Le vie Romee erano un fascio di vie, che conducevano a Roma, come in sostanza lo erano le Vie Francigene. Da Trento ad Arezzo, tra natura, musei e pura arte.

La Via Romea Germanica Imperiale è una variante di quasi 600 chilometri della storica Via Romea Germanica, dalla quale si distacca a Trento per poi riprenderla ad Arezzo.

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Il percorso interseca altri cammini molto importanti come il la Via Postumia, la Via della Lana e della Seta, la Via degli Dei. L’itinerario è vario e diversificato, ci si immerge nelle bellezze storiche, in quelle naturali come il Lago di Garda, si sfiora l’arte di città come Firenze, Mantova, Arezzo; si attraversano aree di eccellenza per produzioni agricole più famose al mondo.


560 chilometri percorribili in bici, a piedi o a cavallo, autonomamente o in gruppi guidati. Il numero di tappe può variare in base alle vostre esigenze, in quanto la rete delle ospitalità permette una pianificazione flessibile potendo allungare o accorciare le giornate.

Nel sito ufficiale della Via Romea Germanica Imperiale troverete una proposta articolata in 23 tappe. Una meraviglia da percorrere con la piena consapevolezza di potersi ancora stupire delle bellezze che il nostro territorio ci offre. Scopriamole!

1 Tappa: Trento – Rovereto

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Duomo Trento

La Via Romea Germanica Imperiale inizia proprio a Trento, conosciuta anche come Tridentum romana per i tre cossi Doss Trento, Sant’Agata e San Rocco, che ricordavano tre denti. Trento fu per secoli città autonoma, poi divenne asburgica e poi italiana. Difatti, ancora oggi riemergono conflitti tra le due parte che ancora non si sono integrate del tutto.
Di certo tutti sono d’accordo quando si parla delle bellezze che arricchiscono questa città: iniziando da Piazza Duomo con la Basilica di San Virgilio, dedicato al patrono della città. Oltre ad essere la chiesa principale della città, dal 1545 al 1563 la Basilica ha ospitato il Concilio di Trento. Negli anni il Duomo ha subito varie modifiche, infatti è ben visibile come gli stili gotico e barocco si fondono dando vita ad elementi ricchi e unici.

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Su Piazza Duomo si affacciano il Palazzo Pretorio e la Torre Civica. Il Palazzo Pretorio, risalente al 1220, ha cambiato destinazioni d’uso più volte: è stato adibito a prigione, tribunale, poi sede del Comune sino a diventare sede dei vescovi. Oggi ospita il tesoro della Cattedrale e il Museo Diocesano Tridentino. La Torre Civica fu, in tempi remoti, sede della campana della Renga, annunciatrice delle condanne a morte sulla piazza. Brutta notizia però, la Torre Civica non è visitabile. Un po’ più in alto rispetto alla città, troverete il Castello del Buonconsiglio che insieme al Castel Beseno e al Castel Stenico custodiscono ricche collezioni di dipinti, sculture e tutto ciò che racconta l’arte di questa terra dal 11.000 a.C. al 1.800 d.C.
Circondato da alte mura, il Castello e le sue stradine piene di ciottoli regalano l’esperienza di fare un viaggio nel tempo. Oltre ai magnifici edifici, Trento ospita musei importanti come il Muse, museo delle scienze progettato dal famoso Renzo Piano.

Superato il tratto urbano si raggiunge l’Adige, costeggiandolo tramite una pista ciclabile che attraversa tutto il territorio trentino e collega il cuore delle Alpi con la Pianura Padana.
La meta della prima tappa è Rovereto, conosciuta come Città della quercia. Una città che stupisce è quella di Rovereto, piena di musei, di atmosfere veneziane. La bellezza di una città che mescola epoche diverse per anni e caratteristiche: il Medioevo con le mura del Castelbarco, il Settecento nei palazzi di Corso Bettini, l’incisiva impronta degli anni della Prima Guerra Mondiale nelle sale del castello.

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Vi consigliamo di iniziare da Corso Rosmini, un viale alberato che conduce a Piazza Rosmini, dove troverete il Palazzo della Cassa di Risparmio, un elegante edificio affrescato in stile neo-rinascimentale.

Proseguite per Via Orefici per raggiungere Piazza Battisti con la fontana del Nettuno. Da Via dei Portici arriverete al Castello che dal 1921 ospita il Museo Storico Italiano della Guerra. La bellezza del Castello di Rovereto sono i panorami sulla città. Parallela a Via dei Portici, Via della Terra dove troverete la Torre Civica del 1519 e la Chiesa di San Marco, con il suo grande leone sulla facciata simbolo della dominazione veneziana. Infine, non per ordine di importanza, vi consigliamo di visitare il MART, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, tra i più importanti d’Europa. La particolarità di questo museo è il contesto in cui nasce; l’idea è stata quella di creare un polo culturale, difatti troverete la Biblioteca Civica, l’Auditorium Melotti, il Teatro comunale e l’Università. Il Mart ospita i maggiori capolavori dell’arte italiana del XX secolo.

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Inoltre, Rovereto è conosciuta anche come la Città della Pace, con la sua grande Campana dei Caduti. Situata sul Colle di Miravalle, la campana è la più grande al mondo con i suoi 3 metri di altezza e 329 quintali di peso. La particolarità di questa campana sta proprio nel materiale, è stata costruita con il bronzo fuso dei cannoni delle nazioni che hanno combattuto la Grande Guerra. Ogni sera batte 100 rintocchi per ricordare i caduti in guerra.


2 Tappa: Rovereto – Borghetto

Da Rovereto, dopo aver attraversato l’antico rione di Borgo Sacco, si ritorna lungo il fiume Adige, sino ad raggiungere la località Mori Stazione. La fine del percorso porta a Borghetto, in corrispondenza del confine con la provincia.


3 Tappa: Borghetto – Pastrengo

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Santuario della Madonna della Corona

Lasciamo Borghetto e torniamo sul sentiero. Poco fuori dal percorso troverete il Santuario della Madonna della Corona. Vi consigliamo vivamente di regalarvi questa emozione, e un panorama da sogno. Raggiungere il santuario è difficoltoso ma le fatiche verranno più che ripagate. Il Santuario della Madonna della Corona sembra sospeso in aria, una struttura incastonata nella roccia. Nella parte rocciosa troverete il terrazzo da cui è possibile ammirare il panorama, a 775 metri d’altezza.
Per raggiungerlo bisogna imboccare il sentiero specifico, definito il Sentiero della Speranza che parte dal paese di Brentino Belluno.
La terza tappa termina a Pastrengo, città in cui si combatté la prima guerra di indipendenza nel 1848, in cui i piemontesi di Carlo Alberto sconfissero gli austriaci. A Pastrengo troverete Villa Padovani, una delle ville venete più belle. Il complesso di origine medioevale è stato oggetto di diverse opere di ristrutturazione. Nel 1932 la proprietà passò a Piero Ronzetti che ne fece una villa padronale, abbellendola con elementi in stile Liberty. E’ possibile soggiornare all’interno della villa.

Da visitare sicuramente la Chiesa di San Zeno, risalente al XI secolo, il Santuario di Santa Maria Assunta e la Chiesa di Santa Croce del XVIII secolo. Oltre a Villa Padovani potrete ammirare Villa del Castello, Villa Campara e Casa Segattini risalente al XVI secolo.


4 Tappa: Pastrengo – Peschiera

Da Pastrengo ci spostiamo per costeggiare il Lago di Garda. In questa parte del percorso troverete i bellissimi vigneti che producono i famosi vini del Garda. Lungo il tragitto vi imbatterete in Colà di Lazise, uno splendido borghetto conosciuto per le sue terme. Difatti, troverete il Parco Termale del Garda, 13 ettari immersi in piante, alberi secolari e acque termali.

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Superando il Parco divertimento di Gardaland, sentirete i profumi del Lago di Garda, il più grande d’Italia. Costeggiando per alcuni chilometri il Lago arriverete a Peschiera, un borgo lacustre unico nel suo genere.
A pochi chilometri da Verona, di origine romana è stata la protagonista per quasi 2000 anni delle guerre di indipendenza.
Perdetevi tra i vicoli del centro storico di Peschiera e godetevi ogni angolo, ogni colore. Passeggiando noterete la cinta veneziana che adesso accoglie Piazza Betteloni, in cui troverete il Museo Militare. Raggiungendo Piazza Ferdinando di Savoia potrete ammirare il Carcere Militare e la Parrocchia di San Martino risalente al XVIII secolo. Non fatevi mancare una passeggiata sul Ponte dei Voltoni, da cui potrete ammirare i fantastici archi in cotto e l’isolotto dalla vegetazione rigogliosa. Da non perdere la Fortezza di Peschiera, un gioiello racchiuso in una cinta muraria di forma pentagonale, risalente al ‘500.
Una delle zone più suggestive è quella del Ponte Pedonale che attraversa il canale della fortezza.
Lasciando il centro di Peschiera, potrete raggiungere il Santuario della Madonna del Frassino, un luogo di culto per molti pellegrini. Al suo interno troverete una piccola statua della Madonna del Frassino, apparsa l’11 maggio del 1510 tra i rami di un albero di frassino.

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5 Tappa: Peschiera – Goito

Lasciamo l’incantevole paesaggio di Peschiera del Garda per immergerci in un altro dai colori opposti: la Pianura Padana. Percorrendo il sentiero vi imbatterete in graziosi borghi come Volta Mantovana, Monzambano.

Monzambano è un piccolo comune che si trova all’interno di un’area collinare nota come Alto Mantovano. In questa piccola cittadina troverete il Complesso di San Michele, formato da una serie di edifici che caratterizzano questo borgo da tempi antichi. Tra questi edifici troverete il Castello e la Chiesa consacrata all’Arcangelo Michele, risalente al 1400 e ricostruita durante il XVIII secolo. Al suo interno troverete una struttura con un’unica navata, da cui si diramano sei cappelle con diversi altari dedicati ad un santo diverso.

Il Castello risale al XI secolo, situato su un’altura che sovrasta tutto il centro del borgo. E’ stato presidiato da diverse invasioni e famiglie nobiliari, prima di passare al totale controllo della Repubblica di Venezia nel 1495.

Il percorso si snoda poi non lontano da Borghetto sul Mincio, una frazione del Comune di Valeggio sul Mincio, incluso nella lista dei borghi più belli d’Italia. Un piccolo villaggio risalente al periodo longobardo, tra il VI e il VIII secolo d.C. Il suo nome vuol dire “insediamento fortificato”, proprio perché grazie alla sua posizione sulle rive del fiume Mincio era ottimo per costruire una Curtis Regia. Da vedere sono i suggestivi mulini ad acqua, la Chiesa Parrocchiale di San Marco Evangelista al cui interno suona una campana del 1300. A piedi dopo una breve salita è possibile ammirare il Castello Scaligero, situato in una posizione panoramica.

Proseguendo troverete Volta Mantovana, città di origine medioevale. Ancora oggi si può ammirare il Castello che domina il centro abitato, risalente al XI secolo; il bellissimo Palazzo Gonzaga un tempo di proprietà dei signori di Mantova eretto nel XV secolo, oggi sede comunale. Accanto al palazzo troverete due Torri, da cui è possibile regalarsi un panorama mozzafiato.
Inoltre, da vedere la Chiesa Parrocchiale di San Pietro, la Chiesetta della Madonnina.

Lasciando Volta Mantovana proseguirete sino alla fine della quinta tappa, raggiungendo Goito. Si colloca in un paesaggio della media-bassa pianura, disegnato nel tempo. Infatti, trovandosi a metà tra Mantova e Brescia rappresentava il confine settentrionale del contado mantovano. Il principale monumento è la Basilica della Madonna della Salute, una chiesa abbellita da sculture e dipinti in stile barocco, formata da una sola navata e quattro cappelle. A Goito troverete due incantevoli ville, Villa d’Arco risalente al Settecento e Villa della Giraffa, ricavata da un antico convento.


6 Tappa: Goito – Mantova

Proseguiamo il nostro percorso lasciando Goito. Si prosegue immergendosi in panorami tipici di queste terre per raggiungere Curtatone. Gioiello urbano della pianura mantovana, Curtatone rientra nel novero naturalistico del Parco del Mincio.

Il borgo di Curtatone fu scenario della famosa “Battaglia di Curtatone e Montanara”, nel corso della Prima Guerra d’Indipendenza nel 1848.
Tra le bellezze di questo piccolo borgo rientrano il Palazzo del Diavolo nella frazione di San Silvestro risalente al XVIII secolo e il famoso Santuario della Beata Vergine delle Grazie.
Il santuario in stile gotico lombardo, edificato su un ampio piazzale, sovrasta le acque del Mincio. Le origini della chiesa risalgono al 1200. Dal 1412 fino a fine secolo, vennero edificati il convento, la scuola, l’oratorio e la biblioteca.
Una presenza un po’ particolare vive all’interno del Santuario: un coccodrillo imbalsamato appeso al soffitto al centro della navata. Nacquero diverse leggende e teorie sulla presenza del coccodrillo nel Santuario, come quella legata ai due fratelli barcaioli che, mentre riposavano sulla riva del fiume, ad un tratto uno dei due venne assalito dal coccodrillo. L’altro fratello chiese l’intercessione divina e, armandosi si un coltello, riuscì ad uccidere il rettile. Altri significati sono stati elaborati, alcuni raccontano che il coccodrillo fuggi dallo zoo esotico privato di casa Gonzaga.

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Interno del Santuario della Beata Vergine delle Grazie – In alto potete vedere appeso il coccodrillo

Inoltre, dal 1425, ogni anno a metà agosto si celebra la Fiera dei Madonnari. Più di 200 Madonnari, provenienti da tutte le parti del mondo, si riuniscono per realizzare opere artistiche raffiguranti la Madonna, con tecniche e chiavi di lettura differenti.

Da Curtatone proseguiamo sino a raggiungere Mantova, costruita attorno a tre laghi. Città rinascimentale inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO nel 2008. Una meraviglia visitarla nel periodo tra luglio e agosto, quando sul Lago Superiore fioriscono migliaia di fiori di loto.

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Tra le meraviglie di questa città troviamo il Castello di San Giorgio, dalla pianta quadrata e formato da quattro torri angolari, costruito per volere di Francesco I Gonzaga nel 1395. Seguendo il fossato del Castello troverete Piazza Sordello, la più grande del centro storico dedicata a Sordello da Goito, un poeta del XIII secolo. Su questa piazza troverete il Duomo, il Palazzo Vescovile, il Palazzo Acerbi e il Palazzo Ducale, la più antica residenza della famiglia Gonzaga.

Il Duomo o Cattedrale di San Pietro, fu edificato nel XI secolo. Nel corso degli anni ha subito diverse modifiche, testimoniati dalla presenza di diversi stili che si fondono armoniosamente. Da Piazza Sordello ci spostiamo verso la Piazza delle Erbe, cosi chiamata perché da anni si svolge il tradizionale mercato cittadino. Proprio in questa Piazza troverete il Palazzo della Ragione, la Torre dell’Orologio, la Rotonda di San Lorenzo e la Casa del Mercante.
La Torre dell’orologio fu costruita nella seconda metà del Quattrocento da Bartolomeo Manfredi. La bellezza dell’orologio è che non segna solamente le ore, ma indica i segni zodiacali, le ore planetarie, i giorni della Luna e la posizione degli astri.
Ci spostiamo in Piazza Mantegna, dove troverete la grandiosa Basilica di Sant’Andrea progettata da Leon Battista Alberti. La basilica dalla pianta a croce, presenta al suo interno una meraviglia tutta dipinta. Soffitti decorati, opere d’arte di artisti noti come Correggio e Mantegna, i Sacri Vasi nella cripta della basilica contengono la Golgota intrisa del sangue di Gesù.
Altra bellezza presente a Mantova è indubbiamente il Palazzo Te. Villa costruita nel 1500 dall’architetto Giulio Romano. Uno scrigno che contiene bellezze artistiche uniche. Il palazzo non contiene più il mobilio dell’epoca, ma gli affreschi riempiono le pareti di una bellezza che lascia a bocca aperta. Da vedere assolutamente la Camera di Amore e Psiche e la Camera dei Giganti.

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Palazzo Te


7 Tappa: Mantova – San Benedetto Po

Lasciata Mantova e il territorio del Mincio, ci addentriamo nel terreno dove scorre il Po. In questa tappa si incrocerà il Cammino di San Pellegrino e la Matildica. La settimana tappa si conclude a San Benedetto Po, uno dei borghi più belli d’Italia. Un piccolo di comune di circa 7.000 abitanti, che ospita il complesso monastico di Polirone dove fu sepolta Matilde di Canossa (successivamente trasferita in San Pietro a Roma).

Altro luogo da ammirare è il Museo Civico Polironiano edificato nel 1977, che conta più di 13000 oggetti della cultura rurale.


8 Tappa: San Benedetto Po a Concordia

Lasciata la piazza di San Benedetto Po, in breve ci si immette nella campagna padana: siamo a metà strada tra le Alpi e gli Appennini e, se la giornata è limpida, si possono vedere entrambe le catene montuose. Il paesaggio presenta terreni coltivati che si perdono all’orizzonte, ogni tanto intervallati da grandi fattorie che ricordano quelle del film ‘900 di Bertolucci. Lungo il percorso si incontra il bel paesino di Quistello, con alcuni monumenti interessanti, e diversi servizi. Si cammina per quasi tutta la tappa sugli argini del Secchia, asfaltati e sterrati.


9 Tappa: Concordia a Sozzigalli

Lasciando Concordia ci immettiamo nel territorio emiliano, precisamente in provincia di Modena.
Siamo ancora sull’ argine del fiume Secchia, tra filari di pioppi maestosi cui si contrappongono, quasi come controcanto, alti campanili in lontananza che segnalano borghi e paesini. La zona è stata teatro alcuni anni fa di un grave terremoto, i cui segni ancora sono ben visibili in tutti gli abitati che si incontrano.


10 Tappa: Sozzigalli a Modena

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Questa tappa è un po’ più breve delle altre, da Sozzigalli si raggiunge la città passando nelle zone de Lambrusco, uno dei vini più venduti al mondo. Raggiunta Modena lasciatevi incantare immergendovi nel centro storico tra piazze, portici e antichi palazzi.

Una chicca dell’Emilia-Romagna, una città dove si incontrano tradizioni culinarie, storia, arte e grandi aziende. Iniziamo da Piazza Grande, il cuore del centro storico di Modena. Sulla piazza si affacciano importanti edifici del Seicento come il Palazzo del Comune e della Regione, il Duomo e l’elegante Torre Campanaria Ghirlandina (Patrimonio dell’Umanità Unesco).
Dal 1997 la Piazza insieme ai bellissimi edifici sono rientrati nella lista dei Patrimoni dell’UNESCO. Il Duomo, conosciuto anche come Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta in Cielo e San Geminiano rappresenta il principale luogo di culto della città. La Cattedrale esternamente è un magnifico capolavoro in stile romantico, mentre

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al suo interno è costituita da mattoni rossi e conserva varie opere d’arte. Diversi sono i musei che troverete in questa città, come la Galleria Estense nella quale vengono esposte le collezioni di opere d’arte dei Duchi d’Este; il Museo Civico d’Arte istituito nel 1871 in cui troverete opere artistiche e raccolte etnologiche; il Museo della Figurina nato nel 2006, ospita una collezione unica di piccole stampe, calendari, francobolli e infine il Museo Enzo Ferrari dedicato alla sua vita. La bellezza del museo sta anche nella forma dell’edificio: un cofano tinteggiato in giallo.

Non potete farvi mancare un tour all’Orto Botanico nato nel 1758 per volontà del Duca Francesco III d’Este.


11 Tappa: Modena – Torre Maina

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Simbolo della città di Castelnuovo Rangone

Lasciamo Modena per immetterci nella ciclabile costruita sull’antica ferrovia di Modena – Vignola. Durante il percorso che si snoda per pochi chilometri ad est del percorso originario della Via Vandelli, ci imbatteremo in Castelnuovo Rangone.
Il borgo insieme ai comuni di Castelvetro di Modena, Guiglia, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola e Zocca forma l’Unione Terre dei Castelli. La principale attività economica è la lavorazione della carne del maiale, difatti il borgo è conosciuto anche come il “Paese del Maiale” tanto da diventarne il simbolo della città.

Oggi il borgo raccoglie attorno a sé un mix tra il “vecchio” e il moderno, il centro preserva ancora le bellezze di un tempo, mentre subito dopo fioccano edifici moderni e stabilimenti industriali. Da visitare la Parrocchiale, la Chiesa di Celestino I risalente al 1181, la Torre Medioevale, la Chiesa di Santa Maria del Tiepido e i vari parchi che abbelliscono la città del maiale.


12 Tappa: Torre Maina – Pavullo nel Frignano

In questa tappa toccherete le bellezze dell’Appennino. Salite, sentieri, borghi e panorami che caratterizzano questa terra. La dodicesima tappa si conclude a Pavullo nel Frignano, uno dei luoghi più apprezzati del basso Appennino modenese.
Da non perdere il Castello di Montecuccolo, posto su una rupe e simbolo della città. In stile medioevale, anche se nel corso degli anni ha subito delle modifiche che ne hanno alterato la struttura originale, divenne il nuovo centro amministrativo in epoche remote. Altro monumento è il Palazzo Ducale, residenza estiva dei duchi d’Este, attualmente ospita la biblioteca comunale e diversi altri uffici comunali; edificato nel XIX secolo il palazzo è circondato da immensi giardini con innumerevoli piante rare.

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Castello di Montecuccolo

La Chiesa di San Bartolomeo, la principale di Pavullo, edificata dopo la Seconda Guerra Mondiale e consacrata solo nel 1999. La particolarità di questa chiesa è che nonostante sia stata costruita recentemente, presenta le caratteristiche dello stile neo-romanico.


13 Tappa: Pavullo – Montecreto

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Ponte di Olina – (foto di Alessandro Bonettini)

La tredicesima tappa è perlopiù caratterizzata da una vera e propria immersione nella natura. Ma tra la bellezza dell’incontaminato potrete fermarvi nella piccola frazione di Olina.

Piccola si, ma nasconde una bellezza risalente all’antico 1522. Il Ponte di Olina è visibile in lontananza, considerando la tua altezza vertiginosa. Un tempo veniva usato per collegare Pian della Valle e Pian del Prugneto. Il ponte fu voluto dai Montecuccoli ma costruito dai signori di Firenze e Lucca. Il ponte custodisce un’antica leggenda, ambientata all’inizio del XV secolo: la storia narra che chiunque si trovi ad oltrepassare il ponte in una notte tempestosa e buia, possa sentire una voce affannosa che richiede aiuto. E’ solo una leggenda? E chi lo sa!


14 Tappa: Montecreto – Fiumalbo

Da Montecreto continuiamo il nostro cammino. Ci imbatteremo nel piccolo comune di Riolunato, dove vi consigliamo di fare un giro nel centro storico e di provare la cucina tipica di questa zona, da leccarsi i baffi.
Dopo una breve sosta in questo piccolo borgo proseguiamo in direzione Pievepelago.

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Pievepelago – Foto di Umberto Pagliai

Situata nel cuore del Parco Regionale dell’Alto Appennino modenese, la città è circondata da boschi di rara bellezza a 781 metri. Vi consigliamo una passeggiata in Via Vandelli, una delle più importanti del territorio modenese. La sua fama è dovuta al fatto che questa strada era la principale del Ducato di Modena e permetteva di muoversi a sud e nord degli Appennini. Concedetevi una sosta al Mulino Domma, edificato nel 1586 ancora funzionante; fermatevi a Roccapelago per visitare il Museo delle Mummie, 281 corpi trovati mummificati; il Santuario della Madonna di Monticello edificato nel XVII secolo e recentemente restaurato.

Concludiamo questa tappa a Fiumalbo, considerato uno dei borghi più belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Il Parco del Frignano avvolge la città di Fiumalbo con i suoi 15mila ettari di estensione. Ma la bellezza di questo luogo è l’essere un gioiello in pietra nel Monte Cimone, diventando meta per tutti gli appassionati di montagna e di piccoli gioielli sconosciuti.
Oltre a farvi incantare dalla bellezza dei panorami, tra gli edifici da visitare rientrano la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, realizzata nel 1220 d.C: quest’anno si celebra l’ottocentesimo dalla fondazione., la Chiesa dell’Immacolata Concezione detta anche “dei Bianchi” a causa della confraternita presente al suo interno, risalente al 1516. Poco distante troverete la chiesa “dei Rossi”, Chiesa di Santa Caterina da Siena.

Curiosità: Il 24 agosto si celebra il patrono della cittadina, con una bellissima festa che inizia la sera prima quando il borgo viene illuminato con torce, lumini e fiaccole ottenendo un’atmosfera magica

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Festa di San Bartolomeo


15 Tappa: Fiumalbo – Cutigliano

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Ponte Sospeso – Foto di Niccolò Gavioli

Lasciato il suggestivo borgo di Fiumalbo si prosegue in direzione Abetone.
Il primo insediamento in quest’area risale al XVIII secolo. Le Piramidi in pietra disegnate da Leonardo Ximenes, riportano l’arma e l’iscrizione del ducato e segnano il confine tra il Granducato di Toscana e il Ducato di Modena.

Dopo chilometri di foreste sempreverdi e di latifoglie, si attraversa un bellissimo sentiero intervallato da scorsi panoramici.
Inizia la discesa per raggiungere Cutigliano. E’ uno di quei borghi che riesce a mixare perfettamente arte e natura, fondato durante l’alto medioevo. Da visitare la Chiesa di San Bartolomeo, il Palazzo dei Capitani di Montagna oggi sede comunale, la Loggia dei Capitani e la Chiesa della Madonna in Piazza costruita nel XV secolo.


16 Tappa: Cutigliano – Ponte Petri

Tappa molto bella e varia, su sentieri, strade con poco traffico, carraie e sterrati. Molti i riferimenti storici: pochi km dopo la partenza si passa ai piedi di Lizzano Pistoiese, borgo importante secoli fa da cui passava la viabilità principale, prima di un terremoto che distrusse il paesino.

Vi consigliamo poi una sosta a San Marcello Pistoiese, bella cittadina turistica, e nei due borghi di Gavinana e Maresca.

Gavinana è un borgo medievale con circa 750 abitanti. Del borgo antico è famosa la piazza dedicata a Francesco Ferrucci, con la statua posta al centro per ricordare la battaglia del 1530. Da visitare la Pieve di Santa Maria Assunta edificata nel XI secolo e ampliata nel XIII secolo. Altri luoghi d’interessa il Museo Naturalistico e Archeologico dell’Appennino Pistoiese, che troverete al Palazzo Achilli.

Maresca, invece, un piccolo paese che regala un clima ospitale e sereno. Nella piazza principale troverete la Chiesa di San Gregorio Magno, ex oratorio del Palazzo Rospigliosi.
Superata Maresca proseguiamo verso la fine della sedicesima tappa: Ponte Petri.


17 Tappa: Ponte Petri – Pistoia

Gli Appennini sono attraversati, ormai, e si entra nella splendida pianura Toscana. La percorreremo o la costeggeremo sulle colline adiacenti, fino ad Arezzo.

Appena partiti, una salita non lunga ci porta ad un crinale che offre diversi punti di osservazione su Pistoia e sulle aree circostanti. Il percorso principale (è possibile anche una variante più breve) porta a Spedaletto, sede di un ospitale per i pellegrini provenienti dal nord, e anche da Bologna, diretti a Pistoia: oggi è rimasta solo la Chiesa di San Bartolomeo.

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Terminiamo raggiungendo Pistoia, perla della Toscana. Nel 2017 è stata nominata Capitale Italiana della Cultura, la città è ricca di edifici e testimonianze risalenti all’epoca romana. Iniziamo infatti, il percorso osservando bene i vicoli, le piazze e gli edifici che ci circondano.
Il principale luogo di culto è la Cattedrale di San Zeno, nel cuore della città. Inizialmente la cattedrale era dedicata a San Martino poi solo successivamente venne dedicata a San Zeno.
Pistoia accoglie una delle piazze rinascimentali più famose d’Italia, Piazza del Duomo. La piazza possiede una forma geometrica molto particolare, fatta appositamente per creare un effetto ottico in grado da far sembrare lo spazio più vasto. Vicino alla Piazza troverete il Battistero di San Giovanni, dalla pianta ottagonale e secondo alcuni esperti d’arte, rappresenta uno dei massimi esempi di gotico toscano.
Torre di Catalina è una delle torri più antiche della città, chiamata cosi perché secondo una leggenda sotto le sue fondamenta ci sarebbe sepolto Lucio Catilina. La torre possiede una magnifica terrazza da cui è possibile ammirare un meraviglioso panorama. Un’altra piazza molto famosa è Piazza della Sala, dove troverete il Pozzo del Leoncino uno dei simboli di Pistoia.

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Fondata nel 1495 sulle fondamenta di un’altra chiesa troverete la Basilica della Madonna dell’Umiltà dove al suo interno è custodito il Tesoro della Madonna, ossia arredi sacri realizzati in oro e argento. Un importantissimo complesso romano invece è rappresentato dalla Chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, costruita tra il 1100 e il 1340.


18 Tappa: Pistoia – Prato

Lasciata Pistoia, proseguiamo in direzione Prato. Lungo il tragitto vi imbatterete in Montale, luogo dove la provincia di Pistoia e Prato si toccano. In questo comune potrete ammirare la Pieve di San Giovanni Evangelista e il complesso della Villa Smilea. Quest’ultima, oggi, ospita la sede del comune, ben visibile per via delle sue torri merlate, l’epoca della villa non è ben chiara. Il Castello di Montale, edificato nel XIII secolo e distrutto nel corso di una guerra tra Firenze e Pistoia; Villa Colle Alberto che sorse nel 1606 per volere di Alberto Bardi, circondata da un ampio giardino; l’Abbazia di San Salvatore in Agna, in stile protoromantico e recentemente restaurata.

Successivamente troverete il comune di Montemurlo, dove si combatté nel 1537 la battaglia tra i sostenitori di Cosimo I de’ Medici e gli oppositori capeggiati da Baccio Valori e Filippo Strozzi.
Sulla parte più alta si intravede la Rocca di Montemurlo, il fulcro del sistema di fortificazioni del castello. Oggi all’interno del castello, restano pochi elementi, ma l’ampio giardino è ben curato. Il territorio del comune è ricco di ville e tenute come Villa di Galceto, Villa Strozzi, Villa Pazzi.

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Montemurlo

Se volete approfondire la conoscenza di questo borgo vi consigliamo di visitare la Chiesa del Sacro Cuore, la Pieve di San Giovanni Battista Decollato realizzata nell’Ottocento, la Chiesa di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi.

Da Montemurlo iniziamo una salita iniziando un tratto escursionistico di media montagna. Scesi di nuovo a valle, se siete fortunati, troverete aperta la Pieve di San Pietro a Figline. Si presume sia stata edificata nel 1183 e tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV venne ampliata. All’interno della chiesa troverete bellissimi affreschi ben conservati.

Infine, arriverete a Prato, città di origine etrusca. Accerchiata da grandi mura, Prato offre bellezze storiche uniche. Innanzitutto, vi consigliamo di iniziare dal centro in cui troverete il fantastico Duomo di Prato. Dedicato a Santo Stefano, è uno dei capolavori del romanico toscano con la sua affascinante facciata a fasce bianche e verde scuro. All’interno troverete diversi affreschi e la veneratissima Sacra Cintola della Madonna. Per capire meglio la storia della Sacra Cintola vi consigliamo di visitare il Museo di Palazzo Pretorio. Il Palazzo Pretorio risale all’epoca tra il XIII e il XIV secolo, dalla fusione di tre palazzi distinti.

Prato

Interno del Duomo di Prato – Foto di cgiannic

Non può mancare una visita alla Chiesa di San Francesco, situata a pochi passi dal Palazzo Pretorio, con un’elegante facciata a fasce bianche e verdi. All’interno la tomba di Francesco Datini, il famoso mercante di Prato. La Basilica di Santa Maria delle Carceri è considerata un vero e proprio capolavoro rinascimentale, inizialmente costruita dove sorgevano le carceri, nel 1486 a seguito dell’apparizione della Madonna si decise di convertirla in luogo di culto religioso. Accanto alla Chiesa troverete il Castello dell’Imperatore, costruito per volere di Federico II di Svevia, formata da una pianta quadrata e dotata di 8 torroni difensivi. Vi consigliamo completare la visita di Prato visitando la Chiesa di San Domenica, dove troverete il Museo di Pittura Murale.

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Chiesa di Santa Maria delle carceri – Foto di Pietro Colombi


19 Tappa: Prato – Firenze

Anche questa tappa insiste sulla direttrice via Cassia, e il rimando alla storia viaria del periodo romano è evidenziato dai toponimi delle località: Settimello, Sesto, Quinto corrispondenti al numero di miglia di distanza dal capoluogo. Poco dopo Prato è notevole il recupero di una fabbrica del secolo scorso, che si staglia con le sue 4 ciminiere. Sullo sfondo la piana di Campi Bisenzio, oggetto in questi anni di ritrovamenti archeologici di enorme importanza, risalenti all’epoca etrusca.
Si sale poi a Calenzano, magnifico borgo arroccato su un colle da cui il panorama si estende sulla pianura e sulle colline punteggiate da castelli, campanili e ville rinascimentali. Il tratto successivo è caratterizzato da saliscendi sulle colline piene di oliveti, principalmente su sentieri sterrati, facili e in totale sicurezza.

Si incontrano magnifiche dimore antiche tra cui ville medicee, come Villa Reale, sede oggi della Accademia della Crusca; di qui si arriva presto alle porte di Firenze dal colle di Careggi.

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Firenze

Firenze, uno dei gioielli più belli del nostro stivale. Da qui la Via Romea Germanica Imperiale incontra l’inizio della Via degli Dei.

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20 Tappa: Firenze – Palazzolo

Lasciamo Firenze ammirando la bellezza di Ponte Vecchio. Continuiamo costeggiando l’Arno fino ad imboccare la via di Ripoli che porta sino alla Badia omonima. Arrivati al magnifico ospitale del Bigallo si scende sino ad Osteria Nuova, un po di salita sino a San Donato per imboccare la Via Vecchia Aretina che seguiremo sino alla conclusione della Via Romea Germanica Imperiale. Lungo il tragitto incontrerete una bella Pieve e la Villa dei Bagnani.


21 Tappa: Palazzolo – San Giovanni Valdarno

Da Palazzolo proseguiamo sino a raggiungere la periferia di Incisa in Val d’Arno. Prima di raggiungere la città vi consigliamo di fare una breve deviazione per visitare la Chiesa di Maria Teotokos a Loppiano, in stile moderno ma che vale la pena visitare.

Ad Incisa in Val d’Arno degno di nota sono i resti di una Rocca risalente al 1223. Da visitare la Chiesa di San Michele a Morniano e di San Niccolò a Olmeto.

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Figline Valdarno

Lungo il percorso vi imbatterete in Figline Valdarno. Le bellezze di questo comune sono rappresentate dal centro storico, dalle sue mura di cinta medioevali e dalle sue antiche origini. Difatti, il borgo nasce nel 1109 diventando nel corso degli anni un importante centro turistico.

Degna della vostra attenzione a Figline Valdarno troverete Piazza Marsilio Ficino, dedicata al filosofo umanista vissuto nel 1400; Collegiata di Santa Maria, edificata verso la metà del 1200; Palazzo Pretorio risalente al XIV secolo decorato dagli stemmi dai podestà che si sono susseguite negli anni; Chiesa di San Francesco realizzata nel lontano 1229, con la sua facciata in marmo verde e pietra bianca; Teatro Garibaldi costituito a ridosso delle mura.
Sul lato opposto della Piazza Marsilio Ficino troverete l’Ospedale Serristori, voluto dalla stessa famiglia nel 1399.

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San Giovanni Valdarno – Foto di Diletta Paoli

La ventunesima tappa si conclude a San Giovanni Valdarno, il borgo più centrale del Valdarno Superiore e città natale del Masaccio.
In origine Castel San Giovanni, nasce nel 1200 per volere della città di Firenze. La struttura urbanistica fu progettata da Arnolfo di Cambio, racchiudendo la città in un rettangolo protetto da mura.
Qui troverete il Palazzo Pretorio, conosciuto come Palazzo di Arnolfo di Cambio sede del Museo delle Terre Nuove. La sua facciata è composta da oltre 200 blasoni raffiguranti gli stemmi dei vicari della città. Dietro la Piazza troverete la Basilica di Santa Maria delle Grazie, che sorge dove sorgeva una delle porte (anche esistenti) dell’antico nucleo della città, Porta di San Lorenzo.

A pochi passi dalla Basilica, una struttura in mattoni rossi domina il panorama: Chiesa di San Lorenzo. All’interno della chiesa nel ‘700, fu ritrovato un uomo murato all’interno di un pilastro.
Città natale di Masaccio, a San Giovanni Valdarno troverete la sua casa natale in Corso Italia.


22 Tappa: San Giovanni Valdarno – Laterina

Proseguendo si raggiunge Montevarchi, città dalla pianta a forma di mandorla o fuso.

Le principali bellezze da vedere in questa cittadina sono: Piazza Varchi su cui si affaccia la Collegiata di San Lorenzo, una chiesa ricca di decorazioni; Piazza Vittorio Veneto prima sede del mercato, qui troverete la Torre del Cassero al cui interno è presenta un Museo di Scultura Contemporanea; Villa Masini, uno dei palazzi più belli della Toscana in stile liberty, costruita negli anni ’20.

Curiosità: Alcune scene de “La vita è bella”, pellicola di Benigni, sono state girate proprio a Villa Masini.

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Villa Masini – Foto di Angela Mugnai

Da questa località parte un sentiero che porta al fiume attraversando un ponte e, salendo un po’, si rientra nel Parco di Bandella. Da qui arriveremo a Laterina, piccolo centro racchiuso dentro un castello medioevale ancora abitato.

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Torre Giunigi – Foto di gabriele.az

Al centro del borgo troverete la Chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano e affianco il Palazzo del Podestà, ancora ornato dai vari stemmi. Proseguendo immettetevi in Corso Italia, via che taglia il castello raggiungendo Torre Guinigi in cui potrete godervi un bellissimo panorama sulle colline toscane.

Curiosità: Secondo alcuni studiosi, lo scorcio che si apre dalla Torre Guinigi sarebbe quello che Leonardo Da Vinci ha dipinto dietro le spalle della sua opera più famosa, la Gioconda.


23 Tappa: Laterina ad Arezzo

Ultima tappa dell’itinerario che porta ad Arezzo.
Lasciamo l’epoca Medioevale di Laterina e continuiamo il nostro cammino. Durante il tragitto vi imbatterete in una bellissima villa rinascimentale e nel Ponte Buriano.

Il Ponte Buriano con la sua struttura robusta e possente è composto da sei arcate.

Curiosità: Quando, durante la Seconda Guerra Mondiale, i tedeschi distruggevano tutti i ponti che trovavano lungo il loro percorso, si imbatterono in Ponte Buriano. Di fronte a un’opera così possente e maestosa non trovarono il coraggio di distruggerlo.

Inoltre, il ponte deve la sua fama a Leonardo Da Vinci. Difatti, numerosi studiosi ipotizzano che il Ponte dietro alla Gioconda sia proprio quello di Buriano.

Concludiamo l’intero cammino ad Arezzo, perla della Toscana. Vi nacquero personaggi famosi come Giorgio Vasari; Piero della Francesca realizzò in città e nella Provincia opere tra le più importanti della sua produzione

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Iniziamo il percorso dalla Basilica di San Francesco, piccola chiesa famosa perché ospita un’opera importante di Piero della Francesca: la Leggenda della Vera Croce.

Proseguiamo per Piazza Vasari o Piazza Grande, uno dei complessi più belli d’Italia. La piazza è costruita su una ripida salita in cui si affacciano chiese, edifici storici e loggiati. Tra cui la Pieve di Santa Maria e il Palazzo della Fraternità del Laici in cui troverete l’orologio astronomico. Nella parte alta della Piazza si erge il Palazzo delle Logge, il Palazzo Lappoli e il Palazzo Casatorre dei Cofani.

Curiosità: In questa piazza è stata girata una specifica scena del film di Benigni “La vita è bella”, quella in cui scende dalla bici.

Il Duomo di San Donato è la chiesa degli abitanti di Arezzo, edificata nel 1278 e finita solo nel 1500. Inoltre, la facciata è stata ristrutturata nel 1900 da cui spiccano le vetrate colorate di Guillame de Marcillat e la Madallena di Pietro della Francesca.

All’interno della Basilica di San Domenico troverete il fantastico Crocifisso di Cimabue, 3 metri di bellezza. La basilica formata da una sola navata che conduce all’altare gotico, mentre l’esterno è in stile romanico-gotico.

E tra bellezze artistiche, architettoniche troverete anche la casa del fondatore dell’Umanesimo: Petrarca. in Via dell’Orto nel lontano 1304 nacque il famoso scrittore, poeta e filosofo; attualmente la casa natale ospita la sede dell’Accademia Petrarca di lettere, arti e scienze.

Giulia Leanza