
{"id":77197,"date":"2025-09-09T16:46:51","date_gmt":"2025-09-09T14:46:51","guid":{"rendered":"https:\/\/camminiditalia.org\/?post_type=cammini&#038;p=77197"},"modified":"2026-02-19T09:29:24","modified_gmt":"2026-02-19T08:29:24","slug":"cammino-nelle-terre-mutate","status":"publish","type":"cammini","link":"https:\/\/camminiditalia.org\/en\/cammini\/cammino-nelle-terre-mutate\/","title":{"rendered":"Cammino nelle Terre Mutate"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" id=\"scopriletappe\">Il Cammino nelle Terre Mutate \u00e8 un itinerario di oltre 250 km che da Fabriano conduce a L\u2019Aquila, attraversando quattro regioni (Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo) e i luoghi colpiti dai terremoti del 2009\u20132016. Non \u00e8 solo un percorso naturalistico, ma anche un incontro con le comunit\u00e0 che hanno scelto di restare e ricostruire. Si cammina tra parchi nazionali, borghi storici, laghi e altopiani come Castelluccio di Norcia, il Lago di Fiastra e il Lago di Campotosto. L\u2019accoglienza \u00e8 diffusa, spesso presso piccole strutture o associazioni locali, e richiede un po\u2019 di spirito di adattamento, ripagato da panorami unici e da relazioni autentiche. \u00c8 un cammino che unisce natura, memoria e rinascita: un\u2019esperienza di turismo rigenerativo capace di trasformare chi lo percorre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Cammino nelle Terre Mutate \u00e8 un itinerario di oltre 250 km che da Fabriano conduce a L\u2019Aquila, attraversando quattro regioni (Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo) e i luoghi colpiti dai terremoti del 2009\u20132016. Non \u00e8 solo un percorso naturalistico, ma anche un incontro con le comunit\u00e0 che hanno scelto di restare e ricostruire. 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Un piccolo gruppo attraversa a piedi l\u2019Appennino per attirare l\u2019attenzione su una ricostruzione ferma e su comunit\u00e0 dimenticate. A quella marcia si uniscono volti, esperienze, battaglie: da Novi di Modena a Norcia, da San Giuliano di Puglia ad Amatrice, i territori feriti dal sisma trovano un filo comune. Dopo il terremoto del 2016-2017, quel filo si tende ancora. Nasce un nuovo cammino, da Fabriano all\u2019Aquila. Ed \u00e8 proprio l\u00ec che prende forma l\u2019idea: trasformare la marcia in un cammino permanente, che unisca memoria, resistenza e bellezza, e che tenga viva l\u2019attenzione sulle Terre Mutate. Cos\u00ec nasce il Cammino nelle Terre Mutate, un trekking solidale di oltre 250 km, che attraversa comunit\u00e0 e paesaggi cambiati dal sisma, ma ancora vivi, accoglienti e capaci di futuro.\u00a0 <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Dal 2017, il cammino si sviluppa come esperienza collettiva e dal basso, portata avanti da volontari, associazioni locali, camminatori e abitanti. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 2024, dopo oltre due anni di ascolto e condivisione con le comunit\u00e0, viene fondata l\u2019associazione di volontariato Cammino nelle Terre Mutate, con l\u2019obiettivo di custodire e far crescere questo progetto. Composta da soci provenienti da tutte le aree attraversate, l\u2019associazione rappresenta il cammino nella sua interezza e ne raccoglie l\u2019eredit\u00e0 solidale e mutualistica. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Camminare nelle Terre Mutate non \u00e8 solo attraversare luoghi: \u00e8 prendersene cura, ascoltarli, sostenerli. \u00c8 partecipare a un processo di rinascita collettiva, dove ogni passo \u00e8 un gesto di rispetto e ogni incontro una possibilit\u00e0 di costruzione reciproca. E\u2019 prendere parte, essere partigiani della terra. <\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"SERVIZI","text":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Supermercati sono presenti a Fabriano e all\u2019Aquila, lungo il percorso si possono trovare botteghe alimentari nelle tappe: Matelica, Camerino, Ussita, Norcia, Arquata del Tronto, Amatrice, Campotosto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Le farmacie ci sono nelle tappe<\/span><b>:<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> Fabriano, Matelica, Camerino, Ussita, Norcia, Arquata del Tronto, Amatrice.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Siamo in zone dove la ripresa c\u2019\u00e8 ma \u00e8 lenta e difficile, pertanto l\u2019offerta, in termini di quantit\u00e0, \u00e8 abbastanza limitata. L\u2019invito \u00e8 di contattare preventivamente le strutture dove si vuole alloggiare. A<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Rispetto ad altri, questo cammino richiede una discreta preparazione fisica. Soprattutto per affrontare le tappe con i dislivelli maggiori, oltre i 1.000 m, dove \u00e8 bene avere nello zaino anche in estate vestiti caldi, antivento e impermeabili. Nel caso si voglia percorrere il Cammino con la tenda, si raccomanda di avere materiale tecnico, resistente alla pioggia e al freddo. In estate possono esserci variazioni di temperatura notevoli e repentine.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"SEGNALETICA","text":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il Cammino nelle Terre mutate dispone di segnaletica propria; laddove possibile segue sentieri gi\u00e0 segnati, soprattutto all\u2019interno delle aree protette: sentieri Cai o escursionistici (Sentiero Italia, G.A.S. Grande anello dei Sibillini, Cammino naturale dei Parchi).\u00c8 comunque buona norma appoggiarsi anche alle tracce Gps, in caso di necessit\u00e0.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"FONDO STRADALE","text":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">70% Sterrato\/sentiero<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">30% Asfalto<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"IN TENDA","text":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel sito c\u2019\u00e8 una sezione dedicata al tema: <\/span><a href=\"https:\/\/camminoterremutate.org\/cammino-in-tenda\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">https:\/\/camminoterremutate.org\/cammino-in-tenda\/<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Servono Autorizzazioni? <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Per le tappe che passano da Arquata del Tronto e Accumoli potrebbe essere necessario richiedere un permesso che autorizzi l\u2019attraversamento di zone rosse che, nel corso del tempo, potrebbero essere modificate, ristrette o eliminate. Inoltre, a causa di eventuali lavori di demolizione, rimozione macerie, messe in sicurezza, cantierizzazioni, il percorso potrebbe subire delle variazioni temporanee. Si consiglia di controllare lo stato di percorribilit\u00e0 delle tappe su camminoterremutate.org o contattare i referenti locali<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"CREDENZIALE","text":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">La credenziale viene rilasciata dietro donazione volontaria all\u2019associazione del Cammino nelle Terre Mutate. Il ricavato delle donazioni servir\u00e0 alla loro ristampa e a incentivare la promozione del Cammino. Sul documento vanno riportati il luogo e la data di partenza come quelli d\u2019arrivo e i timbri dei luoghi visitati e delle strutture di ospitalit\u00e0 in cui si \u00e8 stati accolti. Per farne richiesta \u00e8 necessario compilare il modulo presente sul sito www.camminoterremutate.org o scrivere a credenziale@camminoterremutate.org indicando se si vuole ricevere la credenziale via posta o ritirarla a Fabriano, Ussita, Norcia o Amatrice.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"GUIDA CARTACEA","text":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">A maggio 2025 \u00e8 stata pubblicata la terza edizione della guida con Terre di Mezzo.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"CONTATTI","text":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Associazione ODV \u201cCammino nelle Terre Mutate\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Mail: info@camminoterremutate.org<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sito di riferimento: www.camminoterremutate.org<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In ogni tappa sono presenti dei referenti di tappa che supportano e accolgono i camminatori. I nominativi e contatti sono indicati nel sito: <\/span><a href=\"https:\/\/camminoterremutate.org\/il-percorso\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">https:\/\/camminoterremutate.org\/il-percorso\/<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n"}]},"tappe":{"show_all":false,"all_tappe":"","tappa":[{"status":false,"title":"TAPPA 01","text":"<h2><strong>TAPPA 01: Da Fabriano a Matelica<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Fabriano<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Matelica<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 25.2 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +650 m \/ \u2013 620 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La tappa \u00e8 l\u2019inizio del percorso del Cammino delle Terre Mutate con partenza dalla piazza principale -piazza del comune- di Fabriano. Percorrendo il centro storico si esce dal paese su un sentiero costeggiato da querce monumentali. Il percorso prosegue verso l\u2019eremo di San Silvestro alle pendici di Monte Fano fino ad affacciarsi su Valleremita. Si prosegue su sterrato tra i boschi alla pendici di Monte Alto fino ad immettersi nella Valle Toiano che ci porter\u00e0 poi con una strada asfaltata al borgo di Esanatoglia. Il percorso, dopo aver attraversato il fiume Esino, prosegue tra colline coltivate fino al centro di Matelica.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 02","text":"<h2><strong>TAPPA 02: Da Matelica a Camerino<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Matelica<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Camerino<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 23.2 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +842 m \/ \u2013 588 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dal centro di Matelica il cammino si porta verso sud deviando verso Mistraniello e risalendo le dolci colline che ci conducono verso Monte Pulischio. Restando in quota nella rigogliosa vegetazione, si aprono i panorami sui vigneti marchigiani, Camerino e i Monti Sibillini all\u2019orizzonte. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Da Prati delle Cese si giunge, dopo una leggera discesa, al piccolo borgo di Castel Santa Maria e seguendo la strada asfaltata si raggiunge quindi il borgo di Castel Sant\u2019Angelo. Restando in quota si prosegue fino al borgo di Costa dove, una discesa nella macchia mediterranea ci conduce al fondovalle del fiume Potenza; da qui \u00e8 possibile la variante per il bel borgo di Pioraco. Attraversato il fiume tra le colline, dopo una ripida salita, si giunge all\u2019abitato di Seppio. Proseguendo verso sud-est tra piacevoli saliscendi si arriva infine alle pendici di Camerino che raggiungiamo con un\u2019ultima salita.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 03","text":"<h2><strong>TAPPA 03: Da Camerino a Fiastra<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Camerino<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Fiastra<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 21 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +870 m \/ \u2013 745 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Si parte dalla citt\u00e0 d\u2019arte di Camerino, arroccata sull\u2019incantevole paesaggio collinare marchigiano, verso Fiastra, all\u2019interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">In cammino si alternano passaggi su asfalto a tratti pi\u00f9 brevi su carrarecce e sentieri. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il lago di Polverina con l\u2019omonimo paese faranno da piacevole intermezzo per riposarsi. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019arrivo sul colle che domina Fiastra con la chiesa romanica di San Paolo e il castello Magalotti e vista sull\u2019azzurro del lago di Fiastra, saranno una bellissima ricompensa dopo la fatica della tappa.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 04","text":"<h2><strong>TAPPA 04: Da Fiastra a Ussita<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Fiastra<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Ussita<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 20.5 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +1001 m \/ \u2013 827 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una delle tappe pi\u00f9 belle e panoramiche di tutto il Cammino. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Da Fiastra si sale nel bosco su un ripido sentiero sino a Fonte del Pozzo, da cui si potr\u00e0 godere di uno splendido affaccio sul Lago di Fiastra. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il percorso procede lungo crinali panoramici contorniati da verdi pascoli montani. Si discende poi verso Fonte Troncaccia, non sempre comodamente accessibile per il fango. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Si risale verso la cresta che separa la Valle d\u2019Alfi da Camponomo per poi ridiscendere verso l\u2019altopiano di Macereto in cui si trova l\u2019omonimo Santuario. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Da qui si percorre un breve tratto di strada asfaltata per ridiscendere verso la valle di Ussita dominata dallo splendido massiccio dolomitico del Monte Bove.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 05","text":"<h2><strong>TAPPA 05: Da Ussita a Campi di Norcia<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Ussita<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Campi di Norcia<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 23.4 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +999 m \/ \u2013 1187 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tappa bella e variegata attraverso l\u2019Alta Valle del Fiume Nera. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Da Ussita si sale verso Monte Careschio su un percorso a mezza costa che sovrasta la valle del Torrente Ussita. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo circa 7 km si raggiunge una delle torri medievali di avvistamento delle mura difensive del borgo di Visso. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Da qui si scende verso valle, si attraversa il Paese e il Fiume nera per poi risalire verso la Valle di Visso, lungo l\u2019antica strada che collegava con Norcia. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il percorso procede in salita, nel bosco, per poi giungere su dei pratoni montani, un tempo coltivati, alle pendici del Monte Cardosa. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Giunti quasi in vetta al Monte Macchialunga si abbandona il Grande Anello dei Sibillini e si discende lungo un sentiero ripido e sassoso verso Campi di Norcia.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 06","text":"<h2><strong>TAPPA 06: Da Campi di Norcia a Norcia<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Campi di Norcia<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Norcia<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 9.9 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +351 m \/ \u2013 462 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 la tappa pi\u00f9 corta del cammino. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">La tappa inizia immergendoci nell\u2019ampia e tranquilla valle Castoriana per poi iniziare a risalire verso la Forca d\u2019Ancarano costeggiando le piccole frazioni di Pi\u00e8 del Colle e Sant\u2019Angelo. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Arrivati alla Forca D\u2019Ancarano davanti a noi si apre l\u2019altopiano di Santa Scolastica dove nella parte nord \u00e8 immersa la bellissima Norcia. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Con comodo sentiero, attraverso campi di grano, fiancheggiamo la frazione di Fontevena e presto arriviamo alla piazza centrale di Norcia dominata dalla basilica di San Benedetto da Norcia patrono d\u2019Europa.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 07","text":"<h2><strong>TAPPA 07: Da Norcia a Castelluccio di Norcia<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Norcia<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Castelluccio di Norcia<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 15.4 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +1125 m \/ \u2013 315 m<\/p>\n<p>In questa tappa si raggiunge uno dei posti pi\u00f9 belli dal punto di vista paesaggistico dell\u2019intero parco naturalistico italiano: l\u2019altopiano carsico \u2013 alluvionale di Castelluccio di Norcia al cospetto del Monte Vettore e della cima del Redentore. La fatica del dislivello di 1000 metri che da Norcia, attraverso un antico sentiero usato dai pastori, raggiunge la forca del Monte Ventosola, viene pi\u00f9 che ripagata da uno scorcio mozzafiato sul Pian Grande di Castelluccio, le cime intorno e quelle pi\u00f9 lontane d\u2019Appennino. Una lunga discesa verso il Pian Grande per camminare tra i campi coltivati della preziosa lenticchia IGP e poi fino all\u2019arroccato paese di Castelluccio.<\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 08","text":"<h2><strong>TAPPA 08: Da Castelluccio di Norcia a Arquata del Tronto<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Castelluccio di Norcia<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Arquato del Tronto<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 18.1 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +396 m \/ \u2013 1119 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa tappa del CTM parte da Castelluccio di Norcia, posta su un bel colle da cui si pu\u00f2 ammirare un bel panorama della pianura sottostante ed il cui abitato \u00e8 stato completamente distrutto dal sisma del 2016-17. Durante il periodo della fioritura (Maggio \u2013 Giugno) delle colture delle rinomate lenticchie, la pianura si accende di colori complementari fornendo visioni di rara bellezza. <\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 09","text":"<h2><strong>TAPPA 09: Da Arquata del Tronto a Accumoli<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Arquato del Tronto<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Accumoli<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 18.3 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +840 m \/ \u2013 640 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa tappa del CTM ci porta da Arquata del Tronto, uno dei comuni pi\u00f9 devastati dai terremoti del 2016-17, fino ad Accumoli in vicinanza dell\u2019epicentro del terremoto del 24 agosto 2016. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">La tappa \u00e8 di media difficolt\u00e0 e lunghezza. La prima parte del percorso si svolge nell\u2019angolo sud-orientale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e per quasi tutta la sua durata si affaccia sul territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.\u00a0<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 10","text":"<h2><strong>TAPPA 10: Da Accumoli ad Amatrice<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Accumoli<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Amatrice<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 17.6 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +675 m \/ \u2013 603 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa tappa del CTM ci porta da Accumoli ad Amatrice, il cui centro \u00e8 stato quasi completamente raso al suolo dal sisma del 2016. Il percorso alterna tratti su asfalto a tratti su sentiero. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Lungo il percorso si incontrano diversi centri abitati o meglio ci\u00f2 che ne rimane ed alcuni nuclei SAE, che permettono di rendersi conto dei danni subiti e della situazione attuale.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0\u00c8 una tappa di media difficolt\u00e0 e lunghezza.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 11","text":"<h2><strong>TAPPA 11: Da Amatrice a Campotosto<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Amatrice<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Campotosto<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 16.2 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +653 m \/ \u2013 267 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La tappa ripercorre gli antichi sentieri che dall\u2019abitato di Amatrice conducevano agli stazzi alle falde dei monti e a Campotosto; \u00e8 di media lunghezza e non presenta particolari difficolt\u00e0. Le cime della Laga veglieranno per tutta la giornata sul nostro cammino che sar\u00e0 prevalentemente su sentieri segnati. Il dislivello si concentra soprattutto nella salita alle Macchie Ardenze da cui si gode lo spettacolo del lago e del versante nord-occidentale del Gran Sasso. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">La tappa ha anche un grande valore naturalistico: in primavera la fioritura \u00e8 tra le pi\u00f9 varie e colorate dell\u2019Appennino, e in ogni stagione non \u00e8 raro imbattersi in lepri e caprioli.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 12","text":"<h2><strong>TAPPA 12: Da Campotosto a Mascioni<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Campotosto<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Mascioni<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 15 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +550 m \/ \u2013 550 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per un tratto torneremo sui passi della tappa precedente, fino alla cima del Monte Cardito; ci dirigeremo poi a sud ovest in direzione della frazione di Poggio Cancelli. Tra la cima del Monte Coculle e le viuzze oggi quasi abbandonate del piccolo borgo, \u00e8 necessario orientarsi con pazienza tra fitte ginestre e discese su pianori erbosi (circa 0,5 km). <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Arrivati all\u2019altezza della diga, inizia la salita al pianoro sommitale di Monte Mascioni. Obbligatorio fermarsi a contemplare l\u2019indimenticabile panorama: sovrano incontrastato, tra i monti e le vette appenniniche che si lasciano contemplare da questa nascosta e preziosa terrazza, il massiccio del Gran Sasso. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo la pausa, inizia la discesa al centro abitato di Mascioni, ormai sul braccio opposto del lago.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 13","text":"<h2><strong>TAPPA 13: Da Mascioni a Collebrincioni<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Mascioni<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: Collebrincioni<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 26.4 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +730 m \/ \u2013 800 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Uno dei tratti pi\u00f9 impegnativi del Cammino, per la lunghezza e per le difficolt\u00e0 di orientamento che presenta in alcuni punti. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 per\u00f2 anche una delle tappe pi\u00f9 belle, e traghetta il camminatore dai paesaggi verdi e dolci della Laga alle altezze granitiche del massiccio del Gran Sasso. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il dislivello \u00e8 contenuto e si concentra soprattutto nella breve risalita che conduce alla cappella di San Vincenzo e alla strada provinciale del Vasto. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">La parte finale della tappa, che si snoda lungo il confine sud-occidentale del Parco, attraversa un magnifico altopiano per poi scendere verso la piccola frazione di Collebrincioni, offrendo panorami mozzafiato sui monti abruzzesi e sulla conca aquilana.<\/span><\/p>\n"},{"status":false,"title":"TAPPA 14","text":"<h2><strong>TAPPA 14: Da Collebrincioni a l&#8217;Aquila<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Partenza<\/strong>: Collebrincioni<br \/>\n<strong>Arrivo<\/strong>: l&#8217;Aquila<br \/>\n<strong>Distanza<\/strong>: 9 km<br \/>\n<strong>Dislivello<\/strong>: +110 m \/ \u2013 510 m<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019ultima tappa del Cammino \u00e8 una gradevole passeggiata che in due ore circa ci condurr\u00e0 nel centro della citt\u00e0 de L\u2019Aquila, passando dal quartiere di San Giuliano. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo una breve deviazione alla Fonte Vecchia, da poco restaurata, prendiamo il sentiero che scende al santuario alla Madonna Fore, chiesetta amatissima dagli aquilani e meta prediletta delle loro passeggiate domenicali. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Lungo il sentiero ci riempiono gli occhi i profili della Majella, del Sirente,del Monte Ocre, e la bella vista su L\u2019Aquila. Entriamo finalmente in citt\u00e0, abbiamo raggiunto la nostra meta.<\/span><\/p>\n"}]},"slider_cammini":{"title":"","text":"","select_cammini":false},"gallery":{"images":[{"img":{"ID":77202,"id":77202,"title":"01 tappa_Fabriano_Piazza_del_Comune_1_11zon","filename":"01-tappa_Fabriano_Piazza_del_Comune_1_11zon-scaled.webp","filesize":487314,"url":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/01-tappa_Fabriano_Piazza_del_Comune_1_11zon-scaled.webp","link":"https:\/\/camminiditalia.org\/en\/cammini\/cammino-nelle-terre-mutate\/01-tappa_fabriano_piazza_del_comune_1_11zon\/","alt":"","author":"2","description":"","caption":"Tappa 01: Fabriano - Piazza del Comune","name":"01-tappa_fabriano_piazza_del_comune_1_11zon","status":"inherit","uploaded_to":77197,"date":"2025-09-09 14:20:59","modified":"2025-09-09 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AL CAMMINO NELLE TERRE MUTATE<\/strong><\/h2>\n<p>Terza edizione completamente aggiornata e arricchita con varianti per chi viaggia in bicicletta.<\/p>\n<p data-start=\"63\" data-end=\"471\">Un <strong data-start=\"66\" data-end=\"92\">Cammino di solidariet\u00e0<\/strong> che segue il sistema di faglie che dal 1997 a oggi ha segnato e trasformato l\u2019Appennino, tra il <strong data-start=\"189\" data-end=\"228\">Parco nazionale dei Monti Sibillini<\/strong> e il <strong data-start=\"234\" data-end=\"248\">Gran Sasso<\/strong>. Da Camerino alla Piana di Castelluccio, da Norcia ad Amatrice fino all\u2019Aquila: un itinerario che attraversa luoghi di straordinaria bellezza ma profondamente feriti, e che racconta le storie di chi ha scelto di restare. Un viaggio che tocca nel profondo, capace di emozionare e di richiamare alla partecipazione, perch\u00e9 non si pu\u00f2 restare indifferenti a questa Storia.<\/p>\n<p data-start=\"625\" data-end=\"885\">La guida contiene tutte le informazioni pratiche per partire a piedi o in bicicletta: cartografia, tracce GPS, descrizione del percorso, altimetrie, ospitalit\u00e0 e luoghi da visitare. In ogni tappa, inoltre, una testimonianza inedita accompagna il camminatore. Un percorso per contribuire, passo dopo passo, alla rinascita di una terra trasformata nella fisionomia e nell\u2019anima. Un cammino che cambia chi lo percorre.<\/p>\n","img":{"ID":77733,"id":77733,"title":"Il_cammino_nelle_terre_mutate_3ed_400px","filename":"Il_cammino_nelle_terre_mutate_3ed_400px.webp","filesize":96764,"url":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/Il_cammino_nelle_terre_mutate_3ed_400px.webp","link":"https:\/\/camminiditalia.org\/en\/cammini\/cammino-nelle-terre-mutate\/il_cammino_nelle_terre_mutate_3ed_400px\/","alt":"","author":"2","description":"","caption":"","name":"il_cammino_nelle_terre_mutate_3ed_400px","status":"inherit","uploaded_to":77197,"date":"2025-09-18 15:25:55","modified":"2025-09-18 15:25:55","menu_order":0,"mime_type":"image\/webp","type":"image","subtype":"webp","icon":"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-includes\/images\/media\/default.png","width":400,"height":724,"sizes":{"thumbnail":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/Il_cammino_nelle_terre_mutate_3ed_400px-150x150.webp","thumbnail-width":150,"thumbnail-height":150,"medium":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/Il_cammino_nelle_terre_mutate_3ed_400px-166x300.webp","medium-width":166,"medium-height":300,"medium_large":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/Il_cammino_nelle_terre_mutate_3ed_400px.webp","medium_large-width":400,"medium_large-height":724,"large":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/Il_cammino_nelle_terre_mutate_3ed_400px.webp","large-width":400,"large-height":724,"1536x1536":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/Il_cammino_nelle_terre_mutate_3ed_400px.webp","1536x1536-width":400,"1536x1536-height":724,"2048x2048":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/Il_cammino_nelle_terre_mutate_3ed_400px.webp","2048x2048-width":400,"2048x2048-height":724,"tc_all_events_image":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/Il_cammino_nelle_terre_mutate_3ed_400px-400x680.webp","tc_all_events_image-width":400,"tc_all_events_image-height":680,"woocommerce_thumbnail":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/Il_cammino_nelle_terre_mutate_3ed_400px-300x300.webp","woocommerce_thumbnail-width":300,"woocommerce_thumbnail-height":300,"woocommerce_single":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/Il_cammino_nelle_terre_mutate_3ed_400px.webp","woocommerce_single-width":400,"woocommerce_single-height":724,"woocommerce_gallery_thumbnail":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/Il_cammino_nelle_terre_mutate_3ed_400px-100x100.webp","woocommerce_gallery_thumbnail-width":100,"woocommerce_gallery_thumbnail-height":100}},"linkBtn":{"title":"","url":"https:\/\/camminiditalia.shop\/product\/guida-cammino-nelle-terre-mutate\/","target":""},"textBtn":"ACQUISTA ORA!"},"maps":{"map":"<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"border: none; overflow: hidden;\" src=\"https:\/\/1.camminiditalia.webmapp.it\/map?layer=98\" width=\"100%\" height=\"800\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","url":""},"videos":{"video":false,"link":""},"podcasts":{"podcast":false,"link":""},"diaries":{"diary":[{"ID":71926,"post_author":"2","post_date":"2025-08-11 10:00:00","post_date_gmt":"2025-08-11 08:00:00","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Nell'estate di circa 6 anni fa, Edoardo decide di mettersi in cammino lungo uno dei percorsi pi\u00f9 simbolici d\u2019Italia: il Cammino nelle Terre Mutate, tra Fabriano e L\u2019Aquila. Un itinerario che attraversa i luoghi colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016, ma anche le storie di chi ha scelto di restare, ricostruire, resistere. Questo diario non \u00e8 solo il racconto di 60 chilometri percorsi a piedi, ma il ritratto vivido di un\u2019umanit\u00e0 spezzata e tenace, di incontri inattesi, paesaggi che cambiano l\u2019umore, fatiche fisiche e scoperte interiori. Un viaggio che comincia con l\u2019illusione di un cammino slow e rilassato, e si trasforma presto in un confronto diretto con la fragilit\u00e0 del territorio \u2014 e la propria. Tra sbagli, deviazioni, carcasse, scorci poetici e segni del sisma ancora impressi sulle case, Edoardo ci accompagna in un racconto sincero, crudo e necessario. Perch\u00e9 le Terre Mutate non sono solo un luogo geografico, ma anche uno spazio emotivo da attraversare con rispetto.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il <strong>Cammino nelle Terre Mutate<\/strong> \u00e8 stato una messa in sicurezza personale. Per quanto non sia riuscito a compiere tutto il percorso che mi ero prefissato, quei soli tre giorni sono stati rigeneranti e ricchi di incontri significativi. Nel 2019 era la prima volta che intraprendevo da solo un percorso cos\u00ec lungo a piedi e le mie ingenue premesse di godermi un viaggio slow, yeah, rilassato, si sono giustamente infrante dopo il primo giorno. Mantenere il ritmo delle tappe non ha niente di lento ed \u00e8 stata la fatica pi\u00f9 grossa; svegliarsi presto al mattino e camminare tutto il giorno al caldo nella settimana pi\u00f9 bollente dell\u2019estate, \u00e8 stato altrettanto duro. Tutta fatica ripagata dai luoghi, dalle storie e dal paesaggio, ma l\u2019espressione \u201cgodersi il viaggio\u201d ha assunto un altro valore.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><strong>Se anche tu come hai voglia di condividere il tuo racconto di cammino, scrivici a <a>info@camminiditalia.org<\/a>: ti invieremo tutte le indicazioni per raccontare la tua avventura! E se preferisci un contatto diretto unisciti alla nostra <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/camminiditalia\">Community su Facebook<\/a> e condividi il tuo racconto con noi e altri appassionati.<\/strong><\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><em>E per non perderti lungo il tuo percorso, scarica l\u2019app di Cammini d\u2019Italia! Troverai tutte le tracce GPX dei principali cammini italiani e potrai navigare facilmente, anche offline. 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Arrivato a Fabriano, Al Bistrot L\u2019Angoletto, lauta colazione e ritiro della credenziale e poi via verso mirabolanti avventure.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo un\u2019interminabile sterrata dove mi parve di vedere diversi animali guida, ricordo con gioia il momento di arrivo a un bivio con il segno del sentiero a indicarmi la via pi\u00f9 in salita. C\u2019\u00e8 una legge pratica su questo, imparata durante gli anni di scoutismo, che dice: \u201cammesso che il sentiero esista, sicuramente \u00e8 in salita\u201d ed io, in quel frangente, non mi aspettavo niente di diverso.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":71943,\"width\":\"837px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/1-4-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-71943\" style=\"width:837px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Segnaletica del cammino<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A pomeriggio inoltrato, imparai una cosa che, da persona nata e cresciuta in citt\u00e0, non avevo ancora imparato: l\u2019odore della morte. Lanciato a testa bassa e a passo deciso per superare un\u2019impegnativa salita, non vidi la deviazione del sentiero e arrivai a una fattoria deserta in cima a una collina, in mezzo al nulla, con cani da guardia feroci, legati a catene senza fine, stalle di pecore e maiali spaventati da morire, colonie di gatti guerci, spelacchiati, senza coda. Tra mille timori, senza incrociare anima viva umana,\u200asuperai la cascina in stato di quasi abbandono, i trattori del secolo scorso e la roulotte che mi immaginai essere una specie di capanno degli orrori. Questo squarcio di vita campagnola si concluse con la fine del sentiero e, pensai, della mia vita.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mi appoggiai, col fiatone, sudato che ormai non me ne rendevo nemmeno pi\u00f9 conto, a un misero e spoglio albero. Guardingo e stralunato, andai in esplorazione per cercare tracce di una pista e fu in quel frangente che mi colse una folata di morte. Lo stomaco arriv\u00f2 alle corde vocali e sput\u00f2 fuori un urlo sordo, fatto di succhi gastrici e suoni gutturali, girai lo sguardo verso la fonte di tutto quel marciume e per la prima volta i miei occhi videro una carcassa di una bestia morta, orrenda, ridotta a un ghigno. Quel che restava di una pecora era l\u00ec, sanguinolenta in mezzo all\u2019erba alta, sotto il sole di luglio che lentamente la cuoceva. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Schifato e ancor pi\u00f9 spaventato corsi indietro e presi l\u2019unica decisione possibile: riattraversare la fattoria sperando di non dare nell\u2019occhio. Inutile dire che i cani si misero ad abbaiare senza sosta e una signora baffuta, con quattro denti in bocca, vestita di un grembiule smanicato e ciabatte dalla plastica forata intrecciata, sbuc\u00f2 dall\u2019aia per iniziare a urlarmi qualcosa in marchigiano. Mi avvicinai verso la mia aguzzina che altre volte avevo visto nella mia mente senza riuscire a identificarla e finalmente capii le sue parole: \u201cnon fa niente.\u201d<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Era riferito al cane rabbioso che abbaiava senza sosta o mi voleva perdonare per qualcosa che non sapevo di aver commesso? Con la voce un po\u2019 balbettante le chiesi indicazioni sul sentiero, mi disse\u200adi attraversare i campi di fronte e andare fino alla quercia che, in linea d\u2019aria, stava poco pi\u00f9 in l\u00e0. Ancora intimorito le dissi grazie e ripartii in fretta; solo allora vidi l\u2019uomo qualche passo dietro di lei e collegai dove avevo gi\u00e0 visto quella donna: non era precisamente lei, ma un suo ritratto, di spalle, che sta sulla copertina di un libro.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":71958,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/6-2-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-71958\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Paesaggio lungo il cammino<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quella donna risoluta, che probabilmente zittiva cani e marito allo stesso modo, era per me la contadina sulla copertina de <em>L\u2019anello forte<\/em>, il libro di interviste alle donne, alle custodi della comunit\u00e0 contadina. Sollevato dallo scampato pericolo, mi ritrovai a camminare con la sensazione di avere anche quel pezzo di mondo in tasca. Arrivai alla quercia e mi resi conto di come fosse cambiato il mio umore in funzione del paesaggio intorno, adesso bellissimo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Intravedevo le prime case sparse che mi davano l\u2019idea di essere abitate e la voglia di arrivare accelerava il mio passo. Mi fermai alle porte di Matelica, accolto da Casa Deimar, a farmi spiegare che cos\u2019\u00e8 il bordone, il bastone del pellegrino, e a scambiare quattro parole con la famiglia che si prende cura degli ospiti. Mi dispiace molto per Enrico Mattei, ma per la troppa stanchezza, evitai di visitare la sua citt\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 02: Matelica - Camerino<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Al risveglio il fresco era piacevole, la colazione anche, ma persi tempo a ritirare la mia roba nello zaino. Per il futuro dovevo diventare pi\u00f9 efficiente. Ascoltando una dritta datami la sera prima dal figlio di Casa Deimar, tornai leggermente sui miei passi per tagliare qualche chilometro e ricongiungermi al sentiero principale in vista di Camerino che rimase sullo sfondo per tutto il mattino. Il paesaggio mi sembrava davvero famigliare, per quanto non fossi mai stato l\u00ec.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\u201cI simboli che ciascuno di noi porta in s\u00e9, e ritrova improvvisamente nel mondo e li riconosce e il suo cuore ha un sussulto, sono i suoi autentici ricordi. Sono anche vere e proprie scoperte. Bisogna sapere che noi non vediamo mai le cose una prima volta, ma sempre la seconda. Allora le scopriamo e insieme le ricordiamo.\u201d<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo pensiero di Cesare Pavese scritto all\u2019inizio del saggio <em>Stato di grazia<\/em>, io l\u2019ho letto nell\u2019introduzione di Sergio Givone ai <em>Dialoghi con Leuc\u00f2<\/em>. Pavese ha ragionato molto sul senso della prima volta, della stagione dell\u2019infanzia, del mito e della poesia. E quando ripensavo alle sensazioni che volevo mettere in questo racconto, mi \u00e8 tornato in mente e sono andato a riprenderlo. Rileggendo quell\u2019introduzione che spiega i <em>Dialoghi<\/em> molto torna, soprattutto se lo associo al terremoto e al trauma che significa.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In quel primo giorno e mezzo di cammino non avevo avuto la sensazione di attraversare zone terremotate: le case e i palazzi incontrati, a un sguardo superficiale, potevano essere semplicemente abbandonati o diroccati. Verso l\u2019ora di pranzo mi fermai per una lunga pausa scoprendo l\u2019esistenza della <em>ruzzola<\/em>;<em> <\/em>nel frattempo avevo incuriosito un paio di signori che mi raccontarono di Camerino e di come avesse appena riaperto un pezzo del suo centro storico a distanza di tre anni dalle scosse.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dal tardo pomeriggio, dopo una salita del 18% che speravo finale, ho iniziato a rendermi realmente conto di dove fossi. Il centro di Camerino\u200a\u2014\u200ae l\u2019area camper appena riaperta dai volontari della Pro Loco dove avevo intenzione di mettere la tenda \u2014 era ancora distante e in salita, ma mi fermai appena vidi le casette.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":71949,\"width\":\"825px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/4-3-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-71949\" style=\"width:825px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Una crepa su una casa - testimonianza viva del terremoto.<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tutta l\u2019area era piena e soprattutto, imparai a mie spese, era ancora fuori dalla cittadina. Saliva la rabbia della stanchezza e il mio interno coscia bruciava dallo sfregamento sudato di tutto il giorno. Arrivai alla farmacia che era un altro luogo particolare della citt\u00e0: il primo avamposto della nuova piazza con tutti i negozi e servizi che una volta stavano nel centro storico. Avevano messo gli abitanti a valle e i servizi a monte, subito sotto alla parte chiusa in pratica. Senza un mezzo di trasporto come si faceva nella quotidianit\u00e0?<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alla farmacista chiesi qualcosa per l\u2019irritazione. \u201c\u2014 Quant\u2019\u00e8? \u2014 chiesi, e la pagai. Le lasciai un nikel di mancia, presi il resto e me ne andai\u201d. Continuai a salire e sull\u2019ennesima pendenza passai la Facolt\u00e0 di Informatica, girai a destra seguendo le indicazioni di un parcheggio coperto e finalmente arrivai. L\u2019area comprendeva un parcheggio sotterraneo chiuso per ragioni di sicurezza, una casetta di legno della Pro Loco, i bagni, un\u2019area verde con due tavolini di legno da picnic. Nell\u2019ordine montai la tenda, mi feci una doccia vestito lavando anche maglietta e pantaloncini, mi guardai intorno e vidi il terremoto in faccia.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":71952,\"width\":\"830px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/3-3-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-71952\" style=\"width:830px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il morso dello squalo del terremoto - Camerino<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Aveva la forma di un morso di squalo che aveva provocato una voragine verticale enorme su un palazzo, lasciando tutto il resto intatto. Cercai con lo sguardo altri segni, ma non ricordo se ne vidi, c\u2019erano le gru e tante reti arancioni. Pensai alla cena. Non avevo intenzione di muovermi ulteriormente da dov\u2019ero, le gambe pulsavano, presi quindi il telefono e cercai qualcosa di aperto. Ricordo la gioia di aver avuto quella pensata, ma per la prima volta, mentre aspettavo che una voce rispondesse, collegai il morso nella parete alle persone e alle loro vite. Chiss\u00e0 com\u2019era stare nelle casette fuori dalla citt\u00e0, sotto quel sole che io pativo camminando.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 03: Camerino - Polverina - Fabriano - Ancona - Torino<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come il mattino precedente impiegai troppo tempo per rifare lo zaino. Soprattutto desideravo lasciare un\u2019offerta nella casetta di legno, ma non sapevo come e anche questo mi fece innervosire perch\u00e9 persi altri minuti freschi da usare per camminare. Uscire da Camerino mi port\u00f2 via ancor pi\u00f9 tempo perch\u00e9 non capivo in che direzione andare. Feci due rapidi conti, guardai pi\u00f9 volte l\u2019ora e la guida in modo frenetico: per recuperare tempo \u2014 soprattutto per togliermi dalla statale\u200a\u2014\u200aprovai a fare l\u2019autostop. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\u00c8 immorale durante un cammino? Ci saranno i <em>walking-nazi<\/em> che scriveranno commenti osceni e insulti sui miei profili social per questo? Un signore molto gentile mi accompagn\u00f2 fino all\u2019imbocco del sentiero a San Luca, una frazione pi\u00f9 in basso rispetto a Camerino. Dalla chiesa poco fuori le quattro case della frazione il paesaggio cambi\u00f2. Probabilmente mi stavo addentrando nel cratere e ogni edificio che vedevo era un superstite del terremoto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\u201cSuperiamo la traversa sulla destra, quindi al bivio svoltiamo a sinistra, seguendo la pista che scende tra gli alberi e ci conduce fino a un cancello e a una casa lesionata dal terremoto.\u201d<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Riprendo questo passaggio della guida perch\u00e9 \u00e8 stato per me importante. Quando pensai, arrivato l\u00ec, alla parola \u201clesionata\u201d per indicare quella casa, mi venne lo sconforto: personalmente non avrei definito lesionata una casa la cui scala d\u2019accesso esterna \u00e8 crollata sul tetto del garage e che ha una cucina e forse qualche altra stanza \u201ca vista\u201d perch\u00e9 le manca la parete esterna, cio\u00e8 il muro laterale. Ci rimasi male, se quella era lesionata, cos\u2019era distrutta? <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre guardavo, si avvicinarono due signori, uno anziano e l\u2019altro pi\u00f9 giovane, padre e figlio, proprietari della casa. Notai un rassegnato disappunto per la mia presenza e misi via la macchina fotografica. Salutai, spiegai del sentiero, loro annuirono. Quando dissi che ero di Torino, il figlio rispose di averci fatto il militare, esperienza comune per i marchigiani, ho scoperto. Mi raccontarono della casa, dei progetti di ricostruzione che non partivano e poi mi lasciarono proseguire.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A fianco di un parco fotovoltaico scesi un sentiero fino al lago di Polverina, proseguendo su una strada asfaltata fino al paese. L\u00ec mi fermai per il pranzo, all\u2019ombra di un noce. Rimasi sdraiato per le ore pi\u00f9 calde in attesa, poi arriv\u00f2 la telefonata che aspettavo e le brutte notizie da casa: decisi di organizzarmi per tornare a Torino. Tornai al bar per chiedere informazioni sui mezzi pi\u00f9 efficienti per andare a Roma o Ancona o non so quale altro posto pi\u00f9 comodo: i pullman sarebbero passati l\u2019indomani. Ancora una volta l\u2019autostop fu la salvezza. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il ritorno a Fabriano mi \u00e8 stato gentilmente offerto da: un signore che trasportava macerie, s\u00ec, ancora quelle del terremoto a distanza di tre anni; un impiegato comunale di Ussita, anche lui militare a Torino diversi anni fa; un ragazzo che decise di portarmi apposta alla stazione di Fabriano solo per premiare il mio coraggio di autostoppista. Ripresi il regionale che porta ad Ancona e che per un lungo tratto costeggia il mare e mi resi conto che praticamente in meno di mezza giornata avevo ripercorso all\u2019indietro quanto camminato in due giorni e mezzo. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il notturno del mare da Lecce verso Torino non sarebbe arrivato prima delle due di notte, cos\u00ec presi un pullman fino al Monumento ai Caduti e scesi in spiaggia. Era buio, c\u2019era poca gente e un vento caldo mi spinse a fare il bagno, poi con la testa appoggiata allo zaino mi addormentai. Quattro ragazzi <em>senza chitarra o pianoforte sulla spalla<\/em> mi svegliarono con le loro chiacchiere e risate, intorno all\u2019una mi tirai su e chiamai un taxi perch\u00e9 i pullman non passavano pi\u00f9. Mi dissero che mi avrebbero portato loro se mi andava. Riattaccai, chiesi spiegazioni, ci accordammo sull\u2019orario e richiamai il servizio taxi per disdire. Li ringraziai e uno di loro, ex scout, mi accompagn\u00f2 alla stazione in tempo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il viaggio da Ancona non lo ricordo, presi un scomparto vuoto, avvicinai i sedili e crollai fino a Torino. Il terremoto del 2016 \u00e8 stato l\u2019ultimo delitto in ordine cronologico, il pi\u00f9 violento e accelerante, che ha strappato in tanti pezzi una comunit\u00e0 che il Cammino punta a riunire come fosse una cicatrice.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I tanti edifici e paesi vuoti tenuti in piedi da putrelle e tiranti, mi hanno portato a pensare che il Cammino delle Terre Mutate sia l\u2019esatta metafora di quelle case, chiese, scuole, vie, saliscendi, paesaggi, sostenuti a quel modo. Qualcosa di estremamente forte, saldo e stretto, che consente il passaggio e la visione fugace, capace in qualche modo di mantenere l\u2019esistente cos\u00ec com\u2019\u00e8, cristallizzato, in una natura diventata pi\u00f9 spaventosa. Sarebbe quindi molto affascinante promuovere il cammino come soluzione ai problemi di un territorio in crisi profonda, ma sarebbe profondamente sbagliato sovraccaricarlo di significati esagerati. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come sarebbe un errore appesantire quelle strutture provvisorie ed emergenziali di sostegno agli edifici visti nel tragitto. Sappiamo che la presa troppo stretta prima o poi si allenta, la tensione stressa le parti pi\u00f9 deboli e la mancanza di autonomia a lungo andare crea malsana dipendenza. Senza contare poi la capacit\u00e0 della natura di ritornare selvaggia, riprendendosi il proprio spazio nel vuoto lasciato dalle persone. Si infila negli interstizi, cresce nelle pieghe e insieme al tempo allarga le crepe a X, quelle che stabiliscono la fine strutturale di un fabbricato e l\u2019inizio del burocratico infinito necessario alla sua demolizione.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per grande merito di chi lo ha pensato e sviluppato, il Cammino ha tentato di salvare il salvabile, ha riunito dal basso, <em>messo in sicurezza<\/em> e dato identit\u00e0 a chi \u00e8 riuscito a rimanere in condizioni abbastanza accettabili da reagire. Ma le cicatrici si devono riassorbire perch\u00e9 i tessuti riprendano le loro funzionalit\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","post_title":"Camminare tra le ferite: il viaggio di Edoardo nelle Terre Mutate","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"open","ping_status":"open","post_password":"","post_name":"camminare-tra-le-ferite-il-viaggio-di-edoardo-nelle-terre-mutate","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2025-07-30 11:49:20","post_modified_gmt":"2025-07-30 09:49:20","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"https:\/\/camminiditalia.org\/?p=71926","menu_order":0,"post_type":"post","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"},{"ID":72907,"post_author":"2","post_date":"2025-09-01 10:00:00","post_date_gmt":"2025-09-01 08:00:00","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>Per quindici giorni, durante l'estate del 2020,  Silvia e Giulia hanno camminato lungo il Cammino nelle Terre Mutate, dove i terremoti hanno lasciato cicatrici profonde tra borghi crollati e paesaggi sospesi nel silenzio. Il loro diario racconta l\u2019emozione di attraversare terre profondamente ferite, di incontrare chi non ha mai smesso di credere nella propria casa, di scoprire che un passo dopo l\u2019altro si impara a guardare con occhi nuovi ci\u00f2 che il dolore ha trasformato. \u00c8 un viaggio che parla di resilienza, memoria e bellezza ostinata, capace di restare dentro molto pi\u00f9 dei chilometri percorsi.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><strong>Se anche tu come hai voglia di condividere il tuo racconto di cammino, scrivici a <a>info@camminiditalia.org<\/a>: ti invieremo tutte le indicazioni per raccontare la tua avventura! E se preferisci un contatto diretto unisciti alla nostra <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/camminiditalia\">Community su Facebook<\/a> e condividi il tuo racconto con noi e altri appassionati.<\/strong><\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><em>E per non perderti lungo il tuo percorso, scarica l\u2019app di Cammini d\u2019Italia! Troverai tutte le tracce GPX dei principali cammini italiani e potrai navigare facilmente, anche offline. Scopri tutti i dettagli <a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/app-cammini-d-italia\/\">qui!<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 00: Valpolicella - Fabriano<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo esserci casualmente imbattute nella citt\u00e0 natale di Maria Montessori, ci godiamo la vita da turiste senza zaino nel museo della carta e della filigrana. Fabriano \u00e8 una splendida chicca marchigiana. Domani inizia l\u2019avventura.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 01: Fabriano - Matelica<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>25.2 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Cammino nelle Terre Mutate \u00e8 il primo cammino solidale italiano e nasce per permettere al camminatore di entrare in un lento contatto profondo con le genti e le terre trasformate dai sismi del 2013 e del 2016. Alle 5:15, al sorgere del sole, salutiamo Fabriano e iniziamo a camminare verso Esanatoglia, con l\u2019obiettivo di arrivare a Matelica nel primo pomeriggio.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parrebbe che lo zaino e la tenuta da camminatrice ti conferiscano una speciale aurea. Varie sono le persone che ci fermano, ci forniscono preziose informazioni e ci augurano buon cammino sorridendoci dolcemente. Attraversiamo boschi verdi e secchi campi dorati. Il caldo \u00e8 sfiancante nelle ore centrali della giornata ma, come direbbe Sepulveda, \u201clentamente, molto lentamente\u201d prosegui.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 02: Matelica - Camerino<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>23.2 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con il <strong><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/cammini\/cammino-celeste\/\">cammino Celeste<\/a><\/strong>, lo scorso anno, ho portato a casa la capacit\u00e0 di saper vivere il presente senza pensare a dove arriverai, anche se la meta si vede, \u00e8 laggi\u00f9. Per tutto il giorno, oggi vedevamo Camerino laggi\u00f9 in fondo, ma un po\u2019 come San Giorgio era un <em>Inganapoltron<\/em> (gli amici e le amiche della Valpolicella capiranno). L\u2019estremo caldo ha sciolto e dilatato il tempo di percorrenza. Avremmo dovuto camminare per 6 ore e mezza...ce ne abbiamo messe 11 e mezza.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":72934,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/5_3_11zon-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-72934\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alba - in cammino verso Camerino<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma il lato splendido della medaglia \u00e8 stato ascoltare il sindaco onorario di un piccolissimo borgo e un signore al bar di Seppio, i quali ci ricordano il valore della democrazia e della gratitudine. \u201cSi muoveva tutta l\u2019erba, non finiva pi\u00f9!\u201d Con queste parole del signore di Seppio a mente, ci siamo interfacciate con i segni del terremoto nella splendida citt\u00e0 di Camerino. \u00c8 cos\u00ec che democrazia e gratitudine ampliano il loro valore.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 03: Camerino - Fiastra<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>21 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Le golden hours oltre ad essere quelle del tramonto sono anche quelle della fresca brezza dell\u2019alba e quelle di un campo di paglia a mezzogiorno, cos\u00ec brillante da sembrare d\u2019oro. Oggi hanno predominato l\u2019oro e il bianco nelle nostre sette ore di cammino. L\u2019oro del campo di paglia, l\u2019oro dell\u2019alba e l\u2019oro della birretta. Il bianco della strada sterrata in contrasto con la paglia, cos\u00ec bianca da abbagliarti.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il bianco del salotto a cielo aperto della frazione di Colli, salotto del quale resta un muro e un camino. Il bianco dei capelli del signore delle pecore, il quale vedendoci passare alle 8 del mattino ci d\u00e0 appuntamento poco pi\u00f9 tardi al bar del paese per offrirci il caff\u00e8.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>PS: chiedo venia per la mia sintassi, errori grammaticali e di battitura. \u00c8 il sole che parla.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 04: Fiastra - Ussita<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>20.5 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La tappa di oggi prometteva gi\u00e0 bene con la sua salita all\u2019alba: partenza splendida, arietta fresca e mappa studiata nei minimi dettagli. Siamo portate solitamente a proiettarci su quello che accadr\u00e0, su quello che potrebbe succedere la settimana prossima, fra un mese o fra due anni. Ma ci sono cose che non possiamo organizzare e decidere.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accadono e sbagli percorso.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accadono e i posti letto in paese sono terminati.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accadono e ti devi lavare al fiume.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accadono e ti viene il ciclo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accadono e sta per arrivare il temporale.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Accadono e ti senti cos\u00ec sciocca.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ti viene la pelle d\u2019oca nel vedere le frazioni di Ussita ormai principalmente disabitate, puntellate e franate.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 05: Ussita - Campi<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>23.4 km (25.5 km)<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\u201cSe metti il cuore in ci\u00f2 che fai, ti elevi\u201d mi dice Giulia mentre camminiamo verso Visso. A Visso era custodito lo scritto originale dell\u2019Infinito di Leopardi, quel Leopardi che il cuore lo sapeva mettere nelle sue parole. Dall\u2019otto novembre 2016 lo splendido centro storico \u00e8 zona rossa e ora il manoscritto si trova a Bologna. Ci ritroviamo sedute attorno ad un tavolo con un\u2019altra camminatrice (ci \u00e8 sembrata un miraggio dopo l\u2019esperienza del Cammino Celeste) e due uomini che del terremoto e di questo splendido cammino ne sanno molto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":72937,\"width\":\"849px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2-2-1-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-72937\" style=\"width:849px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Visso e la prima zona rossa invalicabile<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alberto, uno dei volontari ideatori e promotori di Cammino nelle Terre Mutate, ci ricorda come l\u2019esperienza a piedi attivi una relazione solidale reciproca fra gli abitanti dei paesi e i camminatori. Anche lui, credendo fortemente nella forza del cammino, ci mette il cuore. Il presidente della Pro Loco Campi dice che dopo un qualcosa di cos\u00ec forte, non ti viene che da pensare di fare la valigia con le tue cose e andartene. Ma poi ci racconta di come, grazie all\u2019organizzazione e trasparenza della Pro Loco, siano riusciti ad autogestire l\u2019emergenza terremoto e a far vivere un paese.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci hanno messo il cuore. Seguiteli, sosteneteli e andate magari a trovarli. \u00c8 facile metterci il cuore, no? Noi da Campi passeremo domani poich\u00e9 causa temporale non abbiamo visto un cartello e abbiamo fatto un paio di chilometri della tappa di domani.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 06: Campi di Norcia - Norcia<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>9.9 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi avrei tante parole da scrivere, ma non so da dove iniziare: dal passaggio nell\u2019epicentro del terremoto del 30 ottobre 2016, al pranzo sotto un noce con la vista su Norcia, alla visione della basilica di Norcia crollata, all\u2019ascolto delle testimonianze di chi vive questa realt\u00e0 quotidianamente.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":72940,\"width\":\"843px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/6_4_11zon-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-72940\" style=\"width:843px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Vicino all'epicentro del terremoto dell'Ottobre 2016 - la guida del cammino<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Come mi ha raccontato Rita, commerciante di Norcia e partecipante alla grande marcia del Cammino nelle Terre Mutate: \u201cQuesto cammino ti rimescola tutto. Se ti viene da piangere: piangi.\u201d Oggi ho pianto, tante volte. Oggi vi dico solo: siate solidali, venite qui.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 07: Norcia - Castelluccio di Norcia<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>15.4 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mentre ci riposiamo al termine della settima tappa, leggiamo i fogli scritti da Roberto, presidente della Pro Loco Campi di Campi di Norcia, per narrare la storia del progetto Back to Campi. Troviamo una forte connessione con la capacit\u00e0 di assumersi le proprie responsabilit\u00e0 verso la propria terra, ma soprattutto con quel sottile meccanismo che accade dentro di noi quando agiamo, andando contro tutto e tutti, perch\u00e9 sappiamo semplicemente che \u00e8 giusto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Camminiamo verso la Piana di Castelluccio, famosissima per la fioritura e la lenticchia, sapendo che \u00e8 giusto quello che stiamo facendo, che ascoltare e vedere con i nostri occhi ci rende parte di una grandissima rete. Ci ha incantato la natura oggi, ci metteva il sorriso, ci meravigliava ad ogni passo. Vedevamo il borgo di Castelluccio la in fondo, con l\u2019Italia di alberi realizzata per celebrare l\u2019Unit\u00e0 della nostra nazione. Ma solo quando siamo arrivate sotto il borgo, abbiamo realizzato che il paese non c\u2019era praticamente pi\u00f9.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa STOP<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi la pioggia e tanto freddo ci hanno invitate a godere della tranquillit\u00e0 e della pace di Castelluccio di Norcia, dove ci siamo sentite come a casa. Camminare vuol dire anche sapersi fermare e i nostri piedi ne sono davvero molto grati! Leggendo e preparandoci alle prossime tappe, abbiamo riguardato il video di presentazione del Cammino nelle Terre Mutate . Vi invito a guardarlo per capire pi\u00f9 in profondit\u00e0 cosa c\u2019\u00e8 dietro a questo cammino solidale. Domattina si riparte: Arquata del Tronto ci aspetta!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 08: Castelluccio di Norcia - Arquata del Tronto<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>16.9 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>R-esistenza. Esiti e resisti qui. Cammini e respiri, respiri e ci sei. Sei vivo, percepisci il fascino della natura attorno a te, senti una leggera rabbia quando non trovi i segnali e ti perdi sotto il monte Vettore, ma soprattutto percepisci il silenzio che si genera dentro di te quando attraversi Pretare e Piedilama, frazioni di Arquata del Tronto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:jetpack\/slideshow {\"ids\":[72955,72946,72949,72958],\"sizeSlug\":\"large\"} -->\n<div class=\"wp-block-jetpack-slideshow aligncenter\" data-effect=\"slide\" style=\"--aspect-ratio:calc(819 \/ 1024)\"><div class=\"wp-block-jetpack-slideshow_container swiper-container\"><ul class=\"wp-block-jetpack-slideshow_swiper-wrapper swiper-wrapper\"><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-72955\" data-id=\"72955\" data-aspect-ratio=\"819 \/ 1024\" src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/8_5_11zon-819x1024.webp\"\/><figcaption class=\"wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption\">Il disastro del terremoto del 2016<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-72946\" data-id=\"72946\" data-aspect-ratio=\"819 \/ 1024\" src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/7-1-819x1024.webp\"\/><figcaption class=\"wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption\">Arquato del Tronto<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-72949\" data-id=\"72949\" data-aspect-ratio=\"819 \/ 1024\" src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1-2-819x1024.webp\"\/><figcaption class=\"wp-block-jetpack-slideshow_caption gallery-caption\">La merenda alcoolica degli Alpini di Arquata del Tronto a base di zuccherini sotto grappa <\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"wp-block-jetpack-slideshow_slide swiper-slide\"><figure><img alt=\"\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_image wp-image-72958\" data-id=\"72958\" data-aspect-ratio=\"819 \/ 1024\" src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/9-819x1024.webp\"\/><\/figure><\/li><\/ul><a class=\"wp-block-jetpack-slideshow_button-prev swiper-button-prev swiper-button-white\" role=\"button\"><\/a><a class=\"wp-block-jetpack-slideshow_button-next swiper-button-next swiper-button-white\" role=\"button\"><\/a><a aria-label=\"Pause Slideshow\" class=\"wp-block-jetpack-slideshow_button-pause\" role=\"button\"><\/a><div class=\"wp-block-jetpack-slideshow_pagination swiper-pagination swiper-pagination-white\"><\/div><\/div><\/div>\n<!-- \/wp:jetpack\/slideshow -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Respiri, esisti e cos\u00ec ti gusti il calore della casuale accoglienza degli alpini di Arquata e di Brescia a suon di grappa. Respiri e r-esisti con loro. Casualmente il fato ci ha messe davanti a due gruppi di alpini di due citt\u00e0 colpite da differenti tragedie: cantano \u201cl\u2019amicizia sai \u00e8 una ricchezza, \u00e8 un tesoro che non finir\u00e0, metti da parte questa tua tristezza e canta con noi e la tristezza passer\u00e0. Amici miei, sempre pronti a dar la mano, da vicino e da lontano, questi son gli amici miei...\u201d.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 09: Arquata del Tronto - Accumoli<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>18 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Siamo nella zona dell\u2019epicentro del terremoto del 24 agosto 2016 e per passare questi territori oggi abbiamo dovuto richiedere il permesso al comune di Arquata del Tronto. Giulia ed io parliamo spesso delle nostre case in questi giorni, delle nostre famiglie e ci interroghiamo su cosa possa voler significare vivere in una SAE (soluzione abitativa in emergenza) o vedere il proprio paese letteralmente sparire. Perch\u00e9 Pescara del Tronto proprio non esiste pi\u00f9.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma la sensazione di casa la troviamo ogni qualvolta qualcuno ci accoglie, si siede attorno ad un tavolo con noi e ci saluta mentre ci incontra per strada. Questa sera abbiamo conosciuto uno dei soci di \u201cMovimento Tellurico\u201d, il quale, dopo averci raccontato di come sia nato il cammino e del suo valore per la gente di queste terre, ci narra del dramma dei terremotati, che senza poter scegliere, in cinque minuti sono stati caricati su autobus e portati sulla costa. Cosa vuol dire casa allora? Qual \u00e8 il suo significato?<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 10: Accumoli - Amatrice<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>18.4 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ma che bona l\u2019amatriciana! Per non parlare della gricia! Dai racconti di una coppia di signori dell\u2019associazione Terre di Amatrice Onlus conosciuti per caso e dalle foto che vediamo nella nuova area commerciale, Amatrice dev\u2019essere stata una chicca. Ora resta una torre e i due muri bianchi che costeggiano i cumuli di macerie. Amatrice e le sue montagne attorno sono splendide e la pasta \u00e8 buonissima!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":72963,\"width\":\"946px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3-1-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-72963\" style=\"width:946px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Le porte di Amatrice - sembra uno scenario di guerra<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 11: Amatrice - Campotosto<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>16.2 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Salutiamo la signora del b&amp;b \u201cLa rinascita\u201d di Amatrice augurandole il meglio per la sua nuova struttura e ci mettiamo in cammino verso l\u2019Abruzzo. Attraversiamo le antiche vie della transumanza e ci dirigiamo verso i monti della Laga e il Gran Sasso. Zoppicando approdiamo cos\u00ec nel piccolo paesino di Campotosto che d\u00e0 il nome all\u2019omonimo lago. L\u2019atmosfera \u00e8 molto diversa da quella dei giorni precedenti, le persone hanno fisionomie e accenti nuovi.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci fanno notare che qui siamo in un nuovo cratere, non ci sono pi\u00f9 le SAE ma le MAP (moduli abitativi provvisori) e la rinascita la si aspetta dal terremoto del 2009. Condividiamo con gli altri camminatori le nostre sensazioni: Amatrice ci ha lasciati basiti, ammutoliti e increduli. Dopo un cammino Celeste silenzioso, il Cammino nelle Terre Mutate ci porta a parlare e a confrontarci tanto. Davanti alla birretta premio di fine tappa conosciamo un ragazzo abruzzese, milanese d\u2019adozione come me. Parlando mi fa notare che un cammino cos\u00ec non si pu\u00f2 fare da soli, ci sono troppe emozioni coinvolte.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 12: Campotosto - Mascioni<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>15 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Con ciliegi e ginestre a fare da contorno al Gran Sasso, \u201ccircumnavighiamo\u201d met\u00e0 lago di Campotosto e approdiamo a Mascioni. A causa di un problema al mio piede destro e in previsione del tappone di domani, siamo costrette a tagliare la tappa 12. Camminare, come nella vita di tutti i giorni, \u00e8 saper ascoltare il proprio corpo e ammettere, senza vergogna, che qualcosa non va. Siamo ospiti dal signor Domenico della Locanda Mausonium. Mausonium sta a significare \u201cTornare a casa\u201d.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ad accoglierci c\u2019\u00e8 uno splendido sorriso accompagnato da un \u201cQui va benissimo! Questo cammino ci sta portando tanto!\u201d. Questa affermazione ci emoziona e ci ricorda il valore solidale di questo lento procedere, ci fa assaporare la forza di chi vuole rialzarsi e vuole ricreare una sana armonia tra uomo e natura.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 13: Mascioni - Collebrincioni<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>12 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mettersi in cammino tutte le mattine, solo con l\u2019essenziale per vivere sulle spalle, \u00e8 una continua ripartenza. Azzeri la tappa del giorno prima ma con te porti il tesoro degli scenari naturali e dei racconti delle persone. Pensavamo di arrivare a Collebrincioni con lo zaino ormai troppo pieno per arricchirci ancora una volta. E invece, dopo esserci perse due volte, essere finite nei rovi, aver camminato fra carcasse di animali lasciate dai lupi, esserci trovate fra due temporali, essere incappate in un accampamento di aquilani pronti ad offrirci arrosticini, fagiolata, focaccia, birra e caff\u00e8, scopriamo ancora una volta la ricchezza della gratitudine nel sentirci dire: \u201cGrazie a voi per essere venute in Abruzzo\u201d.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se fisicamente \u00e8 una tappa da dimenticare, umanamente questa \u00e8 stata una tappa molto arricchente. Nunzio e Lucio del circolo Arci di Collebrincioni ci accolgono come se fossimo di famiglia. Ci spiegano perch\u00e9 Collebrincioni si sia salvata dal terremoto del 2009 grazie ad un\u2019intuizione avuta nel 1700: si spost\u00f2 il paese vicino all\u2019unica torre che si salv\u00f2 dopo un violento terremoto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo cena io e Nunzio chiacchieriamo molto, dell\u2019importanza di una comunit\u00e0 forte, del sentirsi cittadini del mondo, dell\u2019essere responsabili delle proprie azioni. Ma quando inizia a raccontarmi delle tre scosse dell\u2019aprile 2009 a Nunzio vengono i brividi, si rabbuia e guardandomi negli occhi mi dice: \u201cConta fino a 25. Quella cosa ti prende la testa e io non auguro a nessuno di provare quella sensazione l\u00ec\u201d.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Lo zaino \u00e8 carico, ma non \u00e8 ancora pieno. Domani L\u2019Aquila.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 14: Collebrincioni - l'Aquila<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>9 km<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>\u00c8 stato spiazzante vedere un susseguirsi di gru, cantieri e negozi del centro storico ancora chiusi e poi girare l\u2019angolo e trovare la meta del nostro cammino: la brillante basilica di Collemaggio in tutto il suo fascino. Per quindici giorni abbiamo camminato, assimilato e rielaborato immagini di distruzione e sofferenza, per poi trovarci davanti ad un simbolo di bellezza, di estetica per eccellenza. Credo che tanta bellezza sia stata oggi un grande insegnamento di resilienza.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci prepariamo a tornare in Valpolicella. Quelle mutate oggi non sono solo le terre: siamo anche noi. Siamo due donne consce che c\u2019\u00e8 tanto da fare ancora, c\u2019\u00e8 tanta sensibilit\u00e0 da diffondere, c\u2019\u00e8 tanto da lottare ancora perch\u00e9 quella a cui auspichiamo \u00e8 tanta bellezza. \u00c8 stato bellissimo. E con questo piccolo racconto che abbiamo voluto tenere ci auguriamo che anche voi possiate mettervi in cammino. Siamo tutti capaci di camminare, siamo tutti capaci di essere gentili e solidali, siamo tutti pronti a scegliere la bellezza. Buon cammino a tutti! Grazie Cammino nelle Terre Mutate.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","post_title":"Nel cuore della rinascita: Silvia e Giulia raccontano il Cammino delle Terre Mutate","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"open","ping_status":"open","post_password":"","post_name":"nel-cuore-della-rinascita-silvia-e-giulia-raccontano-il-cammino-delle-terre-mutate","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2025-08-05 16:22:46","post_modified_gmt":"2025-08-05 14:22:46","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"https:\/\/camminiditalia.org\/?p=72907","menu_order":0,"post_type":"post","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"},{"ID":77336,"post_author":"2","post_date":"2025-09-15 10:00:00","post_date_gmt":"2025-09-15 08:00:00","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><em>C'\u00e8 un cammino, nel centro Italia,  che racconta pi\u00f9 di un percorso fisico. \u00c8 un viaggio nei luoghi dove la terra ha parlato con la sua forza, lasciando segni che il tempo fatica a cancellare. Stefania, un'appassionata camminatrice della community , ha intrapreso il Cammino nelle Terre Mutate, un itinerario che attraversa le ferite e le speranze di un'Italia colpita dal terremoto. In questo diario, Stefania non si limita a descrivere il paesaggio che cambia: ci porta con s\u00e9 tra le macerie, le ricostruzioni e le storie di chi, come lei, cammina per non dimenticare. Il racconto non \u00e8 solo di fatica, ma di incontri, di risate e di momenti che parlano di resilienza e rinascita. Se vuoi scoprire come un cammino pu\u00f2 diventare un\u2019esperienza che tocca l\u2019anima e non solo le gambe, continua a leggere. Stefania ti guider\u00e0, passo dopo passo, attraverso terre ferite e, allo stesso tempo, ancora piene di vita.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><strong>Se anche tu come hai voglia di condividere il tuo racconto di cammino, scrivici a <a>info@camminiditalia.org<\/a>: ti invieremo tutte le indicazioni per raccontare la tua avventura! E se preferisci un contatto diretto unisciti alla nostra <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/camminiditalia\">Community su Facebook<\/a> e condividi il tuo racconto con noi e altri appassionati.<\/strong><\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><em>E per non perderti lungo il tuo percorso, scarica l\u2019app di Cammini d\u2019Italia! Troverai tutte le tracce GPX dei principali cammini italiani e potrai navigare facilmente, anche offline. Scopri tutti i dettagli <a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/app-cammini-d-italia\/\">qui!<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Introduzione<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Rendere omaggio a una Terra profondamente ferita dalla violenza della natura, questo \u00e8 il <strong><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/cammini\/cammino-nelle-terre-mutate\/\">Cammino Nelle Terre Mutate<\/a><\/strong> (CTM). Eventi tragici, quelli che dal 2009 al 2017 hanno segnato il centro Italia cambiandone la storia, il territorio, la vita della sua gente. Il terremoto \u00e8 entrato di prepotenza nella vita di queste persone. Si inciampa in cicatrici e ferite ancora aperte. Circa 250 km (divagazioni ed errori di percorso esclusi), 14 tappe, quattro regioni attraversate: Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, con la loro natura silenziosa e spesso selvaggia.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il CTM \u00e8 un itinerario che va affrontato con uno spirito diverso rispetto a quello che porta a percorrere le vie pi\u00f9 note. Ci vogliono pi\u00f9 attenzione e meno aspettative.Qui le strade sono meno battute e le accoglienze sono ancora lontane dallo stile modesto da pellegrino dei cammini pi\u00f9 consolidati.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il CTM \u00e8 differente, ad esempio, per la <strong><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/credenziale-del-camminatore\/\">credenziale<\/a><\/strong>, che c'\u00e8, ma i luoghi dove apporre i timbri non sono cos\u00ec numerosi, e in breve ti dimentichi di averla. Altro dettaglio, gente che fa i tuoi stessi passi, veramente poca, anzi no, a dir la verit\u00e0 non ho incontrato nessuno, nonostante fosse agosto. E poi, i cani maremmani: greggi ce ne sono tanti, e spesso senza pastore e quindi occorre sapere come comportarsi in caso di avvicinamento.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per quanto riguarda il mio zaino, un primato personale: 5.5 kg, esclusa l'acqua. Ho pesato meticolosamente tutto, con l\u2019ottima scelta di un nuovo zaino pi\u00f9 leggero. Nei cammini estivi ho sempre indossato pantaloncini corti. In questo per\u00f2, fin dal primo giorno, ho optato per il pantalone lungo. Chi mantiene i sentieri puliti sono i volontari (pochi) distribuiti nei 250 km, ma non \u00e8 facile stare dietro alla natura che si prende i suoi spazi. Ricordo che questo \u00e8 un cammino molto poco frequentato e quindi privo del continuo calpestio dei tracciati.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\">Se anche tu stai pensando di affrontare il tuo primo cammino, potresti trovarti davanti a sfide simili. Per questo motivo dai un\u2019occhiata alla nostra <\/mark><mark style=\"background-color:#feeddb\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\"><a href=\"https:\/\/camminiditalia.shop\/product\/guida-al-primo-cammino\/\">Guida al primo cammino!<\/a><\/mark><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\"> Troverai consigli pratici su come scegliere l\u2019attrezzatura, pianificare le tappe e affrontare i piccoli imprevisti!<\/mark><\/strong><\/h3>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 01: Fabriano - Matelica<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>28.5 km - 700 D+ \/ 670 D-<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Arrivata in treno da Milano alle 5 del mattino, mi sono messa subito in cammino verso la piazza principale di Fabriano. Dopo 8 km arrivo all'eremo di San Silvestro. In poco pi\u00f9 di due ore su carrozzabile deserta e silenziosa, incrociando il mio primo brivido con un gregge, giungo al borgo di Esanatoglia. Pausa ristoro e si riparte. Il sentiero \u00e8 semplice e dopo 7 ore e mezza, arrivo a Matelica. Alloggio presso Hotel La Loggia. Il paese \u00e8 fornito di tutto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 02: Matelica<\/strong> - Camerino<\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>23.5 km - 850 D+ \/ 600 D-<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Uscendo da Matelica ci si immerge velocemente nella macchia vegetativa. Durante tutta la tappa nessun bar per ristoro. Si vede in lontananza Camerino, con tutte le gru della ricostruzione post sismica da poco iniziata. La salita, ultima e decisamente importante, che porta al centro di Camerino \u00e8 \"spezzagambe\". Poco prima di questa salita ho fatto la spesa, per poter usufruire della cucina della foresteria delle suore Clarisse che mi hanno ospitato a donativo. In centro palazzi nobiliari e chiese di notevole bellezza, ma attualmente un cantiere a cielo aperto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":77369,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/4-1-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-77369\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Campagne <\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 03: <\/strong>Camerino - Fiastra<\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>22 km - 850 D+ \/ 730 D-<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ampia vegetazione e campi aperti lasciano alle spalle Camerino. Un sentiero stretto e fitto di piante di ginestre porta al lago di Polverina, ma il lago si vede poco. Poco dopo s'incontra un bar\/alimentari dopo potersi rifornire. Seguendo i segnali per CTM e <strong><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/cammini\/cammino-dei-cappuccini\/\">cammino dei Cappuccini<\/a><\/strong>, dopo tratto su asfalto, ci si introduce nel bosco. Portare attenzione alle indicazioni dei due cammini perch\u00e9 ad un certo punto si dividono. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Alcuni tratti del bosco possono essere fangosi se i giorni prima ha piovuto. Ogni rumore \u00e8 possibilit\u00e0 di incontri inaspettati, e anche di possibile spavento. Arrivo a Fiastra, un paesino poco conosciuto, ma anch\u2019esso duramente colpito dal sisma. Ho dormito al rifugio il Tribbio (prenotato con largo anticipo) che \u00e8 anche ristorante, quindi per cena sono straordinariamente a posto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":77371,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/6-2-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-77371\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">I segni del terremoto<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 04: <\/strong>Fiastra - Ussita<\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>19 km - 820 D+ \/ 880 D-<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso ha inizio accanto al rifugio dove ho dormito. Chi ha tracciato il sentiero mi sa una simpatica canaglia: avr\u00e0 preso un foglio bianco, un righello e tracciato una linea diritta. Si sale ripidamente per circa 2.5 km nel bosco. Il sentiero \u00e8 molto bagnato ma percorribile nonostante il temporale di ieri sera. Le pendenze sono importanti, ma la vista che si apre sul lago ripaga degli sforzi.. Ci si immette in pieno in territori di montagna, dove i sentieri sono a mezza costa.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo aver incrociato un gregge e il suo cane, per fortuna innocuo, arrivo alla carrozzabile. Nessun umano in giro. Superato un pascolo di mucche, 5 km e si arriva ad Ussita, dove i rumori delle ristrutturazioni \"danno il loro particolare benvenuto\". Sosta al bar (Crystal), poco segnalato perch\u00e9 \u00e8 in un container, ma al suo interno \u00e8 veramente molto carino e arredato divinamente dalla proprietaria. In centro si trova una farmacia, un alimentari, una tabaccheria\/bar ed anche un negozio di articoli sportivi. Al bar del paese si incontrano molti operai a fine turno che arrivano da svariate zone d'Italia, e, ascoltando involontariamente le loro telefonate, si percepisce la lontananza da casa e dai loro cari.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":77370,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/5-3-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-77370\"\/><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi dormir\u00f2 da una volontaria che si \u00e8 carinamente offerta di ospitarmi, visto che \u00e8 stato impossibile trovare altrove. Con lei ho affrontato a cuore aperto \"Le Terre Mutate\". Ussita \u00e8 stata l'epicentro delle scosse di fine ottobre 2016. I primi due anni li ha passati in un camper prestato dagli amici. Ora vive in una SAE (Soluzione Abitativa d\u2019Emergenza), ormai da quasi 8 anni. Tra poco inizieranno i lavori di ristrutturazione della sua abitazione, e come dice lei la normalit\u00e0 avr\u00e0 di nuovo un cambiamento. Nel frattempo lei non si \u00e8 fatta mancare nulla, anche un tumore (e vedi che le connessioni con lei hanno una ragione). La tappa di oggi \u00e8 stata \"impegnativa\" anche emotivamente direi.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 05: <\/strong>Visso - Campi<\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Visto il tempo avverso, le salite e le discese affrontate ieri, oggi ho deciso di farmi uno \"sconticino\" prendendo un passaggio col bus da Ussita a Visso, saltando cos\u00ec la prima salita e ridiscesa. Anche Visso ha evidentissimi segni del sisma. Il percorso passa accanto all'ufficio turismo e continua in direzione del bosco attraversando molte case in ri-costruzione. Si sale in una carrozzabile fino a che la vegetazione si apre su un pianoro di campi di grano. Si ridiscende poi su sentiero stretto e ghiaioso e a tratti ripido. Si arriva cos\u00ec a Campi e la prima struttura che si incontra \u00e8 proprio \"Fonte Antica\" di Paolo, uno dei volontari del CTM. Il luogo \u00e8 meraviglioso e l'ostello \u00e8 a dir poco un gioiello. Vale veramente la pena sostare.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":77372,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/7-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-77372\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Segnaletica del cammino<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 06: Campi<\/strong> - Norcia<\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>22 km - 910 D+ \/ 920 D-<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A colazione (strepitosa) Paolo mi ha raccontato qualche aneddoto personale, di Campi (la parte vecchia \u00e8 ormai disabitata) e di come l\u2019intera comunit\u00e0 abbia reagito al sisma. Una considerazione riassume tutte le parole: \"Voi non dovete pensare a nient'altro che alla prossima scossa, al prossimo terremoto. Se non ragionate in quest'ottica ogni sforzo sar\u00e0 inutile. Solo cos\u00ec ci si salva\", questo disse loro uno dei geologi pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il percorso verso Norcia \u00e8 breve e semplice. Arrivare a Norcia, dopo giorni di cammino in solitaria, tra negozi di souvenir per turisti e la via pedonale affollata, sembra un po' surreale. La statua di San Benedetto, svetta alta e d\u00e0 il particolare benvenuto con accanto quel che resta della cattedrale. A Norcia ho dormito all\u2019ostello Capisterium che ha anche la piscina del B&amp;B usufruibile. \u00c9 fuori dal paese ma gi\u00e0 sulla via per la tappa successiva.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\">Sapevi che da Norcia parte il Cammino di San Benedetto? Scoprilo<a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/cammini\/cammino-di-san-benedetto\/\"> <\/a><\/mark><mark style=\"background-color:#feeddb\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\"><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/cammini\/cammino-di-san-benedetto\/\">qui!<\/a><\/mark><\/strong><\/h3>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 07: Norcia - Castelluccio<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>15.5 km - 1080 D+ \/ 300 D-<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per l'importante dislivello partenza alle 6. Dal paese si passano alcune cascine (attenzione ai cani liberi pochi abituati alla gente a piedi). Bosco, e dopo qualche chilometro e si apre il paesaggio con ampia vista su Norcia. Il sentiero qui si fa stretto a mezza costa abbastanza ripida. A venti metri sotto di me, una coppia di daini mi scruta.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltrepassato il valico, inizia ad intravedersi la piana di Castelluccio che via via si apre sempre pi\u00f9. Si scende fino ai pratoni, alcuni gi\u00e0 mietuti. Castelluccio visto da lontano sembra un presepe. Avvicinandomi per\u00f2, si notano i cantieri e le molte abitazioni crollate. Un\u2019ultima breve salita sotto al sole porta all\u2019incantevole paesino gremito di turisti, perlopi\u00f9 di passaggio.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":77367,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2-2-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-77367\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Verso Castelluccio<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sul versante opposto si notano ad occhio nudo le crepe che il terremoto ha creato sulle vette pi\u00f9 alte. Nel pomeriggio ho il piacere di fare due chiacchiere con la proprietaria di un banchetto di prodotti locali. L\u2019hotel Villa Tardioli \u00e8 stata l\u2019unica soluzione disponibile. Assolutamente da provare la birra aromatizzata alla lenticchia.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 08: Castelluccio<\/strong> - Arquata del Tronto<\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>18 km - 380 D+ \/ 1110 D-<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La piana di Castelluccio stamattina \u00e8 coperta da uno strato di nebbia, che lascia emergere il paese dall'alto dei suoi 1452 metri. Le vette iniziano a colorarsi con i primi raggi di sole. In paese trovo solo gli operai. Dei turisti ancora nemmeno l\u2019ombra. Il percorso \u00e8 semplice e porta verso il valico al confine con le Marche. Guardandomi gli scarponi noto che la suola rischia di aprirsi sul tallone. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oltre ad utilizzare il nastro americano che per la prima volta ho messo nello zaino, e di questo dico un sentito \u201cgrazie\u201d allo <strong><a href=\"https:\/\/yunkafestival.it\/\">Yunka Festival<\/a><\/strong>, inizio a pensare il da farsi. Scrivo a Francesco, il referente di Norcia col quale mi sono sentita fin da prima dell'inizio del cammino. Lui fa anche da guida escursionistica a Castelluccio e proprio oggi deve andare per incontrare un gruppo. Cos\u00ec si offre di farmi da corriere passando da Arquata dove alloggio per la sera e portarmi un paio di scarponi nuovi.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il sentiero scende attraversando boschi silenziosi di aghifoglie. Ad Arquata si passa tra le case crollate e puntellate, alcune in attuale demolizione, altre in ricostruzione, altre ancora l\u00ec distrutte dal sisma. Arquata, insieme ad Accumuli (tappa di domani), \u00e8 ancora \"zona rossa\" e ci\u00f2 vuol dire che non tutte le vie sono state messe in sicurezza, dopo 9 anni.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Parlando con Angela che mi ha accolto nel centro Agor\u00e0 (qui non c\u2019\u00e8 uso cucina e nemmeno ristoranti, ma solo un piccolo alimentari ad 1 km), mi racconta che con la sua famiglia si \u00e8 da poco spostata da una Sae alla sua nuova abitazione. Ormai Arquata conta 1\/3 degli abitanti di prima. Chi \u00e8 rimasto \u00e8 per attaccamento al luogo, nonostante le costanti difficolt\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 09: <\/strong>Arquata del Tronto - Accumuli<\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>18 km - 820 D+ \/ 620 D-<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Su suggerimento di Angela, ho imboccato la vecchia strada chiusa al traffico con un leggero cambio di percorso rispetto al tracciato gps. Si passa nella \u201cvecchia\u201d Arquata, sulla strada ora chiusa al traffico. Si arriva cos\u00ec a Pescara del Tronto. Qui c\u2019\u00e8 un piccolo parchetto pubblico recintato che passa quasi inosservato nonostante la mia lenta andatura, diventato oggi \u201cIl Monumento\u201d di tutte le vittime, tante, troppe! Impossibile non commuoversi!<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si prosegue tra le rovine disabitate. La strada \u00e8 percorribile solo ai residenti, molto pochi. Un invisibile e ben mimetizzato cane maremmano sdraiato, l\u00ec a pochissimi metri tra le macerie, ringhia facendomi capire che comunque l\u00ec qualcuno c\u2019\u00e8 ancora: lui. Una fonte d\u2019acqua fresca a met\u00e0 della tappa merita la sosta. Dopodich\u00e9 ci si immette in un bosco impervio con ripide salite e vegetazione selvaggia. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Oggi dormo poco prima di Accumuli, in una roulotte da Agricamper. Visto che era impossibile rifornirsi, Pietro, il proprietario (un personaggio), mi ha gentilmente ospitata a cena con la sua famiglia. Nei loro occhi, in quelle del figlio adolescente e di due amici si leggeva una silenziosa ma intensa forza d\u2019animo. La loro riservata e velata resilienza mi ha spinto a non porre domande, non ce n\u2019era bisogno. La notte molto fresca \u00e8 stata addolcita da una stellata ed una luna piena degne delle notti di San Lorenzo.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 10: <\/strong>Accumuli - Amatrice<\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>18 km - 680 D+ \/ 600 D-<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>I sentieri, pi\u00f9 impervi, portano ad Amatrice, praticamente rasa al suolo e inaccessibile, solo la torre del campanile \u00e8 ancora in piedi. In una nuova zona del paese hanno creato aree per riunire tutte le attivit\u00e0 commerciali che hanno dovuto sloggiare dalle loro strutture originali.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sosta al bar per una meritata birra, scambio due chiacchiere con Sabatino, un anziano signore che sopravvive con la pensione base facendo il pescatore al lago di Campotosto (tappa di domani), ma solo nelle prime ore del mattino, dice lui, per via della sua malattia che gli impedisce di prendere il sole.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Per la sera dormo in un bungalow al villaggio \u201cLo Scoiattolo\u201d che \u00e8 per\u00f2 troppo fuori paese. Ci\u00f2 per\u00f2 non mi impedisce di tornare in centro per cena per una goduriosa amatriciana, di cui, all\u2019entrata del paese, spicca un grande cartellone che ne vanta la religiosa ricetta.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 11: <\/strong>Amatrice - Mascioni<\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>21.5 km - 750 D+ \/ 330 D-<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dopo una lunga chiacchierata con Fabrizio, il proprietario che ha veramente tanto da raccontare, mi incammino verso Campotosto. Guardando le tracce gps capisco che, risparmiando qualche chilometro sotto il sole ma senza perdermi nulla, posso unire due tappe e arrivare direttamente a Mascioni<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si entra in Abruzzo. Il paesaggio diventa molto suggestivo grazie al lago con riserva naturale. Sullo sfondo il gran Sasso. Il percorso \u00e8 spesso sotto il sole e ci\u00f2 rende pi\u00f9 difficile una tappa che di suo non ha grandi difficolt\u00e0. A Mascioni ho dormito presso il Rifugio Carlo Alimonti. Il perimetro del lago \u00e8 saturo di campeggiatori. Trovandosi a circa 1400 mt, oltre ad essere immersi in un paesaggio verdeggiante, si pu\u00f2 godere di notti fresche e stellate.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":77368,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3-3-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-77368\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Vista sul lago<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Tappa 12: Mascioni<\/strong> - l'Aquila<\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sveglia prestissimo. Tappa impegnativa per il chilometraggio e per il caldo, mentre il dislivello rimane contenuto. Da Mascioni prendo la variante sulla diga. Il paesaggio cambia spesso ed \u00e8 a tratti impervio. La segnaletica \u00e8 veramente carente. A Collebrincioni mi sarei voluta fermare al circolo ma era stranamente chiuso. Quindi diritta fino a L\u2019 Aquila.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sinceramente non comprendo bene il senso delle tracce gps, quindi, entrata in citt\u00e0, vado dove pi\u00f9 mi sento di andare. Entro nell\u2019ufficio turismo e chiedo un timbro sulla credenziale, ma dopo avermi citato tre cammini diversi, udite udite, non sanno nemmeno cosa sia il CTM.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il centro citt\u00e0 \u00e8 popolato di turisti. Io ho due bastoncini da trekking diventati estensione delle mie braccia, un abbigliamento per niente da turista, e mi sento frastornata, quasi fuori luogo rispetto a tutto il resto della gente. Lo zaino che \u00e8 stato per me un po' casa, assicurazione, mensa, cuscino, sento che ora non ha pi\u00f9 un peso. Mi sento \u201csmarrita\u201d, lo stesso smarrimento che si prova alla fine di un\u2019intensa esperienza. Vedere con i propri occhi quello che \u00e8 successo \u00e8 l\u2019unico modo di capire la realt\u00e0 delle cose. Non c'\u00e8 spazio per le apparenze, resta l'essenziale, che poi qui \u00e8 quello che resiste.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":77366,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/1-3-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-77366\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Arrivo a l'Aquila<\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mio arrivo \u00e8 in ogni dove, l\u00e0 dove ho lasciato una lacrima, un pensiero, una paura, una chiacchierata, una gioia, un sorriso, un abbraccio. Nelle Terre Mutate non si allenano solo le gambe, si arricchisce anche la propria conoscenza e consapevolezza. A queste Terre va il mio pi\u00f9 sincero inchino. Termina cos\u00ec il mio Cammino nelle Terre Mutate, proprio come \u00e8 iniziato mesi fa quando ha preso dimora nella mia mente: nella quiete, nella discrezione, nel silenzio e soprattutto IN PUNTA DI PIEDI.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\">Se anche tu stai progettando il tuo prossimo cammino, l\u2019<\/mark><mark style=\"background-color:#feeddb\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\"><a href=\"https:\/\/camminiditalia.shop\/product\/atlante-cammini-d-italia\/\">\"Atlante dei Cammini d\u2019Italia\"<\/a><\/mark><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\"> \u00e8 il compagno ideale per te. Con oltre 100 itinerari, \u00e8 una guida completa per scoprire l'Italia  a passo lento! 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Al contrario, ha scelto di raccontare ci\u00f2 che davvero resta addosso dopo un viaggio cos\u00ec: aneddoti curiosi, momenti inattesi, incontri che hanno lasciato il segno e consigli pratici per chi vorr\u00e0 mettersi in cammino. Il suo racconto mescola emozioni e realt\u00e0, mettendo insieme la bellezza dei paesaggi con le difficolt\u00e0 incontrate lungo la strada, la fatica con la gioia della condivisione. Un invito a guardare oltre la semplice distanza percorsa, per scoprire che camminare significa anche ascoltare, imparare e lasciarsi sorprendere.<\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><em><strong>Se anche tu come hai voglia di condividere il tuo racconto di cammino, scrivici a <a>info@camminiditalia.org<\/a>: ti invieremo tutte le indicazioni per raccontare la tua avventura! E se preferisci un contatto diretto unisciti alla nostra <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/camminiditalia\">Community su Facebook<\/a> e condividi il tuo racconto con noi e altri appassionati.<\/strong><\/em><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong><em>E per non perderti lungo il tuo percorso, scarica l\u2019app di Cammini d\u2019Italia! Troverai tutte le tracce GPX dei principali cammini italiani e potrai navigare facilmente, anche offline. Scopri tutti i dettagli <a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/app-cammini-d-italia\/\">qui!<\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Perch\u00e9 la scelta di questo cammino?<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quando tutto intorno crolla, quando tutto \u00e8 distrutto, ci si accorge che la vita \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante. E da l\u00ec, si ricomincia. Ogni pellegrino e ogni pellegrina si mette in cammino per motivi personali, diversi e complessi. Nella mia piccola esperienza ho imparato che ogni cammino ti porta esattamente ci\u00f2 di cui avevi bisogno.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quest\u2019anno ho sentito la necessit\u00e0 di toccare con mano qualcosa che, metaforicamente, somigliasse a ci\u00f2 che stavo vivendo: il crollo della realt\u00e0 che conoscevo e il vuoto intorno. Un vuoto per\u00f2 colmato dall\u2019amore e dalla solidariet\u00e0 delle persone accanto a me. Un vuoto da conoscere, accettare e, infine, ricostruire.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ci\u00f2 che mi ha spinta ad attraversare il <strong><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/cammini\/cammino-nelle-terre-mutate\/\">Cammino delle Terre Mutate <\/a><\/strong>\u00e8 stato anche il bisogno di avere la conferma che, con un piccolo gesto, si pu\u00f2 fare la differenza. Questo cammino \u00e8 nato proprio per riportare turismo e vita nelle piccole attivit\u00e0 di chi ha scelto di rimanere e ricostruire paesi e citt\u00e0 colpite dai terremoti.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>La storia delle Terre Mutate<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il Cammino delle Terre Mutate ha origine nel 2012 come continuazione della \u201cLunga Marcia per L\u2019Aquila\u201d, un\u2019iniziativa nata per esprimere vicinanza alle popolazioni colpite e denunciare i ritardi nella ricostruzione dopo il sisma del 2009. Da quella esperienza, sostenuta da realt\u00e0 associative come il Movimento Tellurico, \u00e8 nato un percorso che oggi unisce territori segnati dai terremoti tra il 2009 e il 2017. Non si tratta solo di un itinerario escursionistico, ma di un vero cammino solidale: l\u2019obiettivo \u00e8 valorizzare il turismo responsabile, sostenere la ripresa economica e rafforzare i legami tra le comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":78202,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/6_6_11zon-2-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-78202\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>I segni del terremoto<\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il cammino parte da Fabriano e attraversa quattro regioni (Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo) per un totale di 14 tappe, fino ad arrivare a L\u2019Aquila. Io l\u2019ho percorso tutto, ed \u00e8 stata una grande avventura. Per ragioni di spazio, ho scelto di scriverne non come un diario dettagliato, ma con riflessioni che possano essere utili a chi legger\u00e0.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le tappe del cammino<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ecco le tappe e le distanze:<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list {\"ordered\":true,\"start\":1} -->\n<ol start=\"1\" class=\"wp-block-list\"><!-- wp:list-item -->\n<li>Fabriano \u2013 Matelica: 25,5 km<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Matelica \u2013 Camerino: 23,4 km<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Camerino \u2013 Fiastra: 22,8 km<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Fiastra \u2013 Ussita: 21,2 km<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Ussita \u2013 Campi di Norcia: 19 km<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Campi di Norcia \u2013 Norcia: 9,5 km<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Norcia \u2013 Castelluccio di Norcia: 15,4 km<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Castelluccio di Norcia \u2013 Arquata del Tronto: 17,8 km<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Arquata del Tronto \u2013 Accumoli: 16,8 km<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Accumoli \u2013 Amatrice: 16,7 km<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Amatrice \u2013 Campotosto: 15 km<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Campotosto \u2013 Mascioni: 14 km<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Mascioni \u2013 Collebrincioni: 24,5 km<\/li>\n<!-- \/wp:list-item -->\n\n<!-- wp:list-item -->\n<li>Collebrincioni \u2013 L\u2019Aquila: 8,5 km<\/li>\n<!-- \/wp:list-item --><\/ol>\n<!-- \/wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>A colpo d\u2019occhio si nota che le distanze non sono sempre equilibrate: questo perch\u00e9 il cammino segue le tappe maggiormente colpite dal terremoto. Alcune giornate sono davvero impegnative: i saliscendi costanti non vanno sottovalutati. Anche la stagione incide molto: io l\u2019ho percorso in luglio, e nonostante il sole, l\u2019altitudine ha reso pi\u00f9 sopportabile la fatica.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\">Conosci tutti i cammini presenti nel <\/mark><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/cammini-lazio\/\"><mark style=\"background-color:#feeddb\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\">Lazio<\/mark><\/a><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\"> e in <\/mark><a href=\"https:\/\/camminiditalia.org\/cammini-in-abruzzo\/\"><mark style=\"background-color:#feeddb\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\">Abruzzo<\/mark><\/a><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\">?<\/mark><\/strong><\/h3>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il paesaggio nella sua bellezza<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Camminare lungo queste terre \u00e8 stato come attraversare un mosaico di bellezze diverse: montagne che si aprivano all\u2019orizzonte, laghi che brillavano al sole, campagne silenziose e borghi sospesi nel tempo. Ma il momento pi\u00f9 intenso non \u00e8 arrivato davanti a un panorama, bens\u00ec quando i miei passi mi hanno condotta nei paesi feriti dal terremoto. Tra le case crollate e le strade vuote, ho sentito forte il bisogno delle persone di raccontare: le storie di ci\u00f2 che era stato, la fatica del presente e la fragile speranza di un domani diverso. In quei luoghi la natura rigogliosa e le ferite ancora aperte si intrecciano in un contrasto struggente, che rende ogni passo un atto di ascolto e di memoria.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ho scelto di percorrere il cammino in autonomia, con una tenda e soste nei campeggi. Tra i ricordi pi\u00f9 belli c\u2019\u00e8 il campeggio sul Lago di Fiastra, dove ho fatto il bagno in un paesaggio da cartolina: il verde delle montagne che si rifletteva nell\u2019azzurro del lago. I miei occhi si sono riempiti di ricordi che ho voluto fermare con gli acquerelli che portavo nello zaino. Qualcuno, esperto di cammini, avrebbe storto il naso dicendo che sono solo peso inutile\u2026per me sono stati indispensabili. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:gallery {\"linkTo\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped\"><!-- wp:image {\"id\":78200,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/3_3_11zon-2-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-78200\"\/><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":78199,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/5_5_11zon-3-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-78199\"\/><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":78197,\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/4_4_11zon-2-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-78197\"\/><\/figure>\n<!-- \/wp:image --><\/figure>\n<!-- \/wp:gallery -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Li ho scelti addirittura al posto del balsamo! In fondo, non potevo permettermi di portare entrambi e tra capelli un po\u2019 arruffati e colori per fermare i ricordi, non ho avuto dubbi su cosa fosse davvero necessario (mi scuso con i parrucchieri che stanno leggendo questo articolo!)<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Tra le tappe pi\u00f9 belle, a mio avviso, c\u2019\u00e8 Castelluccio di Norcia: anche senza la fioritura delle lenticchie (perch\u00e9 ti pareva che l\u2019unico anno che vado per vederla, non c\u2019\u00e8 stata), la piana era sorprendente. Indimenticabile anche la salita tra Fiastra e Ussita, faticosa ma ricca di panorami mozzafiato. E la penultima tappa verso Collebrincioni, tutta in montagna: sembrava di camminare dentro una cartolina.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Le criticit\u00e0 del cammino (e consigli utili)<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il mio viaggio non \u00e8 andato proprio come mi aspettavo (ma quale viaggio d\u2019altronde va esattamente come lo avevamo previsto?). Sono partita da sola, convinta di incontrare tanti altri camminatori, ma ho scoperto poi che a luglio questo cammino non \u00e8 molto frequentato. Spesso ho passato intere giornate senza incontrare anima viva. Per chi ama la solitudine (e io ammetto che solitamente ci sto molto bene) pu\u00f2 essere un dono, tuttavia in alcuni tratti sarebbe stato meglio essere in compagnia.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\">Se stai per partire per il tuo primo cammino e vuoi sentirti meno solo, scopri la nostra <\/mark><a href=\"https:\/\/camminiditalia.shop\/product\/guida-al-primo-cammino\/\"><mark style=\"background-color:#feeddb\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\">Guida al primo cammino<\/mark><\/a><mark style=\"background-color:rgba(0, 0, 0, 0)\" class=\"has-inline-color has-cm-yellow-color\">: troverai suggerimenti utili su attrezzatura, tappe e imprevisti da affrontare con serenit\u00e0.<\/mark><\/strong><\/h3>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Un altro aspetto complesso \u00e8 la scarsa segnaletica. Senza GPS o mappe digitali pu\u00f2 diventare difficile orientarsi: molti cartelli sono usurati o nascosti dalla vegetazione ed alcuni tratti appaiono molto \u201cspartani\u201d, con sentieri poco visibili o percorribili.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Una difficolt\u00e0 imprevista sono stati i cani maremmani da pastore: proteggono le greggi e spesso vedono il camminatore come una minaccia, arrivando a bloccare la strada (senza considerare la paura nel vederli saltare fuori in strada all\u2019improvviso). \u00c8 capitato pi\u00f9 volte, soprattutto tra Lazio e Abruzzo, e non \u00e8 stato facile gestirli, anche perch\u00e9 spesso non vi \u00e8 la presenza del pastore accanto e i cani hanno il compito di abbaiare forte per spaventare e \u201cminacciare\u201d il pericolo. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Anche se il camminatore posa lo zaino e si ferma, anche se si adottano tutte le strategie consigliate in queste circostanze, non \u00e8 detto che il problema si risolva. In un\u2019occasione, a causa di un incontro con i cani, mi sono fatta male al ginocchio e ho dovuto cercare un passaggio. E qui, altro problema: ho scoperto che in molte zone non ci sono mezzi pubblici: niente bus, taxi o collegamenti rapidi. Per fortuna, ho trovato grande solidariet\u00e0 negli abitanti, sempre disponibili ad aiutare e negli organizzatori del cammino che ho contatto telefonicamente (i loro numeri sono sul sito ufficiale del cammino).<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ammetto che, tra le difficolt\u00e0, ho pensato ad un certo punto di abbandonare e tornare a casa (e voi direte...e come? Me lo stavo chiedendo pure io). Poi, grazie a una chiacchierata con uno degli organizzatori, ho scoperto che una ragazza stava camminando una tappa davanti a me. Sentivo che quello poteva essere il mio spiraglio, cos\u00ec mi sono messa in contatto con lei e ho deciso di raggiungerla. Non \u00e8 stato semplice: con il ginocchio dolorante ho dovuto chiedere un passaggio (e fermarmi per un giorno), e ancora una volta la generosit\u00e0 degli abitanti del posto mi ha salvata. <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:image {\"id\":78203,\"width\":\"1066px\",\"height\":\"auto\",\"sizeSlug\":\"large\",\"linkDestination\":\"none\"} -->\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/2_2_11zon-2-819x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-78203\" style=\"width:1066px;height:auto\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Martina in tenda con la tazza dello <a href=\"https:\/\/camminiditalia.shop\/shop\/\">shop Cammini d'italia<\/a><\/em><\/strong><\/figcaption><\/figure>\n<!-- \/wp:image -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Quelle persone, con la loro disponibilit\u00e0, hanno reso possibile l\u2019incontro che avrebbe cambiato il mio cammino. Quando ho incontrato Samuela, ci siamo date coraggio, abbiamo condiviso silenzi e fatiche, riso dei nostri inciampi (tipo quando sono finita in una palude fino alle ginocchia, sprofondando tipo Artax, il cavallo di Atreyu in *La storia infinita*) e ci siamo sostenute nei momenti pi\u00f9 difficili. \u00c8 stata quella scelta \u2013 camminare una accanto all\u2019altra \u2013 a permetterci di arrivare fino alla fine, insieme, davanti alla meta tanto attesa: L\u2019Aquila.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading -->\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa mi porto a casa<\/strong><\/h2>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Questo cammino mi ha insegnato, prima di tutto, a chiedere aiuto e ad ascoltare il mio corpo. Per la prima volta ho dovuto fermarmi un giorno e saltare una tappa. E sapete cosa \u00e8 successo? ASSOLUTAMENTE NIENTE. Anzi, se non lo avessi fatto, probabilmente me ne sarei pentita. Ho capito che il vero senso del cammino non \u00e8 \u201carrivare a tutti i costi\u201d, ma rispettare i propri limiti e il proprio istinto.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mi porto a casa la bellezza delle persone incontrate: i gestori delle Pro Loco, gli anziani dei paesi, i giovani che hanno scelto di restare, chi ancora vive nei container, i lavoratori che hanno ricominciato dalle strutture di legno. L\u2019ospitalit\u00e0 delle suore e di tutti coloro che mi hanno accolto lungo la strada rimarr\u00e0 nel cuore.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Mi porto a casa la consapevolezza che ogni passo, anche piccolo, pu\u00f2 fare la differenza. Che tutto ci\u00f2 che crolla, un giorno, pu\u00f2 essere ricostruito \u2014 forse meglio, in una forma pi\u00f9 adatta a noi. Mi porto a casa il pensiero che tutto ci\u00f2 che ci serve \u00e8 gi\u00e0 dentro di noi, indipendentemente da ci\u00f2 che accade fuori. E che laddove sappiamo trovare la luce e il lato positivo, siamo gi\u00e0 arrivati alla meta. E con questa consapevolezza, auguro a te che mi stai leggendo un buon cammino: che possa sorprenderti, insegnarti e, soprattutto, aprirti la porta a un orizzonte di libert\u00e0 e possibilit\u00e0 che non avresti mai immaginato.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","post_title":"Il cammino nelle Terre Mutate di Martina: il suo viaggio e i suoi consigli","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"open","ping_status":"open","post_password":"","post_name":"il-cammino-nelle-terre-mutate-di-martina-il-suo-viaggio-e-i-suoi-consigli","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2025-09-26 18:02:17","post_modified_gmt":"2025-09-26 16:02:17","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"https:\/\/camminiditalia.org\/?p=78182","menu_order":0,"post_type":"post","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}]},"read_also_posts":{"read_also":false},"app":{"bgImg":{"ID":82549,"id":82549,"title":"01_tappa sguardo_su_Matelica_11zon","filename":"01_tappa-sguardo_su_Matelica_11zon-scaled.webp","filesize":446516,"url":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/01_tappa-sguardo_su_Matelica_11zon-scaled.webp","link":"https:\/\/camminiditalia.org\/en\/cammini\/cammino-nelle-terre-mutate\/01_tappa-sguardo_su_matelica_11zon\/","alt":"","author":"2","description":"","caption":"","name":"01_tappa-sguardo_su_matelica_11zon","status":"inherit","uploaded_to":77197,"date":"2025-11-06 10:24:14","modified":"2025-11-06 10:24:14","menu_order":0,"mime_type":"image\/webp","type":"image","subtype":"webp","icon":"https:\/\/camminiditalia.org\/wp-includes\/images\/media\/default.png","width":2560,"height":1920,"sizes":{"thumbnail":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/01_tappa-sguardo_su_Matelica_11zon-150x150.webp","thumbnail-width":150,"thumbnail-height":150,"medium":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/01_tappa-sguardo_su_Matelica_11zon-300x225.webp","medium-width":300,"medium-height":225,"medium_large":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/01_tappa-sguardo_su_Matelica_11zon-768x576.webp","medium_large-width":768,"medium_large-height":576,"large":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/01_tappa-sguardo_su_Matelica_11zon-1024x768.webp","large-width":1024,"large-height":768,"1536x1536":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/01_tappa-sguardo_su_Matelica_11zon-1536x1152.webp","1536x1536-width":1536,"1536x1536-height":1152,"2048x2048":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/01_tappa-sguardo_su_Matelica_11zon-2048x1536.webp","2048x2048-width":2048,"2048x2048-height":1536,"tc_all_events_image":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/01_tappa-sguardo_su_Matelica_11zon-1100x680.webp","tc_all_events_image-width":1100,"tc_all_events_image-height":680,"woocommerce_thumbnail":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/01_tappa-sguardo_su_Matelica_11zon-300x300.webp","woocommerce_thumbnail-width":300,"woocommerce_thumbnail-height":300,"woocommerce_single":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/01_tappa-sguardo_su_Matelica_11zon-600x450.webp","woocommerce_single-width":600,"woocommerce_single-height":450,"woocommerce_gallery_thumbnail":"https:\/\/media-camminiditalia.nbg1.your-objectstorage.com\/2025\/09\/01_tappa-sguardo_su_Matelica_11zon-100x100.webp","woocommerce_gallery_thumbnail-width":100,"woocommerce_gallery_thumbnail-height":100}},"title":"Scopri la nostra app!","text":"<p>Con l&#8217;app gratuita di Cammini d&#8217;Italia puoi pianificare e percorrere il <span style=\"font-weight: 400;\"> Cammino nelle Terre Mutate <\/span>in totale sicurezza, potendo pianificare le tappe nel dettaglio e percorre il percorso grazie alla tecnologia GPS integrata che ti supporta nell&#8217;orientamento durante la tua avventura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All&#8217;interno dell&#8217;app troverai tanti altri cammini presenti in Italia. 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