INFORMAZIONI


 

Lunghezza: 100 km

Tappe: 5

Partenza: Fiumalbo

Arrivo: Pistoia

Difficoltà: Media

Prezzo medio:

  • 15 euro minimo per dormire in canonica
  • 35 euro per alberghi e b&b

MTB: 

Tenda: Possibile previo permesso formale

Tappe indicate per persone disabili: Ultima tappa, si può essere assistiti anche da autoveicoli (referenti Dolce Federico 3392666418 e Maltese Fabio 3355445950)

TAPPE

TAPPA 1: Fiumalbo- Abetone- Cutigliano 23 km

TAPPA 2: Popiglio –Piteglio 16 km

Variante II° Tappa “Cutigliano Mammiano Piteglio” Km16

Variante II° Tappa “Porta Lucchese” 24 Km (ore 9/10 )

TAPPA 3: Piteglio Pontepetri 20 km 

TAPPA 4: Pontepetri – Spedaletto 10 km 

TAPPA 5: Spedaletto-Pistoia 22Km

 

Descrizione

Il Cammino di San Bartolomeo è un sentiero che unisce i luoghi legati al culto del Santo fra Emilia e Toscana. E’ nato nel 2015, da un’idea dei membri del Gruppo Studi Alta Val di Lima di Cutigliano che hanno coinvolto molte Associazioni di volontari della Montagna Pistoiese. Il Cammino, lungo circa 100 km, parte da Fiumalbo e attraversando Abetone, Rivoreta, Cutigliano, Popiglio, Piteglio, Prunetta, Prataccio, Le Piastre, Pontepetri, Spedaletto, Baggio e giunge fino a Pistoia nella bellissima piazza che ospita la suggestiva Chiesa di San Bartolomeo in Pantano. Nell’autunno del 2018 il Cammino si è aperto fino al versante della Lucchesia e alle tappe tradizionali se ne sono aggiunte altre che da Popiglio portano fino a Vico Pancellorum e quindi Limano, Cocciglia, San Cassiano di Controne e Pieve di Controni. Proprio queste ultime tappe della Controneria arricchiscono il Cammino di notizie storiche e bellezze architettoniche indimenticabili. Tutto il sentiero può essere suddiviso in tappe in cui si garantiscono luoghi adibiti al pernottamento e all’approvvigionamento, legati da un non comune senso dell’ospitalità e del rispetto del viandante che percorre le zone montane. Il Cammino di San Bartolomeo pur essendo un cammino devozionale, non presenta caratteristiche così marcatamente spirituali come le più famose vie europee di pellegrinaggio, e proprio per questo è consigliabile a tutti coloro che desiderino vivere un’esperienza di cammino immersi nella natura, non necessariamente ed esclusivamente connotato dal senso religioso.

Paesaggio

Il Cammino si snoda in aree boschive a mezza costa, a quote collinari o di mezza collina. Le aree attraversate sono interessate prevalentemente da castagneti e da boschi misti di latifoglie mesofile che necessitano di umidità e condizioni climatiche fresche. Le specie prevalenti sono il carpino bianco e nero, il castagno, l’orniello e il nocciolo. In misura minore si trovano anche l’acero di monte e la rovere. Tra gli arbusti sono frequenti il biancospino e il prugnolo insieme alle ginestre dei carbonai e all’erica. Nelle radure è facile incontrare alberi da frutto quali il pero selvatico e il melo, così come il noce. Dopo il primo attraversamento del torrente Lima, lungo la strada che conduce verso le torri di Popiglio, è facile riconoscere anche un’importante popolazione di ontani. Alla sommità del colle che ospita le torri di Popiglio, a una quota di 800 metri, è presente una piccola faggeta. Questa specie costituisce la formazione forestale dominante sopra il castagneto, normalmente a quote più elevate rispetto a quelle incontrate lungo il cammino.

Storia

Il Cammino di San Bartolomeo è un cammino storico, naturalistico e devozionale che unisce i luoghi di culto di San Bartolomeo dell’Appennino tosco-emiliano. La devozione per San Bartolomeo nella montagna pistoiese risale all’alto Medioevo: sia il paese di Fiumalbo che quello di Cutigliano hanno una chiesa dedicata al santo e lo festeggiano il 24 agosto come patrono. La frazione di Spedaletto, situata tra Pistoia e Porretta oltre il passo della Collina, si trovava lungo la Via Romea della Sambuca e ospitava l’importante spedale (da qui il toponimo) Pratum Episcopi dedicato a San Bartolomeo, ricovero per i pellegrini che percorrevano la via nel Medioevo. Anche in questa località c’è una chiesa dedicata al santo che oggi presenta lo stesso perimetro di quella antica, di origine longobarda, ma con orientamento opposto. Dopo Santiago di Compostela, Pistoia era nel Medioevo il più importante centro jacopeo, centro del pellegrinaggio verso la Galizia, per la presenza di un’importante reliquia, un frammento della mandibola di San Giacomo Maggiore, conservata all’interno della sua cattedrale. La città ospita nel suo centro storico la chiesa romanica di San Bartolomeo in Pantano, anch’essa di origine longobarda, sulla facciata della quale si trovano le formelle che hanno ispirato il logo del cammino. Sono i Longobardi, di cui Pistoia è nell’alto Medioevo un’importante centro, a diffondere il culto di San Bartolomeo in Italia: il principe longobardo Sicardo recuperò le reliquie del santo a Lipari durante l’occupazione araba della Sicilia – dove erano giunte secoli prima dal Caucaso – e le fece trasportare nell’838 a Benevento, capitale dell’allora Ducato Longobardo, dove si trovano tutt’oggi. Bartolomeo è un santo poco conosciuto. Era uno dei dodici apostoli, citato nei Vangeli sinottici come Bartolomeo e in quello di Giovanni come Natanaele. Della sua vita si conosce poco o niente; si sa che dopo la morte di Gesù predicò in Asia Minore e nel Caucaso, dove fu martirizzato con una morte atroce: fu spellato vivo. Per questo motivo la tradizione popolare lo ha considerato patrono di tutte le professioni che impiegano coltelli e lame taglienti, come il macellaio, il pellettiere e il calzolaio.  A Pistoia e nella montagna pistoiese il culto per San Bartolomeo è particolarmente sentito, è considerato il santo protettore dei bambini e delle bambine che il 24 Agosto ricevono la benedizione nelle funzioni religiose. Il dolce tipico a Pistoia in quel giorno è la tradizionale collana fatta con grossi biscotti chiamati “pippi” tenuti insieme con uno spago alternati a confetti e cioccolatini. Anche oggi come in passato i bambini indossano la corona di San Bartolomeo portandola al collo. A Fiumalbo la sera della vigilia del Santo Patrono, il 23 Agosto, tutto il paese viene illuminato a fiamma viva: torce, lumi, fiaccole e candele illuminano le vie dell’antico borgo medievale, le acque e le rive del fiume.

Periodo consigliato

Il periodo migliore per percorrere Il Cammino  va da Marzo a Novembre.

ll cammino è percorribile tutto l’anno però è bene controllare prima di intraprendere il percorso le condizioni climatiche in quanto pioggia e neve rendono alcune tappe non percorribili e spesso alquanto pericolose.

IL LOGO DEL CAMMINO

Cammino di San Bartolomeo

LUNGO IL CAMMINO DI SAN BARTOLOMEO

Il cammino è interamente segnalato  con vernice gialla e segnavia giallo con logo blu e cartelli con KM e ore di cammino. 

ZAINO CONSIGLIATO

L’associazione di riferimento consiglia uno zaino di 40 lt, per informazioni su come preparare lo zaino  clicca qui 

TAPPA 1

Fiumalbo- Cutigliano 23 KM

Cammino di San Bartolomeo

TAPPA 2

Cutigliano- Piteglio 16 KM

Sorgente fiume

TAPPA 3

Piteglio- Pontepetri 20 KM

TAPPA 4

Pontepetri-Spedaletto 10 KM

TAPPA 5

Spedaletto- Pistoia 22 KM

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