Cammino dei Ribelli
Un cammino nella sconosciuta Val Borbera alla scoperta di storie medievali, feudali e partigiane.
A piedi nella sconosciuta Val Borbera, tra Piemonte, Liguria, Emilia e Lombardia, alla scoperta di storie medievali, feudali e partigiane. Un cammino tra villaggi e natura selvaggia in Appennino, incontrando donne e uomini testimoni di una ostinata rinascita contadina, sociale e spirituale, sulle sponde del venerato Borbera. Un’esperienza di turismo lento per rilanciare una terra spopolata e bellissima.
STORIA
Il cammino sociale in Val Borbera, che ha preso il nome di Cammino dei Ribelli, nasce dall’idea e dall’impegno volontario di Giacomo D’Alessandro, camminatore e comunicatore genovese (con origini famigliari anche in valle).
Nell’aprile 2017 Giacomo si laurea in Comunicazione Pubblica e Politica all’Università di Torino con una tesi sui cammini sociali in Italia come strumento per lo sviluppo del turismo natura, in particolare presentando un progetto sulla val Borbera. La relatrice, Maria Elena Rossi, al tempo Dirigente dell’Ufficio Turismo del Piemonte, incoraggia l’approfondimento di questa idea per un territorio di fatto fuori da qualunque giro turistico e di valorizzazione del patrimonio territoriale.
Per arrivare alla tesi di laurea, Giacomo aveva già svolto una serie di ricognizioni sui sentieri e tra le persone della val Borbera. Ma soprattutto, da circa 10 anni (da quando cioè ne aveva 17) viveva esperienze di cammino in giro per l’Italia e per l’Europa. In particolare i cammini civili di Repubblica Nomade, promossi da un gruppo di scrittori, giornalisti e attivisti vari in zone “minori” d’Italia, erano stati per lui la prova che il cammino è anche uno strumento “sociale” e “politico”, che può offrire un terreno d’impegno comune a persone già disposte verso certi valori e ad una certa cura della comunità locale.
Le prime realtà che in val Borbera accolgono il progetto di un cammino sociale sono il collettivo di Cascina Barbàn – che invita Giacomo a presentare il cammino al Boscadrà Festival – e BorberAmbiente di Irene Zembo, che da supporto nella progettazione e nei sopralluoghi. Un rapporto importante legato all’esplorazione dei sentieri nasce anche con la Commissione Sentieri del CAI di Novi Ligure, Guido Oliveri e Silvio Piella succeduti poi da Roberto Borsani. Ed in generale l’incoraggiamento di alcune realtà ricettive, di alcune realtà agropastorali, di alcuni sindaci fa sì che gradualmente il progetto sia conosciuto in tutta la valle e che si prepari il terreno al suo lancio, seppure affidato a un minimo gruppo di volontari.
A maggio 2019 i canali di comunicazione sono pronti, il nome del cammino sociale è scelto, il logo disegnato dall’artista Stefano Rossi; una prima versione dell’itinerario è scelta, le tracce gps sono rese disponibili online, e ad ogni tappa è associata una o più opzioni di ospitalità. Per una valle che non ha mai conosciuto un flusso di escursionisti, tanto meno camminatori che arrivino da molto fuori zona, e che passino proprio nei paesi per conoscere la gente, è una forte scommessa.
Ma le bellezze da scoprire ci sono davvero, e l’attrattiva si conferma efficace. Dalle meravigliose Strette del Borbera ai faggeti e castagneti secolari d’alta valle, dai borghi contadini in pietra con le loro provvidenziali fonti d’acqua alle storie di chi ha scelto di restare o innestarsi per coltivare la terra, i grani antichi, fare vino o formaggio, fare arte, yoga e comunità.
LOGISTICA E TRASPORTI
COME RAGGIUNGERE IL PUNTO DI PARTENZA
IN AUTO
In auto l’uscita autostradale più vicina ad Arquata Scrivia è Vignole Borbera, sull’autostrada A7 Milano-Genova. Ad Arquata è possibile trovare diversi parcheggi gratuiti, consigliamo quelli dei più vicini supermercati o davanti alla Stazione dei Carabinieri. Preavvertendo Dario, referente accoglienza ad arquata e assessore comunale, è possibile capire di volta in volta quale parcheggio sia meglio scegliere, per evitare fiere o mercati periodici.
Per prenotare un “recupero” in auto da zone non servite da autolinee, è possibile con anticipo chiedere a Dario al numero 3486742384 o a Silvia al numero 3356800560.
IN BUS
ACQUA
Presenti in buon numero in ogni tappa e in ogni borgo che si attraversa.
Nella guida testuale di ogni tappa sono indicate le fonti (https://www.ilcamminodeiribelli.it/le-tappe/).
SERVIZI
Ci sono supermercati?
Botteghe e negozi si trovano solo nei paesi più grandi: Arquata, Persi, Cantalupo, Rocchetta, Cabella, Grondona. Negli altri posti tappa è possibile appoggiarsi alle strutture di accoglienza che quasi sempre hanno almeno un servizio bar. In alcuni paesi come Cosola, Cartasegna, Daglio e Grondona nella stagione estiva sono aperti dei circoli con alimentari, bibite e snack. Si suggerisce di verificare tramite i referenti di tappa. Per lo spaccio di Cosola: whatsapp 335756574.
Ci sono farmacie? Ad Arquata, a Borghetto, a Rocchetta, a Cabella.
PERICOLI
Assicurarsi di avere sul telefono le tracce gps di ogni tappa disponibili in modalità offline, per verificare la propria posizione in alcuni passaggi nell’alta valle, dove a seconda del meteo o della vegetazione può capitare di perdere l’orientamento o mancare un segnavia.
Attenzione a cani liberi per attività agropastorale in località Stalla dei Ciuchi, Cascina Barbàn, Vegni, Castagnin.
FONDO STRADALE
Circa il 15%
IN TENDA
Ogni tappa ha diverse aree tenda indicate, associate ad un luogo di servizio (bar, ristorante, agriturismo…). Scoprile su https://www.ilcamminodeiribelli.it/dove-dormire/
Servono autorizzazioni? Tutte le aree tenda richiedono un preavviso telefonico alla realtà indicata che le gestisce. Non tutte sono a libero accesso.
CREDENZIALE E TESTIMONIUM
La Credenziale del Ribelle è un ricordo unico, appositamente pensato e realizzato con il contributo dell’artista Stefano Rossi.
Attraverso la credenziale il cammino si auto-finanzia per le spese legate al sito web, alla guida digitale, alla segnaletica e ai materiali informativi. La Credenziale si può ritirare ad Arquata Scrivia presso l’infopoint del cammino, il locale Social Bakery – Pancaffè di Irene e Dario (via Libarna 155). Oppure si può ordinare online su https://www.icaminantes.com/shop/credenziale-cammino-dei-ribelli/
CONTATTI
Mail: info@ilcamminodeiribelli.it
Cellulare: 3492603547 (solo messaggi Whatsapp)
I contatti di ogni referente di tappa sono su https://www.ilcamminodeiribelli.it/contact/
TAPPA 01: ARQUATA SCRIVIA - PERSI
Partenza: Arquata Scrivia
Arrivo: Persi
Distanza: 13.7 km
Dislivello: +400 m / -270 m
La tappa prende avvio dalla stazione di Arquata Scrivia, dove si trova anche l’unico punto acqua disponibile fino alla fine del percorso. Dando le spalle alla stazione, si procede dritti fino a raggiungere via Libarna, nel centro del paese, dove si svolta a sinistra. Si passa davanti all’infopoint del cammino, il Social Bakery Pancaffè, dove è possibile ritirare la Credenziale, e si continua fino alla chiesetta di Sant’Antonio. Qui si devia a sinistra lungo via Sant’Antonio e si prosegue sempre diritti fino alla passerella sulla ferrovia.
Da questo punto si continua sulla strada asfaltata tra le case fino al ponte sul torrente Scrivia, che si attraversa utilizzando la passerella pedonale sulla sinistra. Superato un tunnel, si segue la strada principale fino alla località Rio della Casa. Qui si prende a sinistra la strada che scende verso il torrente, lo si attraversa sulla passerella e, arrivati a un bivio, si imbocca la sterrata che sale sulla sinistra. Si raggiunge così una cascina e si continua a salire. Il tratto successivo è particolarmente ripido e conviene affrontarlo con calma, rallentando il passo: la pendenza è impegnativa, ma consente di guadagnare rapidamente il crinale.
Una volta arrivati in alto, ci si immette sul sentiero CAI 270. Si svolta a destra seguendo prima il 270 e poi il 275, fino a incontrare la deviazione segnalata con il numero 276 per Castel Ratti. Raggiunto il paese, è possibile fare una sosta, breve oppure di fine tappa, presso il Ristorante Ospitale Il Fiorile, dove si trova anche un punto acqua.
Riprendendo il cammino con le alture alle spalle, si prosegue verso destra lungo la strada asfaltata. Si attraversano prima il piccolo abitato di Liveto e poi Cerreto Ratti, dove è presente un altro punto acqua. Usciti da Cerreto, dopo il cimitero, si imbocca la passerella sul torrente Borbera e si entra così a Persi.
Per raggiungere l’area tende di Boscopiano, da Persi si continua lungo la strada provinciale per circa un chilometro e mezzo. Nella bella stagione è però possibile seguire anche il greto del Borbera, risalendolo fino alla scala che conduce a Boscopiano.
Per arrivare invece all’area tende del Comune di Borghetto Borbera, da Persi si prosegue sulla provinciale verso valle per circa un chilometro e mezzo fino al paese di Borghetto. In alternativa, già da Castel Ratti si può seguire la strada che attraversa il Borbera e conduce direttamente a Borghetto. Occorre però fare attenzione: il ponte è attualmente in fase di ricostruzione, anche se il torrente si può guadare facilmente.
TAPPA 02: PERSI - ALBERA LIGURE
Partenza: Persi
Arrivo: Albera Ligure
Distanza: 13.6 km (versione estiva) / 18 km (versione invernale)
Dislivello: +260 m/ -120 m (versione estiva) // +750 m / – 618 m (versione invernale)
VERSIONE ESTIVA
Questa variante estiva della tappa è percorribile da giugno a settembre compresi, salvo in caso di forti piogge o di un livello del torrente superiore al normale. Prima di mettersi in cammino è quindi opportuno verificare le condizioni, eventualmente contattando via messaggio il referente di tappa. Per il periodo invernale, invece, bisogna fare riferimento alla variante descritta nel paragrafo successivo.
Da Persi, oppure già da Cerreto, si scende nel greto del torrente Borbera. Qui è necessario indossare i sandali, indispensabili per affrontare questo tratto, e iniziare a risalire il corso d’acqua, immersi in un paesaggio davvero particolare e accompagnati dal refrigerio del torrente. Conviene camminare nei punti in cui le pietre sono più piccole e scegliere gli attraversamenti dove l’acqua è più bassa e tranquilla. Lungo questo tratto sono presenti tre possibili punti di sosta, raggiungibili uscendo dal greto attraverso i sentieri che si trovano sulla sinistra: Boscopiano, il Pub La Tana e la Locanda Pertuso.
Risalendo il suggestivo canyon delle Strette, scavato nei conglomerati, si incontrano diverse pozze dove è possibile fare il bagno, una sorgente pietrificante, la gola di un affluente e il rio Avi, che scende da un paese abbandonato. Si arriva infine al Ponte di Pertuso, luogo legato a una celebre battaglia partigiana. Qui si sale sulla sinistra fino alla strada provinciale, si svolta a destra e si incontra subito la Locanda Pertuso, dove si trova anche un punto acqua.
Superato il ponte, si prende il bivio a sinistra in direzione Val Curone. Dopo circa 800 metri si svolta a destra in salita, entrando nell’abitato di Colonne. Oltrepassato il paese, si continua su strada fino al cimitero di Cantalupo, per poi scendere nel centro del borgo, dove è presente un altro punto acqua.
A Cantalupo termina la tappa per chi pernotta al B&B o posto tenda La Stalla dei Ciuchi oppure al B&B Griffondoro. Chi invece prosegue deve imboccare, alla prima curva del paese, il vicolo sulla destra in via Santa Caterina. Si supera il lago da pesca e si continua dritti sul prato, seguendo il canale. In fondo ci si immette su un argine di cemento che conduce fino alla strada provinciale. Da qui si prosegue fino al bivio e si svolta a destra entrando a Rocchetta Ligure, dove si trova un punto acqua e dove si può visitare il borgo storico con il Museo della Resistenza e della civiltà contadina.
Dalla piazza principale si prende il vicolo a destra del bar e si raggiunge l’argine. La discesa nel torrente non è semplicissima, anche a causa della vegetazione cresciuta, quindi in caso di difficoltà è consigliabile tornare sulla strada provinciale. Attraversato il torrente, si risale sul lato opposto seguendo un sentiero nel bosco verso destra, fino a entrare tra le case e raggiungere la cappellina di Astrata. Questo attraversamento è consigliato soltanto nella stagione estiva, da giugno a settembre compresi; negli altri periodi conviene restare sulla provinciale e proseguire direttamente verso Albera.
Continuando lungo la provinciale si entra infine ad Albera Ligure. Subito dopo il ponte e il bar, dove si trova un ulteriore punto acqua, si prende la strada sulla sinistra che, dopo una breve discesa, torna a salire costeggiando il cimitero. Il tracciato diventa poi sterrato e si immette su una strada che sale con pendenza dolce fino al bivio per Cascina Barbàn, in località Cantine di Figino.
Qui termina la tappa per chi dorme in tenda, mentre chi ha previsto il pernottamento in altre strutture può continuare lungo il tracciato fino a Figino o fino a Vigo. Chi invece deve raggiungere Vendersi deve deviare prima del ponte di Albera, prendendo la strada sulla sinistra in direzione Molino di Santa Maria.
VERSIONE INVERNALE
Da Persi, dove è presente un punto acqua, si segue la strada provinciale in direzione monte, uscendo dall’abitato. Poco dopo ci si trova davanti a un castello situato in curva: alla sua sinistra parte un sentiero che sale nel bosco e sbuca quasi subito su una strada asfaltata. La si segue in salita fino a incontrare prima una fonte, anch’essa punto acqua, e poi il borgo di Roncoli.
All’inizio del paese si imbocca il sentiero che sale sulla destra e si continua a guadagnare quota nel bosco. Dopo una brusca curva a U, la salita si fa più dolce e conduce a un’ampia radura, riconoscibile per la presenza di una torretta di avvistamento in legno. In cima al prato si intercetta il sentiero CAI 207, da seguire verso destra continuando a salire. In questo tratto finale alcuni cartelli segnalano una piccola variante panoramica sulla destra; in caso di dubbi, conviene comunque restare sul sentiero CAI e seguire la traccia GPS.
Si raggiunge quindi il bivio per Rivarossa e, poco più avanti, si esce in una radura panoramica. Da qui si prosegue sul sentiero CAI 208, in piano e poi in leggera discesa, fino a raggiungere una chiesetta affacciata sul crinale. Ancora pochi passi e si entra nel borgo abbandonato di Rivarossa, dove si trova un bivacco CAI sempre aperto.
Il cammino continua poi sul sentiero 208 con una discesa più marcata nel bosco, fino a tornare sulla strada provinciale in corrispondenza del Pub La Tana, dove è disponibile un altro punto acqua.
Si riprende quindi la provinciale risalendo le spettacolari Strette del Borbera, un tratto molto suggestivo che offre diversi scorci panoramici, tra cui quelli sulla selvaggia valle laterale del Rio Avi. Si arriva così al Ponte di Pertuso, luogo simbolico della Resistenza, dove vale la pena fermarsi un momento e scendere verso il torrente per osservare lo scenario. Tornati sulla provinciale, si incontra subito sulla destra la Locanda Pertuso. Superato il ponte, si prende il bivio a sinistra in direzione Val Curone. Dopo circa 800 metri si svolta a destra in salita, entrando nell’abitato di Colonne. Superato il paese, si continua su strada fino al cimitero di Cantalupo, per poi scendere nel centro del borgo, dove si trova un punto acqua.
Per chi pernotta al B&B o posto tenda La Stalla dei Ciuchi oppure al B&B Griffondoro, la tappa si conclude qui.
Chi invece prosegue deve imboccare, alla prima curva del paese, il vicolo sulla destra in via Santa Caterina. Si oltrepassa il lago da pesca e si continua dritti sul prato seguendo il canale. In fondo si raggiunge un argine di cemento che conduce fino alla strada provinciale. Si prosegue fino al bivio dove si trova il Ristorante Albergo Da Bruno e si svolta a destra entrando a Rocchetta Ligure, dove è presente un punto acqua. Il borgo, di origine storica, ospita anche il Museo della Resistenza e della civiltà contadina. Terminata la visita, si torna al bivio sulla provinciale e si continua verso sinistra, attraversando prima la frazione di Astrata e poi entrando ad Albera Ligure.
Chi deve pernottare a Vendersi, prima del bar di Albera prende il bivio sulla sinistra in direzione Santa Maria e prosegue su strada in salita fino al paese.
Superato il bar di Albera, il percorso continua prendendo sulla sinistra una stradina che costeggia in salita il cimitero. Il tracciato diventa poi sentiero e sbuca su una strada asfaltata, da seguire fino al bivio per Cascina Barbàn, in località Cantine di Figino.
Qui termina la tappa per chi dorme in tenda. Chi invece usufruisce delle ospitalità diffuse può proseguire fino a Figino, mentre chi pernotta al B&B da Pina continua fino a Vigo.
TAPPA 03: ALBERA LIGURE - COSOLA
Partenza: Albera Ligure
Arrivo: Cosola
Distanza: 16.8 km
Dislivello: +928 m / – 436 m
Da Cascina Barbàn, dove si trova un punto acqua, si torna indietro per una cinquantina di metri lungo la stradina e si imbocca il sentiero che sale sulla sinistra. Il tracciato raggiunge presto una strada asfaltata, che va seguita in salita fino al bivio per Vigo. Qui si svolta a destra e, dopo un breve tratto, si entra nel paese. Tra due case, sulla sinistra, si prende l’antica mulattiera che corre in costa verso Centrassi.
Giunti a un crocevia nei pressi di Centrassi, invece di entrare nel borgo, visibile sulla destra, si imbocca il sentiero che si stacca sulla sinistra e si inoltra nel bosco. In questo tratto è bene prestare attenzione alla traccia GPS, soprattutto in corrispondenza di alcuni bivi. Il sentiero sale per un tratto fino a raggiungere un colle boscato, poi scende in modo più diretto verso il paese di Casella. Da qui si continua su strada asfaltata, accorciando un tornante grazie a una scalinata sulla destra, fino a raggiungere Cabella Ligure.
Cabella è l’ultimo paese del percorso in cui si trovano negozi e locali aperti con continuità. Dalla piazza centrale, dove è presente un punto acqua, si entra nei vicoli sulla sinistra fino a raggiungere la chiesa. Accanto all’edificio religioso si prende sulla destra la ripida Via per Teo, passando vicino a Palazzo Doria. Il percorso sbuca poi sulla strada asfaltata, ma subito riprende il sentiero che taglia l’intero tornante. Lo stesso accade poco dopo: tornati brevemente sull’asfalto, si imbocca di nuovo il sentiero che evita un altro tornante. Infine si rientra definitivamente sulla strada, che sale con pendenza lieve fino all’ingresso nel paese di Teo, dove si trova un altro punto acqua. Il borgo è anche un piccolo museo a cielo aperto dedicato agli emigranti e alla nonna di papa Francesco.
Si attraversa tutto l’abitato fino alla cappellina della Costa. Superata la cappellina, si prende il primo sentiero in salita sulla sinistra, accanto a una casa, e lo si segue fino a tornare su strada asfaltata. Si prosegue verso destra e, in corrispondenza di una curva, si imbocca sulla destra un altro sentiero che sale fino al paese di Piuzzo, dove è disponibile un ulteriore punto acqua.
Alla fine del paese si continua sul sentiero CAI 225 in direzione Cosola. Lungo il percorso si incontrano alcune fontane, utili per rifornirsi d’acqua. L’ultimo tratto, a partire dalla cappellina, si svolge invece su strada asfaltata fino a Cosola.
Gli alberghi Ponte e Alpino, entrambi posti tappa, si trovano all’incrocio centrale tra le due frazioni di Cosola. Chi deve pernottare al Rifugio o in tenda deve oltrepassare di qualche decina di metri l’Albergo Ponte fino a raggiungere, sulla destra sopra la strada, un’area verde con giochi, dove è presente anche una tettoia e un punto acqua.
TAPPA 04: COSOLA - FONTANACHIUSA
Partenza: Cosola
Arrivo: Fontanachiusa
Distanza: 16 km
Dislivello: +800 m / -650 m
Dal parcheggio di Cosola, dove si trova un punto acqua, si prende a sinistra entrando nella frazione di Montaldo. Si attraversa il paese e si esce passando tra le case sulla sinistra, seguendo i segnavia del sentiero CAI 229 in direzione Daglio. Quando si incontra un bivio ben evidente, si resta sul sentiero di destra, abbandonando il tracciato CAI. Da qui il percorso prosegue prima in discesa, poi a mezza costa e infine nuovamente in salita, fino a ritrovare la strada asfaltata nelle vicinanze del paese. Si imbocca quindi una stradina sulla destra che conduce a Daglio, dove è presente un altro punto acqua.
Dal paese si scende fino a raggiungere un ampio parcheggio sulla sinistra. Qui si prende la strada che sale e, circa cinquanta metri dopo il tornante, si svolta a destra su una carrabile che continua a salire fino a una colonia estiva isolata e panoramica. In questo punto si imbocca un sentiero in discesa, ben visibile sul margine del pianoro, che porta fino al paese di Cartasegna.
Entrati nel borgo salendo sulla destra, si supera la fontana, dove si trova un punto acqua, e si prende una deviazione sulla destra che, oltrepassate le ultime case, comincia a scendere verso il torrente. Si attraversa quindi il ponte romano e si prosegue su un lungo sentiero nel bosco che, sviluppandosi a mezza costa, conduce in circa un’ora alle frazioni di Connio e Carrega. In questo tratto si incontrano diversi bivi ed è importante seguire con attenzione le frecce e i cartellini del cammino, senza lasciarsi confondere da eventuali altri segni di vernice. In questo modo si imbocca il tracciato corretto, che consente di superare in sicurezza la frana poco prima dei paesi, sfruttando l’ampia strada di cantiere realizzata appositamente.
Il percorso continua poi fino a scendere sulla strada provinciale, attraverso la quale si entra prima a Connio e poco dopo a Carrega, dove è disponibile un punto acqua. Superato il paese, in corrispondenza del cimitero, si prende la strada sulla destra che porta al piccolo abitato di Fontanachiusa. Qui è possibile pernottare in B&B oppure in tenda da Marco e Celia. In alternativa si può proseguire ancora fino a Magioncalda, aggiungendo circa 3 chilometri, per usufruire dell’ospitalità diffusa di Giovanna.
VARIANTE DI CRINALE
Distanza: 19 km
Dislivello: +950 m / -800 m
Da Cosola si continua su strada asfaltata fino a Capanne di Cosola, dove è presente un punto acqua. Si tratta di un tratto piuttosto lungo, ma non esistono alternative semplici su sentiero. Da Capanne si imbocca poi il panoramico sentiero CAI 200, che segue i crinali dell’alta valle e conduce fino al Monte Cavalmurone e al Legnà.
Dopo il Legnà si prende una deviazione segnalata sulla destra: una strada che scende fino a raccordarsi con il sentiero CAI 233. Raggiunta Fontana Cavanna, si abbandona la mulattiera per affrontare una discesa che porta prima a Prao e poi a Connio-Carrega.
Il principale vantaggio di questa variante è che la maggior parte del dislivello in salita si concentra nella prima parte della giornata, con pendenze mai troppo dure. In cambio, il percorso regala una vista straordinaria lungo il Cammino dei Ribelli, tra i crinali e le cime delle Quattro Province, territorio di antichi confini e di identità culturale molto marcata.
Va tenuto presente che questa variante, in tutta la sua estensione, non è segnata con il simbolo del Cammino dei Ribelli.
TAPPA 05: FONTANACHIUSA - DOVA SUPERIORE
Partenza: Fontanachiusa
Arrivo: Dova Superiore
Distanza: 19.5 km
Dislivello: +850 m / -800 m
Superata la curva all’uscita del piccolo abitato di Fontanachiusa, si imbocca sulla sinistra una discesa e, poco dopo, si prende ancora a sinistra una mulattiera che continua a perdere quota. Il percorso torna poi sulla strada in corrispondenza di un ponte: lo si oltrepassa e si prosegue su asfalto fino a raggiungere Magioncalda. Dopo una visita al borgo, si torna sulla strada all’ingresso del paese e si prende sulla sinistra una lunga sterrata a mezza costa, che conduce fino al borgo abbandonato di Chiapparo. Continuando oltre, si raggiunge di nuovo la strada asfaltata e, dopo circa un chilometro di salita, si entra a Vegni, dove è presente un punto acqua.
Si segue quindi la strada verso destra attraversando il paese e, al termine dell’abitato, prestando attenzione ai cani dell’azienda agricola, si continua su un ampio sterrato che coincide già con il sentiero CAI 242. Dopo poche decine di metri si svolta a destra sul sentiero CAI 245, che scende con decisione fino al suggestivo Mulino di Agneto. Da qui si segue il CAI 245b per raggiungere nuovamente la strada asfaltata.
Il cammino prosegue in discesa, supera un ponte e continua su strada fino al paese di Agneto. Entrati nel borgo, si percorrono i vicoli fino a raggiungere la grande fontana coperta, dove si trova un punto acqua. Da qui si segue la strada che sale verso destra, si oltrepassa la chiesa e si continua a guadagnare quota. Si tratta di una lunga carrabile, in parte sterrata e in parte cementata, che conduce al valico di San Fermo. Raggiunta la sommità, si torna sulla strada asfaltata e si scende con pendenza dolce fino a Dova Superiore.
Qui termina la tappa per chi pernotta in tenda o presso il Maggiociondolo. Chi invece ha previsto il pernottamento a Casalbusone o Gordena prosegue oltre.
TAPPA 06: DOVA SUPERIORE - ROCCAFORTE LIGURE
Partenza: Dova Superiore
Arrivo: Roccaforte Ligure
Distanza: 20.8 km
Dislivello: +800 m / -1000 m
Da Dova Superiore, dove è presente un punto acqua, si segue la strada asfaltata che scende alla destra della chiesa. Si attraversa il piccolo abitato di Casalbusone e si continua fino a Gordena. Qui si sale verso il centro del paese e si prosegue oltre lungo una stradina carrabile che conduce al borgo di Canarie, dove si trova un altro punto acqua.
Dal paese si continua a mezza costa sulla strada principale, superando la grande chiesa abbandonata. In prossimità del cimitero si imbocca sulla sinistra un ampio sentiero che sale verso il Monte Bossola. Raggiunta la sella del monte, il percorso prosegue in discesa lungo il sentiero CAI 261 fino al paese di Prato, dove è disponibile un punto acqua. Da qui si scende su strada asfaltata fino a Cavanna, anch’esso dotato di punto acqua, e si attraversa il paese fino alla cappellina.
Dalla cappellina si prende sulla destra un sentiero in discesa, che attraversa una volta la strada asfaltata e poi vi ritorna. Si continua a scendere fino alla località Castellaro. Appena iniziano le case, si prende una discesa sulla destra e, raggiunta la strada successiva, si imbocca ancora un sentiero poco battuto sulla destra, che costeggia la strada, passa sotto un ponte e conduce sul retro del Ristorante Morando, a Mongiardino.
Da qui il cammino continua in discesa su asfalto. A un certo punto si prende sulla sinistra un bivio sterrato che scende verso il fiume, attraversa un guado e prosegue fino alla frazione Ghiare. Si continua poi in piano su strada fino alla località Case di Ragione, dove si attraversa un ponte. Si segue quindi la strada principale fino al bivio per il Mulino di Pravaglione, che riattraversa il torrente e conduce al mulino restaurato.
Dal mulino si prende il sentiero segnalato che sale in modo piuttosto diretto fino al santuario e al paese di Montemanno, dove si trova un punto acqua. Da qui si segue il sentiero CAI 266 fino a un crocevia con più tracciati; in questo punto si tiene la destra, proseguendo verso Borassi, dove è presente un altro punto acqua.
Chi desidera raggiungere le strutture ricettive nella zona di Sisola — come La Vigna di Paola a Bregni, il Parco di Mongiardino per le tende o l’agriturismo Ca’ di Matt a Rovello — da Case di Ragione continua invece sulla strada principale fino a Sisola. Il giorno successivo potrà poi raggiungere Borassi seguendo la strada asfaltata che passa per la località Campo dei Re.
Chi pernotta a Roccaforte, nelle tende da Liliana o da Roberto, continua invece lungo il tracciato del cammino. Chi infine è diretto al Mulino di Serventin, da Borassi prosegue fino alla parte alta del paese, compie un tornante verso destra e imbocca lo sterrato in discesa per circa un chilometro. Da Serventin, nella giornata successiva, conviene seguire il greto del torrente Spinti fino a Grondona.
TAPPA 07: ROCCAFORTE LIGURE - ARQUATA SCRIVIA
Partenza: Roccaforte Ligure
Arrivo: Arquata Scrivia
Distanza: 18.5 km
Dislivello: +550 m / -1000 m
Chi ha pernottato al Mulino di Serventin può raggiungere Grondona senza dover tornare verso Borassi o Roccaforte. Basta seguire il sentiero CAI 200 fino al Pian dei Poggi e poi imboccare il Sentiero 280 degli Essiccatoi, che scende direttamente a Grondona. Durante la stagione estiva è possibile anche seguire più semplicemente il greto del torrente Spinti.
Da Borassi, dove è presente un punto acqua, si risale il paese lungo la strada e si prende il primo bivio a destra in direzione Roccaforte. Dopo due curve molto pronunciate, poco prima della terza, si imbocca sulla destra una traccia erbosa che taglia un tratto della carreggiata. Al bivio successivo si tiene la sinistra, entrando nella frazione Corti di Roccaforte. Si prosegue su strada e, dopo una curva netta, si prende sulla sinistra un sentiero tra le case che consente di abbreviare ancora una parte del percorso asfaltato. Tornati sulla strada, la si attraversa e si imbocca il sentiero di fronte che sale verso la chiesa. Poco oltre si prende il sentiero CAI 275 in direzione Lemmi.
Dopo un primo tratto si raggiunge un crocevia, dove si tiene il sentiero di sinistra. Il percorso alterna una leggera salita e una successiva discesa, poi piega con decisione a sinistra e continua a scendere fino a sbucare sulla strada provinciale per Grondona. Da qui si prosegue per circa un chilometro su asfalto. In corrispondenza di un tornante si imbocca un sentiero sulla sinistra che scende verso il fondovalle. Dopo alcuni tratti in cresta e in piano, la discesa si fa più marcata. Giunti all’altezza di una casa abbandonata, la si aggira sulla destra e si continua a scendere fino a un piccolo ruscello, per poi risalire brevemente fino a immettersi su una stradina asfaltata. Poco dopo si passa nei pressi dell’Agriturismo In Breiga e si entra nell’abitato di Grondona.
Dalla piazza centrale di Grondona, dove si trova un punto acqua, si va verso sinistra in direzione del torrente Spinti, quasi sempre asciutto. Lo si attraversa e si prende la sterrata che sembra seguirne il corso, ma che dopo pochi metri devia nel bosco sulla destra. Anche al bivio successivo si tiene la destra: qui ha inizio la salita lungo il Sentiero degli Essiccatoi. In questo tratto è importante avere con sé la traccia GPS, perché alcuni segnavia potrebbero essere stati rimossi.
Avvicinandosi alla sommità del crinale si arriva in vista della cascina Castagnin. Il sentiero originario passerebbe in mezzo alla proprietà, ma per mantenere una distanza di sicurezza dai cani da pastore è preferibile seguire un percorso alternativo, leggermente più scomodo ma più prudente. Al bivio prima della cascina, la traccia GPS indica di prendere il sentiero di sinistra; dopo pochi metri si abbandona però quel tracciato e si risale sulla destra una piccola collina erbosa coperta di arbusti. Dalla cima si piega ancora a sinistra fino a raggiungere un altro sentiero che sbuca nel prato davanti alla cascina. Conviene scendere il prato mantenendosi lungo il margine sinistro, come indicato dalla traccia, così da restare lontani dalla casa e da eventuali greggi. In fondo al prato, superati due grandi alberi, si ritrova poco sotto la strada sterrata in discesa.
La strada attraversa un piccolo rio e riprende a salire. Occorre fare attenzione perché, a seguito delle piogge, a gennaio 2025 era presente un piccolo smottamento: in quel punto è bene aggirare con prudenza seguendo la traccia GPS. Dopo circa 300 metri ci si immette su un’altra strada sterrata che sale verso sinistra e conduce al Santuario della Guardia di Variana, dove si trova un punto acqua.
Con le spalle alla chiesa si prosegue sul sentiero di sinistra e, al bivio successivo, si tiene ancora la sinistra. Il cammino continua verso la frazione di Chiapparolo, ma prima di entrare nel paese si devia a sinistra per restare a mezza costa. Si supera poi anche la frazione di Torrotta senza attraversarla direttamente, e infine il sentiero affronta un’ultima salita fino a raggiungere il CAI 200. Questo tratto passa accanto a una villa agricola e poi scende fino a Varinella, dove è presente un altro punto acqua.
Da Varinella si rientra infine alla stazione di Arquata Scrivia, anch’essa dotata di punto acqua, seguendo la stessa strada asfaltata percorsa nella prima tappa. Chi ha necessità di pernottare in tenda può chiedere ospitalità al Circolo di Rigoroso, facendo riferimento a Dario.
GUIDA AL CAMMINO DEI RIBELLI
Con la prefazione di Maurizio Carucci – voce degli Ex-Otago e tra i fondatori di Cascina Barbàn, luogo simbolo di incontro e rinascita in Val Borbera – questa guida racconta un cammino nato dal basso, con l’obiettivo di ricucire le ferite di un territorio dimenticato e ridargli vita.
Sette tappe attraverso boschi, crinali e villaggi di pietra, nel cuore selvaggio tra Liguria e Piemonte: la Val Borbera. Una valle da sempre ai margini, che ha accolto partigiani, nomadi e fuorilegge, e che oggi ospita nuovi “ribelli” che scelgono di viverla in armonia con la natura, riscoprendo un altro modo di abitare il mondo.
Un itinerario da percorrere lentamente, seguendo i ritmi del paesaggio e lasciandosi guidare dal suono dell’acqua che ha scolpito questa terra. Lungo il cammino, storie e volti che raccontano una resistenza culturale fatta di scelte radicali e quotidiane.
La guida offre tutte le indicazioni pratiche per mettersi in cammino: cartine, tracce Gps, profili altimetrici e ospitalità lungo il percorso – anche per chi viaggia in tenda o con il proprio cane.
Non solo un manuale di viaggio, ma il racconto di una valle che rinasce attraverso chi la abita. Un invito a far parte di una comunità che crede ancora nella forza dei piccoli gesti condivisi.
Cammino dei Ribelli
Con l’app gratuita di Cammini d’Italia puoi pianificare e percorrere il Cammino dei Ribelli in totale sicurezza, potendo pianificare le tappe nel dettaglio e percorre il percorso grazie alla tecnologia GPS integrata che ti supporta nell’orientamento durante la tua avventura.
All’interno dell’app troverai tanti altri cammini presenti in Italia. Grazie alle tracce georeferenziate di molti percorsi potrai studiare l’itinerario che fa più al caso tuo e scaricare anche offline le tracce GPX delle singole tappe.
L’app include anche una carta digitale completa di tutti i cammini censiti fino ad oggi sul nostro portale, offrendoti un ampio ventaglio di scelta fra i numerosi cammini presenti nel Belpaese.
Cammini d’Italia è l’app perfetta per chi vuole esplorare la bellezza dell’Italia a piedi, scoprendo luoghi nascosti e immersi nella natura. Scaricala gratuitamente oggi stesso e inizia a pianificare la tua prossima avventura!
