Foligno, ci salutiamo: Walter torna verso la macchina con la bicicletta che aveva preventivamente lasciato l\u00ec. Questo cammino sta cominciando a riservarmi parecchie piacevoli sorprese\u2026 Sar\u00e0 davvero diverso da quelli fatti fino ad ora.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 03: Colfiorito - Muccia<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>18 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo una notte di sonno ristoratore \u00e8 giunto il momento di camminare questa terza tappa: chiss\u00e0 quante sorprese avr\u00e0 in serbo per me\u2026 Ed ecco che la prima non tarda ad arrivare: squilla il telefono, \u00e8 un messaggio WhatsApp di Fabrizio che mi chiede dove sono e di inviargli la posizione. Poco dopo mi arriva una foto sua e di Matteo con scritto \u201cstiamo arrivando\u201d. Mentre li attendo, vado in cerca di un bancomat e noto che le attivit\u00e0 commerciali qui sono concentrate in un piazzale, una accanto all\u2019altra, in strutture prefabbricate: Colfiorito fa parte dei 140 comuni del cratere sismico del 2016. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo cammino, oltre ad attraversare paesaggi meravigliosi, passa anche per paesi colpiti duramente dal terremoto: sar\u00e0 meglio che cominci ad abituarmi, perch\u00e9 questo \u00e8 solo l\u2019inizio. Ecco arrivare Fabrizio e suo figlio Matteo: cominciamo a camminare per mano e in breve tempo arriviamo al cartello che sancisce l\u2019entrata nella regione Marche. Ci salutiamo: io proseguo verso Muccia, mentre Fabrizio torner\u00e0 pi\u00f9 tardi. Arrivo nel nuovo centro paese fatto di prefabbricati, dove trova posto anche il comune. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l\u2019incontro con il sindaco e con il suo permesso ci addentriamo nella zona rossa: \u00e8 un colpo al cuore, qui la vita sembra essersi fermata. Walter e Fabrizio mi raccontano com\u2019era questo paese prima del sisma. Andiamo a mangiare qualcosa l\u00ec vicino e poi mi accompagnano in un eremo completamente ristrutturato con criteri antisismici che funge anche da struttura per incontri e seminari. Vado a dormire un po\u2019 scosso\u2026<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76935,\"width\":\"873px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/5_8_11zon-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76935\" style=\"width:873px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Muccia<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 04: Muccia - Tolentino<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>38 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tappa davvero molto intensa oggi, non solo per la sua lunghezza o per i numerosi incontri istituzionali, ma per il caleidoscopio di emozioni che ho vissuto. Dopo colazione si parte: il tempo \u00e8 buono quest\u2019oggi e una fresca temperatura mi accompagna per i primi passi. Arrivo a Camerino, citt\u00e0 universitaria simbolo del terremoto 2016: il centro storico \u00e8 transennato, ma la ricostruzione sembra avviata. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76941,\"width\":\"880px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/4_7_11zon-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76941\" style=\"width:880px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Campagne marchigiane<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Qui incontro Walter, il sindaco e una referente di un\u2019associazione nata nel 2016 come aiuto alle tante famiglie colpite dal sisma. Dopo una pausa proseguo tra colline, percorrendo una bellissima strada forestale in mezzo agli alberi, che per la stagione sono diventati di un caldo color ambra. Arrivo nei pressi del lago di Caccamo, dove ad attendermi trovo Fabrizio, Walter, altre famiglie dell\u2019associazione e l\u2019assessore alla cultura di Serrapetrona. In questa pausa ho il piacere di assaggiare la famosa Vernaccia, un vino davvero speciale. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si riparte insieme: \u00e8 bello percorrere qualche chilometro con loro, un cammino diverso dal solito, ma emozionante. Arrivati a Belforte del Chienti ci aspetta un meraviglioso ristoro organizzato dal comune. Dopo esserci rifocillati, si riparte verso Tolentino insieme ad altri genitori giunti l\u00ec. L\u2019arrivo \u00e8 davvero emozionante: la piazza del centro \u00e8 gremita di persone, altri genitori dell\u2019associazione e le autorit\u00e0. Il sindaco tiene un discorso toccante. Dopo la visita della Basilica di San Nicola, ci dirigiamo al B&amp;B. In serata trovo un\u2019altra sorpresa: tantissimi genitori di Omphalos giunti da ogni dove per festeggiare questo cammino tutti insieme all\u2019agriturismo. Si conclude cos\u00ec un\u2019altra giornata molto significativa.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 05: Tolentino - Macerata<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>33 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un\u2019altra lunga tappa mi attende. Raggiungo il centro citt\u00e0 dove ho appuntamento con Walter: prendiamo un caff\u00e8 e siamo pronti a partire. La tappa si sviluppa su strade secondarie tra le dolci colline marchigiane. Strada facendo Walter continua a raccontarmi la sua esperienza di genitore: una vita difficile e complicata, ma anche ricca di soddisfazioni per le piccole cose che spesso noi neurotipici diamo per scontate. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76938,\"width\":\"844px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3_6_11zon-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76938\" style=\"width:844px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Segnaletica<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra una chiacchierata e l\u2019altra ecco apparire lo skyline di Macerata. Dopo qualche salita e discesa arriviamo nel centro vibrante della citt\u00e0, accolti dalla vicesindaco con delega alle politiche sociali e dai ragazzi di un\u2019associazione locale. Dopo i saluti e le foto mi dirigo all\u2019hotel prenotato per me, con appuntamento pi\u00f9 tardi in centro per cenare insieme. Passo una bella serata parlando di tutto e di pi\u00f9: trovo che sia stato davvero un bell\u2019incontro, non sono abituato a una politica cos\u00ec attenta al cittadino.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 06: Macerata - Recanati<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>21 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Inizia la penultima tappa della <strong>Via Lauretana<\/strong>. Il tempo non \u00e8 dei migliori e nuvoloni grigi si addensano all\u2019orizzonte. Comincio a camminare in una ripida discesa: nelle Marche i paesi e le citt\u00e0 sorgono molto spesso sulla sommit\u00e0 dei colli. Cammin facendo incontro un agricoltore incuriosito dal mio grande zaino: mi racconta che tutti gli anni centinaia di pellegrini compiono il pellegrinaggio Macerata\u2013Loreto, una tradizione molto sentita qui. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":76929,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2_5_11zon-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-76929\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Verso Montelupone<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Proseguo e arrivo al teatro di Potenza Picena, dove vengo accolto dalle autorit\u00e0 e dai genitori di Omphalos. \u00c8 un\u2019occasione per fare il punto sul cammino e visitare questa meraviglia architettonica. La regione Marche \u00e8 detta la regione dei 100 teatri proprio per l\u2019eccezionale densit\u00e0 di teatri storici, la pi\u00f9 alta al mondo! Riparto destinazione Recanati, arrivo a casa dell\u2019amico Fabrizio e ho l\u2019occasione di conoscere la sua famiglia. Dopo cena mi accompagna al B&amp;B: ci rivedremo domani mattina per la tappa conclusiva!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 07: Recanati - Loreto<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>8 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo l\u2019incontro con le autorit\u00e0 a Recanati, con breve visita al comune e foto di rito sotto la statua di Leopardi, \u00e8 giunto il momento di partire con Fabrizio verso Loreto. Il tempo \u00e8 splendido, sembra primavera. Il percorso \u00e8 semplice: una passeggiata in discesa e falsopiano su strade secondarie asfaltate. Dopo qualche chilometro appare l\u2019imponente basilica-fortezza di Loreto. Come di consueto, l\u2019ultimo tratto \u00e8 in salita per giungere in piazza, dove ci attendono autorit\u00e0, gonfaloni e associazioni locali. Dopo discorsi e foto di rito, ho il piacere di visitare la basilica di Loreto: una rarit\u00e0 e luogo di culto davvero particolare. Che grande emozione! Si conclude cos\u00ec uno dei cammini pi\u00f9 corti di Walking for Charity, ma sicuramente uno dei pi\u00f9 partecipati ed emozionanti.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:spacer -->\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n<!-- \/wp:spacer -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Iniziativa \u201cCammini Aperti\u201d \u2013&nbsp; Iniziativa finanziata con il Fondo Sviluppo e Coesione, Piano Sviluppo e Coesione a titolarit\u00e0 del Ministero della Cultura, \u201cI cammini religiosi di San Francesco, San Benedetto e Santa Scolastica \u2013 Azioni trasversali\u201d di cui \u00e8 beneficiario il Ministero del Turismo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":74722,\"width\":\"870px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\",\"align\":\"center\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Progetto-senza-titolo-30-1024x133.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-74722\" style=\"width:870px;height:auto\"\/><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->","post_title":"Massimo sulla Via Lauretana: tra Assisi e Loreto, un cammino che unisce persone e territori","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"open","ping_status":"open","post_password":"","post_name":"massimo-sulla-via-lauretana-tra-assisi-e-loreto-un-cammino-che-unisce-persone-e-territori","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2025-09-04 11:56:26","post_modified_gmt":"2025-09-04 09:56:26","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"https:\/\/camminiditalia.org\/?p=76917","menu_order":0,"post_type":"post","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}]},"read_also_posts":{"read_also":false},"app":{"bgImg":false,"title":"","text":"","img":false,"linkBtn":"","textBtn":""},"contacts_cammino":{"addresses":false,"phones":false,"emails":false,"socials":false,"extra_content":""}},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Via Lauretana Roma - Assisi - Loreto - Cammini d&#039;Italia<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La Via Lauretana non era l&#039;unica via per raggiungere Loreto. 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