Ti piacerebbe percorrere la Via Francigena, ma hai poco tempo a disposizione?
Allora sei nel posto giusto! Non serve partire da Canterbury né bloccare settimane di ferie.
Questo antico cammino che attraversa l’Europa è fatto per essere vissuto anche a pezzi, un weekend o una settimana alla volta, scegliendo i tratti che più risuonano con quello che cerchi.
Abbiamo scelto tre tratti lungo la Via Francigena italiana, che potrai fare in un weekend lungo.
Tre territori diversissimi tra loro, che spaziano dall’arco alpino, alle colline toscane, ai laghi vulcanici del Lazio.
Quale scegliere? Scopriamoli insieme, con chilometraggi, difficoltà, stagioni migliori e come raggiungerli in treno.
Valle d’Aosta e Piemonte: da Verrès a Ivrea
Tratte: Verrès > Pont-Saint-Martin, Pont-Saint-Martin > Ivrea
Chilometraggio totale: 36,3 km (14 km il primo giorno, 21 km il secondo)
Difficoltà: Media
Periodo consigliato: Primavera e autunno
Questo tratto segna il passaggio dalla Valle d’Aosta al Piemonte, e lo percepirai anche dal paesaggio che vedi cambiare costantemente.
La prima tappa, da Verrès a Pont-Saint-Martin, è un concentrato di storia valdostana. Appena usciti da Verrès, il cammino ti porta ad Arnad, dove la Parrocchiale di San Martino è considerata la maggiore attrattiva religiosa del percorso valdostano.
Il sentiero continua tra vigneti terrazzati aggrappati alle pareti rocciose, poi attraversa due gioielli architettonici: il ponte di Echallod, pittoresco e antico, e quello di Bard, borgo dominato dall’imponente Forte che ospita il Museo delle Alpi.
Da Donnas camminerai letteralmente nella storia: il percorso segue infatti, per oltre 200 metri, la Strada romana delle Gallie, scavata nella viva roccia e perfettamente lastricata, uno dei tratti romani meglio conservati d’Italia.
La tappa si chiude davanti al ponte romano di Pont-Saint-Martin, primo ponte della via consolare che portava alle Gallie, che collegava Ivrea ad Aosta.
La seconda giornata, percorrerai la tratta da Pont-Saint-Martin a Ivrea, che ti porterà in Piemonte. Il paesaggio cambia registro: entrando in Piemonte i rilievi si addolciscono, le pendenze e i dislivelli diventano meno impegnativi.
La tappa alterna borghi caratteristici a piacevoli tratti nella natura. Attraversi i vigneti di Carema, poi il cammino si inoltra tra boschi e piccoli paesi. A Settimo Vittone ti aspetta il complesso di San Lorenzo, uno dei complessi architettonici romanici più importanti del Piemonte. Incontrerai anche il borgo di Montestrutto con le sue case in pietra e il Castello di Montalto che domina la valle.
Il finale è tra le colline moreniche dell’anfiteatro di Ivrea. Il paesaggio si apre, i vigneti lasciano spazio a una natura più dolce, fino ad arrivare a Ivrea con il suo centro storico fatto di scorci romantici e piazze che raccontano secoli di storia e tradizioni canavesane.
Come arrivare: Verrès è sulla linea ferroviaria Chivasso-Aosta. Da Ivrea puoi rientrare comodamente in treno sulla stessa linea, con collegamenti frequenti verso Torino e il resto del Nord Italia.

Toscana: da Lucca a San Miniato
Tratte: Lucca > Altopascio , Altopascio > San Miniato
Chilometraggio totale: 47,5 km (18,5 km il primo giorno, 29 km il secondo)
Difficoltà: Facile
Periodo consigliato: Primavera e autunno (se possibile evitare l’estate per il caldo)
L’itinerario parte da Lucca, città che non ha bisogno di presentazioni. Qui potrai ammirare le sue mura rinascimentali, l’anfiteatro romano trasformato in piazza e le torri medievali.
Una volta usciti da Porta Elisa, la città lascia spazio alla campagna lucchese. La tappa verso Altopascio è pianeggiante, quasi interamente, e si snoda tra edifici storici e religiosi che punteggiano il percorso: la Pieve romanica di Capannori immersa nei campi, la Badia di Pozzeveri con i suoi resti monastici che raccontano secoli di ospitalità ai viandanti.
Altopascio è piccola, ma è un vero gioiellino. Qui nel Medioevo sorgeva la Domus hospitalis Sancti Jacobi, un ospedale per pellegrini protetto da mura e dominato da un’alta torre con campana. Quella campana suonava anche dopo il tramonto per guidare i pellegrini nella notte, e nelle serate più buie si accendeva un fuoco sulla torre.
La seconda giornata è la più lunga, ma anche la più interessante dal punto di vista naturalistico. Subito fuori Altopascio si cammina su uno splendido tratto selciato dell’antica Via Francigena, originale, custodito da un bosco.
Poi si entra nella zona delle Cerbaie, selvaggia e deserta, un ambiente dove la natura prende il sopravvento e il silenzio è quasi assoluto.
Ponte a Cappiano segna il passaggio: l’antico ponte mediceo un tempo fortificato oggi ospita un ostello. Da qui si attraversa il Padule di Fucecchio, un’antica palude ora bonificata, ma ancora ricca di biodiversità.
L’ultima parte della tappa segue l’argine del fiume, poi sale verso San Miniato.
San Miniato è un borgo medievale arroccato, perfettamente conservato, dominato dalla Rocca di Federico II (ricostruita dopo i bombardamenti del ’44) da cui si gode una vista che nelle giornate limpide arriva fino a Firenze, Volterra e Pistoia. Da non perdere il Duomo di Santa Maria Assunta con la Torre di Matilde, i vicoli acciottolati, e una cena a base di tartufo bianco, orgoglio locale.
Come arrivare: Lucca è servita dalla linea ferroviaria Viareggio-Firenze. All’arrivo, la stazione di San Miniato-Fucecchio (linea Firenze-Pisa) dista circa 4 km dal centro storico, raggiungibile a piedi o con bus locale.

Lazio: dal Lago di Bolsena a Viterbo
Tratte: Lago di Bolsena > Montefiascone, Montefiascone > Viterbo
Chilometraggio totale: 34,1 km
Difficoltà: Media
Periodo consigliato: Primavera e autunno
In questo tratto potrai scoprire il lago di Bolsena, formato nel cratere di un vulcano, con le sue acque cristalline che brillano tra uliveti e boschi, l’antica via Cassia romana ancora perfettamente percorribile dopo duemila anni e Viterbo, la città medievale meglio conservata del Lazio, che nel Duecento fu residenza dei papi.
Da Bolsena il cammino si allontana dalla Basilica di Santa Cristina e sale tra uliveti e macchie di boscaglia. Sono continui saliscendi, ma ogni volta che il sentiero sale regala viste spettacolari sul lago. L’acqua cambia colore a seconda della luce: turchese al mattino, blu profondo nel pomeriggio, oro al tramonto. Il percorso attraversa zone boschive dove la natura è rigogliosa e il silenzio ti accompagna per chilometri.
L’arrivo a Montefiascone è da cartolina: dalla Torre del Pellegrino si gode una vista a 360 gradi, dove da una parte troviamo il lago di Bolsena con le sue isole e dall’altra le vallate infinite della Tuscia viterbese.
Il borgo di Montefiascone è un centro medievale arroccato e ti consigliamo di non perdere il giardino della Rocca dei Papi, punto più alto del paese, da cui lo sguardo spazia fino all’orizzonte.
E poi c’è la Cattedrale di Santa Margherita, con una cupola da 27 metri di diametro, tra le più grandi d’Italia, visibile da chilometri di distanza. Qui si produce il famoso vino “Est! Est!! Est!!!” e vale la pena provarne un calice, mentre il sole cala sul lago.
La tappa verso Viterbo ti farà capire che camminare su queste pietre significa letteralmente camminare nella storia romana: percorrerai gli stessi sentieri dei mercanti e dei pellegrini medievali. Il tracciato è collinare, con bei panorami che spaziano tra Montefiascone alle spalle, e Viterbo davanti.
Il centro storico di Viterbo è un labirinto medievale perfettamente conservato, con il quartiere di San Pellegrino che è tra i più autentici d’Italia: vicoli stretti, case in pietra, fontane antiche, silenzio. Il Palazzo dei Papi, il chiostro longobardo di Santa Maria Nuova, le mura che cingono la città. E per festeggiare la fine del cammino, non farti mancare le frittelle viterbesi!
Come arrivare: Bolsena è raggiungibile in bus, con la linea COTRAL. Al termine del cammino, Viterbo Porta Romana è la stazione ferroviaria principale, con collegamenti diretti per Roma.

Ora non ti resta che “bloccare” un weekend nel tuo calendario, preparare lo zaino e scegliere il tuo primo weekend sulla Francigena.
Buon cammino!
