Anello di Teodelapio
Un cammino ad anello nel cuore dell’Umbria, lungo 111 km, che da Spoleto conduce dentro un paesaggio appenninico fatto di storia longobarda, borghi, boschi e antiche vie d’acqua.
L’Anello di Teodelapio è un cammino circolare di 111 chilometri, suddiviso in 5 tappe, con partenza e arrivo a Spoleto. Per la lunghezza, i dislivelli e la bassa percentuale di asfalto, l'itinerario presenta caratteristiche simili a un vero e proprio trekking, portando i camminatori alla scoperta di una delle zone più profonde e autentiche dell’Appennino centrale, nel cuore verde d’Italia. Il cammino, come richiama il nome stesso, evoca la figura di Teodelapio, secondo duca di Spoleto, e intende omaggiare la storia longobarda di questo territorio e il suo antico Ducato. In 5 giorni, si attraversano i luoghi un tempo controllati dal Ducato in Valnerina fino a Trevi. Accanto al patrimonio storico, il cammino vuole celebrare il patrimonio naturale; dai boschi rigogliosi alle campagne, fino agli uliveti e alle ricchezze idriche del territorio. L'itinerario si fa così portavoce di una profonda cultura della tutela ambientale: la forza del fiume Nera e del torrente Vigi infatti non ha solo plasmato la geografia delle valli ma ha costituito in passato la spina dorsale dell'economia locale. Le numerose sorgenti che ancora oggi sgorgano lungo il tracciato e idratano i borghi storici continuano a offrire ristoro ai camminatori testimoniando come la salvaguardia dell'acqua e del bosco sia, ieri come oggi, il presupposto vitale per la fioritura di questa terra.
STORIA
Il cammino prende il nome da Teodelapio, uno dei sovrani più longevi del Ducato di Spoleto, sul quale regnò dal 601 al 653 d.C. circa. Figlio di Faroaldo I, fondatore del ducato, ascese al trono dopo la morte dell’usurpatore Ariulfo, prevalendo sulle rivendicazioni dei fratelli. Il suo cinquantennio di regno è identificato dagli storici come un periodo di stabilità e consolidamento istituzionale, fondamentale per l’autonomia del ducato sia nei confronti del regno longobardo del nord (Pavia) sia nei rapporti con il Papato.
Sotto il regno di Teodelapio, l’area della Valnerina ha rappresentato un corridoio militare ed economico vitale per la sopravvivenza stessa del Ducato di Spoleto. La valle garantiva il collegamento protetto e interno verso il Ducato di Benevento, fungendo al contempo da barriera difensiva contro il “corridoio bizantino” che tagliava in due l’Umbria. Questa prolungata stabilità politica ha permesso a Teodelapio di consolidare l’amministrazione del territorio, attraverso la rete dei gastaldati e delle curtis.
Il legame profondo tra la figura del duca e l’identità del territorio trova una suggestiva e monumentale eco nella modernità, grazie alla scultura Teodelapio di Alexander Calder. Si tratta del primo “stabile” monumentale al mondo, ovvero la prima scultura astratta di grandissime dimensioni pensata per rimanere permanentemente in uno spazio pubblico urbano. L’opera nacque nell’ambito della mostra a cielo aperto “Sculture nella città”, organizzata da Giovanni Carandente per il V Festival dei Due Mondi di Spoleto del 1962. Calder fu affascinato dalla storia medievale di Spoleto e decise di intitolare lo stabile al secondo duca longobardo dopo aver visto un’antica stampa che ritraeva Teodelapio con una vistosa corona dalle punte aguzze. Se si guarda la scultura da diverse angolazioni, si può notare come le sue grandi forme triangolari tese verso l’alto ricordino proprio le punte stilizzate di una corona ducale, mentre le ampie curvature inferiori creano una sorta di cattedrale gotica o di contrafforte medievale. La vera rivoluzione del Teodelapio sta nel suo rapporto con il pubblico e con la città. Posizionato intenzionalmente nella piazza della stazione ferroviaria, funge da vero e proprio portale d’ingresso a Spoleto. Calder non voleva che la statua fosse guardata da lontano o isolata su un piedistallo: sfruttando le grandi aperture ad arco della struttura, l’artista progettò l’opera affinché le auto, i passanti e la vita quotidiana potessero attraversarla fisicamente.
SERVIZI
In ogni fine tappa sono presenti i principali servizi (alimentari, bar, ristoranti, farmacia).
Sportelli di prelievo: a Spoleto inizio e fine cammino, a Scheggino al termine della tappa 1 (sportello automatico ATM Postamat), a Borgo Cerreto (a circa 1 km dalla fine della tappa 2), Banco Desio a Sellano (fine tappa 3), Banco Desio a Trevi (fine tappa 4).
SEGNALETICA
Lungo tutto il percorso troverai la segnaletica ufficiale dell’Anello di Teodelapio, costituita da segnaletica verticale (frecce direzionali) nei punti chiave e da adesivi dedicati, posizionati in modo da integrarsi perfettamente con la segnaletica CAI già esistente.
Al momento dell’acquisto della Credenziale, ogni camminatore riceverà gli strumenti fondamentali per l’orientamento:
- la descrizione del percorso e dei numeri dei sentieri CAI da seguire tappa per tappa.
- Le tracce GPX ufficiali del cammino.
LOGISTICA E TRASPORTI
COME RAGGIUNGERE IL PUNTO DI PARTENZA
IN AUTO
Spoleto si raggiunge tramite la SS3 Flaminia:
- Da Nord: percorrendo l’Autostrada A1, uscita Valdichiana poi prendendo la SS3 direzione Perugia–Foligno–Spoleto.
- Da Sud: percorrendo l’Autostrada A1, uscita Orte poi percorrendo la SS3 direzione Terni–Spoleto.
- Dall’Adriatico: percorrendo l’Autostrada A14, uscita Civitanova Marche poi percorrendo la SS77 in direzione Foligno–Spoleto.
PARCHEGGI
A Spoleto esistono diverse opzioni per lasciare la macchina gratuitamente in punti comodi per iniziare poi a percorrere l’Anello.
Di seguito alcuni parcheggi di superficie (non custoditi):
- Parcheggio Via Nursina.
- Piazza Giovanni Antonelli: (adiacente alla Scuola di Polizia).
- Viale Martiri della Resistenza.
Per chi volesse lasciare la macchina in un parcheggio al coperto (a pagamento):
- Parcheggio Posterna.
- Parcheggio Spoletosfera.
IN TRENO
La stazione di Spoleto si trova sulla linea Roma-Ancona. Una volta scesi, il centro storico e l’inizio dell’Anello sono raggiungibili a piedi, tramite il sistema di mobilità alternativa o il servizio “Link” di Trenitalia.
IN AEREO
La soluzione più comoda è arrivare all’aereoporto di Roma Fiumicino Leonardo Da Vinci per poi raggiungere Spoleto in treno (treno veloce Leonardo Express fino alla stazione di Roma Termini o treno regionale FL1 fino a Roma Tiburtina e successivo treno diretto per Spoleto).
Trattandosi di un cammino ad anello, i camminatori possono scegliere di iniziare il percorso da un punto diverso da quello ufficiale (Spoleto). Questa opzione è particolarmente agevole per chi si sposta in auto, dato che molte tappe sono facilmente raggiungibili e offrono possibilità di parcheggio. Se invece viaggiate in treno, oltre a Spoleto, l’unica altra tappa dotata di una stazione ferroviaria è Trevi.
PERICOLI
Dal punto di vista tecnico l’Anello di Teodelapio non presenta tratti esposti, passaggi attrezzati o difficoltà alpinistiche. Tuttavia, la classificazione del cammino è Escursionistica (E): per via delle lunghezze complessive e dei dislivelli, l’itinerario richiede quindi un buon allenamento di base e l’abitudine a camminare su sentieri di montagna.
L’impegno fisico è legato anche all’isolamento di alcune tratte. In modo particolare, la quarta tappa (da Sellano a Trevi) si sviluppa in un contesto montano dove, per diversi chilometri, non si incontrano centri abitati
CONTATTI
email: anelloditeodelapio@gmail.com
pec: anelloditeodelapio@emailcertificatapec.it
Cell: +39 320 7075387 – Saverio (APS Anello di Teodelapio)
Cell: + 39 3209310478 – Francesca (APS Anello di Teodelapio)
Sito web: https://anelloditeodelapio.it/
FONDO STRADALE
85% sterrato/sentiero
15% asfalto
CREDENZIALE E TESTIMONIUM
Credenziale: è il documento ufficiale del cammino. Accompagna i camminatori nelle varie tappe, testimoniando il passaggio attraverso i timbri e permettendo di accedere a servizi dedicati e strutture convenzionate. La credenziale è acquistabile con una donazione (quota minima di €15), secondo le modalità di pagamento specificate sul sito web. Con l’acquisto, i camminatori sostengono il lavoro dell’APS e ricevono in cambio: la credenziale del cammino, la lista di strutture convenzionate per organizzare le tappe (pernottamenti e pasti), le tracce GPX di ogni tappa, una descrizione del percorso con indicazioni per orientarsi, un adesivo dell’Anello di Teodelapio. La credenziale può essere ricevuta tramite spedizione o ritirata direttamente a Spoleto, presso lo IAT (Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica) in Piazza della Libertà.
Testimonium: al termine del Cammino, i camminatori ricevono il testimonium (da ritirare presso lo IAT (Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica) in Piazza della Libertà.
IN TENDA
Attualmente lungo l’itinerario non sono presenti aree attrezzate per il campeggio. Per chi desidera pernottare all’aperto, vale la regola del bivacco notturno (o bivacco alpinistico): è consentito montare la tenda esclusivamente al tramonto e smontarla alle prime luci dell’alba, avendo cura di non lasciare alcuna traccia del proprio passaggio e rispettando i regolamenti regionali e comunali vigenti in materia di tutela ambientale.
TAPPA 01: SPOLETO - SCHEGGINO
Partenza: Spoleto
Arrivo: Scheggino
Distanza: 20.6 km
Dislivello: +753 m/ – 873 m
Il cammino inizia da Spoleto, in Piazza Duomo. Simbolicamente, la prima salita è quella che conduce i camminatori al giro della Rocca e quindi all’attraversamento del Ponte delle Torri. Dopo il Ponte il cammino entra subito nell’atmosfera boschiva: si sale, con circa un’ora di cammino, verso Monteluco, luogo sacro già dal III sec. a.C.. È sul Monteluco che le prime comunità eremitiche, di provenienza orientale, si stabilirono già nel VI sec. d.C. con il monaco Isacco, eremita siriano. In questi boschi sono state anche ritrovate le tavole della Lex Spoletina che regolamentavano la gestione e la tutela delle aree boschive. Dopo aver attraversato l’area per una prima sosta e ristoro, il sentiero si alza più dolcemente tra boschi e piccole radure verso la Forcella delle Porelle. Da qui il panorama si apre ad est verso la Valnerina e, più dietro, sulla catena dei Monti Sibillini. Dalla Forcella il sentiero inizia a scendere verso la valle del fiume Nera, raggiungendo prima il molino di Pontuglia e poi il piccolo abitato di Ceselli. Una volta raggiunta la riva del fiume il sentiero risale verso nord fino a Scheggino, termine della prima tappa.
TAPPA 02: SCHEGGINO - CERRETO DI SPOLETO
Partenza: Scheggino
Arrivo: Cerreto di Spoleto
Distanza: 19.5 km
Dislivello: +627 m/ – 342 m
Con la seconda tappa ci si immerge nel verde della Valnerina. La partenza è prevista da Scheggino, il cui castello è stato edificato intorno al XII sec. dal Ducato di Spoleto per assolvere funzioni difensive sulle rive del fiume Nera. Il percorso di questa tappa, senza particolari dislivelli, si snoda per lo più risalendo proprio il corso del fiume, attraversando i principali castelli della media Valnerina. Il primo tratto di sentiero procede pianeggiante fino a Sant’Anatolia di Narco, per poi addentrarsi su carrareccia e raggiungere il ponte che porta dentro Castel San Felice. Da qui il sentiero sale sul costone sinistro della Valnerina, prima dentro ad un fitto bosco e piano piano aprendo la vista ai camminatori, fino a che non si raggiunge Vallo di Nera. Sebbene la traccia di sentiero non attraversi questi paesini, ciascuno di essi merita una rapida visita. Lasciato Vallo di Nera alle proprie spalle, il sentiero scende di nuovo lungo il corso del fiume Nera e qui imbocca, per l’ultimo tratto, il percorso dell’ex ferrovia Spoleto-Norcia con alcune delle sue gallerie. Il facile sentiero ci porta a raggiungere l’abitato di Borgo Cerreto, da cui si sale, attraverso la panoramica Via della Cura, in circa 30 minuti a Cerreto di Spoleto, termine della seconda tappa.
TAPPA 03: CERRETO DI SPOLETO - SELLANO
Partenza: Cerreto di Spoleto
Arrivo: Sellano
Distanza: 14.5 km
Dislivello: +599 m/ – 527 m
Dalla piazza di Cerreto di Spoleto, il cui nome richiama le foreste di cerri che circondano la zona, parte la terza tappa dell’Anello. Ed è proprio all’interno di un bosco di cerri e querce che il sentiero prosegue, mantenendo quota fino a quando la strada inizia a scendere verso la valle del fiume Vigi. Il Vigi, affluente del Nera, è quindi la via che va seguita in questa seconda parte della tappa. Il percorso prosegue agilmente fino a scoprire, dopo una breve ma ripida salita, il paese di Sellano. Guardando dal basso il ponte Tibetano ci si avvicina sempre più all’abitato, raggiungendolo attraverso uno stretto sentiero che sale fino al centro.
Da Sellano è possibile fare una deviazione per raggiungere il Lago del Vigi (circa 1,5km).
TAPPA 04: SELLANO - TREVI
Partenza: Sellano
Arrivo: Trevi
Distanza: 29.6 km
Dislivello: +1191 m/ – 1269 m
La quarta tappa è la più lunga e impegnativa per lunghezza e dislivello. Da Sellano si procede attraverso sentieri boschivi in direzione Apagni, fino a Vene di Cammoro. Qui, dopo circa due ore dalla partenza, i camminatori trovano una prima area di sosta. Si sale poi al piccolo abitato di Cammoro per proseguire fino all’area pic nic di San Paterniano, altro punto ideale per il ristoro dei camminatori. Dopo un breve tratto su asfalto, tutto comunque all’ombra del bosco, si riprende il cammino sulla carrareccia che da Rio Secco aggira la vetta del Monte Serano conducendo i camminatori sotto alla località Coste di Trevi. Il paesaggio comincia a cambiare: il bosco lascia spazio alla fascia olivaria, fino al suggestivo arrivo nella città di Trevi.
TAPPA 05: TREVI - SPOLETO
Partenza: Trevi
Arrivo: Spoleto
Distanza: 27.5 km
Dislivello: +869 m/ – 940 m
L’Anello di Teodelapio si conclude con la quinta tappa, con partenza da Trevi (Piazza Garibaldi). Lasciato il centro dell’abitato di Trevi i camminatori imboccano la strada dei Condotti che percorre l’antico acquedotto medievale tra ulivi, muri a secco e una splendida vista sulla valle spoletana. Il percorso, che coincide con parte del Sentiero degli Ulivi e con un tratto della Via di Francesco, permette prima di raggiungere la Chiesa di Sant’Arcangelo in Località Alvanischio, poi l’eremo francescano delle Allodole. Dall’eremo si perde leggermente quota in mezzo al bosco per poi risalire in direzione del castello di Campello Alto. Il sentiero, di nuovo pianeggiante, prosegue e attraversa la frazione di Lenano, per poi scendere verso Poreta e, attraverso una carrareccia in mezzo ad ulivi e campi coltivati, arriva a Bazzano Inferiore e a una comoda area attrezzata. Con una breve e ripida salita si abbandona Bazzano e si raggiunge Eggi, con la sua caratteristica fortificazione e gli stretti vicoli. Ripartendo dall’abitato di Eggi si raggiunge velocemente uno stupendo bosco di cerri a lato di una cava dismessa; il sentiero nel bosco traduce in circa 15 minuti i camminatori sul tracciato della ex ferrovia Spoleto-Norcia. Si percorrono così all’incirca 3 km sull’ampia carrareccia e si arriva all’imbocco delle scale mobili che riportano i camminatori in Piazza Duomo.
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