La Via Decia
Novantacinque chilometri di sentieri in cinque tappe, immersi in ettari di bosco e paesi che raccontano secoli di convivenza fra uomo e ambiente.
Una valle, un fiume, un cammino. Novantacinque chilometri di sentieri in cinque tappe, immersi in ettari di bosco e paesi che raccontano secoli di convivenza fra uomo e ambiente. Una storia millenaria nel segno del minerale di ferro, estratto fra queste montagne dal tempo degli antichi romani. Nel 2023, a cento anni dal disastro del Gleno, nasce “La Via Decia - Il Cammino dei boschi di ferro”. Un’iniziativa del CAI per aprire ai cercatori di bellezza lo scrigno della Valle di Scalve, in origine la Valle Decia. Una gemma delle Prealpi lombarde, incastonata fra la Val Camonica e la Val Seriana, non distante dal Lago di Iseo. Un’avventura all’ombra del massiccio della Presolana, fra le contrade che videro la nascita del Card. Angelo Maj e dello scultore Giò Piccini.
STORIA
Il cammino nasce a cento anni dal disastro del Gleno: il crollo della Diga che determinò la morte di 359 persone fra gli abitati della Valle di Scalve e della Val Camonica. Si lega però anche all’ambiente montano dentro il quale si sviluppa, ricco di quei boschi che per secoli fornirono il carbone necessario ad alimentare i forni fusori per la cottura del minerale estratto in gran quantità fra queste montagne. Da cui il sottotitolo: “Il cammino dei boschi di ferro”.
ACQUA
Fonti ampiamente presenti nei diversi paesi attraversati (bar e fontane). Per i cani, segnaliamo diversi attraversamenti di corsi d’acqua lungo il sentiero.
SERVIZI
Supermercati: Disponibili a Darfo Boario Terme.
Minimarket / negozi alimentari: presenti in tutti gli arrivi di tappa e in quasi tutti i paesi attraversati.
Farmacie: Presenti in tutti i punti di partenza / arrivo, tranne Azzone.
PERICOLI
Nel periodo invernale, a seconda dell’innevamento, la salita da Nona alla Diga del Gleno è sconsigliata se non affrontata con idonea attrezzatura e sufficiente esperienza alpinistica.
La parte finale della terza tappa presenta un breve tratto per Escursionisti Esperti, con passaggio in una stretta galleria e, successivamente, passaggio leggermente esposto con corda fissa. In alternativa, è possibile percorrere variante facile per tutti.
ACCESSIBILITÀ
Disabilità motoria: sì, con jolette.
IN TENDA
Tappa 1: Località Pian di Vione (consentito bivacco, non campeggio).
Tappa 2: Località Ponte del Gleno (consentito bivacco, non campeggio).
Tappa 3: Campeggio presso struttura attrezzata privata (“Alpen Camping”). Bivacco in località Paghere.
Tappa 4: Località Chiesetta degli Alpini oppure Azzone, campo sportivo (entrambi bivacco, non campeggio).
Tappa 5: No.
Informazioni fornite dall’associazione di riferimento
Se vuoi approfondire sul Bivacco e campeggio libero clicca qui
CREDENZIALI
La Via Decia possiede delle credenziali, hanno un costo di 5€.
CONTATTI
CONTATTI VIA DECIA
Tel. 379 1818975
Mail: info@laviadecia.it
Sito ufficiale del cammino: www.laviadecia.it
TAPPA 01: CORNA DI DARFO - COLERE
Partenza: Corna di Darfo
Arrivo: Colere
Distanza: 21.7 km
Dislivello: +1500 m / – 715 m
Dalla chiesetta del S. Cuore di Corna di Darfo si sale all’incantevole Lago Moro. Passando poi per la località Sorline, si raggiunge l’abitato di Angolo Terme, caratterizzato da alcune perle, come Palazzo Laini, la chiesa di S. Lorenzo, la fontana dell’olmo e, in generale, alcuni scorci tipici dei paesi di un tempo. Si prende poi la strada statale SS 294 (Via Mala) per un breve tratto, fino all’imbocco dell’antica Via del Ferro, con la quale si raggiunge Padone e infine la località Valle Sponda, attraverso la Foresta Regionale. Siamo ormai in Val di Scalve. Dalla chiesetta di S. Michele potrete ammirare sotto di voi la forra della Via Mala, mentre in alto dominano i bastioni del gruppo della Presolana. Si scende ora a Castello per la strada provinciale. Qui si ritorna sul sentiero che, muovendosi di poco sopra la strada per Colere e attraversando la frazione Valle Richetti, conduce infine al Pian di Vione. Colere è ormai ai vostri piedi, mentre la Presolana rapisce completamente lo sguardo.
TAPPA 02: COLERE - VILMINORE DI SCALVE
Partenza: Colere
Arrivo: Vilminore di Scalve
Distanza: 17.2 km
Dislivello: +800 m / – 800 m
Si lascia il centro di Colere e, attraverso il sentiero che parte dalla contrada Carbonera, si raggiunge il balcone naturale su cui sorge l’abitato di Magnone. Mentre ci congediamo temporaneamente dalla vista della Presolana, si apre lo scenario della Val di Scalve compreso fra il Pizzo Camino e il Pizzo Tornello. Si accede al bosco della Val Notte per un comodo sentiero, per raggiungere il territorio del comune di Vilminore. Le frazioni di Teveno, Pezzolo e Nona – la più alta della valle – si susseguono in rapida sequenza svelando i tesori custoditi nelle piccole chiese, dove si incontrano la figura e l’opera del grande scultore Giovanni Giuseppe Piccini, nato a Nona e oggi sepolto nel cimitero del piccolo paese. Giunge ora uno dei momenti più intensi della Via Decia: la salita alla Diga del Gleno. Qui la bellezza del paesaggio fa da cornice alla memoria della più grande tragedia che queste vallate abbiano conosciuto: il disastro del 1 Dicembre 1923. Lasciata la Diga, si raggiunge la deliziosa Pianezza, col suo orologio a sei ore. Manca poco alla meta. Passando per la località Ponte del Gleno e la suggestiva strada bianca delle Roche, ecco aprirsi alla vista l’abitato di Vilminore, da sempre cuore politico e religioso della Valle di Scalve.
TAPPA 03: VILMINORE DI SCALVE - COLERE
Partenza: Vilminore di Scalve
Arrivo: Schilpario
Distanza: 17 km
Dislivello: +1000 m / – 900 m
Da Vilminore si sale lungo l’antica strada per Pianezza, segnata dalle stazioni della Via Crucis. Poco sopra il ponte di Meto, il sentiero si biforca. La Via Decia si dirige verso Comen, per addentrarsi nell’abetaia che conduce al Roccolo dei Cricoi. Regalatevi la vista della Presolana da quassù, oltre a considerare la singolare e a suo modo sofisticata architettura di questo edificio, deputato un tempo alla cattura degli uccelli da richiamo. Addentrandosi nuovamente nel bosco, si giunge al grande prato di Trena, che si costeggia in basso, per non compromettere il taglio dell’erba. Si attraversa il torrente Tino per immettersi più avanti sul sentiero del Quader, verso questo straordinario balcone naturale che domina la valle con la sua baita. È possibile con pochi passi raggiungere la suggestiva cascata della Manna, prima di riprendere il cammino lungo boschi disseminati di aie carbonili e antiche cave di ardesia. Attraversate la Val Blancone e la Valle Desiderata, si entra nella Valle del Vò per la mulattiera che sale al Rifugio Tagliaferri. Vi attende una perla assoluta, la Cascata del Vò. Prendetevi il tempo di gustarne la voce, il respiro. Manca poco a Schilpario. I camminatori esperti potranno raggiungerla per il “Sentiero della linea”. Tutti gli altri potranno seguire la strada statale che dal ponte sul torrente Vò sale al cimitero di Schilpario, da dove riprendere il sentiero per la panchina gigante e la cornice che inquadra il Pizzo Camino. Eccovi giunti alla meta, il paese natio del Card. Angelo Maj, celebrato da Leopardi.
TAPPA 04: SCHILPARIO - AZZONE
Partenza: Schilpario
Arrivo: Azzone
Distanza: 16.8 km
Dislivello: +665 m / – 836 m
La grande abetaia di Schilpario – impropriamente conosciuta come “la pineta” – fa da contesto ai primi chilometri di questa tappa: da Schilpario alle miniere dei Fondi e al delizioso borgo che abbraccia la chiesa di S. Barbara. Ma anche al monumento a ricordo dell’eccidio dei Fondi, pagina tristissima del Novecento scalvino. La visita alle miniere del Parco A. Bonicelli è qualcosa che rimane impresso nella mente e nel cuore. Rientrati verso Schilpario, si procede nel bosco oltrepassando le frazioni di Serta e Pradella – sedi di alcuni interessanti musei e collezioni private. Poi, superato il “Prato grande”, si prende in salita la strada bianca verso la Chiesetta degli alpini, con area attrezzata per un comodo picnic. Ancora una volta da quassù vi invitiamo allo sguardo e all’ascolto. Quindi non resta che prendere il sentiero che rapidamente scende per il bosco, prima di trasformarsi nella stradina che conduce all’abitato di Azzone, con la sua torre e le fontane. Meta di giornata.
TAPPA 05: AZZONE - CORNA DI DARFO
Partenza: Azzone
Arrivo: Corna di Darfo
Distanza: 22.1 km
Dislivello: +640 m / – 1390 m
Passando per il campo sportivo, si prende congedo dal centro abitato di Azzone e progressivamente dalla Valle di Scalve. La tappa riporta infatti in Valle Camonica, dove il principio e la fine della Via Decia si congiungono alla chiesetta di Corna. Nel frattempo si attraversa la Riserva regionale del Giovetto, patrimonio naturalistico a tutela della Formica Rufa, preziosa custode dei boschi. Superato il Passo del Giovetto, si raggiungono la Croce di Salven e la porta di accesso del parco dal versante camuno, con area picnic e riproduzione su ampia scala della già citata formica. Si prende per un breve tratto la strada provinciale proveniente da Borno, in direzione Paline. Da qui la deviazione per Prave. Oltre la chiesa di San Bartolomeo, comincia la discesa verso Mazzunno lungo l’antica Via dei Pellegrini, una delle traiettorie che accompagnavano i pellegrini dal Nord Europa verso Roma. Superati Mazzunno e Terzano, non rimane che percorrere per un tratto la Forra del Dezzo all’ombra del Castello Federici. Manca davvero poco alla fine. Qui vi accompagniamo in silenzio, lasciandovi ai ricordi e alle emozioni che sempre caratterizzano la fine di un viaggio.
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