In questo articolo vorremmo darvi delle indicazioni di massima su come scegliere le calze in base alle vostre attività e fornirvi delle nozioni di base sui filati che le compongono.

Come scegliere la giusta tipologia di calze per i vostri trekking in base alle vostre esigenze e ai vostri gusti.

Calze Trekking

Foto di Matteo Pavana fornita da Elbec

Il primo aspetto da considerare è la composizione della calza

La prima cosa a cui fare attenzione prima di scegliere delle calze per le attività in montagna o per il trekking è sicuramente la composizione.

Non acquistate mai delle calze se non trovate indicazioni precise sulla sua composizione.

La composizione è importante ma vediamo in dettaglio i singoli filati.

Poliestere

Il poliestere è una delle fibre sintetiche più utilizzate nel settore tessile; si può usare da solo o in mischia a fibre naturali e/o sintetiche, può essere più o meno sottile e può essere lavorato per adattarsi a diverse condizioni d’uso. Le caratteristiche dei fili di poliestere sono oltre ad un’ottima tenacità e resilienza, un’elevata resistenza all’abrasione, alle pieghe e al calore, un elevato modulo di elasticità e una minima ripresa di umidità nonché una buona resistenza agli agenti chimici e fisici.

I tessuti di poliestere, grazie al basso coefficiente di assorbimento dei liquidi, non assorbono l’umidità, il che li rende impermeabili e resistenti allo sporco.

Questa sua caratteristica di impermeabilità purtroppo è anche il suo maggiore difetto poiché favorisce lo sviluppo batterico e quindi anche quello di allergie e cattivi odori. Dopo trekking intensi o con temperature estive vi accorgerete della differenza.

Il poliestere è un materiale da evitare a contatto con la pelle perché tende a soffocare i tessuti cutanei impedendogli di funzionare al meglio come termoregolatori.

Perché allora tutti utilizzano il poliestere? Il poliestere è un materiale molto economico e molto resistente!

Poliammide

Il poliammide è quasi sempre presente nelle calze realizzate a macchina poiché riesce ad aumentarne la lavorabilità e a darne struttura. Il poliammide è meglio conosciuto con il nome commerciale di Nylon. Ne esistono di tantissimi tipi ma le caratteristiche non differiscono molto: peso specifico relativamente basso, resistenza agli urti e all’usura, hanno un elevato assorbimento di umidità per questo motivo la percentuale in poliammide non dovrebbe mai superare l’8% meglio se il valore è inferiore.

Un prodotto che si definisce tecnico a nostro avviso non dovrebbe superare in nessun caso la soglia del 10%.

Elastame

L’elastan (o elastame) è una fibra sintetica costituita da poliestere e poliammide molto utilizzata per elasticizzare i tessuti. In Nord America e Australia è nota con il nome di Spandex. Dai consumatori è più conosciuta attraverso i marchi commerciali: Lycra, Elaspan, Dorlastan, Roica, Linel, Spandex, Creora. Si tratta di un filato indispensabile per dare elasticità e aderenza alla calza.

Purtroppo il sempre più alto numero di casi di intolleranza ed allergia al prodotto dovrebbero orientare il consumatore su indumenti che non ne contengano più del 10%

Polipropilene e Polietilene

Nell’abbigliamento a strati, il polipropilene e il polietilene sono le fibre più adatte a confezionare indumenti intimi da indossare nel primo strato a diretto contatto con la pelle. Oltre a fornire un buon isolamento termico, queste materie non assorbono liquidi ma li trasferiscono agli strati superiori (esterno).

Nelle fibre cave di polipropilene e polietilene esiste un canale interno, che permette di trattenere aria non solo negli spazi tra le fibre, ma anche al loro interno, aumentando il potere isolante e la protezione dal freddo.

Molto adatto anche per l’utilizzo in climi caldo-umidi, polipropilene e polietilene vengono usati nell’abbigliamento sportivo per attività intense che sottopongono il corpo ad abbondante sudorazione e frequenti sbalzi di temperatura.

Le calze Elbec in lana merinos funzionale ad esempio sono realizzate con un filato in lana merino e polietilene intrecciati assieme andando a rinforzare il merino e rendendo la calza più resistente e con una migliore ripartizione del filato naturale su tutto il piede. Questo filato accoppiato permette di avere i vantaggi di entrambi i materiali con risultato antivescica, antiodore e antisudore.

Trattamenti a base di metalli su filati sintetici

Esistono vari trattamenti che vengono fatti sui filati per aumentarne le capacità di refrazione del calore o interno-interno o esterno-esterno. Dopo pochi lavaggi tutti i trattamenti superficiali perdono completamente la loro efficacia.

Filati Naturali

Sicuramente i filati naturali hanno degli aspetti molto interessanti che i prodotti sintetici non riescono ad eguagliare ma è importante fare chiarezza. Nessuna calza realizzata industrialmente potrà fare a meno di una certa percentuale di filati sintetici che serviranno a dare elasticità, struttura e lavorabilità.

  • Cotone: Pessimo per le attività sportive perché assorbe l’umidità e si asciuga molto lentamente
  • Lana Merinos: Il prodotto più indicato per le attività aerobico per le sue proprietà lenitive ed anti vesciche, isolanti ed antibatteriche
  • Alpaca: Stesse caratteristiche della lana merinos ma si infeltrisce molto facilmente; 
  • Kashmere: Lana finissima di capra che ha le eccellenti caratteristiche della lana ma è estremamente delicato e costoso.
  • Seta: Utilizzata su calze molto sottili e tecniche. Filato molto caldo e resistente.
  • Bamboo: Filato antibatterico molto resistente realizzato dalla cellulosa del bamboo. Tende a mantenere l’umidità.
  • Tencel: Sempre un filato ricavato dalla cellulosa ma ricavato dall’Eucaliptus.

Per quanto riguarda i filati naturali la loro percentuale non dovrebbe mai essere inferiore al 50%.

Consigli calze trekking

Foto di Matteo Pavana fornita da Elbec

Il secondo aspetto da considerare è la finezza della calza

Qui ovviamente la scelta non può che essere soggettiva in base ai propri gusti e alle scarpe con il quale si vogliono utilizzare le calze.

Il mercato si sta orientando sempre più verso scarpa sempre più comode e leggere che per forza di cose orientano i consumatori verso calze sempre più sottili.

A nostro avviso il problema è soprattutto la durata dell’escursione. Se si tratta di poche ore nessun problema ma se si tratta di trekking e cammini di svariati giorni, o addirittura uscite alpinistiche con pernotto le condizioni climatiche nell’arco dell’escursione possono variare sensibilmente.

Una calza sottile difficilmente riuscirà a compensare le variazioni del piede sia in termine di temperature che di volume assicurando sempre una calzata ottimale. Una calza più spessa invece potrebbe aiutarvi a compensare queste variazioni.

 

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Il terzo aspetto da considerare è l’altezza

La scelta dipenderà molto dal tipo di calzatura con le quali volete utilizzare le vostre calze:

  • Calza alta: deve arrivare sotto il ginocchio e sopra il polpaccio con un polsino ben elasticizzato altrimenti cade
  • Calza a gambaletto: non deve essere eccessivamente stretta 
  • Calza bassa: occhio alle zecche!

Il quarto aspetto da considerare è la manifattura

Oltre alla composizione è importante vedere come è realizzata la tua calza.

Generalmente le calze hanno tutte una cucitura (tranne i modelli rimagliati) all’altezza delle dita dei piedi. Questa cucitura deve essere solida, omogenea e ribattuta in modo da non infastidire.

Una buona calza ha solitamente dei cuscinetti per ridurre la sollecitazione del piede e la formazione di vesciche in punta e sul tallone.

Attenzione: la spugnatura interna generalmente viene realizzata con un filato in poliammide (detto filanca) che ovviamente non è l’ideale se avete scelto una calza in filato naturale. Questo viene fatto per ridurre i costi e velocizzare la lavorazione. Le nostre calze in lana merinos invece hanno tutta la spugnatura in lana per avere il filato naturale a contatto con la pelle ed è per questo che sono ottimali come calze anti vesciche.

Il colletto della calza non deve essere eccessivamente stretto come anche il corpo della calza se cercate calze che proteggano dal freddo.

Per calze a compressione graduale e non come quelle da trial invece la presenza di elastame deve essere più consistente per garantire la funzione stringente.

Foto di Matteo Pavana fornita da Elbec

I nostri suggerimenti per affrontare al meglio anche i trekking e cammini più lunghi

  • Il piede non deve mai essere compresso all’interno dello scarpone e le dita del piede devono potersi muovere agevolmente sempre, sia in estate che in inverno; Scegliete la calza giusta in base alla scarpa/scarpone con cui vorrete utilizzarla.
  • Maggiore è lo spessore, maggiore è l’isolazione;
  • Maggiore è lo spessore, maggiore è la resistenza della calza e quindi la sua durata;
  • Lo spessore della spugnatura della calza e dei rinforzi tende ad assottigliarsi nel tempo, tenetene conto quando le proverete.
  • Se avete uno scarpone molto tecnico orientatevi verso calze più sottile per non comprimere eccessivamente la punta
  • Se avete attrezzatura classica non estremamente tecnica preferite calze spesse;
  • Attenzione però: gli scarponi sempre più tecnici per l’arrampicata su ghiaccio, l’alpinismo ma anche il trekking tendono ad essere sempre più leggeri e molto spesso anche molto meno termici.
  • Un buon compromesso può essere una scarpa precisa e leggera con una calza più termica e quindi spessa.
  • In questo caso sarebbe opportuno scegliere la scarpa avendo già in mente il tipo di calza che si vuole utilizzare.

Conclusioni

Spesso si tende a concentrare tutta la propria attenzione sulla scarpa cercando prodotti performanti e costosi senza fare attenzione alle calze. In realtà una buona scarpa traspirante può perdere molte delle proprie caratteristiche se utilizzata con una calza che non gli permette di lavorare correttamente.

Con questo post vorremmo sensibilizzare sull’esigenza di pensare alla calza e alla scarpa come due elementi che assieme devono collaborare per dare al vostro piede il massimo del comfort.

Noi siamo sicuri che i prodotti naturali abbiano una marcia in più ma come detto precedentemente solo quando le vostre esigenze diventano più impegnative con escursioni lunghe e di più giorni.

Federico Sordini Elbec

Federico Sordini – Founder e CEO di Elbec

“La nostra Azienda nasce in Dolomiti con l’obiettivo di produrre nel modo più sostenibile possibile, una linea di prodotti tecnici, etici e naturali. Per noi il concetto di sostenibilità, di impatto ambientale, di impronta ecologica non sono semplici slogan ma fanno parte del nostro modo di vivere.”

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