Negli ultimi giorni una notizia ha rischiato di colpire uno dei punti più iconici del Cammino del Salento. Il Lago di Bauxite, la celebre ex cava a pochi minuti da Otranto, è finito di nuovo al centro dell’attenzione dopo la decisione dei proprietari dei terreni circostanti di chiudere l’accesso al pubblico. Alla base, due motivi molto concreti: la mancanza di rispetto da parte di alcuni visitatori e una crescente preoccupazione legata alla sicurezza.

Da quel momento si è attivata una risposta immediata del territorio. Associazioni, operatori e realtà legate al turismo lento hanno chiesto l’intervento delle istituzioni e l’apertura di un confronto con il Comune. Il risultato è una notizia importante anche per chi percorre il Cammino del Salento: l’accesso pedonale al laghetto sarà garantito, con un percorso più chiaro e interventi pensati per ridurre i rischi.
Vale la pena raccontarla bene perché mette a fuoco un principio semplice: luoghi così fragili e desiderati non si reggono da soli. Funzionano quando regole, responsabilità e rispetto vanno nella stessa direzione.
La chiusura dell’area
Il punto di partenza è pratico e, nel bene e nel male, comprensibile. Il laghetto si trova su proprietà privata e negli ultimi tempi i proprietari hanno segnalato una situazione diventata difficile da gestire.
Da un lato, il successo del sito è enorme: è uno dei luoghi più fotografati del Salento e uno degli spot più ricercati anche da chi percorre il cammino. Non a caso, l’area rientra nel “giro” della terza tappa, quella che da Otranto conduce verso Santa Cesarea Terme.
Dall’altro, l’aumento dell’afflusso ha portato con sé anche comportamenti sbagliati: accessi fuori percorso, poca cura, mancato rispetto dell’area e soprattutto un tema che non si può ignorare, quello della sicurezza. Parliamo pur sempre di un’ex cava, con punti scoscesi e tratti potenzialmente pericolosi. In più, in caso di incidente, le responsabilità ricadono su chi quel terreno lo possiede.
La chiusura, quindi, è arrivata come una reazione netta a un equilibrio che si era spezzato.
La risposta del territorio
Dopo lo stop, si è attivata una rete ampia di soggetti che, per motivi diversi, hanno interesse a trovare una soluzione. Operatori del turismo slow, realtà outdoor, associazioni e rappresentanti legati ai cammini hanno chiesto un confronto e una regolamentazione chiara.
Il messaggio è stato diretto: riaprire sì, ma con regole. Senza un quadro condiviso, il sito rischia di restare esposto a conflitti continui e, soprattutto, a rischi inutili.
L’accordo: cosa cambia adesso
Il passaggio decisivo è stato l’incontro tra il Comune di Otranto e i proprietari dei terreni adiacenti al laghetto. Dal confronto è emersa una linea chiara: l’accesso pedonale al sito sarà garantito a cittadini e visitatori, mentre il Comune completerà l’esame di un progetto di messa in sicurezza per impedire l’accesso alle zone più impervie e scoscese. Resta inoltre fermo il divieto per motociclette e quad, e più in generale per i mezzi motorizzati non compatibili con l’area. La proprietà, infine, ha ribadito che ogni ipotesi di utilizzo dovrà rimanere coerente con la destinazione agricola dei terreni.
Tradotto: il laghetto non torna a essere un “liberi tutti”. Torna a essere visitabile a piedi, con confini più chiari e con interventi che mettono al centro la sicurezza.

Perché è una buona notizia per il Cammino del Salento
Per chi percorre il Cammino del Salento, il Lago di Bauxite non è solo una foto. È un simbolo, uno di quei punti che rendono il viaggio memorabile e che spesso vengono raccontati, consigliati, condivisi. Quando un luogo così si chiude, la ricaduta non è solo turistica: è anche narrativa, identitaria.
L’accordo raggiunto è una notizia positiva perché evita che tutto resti impantanato in un braccio di ferro interminabile tra pubblico e privato e ribadisce un principio decisivo: la fruizione deve stare dentro un perimetro di responsabilità, con regole chiare e sicurezza al centro. Così il territorio torna nelle condizioni di accogliere senza esporsi a rischi inutili e, soprattutto, si rafforza l’idea di cammino come progetto collettivo, fatto di equilibrio e rispetto.
Un patto implicito con noi camminatori
Questa vicenda, alla fine, consegna una responsabilità anche a noi camminatori. Se vogliamo che posti del genere restino accessibili, dobbiamo meritare quell’accesso, nel modo più semplice possibile: con rispetto e buon senso.
Quando passerai dal Lago di Bauxite, segui i tracciati indicati e tieni come riferimento recinzioni e segnaletica, senza cercare passaggi alternativi. Evita di avvicinarti ai bordi scoscesi o di scendere dove il terreno è instabile, perché basta un attimo per trasformare una visita in un problema serio. Porta via tutto quello che hai portato con te: niente rifiuti, niente “souvenir”, niente scorciatoie che rovinano l’area e aprono varchi dove poi passano tutti. E se noti comportamenti pericolosi o segni di danni, non far finta di nulla: una segnalazione ai canali ufficiali o agli operatori locali può davvero fare la differenza.
