VIA ROMEA GERMANICA IMPERIALE

Lunghezza: 563 km

Tappe: 23


Partenza: Trento

Arrivo: Arezzo

MTB: Si

Il numero di tappe può variare a piacere del pellegrino in quanto la rete delle ospitalità, in costante aggiornamento, consente una pianificazione autonoma e flessibile, allungando o accorciando le giornate a seconda delle situazioni e delle esigenze. Sotto presentiamo una possibile proposta, articolata in 23 tappe.

In bicicletta il percorso da Trento ad Arezzo si può coprire in 4 / 8 giorni, con bike assistita o tradizionale.


1. Trento – Rovereto 27,6 km

2. Rovereto – Borghetto 30,6 km

3. Borghetto – Pastrengo 30,7 km

4. Pastrengo – Peschiera 20,4 km

5. Peschiera – Goito 29, 9 km

6. Goito – Mantova 24,5 km

7. Mantova – San Benedetto Po 25,7 km

8. San Benedetto Po – Concordia 24,2 km

9. Concordia – Sozzigalli 27,1 km

10. Sozzigalli – Modena 19,3 km

11. Modena – Torre Maina 24,3 km

12. Torre Maina – Pavullo 25,5 km

13. Pavullo – Montecreto 23,7 km

14. Montecreto – Fiumalbo 19,4 km

15. Fiumalbo – Cutigliano 21 km

16. Cutigliano – Ponte Petri 21,6 km

17. Ponte Petri – Pistoia 23,3 km

18. Pistoia – Prato 27,6 km

19. Prato – Firenze 30 km

20. Firenze – Palazzolo 23,7 km

21. Palazzolo – San Giovanni Valdarno 20 km

22. San Giovanni Valdarno – Laterina 24 km

23. Laterina Arezzo 19,5 km

TOTALE 563 km

Per quanto concerne le strutture ricettive e d’accoglienza le si possono individuare cliccando sul bottone alla sinistra di “VRGI percorso completo 2018” della mappa sottostante.

In tal modo si possono selezionare tali strutture in base alla tappa che di cui si necessitano le informazioni.

Lungo la mappa sottostante sono indicate con il segnaposto azzurro.

La direttrice viaria su cui si basa l’Imperiale VRG risale ai tracciati utilizzati da Celti ed Etruschi per raggiungere la Pianura Padana;  per i Romani questi itinerari divennero parte del reticolo delle vie consolari come Cassia, Emilia, Postumia e Claudia Augusta; nel medioevo vi transitarono Longobardi, Franchi, Germanici,  e la via divenne una tra le rotte militari e commerciali più importanti per i collegamenti con le città baltiche, le miniere di salgemma di Salisburgo e per le fiere della Champagne e di Fiandra. I tanti ospitali presenti, di cui spesso sono rimasti solo ruderi o tracce nei testi storici, testimoniano il transito dei pellegrini. Poeti, scrittori, pittori e studiosi della classicità italica la percorsero per visitare il nostro Paese, durante i famosi grand tours. Negli ultimi secoli questa viabilità ha visto svilupparsi sempre più i movimenti tra l’Italia e l’Europa, evolvendo in strade sempre più moderne, come la statale 12 e la A22 (Abetone – Brennero).

I cambiamenti politici, molto frequenti anche nell’antichità, determinavano per varie ragioni altrettanto frequenti modifiche della viabilità per evitare, o almeno ridurre al minimo, l’attraversamento di confini a volte impraticabili e costosi, sempre infatti si è cercato di percorrere zone presidiate da poteri fedeli. Il più famoso è il caso del corridoio bizantino che collegava Ravenna a Roma: anche per restare distanti da quel confine, i Longobardi svilupparono una variante medievale della Cassia, più ad ovest rispetto i possedimenti bizantini, che non passava da Arezzo (secondo il percorso della Cassia antica) ma da Lucca si dirigeva verso San Miniato, imboccava la Valdelsa e, passando per Siena arrivava a Roma. Su questa direttrice si incamminarono in tanti, tra cui il vescovo Sigerico, il cui itinerario è poi diventato il tracciato oggi indicato con il nome di Via Francigena. L’asse viario su cui si incardina l’Imperiale cominciò a delinearsi intorno al mille, con Corrado II: scendendo dal Brennero raggiungeva Trento e Verona, poi Mantova, Modena e Pistoia, attraversando territori controllati da feudatari fedeli all’imperatore. Altalenante nella storia è stata la scelta degli attraversamenti appenninici: a seconda delle situazioni storiche-politiche, le necessità di collegamento di Modena o Reggio con Lucca o Pistoia determinavano la decisione se passare più ad est o più ad ovest. Emblematico è quanto accadde ancora nel diciottesimo secolo, a distanza di pochi anni e di pochi chilometri, quando si alternarono vie e passi: prima il San Pellegrino, attraversato dalla Via Vandelli, che conduceva a Massa, solo su territori estensi; poco dopo venne attrezzato con importanti opere un piccolo passo chiamato “di Serrabassa” per opera del granduca di Toscana e del duca di Modena le cui casate provenivano dalle stesse origini dinastiche: il passo fu rinominato Abetone, e divenne ben presto il valico più importante dell’intero Appennino settentrionale.

L’IMPERIALE VRG riadatta ai moderni camminatori e ciclisti una viabilità esistente, non sono stati cioè tracciati nuovi percorsi; si utilizzano parti del reticolo di itinerari storici Italiani, attraverso i quali è possibile raggiungere ogni angolo del nostro Bel Paese.
Da Trento (ove arriva il tragitto compiuto dal Monaco Albert, su cui si basa la Via Romea Germanica) si percorrono diversi tratti di importanti vie storiche: tre vie Consolari Romane (Claudia Augusta / in TrentinoPostumia / in Veneto e Lombardia e Cassia  in Toscana); la settecentesca via Vandelli (da Modena e Sassuolo a Massa); le antiche vie d’acqua che collegavano Modena al Po e a Mantova; il cammino devozionale di San Bartolomeo, che raggiunge molti luoghi Longobardi a cavallo dell’Appennino settentrionale, la Via Vecchia Aretina, lungo il Valdarno superiore (percorsa anche da San Francesco e dai suoi frati, per recarsi a Firenze e oltre, verso Francia, Spagna, ecc.); ad Arezzo infine si rientra sulla Via Romea Germanica, tramite la quale si arriva a Roma, alla tomba di Pietro.

Website: www.viargimperiale.it

Email: imperialevrg@gmail.com

Pagina Facebook: https://bit.ly/3bDnR28

Canale YouTube: https://bit.ly/2xTpNoB

Telefono: +39 335 6914349

La Via Romea Germanica IMPERIALE è una variante di quasi 600 km della storica Via Romea Germanica, dalla quale si distacca a Trento per riprenderla ad Arezzo.
Si vuole con questo progetto colmare una lacuna causa la quale erano fin’ora negate ad escursionisti e pellegrini alcune direttrici viarie: quella sviluppatasi sui basoli della millenaria Claudia Augusta, sulla quale nei secoli si sono sviluppati i più importanti movimenti di persone tra l’Italia e i Paesi nordici: commerci, eserciti, pellegrinaggi, le vie imperiali percorse dagli Ottoni, i Gran Tour di poeti, scrittori, pittori e studiosi della classicità presente nel mostro Paese, fino alla moderna viabilità stradale ed autostradale (Abetone-Brennero). Altrettanto ingiustamente è poco frequentata dai pellegrini la direttrice che ricalca la parte più a nord della via Cassia, che interessa Pistoia, Prato, Firenze ed Arezzo.
Con la Via Romea Germanica Imperiale ci poniamo anche l’obiettivo di collegare diverse strade di pellegrini che attraversano l’Appennino settentrionale. Via del Volto Santo, Cammino di San Bartolomeo, Via della Lana e della Seta, Via degli Dei intersecano la nostra via, la quale può consentire una prosecuzione verso Roma e verso Santiago.
Dalla valle dell’Adige si arriva al lago di Garda e Mantova, poi a San Benedetto Po e Modena. L’Appennino viene attraversato al Passo dell’Abetone, cui si giunge percorrendo la bellissima valle dello Scoltenna. Entrati in toscana si scende a Pistoia e di qui in successione a Prato, a Firenze ed infine ad Arezzo, dove si ritrova il percorso storico della Via Germanica che conduce a Roma.
L’itinerario è molto vario, storico e turistico: si percorrono 3 vie Consolari Romane (Claudia Augusta, Postumia e Cassia), la Piccola Cassia e la settecentesca via Vandelli; le antiche vie d’acqua che collegavano Modena al Po e a Mantova, il Cammino devozionale di San Bartolomeo, la via Vecchia Aretina.
Vengono interessate dal Cammino emergenze storico-artistiche e naturali: il Lago di Garda e le montagne più belle dell’Appennino settentrionale; la pianura padana (attraversata sugli argini del Mincio, del Po e del Secchia, utilizzati per secoli come importantissimi collegamenti commerciali e militari). Molte le città d’arte, tra cui Firenze, Mantova, Arezzo; e piccoli borghi pieni di storia come Cutigliano, Fiumalbo e Peschiera.
Si attraversano aree di eccellenza per le produzioni agricole e industriali italiane più famose nel mondo: formaggi (parmigiano reggiano e grana padano), vini e olii (lambrusco, chianti, olio del Garda e toscano), grande salumeria e gastronomia (zamponi, prosciutti, salami, aceto balsamico). Motori (Ferrari e Maserati), moda (si lambiscono le sedi di alcune delle più importanti griffes italiane), ceramica.