Cammino Balteo tra vigne e montagne: un viaggio enogastronomico alla scoperta di alcuni tra i più interessanti vini valdostani

La Valle d’Aosta è una regione montuosa situata nel nord-ovest dell’Italia, al confine con la Francia e la Svizzera e, con la sua affascinante bellezza naturale e la sua ricca tradizione, è una meta ideale per gli amanti del trekking, dell’enogastronomia e del buon vino.

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Valle d’Aosta: una terra unica!

In questo contesto il Cammino Balteo, un percorso escursionistico che attraversa la regione da est a ovest, offre l’opportunità di esplorare gli inconfondibili vigneti e di assaporare i vini tipici di questa terra unica. 

Nonostante le sue dimensioni ridotte e le caratteristiche fisiche e morfologiche a tratti proibitive, questa regione è famosa per la sua ricca tradizione vitivinicola, grazie all’abilità di chi ha saputo adattarsi, nel corso dei secoli, a condizioni climatiche e geografiche particolari, tanto da rendere possibile e favorire la coltivazione di diverse varietà di uva. 

I vini valdostani offrono ampie possibilità di esperienze gustative e si distinguono per la loro eleganza e personalità unica, grazie alla diversità delle varietà di uve coltivate, che riflettono le peculiarità date dall’insieme dei particolari elementi propri del territorio. 

In questo articolo vedremo nello specifico quali sono i vini più caratteristici che possiamo trovare e degustare lungo il cammino.

Sappiamo che il Cammino Balteo è un percorso ad anello che si sviluppa attraverso la bassa e media valle della Dora Baltea, il principale fiume della Valle d’Aosta, che taglia la regione da ovest a est e dal quale il cammino prende il nome. Articolandosi risalendo le parti iniziali delle principali valli laterali, il percorso è anche definito La Bassa Via della Valle d’Aosta, proprio in virtù del suo andamento a medio-bassa quota, tra località di fondovalle a partire dai 500 metri s.l.m., fino ai 1900 metri s.l.m. toccati su versanti di media quota, differenziandosi così dalle Alte Vie.

Ed è proprio qui che si sviluppa l’attività vitivinicola valdostana, lungo il fondovalle che da Pont-Saint-Martin e Donnas sale, diramandosi per circa 90 km e superando addirittura i 1.200 metri di altitudine di Morgex, nella zona viticola Morgex-La Salle, ai piedi del massiccio del Monte Bianco, dove è possibile trovare i vigneti più alti in Europa.

La Dora Baltea svolge anche un ruolo fondamentale nella viticoltura della regione, contribuendo a creare le condizioni perfette per la coltivazione di uve pregiate e la produzione di vini di alta qualità, e tracciando i confini di quelle che possono esserne considerate le principali zone vocate alla produzione viticola.

In corrispondenza dei principali bacini idrografici del fiume, la vallata centrale è suddivisa in tre aree distinte: bassa, media ed alta Valle d’Aosta e ogni zona ha caratteristiche climatiche e geografiche specifiche, che influenzano il modo in cui le uve maturano e i vini si esprimono. Esse differiscono principalmente per altitudine e temperature medie, oltre che frequenza e portata delle precipitazioni durante l’anno.

In questo contesto geofisico e pedoclimatico unico possiamo individuare delle diverse zone vitivinicole, ognuna con dei propri vitigni di riferimento che danno vita ad un’ampia varietà di vini con caratteristiche distinte e specifiche.

Il lungo lavoro di recupero che l’uomo ha portato avanti nel corso dei secoli ed a stretto contatto con la natura, ha permesso di selezionare e valorizzare un importante patrimonio di vitigni autoctoni, che rappresentano il 65% della produzione totale della regione. 

Questi, affiancati da alcune uve internazionali, hanno portato alla creazione di una ricca varietà di vini di montagna di grande livello, tutti raggruppati sotto la Denominazione di Origine Controllata (DOC) Valle d’Aosta – Vallée d’Aoste, suddivisa in diverse sottodenominazioni identificate in piccoli areali.

Esaminiamo ora i principali vini DOC, posizionandoli nelle rispettive aree di produzione che, seguendo un percorso da ovest a est, sono: Morgex-La Salle, Enfer, Torrette, Chambave e Nus, Arnad-Montjovet, Donnas.

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Zona di Morgex-La Salle

Vallée d’Aoste Blanc de Morgex et de La Salle DOC: 

Iniziamo il nostro viaggio nella zona di Morgex-La Salle, dove si produce uno dei vini più particolari della regione. Il Blanc de Morgex et de La Salle è un vino bianco ottenuto dall’uva autoctona Prié Blanc coltivata a un’altitudine che arriva anche oltre i 1200 metri sul livello del mare, ai piedi del massiccio del Monte Bianco, caratteristica che attribuisce al vitigno il primato di raggiungere le massime altitudini in Europa e ha permesso di preservarlo dagli attacchi della fillossera, un insetto parassita che a partire dalla seconda metà del 1800 ha sterminato la quasi totalità delle piante di Vitis vinifera (detta anche vite comune o euroasiatica) esistenti. È quindi ancora oggi possibile passeggiare trai vigneti in questa zona della regione e poter ammirare alberi di vite a piede franco, cioè con la pianta che cresce senza essere innestata su portinnesti. Un’ultima nota: il Prié Blanc è l’unico vitigno autoctono valdostano a bacca bianca.

È caratterizzato da buona freschezza e mineralità, con note agrumate e floreali, che riflettono il territorio montuoso.

Zona di Enfer

Vallée d’Aoste Nus Malvoisie DOC: 

Proseguendo verso est, arriviamo nella zona di Enfer, dove è possibile degustare il Vallée d’Aoste Nus Malvoisie DOC, un vino bianco secco e complesso prodotto con l’uva di Pinot Gris, nella selezione locale Malvoisie. Offre note di frutta a polpa bianca e una leggera nota di frutta secca e confettura.

Vallée d’Aoste Nus Rouge DOC: 

Sempre nella zona di Enfer, troviamo il Vallée d’Aoste Nus Rouge DOC, un vino rosso secco con piacevoli e calde sensazioni alcoliche ed eleganti tannini. È prodotto principalmente con le uve autoctone Vien de Nus e Petit Rouge, con un colore rubino intenso e un bouquet di frutti di bosco maturi.

Zona di Torrette

Vallée d’Aoste Torrette DOC: 

Continuando lungo il Cammino Balteo, arriviamo alla zona di Torrette, dove si produce il Vallée d’Aoste Torrette DOC, un vino rosso ottenuto da un blend di uve autoctone e non, ma in prevalenza il Petit Rouge. Ha un colore rosso rubino intenso e un profumo di frutti rossi e spezie, con un gusto secco e asciutto, tannico e armonico.

Zona di Chambave e Nus

Vallée d’Aoste Chambave Muscat DOC: 

Procedendo verso est, raggiungiamo la zona di Chambave e Nus. Qui si produce il Vallée d’Aoste Chambave Muscat DOC, un vino bianco dolce e aromatico ottenuto principalmente dall’uva Moscato Bianco. Il profumo intenso di fiori e frutta e la piacevole dolcezza lo rendono un ottimo compagno per dessert e formaggi a pasta erborinata.

Il Chambave Muscat è particolarmente apprezzato nella sua versione Flétri, ottenuta dai migliori grappoli di moscato bianco lasciati ad appassire in ambienti specifici ben ventilati e ombreggiati. La vinificazione avviene solo quando i chicchi pregiati perdono gran parte dell’acqua, concentrando così la loro dolcezza e ricchezza aromatica, dando vita ad un ottimo vino da meditazione, caratterizzato da un profumo intenso di miele e confettura.

Zona di Arnad-Montjovet

Vallée d’Aoste Arnad-Montjovet DOC: 

Proseguendo verso est, arriviamo alla zona di Arnad-Montjovet. Qui si produce l’Arnad-Montjovet DOC, un vino rosso di grande carattere ottenuto in prevalenza da uve Nebbiolo, il cui biotipo valdostano è localmente denominato Picotendro, e che testimonia l’adattamento nel tempo di una varietà alle condizioni pedoclimatiche locali.

All’olfatto risulta essere fine ed intenso, con sentori di spezie che assumono sentori di vaniglia dopo l’affinamento in botti di legno.

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Zona di Donnas

Vallée d’Aoste Donnas DOC:

Infine, lungo il nostro percorso ideale, arriviamo verso il confine con il Piemonte, nella zona di Donnas, famosa per i suoi vini rossi di carattere. Qui è possibile degustare il Vallée d’Aoste Donnas DOC, un vino rosso prodotto principalmente con uve Nebbiolo (Picotendro), che conferiscono al vino una struttura elegante e tannini ben integrati. Ha un colore rosso granato intenso, un bouquet complesso di frutti di bosco, fiori secchi e spezie, e un gusto secco e persistente. 

Il Donnas è stato il primo vino valdostano ad ottenere la Denominazione di Origine Controllata (DOC).

Il nostro viaggio è finito, ora le dovute conclusioni

Abbiamo visto come lungo il Cammino Balteo, si ha la possibilità di incontrare numerose realtà differenti tra loro e lasciarsi condurre dai produttori locali, pronti a condividere la loro passione per la viticoltura e a offrire degustazioni indimenticabili tra le loro vigne e cantine. Oltre ai vini menzionati, sarà possibile scoprire altri vini sorprendenti e tipicità lungo il percorso.

Si può capire come il Cammino Balteo non solo ci porta alla scoperta di numerosi castelli attraverso un’esperienza di trekking mozzafiato nella splendida Valle d’Aosta, ma anche l’opportunità di scoprire e degustare i vini tipici di questa regione dalle caratteristiche uniche. Dai bianchi freschi e minerali ai rossi strutturati e complessi, i vini valdostani rappresentano un autentico tesoro enogastronomico da apprezzare lungo il percorso. Che tu sia un amante del trekking o un appassionato di vino, questo itinerario sarà una magnifica scoperta ed una vera delizia per i sensi. Se sei interessato all’argomenti, un altro articolo del nostro blog abbiamo parlato anche della viticoltura eroica valdostana.

Sperimentare questi vini significa lungo il vostro percorso a passo lento vi porterà ad immergervi nella tradizione vitivinicola di una regione ricca di peculiarità, dove le montagne e il clima a volte rigido contribuiscono a creare vini di grande carattere ed eleganza.

Articolo di
Vincenzo Caruso
Camminatore per antonomasia, esploratore per vocazione, amante della natura e di tutte le sue creature. Co-Founder di Cammini d'Italia.