CAMMINO DI DON TONINO

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DESCRIZIONE CAMMINO

Attraverso luoghi di grande valore culturale, religioso e naturalistico della dorsale interna della Regione, il pellegrino giungerà sulla tomba di don Tonino Bello per poi proseguire verso l’estremità fisica della penisola con il Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae.

Le cattedrali romaniche, i trulli della Valle d’Itria, gli ulivi secolari, gli insediamenti rupestri, il barocco leccese sono i principali temi che faranno da cornice ad un cammino ricco di suggestioni e spunti di riflessione, accompagnati dai testi e dalle parole dell’indimenticato vescovo.

Il Cammino diventa, quindi, l’occasione per vivere un percorso fisico e spirituale al tempo stesso.

Mettersi in cammino spinge a guardarsi dentro, a guardare oltre, ad incontrare l’altro e a ritrovare l’Altro.

STORIA

Il Cammino di don Tonino si ispira alla figura dell’amato pastore salentino e al suo messaggio di grande speranza e apertura nei confronti del mondo e dell’altro. Il progetto è stato ideato dalla Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi in occasione delle celebrazioni del XXV anniversario della sua morte nel 2018 e sostenuto dal Dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia.

Il Cammino nasce con il desiderio di far conoscere la figura dell’indimenticato vescovo attraverso la scoperta di alcuni tra i luoghi più belli della Puglia, legati alla sua esperienza di pastore.

L’itinerario parte da Molfetta, sede vescovile della diocesi e città che custodisce numerose testimonianze legate alla figura di don Tonino Bello e al suo amorevole servizio alla Chiesa locale, per terminare nel Salento dinanzi alla sua tomba, nella città natale di Alessano.

Lunghezza: 414,67 km
Lunghezza pianura: 354,02 km / Lunghezza in salita: 30,70 km / Lunghezza in discesa: 29,95 km
Tappe: 18
Partenza: Molfetta (BA)
Arrivo: Santa Maria di Leuca (LE)
Dislivello positivo: 3116,1
Dislivello negativo: 3065,9 m
Tempo di percorrenza: 18 giorni
MTB: SI
Cani: SI
Fondo stradale:
31,4% pari a 130 km

FONTI D’ACQUA LUNGO IL CAMMINO

Lungo le tappe del Cammino di don Tonino è difficile incontrare fonti di approvvigionamento di acqua, benché ve ne siano sempre di disponibili nei centri abitati che si incontrano, con le caratteristiche fontanelle pugliesi in ghisa di inizio XX secolo, con una frequenza di circa 10 km. Sarà utile quindi preparare il cammino portando con sé una borraccia di acqua rispondente al fabbisogno personale e succhi o bevande energetiche.

Tappa 1: Molfetta-Ruvo di Puglia (Comunità CASA)
21,06 km |Dislivello salita 305 m| Discesa 41 m

La prima tappa del Cammino parte dal centro di Molfetta, il cui porto ha come sfondo il Duomo medievale di San Corrado con le cupole in asse e le due alte torri. Una città ricca di storia che sin dal medioevo ha rappresentato un luogo di sosta per i tanti pellegrini diretti in Terra Santa; una città che ha legato la sua storia e le sue sorti al mare che la circonda, divenendo uno dei maggiori centri pescherecci dell’Adriatico. Da qui, attraversando campi di ulivi, ci si imbatte nel secolare Ulivo di Antignano, per giungere a Ruvo di Puglia, antica città di epoca preromana. Dopo una sosta presso la Cattedrale romanica, una tra le più belle e rappresentative della Puglia, si raggiunge la Comunità C.A.S.A., immersa nel verde.

Cammino di Don ToninoFoto del Duomo di Molfetta

Tappa 2: Ruvo di Puglia-Terlizzi
21,25 km / Dislivello salita: 65 m | Discesa 147 m

Lasciata alle spalle la Comunità C.A.S.A., si percorre un tratto dell’antica Via Appia-Traiana per raggiungere prima il Complesso monastico medievale di Santa Maria di Cesano e poi, attraverso il “Percorso delle piante e dei fiori”, il borgo di Sovereto, dove è ubicato il Santuario della Madonna che lega la sua storia al ritrovamento, in una grotta su cui è stata costruita la chiesetta, di una Sacra Icona raffigurante una Madonna con Bambino. Da qui si arriva a Terlizzi, città nota per la floricoltura e per la ceramica.

Cammino di Don Tonino Bello

Tappa 3: Terlizzi-Giovinazzo
16,98 km | Dislivello salita 29 m | Discesa 205 m

Questa tappa del Cammino parte da Terlizzi e attraversa il “Percorso delle Chiese e delle Architetture Rurali”.
Camminando alla scoperta di torri, ville e chiesette di campagna si giunge a Giovinazzo, antica città probabilmente peuceta, posta su una penisola circondata da mura a picco sul mare. Le sue stradine regalano scorci che si aprono su eleganti palazzi rinascimentali, chiese e piazze.

Cammino di Don Tonino

Tappa 4: Giovinazzo-Bari
22,9 km | Dislivello salita 47 m | Discesa 47 m

Questa tappa del Cammino attraversa una parte del litorale della provincia di Bari, sino ad arrivare a Santo Spirito, piccolo centro costiero, a lungo conteso tra Bari e Bitonto in epoca medievale, per il suo strategico sbocco sul mare. Il Cammino prosegue in direzione del capoluogo pugliese: Bari. La città ha una storia millenaria, a lungo contesa tra le varie popolazioni che vi arrivavano e che ambivano al suo porto, punto privilegiato di imbarco per la Terra Santa. In seguito alla traslazione delle reliquie di San Nicola da Myra, divenne un ponte di collegamento tra l’Occidente e l’Oriente. Bari è una città eclettica, presenta numerosi stili architettonici ed è un susseguirsi di chiese, monasteri e palazzi baronali. Il centro storico mostra la vera natura di una città accogliente e fortemente legata alle sue tradizioni, soprattutto a quelle culinarie. Il 23 febbraio 2020 Papa Francesco ha definito Bari come “città dell’unità”.

Cammino di Don toninoLungomare di Bari

Tappa 5: Bari-Rutigliano
21,82 km | Dislivello salita 193 m | Discesa 72 m

Questa tappa del Cammino attraversa il capoluogo della regione partendo dalla Basilica di San Nicola, patrono di Bari e della Puglia. Percorrendo dapprima le vie del centro storico e poi quelle del quartiere murattiano, ci si inoltra nelle campagne e per giungere a Capurso. La piccola cittadina è famosa per il Santuario dedicato alla Madonna del Pozzo, luogo visitato ogni anno da molti pellegrini. Il Cammino si inoltra nelle campagne della Terra di Bari, partendo da Capurso e dal Santuario dedicato alla Madonna del Pozzo e, attraversando la città di Noicattaro, conosciuta per le tradizioni legate alla Settimana Santa e ai suoi Crociferi, giunge a Rutigliano, caratterizzata dalla produzione di fischietti in terracotta e dalla presenza sul territorio di pastifici di fama internazionale.


Grotte di Castellana


Tappa 6:
Rutigliano-Castellana
27,21 km | Dislivello salita 309 m | Discesa 152 m

Questa tappa del Cammino di don Tonino prende l’avvio da Rutigliano per immergersi nella campagna tra alberi d’ulivi secolari. Prima di giungere alla meta il percorso conduce nei pressi del laghetto di Sassano. Ad attendere i pellegrini la città di Conversano, luogo di residenza dei Conti Acquaviva d’Aragona, il cui esponente più conosciuto è Giangirolamo II, il Guercio delle Puglie. I Conti risiedevano nel castello, dove sono conservate le tele seicentesche del ciclo de “La Gerusalemme Liberata” dell’artista Paolo Finoglio. Ripartendo dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta di Conversano il Cammino si immerge nel rigoglioso paesaggio rurale delle campagne che conducono in uno dei luoghi più affascinanti della Puglia: Castellana con le sue meravigliose Grotte. Scoperte nel 1938 dallo speleologo Franco Anelli, sono una delle “Meraviglie di Puglia” più note al mondo.

Conversano Cammini d'ItaliaLaghetto di Sassano (Conversano)


Tappa 7:
Castellana-Noci (Abbazia Benedettina)
21,62 km | Dislivello salita 343 m | Discesa 218 m

Questa tappa del Cammino prende l’avvio dalla chiesa di San Leone di Castellana Grotte, città famosa per le sue meraviglie geologiche e speleologiche, per passare attraverso la città di Putignano, nota in tutta Italia per essere la sede di uno dei carnevali più importanti e celebrati della nazione. Giunti in territorio di Noci, la tappa si conclude presso l’Abbazia Benedettina della Madonna della Scala.

Cammino di Don Tonino Noci

Tappa 8: Noci-Alberobello
19,7 km | Dislivello salita 312 m | Discesa 292 m

Il Cammino riparte dall’Abbazia Benedettina della Madonna della Scala. Si attraversa il territorio della Valle d’Itria, caratterizzato dalla presenza dei trulli, costruzioni a secco note in tutto il mondo. Meta finale sarà la città simbolo di questa struttura architettonica, Alberobello, divenuta patrimonio UNESCO. Qui si potrà ammirare la più grande concentrazione di trulli che caratterizza due quartieri e una chiesa, quella di Sant’Antonio da Padova.

Cammino di DonToninoAlberobello

Tappa 9: Alberobello-Martina Franca
19,94 km | Dislivello salita 287 m | Discesa 279 m

In questa tappa si attraversa una delle zone più caratteristiche dell’intera Puglia, la Valle d’Itria. Alberobello, la città da cui si parte, ha la più grande concentrazione di trulli, con i quartieri Monti e Aia Piccola. Attraversando un paesaggio rurale caratterizzato da uliveti e muretti a secco, si giunge a Martina Franca, città nota per l’architettura barocca e per il festival musicale della Valle d’Itria.

Martina Franca Trekking

Tappa 10: Martina Franca-Ceglie
22,62 km | Dislivello salita 216 m | Discesa 334 m

Il Cammino si snoda lungo la Valle d’Itria, attraversando un territorio ricco di trulli, muretti a secco e uliveti, tipici del paesaggio rurale pugliese. Da Martina Franca, attraversando il caratteristico percorso cicloturistico dell’Acquedotto Pugliese, si raggiunge Ceglie Messapica. Qui fa bella mostra di sé il Castello Ducale con il suo torrione normanno risalente all’XI secolo.

Tappa 11: Ceglie-San Vito dei Normanni
21,46 km | Dislivello salita 53 m | Discesa 241 m

Questa tappa del Cammino prende l’avvio da Ceglie Messapica e attraversando paesaggi rurali caratterizzati

da muretti a secco e dalla tipica presenza degli ulivi e della macchia mediterranea, giunge alle porte di San Vito

dei Normanni, piccola cittadina di origine molto antica, legata al normanno Beomondo d’Altavilla.

Tappa 12: San Vito-Mesagne
24,12 km | Dislivello salita 60 m | Discesa 95 m

Il Cammino riparte da San Vito dei Normanni, dove la Basilica di Santa Maria della Vittoria, eretta dopo la

battaglia di Lepanto, domina la piazza antistante. Il percorso attraversa uliveti e campi di grano, per arrivare

a Mesagne. Qui la Chiesa Matrice, ricca di sculture, si innalza maestosa.

Tappa 13: Mesagne-Torchiarolo 30,16 km | Dislivello salita 28,7 m | Discesa 65 m

Si riparte dalla città di Mesagne, ubicata lungo la via Appia, costeggiando prima Cellino San Marco con le sue aziende vinicole e percorrendo poi l’itinerario “Messapi di vino” che conduce a San Pietro Vernotico, da sempre appartenuta alla Terra d’Otranto e alla provincia di Lecce, e dal 1927 alla provincia di Brindisi. La città fa parte del Parco del Negroamaro.

Dopo, si percorre un tratto dell’itinerario “Messapi di Vino” per raggiungere l’area archeologica di età messapica e romana di Valesio-La Pajara. Da qui si prosegue lungo la Via Francigena – Via Traiana Calabra per giungere a Torchiarolo, città tra Brindisi e Lecce.

Tappa 14: Torchiarolo-Lecce
23,19 km | Dislivello salita 31,4 m | Discesa 21,8 m

Il Cammino riparte lungo la Via Francigena del Sud e, attraversando campi di uliveti danneggiati dalla xylella, arriva alla bellissima Abbazia di Santa Maria di Cerrate e infine a Surbo, alle porte di Lecce.

Proseguendo si giunge a Lecce, l’antica Lupiae abitata sin dall’Età del Ferro, città barocca per eccellenza, in cui convivono una molteplicità di stili architettonici, dall’età romana al Novecento.

Lecce è nota anche per la tradizione artistica legata alla lavorazione della cartapesta.

Chiesa Madre Lecce

Tappa 15: Lecce-Galatina
28,03 km | Dislivello salita 131,6 m | Discesa 116,6 m

Questa tappa del Cammino parte da Lecce. Da qui si percorre un tratto della Via Francigena – Leucadense e si arriva a San Donato di Lecce, città della Valle della Cupa. Siamo nel Salento, una terra abbracciata da due mari e conosciuta per la calcarenite, pietra facile da plasmare. Si riparte da San Donato di Lecce e, attraversando una zona ricca di muretti a secco, uliveti e piante di fico d’India, si giunge a Sternatia presso la Chiesa Matrice dedicata a Santa Maria Assunta e il Convento dei Domenicani con i frantoi ipogei. Da qui, incrociando la Via Francigena – Leucadense, si arriva a Soleto con la bellissima Chiesa di Santo Stefano, antico centro religioso culturale italo-greco. Entrambi i comuni fanno parte della Grecia Salentina.

Da Soleto si arriva a Galatina, dove ci si imbatte nella cattedrale dedicata ai Santi Pietro e Paolo, chiesa in cui si officiava il rito greco, e nella splendida chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, interamente ricoperta da affreschi tardo medievali che per qualità sono secondi solo alla Basilica di San Francesco di Assisi.

Cammino di Don ToninoChiesa di San Donato

Tappa 16: Galatina-Ruffano
29,26 km | Dislivello salita 262,9 m | Discesa 219,6 m

Questa tappa del Cammino parte da Galatina, bellissima città d’arte. Da qui si raggiuge Cutrofiano, uno dei maggiori centri di produzione ceramica del Salento. Lasciandosi alle spalle Cutrofiano, si prosegue per raggiungere il comune di Ruffano, attraversando la selva di Supersano, un tratto unico lungo tutto il Cammino, caratterizzato da una rigogliosa vegetazione. Sul percorso si incontrano casali, masserie e le chiesette di San Giuseppe e della Madonna della Serra fino ad arrivare a Ruffano, la cui chiesa matrice dedicata alla Natività della Vergine Maria, è uno dei monumenti più importanti del barocco salentino.

Tappa 17: Ruffano-Alessano
26,58 km | Dislivello salita 210 m | Discesa 231 m

Questa è la tappa che raggiunge la meta spirituale di questo Cammino. Parte da Ruffano e, incrociando il percorso della Via Francigena – Leucadense, giunge a Specchia, comune salentino menzionato tra i Borghi più belli d’Italia, con le sue case a corte, gli eleganti palazzi nobiliari e i tanti frantoi ipogei. Da qui, attraversando strade ricche di vegetazione, si giunge a Tricase, caratterizzata da un intricato sistema di viuzze e da numerose cripte rupestri. La meta è ormai vicina. A Tricase strade, piazze e chiese sono testimonianze vive della presenza e dell’amorevole servizio di Don Tonino Bello.

Si lascia Tricase seguendo prima la Via Crucis della città, poi un percorso cicloturistico che conduce all’insediamento rupestre di Macurano e da qui si giunge al cimitero comunale di Alessano dove è sepolto don Tonino Bello. Si arriva, infine, al centro della città situata nel basso Salento, ai piedi della Serra dei Cianci, dove risplendono i palazzi nobiliari e la chiesa madre dedicata al Salvatore.


Tomba di Don Tonino Bello

Tappa 18: Alessano-Santa Maria di Leuca
15,6 km | Dislivello salita 92 m | Discesa 165 m

L’ultima tappa di questo Cammino parte da Alessano, città natale di don Tonino Bello, per giungere a Santa Maria di Leuca, attraversando un tratto della Via Francigena – Leucadense, costeggiando Barbarano e i suoi inghiottitoi carsici, Giuliano e poi Patù. Dopo un lungo percorso, finalmente si arriva al Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, da sempre meta di pellegrinaggi: da qui si intraprendeva il lungo viaggio verso Gerusalemme. Il santuario è posto sulla punta estrema della Puglia, dove Ionio e Adriatico si uniscono. La costa frastagliata di Leuca rientra nel Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca ed è impreziosita da grotte naturali raggiungibili via mare.

Cammino di Don Tonino

In tutti i centri abitati sono presenti supermercati, farmacie, servizi di accoglienza ed altri servizi di prima necessità. Lungo il Cammino si incontrano anche grandi città come Bari e Lecce per cui sarà possibile avvantaggiarsi anche di servizi di livello secondario.

Il Cammino di don Tonino non presenta particolari situazioni di rischio per i pellegrini. Talvolta si cammina in zone prive di copertura telefonica e poco frequentate ma la relativa vicinanza dei centri abitati limita le situazioni di rischio isolamento o pericolo.

Numerosi tratti del Cammino, corrispondenti a circa il 31% della sua lunghezza sono su strada a fondo asfaltato a bassa percorrenza e possono essere percorsi anche da persone con disabilità fisica.

Il percorso del Cammino di don Tonino, al di fuori dei centri abitati, è costituito prevalentemente da agro adibito a coltivazioni, seppure non mancano situazioni boschive o aree verde pubbliche per le quali non è necessaria alcuna autorizzazione preventiva.

Il Cammino di don Tonino è dotato di Passaporto del Pellegrino, piagato a z con 16 facciate, disponibile presso il Museo diocesano di Molfetta, l’Infopoint turistico di Molfetta e in spedizione postale a quanti ne facciano richiesta. Previsto un contributo a donativo.

TRACCE GPX: Scarica qui

La guida cartacea del Cammino di don Tonino è stata edita nel 2019, nell’ambito del progetto sostenuto dal Dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia e sono ancora disponibili numerose copie, in distribuzione gratuita, presso l’Associazione. Nel 2021 sarà promossa una nuova stampa con diffusione nazionale, in distribuzione con costo di copertina in linea con le pubblicazioni analoghe.

Associazione di riferimento: Associazione “Il Cammino di don Tonino – odv” – CF 93502490720

Piazza Giovene, 4 Molfetta 70056 BA

Sito web: www.camminodidontonino.it

Mail: pellegrini@camminodidontonino.it
Pec: camminodidontonino@pec.it

  1. +39 348 411 3699 punto accoglienza c/o Museo diocesano Molfetta
  2. +39 340 250 4089 don Luigi Amendolagine – presidente Associazione

Il cammino è ben segnalato. Di seguito le varie segnaletiche:

  1. CAMMINO DI DON TONINO SEGNALETICA
  2. Cammino di Don Tonino Bello
  3. Segnaletica Cammino di Don Tonino Puglia
  4. cammino don tonino bello puglia
Cammino di Don Tonino

Giovinazzo

Cammino di Don Tonino Bello Conversano

Castello di Conversano

Cammino di Don Tonino Terlizzi

Tra Terlizzi e Giovinazzo