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By Gianluca Chiapperino
24/02/2026

Cammino del Salento: accesso pedonale garantito e nuove regole di sicurezza al Lago di Bauxite di Otranto

Negli ultimi giorni una notizia ha rischiato di colpire uno dei punti più iconici del Cammino del Salento. Il Lago di Bauxite, la celebre ex cava a pochi minuti da Otranto, è finito di nuovo al centro dell’attenzione dopo la decisione dei proprietari dei terreni circostanti di chiudere l’accesso al pubblico. Alla base, due motivi molto concreti: la mancanza di rispetto da parte di alcuni visitatori e una crescente preoccupazione legata alla sicurezza.

Da quel momento si è attivata una risposta immediata del territorio. Associazioni, operatori e realtà legate al turismo lento hanno chiesto l’intervento delle istituzioni e l’apertura di un confronto con il Comune. Il risultato è una notizia importante anche per chi percorre il Cammino del Salento: l’accesso pedonale al laghetto sarà garantito, con un percorso più chiaro e interventi pensati per ridurre i rischi.

Vale la pena raccontarla bene perché mette a fuoco un principio semplice: luoghi così fragili e desiderati non si reggono da soli. Funzionano quando regole, responsabilità e rispetto vanno nella stessa direzione.

La chiusura dell’area

Il punto di partenza è pratico e, nel bene e nel male, comprensibile. Il laghetto si trova su proprietà privata e negli ultimi tempi i proprietari hanno segnalato una situazione diventata difficile da gestire.

Da un lato, il successo del sito è enorme: è uno dei luoghi più fotografati del Salento e uno degli spot più ricercati anche da chi percorre il cammino. Non a caso, l’area rientra nel “giro” della terza tappa, quella che da Otranto conduce verso Santa Cesarea Terme.

Dall’altro, l’aumento dell’afflusso ha portato con sé anche comportamenti sbagliati: accessi fuori percorso, poca cura, mancato rispetto dell’area e soprattutto un tema che non si può ignorare, quello della sicurezza. Parliamo pur sempre di un’ex cava, con punti scoscesi e tratti potenzialmente pericolosi. In più, in caso di incidente, le responsabilità ricadono su chi quel terreno lo possiede.

La chiusura, quindi, è arrivata come una reazione netta a un equilibrio che si era spezzato.

La risposta del territorio

Dopo lo stop, si è attivata una rete ampia di soggetti che, per motivi diversi, hanno interesse a trovare una soluzione. Operatori del turismo slow, realtà outdoor, associazioni e rappresentanti legati ai cammini hanno chiesto un confronto e una regolamentazione chiara.

Il messaggio è stato diretto: riaprire sì, ma con regole. Senza un quadro condiviso, il sito rischia di restare esposto a conflitti continui e, soprattutto, a rischi inutili.

L’accordo: cosa cambia adesso

Il passaggio decisivo è stato l’incontro tra il Comune di Otranto e i proprietari dei terreni adiacenti al laghetto. Dal confronto è emersa una linea chiara: l’accesso pedonale al sito sarà garantito a cittadini e visitatori, mentre il Comune completerà l’esame di un progetto di messa in sicurezza per impedire l’accesso alle zone più impervie e scoscese. Resta inoltre fermo il divieto per motociclette e quad, e più in generale per i mezzi motorizzati non compatibili con l’area. La proprietà, infine, ha ribadito che ogni ipotesi di utilizzo dovrà rimanere coerente con la destinazione agricola dei terreni.

Tradotto: il laghetto non torna a essere un “liberi tutti”. Torna a essere visitabile a piedi, con confini più chiari e con interventi che mettono al centro la sicurezza.

Perché è una buona notizia per il Cammino del Salento

Per chi percorre il Cammino del Salento, il Lago di Bauxite non è solo una foto. È un simbolo, uno di quei punti che rendono il viaggio memorabile e che spesso vengono raccontati, consigliati, condivisi. Quando un luogo così si chiude, la ricaduta non è solo turistica: è anche narrativa, identitaria.

L’accordo raggiunto è una notizia positiva perché evita che tutto resti impantanato in un braccio di ferro interminabile tra pubblico e privato e ribadisce un principio decisivo: la fruizione deve stare dentro un perimetro di responsabilità, con regole chiare e sicurezza al centro. Così il territorio torna nelle condizioni di accogliere senza esporsi a rischi inutili e, soprattutto, si rafforza l’idea di cammino come progetto collettivo, fatto di equilibrio e rispetto.

Un patto implicito con noi camminatori

Questa vicenda, alla fine, consegna una responsabilità anche a noi camminatori. Se vogliamo che posti del genere restino accessibili, dobbiamo meritare quell’accesso, nel modo più semplice possibile: con rispetto e buon senso.

Quando passerai dal Lago di Bauxite, segui i tracciati indicati e tieni come riferimento recinzioni e segnaletica, senza cercare passaggi alternativi. Evita di avvicinarti ai bordi scoscesi o di scendere dove il terreno è instabile, perché basta un attimo per trasformare una visita in un problema serio. Porta via tutto quello che hai portato con te: niente rifiuti, niente “souvenir”, niente scorciatoie che rovinano l’area e aprono varchi dove poi passano tutti. E se noti comportamenti pericolosi o segni di danni, non far finta di nulla: una segnalazione ai canali ufficiali o agli operatori locali può davvero fare la differenza.

Articolo di
Gianluca Chiapperino

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