Natura, cultura, leggende e una predisposizione naturale alle favole: scopri il Trekking delle Leggende ed innamorati delle Dolomiti.

Enrosadira

Abbiamo già parlato dei meravigliosi laghi che arricchiscono la regione del Trentino Alto-Adige, che vanta una cornice naturale maestosa ed indimenticabile: le Dolomiti. Ed è proprio qui che, nel 2004, nasce il Trekking delle leggende, dalla mente di un gruppo di sportivi fiemmesi capitanato da Pino Dellasega (un nome noto agli amanti del Nordic Walking). L’idea era quella di collegare le più ammalianti montagne delle Valli di Fiemme, Primiero-San Martino di Castrozza e della Valle di Fassa in un unico anello ed in una sola camminata. Sembrava impossibile, ma ce l’hanno fatta alla grande.

Nasce così un trekking di 200 chilometri che vanta un dislivello di ben 16.000 metri, che è passato dall’essere una semplice sfida tra appassionati e amici ad essere uno dei trekking più affascinanti delle Dolomiti e delle Alpi. L’itinerario è anche culturale, perché è la sede di numerosi racconti ladini, come quello legato alla Croda del Becco, 2810 metri di maestosità che si specchia nel Lago di Braies: è qui che si narra la leggenda dei mitici Fanes, gli uomini capaci di parlare con le marmotte, i quali torneranno una volta risvegliatisi dal loro sonno, per ripristinare il loro regno di giustizia e pace. Al di là delle suggestioni mitiche, l’aspetto pratico più interessante dell’Anello delle Leggende è che ogni tappa può essere percorsa anche separata dall’intero itinerario. Da qualsiasi punto è possibile scendere a valle e, grazie ai servizi navetta, agli impianti di risalita o ai mezzi pubblici locali, rientrare facilmente alla località di partenza.
Di seguito, ecco le tappe del Trekking delle Leggende, ideale per chi vuole scoprire i punti più segreti e suggestivi in cui si nascondono le dolci leggende delle Dolomiti, un regalo immenso che la natura ci ha concesso e che l’Unesco ha dichiarato “Patrimonio dell’Umanità”.


  1. Ai piedi della Regina delle Dolomiti, dal Rifugio Fuciade (1.974 m) al Rifugio Contrin (2.015 m). A sud abbiamo le Pale di San Martino mentre ad occidente la catena di Cima Uomo; di fronte le sagome calcaree di Cima Ombrettola e Sasso Vernale che lasciano intravedere le possenti estremità della Marmolada, la Regina delle Dolomiti.
  2. Nel regno di Conturina (attraverso il Ciampac): dal Rifugio Contrin (2.015 m) al Passo Fedaia (2.055 m). Alla Forcia Neigra prima e a Sella Brunech dopo, si discende nella conca del Ciampac, da dove si può raggiungere Alba di Canazei in funivia: qui si nasconde la bellissima Conturina, fanciulla tramutata in pietra dal sortilegio della matrigna invidiosa della sua bellezza. Dicono che talvolta la si senta cantare triste “sono di pietra e non mi muovo…”
  3. Il Viel dal Pan: dal Passo Fedaia (2.055 m) al Col Rodella (2.484 m). Questo pare fosse l’itinerario preferito dai commercianti ambulanti che si spostavano tra la Val di Fassa e la conca di Livinallongo – non ci sono leggende, ma storie di sopravvivenza altrettanto mitiche.
  4. Ai piedi del Gruppodel Sassolungo: dal Col Rodella (2.484 m) al Rifugio Antermoia (2.496 m). Questa è la sede in con cui si narra la storia tragica dell’amore di una principessa che poteva trasformarsi in usignolo per volare dall’innamorato: lui morì, lei non volle mai più tornare donna ed è ancora lì che canta il suo amore perduto.
  5. L’anima dei Monti Pallidi: dal Rifugio Antermoia (2.496 m) al Rifugio Gardeccia (1.949 m). Il Re dei Salvàn, i pallidi Spiriti dei Boschi, avvolse le rocce in una tela di raggi di luna per aiutare una giovane sposa dai deboli occhi condannata a poter incontrare il suo amato solo nelle tenebre della notte.
  6. Verso la Roda de Vael: dal Rifugio Gardeccia (1.949 m) al Passo Costalunga (1.745 m). Siamo nel regno del Re dei Nani Laurino e del suo misterioso roseto maledetto, che si intravede solo al tramonto, quando illumina di riflessi rosa le pareti della Grande Montagna.

Al di là delle leggende che possono incuriosire grandi e piccini, parliamo di un vero paradiso per ESCURSIONISTI ESPERTI, per un totale di 60 ore di cammino a compensare un dislivello di 16.000 metri, da percorrere fino al tramonto per non perdersi l’Enrosadira. Potrete godere dello spettacolo della natura, con le vette dolomitiche che sembrano accendersi sotto gli ultimi raggi del giorno, assumendo un’incantevole sfumatura rossa.
Buon Cammino!
Scopri altri Cammini in Trentino!

Maria Chiara Tribulini

trentino alto adige