Escursione nell’Alto Garda dalla meravigliosa Limonaia Ecomuseo Pra de la Fam fino a Campione, tra borghi, cascate, il famigerato Santuario di Montecastello e una memoria rurale che contraddistingue questi luoghi.
Articolo sponsorizzato da Comunità Montana dell’Alto Garda Bresciano
Introduzione
L’Alto Garda è uno di quei territori che sembrano cambiare forma appena smetti di guardarlo dal basso.
Dal lago vedi pareti ripide, borghi a picco sul lago, strade che tagliano la montagna e terrazze coltivate che resistono da generazioni. Poi inizi a camminare e tutto diventa più vicino. Il paesaggio smette di essere una cartolina e comincia a raccontare una storia fatta di acqua, pietra, lavoro, fede e comunità.
La nostra prima escursione nel Parco dell’Alto Garda parte da Pra de la Fam, sulla sponda bresciana del lago, e sale verso l’entroterra, attraversando il territorio di Tignale. È un percorso che lascia progressivamente il blu del Garda per entrare in un ambiente più raccolto, dove le limonaie, gli ulivi, le mulattiere e i piccoli nuclei abitati raccontano il rapporto antico tra l’uomo e questo versante di montagna.

Lungo il cammino raggiungiamo le cascate di Piovere, attraversiamo poi Oldesio e Gardola, , saliamo al Santuario di Montecastello incontrando, lungo il percorso, luoghi che custodiscono la memoria quotidiana del territorio, come il Museo Etnografico e la Latteria Turnaria. Infine il tracciato torna verso il lago, fino a Campione, dove la montagna sembra aprirsi di nuovo sull’acqua.
È un’escursione che ti porta dentro l’identità dell’Alto Garda, tra natura e storia locale, tra paesaggi verticali e tracce di vita rurale. Un itinerario da percorrere con passo lento, perché qui ogni salita non serve solo a guadagnare quota, ma a cambiare prospettiva.

Il Parco dell’Alto Garda Bresciano
Il Parco dell’Alto Garda Bresciano è uno di quei luoghi in cui il paesaggio cambia lingua nel giro di pochi chilometri.
Si parte dal clima mite del lago, con ulivi, limonaie e terrazzamenti affacciati sull’acqua, e si sale verso un ambiente sempre più montano, fatto di boschi, vallate interne, forre, pascoli e crinali che superano abbondantemente i mille metri. È questa alternanza continua a rendere il territorio così interessante per chi cammina. Ogni tratto sembra aprire una versione diversa del Garda.

Istituito nel 1989, il Parco si estende sulla sponda occidentale del lago e comprende nove comuni, da Salò a Limone sul Garda, includendo anche Tignale, Tremosine, Gargnano, Toscolano-Maderno, Gardone Riviera, Valvestino e Magasa. La sua forza sta proprio nella varietà. In un unico territorio convivono ambienti mediterranei e scenari prealpini, borghi rurali e pareti rocciose, sentieri panoramici e antiche vie di collegamento tra la riva e i paesi in quota.
Camminare qui significa entrare in un paesaggio costruito nel tempo. Non solo dalla natura, ma anche dalle comunità che lo hanno abitato, coltivato e attraversato per generazioni. Le mulattiere, le limonaie, le latterie, i santuari e i piccoli nuclei storici non sono elementi decorativi. Sono tracce concrete di un modo di vivere la montagna gardesana, sospeso tra fatica quotidiana e rapporto costante con il lago.
Per questo il Parco dell’Alto Garda non si racconta bene restando fermi su un belvedere. Va attraversato. Bisogna salire, scendere, entrare nei borghi, fermarsi davanti ai muri a secco, ascoltare l’acqua delle cascate e lasciarsi sorprendere dai cambi di luce. Solo così si capisce davvero perché questo territorio sia una delle porte più affascinanti tra Garda e Prealpi.
L’itinerario da Pra de la Fam a Campione
L’escursione prende avvio da Pra de la Fam, uno dei luoghi più rappresentativi del rapporto tra l’Alto Garda e la coltivazione degli agrumi. Qui il paesaggio ha già qualcosa di particolare. Il lago è vicinissimo, quasi alle spalle, mentre davanti iniziano subito i versanti terrazzati, i muri in pietra e le tracce di un’economia rurale che per secoli ha saputo sfruttare il microclima mite della sponda bresciana. Le limonaie raccontano bene questa identità. Qui, in questo territorio, le limonaie sono strutture nate da una relazione precisa tra uomo, luce, acqua e montagna.

Per non farci mancare nulla, abbiamo degustato uno squisito risotto alla trota con i limoni prodotti proprio all’interno della limonaia prima di metterci in marcia.
Partiamo. Dal basso il percorso inizia a salire, lasciando progressivamente la riva e portando lo sguardo verso l’entroterra di Tignale. Il primo cambio di passo arriva con le Cascate di Piovere, dove l’acqua diventa protagonista e introduce una dimensione più fresca, raccolta, quasi nascosta rispetto all’apertura del lago.

Da qui, l’itinerario prosegue verso Oldesio e Gardola, attraversando quella fascia di territorio in cui i piccoli nuclei abitati sembrano tenere insieme la memoria del lavoro quotidiano e la vocazione escursionistica dell’Alto Garda. La salita non è solo un modo per guadagnare quota, ma per entrare dentro una geografia più intima, fatta di mulattiere, scorci improvvisi, case in pietra e luoghi di comunità come la Latteria Turnaria, testimonianza concreta di una vita rurale fondata sulla cooperazione e sulla gestione condivisa delle risorse. La visita all’interno della latteria ci ha permesso di comprendere a pieno le coltivazioni e la vita agricola di questo territorio.
Il cammino raggiunge poi uno dei punti più intensi dell’intera giornata, il Santuario di Montecastello, sospeso in una posizione panoramica che domina il lago e restituisce tutta la verticalità di questo territorio.
È uno di quei luoghi in cui la fatica della salita trova subito una risposta nello sguardo: sotto, il Garda; attorno, le montagne; davanti, la sensazione che spiritualità e paesaggio qui abbiano sempre dialogato. Dopo Montecastello, l’itinerario continua nel cuore culturale di Tignale con il Museo Etnografico, dove gli oggetti, gli ambienti e le testimonianze della vita locale aiutano a leggere meglio ciò che si è appena attraversato.
A quel punto il percorso cambia direzione e inizia la lunga discesa verso Campione del Garda. Il lago torna progressivamente a farsi vicino, ma dopo aver camminato tra limonaie, cascate, borghi, santuari e luoghi della memoria rurale lo si guarda in modo diverso. Non più solo come sfondo panoramico, ma come elemento centrale di un paesaggio complesso, dove ogni salita e ogni discesa raccontano il legame profondo tra acqua, montagna e comunità.
Conclusione
Questa escursione da Pra de la Fam a Campione racconta bene l’identità dell’Alto Garda.
Si parte dal lago, dalle limonaie e da quel clima mite che ha reso possibile una storia agricola unica. Poi, passo dopo passo, si sale verso un paesaggio diverso, più interno e verticale, dove l’acqua delle cascate, i borghi di Tignale, la Latteria Turnaria, il Santuario di Montecastello e il Museo Etnografico restituiscono un’immagine più profonda del territorio.
È un percorso che chiede gambe, certo, ma soprattutto attenzione. Perché il suo valore non sta solo nei panorami sul Garda, già di per sé straordinari. Sta nel modo in cui ogni luogo aggiunge un frammento alla lettura complessiva del paesaggio.
Alla fine, arrivando a Campione, il lago torna davanti agli occhi. Ma non è più lo stesso lago della partenza. Dopo aver attraversato sentieri, mulattiere, cascate, luoghi di fede e memorie rurali, lo si guarda con una consapevolezza diversa. Come se il cammino avesse fatto quello che dovrebbe fare ogni buon itinerario: cambiare leggermente il nostro modo di vedere un territorio.
