Via Flavia
Il Cammino Via Flavia porta all’estremo nord-est italiano, alle sue porte d’oriente tra la Venezia-Giulia e il Friuli dove, su bianche falesie di calcare e fini sabbie dorate, l’Europa si tuffa nel punto più settentrionale del Mediterraneo.
Ai bordi del golfo di Trieste, dove l'Europa si tuffa nel mar Adriatico, dove si incrociano acque, lingue e frontiere, tra santuari, castelli e archeologia, attraversando riserve naturali e faunistiche, nel Carso più vero e nella laguna dei canneti, terra di commerci, transito di persone, viaggiatori e pellegrini, si quì lascia la sua traccia il Cammino Via Flavia da una antica strada romana. Lasciate le vostre impronte ne sarà felice.
STORIA
La Via Flavia romana nacque da Aquileia, secondo alcune fonti, mentre altre la fanno iniziare a Trieste, l’antica Tergeste. Essa probabilmente costeggiava il mare per un tratto, per poi seguire la penisola istriana fino a Parentium, l’odierna Parenzo, per raggiungere Pola e risalire fino a Tersatica (Fiume o Rijeka). In tempi moderni si è pensato di collegare il confine sloveno/italiano sul mare, Lazzaretto appunto, con Aquileia, presumendo che oltre ad essere una via commerciale e militare, fosse stata, nei tempi antichi, una via di pellegrinaggi verso Roma o Santiago de Compostela.
ACQUA
Non è difficile trovare delle fonti d’acqua sul territorio, per via della presentaza di fontane, bar o supermercati. In estate si suggerisce di fare un buon rifornimento prima della quarta tappa in quanto i servizi sopra esposti sono più rari.
SERVIZI
Ci sono supermercati lungo tutte le tappe ,tranne la quarta Si trovano soltanto alla partenza.
Ci sono farmacie lungo tutte le tappe, per la quarta tappa bisogna appoggiarsi alla partenza di Monfalcone.
SEGNALETICA
La segnaletica con frecce gialle è ben visibile e costantemente manutenuta. Potete trovare anche degli adesivi con freccia gialla su campo blu, bolli dipinti di giallo oppure la nuova segnaletica con tabelline sulla paleria con il logo della Via e la freccia adesiva.
LOGISTICA E TRASPORTI
COME RAGGIUNGERE IL PUNTO DI PARTENZA
Dalla stazione ferroviaria di Trieste si può raggiungere la stazione degli autobus di Muggia con la linea 20. Da lì parte poi la linea 7 per il Lazzaretto, oppure la linea 27 se si desidera arrivare a Muggia Vecchia. In alternativa, da Trieste è possibile raggiungere Muggia anche via mare, utilizzando il collegamento giornaliero Delfino Verde, in partenza nei pressi della Stazione Marittima, lungo le Rive.
Una volta sbarcati al molo di Muggia, basta svoltare a destra sul lungomare per trovare una fermata a richiesta delle linee 7 e 27.
Chi arriva in auto può lasciare il veicolo negli spazi di parcheggio del porticciolo di Lazzaretto; a circa 200 metri, appena oltre il confine, si trova anche una stazione di rifornimento.
COME TORNARE DA AQUILEIA A LAZZARETTO
Al termine del cammino, da Aquileia si può raggiungere in autobus la stazione ferroviaria di Cervignano del Friuli, oppure arrivarci a piedi con ulteriori 5 km seguendo il segnavia della Via Postumia, per poi rientrare in treno verso Trieste e successivamente a Muggia.
Sono disponibili possibilità di parcheggio anche nei pressi della stazione ferroviaria di Cervignano del Friuli.
FONDO STRADALE
40% di sterrato 40% di asfalto(su strade scarsamente trafficate) 20% pedo/ciclabili
CREDENZIALE E TESTIMONIUM
CREDENZIALE
La credenziale della Via Flavia è possibile richiederle alla seguente mail:
amv.associazione@gmail.com
TESTIMONIUM
Mostrando la Credenziale timbrata il Testimonium viene rilasciato nella Canonica della Basilica di Aquileia durante l’orario di ufficio, altrimenti può essere richiesto all’Associazione Amici di Muggia Vecchia APS compilando questo formulario o scrivendo a amv.associazione@gmail.com.
IN TENDA
Dove ci si può accampare?Vi sono campeggi lungo il percorso aperti soltanto d’estate.
Servono Autorizzazioni?Serve un po’ di buon senso per il campeggio libero,qualcuno l’ha fatto appartandosi la sera e partendo presto il mattino.
PERICOLI
È importante fare attenzione ad alcuni tratti di terreno che possono essere sconnessi o scivolosi, soprattutto in caso di pioggia. Per questo motivo, è fondamentale indossare calzature adeguate. Non ci sono animali pericolosi o randagi lungo il percorso.
CONTATTI
Associazione di riferimento è
amv.associazione@gmail.com oppure la pagina Facebook di: “Via Flavia un cammino da fare”
Web: http://www.camminoviaflavia.it/
TAPPA 01: LAZZARETTO(MUGGIA) - BAGNOLI DELLA ROSANDRA
Partenza: Lazzaretto (Muggia)
Arrivo: Bagnoli della Rosandra
Distanza: 20.4 km
Dislivello: +670 m
La tappa prende avvio sul mare, a Lazzaretto, a pochi passi dal confine con la Slovenia, lungo la Baia di San Bartolomeo, un luogo che conserva testimonianze romane e che un tempo rappresentava un punto d’imbarco per i pellegrini diretti in Terrasanta. Il percorso costeggia il muro perimetrale del Lazzaretto, inaugurato nel 1869 per contenere il rischio di epidemie portate dalle navi, e risale poi il versante entrando in un’area di boschi e terreni un tempo coltivati, nota in parte come Bosco dell’Arciduca, già appartenuta al naturalista e viaggiatore Ludovico Salvatore d’Asburgo Lorena.
Attraversando la zona residenziale di Fontanella si sale fino al belvedere del Parco archeologico che circonda la basilica di Santa Maria Assunta a Muggia Vecchia, a quota 170 metri. Celebre per i suoi affreschi pregiotteschi, la basilica è l’unico edificio superstite di un antico abitato medievale distrutto nel XIII secolo. In epoche ancora precedenti, il colle ospitava un castelliere dell’età del ferro e con ogni probabilità anche una villa rustica romana.
Una ripida discesa lungo un antico percorso devozionale, che passa accanto alla chiesetta di San Sebastiano, conduce nel centro storico di Muggia, caratterizzato da un’impronta tipicamente veneziana. Qui si incontrano mura e porte antiche, il castello, il mandracchio e il duomo. Dal centro abitato si torna poi a salire verso la frazione di Santa Barbara/Korošci, dove sul Monte Castellier si trova un’altra importante area archeologica attrezzata, che comprende il castelliere di Elleri e una necropoli.
Il cammino prosegue oltre alcune cave di arenaria, la tipica pietra muggesana, particolarmente compatta e difficile da lavorare, e supera su un ponticello il tracciato dell’ex ferrovia Parenzana, oggi trasformata in pista ciclabile internazionale verso l’Istria. Si raggiunge così il piccolo nucleo di Rabuiese/Rabujez, attraversato da una viabilità piuttosto complessa, e poi il biotopo dei Laghetti delle Noghere, caratterizzato da diversi piccoli specchi d’acqua artificiali. Si continua quindi lungo la pista che corre ai piedi del Bosco Vignano.
Il tracciato risale infine tra terrazzamenti coltivati soprattutto a olivo fino al borgo di Caresana/Mačkolje. Da qui un sentiero che si inoltra nel fitto Bosco Tre Confini conduce a Dolina, nella Valle del Breg, fino alla piazzetta davanti alla chiesa di San Ulderico. Passando poi per Crogole/Kroglje, dove sorge un tiglio plurisecolare accanto alla chiesetta della Santissima Trinità, si arriva a Bagnoli della Rosandra/Boljunec, sede della prima tappa. Qui si trovano l’ingresso della Riserva Naturale Regionale della Val Rosandra e l’Antro di Bagnoli, una cavità di risorgiva carsica.
TAPPA 02: BAGNOLI DELLA ROSANDRA - MIRAMARE (TRIESTE)
Partenza: Bagnoli della Rosandra
Arrivo: Miramare (Trieste)
Distanza: 20 km
Dislivello: +180 m
Dal centro di Bagnoli della Rosandra/Boljunec il cammino risale la Valle del Breg, un territorio in parte coltivato a vigneti, uliveti e orti, fino a raggiungere Sant’Antonio in Bosco/Boršt e il tracciato della vecchia ferrovia della Val Rosandra, oggi trasformata nella pista ciclabile Cottur che collega Trieste a Hrpelje. Da qui si svolta a sinistra in direzione Trieste.
Esiste anche una variante più panoramica, che attraversa la Val Rosandra. In questo caso si parte dal piazzale del Rifugio Premuda, a Bagnoli Superiore/Gornji Konec, si sale verso la Vedetta di Moccò e si prosegue sul sentiero CAI 15 fino a raggiungere la ciclabile, dove si gira a sinistra verso Trieste, ricongiungendosi in pochi minuti al percorso principale.
Il tracciato conduce presto all’ex casello ferroviario di Sant’Antonio-Moccò, un tempo dotato di più binari. Da qui si continua in lieve discesa lungo l’antica linea ferroviaria, attraversando viadotti, piccole stazioni, gallerie, campagne e boschetti, fino a entrare nei quartieri periferici della città e arrivare nel vivace rione di San Giacomo.
Dalla sua piazza e dalla chiesa del quartiere si sale poi verso il Colle di San Giusto, dove si trovano resti archeologici, il Castello e la Cattedrale. Da qui il percorso scende nella parte più antica della città, passando accanto al palazzo del Comune fino a raggiungere Piazza Unità d’Italia, il cuore di Trieste e la più grande piazza d’Europa affacciata sul mare.
Gli edifici che si affacciano sulla piazza e sul lungomare che conduce alla stazione ferroviaria raccontano il forte legame di Trieste con il mare, con i traffici portuali, con il mondo delle assicurazioni e con la sua identità cosmopolita. Le chiese di diverse confessioni religiose e i musei della città testimoniano infatti la pluralità di popoli e culture che nel tempo hanno reso Trieste una delle città mitteleuropee più importanti.
Dalla stazione si prosegue verso Barcola lungo Viale Miramare, oppure attraverso una variante che attraversa il Porto Vecchio, destinato a trasformarsi in un moderno quartiere affacciato sul mare e in un importante polo direzionale, museale e congressuale. Continuando sul lungomare, molto frequentato in estate, si arriva infine al Castello di Miramare e al suo Parco, luoghi profondamente legati alla vicenda di Massimiliano e Carlotta.
Da qui è possibile rientrare a Trieste per visitare la città in serata o per pernottare, utilizzando i bus di linea o i treni regionali.
TAPPA 03: MIRAMARE (TRIESTE) - MONFALCONE
Partenza: Miramare (Trieste)
Arrivo: Monfalcone
Distanza: 33.1 km
Dislivello: +390 m
Dall’uscita superiore del Parco si raggiunge la stazioncina ferroviaria di Miramare e si sale lungo una scalinata fino a via Plinio, dove si gira a sinistra. Da questo punto si stacca anche la variante alta, che parte da un’ulteriore scalinata. Il percorso principale prosegue invece diritto e, superato un incrocio, continua su una strada che corre accanto alla ferrovia, tra ville signorili e terrazzamenti coltivati a vite e ulivo.
Si oltrepassa la stazioncina di Santa Croce e si raggiunge la strada principale che sale al paese di Santa Croce/Križ. La si segue per circa cento metri, poi si svolta a sinistra su una pista che conduce ad alcuni edifici dell’acquedotto, proseguendo poi in prossimità della linea ferroviaria. Si entra così nel Carso, un territorio celebre per i suoi fenomeni geologici legati all’acqua e alla roccia calcarea. In questo ambiente, inciso nei calcari bianchi, si sviluppa la Strada della Salvia che, attraversando il Bosco Babiza — rimboschito artificialmente con diverse specie di pini — e regalando splendidi panorami sul golfo, conduce ad Aurisina/Nabrežina, all’inizio del Sentiero dei Pescatori.
La variante alta, quando praticabile nonostante i lavori sulla viabilità, raggiunge lo stesso punto passando però sull’altopiano carsico. Il tracciato attraversa i terrazzamenti aggrappati al monte sopra Contovello/Kontovel, noto per il suo vino, tocca il Tempio Mariano di Monte Grisa e attraversa poi le pinete di Prosecco/Prosek e Santa Croce, passando anche per la Vedetta Slataper e la Torre Liburnia.
Lasciato il Sentiero dei Pescatori che scende verso il mare, il cammino continua tra pietraie carsiche e vecchi depositi di cava oggi in fase di rimboschimento naturale, fino a raggiungere la Vedetta Weiss, la Strada Costiera e quindi Sistiana. Da qui si imbocca il panoramico Sentiero Rilke, sospeso sulle Falesie di Duino all’interno della riserva naturale regionale.
Dal Castello di Duino, appartenente ai principi Torre e Tasso, si attraversa la lecceta del Bosco Cernizza e, seguendo la rete di sentieri del promontorio Bratina, si arriva alle risorgive del fiume Timavo, il fiume carsico per eccellenza, che riemerge qui dopo un lungo percorso sotterraneo di circa settanta chilometri. In questa zona si trovano anche memoriali della Grande Guerra e la Basilica di San Giovanni Battista, costruita sui resti di un luogo di culto paleocristiano e soggetta ad allagamenti durante le piene del fiume.
Da qui il percorso torna a salire sulle alture carsiche circostanti, lungo sentieri e strade sterrate, per poi scendere nuovamente nei pressi della palude di Sablici. Si prosegue quindi a mezza costa costeggiando il Parco Tematico della Grande Guerra, dove si trova anche il significativo recupero della Trincea Joffre, con la possibilità di seguire una variante alta verso la Rocca di Monfalcone. Infine si raggiunge Monfalcone, vasta città e centro economico della Bisiacaria, nota soprattutto per i suoi cantieri navali.
TAPPA 04: MONFALCONE - FOSSALON DI GRADO
Partenza: Monfalcone
Arrivo: Fossalon di Grado
Distanza: 27.7 km
Dislivello: +390 m
Lasciata Monfalcone, il paesaggio cambia completamente. Alle spalle restano il Carso e i suoi rilievi, mentre il cammino entra in un ambiente costiero, spesso paludoso, modellato dalle grandi opere di bonifica realizzate nel secolo scorso. È un territorio di grande interesse naturalistico, ricco di biotopi, geositi e aree umide di pregio.
Il percorso segue i lunghi rettilinei delle Risorgive di Schiavetti, della Bonifica del Brancolo e della Palude Cavana, sviluppandosi accanto ai canali che conducono prima a Marina Julia e poi, passando davanti alle Secche di Riva Lunga e a Punta Barene, deviano verso il Canale della Quarantia. Si raggiunge così il bivio per l’Isola della Cona, cuore della Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo.
La foce dell’Isonzo, noto come il “fiume vagabondo” per i frequenti cambiamenti del suo sbocco a mare nel corso del tempo, costituisce l’area umida più settentrionale del Mediterraneo. Grazie agli interventi di ripristino ambientale e a una gestione attenta, questa zona ospita oggi oltre 320 specie di uccelli, tra migratori, svernanti, nidificanti e stanziali, oltre a numerose altre specie animali e vegetali di grande valore. Presso l’Isola della Cona si trovano anche un centro visite, una foresteria e un punto di ristoro.
Il cammino attraversa quindi l’Isonzo su un ponte e rientra tra i vigneti della località Le Pezzate, dove sul vicino Canale Isonzato sorge l’antica stazione di pompaggio della Bonifica di Isola Morosini. Si costeggiano poi i campi della vasta Bonifica della Vittoria, nei pressi di Fossalon di Grado, dove termina la tappa. Lungo questi lunghi tratti rettilinei è anche possibile raggiungere il Lido delle Conchiglie, oppure seguire una variante che passa per Punta Sdobba e l’Oasi del Caneo.
Infine, una suggestiva pista ciclopedonale sopraelevata conduce verso la parte lagunare della Riserva Naturale Regionale della Valle Cavanata, il cui centro visite si incontra subito dopo il superamento del Canale Averto. La riserva è nata per proteggere la biodiversità di una delle più estese ex valli da pesca della Laguna di Grado, e dai suoi osservatori si può ammirare l’avifauna che popola quest’area oggi.
TAPPA 05: FOSSALON DI GRADO - AQUILEIA
Partenza: Fossalon di Grado
Arrivo: Aquileia
Distanza: 21.2 km
Dislivello: +35 m
Lasciata la Val Cavanata, il cammino prosegue lungo la pista ciclopedonale in direzione di Luseo, Tenuta Primero e Punta Spin, fino a entrare nel Bosco La Rotta, piccolo nucleo superstite dei primi rimboschimenti costieri realizzati alla fine dell’Ottocento. Si raggiunge così Grado Pineta, dove si aprono due possibili direttrici per arrivare a Grado, importante località turistica e termale.
Il percorso principale si mantiene verso la laguna e l’Isola della Schiusa, mentre una variante segue invece il litorale e la lunga spiaggia, già nota alla borghesia europea nella seconda metà dell’Ottocento per le sue strutture terapeutiche. Grado ha avuto un ruolo di primo piano nella storia antica, sia sul piano politico sia su quello religioso, tanto da essere ricordata, nella tradizione patriarcale, come figlia di Aquileia e madre di Venezia.
Dopo aver attraversato il centro storico, meritano una visita le basiliche paleocristiane di Sant’Eufemia e Santa Maria delle Grazie. Dal centro è inoltre possibile imbarcarsi per raggiungere l’Isola di Barbana e il suo santuario, che secondo la leggenda avrebbe origine nell’anno 582.
Superato il ponte girevole, il cammino continua poi lungo la suggestiva strada translagunare che riconduce alla terraferma in località Belvedere. Da qui si riprende la pista ciclopedonale, che segue il sedime dell’ex ferrovia Cervignano-Belvedere. All’orizzonte comincia a comparire il campanile della Basilica di Santa Maria Assunta di Aquileia, celebre per i suoi antichi mosaici simbolici, che annuncia anche l’arrivo al termine del cammino.
Aquileia, insediamento di origine protostorica, fu fondata come colonia romana e divenne presto una base militare strategica per l’espansione di Roma verso l’Istria, la Dalmazia e il Danubio. Nel corso del tempo il suo patriarcato assunse un ruolo sempre più ampio e complesso, trasformandosi in un fondamentale centro di evangelizzazione per un vasto territorio.
La visita alla basilica, al porto fluviale, al foro, agli scavi archeologici e ai musei conclude il percorso in uno dei luoghi più straordinari del patrimonio storico e culturale italiano, oggi riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.
GUIDA ALLA VIA FLAVIA
Il cammino prende avvio dalle colline di Muggia e, costeggiando il Golfo di Trieste, attraversa la Val Rosandra e il Parco di Miramare. Da qui si inoltra nel paesaggio aspro e selvaggio del Carso, raggiunge le falesie di Duino e prosegue verso le sorgenti del Timavo, le foci dell’Isonzo e la Val Cavanata, fino a incontrare spiagge e laguna di Grado.
Non solo natura: lungo il percorso si incontrano gioielli storici e artistici come la Basilica di Muggia Vecchia, il Duomo di Muggia, la Cattedrale e il Castello di San Giusto, i palazzi e i magazzini sul mare di Trieste, il Castello di Miramare, quello di Duino, la Rocca veneta e le trincee della Grande Guerra di Monfalcone.
Seguono le basiliche paleocristiane di Grado e l’isola di Barbana, fino all’arrivo ad Aquileia, oggi sito UNESCO. Un itinerario che unisce paesaggio, storia e spiritualità, parte della rete dei cammini per Santiago e riconosciuto da speciali credenziali di pellegrinaggio.
Eventi
Via Flavia
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