130 km tra Via Francigena e Cammino dell’Intrepido Larth

Sara Sambrizzi ci racconta il suo viaggio a piedi assieme alla madre e al suo cane Jona, attraversando i borghi incantevoli della Val d’Orcia, dell’Alta Tuscia, fino ad arrivare in Umbria, alle porte della meravigliosa cittadina di Orvieto.

La scelta di partire insieme a mia madre 

In ogni mio Cammino condivido tutto con mia madre, anche se lontana: da quello che vedo a quello che  penso, dalle persone che incontro ai momenti di difficoltà; in questo modo lei vive un po’ con me tutte le  mie avventure, vive con me il Cammino.  

Lo scorso anno, un giorno di gennaio, mentre mi stavo organizzando per partire per il Cammino di Oropa lei,  un po’ emozionata ma al tempo stesso titubante, mi chiese se fosse potuta venire con me, per provare  anche lei quell’esperienza tanto vissuta con i miei racconti. E così partimmo qualche mese dopo, per il suo  primo Cammino con la consapevolezza, una volta tornate, che un giorno saremmo ripartite insieme. 

A maggio 2023 decisi di percorrere in solitaria parte della Via Francigena, il tratto da Lucca a Siena,  attraversando buona parte della Toscana. Una volta terminata, promisi a mia madre che saremmo tornate  insieme per percorrere la parte successiva, da Siena a scendere. Lei è da sempre affascinata dalle colline  toscane poiché lì riesce a vedere fino all’orizzonte, verso l’infinito. Per noi che siamo Valtellinesi, è un  panorama diverso da quello al quale siamo abituate, ovvero con la vista limitata dalle montagne tutte  intorno a noi. 

Decidemmo di partire per la Via Francigena a inizio novembre dandoci tempo cinque giorni per viverci  l’esperienza, questa volta più lunga e faticosa del suo primo Cammino. 

Noi sul Cammino di Oropa

La programmazione del Cammino e le difficoltà che si sono presentate 

Negli anni ho fatto esperienza nell’organizzazione dei Cammini ma questa volta le cose erano un po’ diverse:  non sarei stata sola ma con mia madre e il nostro cane, Jona, quindi muoversi con i mezzi e trovare strutture  economiche dove dormire (a noi piace definirle “strutture da pellegrini”) non è stato semplice.  

Per il tempo che avevamo, abbiamo optato di avvicinarci all’inizio della nostra Via Francigena in macchina  fino a Siena e raggiungendo Buonconvento in treno. Avremmo percorso la Via Francigena fino a Bolsena per  poi deviare sul Cammino dell’intrepido Larth per arrivare a Orvieto, da dove avremmo preso il treno per  tornare a Siena. Abbiamo scelto di organizzarci in questo modo poiché sui treni il cane può sempre salire  mentre sugli autobus non è sempre così e spesso è a discrezione dell’autista. 

Per le strutture dove dormire, sulla Via Francigena sono presenti numerosi ostelli e strutture convenzionate  ma poche accettano i cani. Così, abbiamo stravolto un po’ le tappe classiche riuscendo a trovare strutture  disponibili ad accoglierci con Jona.  

Nel nostro zaino, oltre a portare i nostri vestiti e oggetti vari, ci siamo anche organizzate per dividerci alcune  cose di Jona, compreso il cibo per otto pasti; questo perché, essendo giorni di festa, non sapevamo se  avremmo incontrato supermercati o alimentari aperti dove comprargli il cibo. 

Il giorno della partenza e la prima tappa: Buonconvento – San Quirico d’Orcia 

La giornata è iniziata con la sveglia alle 4 per riuscire a prendere, da Siena, il treno delle 10.10 fino a  Buonconvento. Arrivate in anticipo, dopo una seconda colazione, siamo andate in stazione dove il treno, a  causa di un guasto, non sarebbe mai arrivato. Ci siamo subito attivate per trovare un’alternativa: in  biglietteria ci avevano detto che non sapevano se avessero attivato il servizio di bus sostitutivo poiché  dipendeva da quante persone erano in attesa ma, in ogni caso, il cane sarebbe potuto salire sul bus solo con  il consenso dell’autista. L’alternativa sarebbe stata aspettare il bus di linea delle 11 e arrivare a  Buonconvento dopo mezzogiorno. La tappa di oggi sarebbe stata di 22km e in quel momento, capendo che  non avremmo mai iniziato a camminare all’orario programmato, la nostra paura era che saremmo potute 

arrivare a San Quirico d’Orcia con il buio. La vicenda si è conclusa bene: è stato organizzato un bus sostituivo  che ci ha permesso di iniziare il nostro Cammino con solo un’ora di ritardo. 

Nonostante la sveglia presto e gli imprevisti dei mezzi di trasporto, dopo 1km di Cammino ci eravamo già  dimenticate di tutto: era una bella giornata, faceva caldo ed eravamo finalmente immerse nelle colline  toscane. 

La prima tappa l’abbiamo trascorsa camminando su strade bianche dove, ogni tanto, incontravamo viali di  cipressi, agriturismi e casali abbandonati. 

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Un viale di cipressi lungo la strada bianca della Via Francigena

Tra gli uliveti della seconda tappa: San Quirico d’Orcia – Bagni San Filippo 

Poiché da oggi sarebbe tornata in vigore l’ora solare, avevamo deciso di svegliarci sempre presto così da  sfruttare il più possibile la luce e riuscire a visitare sia la meta giornaliera sia i vari paesini lungo il percorso. 

Ci siamo incamminate alle 7 e la luce era meravigliosa: illuminava con colori caldi le colline con i suoi prati  ancora verdi e le sue vaste piantagioni di ulivi. Lasciandoci incantare da quel panorama, abbiamo deciso di  lasciare la Via Francigena per percorrere un sentiero parallelo che attraversava gli uliveti, dove abbiamo  incontrato diverse persone intente nella raccolta delle olive.  

I colori sulle colline toscane all’alba

Arrivate a Bagno Vignoni, ci siamo godute una breve pausa nel centro storico sul bordo della vasca termale.  Ci siamo poi spostate al Parco dei Mulini dove siamo scese per una lunga scalinata, camminando vicino alle  antiche vasche delle terme romane, fino a riprendere il percorso della Via Francigena. 

La meta di oggi è stata Bagni San Filippo, un piccolo paesino poco fuori dal percorso ufficiale ma che  risultava essere la nostra unica opzione per non dover camminare troppi chilometri. Anche qui abbiamo  trovato delle pozze termali chiamate “La Balena Bianca”.  

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La vasca termale nel centro di Bagno Vignoni

Il confine tra Toscana e Lazio nella terza tappa: Bagni San Filippo – Centeno 

La giornata di oggi è stata fin da subito nuvolosa e ventosa ma, fortunatamente, non ha mai piovuto. Senza  farci scoraggiare dal meteo, alle 10.30 eravamo già nel borgo di Radicofani, uno dei punti d’interesse storico  della Via Francigena. Comprato degli ottimi panini in un piccolo alimentari, una volta uscite dal borgo il cielo  è tornato a essere sereno, forse grazie al forte vento che aveva spazzato via tutte le nuvole. 

Dopo una lunga discesa disperse nelle colline, abbiamo percorso un lungo tratto abbastanza pianeggiante  che ci ha portato al confine tra Lazio e Toscana. Appena oltrepassato, abbiamo trovato una difficoltà: la  traccia della Via Francigena risultava sommersa da arbusti accanto al fiume. Con la mappa sottomano,  abbiamo proseguito seguendo una strada sterrata fino ad arrivare a un punto dove l’unica possibilità era  attraversare il fiume. Fortunatamente il corso d’acqua era scarseggiante e saltando da una pietra all’altra  l’abbiamo superato. Jona, invece, ha preferito attraversarlo senza timore! 

Arrivate nella struttura prenotata, ci siamo trovate ad alloggiare in una piccola casa indipendente accanto a  un casale, la quale aveva tutto quello che ci serviva: una doccia calda, una cucina dove preparare la cena e  un grande letto comodo per riposare al meglio. 

Sulla Via Francigena

La tappa più lunga, la quarta: Centeno – Bolsena 

Oggi è l’ultima tappa lunga. Ci siamo organizzate in modo tale che il primo e l’ultimo giorno, visto che  comprendevano anche i viaggi di andata e ritorno da casa, avremmo percorso circa 20km mentre i tre giorni  centrali, i chilometri andavano da 27 a 32. Oggi sarebbe stata la tappa dei 32km e mia madre avrebbe fatto  un nuovo record di chilometri camminati in un giorno. 

Il paesaggio nel Lazio è diverso da quello toscano, qui è molto più pianeggiante e il nostro cammino è  accompagnato da grandi campi, in quel momento quasi tutti senza raccolto ma già arati e pronti per  l’inverno. 

I campi nel Lazio

Il panorama si è aperto ad Acquapendente da dove si può ammirare il lago di Bolsena, il più grande lago  vulcanico d’Europa: è davvero grande, sembra quasi un mare! Dopo aver pranzato osservando il lago, ci  siamo incamminate verso Bolsena passando per un sentiero un po’ trascurato ma molto bello immerso in  un boschetto, fino a ricongiungerci con una strada sterrata che passava in mezzo a campi e piantagioni,  trovando anche qui qualche piccola piantagione di ulivi con persone intente nella raccolta. 

Una volta ripresa la strada asfaltata mancava poco: per le vie strette della rocca siamo scese dalle scalinate  fino ad arrivare al lago passando da un lungo vialone alberato. E così il nuovo record è stato raggiunto, ben  32km di camminata in un unico giorno! 

Selfie per ricordarci dei 32km percorsi!

Sul cammino dell’intrepido Larth nella la quinta tappa: Bolsena – Orvieto 

Su questo cammino oltre a orientarci con la segnaletica, avevamo scaricato una traccia gpx ed eravamo  fornite di mappa. Oggi saremmo uscite dalla Via Francigena per prendere un sentiero che ci avrebbe portate  fino a Orvieto che poi avremmo scoperto essere una tappa di un nuovo cammino, quello dell’intrepido  Larth. 

La traccia che avevamo non coincideva con i sentieri segnati sulla mappa il che mi preoccupava di non  riuscire a trovare la strada giusta ma, sicura dalla mia esperienza nei trekking e senza far vedere troppo a  mia madre la mia preoccupazione, siamo partite per questo ultimo giorno di Cammino. Nel primo tratto  abbiamo camminato su una vecchia strada ciottolata che terminava in mezzo a un boschetto di castagni e  come potevamo non raccogliere alcune castagne da cucinare una volta tornate a casa? 

Proseguendo, siamo entrate in Umbria e abbiamo trovato, oltre ai soliti vasti campi incolti, molte  piantagioni di nocciole. Questo tratto è stato molto bello e suggestivo perché, essendo poco battuto,  rimaneva abbastanza selvatico e molto silenzioso. 

All’ora di pranzo siamo giunte a Orvieto dove, oltre ad avere fatto la foto di rito di fine Cammino, abbiamo  acquistato alcuni prodotti locali: capocollo, pecorino e dolcetti tipici. 

Il nostro cammino si è quindi concluso e a guardarci indietro siamo soddisfatte e felici di tutta la strada  percorsa, solamente con la forza delle nostre gambe. Sono stati 5 giorni intensi e stancanti ma noi siamo rilassate e felici, grate di avere avuto la forza fisica e mentale per percorrere così tanta strada in autonomia:  il nostro cammino si è concluso con un totale di 130km. 

Sara Sambrizzi

Cammino dell'Intrepido Larth
Foto ricordo con il Duomo di Orvieto
Articolo di
Cammini d'Italia