Via Francigena del Sud
Circa 970 km e 45 tappe lungo il prolungamento a sud della Via Francigena. Da Piazza San Pietro al santuario di Santa Maria di Leuca, il “de finibus terrae” d’Italia.
La Via Francigena del Sud è il prolungamento naturale del grande itinerario francigeno oltre Roma, verso il Mediterraneo. Dal colonnato di San Pietro il cammino esce dalla città lungo il Parco dell’Appia Antica e, seguendo in gran parte le antiche vie consolari – Appia, Latina, Casilina e Appia Traiana – attraversa campagne, colline e borghi di Lazio, Campania, Basilicata e Puglia fino al santuario di Santa Maria di Leuca, il “finibus terrae” dove Adriatico e Ionio si incontrano e il cammino di Canterbury trova il suo sbocco sul Mediterraneo.
È una direttrice storica che per secoli ha collegato Roma ai porti d’imbarco verso la Terra Santa, un ponte tra Europa e Mediterraneo dove si intrecciano tradizioni, dialetti, architetture e paesaggi molto diversi tra loro. Oggi il tracciato è geolocalizzato, segnalato e pensato per essere percorso in sicurezza a piedi o in bicicletta.
Scheda Tecnica
-
Lunghezza:
970 km -
Tappe:
46 -
Partenza:
Roma -
Arrivo:
Santa Maria di Leuca -
Tipologia:
lineare -
Tema:
storico | naturalistico | arte-e-cultura -
Stagione ideale:
primavera | estate | autunno | inverno
STORIA
Nell’Alto Medioevo, attorno al VII secolo, i Longobardi contendevano il territorio italiano ai Bizantini. L’esigenza strategica di collegare il Regno di Pavia e i ducati meridionali tramite una via sufficientemente sicura portò alla scelta di un itinerario sino ad allora considerato minore, che valicava l’Appennino in corrispondenza dell’attuale Passo della Cisa, e dopo la Valle del Magra si allontanava dalla costa in direzione di Lucca.
Da qui, per non avvicinarsi troppo alle zone in mano bizantina, il percorso proseguiva per la Valle dell’Elsa per arrivare a Siena, e quindi attraverso le valli d ‘Arbia e d’Orcia, raggiungere la Val di Paglia e il territorio laziale, dove il tracciato si immetteva nell’antica Via Cassia che conduceva a Roma. Il percorso, che prese il nome di “Via di Monte Bardone”, dall’antico nome del Passo della Cisa, Mons Langobardorum, non era una vera e propria strada nel senso romano né tanto meno nel senso moderno del termine.
È soprattutto grazie ai diari di viaggio, e in particolare agli appunti di Sigerico, che possiamo ricostruire l’antico percorso della Francigena. Nel 990, dopo essere stato ordinato Arcivescovo di Canterbury da Papa Giovanni XV, l’Abate tornò a casa annotando su due pagine manoscritte le 80 mansioni in cui si fermò a pernottare. Il diario di Sigerico viene tuttora considerato la fonte itineraria più autorevole, tanto che spesso si parla di “Via Francigena secondo l’itinerario di Sigerico” per definire la versione più “filologica” del percorso.
CREDENZIALE
La Credenziale, o “passaporto del pellegrino”, è il documento su cui il viandante riceve un timbro presso uffici turistici, parrocchie, strutture ricettive e di ristoro che incontra lungo il cammino. Oltre a costituire un ricordo prezioso dell’esperienza, la credenziale distribuita dall’Associazione Europea delle Vie Francigene offre numerosi vantaggi.
AEVF
L’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) è nata nel 2001 con l’obiettivo di promuovere l’itinerario certificato dal Consiglio d’Europa nel 1994. Attualmente aderiscono alla rete di AEVF 235 enti locali, 88 organizzazioni no-profit e oltre 400 enti privati, attivi nei settori dell’ospitalità, del turismo e dei servizi. L’Associazione gestisce inoltre i canali di promozione dell’itinerario, quali: il sito web ufficiale www.viefrancigene.org, i canali social, una newsletter dedicata in 3 lingue, la community Facebook “Via Francigena – Road to Rome”, il portale “Visit Vie Francigene” dedicata agli operatori e la rivista “Via Francigena and the European Cultural Routes”.
La Via Francigena ha ottenuto la certificazione di “Itinerario culturale del Consiglio d’Europa” nel 1994, e l’Associazione Europea Vie Francigene (AEVF) è stata riconosciuta dal Consiglio d’Europa come referente istituzionale per la tutela e valorizzazione della Via Francigena nel 2007. Da quel momento il Consiglio d’Europa e il suo Programma di itinerari culturali sono stati partner istituzionali strategici dell’Associazione. Gli obiettivi principali del Programma Itinerari culturali sono legati alla promozione dell’identità europea basata su un insieme comune di valori; alla valorizzazione del dialogo interculturale e interreligioso; alla salvaguardia del patrimonio culturale e naturale come fonte di sviluppo sociale, economico e culturale; alla promozione del turismo culturale e sostenibile.
SEGNALETICA
La segnaletica “ufficiale” installata fino ad oggi lungo la Via Francigena è rappresentata da:
– Cartello metallico stradale che viene quindi installato lungo i tratti di percorso in cui transitano anche veicoli a motore
– Piccolo cartello metallico che si presta all’installazione lungo strade campestri e sentieri
– Supporto in alluminio giallo su cui viene installato un segnavia, munito di una freccia
– Adesivi bianco-rossi con il simbolo del pellegrino nero
– Segnavia di vernice con il simbolo del pellegrino nero.
CONTATTI
Associazione Europea delle Vie Francigene
Piazza Duomo 16
43036 Fidenza (PR)
Email: segreteria@viefrancigene.org
Website: www.viefrancigene.org
Tel.+39 0524-517380
TAPPA 01
TAPPA 01: Da Roma a Castel Grandolfo
Partenza: Roma
Arrivo: Castel Grandolfo
Distanza: 26.1 km
Dislivello: +450 m / – 21 m
Uscendo dalle antiche mura romane in corrispondenza di Porta San Sebastiano, ci troviamo sull’antico basolato dell’Appia Antica che coi accompagnerà nei chilometri successivi per l’uscita da Roma. Per i successivi 10 km circa si procede attraverso antiche vestigia del glorioso passato dell’Urbe: Tomba di Geta, Sepolcro di Priscilla, Mausoleo di Cecilia Metella etc. fino a giungere in località Frattocchie dove il tracciato abbandona l’antica via consolare e procede in direzione di Castel Gandolfo, residenza estiva dei Pontefici e punto di fine tappa.
TAPPA 02
TAPPA 02: Da Castel Grandolfo a Velletri
Partenza: Castel Grandolfo
Arrivo: Velletri
Distanza: 21.3 km
Dislivello: +406 m / – 508 m
Uscendo da Castel Gandolfo entriamo in una fitta area boschiva che costeggia il lago Albano, qua e la sul sentiero affiorano antiche strutture, presumibilmente canalizzazioni in opus reticulatum, proseguendo per circa 5 km fino ad intersecare la provinciale. Imboccando un altro sentiero nel bosco, proseguiamo in direzioni di Nemi, cittadina che sorge sull’omonimo Lago. Proseguiamo verso sud sulla provinciale su un comodo marciapiede, svoltiamo a sinistra in località Clivo Formello e attraversiamo il bosco per 5 km fino a giungere in vista di Velletri, punto di fine tappa.
TAPPA 03
TAPPA 03: Da Velletri a Cori
Partenza: Velletri
Arrivo: Cori
Distanza: 18.8 km
Dislivello: +268 m / – 177 m
Usciamo da Velletri e percorriamo Via Troncavia, Via delle Corti e Via Crocifissi uscendo dal centro abitato, imbocchiamo un sentiero e transitiamo in prossimità del lago di Giulianello attraversiamo l’omonimo centro abitato e proseguiamo in direzione Colle Illirio per imboccare un suggestivo tracciato interpoderale che ci porterà fino alle pendici del colle ove sorge l’antica città di Cori e il suo suggestivo Tempio di Ercole, meta di questa tappa.
TAPPA 04
TAPPA 04: Da Cori a Sermoneta
Partenza: Cori
Arrivo: Sermoneta
Distanza: 20.1 km
Dislivello: +515 m / – 690 m
La tappa della Via Francigena da Cori a Sermoneta si sviluppa in ambiente collinare su fondo misto (sterrato, cementato e asfalto) attraversando uliveti alternati a brevi tratti boscati; si parte da Cori in lieve salita e, dopo circa 1,5 km, si svolta a destra su strada asfaltata al bivio, affrontando una serie di curve che fanno guadagnare quota prima della discesa verso il monte Arrestino, con suggestivi scorci sulla Pianura Pontina e sul Tirreno sulla destra; si raggiunge quindi Norma, dove è consigliata una breve visita del centro storico, e si prosegue su sede asfaltata in direzione di Sermoneta posta sul colle opposto; la strada diventa quindi sterrata e, al successivo bivio, si svolta a sinistra per l’Abbazia di Valvisciolo; oltre l’abbazia il percorso continua su sentiero non asfaltato con un tratto ripido in salita che attraversa zone boschive fino al piede delle mura di Sermoneta; superata la porta si risale la scalinata, all’incrocio si imbocca via Matteotti e costeggiando le mura si raggiunge piazza del Popolo, quindi svoltando a sinistra si arriva in piazza del Comune e alla Loggia dei Mercanti, termine della tappa.
TAPPA 05
TAPPA 05: Da Cori a Sermoneta
Partenza: Cori
Arrivo: Sermoneta
Distanza: 20.1 km
Dislivello: +515 m / – 690 m
La tappa della Via Francigena da Cori a Sermoneta si sviluppa in ambiente collinare su fondo misto (sterrato, cementato e asfalto) attraversando uliveti alternati a brevi tratti boscati; si parte da Cori in lieve salita e, dopo circa 1,5 km, si svolta a destra su strada asfaltata al bivio, affrontando una serie di curve che fanno guadagnare quota prima della discesa verso il monte Arrestino, con suggestivi scorci sulla Pianura Pontina e sul Tirreno sulla destra; si raggiunge quindi Norma, dove è consigliata una breve visita del centro storico, e si prosegue su sede asfaltata in direzione di Sermoneta posta sul colle opposto; la strada diventa quindi sterrata e, al successivo bivio, si svolta a sinistra per l’Abbazia di Valvisciolo; oltre l’abbazia il percorso continua su sentiero non asfaltato con un tratto ripido in salita che attraversa zone boschive fino al piede delle mura di Sermoneta; superata la porta si risale la scalinata, all’incrocio si imbocca via Matteotti e costeggiando le mura si raggiunge piazza del Popolo, quindi svoltando a sinistra si arriva in piazza del Comune e alla Loggia dei Mercanti, termine della tappa.
TAPPA 06
TAPPA 06: Da Sermoneta a Sezze
Partenza: Sermoneta
Arrivo: Sezze
Distanza: 10.9 km
Dislivello: +313 m / – 248 m
Usciamo dal centro di Sermoneta e proseguiamo inizialmente su strada asfaltata; quindi, svoltando due volte a sinistra, imbocchiamo una stradina tra gli uliveti che costeggia il convento di San Francesco; alla biforcazione si tiene la destra lungo via Casai e poi in via Antignana; la carreggiata diventa sterrata e, in costante salita tra le colline ricoperte di macchia mediterranea, conduce a un tratto su fondo di terra battuta; incrociata una stradina asfaltata la seguiamo per raggiungere via Monte Pizzarolo, che termina in corrispondenza delle prime case di Sezze; attraversiamo l’abitato lungo la via principale fino al bivio, svoltiamo a destra e continuiamo in salita fino a via Bassiano, poi al trivio giriamo a sinistra in via Madonna della Pace e proseguiamo fino allo slargo di Porta Romana, dove si svolta a sinistra in via Corradini; si giunge infine alla cattedrale di Santa Maria, termine della breve tappa.
TAPPA 07
TAPPA 07: Da Sezze all’Abbazia di Fossanova
Partenza: Sezze
Arrivo: Fossanova
Distanza: 20.9 km
Dislivello: +196 m / – 470 m
Lasciamo il centro abitato di Sezze e imbocchiamo uno sterrato che corre sulle pendici della montagna, intorno a noi potremo contemplare il paesaggio delle pianure della provincia di Latina, fino alla costa tirrenica.
Proseguiamo per circa 3 km fino alla località Madonna del Colle, da qui imbocchiamo un altro sterrato, inizialmente fitto di boscaglia, che ci condurrà dopo 1 km sul selciato di Via Sorana. Attraversiamo le frazioni di Colle Rotondo e Ceriara, percorrendo un sentiero che costeggia un canale, fino a giungere nel centro abitato di Priverno, punto di fine tappa.
Usciamo dal centro abitato di Sonnino per Via Crocifisso e imbocchiamo subito un sentiero che costeggia il canale e proseguiamo per i successivi 6 km fino all’abbazia di Fossanova, con la sua maestosa presenza si rende visibile in lontananza al viandante che si approssima. Splendido esempio di architettura gotica, l’abbazia cistercense di Fossanova affonda le sue radici nel XII secolo.
TAPPA 08
TAPPA 08: Dall’Abbazia di Fossanova a Terracina
Partenza: Fossanova
Arrivo: Terracina
Distanza: 20.6 km
Dislivello: +57 m / – 38 m
Partiamo dall’Abbazia di Fossanova e dopo poche centinaia di metri ci immettiamo in un tracciato che corre parallelo al Fiume Amoseno per circa 4 km, immettendosi sul ponte della Strada Longitudinale 41, passaggio utile per passare alla sponda opposta e proseguire, sempre lungo il corso del suddetto fiume, per i restanti 5 km fino ad un bivio, in prossimità del B&b “Elisa”, ove imboccheremo via Vadorotto e la sua prosecuzione SP 73 (Strada Lungo Pedicata).
Proseguiamo sulla SP73 oltrepassando località La Fiora e Pontalto, giunto poco oltre il Molino Cipolla, imboccheremo sulla sinistra la Via Appia Antica. Continuiamo sull’antica via consolare fino ad entrare nel centro abitato di Terracina, punto di arrivo della tappa.
TAPPA 09
TAPPA 09: Da Terracina a Fondi
Partenza: Terracina
Arrivo: Fondi
Distanza: 22 km
Dislivello: +344 m / – 372 m
Usciamo da Terracina percorrendo via Anxur, via Panoramica e via Piazza Palatina.
Proseguendo dopo località Piazza Palatina incrociamo un tratto di basolato dell’Appia antica e dopo circa 3km, lasciamo via Piazza Palatina e imbocchiamo uno sterrato per circa 2 km. Al termine dello sterrato, scendiamo in Località Valle Marina e imbocchiamo la SS7 e successivamente la sua parallela via dei Bufalari, fino a giungere ai piedi di Monte San Biagio.
Scendiamo giù a valle in direzione del Monastero San Magno, antico centro monastico risalente al VI secolo d.C.
Proseguiamo attraverso la viabilità interpoderale in direzione di Fondi, dove potremo visitare il Castello Baronale Caetani e il centro cittadino.
TAPPA 10
TAPPA 10: Da Fondi a Itri
Partenza: Fondi
Arrivo: Itri
Distanza: 15 km
Dislivello: +318 m / – 164 m
Da piazza Unità d’Italia si raggiunge la chiesa di San Francesco d’Assisi e, al trivio, si tiene la sinistra imboccando via Arnale Rosso; nei pressi di un ponte, lasciate le ultime case, l’asfalto cede il passo a una sterrata e, mantenendo la sinistra, si prosegue diritti costeggiando sulla sinistra il Parco naturale dei Monti Aurunci; dopo un breve tratto di sterrato si rientra sulla SS7 dove si piega a destra, quindi si seguono le indicazioni per la Via Appia Antica iniziando un suggestivo settore che attraversa gole scavate dai Romani sulle pendici dei monti; si continua sul basolato originario, poi su sterrato, in salita progressiva, quindi si attraversa nuovamente la SS7 per proseguire su sentiero, dopo di che si torna ancora sulla SS7 per circa 500 metri e si svolta a destra lungo un tracciato tra gli uliveti per circa 1 km; al termine di alcune curve si imbocca un sentiero in discesa che entra nel bosco e conduce a un bivio dove si procede dritti su strada asfaltata, fino a ritrovare la SS7 che verso destra porta a Itri; per raggiungere il centro si tiene la sinistra e si segue corso Appio Claudio fino a piazza dell’Incoronazione, termine della tappa.
TAPPA 11
TAPPA 11: Da Itri a Formia
Partenza: Itri
Arrivo: Formia
Distanza: 21 km
Dislivello: +348 m / – 492 m
Dopo aver percorso due tappe “interne” si trova il mare, con l’unico inconveniente dell’asfalto: le colline degli Aurunci ci accompagnano ora verso le bellezze del Parco regionale della Riviera di Ulisse. Il percorso inizia in salita, poi una lunga strada vicinale, per nulla trafficata, scende gradualmente verso Gaeta; percorrendo il lungomare, si giunge infine a Formia.
TAPPA 12
TAPPA 12: Da Formia a Minturno
Partenza: Formia
Arrivo: Minturno
Distanza: 19.8 km
Dislivello: +42 m / – 67 m
Lasciamo Formia e percorriamo la bellissima litoranea che si estende sul suo territorio.
Dopo 4 km ci inoltriamo sulla destra spingendoci al limite del Parco Naturale Regionale di Gianole e Monte di Scauri, successivamente entriamo nel territorio di Scauri – Minturno con le sua bellissima costa, ambita meta turistica estiva. Proseguiamo verso sud per 6 km sulla litoranea, passando per marina di Minturno e percorrendo la SP140 fino alla foce del Garigliano, di lì risaliamo il suo corso per circa 2 km, fino al Ponte Fiume Garigliano. Giunti al termine del territorio laziale possiamo visitare, nelle vicinanze, l’area archeologica dell’antica Minturnae.
Superato il fiume Garigliano entriamo nella Regione Campania.
TAPPA 13
TAPPA 13: Da Minturno a Sessa Aurunca
Partenza: Minturno
Arrivo: Sessa Aurunca
Distanza: 42.2 km
Dislivello: +335 m / – 127 m
La tappa ha inizio dall’antica città-porto di Minturnae che conserva il basolato originario della Via Appia; percorrendo una lunga serie di sentieri sterrati si penetra nella pianura rigogliosa di uliveti, vigneti ed alberi da frutto. L’arrivo a Sessa Aurunca avviene attraverso la bellissima macchia di bosco del Monte Ofelio.
TAPPA 14
TAPPA 14: Da Sessa Aurunca a Teano
Partenza: Sessa Aurunca
Arrivo: Teano
Distanza: 15.4 km
Dislivello: +309 m / – 301 m
Un incantevole sentiero consente di lasciare Sessa Aurunca e di inoltrarsi all’interno di uno scenario naturalistico e culturale di grande suggestione: dopo aver superato un antico ponte in pietra si cammina tra borghi e chiesette rurali. Si giunge a Teano calpestando il basolato della Via Adriana.
TAPPA 15
TAPPA 15: Da Teano a Statigliano
Partenza: Teano
Arrivo: Statigliano
Distanza: 24.6 km
Dislivello: +455 m / – 376 m
Lasciamo Teano e imbocchiamo una tappa quasi interamente pianeggiante su sede in prevalenza asfaltata, intervallata da tranquille stradine di campagna; attraversiamo contrade rurali e brevi tratti di provinciali prestando attenzione al traffico, mentre la traccia scorre nella pianura ai piedi dei Monti Trebulani, tra campi coltivati, uliveti e casali sparsi; incontriamo i borghi medievali di Riardo, Pietramelara e Roccaromana, dove una sosta permette di attraversare i centri storici e reperire eventuali servizi prima di riprendere il cammino; oltre Roccaromana l’itinerario piega verso il bosco e la pendenza aumenta gradualmente: una salita regolare su fondo agevole conduce alla Torre Normanna, punto panoramico sulla pianura sottostante e sulle alture circostanti; da qui il percorso scende con pendenza moderata lungo sentiero e poi su stradina fino alla frazione di Statigliano, termine di tappa.
TAPPA 16
TAPPA 16: Da Statigliano ad Alife
Partenza: Statigliano
Arrivo: Alife
Distanza: 17.2 km
Dislivello: +84 m / – 255 m
Lasciamo Statigliano e scendiamo lungo la SP 67 per circa 3,5 km fino a Baia e Latina; al termine della strada principale svoltiamo a destra e, raggiunto il bivio, imbocchiamo sulla destra una carreggiata in sampietrini che conduce al borgo medievale di Dragoni; evitando di proseguire sulla provinciale verso Majorano, prendiamo una viuzza a sinistra tra campi coltivati e, poco dopo, ancora a sinistra; segue un tratto di percorrenza critico per la sicurezza, per il quale si raccomanda la massima prudenza, in attesa degli interventi pubblici previsti per offrire un’alternativa protetta; concluso il settore pericoloso, il tracciato alterna brevi segmenti asfaltati e sterrati, quindi torna su asfalto: mantenendo la sinistra percorriamo per circa 1,4 km una strada tra campi e case fino a un incrocio dove si tiene la destra; compaiono le prime abitazioni di Alife e si prosegue verso il centro fino alla cattedrale di Santa Maria Assunta, termine della tappa; in alternativa, è possibile utilizzare il treno storico da Dragoni ad Alife.
TAPPA 17
TAPPA 17: Da Alife a Faicchio
Partenza: Alife
Arrivo: Faicchio
Distanza: 19.3 km
Dislivello: +314 m / – 250 m
In questa tappa si costeggia a valle il maestoso massiccio del Matese che accompagna il viandante fino alla meta in un susseguirsi di paesaggi campestri di grande fascino in cui domina la quiete e dove lo sguardo spazia su ampie distese. Negli ultimi chilometri si scorge l’imponente castello di Faicchio dove la tappa ha fine.
TAPPA 18
TAPPA 18: Da Faicchio a Telese Terme
Partenza: Faicchio
Arrivo: Telese Terme
Distanza: 12.5 km
Dislivello: +249 m / – 387 m
Da Faicchio un sentiero conduce lungo il fiume Titerno che si attraversa passando sul suggestivo ponte romano Fabio Massimo. Si prosegue il cammino su sentieri sterrati e piccole stradine che conducono nei pressi dell’antichissima Abbazia benedettina del Santissimo Salvatore. Si giunge a Telese Terme attraverso una macchia di bosco.
TAPPA 19
TAPPA 19: Da Telese Terme a Vitulano
Partenza: Telese Terme
Arrivo: Vitulano
Distanza: 16.3 km
Dislivello: +851 m / – 455 m
Da Telese Terme si costeggia il bacino idrico verso destra fino a raggiungere la SP 110; si imbocca quindi una stradina in salita che conduce a Solopaca fino alla chiesa del Santissimo Corpo di Cristo, poi si prosegue in lieve ascesa lungo via Iannone, tenendo la sinistra al bivio e continuando per 1,2 km su asfalto; al successivo bivio si svolta ancora a sinistra e si affrontano 3,6 km su tratti più scoscesi e fondo sconnesso, immersi nel fitto bosco di macchia mediterranea, con scorci in lontananza sulle rovine di Santa Maria in Gruptis; seguono 2 km di saliscendi che riportano sulla SP 110, dove si imbocca una stradina a sinistra: qui inizia un sentiero panoramico con incantevoli vedute su Vitulano; si comincia quindi a scendere lungo una stradina che conduce alla chiesa di San Giuseppe, si supera un bivio girando a destra e poi subito a sinistra, e, raggiunta la chiesa di Santa Maggiore, si prosegue fino a via Roma entrando nel cuore di Vitulano, termine della tappa.
TAPPA 20
TAPPA 20: Da Vitulano a Benevento
Partenza: Vitulano
Arrivo: Benevento
Distanza: 17.2 km
Dislivello: +154 m / – 465 m
Tappa breve interamente su asfalto che dal versante appenninico conduce alla piana beneventana: da Foglianise si perde quota lungo tranquille strade locali tra contrade rurali fino al fondovalle del fiume Calore, dove si imbocca una lunga pista ciclopedonale che attraversa un’oasi naturalistica e accompagna dolcemente verso la periferia di Benevento; l’ingresso in città avviene su viabilità secondaria fino al centro storico, con conclusione all’Arco di Traiano; fondo regolare, discesa continua e attenzione agli attraversamenti.
TAPPA 21
TAPPA 21: Da Benevento a Buonalbergo
Partenza: Benevento
Arrivo: Buonalbergo
Distanza: 23.3 km
Dislivello: +774 m / – 358 m
ATTENZIONE: Da Benevento a Troia ha inizio la direttrice Micaelica, che poi prosegue fino a Monte Sant’Angelo.
In questa tappa si abbandona lentamente la pianura e ci si inerpica sulle estese colline coltivate a grano ed altri seminativi: il paesaggio si apre su un orizzonte più vasto e su ampi panorami. Il silenzio domina questi spazi che accompagnano il viandante fino all’arrivo a Buonalbergo; qui si giunge passando nei pressi del ponte romano delle Chianche.
TAPPA 22
TAPPA 22: Da Buonalbergo a Celle San Vito
Partenza: Buonalbergo
Arrivo: Celle San Vito
Distanza: 29 km
Dislivello: +876 m / – 696 m
ATTENZIONE: tappa in comune con la direttrice Micaelica
Da Buonalbergo si prosegue in direzione di Casalbore superato il quale ha inizio una lenta discesa fino al fondo della vallata dove scorre il torrente Ginestra: qui si ergono i resti del ponte romano denominato del Diavolo.
Il cammino continua attraverso le vaste colline e passando da luoghi di grande rilevanza storica: i resti dell’antico centro di Aequum Tuticum e la Taverna Tre Fontane, stazione di posta della Via Traiana.
TAPPA 22 - Variante Invernale
TAPPA 22 – variante invernale: Da Buonalbergo a Celle San Vito
Partenza: Buonalbergo
Arrivo: Celle San Vito
Distanza: 22.4 km
Dislivello: +885 m / – 478 m
Superato il Ponte del Diavolo si raggiunge un bivio al quale è possibile proseguire su un percorso alternativo verso Castelfranco in Miscano; una serie di paesaggi naturali, di colline ricoperte di pascoli, di campi coltivati e boschi, caratterizzano il confine tra Campania e Puglia: gli incantevoli borghi di Faeto e Celle San Vito accolgono il viandante in Puglia.
TAPPA 23
TAPPA 23: Da Celle San Vito a Troia
Partenza: Celle San Vito
Arrivo: Troia
Distanza: 17.1 km
Dislivello: +308 m / – 597 m
ATTENZIONE: tappa in comune con la direttrice Micaelica
Dal confine di regione si arriva al villaggio San Leonardo (territorio del Comune di Faeto). Di qui alla biforcazione a dx in leggera salita avendo il villaggio sulla dx.
Dopo 1,5 km , su asfalto, si raggiunge il complesso di “Mutatio Aquilonis”. Si prosegue sempre sulla stessa stradina. Si sale fino alla quota massima di Monte San Vito (964 m) e di qui si comincia a scendere lungo la strada asfaltata (Egnatia – Via Traiana) ma con la possibilità di tagliare tutti i tornanti fino alla piana sottostante. Per un tratto l’asfalto è sbriciolato e poi si continua sulla Via Traiana fino all’ingresso della cittadina. (Pur essendoci molto asfalto è possibile camminare sul bordo sterrato). Dopo 100 m oltre Mutatio Aquilonis è possibile prendere la sterrata a sx (all’inizio sterrata bianca con pale eoliche sulla dx che continua con un piacevole sentiero) e scendere verso Celle di San Vito per pernottare o ristorarsi. Ulteriore deviazione per Celle di San Vito, questa volta su asfalto, è a 1,2 km da Mutatio. La discesa verso Celle di San Vito è totalmente in asfalto.
TAPPA 24
TAPPA 24: Da Troia a Castelluccio dei Sauri
Partenza: Troia
Arrivo: Castelluccio dei Sauri
Distanza: 23.7 km
Dislivello: +186 m / – 340 m
Il percorso principale scende dalla bassa collina di Troia per entrare nella piana, tra campi coltivati e file di pale eoliche; pur con prevalenza di asfalto, le strade secondarie a traffico quasi assente permettono di godere in silenzio del paesaggio rurale. Superato il torrente Cervaro si risale con pendenza regolare verso Castelluccio dei Sauri, meta di tappa. Lungo il tragitto non sono presenti punti d’acqua: è consigliabile rifornirsi alla partenza e programmare le soste in funzione dell’esposizione al sole.
TAPPA 25
TAPPA 25: Da Castelluccio dei Sauri ad Ordona
Partenza: Castelluccio dei Sauri
Arrivo: Ordona
Distanza: 19.9 km
Dislivello: +113 m / – 271 m
Si esce da Castelluccio dei Sauri imboccando la strada provinciale e si scende verso la pianura fino a un incrocio, dove si gira a destra; dopo 6,7 km si svolta a destra sulla SP105 seguendo le indicazioni per Foggia. Percorsi altri 3 km, si gira nuovamente a destra e subito si prende a sinistra una strada sterrata; costeggiata una masseria e dopo alcune svolte (due a destra e una a sinistra), lo sterrato piega a destra e diventa asfaltato. Qui si gira a sinistra ed entro breve si entra a Ordona: raggiunta piazza Aldo Moro si prosegue fino alla chiesa di San Leone Vescovo, termine della tappa.
TAPPA 26
TAPPA 26: Da Ordona a Stornara
Partenza: Ordona
Arrivo: Stornara
Distanza: 20.3 km
Dislivello: +67 m / – 79m
Lasciamo Ordona ripercorrendo per un breve tratto il percorso a ritroso lungo via Sinigaglia fino alla SP 110; la attraversiamo e svoltiamo a destra sulla Ascoli Satriano–Ordona, costeggiando l’area archeologica di Herdonia. Alla successiva diramazione teniamo la sinistra per immetterci sulla strada comunale Ferrante; dopo 1,5 km il fondo torna asfaltato e la traccia attraversa campi e uliveti fino a raggiungere Stornarella. Proseguiamo quindi per via Ordona fino a uno slargo che indirizza verso Stornara; superato l’ingresso dell’abitato, attraversiamo la cittadina fino a via Regina Margherita, dove ha inizio il centro storico, e con un ultimo tratto raggiungiamo la chiesa di San Rocco, meta della giornata.
TAPPA 27
TAPPA 27: Da Stornara a Cerignola
Partenza: Stornara
Arrivo: Cerignola
Distanza: 17.9 km
Dislivello: +74 m / – 61 m
Tappa di 17,9 km quasi piatta da Stornara a Cerignola. Si esce su strade secondarie tra campi cerealicoli e uliveti, con lunghi rettilinei esposti al sole; il tracciato segue in parte l’allineamento della Via Traiana e alterna asfalto e sterrato. Attenzione agli attraversamenti delle provinciali e a tratti fangosi dopo piogge. Ingresso a Cerignola su viabilità urbana. Consigliata la deviazione al Piano delle Fosse Granarie e al miliario romano, testimonianze della vocazione cerealicola del territorio.
TAPPA 28
TAPPA 28: Da Cerignola a Canosa
Partenza: Cerignola
Arrivo: Canosa
Distanza: 19.2 km
Dislivello: +85 m / – 94 m
Tappa in prevalenza su asfalto che attraversa il paesaggio agreste del Tavoliere, tra uliveti e filari di vite. Usciti dall’abitato si procede su strade secondarie poco trafficate, con lunghi rettilinei esposti al sole e lievi ondulazioni. Poco prima della meta attende un passaggio di grande fascino: l’attraversamento dell’antico ponte romano della Via Traiana, preziosa testimonianza storica. In breve si entra a Canosa di Puglia, dove è consigliata una sosta per scoprire il ricco patrimonio storico-archeologico.
TAPPA 29
TAPPA 29: Da Canosa ad Andria
Partenza: Canosa
Arrivo: Andria
Distanza: 24.1 km
Dislivello: +209 m / – 162 m
Partendo dalla Cattedrale di San Sabino si imbocca ben presto una strada vicinale che consente di uscire dalla città ed inoltrarsi tra gli uliveti e i vigneti che caratterizzano l’agro canosino; è questo il paesaggio che accompagnerà il viandante fino ad Andria. Si prosegue su questa strada in progressiva salita per circa 4 km dopodiché si supera un cavalcavia, quindi si svolta a sinistra in una stradina che corre dritta tra alberi di ulivo; al termine si svolta sinistra per imboccare poi a destra contrada Santa Brigida. Questa contrada, inizialmente sterrata, si snoda rettilinea per diversi chilometri all’interno di una vera e propria foresta di ulivi delimitata dai caratteristici muretti a secco. Superato un incrocio si imbocca un’altra contrada rettilinea che dopo circa 8 km conduce alle porte di Andria. La tappa ha termine in piazza Duomo dove sorge la Cattedrale.
TAPPA 30
TAPPA 30: Da Andria a Corato
Partenza: Andria
Arrivo: Corato
Distanza: 13.1 km
Dislivello: +68 m / – 10 m
Si parte dalla Cattedrale di Andria da dove in breve si raggiunge una contrada (Macchia di Rosa) che diventa subito sterrata snodandosi tra uliveti, vigneti e muretti a secco. Dopo una serie di curve la contrada diventa rettilinea restando tale per i successivi 8 km, in lieve salita; il paesaggio non muta: il viandante cammina immerso in una campagna silenziosa dominata dalla presenza degli ulivi, da secoli una delle principali ricchezze di questi territori. In queste zone è largamente diffuso il cosiddetto olivo coratina, una cultivar autoctona, di particolare pregio, coltivata in tutto l’agro del nord barese. Al termine del rettilineo si svolta a sinistra quindi alla seconda a destra; si supera il cavalcavia e si raggiunge il centro città. La tappa termina alla Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore.
TAPPA 31
TAPPA 31: Da Corato a Ruvo di Puglia
Partenza: Corato
Arrivo: Ruvo di Puglia
Distanza: 12.2 km
Dislivello: +91 m / – 65 m
Si parte dalla Chiesa Madre, ma prima di guadagnare l’uscita dalla città è doverosa la visita al Museo della Città e del Territorio che conserva tre miliari dell’antica Via Traiana.
Da via Mercalli si attraversa un passaggio ferroviario e si svolta a sinistra in via Fondo Griffi che si inoltra nelle campagne sempre dominate dagli ulivi. Dopo una curva a sinistra si passa al di sopra di un piccolo corso d’acqua e si prosegue dritto per circa 2 km quindi, superata un’antica cisterna in pietra, si segue la curva per poi svoltare nella prima strada a sinistra. Al termine si arriva ad un incrocio dove si prosegue andando a destra (compiendo una piccola deviazione è possibile raggiungere il dolmen Chianca dei Paladini). Si procede sempre dritto per circa 4 km quindi si svolta a sinistra e poi nella prima a destra; dopo breve si giunge alla periferia di Ruvo di Puglia. Percorrendo via Nazario Sauro si arriva fino al centro storico e alla Cattedrale, meta della tappa.
TAPPA 32
TAPPA 32: Da Ruvo di Puglia a Bitonto
Partenza: Ruvo di Puglia
Arrivo: Bitonto
Distanza: 18.4 km
Dislivello: +0 m / – 143 m
Si parte dalla splendida Cattedrale romanica, si percorrono le strette vie del centro storico per arrivare in Piazza Bovio; qui si imbocca via Madonna delle Grazie che consente di uscire dalla città. Superato il cavalcavia si svolta nella prima strada a sinistra che conduce ad un bivio dove si prende la strada a destra, denominata Via Appia Traiana: qui il viandante si immette infatti sull’antico tracciato della via Traiana (l’indicazione Appia è erronea). Ha qui inizio un lungo rettilineo in gran parte sterrato incorniciato da muretti a secco e uliveti; dopo circa 1,5 km si giunge ad un incrocio dove si innalza un arco in pietra: svoltando a sinistra si può compiere una deviazione e raggiungere la cittadina di Terlizzi. Il cammino prosegue invece dritto su uno sterrato punteggiato da strutture rurali e un’importantissima evidenza archeologica, ovvero un tratto del basolato originario della Via Traiana. Dopo circa 4,5 km è possibile compiere un ulteriore deviazione a sinistra per raggiungere il borgo di Sovereto. Si procede dritto tra gli uliveti per altri 8 km circa fino a raggiungere un incrocio dove occorre prestare particolare attenzione: si attraversa la strada provinciale e ci si immette su via Traiana che conduce fino al centro storico di Bitonto e alla magnifica Cattedrale di San Valentino, meta della tappa.
Per coloro che volessero spezzare la tappa o semplicemente visitare due dei luoghi maggiormente legati al pellegrinaggio medievale in terra di Bari, è possibile, a metà strada, intraprendere una variante in direzione nord ed arrivare nella città di Terlizzi, dove potrà visitare il complesso di Santa Maria di Cesano e la chiesa di Sovereto. Di qui è possibile raggiungere comunque la città di Bitonto semplicemente reimmentedosi nel percorso principale con una “bretella” che punta verso sud.
TAPPA 33
TAPPA 33: Da Bitonto a Bari
Partenza: Bitonto
Arrivo: Bari
Distanza: 21.6 km
Dislivello: +25 m / – 135 m
Partendo dalla Cattedrale si percorrono le stradine del centro storico per poi immettersi su Via Crocifisso; si costeggia l’omonima chiesa e si prosegue dritto su via Nenni fino ad arrivare ad un incrocio dove si continua dritto su strada vicinale Balice sulla quale, dopo breve, si incontra la chiesetta rurale di Santa Maria di Costantinopoli. Si cammina tra gli uliveti quindi dopo circa 2 km si supera un cavalcavia e si prosegue dritto per 1,5 km fino ad arrivare ad una zona industriale. Si continua dritto per 1 km quindi si svolta a sinistra ad imboccare una strada di campagna che lambisce il Parco naturale di Lama Balice; al termine della strada si svolta a destra e si prosegue dritto fino ad arrivare ad una rotatoria dove si imbocca Viale Europa. Dopo circa 2 km si giunge ad un’altra rotatoria dove si continua a sinistra; alla rotatoria successiva si svolta nuovamente a sinistra, quindi a destra per poi imboccare una strada (rurale del Torrente) che conduce ad un sottopasso ferroviario. Superato il sottopasso si prosegue dritto oltrepassando altri tre ponti; al termine del rettilineo si svolta a destra ad imboccare il lungomare che si segue per circa 5 km fino ad arrivare al Castello Normanno Svevo. Si svolta a destra e si arriva alla Cattedrale di San Sabino da dove, andando a sinistra, si imbocca strada del Carmine poi via delle Crociate: superato l’arco angioino si giunge al cospetto dell’imponente Basilica di San Nicola, meta della tappa.
TAPPA 34
TAPPA 34: Da Bari a Mola di Bari
Partenza: Bari
Arrivo: Mola di bari
Distanza: 23.5 km
Dislivello: +19 m / – 20 m
Lasciata Bari, il cammino cambia morfologia: una tappa agevole e quasi pianeggiante introduce alle luminose coste adriatiche che accompagneranno fino a Brindisi. Si procede tra borghi marinari e splendide insenature, incontrando lungo il litorale vestigia della Via Traiana e torri di avvistamento medievali. L’entroterra scorre in parallelo con trulli isolati, masserie storiche e muretti a secco che incorniciano vaste distese di ulivi, offrendo un alternarsi continuo di orizzonti marini e campagne pugliesi dalla forte identità.
TAPPA 35
TAPPA 35: Da Mola di Bari a Monopoli
Partenza: Mola di bari
Arrivo: Monopoli
Distanza: 29.1 km
Dislivello: +59 m / – 66 m
Tappa lunga ma senza dislivelli rilevanti, tra le più suggestive del tratto pugliese. Si parte su sentieri di campagna fino a intercettare la statale Adriatica, la si supera e si raggiunge la litoranea; il percorso prosegue tra vegetazione mediterranea verso la Grotta di Torre Ripagnola, mentre nell’immediato entroterra scorrono i paesaggi della costa dei Trulli. Oltre la spiaggia appare l’Abbazia di San Vito Martire; costeggiando il mare si imbocca la ciclopedonale e, dopo alcune rampe di scale, si entra a Polignano a Mare. Visitato il borgo, si continua lungo costa con un breve tratto asfaltato; una scalinata conduce a una cala di pescatori che si supera con cautela su scogli, quindi si raggiunge Cala Corvino. Da qui si riprende l’asfalto e, seguendo la viabilità costiera, si entra a Monopoli: attraverso il centro storico si giunge al Castello di Carlo V, termine della tappa.
TAPPA 36
TAPPA 36: Da Monopoli a Savelletri
Partenza: Monopoli
Arrivo: Savelletri
Distanza: 21.4 km
Dislivello: +88 m / – 75 m
Partendo dal Castello di Carlo V, il viandante percorrerà la muraglia di Monopoli, denominata Lungomare S. Maria e il suo prolungamento, Via S.Vito. Successiva svolta a sinistra per Via Papacenere con discesa a sinistra verso la caletta di Via Portavecchia e l’omonimo lungomare. Si proseguirà lungo la costa fino all’immissione su una pista ciclabile che svolta a sinistra, mantenendosi parallela a Via Tommaso Moro e successivamente a Via Procaccia, uscendo dal centro abitato di Monopoli.
Si proseguirà su Via Procaccia per circa 3 km fino all’intersezione con Contrada S.Stefano, ove il viandante svolterà prima a sinistra per la suddetta contrada e successivamente a destra per Contrada Porto Marzano, costeggiando l’Abbazia – Castello di S.Stefano, antico presidio dei Cavalieri di Malta e baluardo contro le invasioni dei pirati turchi, e le splendide spiagge di Santo Stefano e Ghiacciolo.
Percorrendo Contrada Porto Marzano per 300 metri, si svolterà a destra su uno sterrato che dopo meno di un chilometro sbocca sul mare; giunti sulla costa si proseguirà sullo sterrato che corre tra il blu del mare e i profumi della macchia mediterranea.
Lasciando lo sterrato e la costa, si svolterà a destra su una strada asfaltata al termine della quale si entrerà, svoltando nuovamente a destra, sulla SP 90, percorrendola per 500 metri ed immettendosi a sinistra nella prima traversa.
Mantenedosi sulla medesima traversa, ci si troverà su uno sterrato che bisognerà percorrere nella sua interezza, mantenendo la sinistra e successivamente la destra e giunti sulla strada asfaltata (Contrada Lamandia) si svolterà a sinistra percorrendola per circa 400 metri fino alla svolta a destra per l’attraversamento dei binari della linea ferroviaria.
Superata la ferrovia, il viandante svolterà immediatamente a sinistra proseguendo sullo sterrato che costeggia orti e uliveti per 700 metri per poi svoltare a destra su Contrada Procopio e 500 metri dopo girare a sinistra su strada asfaltata denominata Via Putta, proseguire per circa 2,5 km.
Svoltare a sinistra per Contrada Fascianello, successivamente a destra al bivio, proseguendo sulla medesima contrada. Attraversare i binari proseguendo dritto su Strada Comunale Lamapecora e al successivo bivio proseguire a destra su sterrato Lamapecora, costeggiando il b&b Carbonelli fino all’intersezione con la SP 163, dove si svolterà a sinistra ed immediatamente a destra imboccando Contrada Egnazia.
Mantenersi su Contrada Egnazia per 1,6 km e svoltare a destra per Strada Comunale Egnazia e mantenere la sinistra al successivo bivio per imboccare Via degli Scavi e successivamente proseguire dritto per Strada Comunale Egnazia per 1,8 km, costeggiando il rinomato resort Borgo Egnatia, fino alla svolta a sinistra per Contrada Masciola.
Dopo 800 metri il viandante entrerà nel centro abitato di Savelletri tramite Via Pisani e successivamente svolterà a destra su Via della Scogliera fino ad arrivare in vista del porticciolo transitando per Via Nazario Sauro e il suo prolungamento Via del Porto, luogo designato per la conclusione della tappa.
TAPPA 37
TAPPA 37: Da Savelletri a Torre Canne
Partenza: Savelletri
Arrivo: Torre Canne
Distanza: 8.9 km
Dislivello: +23 m / – 23 m
Dal punto di partenza in Via del Porto, il viandante imboccherà a sinistra Via Baracca, percorrendola completamente fino a svoltare a destra in Via Accademia Navale mantenendo la sinistra per circa 200 metri per poi immettersi a sinistra in Contrada Masciola.
Proseguire per Contrada Masciola per 700 metri per poi immettersi a sinistra in Strada Comunale Egnazia con successivo prolungamento (Strada Comunale San Domenico) e percorrerla per 5 km fino al bivio dove si lascerà la SC San Domenico per svoltare a destra per la stradina più stretta.
In questo tratto il viandante potrà godere dei più caratteristici scenari del territorio, vaste distese di ulivi secolari (talvolta millenari) con le loro forme straordinarie, frutto del lavoro del tempo e di generazioni di contadini che in questi campi hanno saputo lasciare il segno della loro infaticabile opera. Proseguire per circa 900 metri e svoltare a sinistra, percorrere il rettilineo per 700 metri e poi svoltare a sinistra su Via del Procaccio e 300 metri dopo svoltare a destra, continuare fino all’intersezione con la SP90. Svoltare a destra su SP90 e proseguire fino al bivio per poi imboccare a sinistra Via Eroi del Mare e percorrere in tal modo la litoranea di Torre Canne fino al porticciolo, punto di arrivo della tappa.
TAPPA 38
TAPPA 38: Da Torre Canne a Torre Santa Sabina
Partenza: Torre Canne
Arrivo: Torre Santa Sabina
Distanza: 19.5 km
Dislivello: +11 m / – 11 m
Partendo dal centro di Torre Canne il viandante imboccherà Via Eroi del Mare ed immediatamente scenderà verso i lidi della litoranea, attraversandoli per circa 1,5 km immettendosi successivamente, prima in una stradina che corre parallella alla costa e, dopo 300 metri, rientrerà sulla spiaggia e procederà in quella direzione per i successivi 3 km.
Giunto presso il Lido Macchia Mediterranea, svolterà a destra su uno sterrato che si mantiene parallelo alla costa per circa 1 km per poi scendere nuovamente in spiaggia presso il Lido Morelli, Villaggio Pilone e Rosamarina e proseguire in quella direzione per 4,5 km.
In seguito la traccia taglia al centro la località Monticelli uscendo dopo 200 metri su di uno sterrato che corre lungo la costa entrando in Località Diana Marina svoltando a destra in Via dei Bouganville e, dopo 200 metri, alla rotatoria, svolta a sinistra per Contrada Villanova, direzione Marina di Ostuni e Villanova.
Giunto in prossimità del porto, il viandante proseguirà per Via Tancredi Conte con successiva svolta a destra per Via Petrarolo e immissione in Via Consolato Veneziano. Il cammino prosegue per poco più di 1,5 km immettendosi in uno sterrato che corre lungo la meravigliosa Costa Merlata per i successivi chilometri che conducono all’ingresso a Torre Santa Sabina.
L’entrata nel centro abitato, avviene tramite Via Socrate e un successivo sterrato che taglia dalla Spiaggia di Mezzaluna e, mantenendosi sulla costa, si immette in Via Scoglio del Cavallo svoltando a sinistra e puntando verso la punta del promontorio e la Torre Santa Sabina, punto di fine tappa.
TAPPA 39
TAPPA 39: Da Torre Santa Sabina a Brindisi
Partenza: Torre Santa Sabina
Arrivo: Brindisi
Distanza: 31 km
Dislivello: +36 m / – 27 m
Tra le tappe più lunghe della Via Francigena del Sud, il percorso Bari–Brindisi include un tratto memorabile tra Torre Santa Sabina e la riserva di Torre Guaceto. Qui il paesaggio cambia: dune chiare, macchia e zone umide; in questo litorale nidifica la tartaruga marina Caretta caretta e opera un centro di recupero per esemplari in difficoltà. La torre costiera, ben conservata, offre ampie vedute. Verso sud l’itinerario si fa più urbano ma riserva una perla: Santa Maria del Casale con affreschi trecenteschi. L’arrivo a Brindisi è scenografico: dal Monumento al Marinaio si raggiunge il centro in battello.
TAPPA 40
TAPPA 40: Da Brindisi a Torchiarolo
Partenza: Brindisi
Arrivo: Torchiarolo
Distanza: 25.2 km
Dislivello: +55 m / – 33 m
Si parte dal lungomare di Brindisi per raggiungere prima il Duomo, poi il Tempietto di San Giovanni al Sepolcro: è consigliata una sosta in questo monumento poiché si tratta di una delle testimonianze medievali più significative del passaggio dei cavalieri verso la Terra Santa. Attraverso Porta Lecce si esce dal centro storico e si raggiunge la strada provinciale; dopo alcune svolte finalmente si arriva in aperta campagna. Proseguendo verso sud si incontra un uliveto e due masserie (Baraccone e Campoperso) e si entra nella bellissima riserva orientata Bosco Tramazzone – Celano. Superata un’area caratterizzata dalla macchia mediterranea si ragiunge Masseria Maime e poi Valesio, un’importante sito archelogico che conserva le mura messapiche e le terme di età romana. Il centro abitato di Torchiarolo, meta della tappa, lo si conquista percorrendo i tipici oliveti salentini.
TAPPA 41
TAPPA 41: Da Torchiarolo a Lecce
Partenza: Torchiarolo
Arrivo: Lecce
Distanza: 22.5 km
Dislivello: +41 m / – 19 m
Uscendo da Torchiarolo in direzione sud costeggiando il Cimitero, si supera la provinciale Squinzano Casalabate e dopo essere giunti a Masseria Patricelli attraverso una strada sterrata, si raggiunte Masseria Alcaini.
Di qui, dopo un aver attraversato un oliveto, si può ammirare la straordinaria Abbazia di Santa Maria delle Cerrate, un monumento di età medievale che conserva al suo interno un ciclo di affreschi con presenta alcuni riferimenti al pellegrinaggio. Si giunge così a un parco eolico e poi a Surbo, centro abitato dal quale si esce tramite una pista ciclabile, dopo la quale vi è un centro commerciale. L’ingresso a Lecce avviene nell’area del Monastero degli Olivetani, all’interno del quale è presenta la chiesa dei Santi Niccolò e Cataldo del secolo XI. La tappa si conclude in piazza Sant’Oronzo, caratterizzata dalla colonna su cui vi è la statua del Santo e dall’anfiteatro romano.
TAPPA 42
TAPPA 42: Da Lecce a Martano
Partenza: Lecce
Arrivo: Martano
Distanza: 30.9 km
Dislivello: +56 m / – 17 m
Partendo da Piazza Sant’Oronzo si procede in direzione del Castello Carlo V per poi raggiungere Via Merine, centro urbano che si raggiunge dopo aver lasciato alla spalle la tangenziale tramite un ponte.
Da Piazza Santa Maria Assunta si procede verso i Giardini di Athena e da li si progegue dritto verso Acaya, spledido borgo fortificato tardo medievale, che conserva ancora il suo castello. L’uscita dal centro, attraverso la chiesa di San Paolo, è contraddistinto da sentieri caratterizzati dalla presenza di muretti e costruzioni a secco che portano ad Acquarica di Lecce, centro che viene solo lambito dal percorso. Di qui si giunge, percorrendo una ciclabile, nella piazza di Vernole, al centro dalla quale si ege la colonna di Sant’Anna. Il tracciato prosegue sempre in direzione sud in una via mediana tra Calimera e Melendugno tra ulivi secoli e macchia mediterranea fino a Masseria San Biagio. Il Cammino prosegue in questo paesaggio fino al Covento dei Padri Cistercensi dove è possibile amminare la chiesa di Santa Maria della Consolazione, oltre la quale, giunti alla Chiesa della Maddonella si giunge alle porte di Martano, importante centro della Grecia Salentina.
TAPPA 43
TAPPA 43: Da Martano a Otranto
Partenza: Martano
Arrivo: Otranto
Distanza: 30.5 km
Dislivello: +110 m / – 191 m
Per raggiungere il centro di Carpiniano Salentino è necessario tornare alla Chiesa della Madonnella e di qui, attraverso un percorso fatto di antiche carraie, affiancare il rudere della chiesa di San Cosma e raggiungere la città, dove imperdibile è la visita alla cripta di Santa Cristina.
Di qui si cammina su un percorso cicloturistico fino ad arrivare a Serrano e poi a Cannole, si esce imboccando la strada vicinale Scoppelle, che ci conduce alla Masseria Toricito, immersa in una pineta. Sempre attraversando delle carraie si guadagna l’uscita dal tratto boschivo e si prosegue con poche deviazioni fino al Santuario di Montevergine, importante luogo collegato ai pellegrinaggi, dal quale, attraverso una discesa si giunge al centro di Palmariggi. Imboccando una ciclabile si svolta a sx sulla via vecchia per Giurdignano giungendo in prossimità della Masseria Quattro Macine, un antico casale medievale abbandonato, dal quale si giunge in un’area in cui si possono apprezzare dolmen e menhir. Giunti a Giudignano, a dopo aver visitato la chiesa Matrice di San Rocco, santo pellegrino, per uscire dal centro ci si incammina verso la chiesa del SS Rosario. Da questo punto la via Francigena attraversa spledidi uliveti e una lecceta, per poi arrivare nel canalone della Valle dell’Idro, alla grotta di Sant’Angelo e da qui al centro di Otranto con la splendida Cattedrale e la chiesa bizantina dedicata a San Pietro.
TAPPA 44
TAPPA 44: Da Otranto a Vignacastrisi
Partenza: Otranto
Arrivo: Vignacastrisi
Distanza: 23.8 km
Dislivello: +164 m / – 85 m
Si riparte dal porto di Otranto e si raggiunge la Madonna dei Martiri; dopo una breve salita, si supera la SP e si giugne in uno dei luoghi più suggestivi del cammino, l’ex cava di Bauxite, con i suoi colori lunari.
Attraverso una strada sterrata si arriva ai ruderi del Monastero di San Nicola di Casole, fondato da Boemondo di Altavilla e legato alla storia delle Crociate. Il tratturo prosegue e il pascolo lascia spazio agli ulivi fino a arrivare al centro di Uggiano La Chiesa e alla sua Chiesa Matrice dedicata a Maria Maddalena; l’uscita dal centro conduce alla chiesa di Santa Maria della Serra e di qui, proseguendo dritto, si arriva al centro di Cucumola, in cui la venerazione di San Nicola è particoalmente presente. Dopo aver ammirato il menhir della Croce si percorre un rettilineo immesrso tra ulivi e pini e si giunge Vitigliano, con la sua chiesa di San Michele Arcangelo. Si percorrono alcuni metri sulla SP per poi svoltare a sx su una strada rurale che costeggia una cava di pietra e proseguendo dritto si giunge al centro di Vignacastrisi, conclusione di questa tappa.
TAPPA 45
TAPPA 45: Da Vignacastrisi a Tricase
Partenza: Vignacastrisi
Arrivo: Tricase
Distanza: 14.3 km
Dislivello: +68 m / – 62 m
Uscendo dal centro abitato di Vignacastrisi e superata la Cappella della Madonna di Costantipoli, si prosegue dritto fino ad arrivare ad un area di sosta, superata la quale, si entra nel centro di Marittima.
Dopo una serie di bivi a cui è necessario fare attenzione si attraversa la SP e ci si dirige verso la chiesa della Madonna dell’Attarico. Proseguendo dritto e imboccando una sterrata si arriva in prossimità delle rovine della Torre del Sasso, che guarda verso il mare. Andando oltre si incontra un bosco di eucalipti, di pini e querce vallonee, tipiche di quest’area. Si raggiunge infine un incrocio che indica il porto di Tricase, ma la Francigena punta verso il centro abitato, posizionato nell’entro terra. La tappa si conclude in Piazza Pisanelli, riconoscibile grazie alla presenza del castello dei Principi Gallone.
TAPPA 46
TAPPA 46: Da Tricase a Santa Maria di Leuca
Partenza: Tricase
Arrivo: Santa Maria di Leuca
Distanza: 18 km
Dislivello: +82 m / – 114 m
Superato il Castello di Caprarica si utilizza una sterrata che permette di superare la SP e raggiungere il centro di Tiggiano con il suo splendido Palazzo Baronale.
In quest’area i centri abiti sono molti ravvincani e si susseguono quasi senza soluzione di continuità, così dopo poci ci si ritrova a Corsano, in cui vale la pena di visitare le chiese di San Biagio e Santa Sofia. Finalmente si ritorna in aperta campagna e in un paesaggio senz’altro dominato dai classici muretti a secco. Si supera la SP e dopo una serie di bivi e un’area di sosta si fa l’ingresso a Gagliano del Capo, con l’immancabile chiesa di San Rocco e il Convento di San Francesco di Paola. Attraverso una strada comunale pressochè dritta, fatta eccezione per pochissimi bivi, si giunge, attraverso la campagna, al Santurario di Leuca, ultima propaggine della penisola italica nell’Adriatico, detto nell’antichità Finibus Terrae. A vegliare sul pellegrino al monento delll’ingresso della piazza che guarda verso il mare due angeli, promessa di un viaggio che non è terminato, ma è appena comunciato…verso Gerusalemme.
GUIDA DELLA VIA FRANCIGENA: DAL GRAN SAN BERNARDO A ROMA
Dalle Alpi a Roma, lungo il tracciato seguito nel X secolo dall’arcivescovo Sigerico: la Via Francigena è il grande cammino degli antichi pellegrini, oggi tra i più celebri d’Europa. Un mese intero, una settimana o anche solo pochi giorni: ogni passo diventa un viaggio di scoperta, tra paesaggi sorprendenti, pievi medievali, resti di strade romane e borghi tra i più belli d’Italia.
Un itinerario di 45 tappe attraverso Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio. La guida offre tutte le informazioni pratiche per mettersi in cammino: descrizione dettagliata delle tappe, mappe, altimetrie, varianti ufficiali, ospitalità e luoghi da visitare. Un compagno di viaggio adatto a tutti: pellegrini, escursionisti, viandanti o semplici curiosi che desiderano vivere anche solo un tratto di questo straordinario percorso.


