Il Sentiero della Libertà: un cammino per non dimenticare | Cammini d’Italia

Il Sentiero della Libertà: un cammino per non dimenticare | Cammini d’Italia

13 Maggio 2019 0 Di Cammini d'Italia

Descrizione del cammino

Il Sentiero della Libertà è un trekking di 60km che parte da Sulmona (AQ) e arriva a Casoli (CH). Il tracciato è suddiviso in 3 tappe ed è percorribile in 3 giorni, sui sentieri che attraversano la Majella (il secondo massiccio muntuoso dell’Abruzzo, dopo il Gran Sasso). Lungo il trekking si potranno osservare sia le bellezze naturalistiche abruzzesi che vari piccoli borghi caratteristici del territorio, come Campo di Giove e Casoli. 

Storia del cammino

Questo trekking ripercorre la via di fuga utilizzata da migliaia di prigionieri della Seconda Guerra Mondiale attraverso il Parco Nazionale della Majella. Era utilizzata da migliaia di prigionieri alleati e di giovani italiani che lottavano per la liberazione d’Italia, divisa dalla Linea Gustav dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. L’idea di ripercorrere le strade utilizzate dalla resistenza nasce dal liceo scientifico Enrico Fermi di Sulmona. I ragazzi negli anni ’90 aprirono una ricerca sui POW (Prisoners Of War) detenuti in Abruzzo. La ricerca ha portato a scorpire un libro “Escape from Sulmona”, di Donald I. Jones, che racconta delle vicende avvenute durante la guerra. Ricostruendo gli avvenimenti sul libro, è stato creato “il Sentiero della Libertà”.

Il viaggio organizzato 

Ogni anno, dal 2000 ad oggi, in corrispondenza dei giorni che commemorano la liberazione d’Italia dal regime fascista, si tiene una marcia organizzata per studenti e non sul sentiero abruzzese. L’associazione culturale “Il sentiero della libertà / Freedom Trail” si occupa dell’organizzazione e della comunicazione del cammino. Nel 2019, il viaggio si è tenuto dal 3 al 5 Maggio ed ha avuto un’affluenza di circa 300 persone. 

 

Una testimonianza sul sentiero

Marco racconta così la sua esperienza: “Tre giorni, 60 chilometri nel Parco Nazione della Majella, in Abruzzo, circondati da paesaggi mozzafiato, natura incontaminata e sopratutto dal silenzio e dalla quiete che caratterizzano quest’area. Si parte da Sulmona, 300 persone tra studenti liceali, famiglie, bambini e qualche anziano: si attraversa la città in un clima di festa, chiacchierando, discutendo e approfondendo la storia di queste vallate ai tempi della guerra, una tragedia che pur così lontana dal vivere quotidiano continua ad essere sentita profondamente dalle persone che l’hanno vissuta in prima persona e dalle loro famiglie. Si cammina per sei ore con una pausa pranzo al sacco nei boschi che si incontrano prima di arrivare a Campo di Giove, prima tappa di questa avventura: accoglienza con la fanfara degli Alpini e corteo. Si dorme nelle tende da 15-20 posti montate in un campeggio dagli uomini della Protezione Civile e dagli Alpini, con cena nella tenda-mensa preparata dagli Alpini: pasta, carne, dolce e frutta. Non manca nulla, siamo tutti galvanizzati da un’atmosfera di festa in cui ci sentiamo tutti uniti e solidali. Secondo giorno, più impegnativo ma anche più appagante. Con la stessa energia e lo stesso spirito di festa. Si parte alle 9, dopo colazione. Superiamo un dislivello di 500 metri per salire sul valico che prende il nome di Guado di Coccia, dove è presente il ceppo che ricorda il sacrificio di Ettore De Corti, tenente, pilota udinese, studente di ingegneria. Intercettato, ferito e poi ucciso dai tedeschi, riuscì tuttavia a mettere in salvo il gruppo di fuggiaschi con il quale tentava di superare la linea del fronte. Si scende per 600 metri a Palena e successivamente a Taranta Peligna, dove ci fermiamo per la notte. Ultimo giorno, in discesa: 16 chilometri di piacevole passeggiata verso Casoli, dove a concludere l’evento c’è la fanfara degli Alpini a commemorare con un minuto di silenzio gli eroi che hanno perso la vita per la patria. Alla fine eravamo stanchi, qualcuno persino un po’ dolorante per la lunga traversata, ma anche felici, soddisfatti. Ci sentivamo ricchi dentro, ricchi di immagini regalateci dai paesaggi attraversati, ma anche ricchi nella nostra consapevolezza, nella nostra coscienza storica e nazionale. Perché il Sentiero della Libertà è un’esperienza profonda a cui non si può restare immuni, un viaggio ambivalente nella storia nel presente, nella bellezza e nel dolore. Un viaggio di crescita personale e collettiva. Un viaggio vero, come dovrebbe sempre essere”.  Andate a visitare la sua pagina http://www.nonsoloturisti.it/2015/05/trekking-il-sentiero-della-liberta-abruzzo-majella/

Per maggiori informazioni sul cammino e sull’associazione, vistate il loro sito:

http://www.ilsentierodellaliberta.it/

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