Via Fabaria
La via che unisce Agrigento a Catania attraversando il cuore storico della Sicilia orientale.
La Via parte dalla greca Agrigento, “più bella tra le città dei mortali”, e si dirige ai piedi dell’Etna nella parte orientale della Sicilia; è un misto di componente latina e greco-bizantina, lombarda e levantina, intrecciata ad una sconfinata Bellezza.
Una via che permette di scegliere tra una variante di costa, che collega i punti delle stationes di sosta romane come Dedalio, Palma di Montechiaro, e Plintis, Licata, e una variante di monte, che passa per i castelli di Naro, Ravanusa e Butera, la ribelle, per giungere a Gela, punto di incrocio verso l’interno. Le distese di campi e cicogne portano il viandante dalla piana geloa sulle colline di Caltagirone, terra di S. Giacomo e delle famose ceramiche, per poi giungere alla bizantina Leontini e quindi a Catania, la città Figlia dell’Etna forgiata dalla lava, oltre il Simeto.
STORIA
Le Vie Francigene di Sicilia sono il risultato moderno di un sistema di viabilità storica che trova testimonianze dal periodo romano fino allo stato Borbonico di fine Ottocento. Sono l’insieme delle trazzere -dal franco provenzale dressier, andar dritti– e dei sentieri di collegamento tra i centri rurali e urbani dell’Isola di Sicilia e ci testimoniano la presenza e il controllo del territorio da parte dei Normanni, il popolo proveniente dalla Francia del nord che cambio nel XI sec d.C. la forma, la cultura e l’amministrazione della Sicilia. Frutto delle donazioni effettuate dalla nobiltà normanna alle varie diocesi, queste strade segnavano il confine controllato dallo stato e le vie pubbliche percorse da militari, mercanti, religiosi e pellegrini, diretti ai porti d’imbarco per l’Oriente o per la Spagna degli Emiri. Sono fasci di vie, ramificate e intrecciate al punto da formare una rete compatta che collegava allora come ora, i piccoli centri agricoli con le città e i castelli dei feudatari. Oggi sono testimonianza viva di un passato illustre, memoria di ciò che siamo e bene culturale da tutelare.
SEGNALETICA
Segnaletica verticale su paletti, pali con frecce e cippi. Segnaletica orizzontale a terra in vernice bianco e rossa e il pellegrino azzurro.
SERVIZI
Ogni tappa termina in un paese dove sono presenti tutti i servizi, bisogna fare attenzione solo ai giorni di chiusura settimanale dei servizi commerciali quali ristoranti, bar, farmacie.
Su ogni tappa sono attivi servizi di trasporto zaino e pellegrino in caso di emergenza. ecco il link a questi servizi https://www.viefrancigenedisicilia.it/serviziUtili.php?idV=2
LOGISTICA E TRASPORTI
COME RAGGIUNGERE IL PUNTO DI PARTENZA
Per chi arriva a Catania all’aeroporto Fontanarossa Vincenzo Bellini o con mezzi pubblici alla Stazione Centrale: Puoi raggiungere Agrigento con treno regionale Trenitalia.
Per chi arriva a Palermo all’aeroporto Punta Raisi Falcone Borsellino o con mezzi pubblici alla Stazione Centrale: Puoi raggiungere Agrigento con treno regionale Trenitalia.
La Stazione Centrale è lungo la strada di partenza del cammino a piedi, raggiungi via Picone da dietro la Stazione.
COME ANDARE VIA DAL PUNTO DI ARRIVO
Per chi deve rientrare da Catania in aereo, raggiungere l’aeroporto di Catania-Fontanarossa (CTA) dal centro è semplice e veloce, principalmente tramite il bus navetta Alibus (AMTS), che collega la stazione centrale e il centro storico ogni 25 minuti circa dalle 04:40 alle 00:30. Il tragitto dura circa 15-25 minuti con un costo del biglietto di circa 4€. In alternativa, si possono usare taxi o auto private.
Per chi deve rientrare da Catania con mezzi pubblici, si può raggiungere la Stazione centrale dal centro di Catania in moltissimi modi: da P.zza Borsellino con l’autobus Linea 241, da Via San Giuseppe La Rena con il bus navetta, oppure a piedi in circa 35 min. In alternativa, si possono usare taxi o auto private.
Per chi deve rientrare da Palermo, puoi raggiungere Palermo con il bus della linea SAIS Autolinee, che parte dalla Stazione Autobus di Via Archimede ogni ora, vicino la Stazione Centrale. Durata del viaggio circa 3h.
Per andare dalla Stazione Centrale di Palermo all’aeroporto Falcone Borsellino (Punta Raisi), le opzioni migliori sono il treno (Trenitalia) o l’autobus (Prestia e Comandè). Entrambi impiegano circa 45-60 minuti. Il treno costa circa €6,80, mentre il bus circa €6-9, con corse frequenti ogni 30-60 minuti
ACQUA
Fonti d’acqua presenti in tutte le tappe ma fare attenzioni perché nei periodi più caldi potrebbero essere asciutte, quindi portare con sé sempre due litri d’acqua nello zaino.
PERICOLI
Si raccomanda di fare attenzione nei tratti di strada provinciale. Si raccomanda di fare attenzione nei pressi di fonti d’acqua, fiumi e punti di attraversamento nei guadi dei fiumi. Si raccomanda il vivo rispetto delle leggi e delle regole dei Parchi Naturali presenti lungo il cammino.
Per l’arrivo a Niscemi, colpita dalla frana a gennaio, si raccomanda di contattare i referenti di zona e non provare ad attraversarla autonomamente.
FONDO STRADALE
60% sterrato
40% strade lastricate e asfalto
IN TENDA
Il cammino in tenda è permesso nelle strutture convenzionate che offrono questo servizio. Non tutti i fine tappa hanno strutture che lo permettono. Per piazzare la tenda fuori dalle strutture bisognerà informarsi con le autorità locali.
CONTATTI
+39 345 8452060 Ornella Palmisciano
+39 329 6950793 Giorgio Piazza
+39 392 4531430 Davide Comunale
e-mail – viefrancigenedisicilia@gmail.com
Profilo Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=61560942526151
Profilo Instagram: https://www.instagram.com/francigenidisicilia/
CREDENZIALE E TESTIMONIUM
CREDENZIALE
Per richiedere la Credenziale del pellegrino, compilare il modulo https://forms.gle/yBfRA4xNhw3f5iPL7 presente anche nel sito e fare la donazione. La Credenziale si può ritirare in uno dei tanti punti di ritiro che abbiamo istituito: lungo le nostre tappe, nel territorio regionale e in alcune sedi in Italia. Solo se si risiede all’estero, può essere spedita, contattando l’associazione.
TESTIMONIUM
dati in aggiornamento
GUIDA CARTACEA
Esiste una guida edita da Terre di Mezzo Editore, alla 1a edizione.
TAPPA 01: AGRIGENTO - PALMA DI MONTECHIARO
Partenza: Agrigento
Arrivo: Palma di Montechiaro
Distanza: 32 km
Dislivello: +661 m/ – 10 m
La prima tappa della Via Fabaria ci porta fuori Agrigento e per più di un terzo si muove su asfalto. Tappa molto impegnativa per lunghezza e per i frequenti saliscendi; passa dal centro urbano alla costa del mar Mediterraneo per raggiungere, attraverso campagne e sentieri costieri, la città del Gattopardo, Palma di Montechiaro. Un bus dal centro di Agrigento può eliminare buona parte dei chilometri cittadini.
Tappa molto lunga, e ricca di mare e anche di saliscendi tra villaggi e riserve, come la Riserva naturale di Punta Bianca, sulla marna bianca al km 18. Arrivati al Castello Chiaramontano, dopo 24km si guadagna l’interno per arrivare, al km 31,60 alla città di Palma di Montechiaro.
Per chi volesse evitare i primi 8km di asfalto urbano, dopo il parco di può svoltare a sinistra verso la stazione autobus di Piazza Rosselli, prendere la linea 2 del trasporto pubblico, che conduce fino all’incrocio tra viale Cannatello e la SP 71, poco dopo.
TAPPA 02: PALMA DI MONTECHIARO - LICATA
Partenza: Palma di Montechiaro
Arrivo: Licata
Distanza: 26.2 km
Dislivello: +465 m/ – 621 m
La tappa lascia la città del Gattopardo e si inoltra in direzione sud-est verso le campagne del licatese, a ridosso della costa, dove nel III sec. d.C. transitava l’ Itinerarium Antonini con i suoi punti di sosta. Raggiungiamo la costa e le torri di guardia del Cinquecento e, tra calette e ville liberty, la Via Fabaria entra nell’antica Lympiados romana, la Licata dilectissima di Federico II di Sicilia.
Lasciata la città di Palma di Montechiaro, 10 km di saliscendi fanno guadagnare la costa che continua per i successivi 16km, scanditi dalla presenza delle torri di guardia, fino a raggiungere Licata.
TAPPA 03: LICATA - CASTELLO DI FALCONARA
Partenza: Licata
Arrivo: Castello di Falconara
Distanza: 11.4 km
Dislivello: +29 m/ – 12 m
Tappa breve che dal fiume Salso percorre la prima parte del golfo di Gela, via costa, evitando il transito sulla SS115 che ricalca la via di costa romana, descritta nell’ Itinerarium Antonini. In questa tappa e nella prossima, legate dall’esperienza di cammino sulla battigia, sperimentiamo il costante rapporto col mare e con la sempre più pressante antropizzazione che spesso deturpa una tra le più belle coste della Sicilia. Attenzione: in caso di maltempo la tappa non è percorribile e occorre muoversi con l’autobus da Licata a Falconara e fino a Gela.
Da Licata a Falconara, prosegue quasi interamente lineare lungo la battigia. Si lascia la linea di costa per risalire e guadagnare il piazzale d’ingresso del Castello di Falconara.
TAPPA 04: CASTELLO DI FALCONARA - GELA
Partenza: Castello di Falconara
Arrivo: Gela
Distanza: 21.1 km
Dislivello: +238 m/ – 238 m
La seconda tappa lungo la battigia del cammino, un percorso di sabbia e falesie d’argilla formatesi nel corso dei secoli, dove è indispensabile una buona scorta d’acqua per procedere senza problemi. La giornata termina a Gela, una delle più complesse città di Sicilia: polis greca tra le più potenti, ricostruita da Federico II nel Medioevo, porto per il grano e per la raffinazione del petrolio in epoca moderna.
E’ indispensabile una buona scorta d’acqua per procedere senza problemi, pochissimi punti acqua, e non prima di raggiungere la città di Gela. La tappa è impegnativa, la sabbia fa da fondo ad una lunga camminata quasi interamente costiera, con vista mare.
TAPPA 05: GELA - NISCEMI
Partenza: Gela
Arrivo: Niscemi
Distanza: 19.3 km
Dislivello: +325 m/ – 36 m
La quinta tappa della Via Fabaria, dopo giorni di mare, lascia la costa per inoltrarsi attraverso la ricca e florida piana di Gela e raggiungere Niscemi. Altimetria costante e paesaggio da ammirare, tra nidi di cicogna e regie trazzere perfettamente conservate.
Si lascia il centro abitato e, superando i resti dell’antica città e la periferia industrializzata, si raggiunge la piana di Gela che da secoli è un luogo di passaggio. L’antica trazzera, le cicogne, il grano e una bella salita ci portano alla città di Niscemi.
A causa della frana che ha colpito Niscemi l’arrivo alla tappa è compromesso. Non provate ad attraversarla autonomamente. Per info logistiche contattare via whatsapp il referente Davide Pepi +39 3282214494.
TAPPA 06: NISCEMI - CALTAGIRONE
Partenza: Niscemi
Arrivo: Caltagirone
Distanza: 23.1 km
Dislivello: +483 m/ – 271 m
Tappa di media lunghezza, per lasciare il territorio nisseno ed entrare nel catanese. Dopo aver superato la piana di Gela camminiamo nel cuore della Via Fabaria, lungo le regie trazzere che dal pianoro niscemese seguono il fiume Maroglio per poi risalire verso l’entroterra calatino. Ci accoglie Caltagirone, città delle ceramiche, luogo simbolo della Sicilia più pittoresca e colorata, di un artigianato sapiente e di fervida devozione. Da Niscemi è possibile raggiungere Grammichele lungo una variante di due giorni che attraversa il bosco di Santo Pietro e ripercorre il tracciato storico più antico e attestato. Il punto tappa è differente, in un rifugio nel bosco. La variante prosegue anche lungo la tappa successiva ricongiungendosi al percorso principale alla fine della tappa 7.
Tappa impegnativa. Lasciato il centro abitato di Niscemi, una discesa di più di 2km ci permette di arrivare al fiume Maroglio, che attraversiamo per iniziare una lunga risalita verso le numerose colline del Calatino, la collina San Mauro, quindi a Caltagirone, città bassa e città alta.
TAPPA 06A (Variante) : NISCEMI - BOSCO SAN PIETRO
Partenza: Niscemi
Arrivo: Bosco San Pietro
Distanza: 19.7 km
Dislivello: +218 m/ – 183 m
Questa prima parte della variante storico-naturalistica per Grammichele, ci consente di ripercorrere il tracciato più antico riportato dalle fonti d’archivio, che dalla città di Niscemi si addentra verso la grande sughereta fuori paese e verso il bosco di Santo Pietro. Una variante più naturalistica, che non tralascia il passaggio nella tradizione bizantina e che permette di scoprire i segreti del bosco e dei suoi abitanti.
Dal rifugio “Il Ramarro” ci dirigiamo a Nord lungo il sentiero che corre lungo il confine dell’area di riserva del Bosco di Santo Pietro.
TAPPA 06B (Variante) : BOSCO SAN PIETRO - CALTAGIRONE
Partenza: Bosco San Pietro
Arrivo: Caltagirone
Distanza: 18.1 km
Dislivello: +247 m/ – 97 m
Seconda parte della variante del Bosco di Santo Pietro a Grammichele passando dalle sugherete secolari e dai mulini lungo il torrente Ficuzza. L’itinerario descritto nei testi d’archivio punta verso zone ricche d’acqua nelle contrade Mulini e Favara, raggiungendo la Crisiazza di San Pietro, e si ricollega alla via principale a Grammichele, la città esagonale costruita dopo il terremoto del 1693.
Seguiamo la strada Costabaira, giungendo al margine della riserva e, dopo atri 1,8km arrivando in contrada Mulini, in cui vediamo 4 mulini ad acqua in pochi chilometri, tra cui il Mulino Ramione. Continuiamo sulla strada, attraversiamo il torrente Ficuzza e risaliamo lungo la trazzera Grammichele-Favara, per raggiungere i ruderi della chiesa di S.Pietro, della “la crisiazza” e ricongiungersi al percorso principale.
TAPPA 07: CALTAGIRONE - GRAMMICHELE
Partenza: Caltagirone
Arrivo: Grammichele
Distanza: 21 km
Dislivello: +227 m/ – 236 m
Siamo a metà della Fabaria e raggiungiamo i luoghi citati dal diploma normanno come “viam francigenam viam fabariam”. Il percorso, da Caltagirone, si addentra nelle campagne, un tempo del barone di Vizzini, poi sotto il controllo della città di Occhiolà, distrutta dal terremoto del 1693, Senza fonti d’acqua, la tappa, in continuo saliscendi, ci porta nella città a pianta esagonale più famosa del sud Italia: Grammichele.
Tappa media, con continui saliscendi, senza punti acqua. Il percorso si snoda lungo le campagne,parallelamente a strade provinciali e asfalto, fino ad arrivare alla trazzera Grammichele-Favara che ci porta alla chiesa di S.Pietro, detta “la crisiazza”. Superati i ruderi della chiesa, una strada sterrata ci circa 2km ci conduce alle porte di Grammichele.
TAPPA 08: GRAMMICHELE - MILITELLO IN VAL DI CATANIA
Partenza: Grammichele
Arrivo: Militello in Val di Catania
Distanza: 21 km
Dislivello: +656 m/ – 760 m
Tappa molto impegnativa per lunghezza e dislivelli, che ci porta sempre più nell’entroterra catanese, tra Mineo e Militello. Sullo sfondo, l’Etna, compagno fisso del cammino, mentre i campi lasciano il posto a colline, boschi e forre laviche. Il percorso ci permette di apprezzare anche le bellezze archeologiche di siti poco conosciuti e ricchi di fascino e le specialità enogastronomiche restano una potente attrattiva.
Tappa molto impegnativa per lunghezza e dislivelli. Tappa ricca di elementi naturali e riserve, tra cui il Bosco Marineo, il torrente Caldo e il monte Calvario, dopo i quali si apre davanti a noi la vista di Militello.
TAPPA 09: MILITELLO IN VAL DI CATANIA - LENTINI
Partenza: Militello in Val di Catania
Arrivo: Lentini
Distanza: 22.8 km
Dislivello: +37 m/ – 404 m
Questa tappa lunga, seppur non impegnativa, deve essere affrontata tenendo conto della percentuale di asfalto e della presenza di traffico nelle zone urbane. Il passaggio dal centro di Scordia consente una sosta per cibo e acqua e ci prepara all’attraversamento della piana di Lentini, centro di produzione del 60% degli agrumi italiani. La tappa raggiunge la città di Lentini, luogo di storia, devozione e sviluppo culturale.
Tappa di media difficoltà, quasi completamente in discesa, ma con strade quasi interamente asfaltate e carrabili, quindi bisogna fare attenzione al traffico veicolare. Si può usufruire del centro abitato di Scordia come punto acqua e ristoro, per poi proseguire nella piana fino ad arrivare a Lentini.
TAPPA 10: LENTINI - CATANIA
Tappa molto particolare, che collega due centri importanti utilizzando il treno. Per ovviare alla forte antropizzazione della piana di Catania, un tempo percorribile fino al fiume Simeto, e alla presenza della base aerea di Sigonella, il viandante raggiunge più comodamente Catania, visitando così la perla ai piedi del vulcano e l’hinterland etneo.
Gli spostamenti tra i centri urbani, in questa tappa, avvengono prevalentemente in carrozza. La breve distanza che separa le città di Lentini e Catania, appena mezz’ora in treno, favorisce una visita approfondita alle bellezze architettoniche della città Etnea.
TAPPA 01 (VARIANTE DEI CASTELLI): AGRIGENTO - NARO
Partenza: Agrigento
Arrivo: Naro
Distanza: 25.3 km
Dislivello: +638 m/ – 358 m
Prima tappa della variante dell’entroterra della Fabaria, che da Agrigento ci porta a Naro, passando dal borgo di Favara. Tratti di asfalto per uscire dalla città e tratti di sentiero sull’ex sedime ferroviario che collegava la linea delle zolfare che ci permettono di lasciare la città, col suo carico misto di bellezze e problemi e di raggiungere eccellenze dell’arte contemporanea e aree archeologiche, gallerie abbandonate e vallate dai colori cangianti, stagione dopo stagione.
La variante interna della Via Fabaria ha inizio dal palazzo del municipio di Agrigento. Dopo l’asfalto, zone di rimboschimento e vecchie aste ferroviarie, il sentiero inizia a salire di quota, con andamento costante. Raggiungiamo il borgo di Favara, in cui possiamo trovare un piccolo ristoro, e lo lasciamo alle spalle per continuare il percorso verso Naro, la mansio Corconiana citata nell’ Itinerarium Antonini. Riprendiamo strade e ferrovie, troviamo il fiume Naro e il lago artificiale di S.Giovanni e saliamo gli ultimi chilimetri verso la chiesa madre.
TAPPA 02 (VARIANTE DEI CASTELLI): NARO - RAVANUSA
Partenza: Naro
Arrivo: Ravanusa
Distanza: 20.7 km
Dislivello: +253 m/ – 491 m
Lasciamo la roccaforte di Naro e ci addentriamo tra le colline delle contrade a più alta vocazione agricola del territorio, che produce cereali, legumi, mandorle e pistacchi. La tappa più breve della variante ci permette di scendere di quota e di incrociare il borgo agricolo di Campobello di Licata, un tempo zona di elevata produzione mineraria e, a brevissima distanza, Ravanusa, la città del Monte Saraceno e del miracolo del fico, meta del nostro cammino.
Fino a Campobello di Licata, strada quasi totalmente su strade provinciali, fino ai tornanti che ci introducono in paese. Ci accoglie la monumentale fontana Canale, con il belvedere. Possiamo sostare in paese, rifocillarsi e riprendere il cammino per gli ultimi chilometri che ci separano da Ravanusa. La chiesa madre di S.Giacomo Apostolo ci accoglie alla fine della tappa.
TAPPA 03 (VARIANTE DEI CASTELLI): RAVANUSA - BUTERA
Partenza: Ravanusa
Arrivo: Butera
Distanza: 29.6 km
Dislivello: +612 m/ – 540 m
Una tappa lunga e impegnativa, che ci porta dalla piana di Ravanusa alla valle del fiume Salso, uno dei più copiosi di Sicilia, e poi in costante risalita verso le campagne di Riesi. Terre dedite un tempo all’estrazione dello zolfo, conservano ancora la memoria dei profondi sacrifici dei minatori, adulti e soprattutto bambini. Da qui, un lungo percorso su provinciali e trazzere ci porta alle pendici di Monte Castellazzo e Judeca e in vista di Butera, la rocca dei Lombardi di Sicilia. Il suo toponimo arabo butirah ne svela la salita che il viaggiatore deve affrontare per raggiungere i 400 m.s.l.m. , ma il panorama sulla piana di Gela vale la fatica.
Una tappa di quasi 30km che corre interamente su strade provinciali e asfalto. La tappa è staccata quasi a metà dalla cittadina di Riesi, luogo di antichissima occupazione, poi territorio degli spagnoli. Si supera il monte Castellazzo e la Valle del Salso, e superato il monte di S.Maria dell’Alto ci si apre la vista della città di Butera.
TAPPA 04 (VARIANTE DEI CASTELLI): BUTERA - NISCEMI
Partenza: Butera
Arrivo: Niscemi
Distanza: 25.3 km
Dislivello: +365 m/ – 429 m
Quarta e ultima tappa della variante dell’entroterra che collega le rocche e i castelli a controllo delle valli tra Agrigento e Gela. Il percorso non presenta altimetrie proibitive ma sfida il viandante con l’attraversamento della Piana di Gela, in direzione opposta, verso l’altro caposaldo difensivo del sistema viario meridionale. Tra campi di carciofi e villaggi agricoli ormai abbandonati, si cammina nell’entroterra siciliano fino alle rive del fiume Maroglio e alla città di Niscemi, alla quale si giunge da una regia trazzera in acciottolato ancora intatta.
Tappa con pochi punti acqua nella Piana di Gela, pertanto si consiglia di provvedere alla partenza per le provviste di acqua. Si lascia Butera attraverso i suoi tornanti che scendono di quota, e si attraversa la piana in direzione est. Dopo circa 10km si incrocia Borgo Guttadauro, borgo agricolo del ’41 ormai in abbandono, si prosegue verso il Vallone Roccazzetta fino ad intercettare il fiume Maroglio. Superato, il promontorio di Niscemi ci appare ormai davanti. Dopo un pezzo di strada provinciale, ci accoglie il Belvedere che ci fa godere della vista della Piana e della strada percorsa.
TAPPA 01 (VARIANTE IBLEA): GRAMMICHELE - VIZZINI
Partenza: Grammichele
Arrivo: Vizzini
Distanza: 18.5 km
Dislivello: +458 m/ – 394 m
Una tappa breve e altimetricamente non impegnativa che lascia Grammichele per raggiungere prima Licodia Eubea e poi Vizzini, meta di tappa. Dalle colline del calatino alla chiesa rurale di S.Pietro per poi sorpassare la statale e, continuando per campi, raggiungere contrada Monumenta fino alle porte di Licodia Eubea, borgo dalla storia antica e preziosa. L’ultima discesa verso il fondovalle ci porta alla ripida ascesa per Vizzini, patria di Verga e del Verismo.
Il percorso è organizzato sulla base della collaborazione tra la nostra Associazione e il collettivo escursionistico coordinato negli anni dalla guida AIGAE Nanni Di Falco, che ha studiato il “cammino ibleo” e che lo ha condiviso con noi per dare forza e spessore al territorio ibleo e ai comuni che si attraversano.
La prima tappa lascia Grammichele e si inoltra nelle campagne in direzione Licodia Eubea e poi Vizzini.
TAPPA 02 (VARIANTE IBLEA): VIZZINI - MONTEROSSO ALMO
Partenza: Vizzini
Arrivo: Monterosso Almo
Distanza: 15.5 km
Dislivello: +378 m/ – 269 m
Subito dopo aver lasciato il borgo, il sentiero scende verso valle, seguendo il corso dei numerosi torrenti e incrociando molti edifici, un tempo mulini ad acqua. Giunti al ponte sul fiume Vizzini si svolta a destra e si segue il corso del fiume, camminando a fondovalle fino a giungere al lago Dirillo. Qui la via segue il limitare del bosco e le pendici di monte Pizzuto e della riserva forestale Canalazzo, per entrare a Monterosso Almo.
Il percorso è organizzato sulla base della collaborazione tra la nostra Associazione e il collettivo escursionistico coordinato negli anni dalla guida AIGAE Nanni Di Falco, che ha studiato il “cammino ibleo” e che lo ha condiviso con noi per dare forza e spessore al territorio ibleo e ai comuni che si attraversano.
La seconda tappa lascia il paese natale di Verga per dirigersi verso la diga del Dirillo e continuando sul tracciato del sentiero 850 che entrando nella Riserva Canalazzo, raggiunge Monterosso Almo.
TAPPA 03 (VARIANTE IBLEA): MONTEROSSO ALMO - CHIARAMONTE GULFI
Partenza: Monterosso Almo
Arrivo: Chiaramonte Gulfi
Distanza: 15.1 km
Dislivello: +523 m/ – 545 m
Lasciamo il paese scendendo a valle sul torrente Amerillo e iniziamo la salita verso monte Ultra e la riserva forestale Canalazzo. Vari dislivelli altimetrici rendono questa tappa sarebbe più impegnativa delle altre ma molto suggestiva, per i tratti nel bosco. Il sentiero, da contrada Rizzarello, percorre tutta la pineta di Chiaramonte Gulfi, fino a incrociare il percorso dell’Antica Trasversale Sicula, i sentieri CAI locali e la chiesetta di S. Lucia per poi entrare in paese.
Il percorso è organizzato sulla base della collaborazione tra la nostra Associazione e il collettivo escursionistico coordinato negli anni dalla guida AIGAE Nanni Di Falco, che ha studiato il “cammino ibleo” e che lo ha condiviso con noi per dare forza e spessore al territorio ibleo e ai comuni che si attraversano.
La terza tappa lascia Monterosso Almo dalla trazzera che riporta nella Riserva Orientata “Canalazzo” e incrocia il percorso 841 ai margini della riserva per arrivare a Chiaramonte Gulfi, toccando il sentiero della Trasversale Sicula.
TAPPA 04 (VARIANTE IBLEA): CHIARAMONTE GULFI - RAGUSA
Partenza: Chiaramonte Gulfi
Arrivo: Ragusa
Distanza: 23.5 km
Dislivello: +475 m/ – 751 m
Dalla periferia del paese si raggiunge il cimitero e si punta al sentiero delle neviere, antichi depositi del ghiaccio in montagna. Iniziano a vedersi le prime cave, canyon tipici dei monti Iblei e i relativi corsi d’acqua. Raggiunto monte Raci il tracciato piega a sinistra e risale il fianco delle colline fino a toccare i 700 m.s.l.m. e le case della periferia di Ragusa. Raggiunta cava Celone si sefue il sentiero dell’Eremita, in cava Misericordia, che ci conduce fino a Ragusa Ibla, perla del barocco siciliano, bene UNESCO dal 2002.
Il percorso è organizzato sulla base della collaborazione tra la nostra Associazione e il collettivo escursionistico coordinato negli anni dalla guida AIGAE Nanni Di Falco, che ha studiato il “cammino ibleo” e che lo ha condiviso con noi per dare forza e spessore al territorio ibleo e ai comuni che si attraversano.
La quarta tappa lascia il paese di Chiaramonte Gulfi e segue per alcuni tratti il percorso 832 e poi l’802 affiancando, per larga parte, i passi della Trasversale Sicula. Completa la tappa l’ingresso nella Cava della Misericordia che ci porta a Ragusa.
TAPPA 05 (VARIANTE IBLEA): RAGUSA - MODICA
Partenza: Ragusa
Arrivo: Modica
Distanza: 16.2 km
Dislivello: +508 m/ – 607 m
Il cammino attraversa tutto il bordo di Ibla scendendo verso la valle del fiume Irminio per poi risalire verso contrada Sant’Icono e Margi. Una tappa più breve per poter godere appieno della bellezza di Ragusa al mattino e di Modica, altra perla tardo barocca, riedificata dopo il 1693. Dal Duomo di San Giorgio ai suoi gradini, dal duomo di San Pietro al chiostro della chiesa di Santa Maria del Gesù, la città ha moltissimi motivi per essere visitata a fondo.
Il percorso è organizzato sulla base della collaborazione tra la nostra Associazione e il collettivo escursionistico coordinato negli anni dalla guida AIGAE Nanni Di Falco, che ha studiato il “cammino ibleo” e che lo ha condiviso con noi per dare forza e spessore al territorio ibleo e ai comuni che si attraversano.
La quinta tappa, seppur breve, collega due perle del barocco ibleo. Lascia Ibla e attraverso le campagne raggiunge la città di Modica Alta.
TAPPA 06 (VARIANTE IBLEA): MODICA - ISPICA
Partenza: Modica
Arrivo: Ispica
Distanza: 22.3 km
Dislivello: +242 m/ – 389 m
Una tappa interamente naturalistica che ci porta nel cuore del paesaggio ibleo. Uscendo dalla città si giunge in breve in contrada Marchesa e nel giro di pochi minuti ci si ritrova dentro la cava d’Ispica seguendo il sentiero natura che in entrambi i lati è ricco di siti archeologici rupestri e grotte naturali scavate dall’acqua nel corso dei secoli. E’ possibile il pernotto in cava nei due rifugi indicati.
Il percorso è organizzato sulla base della collaborazione tra la nostra Associazione e il collettivo escursionistico coordinato negli anni dalla guida AIGAE Nanni Di Falco, che ha studiato il “cammino ibleo” e che lo ha condiviso con noi per dare forza e spessore al territorio ibleo e ai comuni che si attraversano.
La sesta tappa è un’immersione nel mondo delle cave iblee dato che percorre interamente il tratto più paesaggistico della cava, seguendo il percorso 430A, lasciando entrare il viandante in un ambiente talmente particolare da essere unico in Sicilia. Tra eremi rupestri e siti archeologici neolitici e bizantini, si arriva al Rifugio Scirocco e da qui proseguendo, al centro di Ispica.
TAPPA 07 (VARIANTE IBLEA): ISPICA - NOTO
Partenza: Ispica
Arrivo: Noto
Distanza: 29.7 km
Dislivello: +465 m/ – 505 m
L’ultima tappa di questo cammino ti porta a Noto ed è anche la più lunga, poiché per ovviare ad un’intensa urbanizzazione, deve superare sia la Statale che l’autostrada, preferendo provinciali con minor volume di traffico. Lasciata Ispica dalla scala accanto al monumentale convento di Santa Maria del Gesù il percorso punta al centro di Rosolini e da qui, muove a nord est tra le campagne e il fiume Tellaro, nelle vicinanze dell’omonima villa romana. Si giunge infine a Noto, capitale del tardo barocco siciliano e bene UNESCO, dove d’obbligo è la visita alle molte bellezze del patrimonio artistico.
Il percorso è organizzato sulla base della collaborazione tra la nostra Associazione e il collettivo escursionistico coordinato negli anni dalla guida AIGAE Nanni Di Falco, che ha studiato il “cammino ibleo” e che lo ha condiviso con noi per dare forza e spessore al territorio ibleo e ai comuni che si attraversano.
L’ultima tappa del Cammino Ibleo collega Ispica con Noto e permette, per chi volesse spezzare la tappa, di fermarsi a Rosolini. E’ molto urbanizzata e quindi la presenza di asfalto ostacola il paesaggio ma permette, superata Rosolini, di giungere nella perla del Barocco, dalla parte alta.
Via Fabaria
Con l’app gratuita di Cammini d’Italia puoi pianificare e percorrere la Via Fabaria in totale sicurezza, potendo pianificare le tappe nel dettaglio e percorre il percorso grazie alla tecnologia GPS integrata che ti supporta nell’orientamento durante la tua avventura.
All’interno dell’app troverai tanti altri cammini presenti in Italia. Grazie alle tracce georeferenziate di molti percorsi potrai studiare l’itinerario che fa più al caso tuo e scaricare anche offline le tracce GPX delle singole tappe.
L’app include anche una carta digitale completa di tutti i cammini censiti fino ad oggi sul nostro portale, offrendoti un ampio ventaglio di scelta fra i numerosi cammini presenti nel Belpaese.
Cammini d’Italia è l’app perfetta per chi vuole esplorare la bellezza dell’Italia a piedi, scoprendo luoghi nascosti e immersi nella natura. Scaricala gratuitamente oggi stesso e inizia a pianificare la tua prossima avventura!
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