Tutti abbiamo dei libri del cuore, quelli in cui ci siamo rivisti, ci siamo tuffati, persi e ritrovati. Leggere ti permette di ampliare la mente e di riscoprirti. Ogni libro in più rappresenta un pezzo in più di noi stessi.

libri e natura

Quante volte ci siamo sentiti soffocare a causa dei ritmi della vita?

Esistono studi scientifici che dimostrano l’utilità della lettura in diversi ambiti anche nella battaglia contro uno dei demoni più terrificanti degli ultimi anni: lo stress.
Secondo un gruppo di ricercatori dell’Università del Sussex, servono soltanto sei minuti di lettura al giorno per permettere alla mente e al corpo di sciogliersi. E’ stato dimostrato che leggere un libro riduce il livello di stress del 68%, contro il 42% di una passeggiata e il 61% dell’ascoltare musica.


Un libro può essere considerato come strumento di evasione, un alleato contro le ansie e un fedele compagno di vita.

Leggere ti permette di sviluppare empatia, immergendoci nella vita di un’altra persona vedendo le cose e il mondo attraverso i suoi occhi. Ti permette di dare un senso alle cose, di soffermarti, di analizzare e scrutare piccoli dettagli che sono invisibili ad occhio nudo. Ogni libro contribuisce a renderci una persona migliore, a cambiare parte di noi stessi e, in qualche modo, a rivedere la nostra visione di vita. Ogni libro, ogni pagina, ogni frase è un regalo, rimane dentro di noi. Ci arricchisce, amplia il nostro bagaglio culturale, emotivo e sociale. Non esiste un libro più bello di un altro, esiste il nostro stato d’animo.

Avete mai sentito la sensazione di essere completamente catturati da una storia?

Cosi tanto da sentire le stesse emozioni, di vivere personalmente tutto ciò che dentro il libro e magari, dopo qualche anno, rileggerlo e non sentire le stesse emozioni?

Questa è la magia della lettura, regalare emozioni differenti e autentiche ogni volta e a persone diverse.

“Questa è la parte più bella di tutta la letteratura: scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che non sei solo o isolato da nessuno. Tu appartieni”.

Francis Scott Fitzgerald

Abbiamo stilato, grazie al vostro prezioso aiuto, una lista dei 13 libri più belli da dover leggere almeno una volta nella vita. Scopriamoli.

  1. Endurance di Alfred Lansing

  2. Nell’agosto del 1914 il famoso esploratore Sir Ernest Shackleton e un equipaggio di 27 persone salpò per l’Antartide. Lo scopo dell’Imperiale Spedizione Transantartica era di attraversare via terra il Continente Antartico da ovest a est. A sole 80 miglia dalla destinazione la nave, l’Endurance, rimase intrappolata nei ghiacci del mare di Weddell. I partecipanti alla spedizione rimasero bloccati per 21 mesi durante i quali diedero prova di grande coraggio e incredibile resistenza e alla fine riuscirono a salvarsi tutti dopo un’incredibile odissea.
  3. Un libro incredibile, uno di quei libri di cui si interrompe a fatica la lettura, nonostante la trama sia già conosciuta. Eppure, lo stile è puramente descrittivo ma quello che realmente regala è una lezione di vita.
Endurance di Alfred Lansing

2. Andare per silenzi di Franco Michieli

Lunghe traversate da un capo all’altro della Norvegia, su isole popolate solo di nidiate di uccelli, in mezzo a paesaggi rocciosi e selvaggi, per giorni o settimane, senza compagni e senza mappe, nel silenzio più assoluto. Sembra un’immersione nel vuoto, invece è un’esperienza totalizzante: non sono gli altri a segnare la via, siamo noi a sceglierla a ogni passo. L’attenzione si acuisce, la presenza si fa costante: solo così il cammino è vero incontro con un ambiente partecipe. Le acque che scorrono tracciano il percorso, il vento e la pioggia dettano il passo, gli animali si allertano e seguono l’andare umano. Franco Michieli, geografo ed esploratore, da quasi quarant’anni alterna avventure in solitaria, in coppia e in gruppo, su strade battute e in luoghi disabitati, affidandosi alle indicazioni della natura, certo che il varco si rivelerà da sé. In questo libro ripercorre alcuni dei suoi viaggi – dal whiteout del deserto lavico islandese alle ascensioni andine tra insediamenti di antica spiritualità – rimettendo in discussione l’idea di compagnia: siamo più soli nella folla cittadina, dove la miriade di stimoli si spegne in un bombardamento fragoroso, che nell’isolamento dei boschi, in cui il silenzio, per chi sa ascoltare, si fa denso di voci. Qui, lontano dai condizionamenti tecnologici, riemerge la nostra connessione primordiale e istintiva con la natura e con i nostri simili: come può esserci solitudine fra tanta animata bellezza?

3. Il sogno del drago di Enrico Brizzi

Camminare è un modo di respirare e di conoscere, un ritmo con cui si sceglie di vivere, una trasformazione costante. È una via per incontrare gli altri superando confini, pregiudizi, inibizioni. Per Enrico Brizzi, scrittore, padre, pellegrino, il cammino è una danza, una preghiera, una musica senza parole che segue il respiro antico del mondo, libera la mente dall’inessenziale e vince il drago che si nasconde in ognuno di noi. Con lo zaino carico di curiosità, di pazienza, di libertà, si pone sempre nuovi obiettivi, unico rimedio alla nostalgia che si prova quando si arriva alla meta. Così, dopo essere stato da Canterbury a Roma, dalla Vetta d’Italia a Capo Passero, da Roma a Gerusalemme, si incammina con i Buoni cugini alla volta di Santiago de Compostela, partendo dalla sua amata Torino. E lungo il percorso – che valica le Alpi e i Pirenei correndo come un filo rosso attraverso storie e miti dell’Occidente, da Annibale a Carlo Magno, dal Cid Campeador a d’Artagnan, dai giacobini ai miliziani spagnoli – si interroga sulle radici del nostro Vecchio continente, cucendole insieme nel magico idioma dei viandanti.

4. Wild di Cheryl Strayed

Dopo la morte prematura della madre, il traumatico naufragio del suo matrimonio, una giovinezza disordinata e difficile, Cheryl a soli ventisei anni si ritrova con la vita sconvolta. Alla ricerca di sé oltre che di un senso, decide di attraversare a piedi l’America selvaggia tra montagne, foreste, animali selvatici, rocce impervie, torrenti impetuosi, caldo torrido e freddo estremo. Una storia di avventura e formazione, di fuga e rinascita, di paura e coraggio. Una scrittura intensa come la vicenda che racconta, da cui emergono con forza il fascino degli spazi incontaminati e la fragilità della condizione umana di fronte a una natura grandiosa e potente.

Una storia forte di una donna molto coraggiosa, capace di aprirsi e di raccontarsi anche nelle parti più oscure della propria vita. Un libro adatto agli amanti dell’avventura o del trekking o semplicemente per chi vuole cambiare qualcosa nella propria vita. Una storia che racconta la ricerca di un senso e di se stessi, della misurazione del proprio io.

5. Io cammino da sola di Alessandra Beltrame

Nonostante la carriera, la conquista di una posizione pubblica, le relazioni affettive, Alessandra non è felice. Sceglie di abbandonare il lavoro perché non la rappresenta, lascia il compagno. Comincia a camminare, condividendo la strada con nuovi amici. Mette in moto il suo corpo, riacquista la posizione eretta. Cerca pace nella natura, scopre ritmi lenti, trova amori effimeri, vive il sesso con intensità e senza legami. Sceglie le antiche vie, solca a piedi i luoghi dove è stata bambina, prende la pioggia, la grandine, soffre sulle salite ma non si ferma. Camminare è calpestare la terra, è congiungersi alle radici. La ripetizione ipnotica dei passi per ore, per giorni, per settimane sollecita la memoria. Riaffiorano con forza gli eventi dell’infanzia e della giovinezza. Più ricorda e più sta in mezzo agli altri, più si destabilizza. Decide allora di affrontare la solitudine senza sconti: parte per un cammino da sola, in inverno. Si trova all’improvviso immersa in un viaggio interiore, dove ogni passo è diretto non tanto a una meta quanto alla scoperta di sé, delle proprie qualità, dei propri limiti. È una lotta per il raggiungimento di un equilibrio consapevole. Cercare il proprio posto nel mondo, dare un senso alla vita.

Io cammino da sola è uno di quei libri che ti riempie l’anima, passo dopo passo, parola dopo parola. Alessandra Beltrame riesce a incidere su carta tutte le sensazioni ed emozioni che si provano quando si indossa uno zaino e delle scarpe da trekking. Un viaggio dentro se stessi.

io cammino da sola di Alessandra Beltrame

6. Aria sottile di Jon Krakauer

Il 10 maggio 1996 una tempesta colse di sorpresa quattro spedizioni alpinistiche che si trovavano sulla cima dell’Everest. Morirono 9 alpinisti, incluse due delle migliori guide. Con questo libro, l’autore, che è uno dei fortunati che riuscirono a ridiscendere “la Montagna”, scrive non solo la cronaca di quella tragedia ma intende anche fornire importanti informazioni sulla storia e sulla tecnica delle ascensioni all’Everest. Offre inoltre un esame provocatorio delle motivazioni che stanno dietro alle ascensioni ad alta quota, nonché una drammatica testimonianza del perché quella tragedia si poteva evitare.

Un libro molto ben scritto e documentato. Una testimonianza che merita tutta la nostra attenzione. Consigliamo di guardare il film dopo la lettura per una maggiore comprensione e per dare un volto alla nostra immaginazione.

7. La leggenda dei monti naviganti di Paolo Rumiz

Che cosa sono le montagne italiane? Quale identità portano con sé? Alpi e Appennini disegnano, insieme, una sorta di grande punto interrogativo. Che ha due risposte diverse. Un viaggio di ottomila chilometri che cavalca la lunga gobba montuosa della Balena-Italia lungo Alpi e Appennini, dal golfo del Quarnaro (Fiume) a Capo Sud (punto più meridionale della Penisola). Esso parte dal mare, arriva sul mare, naviga come un transatlantico con due murate affacciate sul mare, e lungo tutto il percorso evoca metafore marine, come di chi veleggiando forse vola – in un immenso arcipelago emerso. Trovi valli dove non esiste elettricità, grandi vecchi come Bonatti o Rigoni Stern, ferrovie abitate da mufloni, case cantoniere e paracarri da leggenda, bivacchi sotto la pioggia in fondo a caverne, santuari dove divinità pre-romane sbucano continuamente dietro ai santi del calendario. E poi parroci bracconieri, custodi di rifugi leggendari, musicanti in cerca di radici come Francesco Guccini o Vinicio Capossela. Un’Italia di quota, dove la tv sembra raccontare storie di un altro pianeta. Le due parti del racconto, Alpi e Appennini, hanno andatura e metrica diversa. Le Alpi sono pilastri visibili, famosi; sono fatte di monoliti bene illuminati e sono transitate da grandi strade. Gli Appennini no: sono arcani, spopolati, dimenticati, nonostante in essi si annidi l’identità profonda della Nazione. Storie che scivolano e volano insieme ai luoghi e parlano della parte più segreta del nostro paese.

8. Wanderlust di Rebecca Solnit

Che cosa significa uscire da uno spazio chiuso e iniziare a camminare nel mondo, nelle città nelle campagne o tra le montagne, in mezzo a una marcia di protesta o a un pellegrinaggio? Rebecca Solnit racconta numerosi episodi legati alla storia del camminare per dar vita a un affresco delle diverse forme in cui si esplica questo semplice atto. L`autrice sostiene che storicamente il camminare era legato a motivi politici, estetici, sociali, ludici e, in questo senso, si sofferma sugli esempi di persone per cui l`atto del camminare ha avuto grande importanza, dai filosofi dell`antica Grecia ai poeti romantici, dalle passeggiate dei surrealisti alle ascese degli alpinisti. C`è una profonda relazione tra la storia del camminare e la storia del pensiero, e occorre preservare spazi e tempi da dedicare a questa semplice attività in un mondo sempre più orientato alla velocità e dipendente dalle automobili.
Arricchiscono il volume profili di alcuni dei più significativi camminatori nella letteratura e nella storia, da Wordsworth a Gary Snyder, da Rousseau alle madri argentine della Plaza de Mayo, dalla Elizabeth Bennet di Jane Austen alla Nadja di André Breton.

Consigliamo di leggerlo in lingua originale.

Wanderlust di Rebecca Solnit

9. Dove il vento grida più forte di Robert Peroni

Quando Robert Peroni, trent’anni fa, arriva in Groenlandia per battere l’ennesimo record, si sente sperduto: una famiglia in Italia, e una professione, quella di esploratore, di cui non capisce più il senso. A ridare una direzione alla sua vita sono gli inuit, vero nome degli “eschimesi”: nonostante i bianchi da anni impongano divieti che impediscono loro di vivere dignitosamente, lo accolgono come un amico, perché ogni uomo è solo se stesso e la solidarietà è un dovere. Affascinato da questa cultura, Robert si trasferisce nel centro più grosso della costa orientale, un paese di duemila abitanti, isolato nove mesi l’anno, e ne abbraccia la lingua, gli usi, le regole non scritte. Come il rifiuto di lamentarsi: la fame, il freddo, le privazioni sono accettate con il sorriso sulle labbra, perché soffrire è parte dell’esistenza. Da loro impara ad ascoltare le storie che porta il vento, la bellezza di vivere nel presente e la poesia nascosta nello sciamanesimo. “Dove il vento grida più forte” racconta l’incontro con un popolo straordinario, che ha come unica arma la dolcezza, e con una terra ostile e meravigliosa, in cui la natura è madre e matrigna, dispensatrice di vita e di morte.

Libro interessante, scorrevole, ricco di aneddoti e di riflessioni. Autobiografico, con grande lucidità e apertura mentale.
Leggendolo ti accorgi che il mondo non è un unico modo di vivere le cose, ma che ci sono angoli sperduti, dove ciò che qui è normale, è assurdo, dove ciò che là è normale, per noi è incomprensibile.

10. Il mondo a piedi di David Le Breton

Godimento del tempo e dei luoghi, il camminare è uno scarto rispetto alla modernità. Viaggiare a piedi è un gesto trasgressivo, una potente affermazione di libertà. E’ un avanzare in modo trasversale nel ritmo frenetico della vita moderna. “Il mondo a piedi” propone un modo nuovo di viaggiare, mette in relazione il punto di vista dei personaggi storici quali Stevenson, Sansot e Basho, ponendoli attorno a un tavolo immaginario a scambiarsi opinioni sul senso del percorrere il mondo e la vita a piedi. Una dissertazione che induce a considerare con curiosità un aspetto ormai insolito del viaggio.

Un’introspezione per chi ama la natura e le camminate. Da leggere per assaporare il ritmo lento della marcia, le emozioni e le avventure del viaggiare a piedi.

11. Il filo infinito di Paolo Rumiz

Che uomini erano quelli. Riuscirono a salvare l’Europa con la sola forza della fede. Con l’efficacia di una formula: ora et labora. Lo fecero nel momento peggiore, negli anni di violenza e anarchia che seguirono la caduta dell’impero romano, quando le invasioni erano una cosa seria, non una migrazione di diseredati. Ondate violente, spietate, pagane. Li cristianizzarono e li resero europei con la sola forza dell’esempio. Salvarono una cultura millenaria, rimisero in ordine un territorio devastato e in preda all’abbandono. Costruirono, con i monasteri, dei formidabili presidi di resistenza alla dissoluzione. Sono i discepoli di Benedetto da Norcia, il santo protettore d’Europa. Paolo Rumiz li ha cercati nelle abbazie, dall’Atlantico fino alle sponde del Danubio. Luoghi più forti delle invasioni e delle guerre. Gli uomini che le abitano vivono secondo una Regola più che mai valida oggi, in un momento in cui i seminatori di zizzania cercano di fare a pezzi l’utopia dei padri: quelle nere tonache ci dicono che l’Europa è, prima di tutto, uno spazio millenario di migrazioni. Una terra “lavorata”, dove – a differenza dell’Asia o dell’Africa – è quasi impossibile distinguere fra l’opera della natura e quella dell’uomo. Una terra benedetta che sarebbe insensato blindare. E da dove se non dall’Appennino, un mondo duro, abituato da millenni a risorgere dopo ogni terremoto, poteva venire questa portentosa spinta alla ricostruzione dell’Europa? Quanto c’è ancora di autenticamente cristiano in un Occidente travolto dal materialismo? Sapremo risollevarci senza bisogno di altre guerre e catastrofi? All’urgenza di questi interrogativi Rumiz cerca una risposta nei luoghi e tra le persone che continuano a tenere il filo dei valori perduti, in un viaggio che è prima di tutto una navigazione interiore.

Il filo infinito di Paolo Rumiz

12. La vocazione di perdersi di Franco Micheli

La collana “Piccola filosofia di viaggio” invita Franco Michieli, geografo ed esploratore, a raccontare come perdersi e imboccare una strada imprevista sia un buon modo per rinnovarsi. Tutto cambia se si impara a leggere la natura. Non solo si recupera le capacità di orientamento, ma anche la dimensione spirituale che nasce da questa straordinaria esperienza.

Un libriccino che ogni trekker dovrebbe tenere con se.

La vocazione di perdersi di Franco Micheli libro

13. Nelle terre estreme di Jon Krakauer

Nell’aprile del 1992 Chris McCandless si incamminò da solo negli immensi spazi selvaggi dell’Alaska. Due anni prima, terminati gli studi, aveva abbandonato tutti i suoi averi e donato i suoi risparmi in beneficenza: voleva lasciare la civiltà per immergersi nella natura. Non adeguatamente equipaggiato, senza alcuna preparazione alle condizioni estreme che avrebbe incontrato, venne ritrovato morto da un cacciatore, quattro mesi dopo la sua partenza per le terre a nord del Monte McKinley. Accanto al cadavere fu rinvenuto un diario che Chris aveva inaugurato al suo arrivo in Alaska e che ha permesso di ricostruire le sue ultime settimane. Jon Krakauer si imbatté quasi per caso in questa vicenda, rimanendone quasi ossessionato, e scrisse un lungo articolo sulla rivista «Outside» che suscitò enorme interesse. In seguito, con l’aiuto della famiglia di Chris, si è dedicato alla ricostruzione del lungo viaggio del ragazzo: due anni attraverso l’America all’inseguimento di un sogno. Questo libro, in cui Krakauer cerca di capire cosa può aver spinto Chris a ricercare uno stato di purezza assoluta a contatto con una natura incontaminata, è il risultato di tre anni di ricerche. Ma Nelle terre estreme, però, non è solo la ricostruzione degli eventi che portarono Chris McCandless alla morte, è anche una metafora sul rapporto tra la nostra civiltà e la natura che la circonda, è un formidabile tentativo di penetrare le segrete vibrazioni che percorrono tutte le giovinezze, è un viaggio del corpo e dell’anima scritto da un maestro del racconto d’avventura che qui si mette in gioco lasciandosi coinvolgere – assieme al lettore – dalle figure eroiche di cui narra.

Nelle terre estreme di Jon Krakauer

Ovviamente questa è una nostra classifica stilata insieme ai vostri suggerimenti. Vi consigliamo di leggere, di ampliare la mente in modo da poter vedere le cose da un’altra prospettiva. Buona lettura amici.

Giulia Leanza