Cammino d'Etruria Centro
Un cammino tra storia e natura, che collega i borghi medievali della Toscana e i principali siti etruschi, offrendo un’esperienza di escursionismo immersa nei paesaggi unici delle Crete Senesi e delle valli circostanti.
Il Cammino d’Etruria Centro da Volterra a Chiusi si propone come progetto di escursionismo culturale che mira a collegare in modalità escursionistica le evidenze etrusche nel territorio collegate tra loro nei secoli, rispondendo a pienamente e con coerenza alla mission del progetto generale del Sistema dei Cammini Storici e degli Itinerari Culturali della Regione Toscana.
I percorsi prescelti hanno naturalmente tenuto conto della evoluzione della dinamica insediativa e della trasformazione del paesaggio e sono stati adattati alle esigenze dello sviluppo turistico del territorio e alla presenza di viabilità pubbliche. Una forte necessità è stata quella di inserire i centri storici all’interno degli itinerari, elevandoli al ruolo di tappe intermedie per valorizzare al massimo i borghi medievali ancora abitati e inserirli in un processo di sviluppo legato al turismo lento e alla ripresa economica sostenibile delle aree interne.
Un percorso che attraversa borghi medievali, siti archeologici (di libero accesso) e i paesaggi tipici delle Crete Senesi, della Montagnola, della Val di Merse e della Val d’Elsa, congiungendosi in molti tratti a sentieri come la Via Francigena, alla Via Lauretana e alla Rete Escursionistica Toscana.
STORIA
Il Cammino d’Etruria Centro da Volterra a Chiusi è un itinerario moderno pedestre e percorribile in MTB, che attraversa importanti siti ambientali, storici e culturali situati all’interno dei comuni di Volterra, Casole d’Elsa, Sovicille, Monteroni d’Arbia, Murlo, Montalcino, Asciano, Trequanda, Pienza, Chianciano Teme (Comune Capofila), Montepulciano, Sarteano, Cetona, San Casciano dei Bagni e Chiusi.
Il progetto escursionistico nasce con un ben preciso filo conduttore: avvicinare il viaggiatore a molteplici aspetti legati al popolo etrusco attraverso un incontro continuo con siti archeologici e musei di grande interesse.
L’itinerario ha privilegiato (per quanto possibile considerando la lunghezza del percorso) sentieri campestri, strade comunali e vicinali, valorizzando percorsi già esistenti come la Rete Escursionistica Toscana, la Via Francigena e la Via Lauretana. Il Cammino d’Etruria Centro è federato con il Cammino d’Etruria Nord da Pisa a Volterra, insieme costituiscono un cammino unico.
ACQUA
Ogni comune come Volterra, Casole ecc…, ha praticamente una fonte d’acqua potabile.
Murlo: cannella acqua potabile: 43°10’13.3″N 11°23’32.5″E
SERVIZI
Sono presenti supermercati e farmacie in ogni comune del percorso.
SEGNALETICA
Ci sono adesivi a fascia e circolari e cartellini in dibond dimensione cai regione toscana 10×15 cm.
FONDO STRADALE
60 % asfalto
40 % sterrata
CONTATTI
camminoetruriacentro@gmail.com
TAPPA 01
Tappa 01: da Volterra a Mazzolla
Partenza: Volterra
Arrivo: Mazzolla
Distanza: 9.1 km
Dislivello: +169m / – 441 m
Dal Viale Giosuè Carducci del centro di Volterra, prende il via il Cammino d’etruria centro (Volterra – Chiusi).
Facendo molta attenzione al traffico veicolare, si segue la SS 68 di Val di Cecina, toccando la Cappella di San Lazzero. Seguendo i Nostri segnavia che insistono anche sul l’itinerario “ Via Francigena-mare” , ad un primo bivio in zona panoramica si gira a 90 gradi a destra per scendere in Via Vicinale Consorziata di Caggio, lungo una sterrata fino ad un secondo bivio. Di qui si prende a dritto fino ad un cancello, chiuso al traffico veicolare che conduce all’Agriturismo Farina,una accoglienza dove poter sostare.Costeggiati alcuni casolari, si entra in una zona prativa con coltivi per poi risalire brevemente ad un Osservatorio astronomico. Lo si costeggia sulla destra e, lungo una sterrata, si raggiunge prima il cimitero e poi il borgo di Mazzolla ( B&B- ristorante- bus). Il borgo di mazzolla, molto caratteristico, offre la possibilità di sostare per la notte, in modo da interrompere la lunga tappa fino a Casole d’Elsa.
TAPPA 02
Tappa 02: da Mazzolla a Casole d’Elsa
Partenza: Mazzolla
Arrivo: Casole d’Elsa
Distanza: 17.6 km
Dislivello: +674 m/ – 595 m
Dal Borgo si risale fino alla strada che poi scende con dei tornanti, diventando sterrata, fino all’ingresso delle foreste protette di Berignone-Tatti, dove, oltrepassato un ponte, si segue la sterrata Via Casalino di Sotto che sale lentamente ma costantemente dentro la Riserva Naturale di Berignone fino a Caprareccia ed al Monte Soldano ( m 555), di cui costeggiamo la cima. La sterrata prosegue fino a Poggio Metato per poi giungere ad un evidente trivio a T caratterizzato dalla presenza di una cisterna ben visibile. Li si prende decisamente a destra per la sterrata che inizia a scendere per poi diventare sentiero che, con alcuni saliscendi, anche ripidi, giunge infine a Campore. Imboccata sulla destra una larga sterrata, si sale leggermente per poi scendere fino a delle case e ad un nuovo bivio da cui si prende a destra.. Dopo una lunga e assolata salita, si risale fino alla periferia di Casole d’Elsa che appare ben in vista. merita visitarne il centro molto caratteristico. Vi si può accedere salendo sulla sinistra ( Hotel-B&B-Ristoranti- Alimentari-Museo archeologico).
TAPPA 03
Tappa 03: da Casole d’Elsa a La Cetina
Partenza: Casole d’Elsa
Arrivo: La Cetina
Distanza: 22.5 km
Dislivello: +715 m/ – 541 m
Prima di partire un piccolo appunto. Questa tappa è molto lunga, impegnativa e caratterizzata da numerose località che meritano di essere apprezzate. Pertanto si consiglia di suddividerla in almeno due spezzoni approfittando delle opportunità ricettive che non mancano al suo itinere. Visitato il borgo di Casole ed il suo bel museo etrusco, si prende a scendere lungo la SP 27 fino ad un bivio a raso da cui si gira a destra fino a delle coloniche per poi risalire leggermente e ritrovare la SP 27 che questa sterrata taglia. Di qui si prende la SP 27 verso sinistra, la si segue per alcune centinaia di metri, fino ad arrivare ad un bivio con una vicinale che, superato un ponticino, risale nel bosco fino ad un secondo bivio lungo la sterrata. Si prende a sinistra seguendo una traccia che fa alcuni giri superando il Fosso La Senna. Si vedono bene gli antichi basolati di una strada vicinale pubblica che sale e scende fra boschi e coltivi. per poi diventare asfaltata, attraversare un incrocio ed infine, facendo molta attenzione, si lascia l’asfalto per girare decisamente a destra, in un bosco. Il sentiero, ormai battuto solo da cercatori di funghi o cacciatori, giunge infine ad una sterrata. Si prende a destra ed in breve si arriva alla strada in località Molino d’Elsa. Attraversata la strada, si gira a destra per imboccare, sulla sinistra, una larga sterrata che sale in direzione di poder nuovo. Si percorre un lungo tratto di bassa boscaglia accompagnato da numerosi sentieri che si diramano a diverticolo fino alla comunale Pievescola-Scorgiano in località Bellaria. Si gira a sinistra per percorrere la strada asfaltata che consente, tranne alcuni pericolosi restringimenti, di usufruire di adeguato spazio ai bordi visti i numerosi campi coltivati presenti. Imboccata la sterrata per località la Senese, assai polverosa ma confortevolmente alberata, si supera il podere Santa Maria per salire in modo più deciso verso la cosiddetta montagnola senese. Accompagnati da una serie di castagneti si costeggia il piccolo agglomerato di case La senese e si continua a salire verso podere Piano, con zone di coltivi che ben presto lasciano di nuovo il posto al bosco. La ricomparsa di aree coltivate a sodo è l’annuncio dell’arrivo alla frazione di Marmoraia che accoglie con la intrigante visione della pieve dei Santi Maria e Gervasio parzialmente nascosta dai resti dell’antica cortina muraria di quello che fu un importante insediamento d’epoca medievale. Indirizzandosi verso le case del borgo e quindi, con una conversione ad u, verso un sentiero in discesa è previsto un allungamento del percorso da ritenersi imprescindibile: la visita del tumulo di Mucellena. Dopo questa divagazione si torna indietro per un breve tragitto lungo la SP101 “di Montemaggio” che si lascia ben presto per un sentiero sulla destra che gira attorno alla fattoria di Lucerena per sbucare nella strada della Cetina.
TAPPA 04
Tappa 04: da La Cetina a Sociville
Partenza: La Cetina
Arrivo: Sociville
Distanza: 8 km
Dislivello: +44 m/ – 365 m
Al primo bivio si segue l’indicazione Sovicille incamminandosi lungo la strada Incrociati-Bareto che si lascia poco dopo il podere Morra scegliendo un sentiero sulla sinistra. Superati i poderi Chiostro e Gabbreta ecco la Pieve di Pernina col suo splendido inconsueto alto campanile. Si scende poi per il campo verso l’abbandonato cimitero. Di fronte un piccolo sentiero nella boscaglia conduce alla strada per il Romitorio di Cetinale, edificio religioso costruito ai primi del Settecento da cui si può godere uno stupendo affaccio sulla sottostante Villa Chigi e sulla lunga scalinata, detta scala santa, che svolgeva in origine funzione di collegamento penitenziale. Allontanandosi dalla zona di Cetinale si raggiunge la SP 52 della Montagnola Senese nei pressi di Ancaiano. Si va però in direzione opposta rispetto al paese e si percorre la provinciale fino all’ingresso del Camping “La Montagnola”, da dove si diparte una scorciatoia che porta direttamente al centro di Sovicille.
TAPPA 05
Tappa 05: da Sociville a Ville di Corsano
Partenza: Sociville
Arrivo: Ville di Corsano
Distanza: 18.8 km
Dislivello: +300 m/ – 242 m
Dalla rotatoria alla fine di Viale Mazzini si segue l’indicazione per Rosia per poi svoltare subito alla prima a destra e imboccare la provinciale della Montagnola senese (SP 52) usufruendo fino al cimitero comunale di un comodo marciapiede. Giunti al cimitero ci si immette nella vicinale di Palazzavelli, viottolo che ne lambisce sulla sinistra il muro di recinsione. Il percorso si addentra dapprima in un’area boschiva, attraversa un’oliveta e torna asfaltato in prossimità del piccolo agglomerato di Palazzavelli. Giunti di fronte ad un cancello, si devia sulla destra su un tratto nuovamente a sterro. L’attraversamento si fa nuovamente boschivo ma non presenta particolari complicazioni perlomeno fino al punto in cui occorre imboccare uno stretto sentiero, di non facile individuazione sulla sinistra. Dopo breve tratto nella boscaglia si raggiunge la strada comunale del Castellare, così detta in riferimento a un importante castello altomedievale, appartenuto alla nobile famiglia degli Ardengheschi, che vi era presente ma di cui non restano tracce. Si scende quindi verso la strada provinciale 73bis praticamente di fronte alla fattoria di Malignano, fiancheggiata da una cappella neoclassica opera di Agostino Fantastici. Si attraversa la strada e si imbocca la comunale di Malignano, per un lungo tratto pianeggiante pressoché privo di alberatura che si snoda nelle vicinanze dell’aeroporto di Ampugnano. Giunti alle rovine di un grosso fabbricato (Casa San Francesco) si svolta a sinistra per salire leggermente. Si raggiunge dapprima il cimitero del paese e quindi si rasenta l’alto muraglione che separa dal giardino di Villa Cavaglioni. Arrivati allo stop davanti sontuoso ingresso della villa si prende verso destra se si vuole continuare mentre per una sosta è consigliabile scegliere la direzione opposta, verso San Rocco a Pilli, popolosa frazione che offre molte comodità. Imboccata per breve tratto la strada grossetana si è agevolati da un marciapiede terminato il quale si segue dapprima indicazione Fabbricaccia quindi, in prossimità del cartello indicante località Castello, si prende la comunale di Bagnaia con direzione Brucciano. Passato il piccolo agglomerato di case di Brucciano finisce l’asfalto e inizia lo sterrato che si percorre fino al podere il Moro superato il quale si devia per uno stradello campestre facente parte anche del progetto trekking cammino d’assisi come da cippo segnalatore. Si attraversano campi coltivati del tutto privi di una benché minima alberatura ma da cui si può da un lato osservare il campo da golf di Bagnaia e dall’altro, in lontananza, lo scenografico skyline di Siena. Il percorso non presenta difficoltà di individuazione fintanto che non si arriva ad un bivio a T privo di alcun tipo di segnalazione in cui bisogna dirigersi a sinistra e proseguire dritto fino alla prima deviazione sulla destra. Si raggiungono dapprima Casa Giuncheto e le Stine basse, quindi al termine di una lunga dirittura ecco il castello di Grotti attualmente sede della Fondazione Sergio Vacchi dove sono esposti lavori dell’artista emiliano oltre a sculture di arte contemporanea di artisti di fama internazionale. Raggiunta la provinciale 23 di Grotti si scende a sinistra per arrivare in breve tempo alla località Ville di Corsano.
TAPPA 06
Tappa 06: da Ville di Corsano a Murlo
Partenza: Ville di Corsano
Arrivo: Murlo
Distanza: 11.7 km
Dislivello: +264 m/ – 272 m
Si parte da Via don Mazzolari, la prima deviazione provenendo da Grotti per poi convergere nella SP 23 con direzione Radi in prossimità del cimitero delle Ville di Corsano. Per un bel po’ sarà indispensabile percorrere una trafficata strada asfaltata certamente non comodissima per via di alcuni saliscendi impegnativi e con scarsa banchina laterale. Non mancano però motivi di attrazione a cominciare dalla Pieve di San Giovanni Battista. Superati i fabbricati di Poggiarello e Monterosi merita soffermarsi alla prima curva dove, con pochi passi in più nel prospicente campo, si può apprezzare un maestoso leccio, totalmente solitario. Amichevolmente ricordato come il leccio del Galletto, dal soprannome del proprietario dei terreni circostanti, il posto mette a disposizione un panorama davvero splendido ad ampio spettro della campagna. Si continua lungo la provinciale fino ad un bivio ben evidenziato da un curioso cipresso che fa da spartitraffico. Per destinazione Murlo si volta a destra seguendo il tracciato utilizzato anche dall’eroica e dalla francigena gravel. Voltando invece in direzione Siena, dopo pochi passi, si può raggiungere l’interessante borgo di Radi. Andando verso Murlo la strada (SP34/b) si trasforma in una sterrata, che ha il difetto di essere particolarmente polverosa durante i periodi asciutti. Superate le deviazioni per Pociano e Campriano, la strada si conclude imboccando l’asfalto della SP33 della Rocca di Crevole. Si segue la segnaletica per Murlo per poi deviare verso il piccolo agglomerato di Lupompesi da dove si diparte un percorso pedonale che conduce a Vescovado di Murlo. Sempre seguendo il marciapiede, alla prima rotatoria, si sale verso l’affascinante borgo murato di Murlo col suo piccolo, ma unico nel suo genere, antiquarium etrusco.
TAPPA 07
Tappa 07: da Murlo a Bibbiano
Partenza: Murlo
Arrivo: Bibbiano
Distanza: 11.3 km
Dislivello: +108 m/ – 267 m
La tratta Murlo-Montalcino è senza dubbio una delle più impegnative, per cui si consiglia di suddividerla cercando di utilizzare le purtroppo non numerose opportunità di pernottamento al suo interno. Dalla rotatoria ai piedi di Murlo si segue l’indicazione miniere di Murlo, esempio di villaggio minerario che si raggiunge dopo circa 1 km e mezzo di strada comunale asfaltata non troppo ampia ma poco transitata e che offre, tranne pochi spezzoni, banchine laterali agevoli. Superato il ponte sopra il torrente Crevole e attraversato l’abitato, interessante esempio di archeologia industriale, ci si incammina nel sentiero che ripercorre il tracciato della strada ferrata che collegava le miniere alla stazione di La Befa, itinerario invero particolare ben provvisto di cartelli esplicativi in prossimità dei punti più interessanti. Dopo circa 7 chilometri si raggiunge l’abitato di La Befa dove, all’altezza della chiesa sconsacrata di Santa Maria Assunta, va scelto lo stradello in terra presente alla sinistra rispetto alla facciata. Per un tratto di circa 3,5 km occorre utilizzare dei collegamenti intrapoderali presenti nel territorio del comune di Buonconvento, in parte ai bordi della linea ferrata.
TAPPA 08
Tappa 08: da Bibbiano a Montalcino
Partenza: Bibbiano
Arrivo: Montalcino
Distanza: 17.5 km
Dislivello: +631 m/ – 245 m
Superati i poderi Carcerelle, Bagiane, Aiale (oggi villa di lusso) e Casanova si imbocca la sterrata provinciale 103 di Castiglion del Bosco. Proseguendo verso destra e superato il passaggio a livello sulla linea ferrata, l’agriturismo Pianpetrucci e il ponte sull’Ombrone si entra nel comune di Montalcino. Si tratta ora di percorrere senza deviazioni l’intera provinciale, accompagnati per oltre 10 chilometri prevalentemente da boscaglia, salvo quel lussuoso unicum rappresentato dalla tenuta di Castiglion del Bosco, con le sue ville raffinate, campi da golf e tennis, piscine. Al termine dello sterrato si svolta a sinistra per raggiungere Montalcino percorrendo via Osticcio.
TAPPA 09
Tappa 09: da Montalcino a San Giovanni d’Asso
Partenza: Montalcino
Arrivo: San Giovanni d’Asso
Distanza: 18.4 km
Dislivello: +223 m/ – 448 m
Incamminandosi dalla rotatoria di fronte al campo sportivo, si percorre Viale Strozzi costeggiando le mura fino alla chiesa della Madonna del Soccorso dove nel giardino adiacente è possibile godere di una vista molto ampia sulle vallate circostanti. Si prosegue per Via Roma, Piazza Cavour e Via Lapini per uscire dal centro storico attraverso porta Burelli, in origine porta Morelli, anticamente punto principale d’accesso per chi veniva da Siena. Comincia da qui una ripida discesa prima per la strada comunale del Canalicchio e poi, svoltando a destra poco dopo la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, per la sterrata strada consorziale di Sferracavalli. Alla fine della discesa, in località Val di Cava, occorre percorrere per un brevissimo tratto la provinciale del Brunello, strada assai trafficata e che richiede particolare attenzione in quanto il suo attraversamento prevede una brutta curva cieca. Superata la curva si imbocca subito la prima deviazione con indicazione Torrenieri. Si tratta di uno dei tratti più iconici della famosissima Eroica, percorso ciclistico rinomato in tutto il mondo. Lo sterrato, ricco di punti panoramici, vede la sua conclusione a Torrenieri in prossimità del campo sportivo. Dirigendosi verso il centro del paese, che fu punto di sosta fondamentale della medievale via Francigena, alla conclusione della ztl di fronte alla chiesa di Santa Maria Maddalena inizia il lungo tratto asfaltato della provinciale Traversa dei Monti. La strada, prevalentemente pianeggiante, in gran parte contigua alla linea ferrata e al torrente Asso, consente una percorrenza sufficientemente sicura grazie a banchine laterali in genere ampie. Da segnalare la possibilità di visitare lungo il tragitto gli scavi della pieve di San Pietro a Sava (IV-VI secolo), subito accanto al piano stradale. Dopo l’imbocco della comunale di Monterongriffoli, dove è presente un’area di campeggio, inizia una leggera salita che termina a San Giovanni d’Asso, piccolo municipio centro indiscusso del tartufo, tant’è che ospita il Museo e Centro didattico del Tartufo e delle erbe spontanee, primo museo italiano dedicato al nobile fungo tuberaceo.
TAPPA 10
Tappa 10: da San Giovanni d’Asso ad Asciano
Partenza: San Giovanni d’Asso
Arrivo: Asciano
Distanza: 15.3 km
Dislivello: +290 m/ – 392 m
Dopo un excursus per il centro di San Giovanni d’Asso, si esce dalla vicina ampia area di parcheggio per iniziare la SP60 detta del pecorile, denominazione usata a ricordo di un passato in cui la zona fu interessata dai millenari tragitti della transumanza. Appena usciti dall’ampliamento moderno verso nord del paese è possibile scegliere di fermarsi per una visita del Bosco della Ragnaia, parco creato negli anni Novanta dello scorso secolo dall’artista americano Sheppard Craige. E’ bene comunque informarsi prima circa gli orari di apertura. La strada provinciale, sebbene non eccessivamente transitata, richiede in molti punti particolare attenzione per la scarsa disponibilità di banchine laterali e la cosa, tenendo conto che si dovrà percorrerla fino alla deviazione per Chiusure, non è di poco conto. Senza dimenticare che per l’inesistenza di alberatura le giornate soleggiate possono creare decisamente fastidio. Anche per questo il piccolissimo borgo di Chiusure rappresenta un ottimo punto di sosta, praticamente a metà strada rispetto Asciano. Ha anche un ottimo punto panoramico per godere il fascino delle crete e della vicina Abbazia di Monte Oliveto Maggiore. Quest’ultima tra l’atro merita di fare uno sforzo e allungare di circa due chilometri (tra andata e ritorno) rispetto al percorso della tratta. Usciti da Chiusure si imbocca la SP 451 di Monteoliveto che si dovrà utilizzare fino ad Asciano, riproponendo grosso modo le difficoltà indicate sopra con l’aggiunta di qualche saliscendi, ben compensato dalle splendide vedute delle campagne attraversate. Nei pressi di Asciano si lascia la provinciale utilizzando la strada del Castellare che scende fino al ponte sul Borro La Copra, dopo il quale iniziano gli accessi al centro storico. Prendendo Via delle Fonti si possono osservare i resti della cinta muraria per poi entrare attraverso Porta Senese in Corso Matteotti, la via principale dove si trova anche il Museo di Palazzo Corboli, ottima scelta per un connubio tra arte sacra, con opere di grandi nomi della pittura senese tra XIII e XVII secolo, e testimonianze etrusco-romane dell’Alta Valle dell’Ombrone col rarissimo carro etrusco proveniente dalla necropoli del Poggione (Castelnuovo Berardenga).
TAPPA 11
Tappa 11: da Asciano a Trequanda
Partenza: Asciano
Arrivo: Trequanda
Distanza: 23.5 km
Dislivello: +542 m/ – 296 m
Si parte dalle vicinanze dello stadio Guglielmo Marconi verso la strada di San Ripoli, antico percorso per Rapolano, fino ad un quadrivio dove si vira sulla destra per la Strada della Pieve dei Preti. Raggiunta l’asfaltata si prende di fronte la traversa Viale Primo Maggio che conduce alla stazione di Asciano Scalo. La si lascia poco prima dell’unica curva presente per uno stradello sulla destra che consente con un sottopasso di andare al di là della linea ferrata. Si prosegue lungo lo sterrato della Vicinale della Fornace Arma fino alla SP438 “Lauretana”. Poco dopo l’incrocio per Serre di Rapolano si svolta a destra e si imbocca una strada bianca priva di indicazioni che conduce dapprima al podere Rabatta e che poi, girando a sinistra superato un laghetto, consente di utilizzare un sottopasso della ferrovia Asciano-Monte Antico. Prendendo quindi il primo stradello sulla destra si raggiunge una sterrata più ampia che vede ai suoi bordi la necropoli etrusca di Poggio Pinci e successivamente alcune case della fattoria di Montalceto, non lontane da quelli che un tempo furono gli omonimi bagni, oggi trasformati in villa residenziale, di cui si vede l’ancora affascinante ingresso fatto da un doppio filare di cipressi. Si continua accompagnati da panorami incredibili della campagna circostante e da un susseguirsi di agriturismi, caratteristiche che accompagnano tutta la tratta. Poco dopo l’agriturismo Podernuovo finisce lo sterrato per imboccare la stretta carreggiata in asfalto della SP38 di Trequanda. Scesi fino alla stazione di Trequanda e attraversati i binari, la strada continua costantemente a salire. Si raggiunge villa Boscarello, introdotta dall’inconfondibile duplice filare di cipressi, per salire ancora fino ad abbandonare la provinciale e deviare per località Belsedere. La strada si fa sterrata. Appena prima di arrivare a Borgo Belsedere si imbocca sulla sinistra uno sterrato che dopo il podere Ganghereto si trasforma in poco più che un viottolo campestre. Si evitano accuratamente i viottoli che si diramano da quello principale e una volta arrivati ad una più ampia strada bianca si gira a destra in direzione di un piccolo tabernacolo. Dopo la fattoria del Colle i campi coltivati vengono sostituiti da un bel tratto boscoso, terminato il quale ci si riconnette alla provinciale 38 per poi dirigersi sulla sinistra verso la meta finale della tratta. Arrivati al cartello di inizio del paese si consiglia di prendere la strada in salita, Via del Molino a Vento, dove si incontra una zona a parco piena di cipressi attrezzata per la sosta.
TAPPA 12
Tappa 12: da Trequanda a Pienza
Partenza: Trequanda
Arrivo: Pienza
Distanza: 18 km
Dislivello: +460 m/ – 419 m
Per iniziare questa tappa bisogna recarsi al bivio con la strada per Petroio e Pienza, parte del percorso cicloturistico “Biancalana Tour”, e procedere a dritto. Appena superato, sulla sinistra, compare un piccolo sentiero che conduce al podere Casinaccio prima e poi al podere il Santo, inoltrandosi nei boschi di carpini alle falde delle alture denominate di Piazza di Siena. Il lungo percorso nel bosco si conclude nei pressi delle Case di San Pietro ai Monti dove si raggiunge la SP 14 “Traversa dei Monti”, in questo tratto sterrata, per poi imboccare subito sulla destra un’altra sterrata più stretta dove è presente un cartello stradale indicante la villa Salimbeni. Si attraversa ancora un’altra area boschiva accompagnati da maestosi pini. Giunti ad un bivio ci si tiene sulla sinistra. Superati i vari cancelli di ingresso della villa scompaiono i pini sostituiti da campi coltivati e comincia un saliscendi che porterà a Petroio. Allo stop a conclusione della strada per Villa Salimbeni, indicata anche come “Salimbeni gravel”, si volta a destra per la SP 71. Considerando però quanto è stato percorso e quanto ancora resta da fare è consigliabile una sosta dirigendosi nel verso opposto per recarsi nel centro storico di Petroio, località rinomata per la produzione artigianale di manufatti in terracotta. Riprendendo il cammino resterà a questo punto di percorre esclusivamente la strada provinciale sino a Pienza, non dimenticandosi di soffermarsi ad ammirare gli splendidi paesaggi che si allungano sino alla Val d’Orcia, dal 2004 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco, né di addentrarsi nel borgo di Castelmuzio o di deviare, allungando un po’, per visitare l’ex Monastero di Sant’Anna in Camprena, oggi adibito ad agriturismo per cui è bene prendere prima dei contatti circa gli orari di apertura. Infine Pienza, sorta di città-monumento, gioiello urbanistico famoso nel mondo, cui si accede prendendo per via Santa Caterina (indicazione cimitero), vera e propria goduria per chi ama lasciarsi incantare da paesaggi mozzafiato.
TAPPA 13
Tappa 13: da Pienza a Montepulciano
Partenza: Pienza
Arrivo: Montepulciano
Distanza: 13.6 km
Dislivello: +553 m/ – 504 m
Uscendo da Porta al Giglio (XIII sec.) si attraversa la provinciale del Monte Amiata e ci si incammina per la comunale Pienza-Monticchiello che inizia proprio di fronte alla porta. Si comincia a scendere per un brevissimo tratto in asfalto e poi subito i n sterrato con carreggiata molto stretta, accompagnati ai lati da un’alberatura di cipressi, inizialmente fitti e poi più radi, sia maschi (c.stricta) sia femmine (c.horizzontalis). Il tratto che segue è un’immersione nell’incanto contesto tipico delle colline della Val d’Orcia. Superati gli agriturismi Lucignanello e Fonte all’Oppio si incrocia un’altra sterrata dove occorre procedere verso sinistra seguendo i cartelli indicatori di ulteriori agriturismi. La strada bianca si conclude proprio davanti all’agriturismo Casalpiano dove girando a destra il tratto di asfalto si ritrasforma quasi immediatamente in una salita sterrata. Superato il ponte sul torrente Tresa ci si imbatte in una biforcazione dove scegliere il percorso sulla sinistra. Continuando a salire ecco la frazione di Monticchiello anticipata dal suo campo sportivo, punto dove torna l’asfalto. Giunti ad uno stop si segue l’indicazione per la Pieve dei Santi Leonardo e Cristoforo attraversando la parte nuova della frazione. Al bivio successivo si consiglia di girare a sinistra per effettuare una sosta nel centro storico del borgo medievale rinomato per quella particolarissima espressione artistica del cosiddetto teatro povero. Tornando indietro al bivio prospicente la chiesa di San Rocco inizia la strada che conduce dapprima al cimitero comunale e poi in sterrato verso Montepulciano. Il tratto, prevalentemente alberato, consente di godere di scorci panoramici incomparabili, magari approfittando della panchina posta di fronte all’ingresso dell’agriturismo Terre di Nano. Tornata asfaltata la strada si spinge dapprima a villa Trecci, col suo splendido parco, alla chiesa di San Bartolomeo di Caselle, al podere la Perina e infine, innestandosi nella strada statale 146 di Chianciano, a Montepulciano. Per raggiungere il centro storico si sale lungo la via del vecchio cimitero che si diparte rasente la strada che conduce invece al tempio di San Biagio, verso cui è comunque consigliabile fare una deviazione. Arrivati entro le mura attraverso porta San Donato che dire: la città merita molto più di una visita di poche ore
TAPPA 14
Tappa 14: da Montepulciano a Chianciano
Partenza: Montepulciano
Arrivo: Chianciano
Distanza: 13.9 km
Dislivello: +400 m/ – 442 m
Si esce da Montepulciano da porta delle Farine con una sorta di inversione a U al primo incrocio entrando in Via San Pietro e fino a tornare all’imbocco per San Biagio. Qui ci si dirige seguendo il cartello stradale per Chianciano per percorrere la statale 146. Il tratto è alquanto trafficato per cui si raccomanda la massima attenzione. E’ necessario utilizzare questa via cercando di sfruttare gli spazi laterali più ampi possibili in ambo i lati della carreggiata. Arrivati al bivio per Monticchiello si può abbandonare la statale e proseguire per via di villa bianca che ha inizio proprio nello stesso punto. Al finire dell’asfalto si prende per via di Gonzeto dove è presente anche un cartello RET. Evitando di seguire le indicazioni per l’agriturismo che dà nome alla strada ci si congiunge alla via asfaltata di Fontelellera voltando a destra per poi dopo pochi passi prendere a sinistra per via dei Pioppi. Superato un ampio centro sportivo, al primo nucleo di case si sale sulla destra per via dei Mulini entrando nell’abitato di Sant’Albino località rinomata perché sede delle Terme di Montepulciano. Al di là di chi volesse fermarsi più a lungo per usufruire dello stabilimento termale è comunque consigliabile una sosta ristoratrice approfittando dei numerosi esercizi presenti. Tornati nuovamente lungo la statale per Chianciano si prosegue potendo in questo caso usufruire di un comodo marciapiede. Alle prime case di località Stabbiano si prende la deviazione in salita, dapprima via dei Fiori e poi via degli Abeti, dei Platani e infine via dei Faggi costeggiando una serie di villette moderne finite le quali si entra nel percorso RET Sentiero delle acque che consente di immergersi in una estesa area boschiva che si conclude imboccando dapprima strada dei Monti e successivamente, attraversata la statale 146, via del Poggio. Quasi al termine di Via del Poggio si scende sulla destra per arrivare a Via Dante, vale a dire nei pressi della parte più antica di Chianciano.
TAPPA 15
Tappa 15: da Chianciano a Sarteano
Partenza: Chianciano
Arrivo: Sarteano
Distanza: 17 km
Dislivello: +611 m/ – 574 m
Se Chianciano è rinomata particolarmente per le sue capacità ricettive e le sue acque termali, ad iniziare dalle Piscine Termali Theia, non meno interessanti possono però dirsi il Museo Civico Archeologico delle Acque, con la sua collezione di canopi etruschi, ovvero vasi cinerari in forma umana, nonché, soprattutto per gli amanti del trekking, la sua ampia disponibilità di percorsi naturalistici alcuni dei quali potranno essere vissuti proprio all’interno della tratta per Sarteano. Si parte da Porta Rivellini, per scendere lungo via Dante e girare a sinistra in corrispondenza della rotatoria limitrofa al museo archeologico. Pochi passi e si scende ancora verso il centro sportivo per concludere via Abetone e inoltrarsi nell’area verde che accompagna lateralmente viale della Libertà, odonimo con cui viene indicata la parte conclusiva della statale 146. Si rientra nel viale all’altezza del parcheggio posto nelle vicinanze di un’ampia rotatoria per poi imboccare il viale alberato in salita. Si continua sempre dritto non facendosi ingannare dalle deviazioni che pure indicano Sarteano. Occorre proseguire per Via Bruno Buozzi, in decisa salita, e poi via Le Piane. A questo punto bisogna fare attenzione a prendere la strada vicinale Foce, una stretta viuzza asfaltata in salita distinguibile per il cartello di divieto di accesso al suo inizio. Nel suo proseguo verranno in aiuto i cartelli RET non appena inizia la vasta area boschiva che accompagnerà a lungo i sentieri. Arrivati nei pressi della strada provinciale 40 della Vittoria, non lontani dalla località La Foce e quindi dalla vastissima necropoli di Tolle, ci si riallontana immediatamente per seguire il sentiero Bellosguardo ed entrare nella Riserva Naturale di Pietraporciana, dove oltre alle bellezze naturalistiche è possibile usufruire di numerose aree di sosta attrezzate e di un centro visite. La sentieristica si conclude alla strada provinciale bianca per Castiglioncello del Trinoro che si percorre scegliendo di procedere a sinistra. All’incrocio in località Macchiapiana, nelle cui vicinanze resti di tombe etrusche, si segue il cartello per Sarteano. La strada si fa asfaltata, ma non la si percorre a lungo per imboccare un stradello sulla sinistra che si inoltre nuovamente in area boschiva per collegarsi alla via dei Cappuccini. Raggiuntala si gira a destra e si percorre per intero fino alla periferia di Sarteano. Poi imboccata via di fuori si entra nel centro storico attraverso Porta di Mezzo.
TAPPA 16
Tappa 16: da Sarteano a S. Casciano Bagni
Partenza: Sarteano
Arrivo: S. Casciano Bagni
Distanza: 18.7 km
Dislivello: +461 m/ – 433 m
Il 2003 è di certo un anno da ricordare per Sarteano poichè venne scoperta la famosissima tomba della quadriga infernale, oggi riprodotta nelle dimensioni reali all’interno di una sala sotterranea del Museo Civico Archeologico di Sarteano. Proprio in direzione della necropoli delle Pianacce inizia la tratta con capolinea San Casciano dei Bagni. Uscendo da Porta Umbra si percorre una lunga dirittura inframmezzata da una rotatoria fino ad imboccare via Piana che conduce appunto alla necropoli. Si ritorna quindi alla provinciale per poi ripercorrere all’indietro verso Sarteano un piccolo pezzo in modo da voltare per una sterrata sulla sinistra. Si tratta di Via del Poggione che verrà a concludersi in Via Baccacciano. Si gira a sinistra fino a quando si dovrà scegliere una sterrata sulla destra ben individuabile da un gruppo di imponenti cipressi presenti al suo inizio. A conclusione dello sterrato si ha la provinciale 478 che va percorsa per un buon tratto con purtroppo banchine laterali in alcuni punti poco agevoli. In corrispondenza di due cartelli in legno indicanti “I Pozzi” e “Troscioni” si entra, ma senza addentrarsi troppo, nei boschi del Monte Cetona per poi rientrare nella provinciale poche centinaia di metri dopo l’accesso all’Abbazia di Spineta. Altro tratto di provinciale fino alla deviazione nella sterrata per Fonte Vetriana e la vetta del Monte Cetona. Si supera il piccolo borgo di Fonte Vetriana per un lungo tratto successivo caratterizzato da un’alternanza di boscaglia, poderi e campi coltivati. Raggiunta la provinciale 89 della Montagna di Cetona e poi la 321 detta “del Polacco” si è in breve tempo a San Casciano dei Bagni entrando nel centro storico utilizzando la stretta via del Portento.
TAPPA 17
Tappa 17: da S. Casciano Bagni a Cetona
Partenza: S. Casciano Bagni
Arrivo: Cetona
Distanza: 18.6 km
Dislivello: +514 m/ – 731 m
Se fino a pochissimi anni or sono San Casciano dei Bagni era pressoché sinonimo di cure termali, le recenti eccezionali scoperte archeologiche stanno decisamente cambiando le prospettive di attrazione turistica e culturale. In attesa dell’imminente nuovo museo archeologico. Nel frattempo si consiglia, prima di incamminarsi per Cetona, un breve giro per una visita dei fontanili termali e del santuario ritrovato seguendo i cartelli presenti in piazzale della dogana. Quanto al tragitto per Cetona occorre ripercorrere un piccolissimo pezzo di strada della tratta precedente per poi proseguire, in prossimità di una piazzola di accesso ad un deposito, per una sterrata che si inoltra nel bosco. Proprio il bosco accompagnerà a lungo chi la percorre fino al piccolo borgo fortificato di Camporsevoli, non a caso toponimo di origine latina fusione di campus (campo) e silva (bosco), dove è presente tra l’altro una tomba etrusca occasionalmente visitabile al pubblico. Da Camporsevoli il cammino prosegue sempre nel bosco fino a collegarsi alla strada dei Trombesi, stretta strada asfaltata che conduce dalla località Piazze alla provinciale della Montagna di Cetona. Raggiunta la provinciale si segue l’indicazione Sarteano, ponendo particolare attenzione stante la scarsa disponibilità di banchine laterali. Il suo utilizzo termina arrivati all’ingresso del parco archeologico naturalistico di Belverde, assolutamente da visitare insieme al non lontano archeodromo dove sono stati ricostruiti una parte di un villaggio dell’età del bronzo e un abitato in grotta del paleolitico medio. Si raccomanda di assicurarsi circa gli orari di apertura. Per continuare verso Cetona serve invece imboccare la limitrofa via delle case di Belverde caratterizzata nella sua prima parte dalla presenza ai bordi di numerose grotte ben segnalate. Si continua per la strada bianca fino ad un cartello RET, con accanto un singolare sistema di segnalazione “paesaggi del benessere”, che indirizza sul sentiero che condurrà direttamente alla strettissima Via del Sobborgo e poi al centro storico di Cetona.
TAPPA 18
Tappa 18: da Cetona a Chiusi
Partenza: Cetona
Arrivo: Chiusi
Distanza: 10.5 km
Dislivello: +260 m/ – 227 m
Per dirigersi verso Chiusi si prende l’abbrivio da via del Risorgimento continuando sempre a dritto allo stop che fa accedere alla provinciale 321 del Polacco. La si percorre fino a passare poi nella strada della Paolina, una stretta strada asfaltata che si abbandona ben presto per la sterrata strada di Vagliara, come da cartelli indicatori posti al loro inizio. Sempre accompagnati da campi coltivati si arriva ad un quadrivio dove si volta a sinistra. Si oltrepassa la provinciale e si entra nella strada di pian delle Lamacce per poi deviare a destra, in corrispondenza di un palo della luce e di uno specchio stradale di sicurezza, in un viottolo più piccolo che man mano si confonde sempre più coi campi coltivati che attraversa. Al primo viottolo sulla destra che si incontra bisogna voltare in modo da attraversare il torrente Astrone, girare a sinistra e oltrepassare tramite un viadotto l’autostrada del sole. Raggiunta la provinciale 20 “Traversa Cassia Aurelia” si prosegue sulla sinistra fino a deviare su una sterrata individuabile dalla vicinanza di un cartello di curva pericolosa e di un palo della luce. Bisogna ora inerpicarsi inizialmente per una lunga salita godendo raramente di alberatura ai bordi, quindi per vigne e olivete si comincia ad intravedere lo skyline di Chiusi. Bisogna semmai stare attenti in occasione di una biforcazione ben individuabile dalla presenza di due grossi pini di scegliere la strada sulla sinistra. Superata con viadotto la ferrovia, in corrispondenza di una biforcazione segnata da due cipressi posti a spartitraffico, occorre dirigersi verso il tratto in salita al cui termine si hanno le prime case della periferia di Chiusi. Ancora uno sforzo in salita, un breve pezzo della statale 146 di Chianciano e poi con una brusca svolta a destra dopo pochi passi ecco il centro storico. A questo punto il lungo viaggio per il Cammino d’Etruria Centro è terminato. Resta però un vero e proprio obbligo prima di recarsi alla stazione ferroviaria di Chiusi scalo, da dove in poco più di un’ora e mezzo si è a Firenze o a Roma.
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