L’importanza dell’idratazione nel trekking

Sappiamo che idratarsi è importante sempre, ancor di più quando si pratica un’attività sportiva.
Nel trekking una corretta idratazione contribuisce a mantenere la corretta elasticità e tonicità dei muscoli e delle articolazioni. È in grado di regolare la temperatura corporea, soprattutto quando la temperatura sale e il nostro corpo comincia a espellere liquidi attraverso il sudore. E in più, ci aiuta a rimanere lucidi con la mente. Non bisogna dimenticarsi di bere, soprattutto in inverno che il freddo ci porta a bere meno, per evitare di insorgere a problemi dovuti alla disidratazione.

Ma andiamo a vedere l’argomento più nello specifico insieme alla Dottoressa Linda Vicenti.

L’importanza dell’acqua nel nostro organismo

Il corpo umano è formato tra il 60-70% da acqua, ma quali sono le sue principali funzioni?

  • Regola la temperatura corporea;
  • costituisce circa il 75% del nostro cervello, il 75% dei nostri muscoli e l’83% del nostro sangue;
  • trasporta le tossine da eliminare tramite la sudorazione e la minzione;
  • aiuta il corpo a svolgere importanti funzioni quali l’assorbimento dei nutrienti ed il trasporto di sostanze.

Il nostro corpo lavora ininterrottamente per mantenere la corretta omeostasi, ovvero quel delicato equilibrio tra ciò “che entra” e ciò “che esce”, fondamentale per la salute dell’intero organismo, e questo riguarda anche l’introduzione e la perdita di acqua (sottoforma di sudore, urina, respiro…).

Il fabbisogno giornaliero di un individuo sedentario è di circa 2l per l’uomo e 1,5l per la donna al giorno. Negli sportivi tale quantità aumenta con l’aumentare della durata e dell’intensità dell’attività fisica svolta.

Dovendo tenere anche conto delle condizioni ambientali (temperatura e umidità del luogo), il reintegro di acqua ideale è solitamente di 1/4 di litro ogni 15/20 minuti, ovvero piccole quantità di acqua ma in maniera regolare. È importante sottolineare che lo stimolo della sete, fondamentale alla sopravvivenza, non sempre riesce ad agire di pari passo alle reali necessità del nostro corpo, e spesso compare in una situazione già vicina alla disidratazione.

[Piccola curiosità: se accedete alle pagine dei cammini sul nostro portale potrete trovare la voce “Fonti d’Acqua”. Potete vedere qualche piccolo esempio nelle pagine del Cammino del Gran Sasso, Cammino Minerario di Santa Barbara o Cammino dell’Unione)

Tazza trekking

La disidratazione e le sue conseguenze

Questo concetto è di rilevante importanza nello sportivo, in quanto la disidratazione comporta tutta una serie di conseguenze:

  • Il minore apporto di acqua a livello muscolare causa una perdita del 10% della forza contrattile e dell’85% della velocità, con conseguente affaticamento e stanchezza;
  • diminuzione del volume ematico in circolo, con conseguente minore ossigenazione dei muscoli, e formazione del cosiddetto acido lattico;
  • insorgenza di crampi (la ridotta presenza di fluidi all’esterno delle cellule crea uno schiacciamento e sovreccitamento delle terminazioni nervose, che scaricarono spontaneamente un impulso che provoca quelle contrazioni muscolari involontarie tipiche dei crampi). Per lo stesso motivo, è inoltre importante mantenere equilibrato il rapporto tra idratazione e condizione elettrolitica, assumendo bevande che contengono sali minerali come potassio, magnesio e sodio;
  • una disidratazione prolungata può causare fatica, irritabilità, aumento del battito cardiaco, nausea, vertigini, cefalea, sudorazione ridotta e diminuzione dell’appetito;
  • compromissione della capacità termoregolatoria: durante la pratica sportiva il nostro corpo risponde allo sforzo aumentando la temperatura corporea, una condizione che non può rimanere stabile, in quanto l’eccessivo calore può determinare danni irreparabili all’interno dell’organismo; di conseguenza vengono messi in atto tutta una serie di meccanismi fisiologici tesi a limitare tale innalzamento di temperatura, riportando le condizioni entro il limite fisiologico dei 37°C. Tale fenomeno è definito termoregolazione (“Meccanismo che tende a mantenere costante la temperatura dell’organismo.” – treccani). L’acqua è l’elemento che garantisce questo equilibrio tramite la capacità di mantenere costante la temperatura del corpo e permette di raffreddarlo rapidamente tramite, ad esempio, il sudore, composto per lo più d’acqua, la cui capacità è proprio quella di raffreddare la superficie corporea.

Piccoli consigli per aiutarci nell’idratazione

Per evitare di insorgere a problematiche, eccoti delle piccole tips che ti aiuteranno a gestire l’idratazione nei trekking e nei cammini:

  1. Bere sempre acqua a temperatura ambiente, mai fredda perché può provocare uno shock termico;
  2. bere poco ma regolarmente;
  3. non sottovalutare gli sport invernali: pur sudando meno in inverno si perde ugualmente molta acqua (il vapore che produciamo dalla bocca, ad esempio, altro non è che acqua!). Sarebbe molto utile bere bevande calde, per chi non riesce a bere acqua fredda con le basse temperature invernali;
  4. preidratare” il corpo, cercando di bere prima e dopo l’esercizio fisico.

Grazie a Linda Vicenti per le sue preziose informazioni presenti nell’articolo.

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Cecilia Mercadante

Camminatrice solitaria sempre alla scoperta di nuovi cammini e sentieri da percorrere. Appassionata del viaggiare a piedi e scrittura, ha unito le due passioni creando il suo blog A Piedi il Mondo.

Articolo di
Cammini d'Italia