Magna Via Francigena
La Magna Via Francigena è un viaggio nel cuore della Sicilia, da Palermo al Mediterraneo, tra paesi, natura e meraviglia.
Un percorso nel cuore della Sicilia che non ti aspetti, da mare a mare, che mette insieme i profumi della Palermo caotica e multiculturale e i silenzi della montagna sicana, le greggi al pascolo nelle immense distese del centro Sicilia fino alle spiagge di sabbia fine del mar Mediterraneo. Più di 10 borghi accoglienti, riserve naturali, beni UNESCO e un patrimonio unico, l’accoglienza. Questa è la Magna Via Francigena, amunì.
STORIA
Le Vie Francigene di Sicilia sono il risultato moderno di un sistema di viabilità storica che trova testimonianze dal periodo romano fino allo stato Borbonico di fine Ottocento. Sono l’insieme delle trazzere -dal franco provenzale dressier, andar dritti– e dei sentieri di collegamento tra i centri rurali e urbani dell’Isola di Sicilia e ci testimoniano la presenza e il controllo del territorio da parte dei Normanni, il popolo proveniente dalla Francia del nord che cambio nel XI sec d.C. la forma, la cultura e l’amministrazione della Sicilia. Frutto delle donazioni effettuate dalla nobiltà normanna alle varie diocesi, queste strade segnavano il confine controllato dallo stato e le vie pubbliche percorse da militari, mercanti, religiosi e pellegrini, diretti ai porti d’imbarco per l’Oriente o per la Spagna degli Emiri. Sono fasci di vie, ramificate e intrecciate al punto da formare una rete compatta che collegava allora come ora, i piccoli centri agricoli con le città e i castelli dei feudatari. Oggi sono testimonianza viva di un passato illustre, memoria di ciò che siamo e bene culturale da tutelare.
SEGNALETICA
Segnaletica verticale su paletti, pali con frecce e cippi. Segnaletica orizzontale a terra in vernice bianco e rossa. Tipico della Magna Via Francigena il pellegrinetto rosso.
SERVIZI
Ogni tappa termina in un paese dove sono presenti tutti i servizi, bisogna fare attenzione solo ai giorni di chiusura settimanale dei servizi commerciali quali ristoranti, bar, farmacie.
Su ogni tappa sono attivi servizi di trasporto zaino e pellegrino in caso di emergenza. ecco il link a questi servizi https://www.viefrancigenedisicilia.it/serviziUtili.php?idV=1
LOGISTICA E TRASPORTI
COME RAGGIUNGERE IL PUNTO DI PARTENZA
Puoi raggiungere Palermo in treno, in nave (da Genova, Livorno, Civitavecchia o Napoli) o in aereo. Il mezzo più comodo è l’aereo verso l’aeroporto di Punta Raisi Falcone Borsellino.
Raggiungi Palermo in aereo, dall’aeroporto partono i treni di trenitalia verso la stazione centrale di Palermo oppure i bus shuttle della ditta Prestia e Comandé ogni mezz’ora.
Dalla stazione Centrale raggiungi il punto di partenza del cammino a piedi coprendo una distanza di 1,4 km in 20 minuti oppure con i mezzi pubblici prendendo il 101 o 102 dell’AMAT dalla stazione centrale fino alla fermata Via Roma Lattarini poi prosegui a piedi per 90 metri.
COME TORNARE DA AGRIGENTO
Da Agrigento punto di arrivo della Magna Via Francigena si può tornare all’aeroporto di Palermo con i treni dalla stazione centrale di Agrigento. Treni diretti o in alcuni casi con treni che richiedono un cambio alla stazione centrale di Palermo.
Si può anche tornare in aeroporto con i bus che collegano agrigento direttamente all’aeroporto di palermo. La ditta che svolge questa tratta è l’Autolinee Sal e parte da Piazzale Rosselli ad Agrigento.
ACQUA
Fonti d’acqua presenti in tutte le tappe ma fare attenzioni perché nei periodi più caldi potrebbero essere asciutte, quindi portare con sé sempre due litri d’acqua nello zaino.
PERICOLI
Prestare attenzione quando si cammina vicino ai margini dei fiumi, a volte le piene invernali fanno franare gli argini e i sentieri da percorrere non corrispondono alle tracce gps.
FONDO STRADALE
65% sterrato
35% strade lastricate e asfalto
IN TENDA
Il cammino in tenda è permesso nelle strutture convenzionate che offrono questo servizio. Non tutti i fine tappa hanno strutture che lo permettono. Per piazzare la tenda fuori dalle strutture bisognerà informarsi con le autorità locali.
CONTATTI
+39 329 6950793 Giorgio Piazza
+39 345 8452060 Ornella Palmisciano
+39 392 4531430 Davide Comunale
e-mail – viefrancigenedisicilia@gmail.com
Profilo Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=61560942526151
Profilo Instagram: https://www.instagram.com/francigenidisicilia/
CREDENZIALE E TESTIMONIUM
CREDENZIALE
Si può richiedere la credenziale a questo link al costo di 10€ https://www.viefrancigenedisicilia.it/credenziale.php oppure ritirala nei punti di ritiro indicati nel sito.
TESTIMONIUM
Ad Agrigento, alla fine della Magna Via Francigena, presso i locali del MUDIA il museo dell’Arcidiocesi agrigentina in via Duomo 96. (Orari: da aprile a ottobre, lun-sab 10-13 e 16-18; da novembre a marzo, lun-sab 10-13).
In caso sia chiuso il MUDIA si potrà ritirare il Testimonium presso la Cattedrale. A disposizione bagno e spazio per cambiarsi. E’ richiesto un contributo di 5€ per la stampa della pergamena
GUIDA CARTACEA
Si esiste una Guida edita da Terre di mezzo editore. Costa 14,00€ sul nostro shop https://www.viefrancigenedisicilia.it/shop/.
TAPPA 01: PALERMO - SANTA CRISTINA GELA
Partenza: Palermo
Arrivo: Santa Cristina Gela
Distanza: 25.3 km
Dislivello: +1078 m / – 441 m
Partendo dalla capitale arabo-normanna si deve superare la barriera urbanizzata del capoluogo regionale per tuffarsi nella bellezza dello scrigno monrealese, dove mosaici dorati e preziose architetture avvolgono il viandante nella prima sosta del cammino. Da qui ci si dirige verso la valle dell’Oreto per giungere alla riserva di caccia dei reali normanni, il Parco, Altofonte dalle belle fontane, protetta dal suo parco verde che fa da chiusa alla Conca d’oro e alla campagna che avvolge il borgo greco albanese di Santa Cristina Gela, terra di pasticceri sopraffini, contadini, pastori e gente dal cuore grande.
Per evitare il tratto urbano sulla prima tappa, potete prendere il bus urbano “linea 389” da Piazza Indipendenza, Palermo, verso Monreale
Lungo la tappa non si trovano molti punti d’acqua e si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
La tappa, dopo 7 km giunge a Monreale e al km 14,7 ad Altofonte dove è possibile fare approvvigionamento di cibo.
TAPPA 02: SANTA CRISTINA GELA - CORLEONE
Partenza: Santa Cristina Gela
Arrivo: Corleone
Distanza: 26.4 km
Dislivello: +693 m / – 818 m
La seconda tappa della Via parte dal paese e attraversa i campi lungo la trazzera storica verso la portella Sant’Agata dove si affronta la salita lungo la “scala”, il passaggio a gradini di roccia. Superato, si incrocia il tracciato dell’Itinerarium Rosaliae per poche centinaia di metri e si punta sull’antica masseria Sant’Agata. Il percorso segue la trazzera della transumanza tra i campi, larga e spaziosa, che permette di godersi la campagna siciliana, ricca di ruderi, pale eoliche e campi solari, fino al Santuario di Tagliavia, luogo dove fermarsi e riposare. Un ultimo tratto di campi fino al guado del fiume Belìce e poi l’arrivo in salita a Corleone dalla trazzera più ardua del cammino.
Lungo la tappa non si trovano molti punti d’acqua e si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
La tappa, al km 13, incontra il Santuario di Tagliavia dove è possibile fare approvvigionamento di cibo.
Attenzione al guado del fiume Belìce . In caso di pioggia, al km 14.2 prendere la variante pioggia
Divieto assoluto di foto in prossimità dell’area militare della polveriera tra il km 14.7 e 15.7
TAPPA 03: CORLEONE - PRIZZI
Partenza: Corleone
Arrivo: Prizzi
Distanza: 20.10 km
Dislivello: +793 m / – 367 m
La Corleone dalle 100 chiese si lascia in salita, arrampicandosi fino al Malopasso e da lì, dopo aver guardato il panorama della città, si cammina lungo strade bianche e sterrate lungo la via delle fonti, passando Cozzo Spolentino in direzione della Masseria ‘Mbriaca, una dimora storica ed esempio di masseria tardo medievale. Si comincia a vedere il riflesso del lago di Prizzi e la collina che sfiora i 1000 metri su cui è arroccato il paese. Un percorso storico descritto dalle fonti normanne che porta da Corleone a Prizzi, l’avamposto bizantino che controllava la vallata. L’arrivo, in salita, rende l’idea di una conquista meritata.
Tutto cio che devi sapere sul percorso di questa tappa.
Lungo la tappa si trovano diversi punti d’acqua, ma si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
La tappa è sprovvista di punti intermedi per fare approvvigionamento di cibo. Partire sempre preparati.
Dal km 11 al km 12.2, prestare attenzione al passaggio lungo i terreni della Masseria ‘Nbriaca.
Al km 14.8, in caso di pioggia, imboccare la deviazione sulla sx, fino al km 16, che porta sulla SS118 ed evita il guado del lago.
Divieto assoluto di balneazione presso il lago artificiale di Prizzi.
TAPPA 04: PRIZZI - CASTRONOVO DI SICILIA
Partenza: Prizzi
Arrivo: Castronovo di Sicilia
Distanza: 24.4 km
Dislivello: +532 m / – 832 m
Un piccolo borgo che è un presepe, arroccato su un fianco della montagna, che guarda l’antico sito di Hippana, la montagna dei cavalli sicana. Si lascia Prizzi e la via entra presto all’interno della Riserva di Monte Carcaci, tra alberi che fanno ombra e fonti d’acqua sorgiva, aree pic-nic e rifugi della Forestale. La via, lasciato il bosco, torna tra i campi di foraggio e grano e tocca il borgo agricolo di Riena, ormai abbandonato all’oblio, simbolo di una civiltà contadina che fatica a resistere. Un tratto di salita ci porta nella seconda area boschiva, Santa Caterina, da cui si raggiunge la collina del Kassar, il pianoro bizantino che sovrasta Castronovo di Sicilia. Tutto cio che devi sapere sul percorso di questa tappa.
Lungo la tappa si trovano diversi punti d’acqua, ma si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva). La tappa è sprovvista di punti intermedi per fare approvvigionamento di cibo. Partire sempre preparati. Lungo il percorso si attraversa l’area forestale di Monte Carcaci e di Santa Caterina: si raccomanda il massimo rispetto per le strutture, gli ambienti e i beni del Demanio Forestale di Sicilia.
A fine tappa, a 4 km dal borgo di Castronovo, si incontra il sito archeologico del Kassar, insediamento bizantino ancora in corso di scavo da parte delle equipe internazionali di Roma e York (UK). Prestare la massima attenzione.
TAPPA 05: CASTRONOVO DI SICILIA - CAMMARATA/S.GIOVANNI GEMINI
Partenza: Castronovo di Sicilia
Arrivo: Cammarata/S.Giovanni Gemini
Distanza: 12.5 km
Dislivello: +486 m / – 475 m
Lasciamo il cuore della Magna Via, sede della corte normanna e titolare del diploma che da vita al progetto storico archeologico di questa via e scendiamo verso le grotte di Capelvenere, necropoli punica e paradiso naturalistico e verso il casale di San Pietro, luogo iconico della tratta, casale, chiesa fortificata, torre a protezione di un luogo che da secoli e secoli ha sempre mantenuto la sua funzione, accogliere e ospitare chi va e viene da Palermo ad Agrigento. Tra i campi esposti al sole e la valle del Platani si sale verso la rocca di Cammarata, protetta dalla Montagna che la sovrasta. L’ultima salita viene alleviata dalla vista del famoso murales dei pellegrini.
Lungo la tappa si trovano alcuni punti d’acqua, ma si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
La tappa è sprovvista di punti intermedi per fare approvvigionamento di cibo. Partire sempre preparati.
Al km 4.8, cancello all’ingresso dell’azienda agricola: passaggio pedonale.
Al km 5,3 sentiero che porta alla necropoli di Capelvenere: attenzione al percorso nella proprietà agricola.
Al km 5,9 il passaggio sul fiume Platani: attenzione alla bretella quando il tempo non lo consente.
TAPPA 05A (VARIANTE): CASTRONOVO DI SICILIA - SANTO STEFANO QUISQUINA
Partenza: Castronovo di Sicilia
Arrivo: Santo Stefano Quisquina
Distanza: 20.7 km
Dislivello: +829 m / – 784 m
NOTA BENE questa variante che comprende tappa 05A e 05B aggiungono ai km originari del cammino altri 26,52 km al cammino. Se quindi decidi di fare questa variante i Giorni di cammino diventano 10 e i km totali 216,87.
Questa variante collega la Magna Via Francigena con la meta finale dell’Itinerarium Rosaliae, l’eremo della Quisquina, luogo di preghiera e devozione per la santa protettrice siciliana che qui venne a rifugiarsi e visse da eremita, secondo la tradizione. Ma soprattuto collega Castronovo di Sicilia con Santo Stefano Quisquina e le sue bellezze artistiche ed enogastronomiche. Lasciata il borgo sicano dalla “via dei mulini” si percorre la riserva forestale che lambisce la diga del Fanaco e il suo lago artificiale e si tocca il monastero brasiliano di Santo Stefano di Melia e il teatro Andromeda, fenomeno di riappropriazione culturale del territorio. Si giunge infine a Santo Stefano Quisquina, borgo dei monti Sicani ricco di storia e specialità gastronomiche uniche.
Lungo la tappa si trovano alcuni punti d’acqua, ma si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
La tappa è sprovvista di punti intermedi per fare approvvigionamento di cibo. Partire sempre preparati.
TAPPA 05B (VARIANTE): SANTO STEFANO QUISQUINA - CAMMARATA/S.GIOVANNI GEMINI
Partenza: Santo Stefano Quisquina
Arrivo: Cammarata/S.Giovanni Gemini
Distanza: 19.7 km
Dislivello: +653 m / – 715 m
NOTA BENE questa variante che comprende tappa Q1 e Q2 aggiungono ai km originari del cammino altri 26,52 km al cammino. Se quindi decidi di fare questa variante i Giorni di cammino diventano 10 e i km totali 216,87.
La tappa che chiude la variante ci porta da Santo Stefano Quisquina a Cammarata, passando dall’Eremo di Santa Rosalia, che raggiungiamo passando dal bosco della Quisquina e seguendo i sentieri che portano all’eremitaggio della Santa. Poco sotto i 1100 m di quota, dopo la visita e la sosta, ci riporta al confine tra i territori comunali di Castronovo e Cammarata, al limitare dei boschi che portano alle cime più alte dei Sicani. Boschi, natura e paesaggio pastorale, che alterna caseifici e aziende agricole a proprietà di campagna che parlano di storia e lavoro quotidiano. Il percorso esce dal territorio del futuro Parco dei Sicani e raggiunge Cammarata, per tornare sul percorso principale della Magna Via.
Lungo la tappa si trovano alcuni punti d’acqua, ma si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
La tappa è sprovvista di punti intermedi per fare approvvigionamento di cibo. Partire sempre preparati.
TAPPA 06: CAMMARATA/S.GIOVANNI GEMINI - SUTERA
Partenza: Cammarata/S.Giovanni Gemini
Arrivo: Sutera
Distanza: 18.9 km
Dislivello: +622 m / – 643 m
Due paesi, un solo territorio, una storia condivisa che ha sempre portato a incontro e scontro di speranze, di progetti, di tradizioni. Lasciamo Cammarata e san Giovanni Gemini, nel loro abbraccio condiviso e scendiamo lungo il corso del Platani che seguiamo parallelamente alla ferrovia e alla strada statale, passando vicino alle miniere di sale che ancora oggi affiorano in superficie. Attraversata la statale imbocchiamo la trazzera che, ripida, sale verso Acquaviva Platani, piccolo centro che separa dalla meta, la rocca di Sutera. Continuiamo tra le campagne fino a scorgere Monte Caccione, passare davanti alla masseria Bongiorno ed imboccare l’iconico sentiero che porta alla rocca di Sutera.
Lungo la tappa si trovano alcuni punti d’acqua, ma si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva). La tappa incrocia alcuni punti intermedi per fare approvvigionamento di cibo: degli agriturismi e il borgo di Acquaviva Platani in cui potere mangiare e dormire. Al km 7.5 attraversamento della SS.189: massima attenzione al passaggio sul rettilineo. Al km 10 il centro urbano di Acquaviva Platani.
TAPPA 07: SUTERA - RACALMUTO/GROTTE
Partenza: Sutera
Arrivo: Racalmuto/Grotte
Distanza: 24.7 km
Dislivello: +703 m / – 796 m
Tappa lunga che tocca vari centri tra le province di Caltanissetta e Agrigento. Si lascia Sutera per scendere i pochi km che la separano dal centro di Campofranco. Da qui si va lungo la regia trazzera che giungeva a Milena, superando il fiume Gallo d’oro, affluente del Platani. Il ponte, “romano”, è crollato negli anni ‘80 ma sono visibili ancora le tracce. Si giunge, dopo una salita, in prossimità di Milena, terra delle robbe, centri agricoli familiari e da qui si prosegue, campi campi verso Racalmuto, toccando punti panoramici e aree riserva. Giunti alla città di Sciascia ci si può fermare e visitare castello chiese e la casa dell’autore o continuare verso Grotte separata da appena 3 km. Lungo la tappa si trovano alcuni punti d’acqua, ma si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva). La tappa incrocia alcuni punti intermedi per fare approvvigionamento di cibo: al km 2,7, Campofranco; al km 11,7, Milena; al km 20.8, Racalmuto. Al km 6.4, guado sul fiume Gallo d’Oro: prestare la massima attenzione e non prendere la via quando le condizioni meteo sono avverse. Al km 15.4, la riserva naturale orientata Bosco Zellante: prestare attenzione alle norme di comportamento in prossimità delle aree forestali.
TAPPA 08: RACALMUTO/GROTTE - JOPPOLO GIANCAXIO
Partenza: Racalmuto/Grotte
Arrivo: Joppolo Giancaxio
Distanza: 19.9 km
Dislivello: +467 m / – 707 m
Un piccolo centro con un grande patrimonio artistico di street art e progettualità che punta sull’accoglienza come motore dello sviluppo turistico. Lasciamo Grotte per raggiungere la Petra di Calathansuderj, un sistema di grotte e gallerie che ha presidiato e difeso il territorio nei secoli. Iniziamo l’ultima vera salita della Via che ci porta sul promontorio che sovrasta Comitini, tra miniere di zolfo e sabbia e carusi e atmosfere verghiane. Il piccolo borgo ci attende alla fine della discesa; ci rinfreschiamo e proseguiamo per Aragona. La dolce salita che porta in paese di lascia il tempo di osservare le architetture del centro sicano, per poi giungere e continuare la marcia verso Joppolo. Lungo la tappa si trovano alcuni punti d’acqua, ma si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva). La tappa incrocia alcuni punti intermedi per fare approvvigionamento di cibo: al km 8,3 Comitini; al km 12,3 Aragona. Al km 10,6 si attraversa la SS189, in un tratto rettilinea dall’ampia viabilità in entrambe le direzioni di marcia: prestare molta attenzione
TAPPA 09: JOPPOLO GIANCAXIO - AGRIGENTO
Partenza: Joppolo Giancaxio
Arrivo: Agrigento
Distanza: 15.8 km
Dislivello: +335 m / – 289 m
Ultima tappa della Via. Lasciamo il centro agricolo di Joppolo, meta di pellegrini accolti col cuore e ci incamminiamo a passo deciso verso la campagna agrigentina, l’antica kora che cingeva la popolosa polis greca. Si passa da zone spesso urbanizzate, si giunge al torrente Akragas per proseguire su un’antica mulattiera, usata ancora dai pochi pastori della zona. Siamo ormai sotto la rupe Atenea e un bosco di eucalipti ci separa dal parco suburbano. Una salita leggera che porta i viandanti fin dentro la rocca. Ancora poche centinaia di metri e ci si ferma sorridenti davanti la scalinata della cattedrale dei santi Gregorio e Giacomo che accoglie il pellegrino alla fine dei suoi 189 km.
Lungo la tappa NON si trovano punti d’acqua intermedi e per questo, nonostante la brevità della tappa, si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva). Al km 10 si attraversa il torrente Akragas. Prestare la massima attenzione al passaggio e seguire subito dopo la segnaletica verticale e orizzontale. Al km 10.5 la presenza di stazzi di pastori e greggi comporta la presenza di cani: attuate tutti i comportamenti idonei al caso e mantenete la calma. Al km 11.4 si attraversa il passaggio a livello della ferrovia locale: prestare la massima attenzione. L’arrivo in Cattedrale comporta la fine del cammino. Gli orari di consegna del Testimonium sono pubblicati sulla pagina apposita. Prestate attenzione alle comunicazioni e attenetevi alle indicazioni riportate dall’ufficio del MUDIA di Agrigento
Magna Via Francigena
Con l’app gratuita di Cammini d’Italia puoi pianificare e percorrere la Magna via Francigena in totale sicurezza, potendo pianificare le tappe nel dettaglio e percorre il percorso grazie alla tecnologia GPS integrata che ti supporta nell’orientamento durante la tua avventura.
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