Cammino dei Briganti in un giorno solo

A distanza di 2 mesi dal mio ultimo cammino (Via degli Dei) cresceva sempre più in me la voglia di affrontarne un altro.

Una settimana fa conosco Luca, amante come me della montagna e delle sfide, decidiamo così di percorrere il cammino dei Briganti, in un solo giorno ed in completa autonomia. In 5 giorni, tra impegni quotidiani e restrizioni anticovid, riusciamo ad organizzare il tutto: materiale tecnico trail, scarpe bastoncini, alimentazione, orari di partenza e le varie tappe, quest’ultimo punto facilitato dall’ottima organizzazione che sta dietro il Cammino dei Briganti, che ci ha fornito le tracce GPS e altre utilissime informazioni.

[Il Cammino dei Briganti è disponibile sull’App di Cammini d’Italia

Partenza

Partenza il giorno 7/9/20
ore 6.30 del mattino, si aggregherà a noi anche Federico, incontro previsto davanti al bar in piazzetta a Sante Marie dove ritireremo mappe in cartaceo e il salvacondotto del cammino.
Ore 6.50, pronti e via si parte, “con calma che i km sono molti!”
Direzione Santo Stefano, rimango subito colpito dai colori che ci regala questa stagione. Il d’orato e l’arancione con le loro svariate sfumature danno colore al fogliame che ricopre i sentieri lungo il percorso. Pensiero fisso di questi primi km, la tappa più dura il Lago della Duchessa.
Prima però era giusto e doveroso carpire tutto quello che ci avrebbero regalato: gli stupendi paesini come Val de Varri, Poggiovalle Villerose, Spedino e Cartore.

Ore 11.25, Cartore apriva le porte al Lago della Duchessa raggiungibile però attraverso due percorsi. Dopo un pit-stop per rifocillarsi e decidere il da farsi, attacchiamo con ferocia (agonistica) la variante (CdB 4 a/b) che attraversa il Vallone di Fua e Vallone del Cieco, meno chilometri e più dislivello, una bella impettata, ma il tutto è alleviato dalla bellezza del bosco di faggi ed aceri che si infilava tra le rocce. Raggiunta la fine del discesone, Bocca di Teve andiamo in direzione Rosciolo dei Marsi, cavalcando il confine tra Lazio e Abruzzo. Siamo a metà percorso e le gambe si sentono appesantite dalle salite ma soprattutto dalle discese.

Raggiungiamo Rosciolo dei Marsi e messo altro timbro al Salvacondotto puntiamo verso Magliano dei Marsi, il più grande e popolato della zona, sempre sotto la presenza imponente del Monte Velino che acquisiva varie colorazioni col veloce tramontare del sole, passando da un rosa con velature di viola ad un blu cobalto per poi sparire nel buio. Subito dopo Sorbo e poi ancora San Donato e Scanzano tutto d’un fiato, stringendo i denti.

Diventa buio

Ore 17.30, è ora di accendere le frontali. Sante Marie sembra sempre più vicina, tratto finale reso più difficile dalla notte anticipata e dalle giornate sempre più corte.

Arrivo!

Percorrenza dura e rallentata dalla caccia ai segni del percorso, ma che alla fine ci ha visto vittoriosi con il nostro arrivo alle 20.40 circa davanti al municipio di Sante Marie. Gambe pesanti, cuore pieno e testa leggera. Ritorno a casa con mille ricordi mille sensazioni, come la gentilezza e l’accoglienza di tutti gli abitanti incontrati lungo il percorso
La bellezza e la signorilità di sua maestà Velino

Ma soprattutto il ridimensionamento, la leggerezza in me che solo un cammino immerso nella natura e lontano dall’oggi ti può dare
Lasciate a casa il tempo e i pensieri e lasciatevi trasportare dai sentieri.

Alessandro Braga

Articolo di
Cammini d'Italia