Via Normanna
Da Palermo allo Stretto, lungo la storica via dei Normanni.
La regina tra le vie francigene di Sicilia, che si snoda lungo le distese dell’Appennino siculo tra Madonie, Nebrodi e Peloritani. Tra i parchi e le riserve orientate dell’isola alla scoperta della via percorsa dai re normanni, dai pellegrini diretti in Terrasanta e dai viandanti moderni. Storicamente prende corpo la strada “per le montagne” per difendersi dagli attacchi costieri dei saraceni, segnando il conseguente spostamento all’interno di una nuova viabilità che collega ancora oggi i centri del versante tirrenico della Sicilia.
L’antica via che fu percorsa da Ruggero II diventa oggi una Via piena di bellezze: dalla capitale della Cultura Arabo-Normanna, Palermo, alle spiagge di Aspra; dai borghi più belli d’Italia di Gangi e Montalbano ai castelli normanni arroccati tra le Madonie di Caccamo, Caltavuturo, Polizzi e Petralia; dai paesi immersi nei boschi dei Nebrodi come Foresta, Capizzi e Cesarò, alla prima capitale del Gran Conte Ruggero, Troina. La Via Normanna, dalla Cattedrale di Palermo alla città dello Stretto.
STORIA
Le Vie Francigene di Sicilia sono il risultato moderno di un sistema di viabilità storica che trova testimonianze dal periodo romano fino allo stato Borbonico di fine Ottocento. Sono l’insieme delle trazzere -dal franco provenzale dressier, andar dritti– e dei sentieri di collegamento tra i centri rurali e urbani dell’Isola di Sicilia e ci testimoniano la presenza e il controllo del territorio da parte dei Normanni, il popolo proveniente dalla Francia del nord che cambio nel XI sec d.C. la forma, la cultura e l’amministrazione della Sicilia. Frutto delle donazioni effettuate dalla nobiltà normanna alle varie diocesi, queste strade segnavano il confine controllato dallo stato e le vie pubbliche percorse da militari, mercanti, religiosi e pellegrini, diretti ai porti d’imbarco per l’Oriente o per la Spagna degli Emiri. Sono fasci di vie, ramificate e intrecciate al punto da formare una rete compatta che collegava allora come ora, i piccoli centri agricoli con le città e i castelli dei feudatari. Oggi sono testimonianza viva di un passato illustre, memoria di ciò che siamo e bene culturale da tutelare.
SEGNALETICA
Segnaletica verticale su paletti, pali con frecce e cippi. Segnaletica orizzontale a terra in vernice bianco e rossa e il pellegrino verde.
SERVIZI
Ogni tappa termina in un paese dove sono presenti tutti i servizi, bisogna fare attenzione solo ai giorni di chiusura settimanale dei servizi commerciali quali ristoranti, bar, farmacie.
Su ogni tappa sono attivi servizi di trasporto zaino e pellegrino in caso di emergenza. ecco il link a questi servizi https://www.viefrancigenedisicilia.it/serviziUtili.php?idV=2
LOGISTICA E TRASPORTI
COME RAGGIUNGERE IL PUNTO DI PARTENZA
Per chi arriva a Palermo all’aeroporto Punta Raisi Falcone Borsellino o con mezzi pubblici alla Stazione Centrale: Per raggiungere la Cattedrale di Palermo dall’Aeroporto Falcone Borsellino (Punta Raisi), le opzioni migliori sono il treno Trinacria Express (€5,90, 45-60 min) fino alla Stazione Centrale o l’autobus Prestia e Comandè (€6,10, 30-50 min) con varie fermate in centro.
Per evitare il tratto urbano sulla prima tappa, potete prendere il metro/treno Palermo-Bagheria con 40 corse giornaliere dalle 06.00 alle 21.00 (costo del biglietto 2,80€ – 0h 17′ durata viaggio).
COME RIENTRARE DAL PUNTO DI PARTENZA
Per chi rientra da Palermo in aereo: dal Duomo di Messina raggiungere la Stazione Centrale in 14min a piedi, o con il Tranvia in 10 min, oppure con taxi o mezzo privato.
Dalla Stazione Centrale, prendere Treno Regionale (4h) o Autobus SAIS Autolinee (2,40h) per raggiunfere la Stazione Centrale. Per andare dalla Stazione Centrale di Palermo all’aeroporto Falcone Borsellino (Punta Raisi), le opzioni migliori sono il treno (Trenitalia) o l’autobus (Prestia e Comandè). Entrambi impiegano circa 45-60 minuti. Il treno costa circa €6,80, mentre il bus circa €6-9, con corse frequenti ogni 30-60 minuti
Per chi rientra in aereo da Catania: Per raggiungere la Stazione Centrale di Catania e/o l’aeroporto di Catania Fontanarossa Vincenzo Bellini prendere bus SAIS Autolinee, nella stessa corsa raggiunge entrambi i luoghi. Durata circa 1h 10 min.
ACQUA
Fonti d’acqua presenti in tutte le tappe ma fare attenzioni perché nei periodi più caldi potrebbero essere asciutte, quindi portare con sé sempre due litri d’acqua nello zaino.
PERICOLI
Si raccomanda di fare attenzione nei tratti di strada provinciale. Si raccomanda di fare attenzione nei pressi di fonti d’acqua, fiumi e punti di attraversamento nei guadi dei fiumi. Si raccomanda il vivo rispetto delle leggi e delle regole dei Parchi Naturali presenti lungo il cammino.
FONDO STRADALE
70% sterrato
30% strade lastricate e asfalto
IN TENDA
Il cammino in tenda è permesso nelle strutture convenzionate che offrono questo servizio. Non tutti i fine tappa hanno strutture che lo permettono. Per piazzare la tenda fuori dalle strutture bisognerà informarsi con le autorità locali.
CONTATTI
+39 345 8452060 Ornella Palmisciano
+39 329 6950793 Giorgio Piazza
+39 392 4531430 Davide Comunale
e-mail – viefrancigenedisicilia@gmail.com
Profilo Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=61560942526151
Profilo Instagram: https://www.instagram.com/francigenidisicilia/
CREDENZIALE E TESTIMONIUM
CREDENZIALE
Per richiedere la Credenziale del pellegrino, compilare il modulo https://forms.gle/yBfRA4xNhw3f5iPL7 presente anche nel sito e poi fare la donazione. La Credenziale si può ritirare in uno dei tanti punti di ritiro che abbiamo istituito: lungo le nostre tappe, nel territorio regionale e in alcune sedi in Italia. Solo se si risiede all’estero, può essere spedita, contattando l’associazione.
TESTIMONIUM
A Messina, concludendo la via Normanna per le montagne, presso l’ufficio della Basilica Cattedrale, nei locali della sacrestia, chiedendo al custode e presentando la Credenziale coi timbri del cammino; in sua assenza inoltrando una mail alla nostra associazione.
GUIDA CARTACEA
Sì esiste una guida edita da Terre di Mezzo Editore, alla 2a edizione, acquistabile sullo shop di Cammini d’Italia (il link diretto è presente più sotto su questa pagina).
TAPPA 01: PALERMO - BAGHERIA
Partenza: Palermo
Arrivo: Bagheria
Distanza: 19 km
Dislivello: +118 m/ – 66 m
Il capoluogo di regione, la misteriosa Balarm, con i suoi suoni e colori sempre contrastanti, lascia il passo ad un lungo tratto di asfalto – evitabile con una fermata di treno – che accompagna lo scorrere dei km lungo la costa, camminando a fianco del mare, lungo le borgate marinare che si trovano tra Palermo e Ficarazzi, fino a giungere a Bagheria, preceduta dal piccolo borgo marinaro di Aspra. Tra ville nobiliari e paesaggi da “bacio”, il cammino incontra per l’ultima volta il mare.
Per evitare il tratto urbano sulla prima tappa, potete prendere il metro/treno Palermo-Bagheria con 40 corse giornaliere dalle 06.00 alle 21.00 (costo del biglietto 2,80€ – 0h 17′ durata viaggio).
Lungo la tappa non si trovano molti punti d’acqua se non acquistandola presso le molte attività commerciali e si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
Si raccomanda attenzione nei tratti di strada provinciale che nella stagione estiva risulta essere particolarmente trafficata.
TAPPA 02: BAGHERIA - EREMO S.FELICE
Partenza: Bagheria
Arrivo: Eremo S.Felice
Distanza: 26.3 km
Dislivello: +917 m/ – 441 m
Lasciamo definitivamente la costa e cominciamo ad inoltrarci tra i centri di collina che abbracciano i territori ad est della grande città: Casteldaccia e Altavilla Milicia, terre di vini pregiati e di antiche coltivazioni di canna da zucchero. Il sentiero lascia le ultime case e si inoltra tra i pascoli della Riserva, con suggestive deviazioni speleo-naturalistiche. L’arrivo all’Eremo di San Felice ripaga, nel silenzio del panorama, il lungo percorso.
Lungo la tappa si trovano punti d’acqua in prossimità dei centri attraversati di Casteldaccia e Altavilla Milicia ma si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva) specie per affrontare l’ultimo tratto di via.
Si raccomanda attenzione nei tratti di sentiero della RNO Pizzo Cane-Pizzo Trigna-Grotte di Marzamuto poiché la copertura telefonica non è sempre presente.
TAPPA 03: EREMO S.FELICE - CACCAMO
Partenza: Eremo S.Felice
Arrivo: Caccamo
Distanza: 11.9 km
Dislivello: +585 m/ – 663 m
Una tappa breve per raggiungere la valle del fiume San Leonardo, trasformata in lago artificiale dalla diga Rosamarina che ha sommerso il vecchio ponte chiaromontano. Si cammina su sterrati e trazzere che si inerpicano attorno alla collina della rocca di Caccamo col suo imponente sistema fortificato. Un castello ancora intatto attorno cui si raccontano leggende e storie di cavalieri valorisi e sfortunati, gentili dame e fantasmi in catene.
Lungo la tappa non si trovano punti d’acqua e si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva) nonostante la brevità della tappa.
Al km 5.5 il cammino affronta una galleria transitabile da pedoni e macchine: prestare attenzione.
Al km 5.9 si attraversa la diga di Rosamarina che sbarra il corso del fiume San Leonardo: prestare la massima attenzione.
TAPPA 04: CACCAMO - MONTEMAGGIORE BELSITO
Partenza: Caccamo
Arrivo: Montemaggiore Belsito
Distanza: 16.6 km
Dislivello: +588 m/ – 557 m
Dalle piane del fiume San Leonardo e del Torto, confluenza di genti che hanno colonizzato queste valli dal tempo dei sicani e dei greci, lo scenario del Cammino muta verso le pendici delle Madonie. Inizia con le prime salite irte l’Appennino siculo che ci conduce monte dopo monte fino allo stretto di Messina. Intanto attraversiamo insediamenti bizantini e chiese rurali per giungere al primo dei borghi montani madoniti, Montemaggiore Belsito.
Lungo la tappa si trovano punti d’acqua dopo circa 2.5 km dalla partenza, ma si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
Al km 3.6 si incontrano i ruderi del monastero di S.Nicola de nemore, insediamento bizantino con fonte d’acqua annessa.
Al km 7.7 si deve aggirare un cancello privato che ostacola il percorso del sentiero. Si raccomanda attenzione al passaggio.
Al km 11.3 si attraversa il guado del fiume Torto che segna il confine comunale tra i borghi attraversati.
TAPPA 05: MONTEMAGGIORE BELSITO - CALTAVUTURO
Partenza: Montemaggiore Belsito
Arrivo: Calvaturo
Distanza: 20.3 km
Dislivello: +900 m/ – 646 m
La Via Normanna avanza nel territorio madonita, tra le riserve naturali del bosco di Favara e Granza con le sue ampie vallate. La tappa permette un approccio con l’ambiente montano che, via via, appare sempre più preponderante. Si giunge così nei pressi di una delle piccole perle del Cammino, il borgo di Sclafani Bagni, famosa per le sue acque termali che dal XVII secolo sono visitate da viaggiatori e da viandanti oggi zaino in spalla. Oggi la salita al paese è resa difficoltosa da problemi di percorso ma lungo la provinciale si giunge facilmente se volete una pausa. Si prosegue dando il giusto spazio ad una sosta rigenerante alla piscina di acqua termale naturale che sgorga proprio lungo il percorso e si giunge a Caltavuturo, borgo madonita di origini arabe
Lungo la tappa si trovano punti d’acqua dopo circa 2 km dalla partenza, ma si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
Al km 2.3 una piccola deviazione sulla destra porta ad un fontanile nei pressi di alcune fattorie.
Lungo la traccia vi consigliamo l’esperienza del bagno nelle acque termali di Sclafani. Un sorgente d’acqua alimenta una piscina artificiale costituita dall’acqua della sorgente principale che garantirà un bagno incredibile lungo il percorso.
Buona parte del percorso si snoda attraverso la Riserva Naturale Orientata di Bosco di Favara e Granza, nei pressi del lago di Bomes: prestare attenzione alle regole forestali sull’attraversamento della riserva.
TAPPA 06: CALTAVUTURO - POLIZZI GENEROSA
Partenza: Calvaturo
Arrivo: Polizzi Generosa
Distanza: 12.7 km
Dislivello: +844 m/ – 730 m
Dal centro di Caltavuturo, la rocca dell’avvoltoio, si prosegue lungo il sentiero per poi puntare al cuore della catena appenninica sicula. Seguendo la via percorsa dal Gran Conte Ruggero Altavilla e dall’imperatore Carlo V nel 1530, si attraversano piane coltivate a grani storici, studiati e prodotti in loco, per poi risalire verso il colle dove poggia la Generosa, Polizzi, borgo di castelli e di cavalieri antichi. Un tappa breve che permette di godersi il paesaggio collinare e le zone archeologiche del borgo di partenza e la bellezza e la ricchezza artistica e enogastronomica di quello di arrivo, Polizzi, la Generosa.
Lungo la tappa si trovano punti d’acqua dopo circa 2 km dalla partenza, ma si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
Al km 11.8 si trova sulla sinistra l’attacco della “variante pioggia” che evita di passare sotto il viadotto della A19 Palermo-Catania.
Al km 14.4 si incontra l’Eremo di S. Gandolfo, centro di eremitaggio e accoglienza prima della salita al paese.
TAPPA 06 (Variante in caso di pioggia) : CALTAVUTURO - POLIZZI GENEROSA
Partenza: Calvaturo
Arrivo: Polizzi Generosa
Distanza: 13.5 km
Dislivello: +694 m/ – 420 m
Dal centro di Sclafani la via prosegue verso un altro borgo delle Madonie, Caltavuturo, la rocca dell’avvoltoio, per poi puntare al cuore della catena appenninica sicula. Seguendo la via percorsa dal Gran Conte Ruggero Altavilla e dall’imperatore Carlo V nel 1530, si attraversano piane coltivate a grani storici, studiati e prodotti in loco, per poi risalire verso il colle dove poggia la Generosa, Polizzi, borgo di castelli e di cavalieri antichi.
Piccola variante pioggia che si innesta lungo il percorso principale.
Utilizzarla solo in caso di condizioni meteo avverse, laddove è preferibile evitare il sottopasso del viadotto della A19.
La variante si innesta al km 11.8 in direzione Messina e al km 3.9 in direzione Palermo.
TAPPA 07: POLIZZI GENEROSA - PETRALIE
Partenza: Polizzi Generosa
Arrivo: Petralie
Distanza: 12 km
Dislivello: +523 m/ – 457 m
Il percorso prosegue nella parte centrale delle Madonie, tra sentieri pedemontani e campi di frumento e grano. I comuni di Polizzi Generosa e di Castellana Sicula ospitano una tappa colma di ricchezze archeologiche e naturalistiche che si conclude proprio nelle terre donate dal Gran Conte Ruggero d’Altavilla alla locale abbazia di San Michele e al territorio che oggi ospita le due Petralie.
Lungo la tappa si trovano punti d’acqua dopo circa 4 km dalla partenza, ma si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
Al km 4.6 si segnala una fonte d’acqua e si ricorda di fare attenzione a segnali direzionali discordanti col progetto generale: non svoltare a sx alla fonte ma continuare diritti.
TAPPA 08: PETRALIE - GANGI
Partenza: Petralie
Arrivo: Gangi
Distanza: 15.6 km
Dislivello: +671 m/ – 692 m
La Via attraversa il territorio delle due Petralie, Sottana e Soprana, da sempre a controllo dei traffici commerciali lungo le regie trazzere tra Palermo e Messina: un susseguirsi di colline dai dislivelli accessibili e con poche pendenze di rilievo. La meta è Gangi, uno dei borghi più belli d’Italia, porta d’oriente delle Madonie e cerniera tra i Nebrodi e la zona etnea. Un paese ospitale e accogliente apre le porte ai camminatori.
Lungo la tappa si trovano punti d’acqua dopo circa 2 km dalla partenza, ma si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
Al km 2 si giunge al borgo di Petralia Soprana, dove è possibile sostare, ricaricare acqua e cibo e pernottare, riprogrammando le tappe in modo diverso.
Al km 7, si giunge in prossimità del MACSS.
Al km 7.4 fate attenzione al segnale di un altro percorso che trae in inganno e rischia di direzionare fuori strada: proseguire a sx.
TAPPA 09: GANGI - NICOSIA
Partenza: Gangi
Arrivo: Nicosia
Distanza: 22.7 km
Dislivello: +654 m/ – 873 m
Si lasciano le Madonie per scoprire i paesaggi alle pendici dei monti Nebrodi, nella provincia di Enna. Il percorso della tappa, più lungo e impegnativo dei precedenti per i tratti esposti al sole, attraversa ampie distese dove sono ancora in vista le pietre indicatrici della via e giunge alle roccaforti di Sperlinga e Nicosia, enlcaves di genti lombarde dall’accento provenzale. Tappa di castelli e dialetti misteriosi.
Lungo la tappa si trovano diversi punti d’acqua dopo circa 2 km dalla partenza, e più avanti al km 5 e 7.2 e 13.7 e 15.4 ma si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
Al km 11.9 si può vedere lungo il sentiero una pietra segnavia dell’antica trazzera.
Al km 16.3 si attraversa il borgo di Sperlinga (En) dove poter sostare, recuperare cibo, bevande e pernottare.
TAPPA 10: NICOSIA - CAPIZZI
Partenza: Nicosia
Arrivo: Capizzi
Distanza: 22.3 km
Dislivello: +891 m/ – 507 m
Si lascia Nicosia, paese di origine di San Felice, frate questuante e quindi camminatore, per attraversare interminabili vallate ricoperte di grano e frumenti e giungere nei pressi del ponte di Cicerone, in piena zona di Cerami e da li cominciare la salita verso al splendida capitale normanna Troina. La tappa permette anche la deviazione verso Capizzi e il passaggio da Cerami.
Lungo la tappa si trovano punti d’acqua dopo circa 1.7 km dalla partenza, e più avanti circa a metà della tappa, nei prssi del ponte normanno; si raccomanda di partire sempre forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
Al km 2 si attiva la deviazione jacopea che porta verso Capizzi e Cerami e che rientra sul percorso al km 17.
TAPPA 10A (Variante diretta): NICOSIA - TROINA
Partenza: Nicosia
Arrivo: Troina
Distanza: 21.3 km
Dislivello: +906 m/ – 884 m
Seconda tappa della variante jacopea che da Capizzi porta al borgo nebroideo di Troina, l’antica capitale normanna. Un percorso lungo le campagne della Sicilia a cavallo tra Enna e Messina, verso tradizioni di fede e di storia che portano alle reliquie del Santo protettore dei pellegrini e dei viandanti. Dopo la pausa jacopea, il pellegrino che vuole fare questa deviazione può tornare sulla traccia principale attraverso il borgo medievale di Cerami e la sua storia profondamente intrecciata con quella dei Normanni che qui vicino hanno combattuto la loro battaglia decisiva contro i Musulmani che occupavano la parte occidentale.
Lungo la tappa si trovano pochi punti d’acqua se non in alcuni punti dalla partenza; si raccomanda di partire sempre ben forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
Al km 9.9 si entra nel centro medievale di Cerami con possibilità di pernotto, sosta per cibo e ricarico acqua.
La tappa è molto muscolare e comporta una notevole altimetria in salita e discesa: prestare molta attenzione.
TAPPA 11: CAPIZZI - TROINA
Partenza: Capizzi
Arrivo: Troina
Distanza: 21.3 km
Dislivello: +860 m/ – 835 m
La tappa da Capizzi, dirige sull’antico borgo di Troina, la prima capitale normanna dal 1061. Sede della prima cattedra regia e della diocesi con Ruggero, di importanti culti a San Silvestro che legano fede cattolica e paganesimo, Troina è un piccolo gioiello incastonato nei Nebrodi. II percorso attraversa il borgo intermedio di Cerami, importante nella narrazione della conquista normanna della Sicilia.
TAPPA 12: TROINA - CESARO'
Partenza: Troina
Arrivo: Cesarò
Distanza: 19.9 km
Dislivello: +485 m/ – 467 m
Tra valli di montagna, tra discese ripide e interminabili salite, la tappa offre non pochi spettacoli naturali tra i quali ci si perde col pensiero per ritrovarsi nei passi. Lasciata Troina si procede verso il basso per arrivare al fiume omonimo e al famoso ponte normanno che da spettacolo di sé nell’immutabile resistenza del tempo; il viandante, convinto di aver terminato la tappa, percorre un lungo sentieri al fianco del fiume in base alla stagione coperto all’ombra del fogliame per giungere ai piedi della lunga e ripida salita che porta al caratteristico borgo di Cesarò, sperduto tra i Nebrodi, terrazza privilegiata sull’Etna ormai sempre fumante.
In uscita da Troina area boschiva comunale non transitabile, camminare a lato e seguire traccia.
Lungo la tappa si trovano alcuni punti d’acqua : alla partenza in paese, a metà della tappa (km 7.1) e verso l’attacco della salita (km 15.2); si raccomanda di partire sempre ben forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
La salita finale in 4.4 km assomma un dislivello positivo di 474 m: fare molta attenzione.
TAPPA 13: CESARO' - MALETTO - RANDAZZO
Partenza: Cesarò
Arrivo: Maletto – Randazzo
Distanza: 25 km
Dislivello: +397 m/ – 773 m
Si incontra di tutto in questa tappa: dalla statua del Cristo redentore all’uscita del borgo che da un pò il sapore di Rio, al cimitero inglese dei conti inglesi Nelson, un tempo proprietari della Ducea di Bronte e testiomoni del periodo storico tra le guerre napoleoniche e l’unità d’Italia; da Maniace, piccolo insediamento,che con la sua abbazia bizantina e poi medievale è il punto di congiunzione della Via Francigena Fabaria alle superbe chiese di Randazzo, la porta nord dell’Etna. La città si presenta all’ingresso col suo inequivocabile materiale da costruzione: pietra lavica dell’Etna che imponente sovrasta questo comune.
Lungo la tappa si trovano alcuni punti d’acqua : alla partenza in paese, presso il centro di Maniace e nelle prospicienze dell’Abbazia e all’arrivo; si raccomanda di partire sempre ben forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
Al km 10.2 il borgo di Maniace con servizi ristoriativi e possibilità di sosta per spezzare la tappa.
L’abbazia di Santa Maria di Maniace dalle forme romaniche e dallo stile del portale tardo gotico è il punto nodale di tutta la viabilità siciliana orientale e segna il punto di incrocio tra questa via montana e la Via Fabaria, che da Agrigento in 14 tappe giunge qui.
Il castello di Nelson e il suo comprensorio inspiegabilmente da 7 anni sono chiusi per restauro. Anche l’Abbazia benedettina non è accessibile.
TAPPA 14: RANDAZZO - FLORESTA
Partenza: Randazzo
Arrivo: Floresta
Distanza: 17.9 km
Dislivello: +719 m/ – 211 m
Il sentiero di questa tappa attraversa in salita una delle più belle aree del Parco dei Nebrodi. La codifica del sentiero per il parco è SI (sentiero Italia) V23A e comporta un immersione totale dentro il territorio del Parco.
La Via come il Sentiero Italia, porta a Floresta che è il comune più alto della Sicilia per cui il percorso è praticamente tutto in salita alleggerita dalla presenza di alberi di alto fusto e dalla spettacolarità dei panorami.
Lungo il percorso si arriva (km 8.8) nell’area attrezzata della forestale di Santa Maria del Bosco che conserva antichi strumenti per lavorare la terra e prima di arrivare a destinazione le sorgenti del fiume Alcantara
Lungo la tappa si trovano pochi punti d’acqua : alla partenza in paese, a Randazzo, si consiglia di munirsi di acqua; si raccomanda di partire sempre ben forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
Il percorso si snoda interamente all’interno del Parco dei Nebrodi e si raccomanda il vivo rispetto delle leggi e delle regole del Parco: http://www.parcodeinebrodi.it
Al km 8.8, area attrezzata della Forestale Santa Maria del Bosco, presenza punto sosta e acqua.
TAPPA 15: FLORESTA - MONTALBANO ELICONA
Partenza: Floresta
Arrivo: Montalbano Elicona
Distanza: 18.3 km
Dislivello: +513 m/ – 889 m
Il viaggiatore lascia l’accogliente borgo rurale di Floresta, terra in spopolamento ma ricca di suggestioni naturalistiche, per imbattersi, a pochi km, nelle rocche dell’Argimusco. Nel pieno del Parco dei Nebrodi, dove confluiscono il Sentiero Italia del CAI e la dorsale dei Nebrodi, la nostra Via ripercorre i passi di re, condottieri ed eserciti che lasciano il centro della Sicilia per valicare gli appennini siculi e raggiungere il Tirreno. Oltrepassato il rifugio Favoscuro, si giunge alle rocche dell’Argimusco e ai suoi megaliti ancestrali. Il cammino offre non pochi panorami che si perdono all’orizzonte e fin dove l’occhio può guardare. Si arriva al fiume Elicona che permette la risalita verso il castello di Montalbano attraverso un sentiero coperto e caratteristico in ciottoli antichi, che sicuramente allevia, nelle calde giornate, la difficoltà della salita.
Lungo la tappa si trovano pochi punti d’acqua : alla partenza in paese, a Randazzo, si consiglia di munirsi di acqua; si raccomanda di partire sempre ben forniti (2 L primavera/autunno – 2.5/3 L estiva).
Il percorso si snoda interamente all’interno del Parco dei Nebrodi e si raccomanda il vivo rispetto delle leggi e delle regole del Parco: http://www.parcodeinebrodi.it
Al km 8.8, area attrezzata della Forestale Santa Maria del Bosco, presenza punto sosta e acqua.
Percorso con fondo sconnesso in discesa nella cui ultima parte si attraversa un bosco di noccioline (periodo di maturazione: agosto). Non vi sono fonti d’acqua
TAPPA 16: MONTALBANO ELICONA - NOVARA DI SICILIA
Partenza: Montalbano Elicona
Arrivo: Novara di Sicilia
Distanza: 23.4 km
Dislivello: +783 m/ – 1070 m
Altra tappa di montagna, che si inoltra verso il borgo di Novara di Sicilia, dalle origini bizantine (la “noah”, la nuova abbazia fondata da Sant’Ugo i cui resti sono proprio qui) e dall’anima gallo italica, per la lingua particolare parlata dall’arrivo delle genti provenienti dalla Provenza e dal Piemonte meridionale nel XII sec. Un percorso che alterna sterrate e strade provinciali, un guado immerso nel bosco con una piccola cascatella e l’arrivo alle frazioni del paese d’arrivo.
TAPPA 17: NOVARA DI SICILIA - CASTROREALE
Partenza: Novara di Sicilia
Arrivo: Castroreale
Distanza: 22.4 km
Dislivello: +477 m/ – 713 m
Si torna più bassi verso il mare, per giungere alla terrazza sulle Eolie che nelle giornate limpide fanno bella mostra da ogni finestra esposta a nord. Si scende di quota lungo l’alveo ormai vuoto di un torrente convogliato per fini agricoli e che permette di camminare in un paesaggio lunare fatto del letto del fiume, dalla luce chiara risplendente e dalle installazioni umane come piccoli buncher e torrette. Si giunge al borghetto di Mazzarà Sant’Andrea e di Rodì Milici, sede dei Cavalieri di Malta, un tempo protettori dell’isola di Rodi; un tratto lungo la valle tra le colline porta alla rocca di Castroreale.
TAPPA 18: CASTOREALE - SAN PIERO NICETO
Partenza: Castroreale
Arrivo: San Piero Niceto
Distanza: 12.7 km
Dislivello: +409 m/ – 489 m
Veste nuova per una tappa storica di questa via. Lungo strade secondarie e qualche sterrata, si lascia Castroreale e si dirige a nord est per attraversare diverse frazioni del territorio di Barcellona PDG e giungere ai piedi della rocca di Santa Lucia del Mela, antica diocesi normanna a controllo del litorale con un castello-santuario diocesano molto iconico. La via ormai ad una quota collinare, prosegue per il centro di San Pier Niceto, possedimento dei Cavalieri di Malta e luogo dell’accoglienza.
TAPPA 19: SAN PIERO NICETO - ROMETTA
Partenza: San Piero Niceto
Arrivo: Rometta
Distanza: 25.4 km
Dislivello: +1082 m/ – 853 m
Tappa breve che porta da S. Pier Niceto al borgo intermedio di Monforte S.Giorgio, bizantino prima e normanno poi con il suo castello-santuario sulla rocca e infine alla perla dei peloritani, Rometta, ricca di storia e di fascino. L’ultima città munita a cadere nelle mani saracene nel IX sec. una delle prime a ribellarsi non appena arrivano i Normanni in Sicilia. Chiese rupestri e monasteri bizantini, boschi e colline ricche di vino e prodotti tipici sono la misura di ciò che possiamo incontrare lungo il percorso.
TAPPA 20: ROMETTA - VILLAFRANCA TIRRENA
Partenza: Rometta
Arrivo: Villafranca Tirrena
Distanza: 15.4 km
Dislivello: +275 m/ – 677 m
Altra tappa piccola che può facilmente essere unita alla precedente e che permette di arrivare a mare, sulla costa tirrenica di Villafranca, dopo 20 giorni passati a camminare in montagna e collina. Il piccolo borgo di Villafranca è protetto dal castello di Bauso, dimora nobiliare del 1600 visitabile durante la tappa. A breve distanza e, precedentemente tappa della via, il Santuario dell’Ecce Homo di Calvaruso, un borgo di Villafranca, che conserva le testimonianze religiose della presenza dei frati francescani dal 1500 in questa zona di Sicilia.
TAPPA 21: VILLAFRANCA TIRRENA - MESSINA
Partenza: Villafranca Tirrena
Arrivo: Messina
Distanza: 15.2 km
Dislivello: +478 m/ – 605 m
Tappa finale della Via Normanna che riprende l’antico percorso di viaggio che da Palermo portava a Messina scollinando i passi e le portelle dei Peloritani. Il percorso lascia la costa e risale dalla fraz. di Ponte Gallo per inoltrarsi nella Riserva dei Peloritani. Alla portella di San Rizzo (470 m slm) la via incontra la sosta rifocillante del rifugio “clinica gastronomica” di Don Minico dove poter riposare prima della discesa finale verso la città dello Stretto. Il paesaggio lascia la sterrata e il fascino del percorso per inoltrarsi in città coi suoi rumori e problemi e raggiunge, dopo qualche km il Duomo normanno di Messina, conclusione del viaggio.
TAPPA 21 EXTRA: MESSINA - CAPO PELORO
Partenza: Messina
Arrivo: Capo Peloro
Distanza: 14.2 km
Dislivello: +56 m/ – 67 m
Piccola traccia bonus per chi non vuole fermarsi e vuole raggiungere a piedi la punta estrema di Sicilia, capo Peloro. Il percorso parte dal centro urbano di Messina e sfrutta una serie di ciclopedonali che costeggiano il litorale messinese e giungono fino al villaggio di Torre Faro.
Via Normanna
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