In questo nuovo racconto Alfredo, nuovo volto della nostra community, ci porta con sé lungo cinque giorni di cammino da Lecce a Santa Maria di Leuca, dentro un Salento che cambia passo dopo passo. Si parte dalla bellezza barocca di Lecce e si va verso il mare, attraversando scogliere, terra rossa, pietra bianca, campagne più quiete e paesi dove l’accoglienza si avverte subito. Il suo è un diario pieno di ammirazione del paesaggio, fatica, pensieri personali e belle sensazioni. Pagina dopo pagina emerge il vento tipico di questa costa, la luce, le onde, gli incontri e quei piccoli dettagli che solo questo cammino sa lasciare addosso, fino al faro di Leuca.
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Tappa 01: da Lecce a San Foca
Il cammino parte da Lecce, città di cui è superfluo e ripetitivo lodare la bellezza. Quindi si parte da questa bellissima città piena di tutto, piena di storia e vita, per arrivare lentamente e gradualmente, alla campagna leccese, si passa da città sempre più piccole, intervallate da ulivi e fichi d’india e da qualcuno che ti urlerà “giovane” per indicarti, che li, si fa il timbro del passaporto.
La prima tappa fondamentalmente è tutta asfalto, finché non vi si aprirà davanti, come un miraggio, il mare. L’arrivo a san foca e una passeggiata sulla spiaggia, che ti fa passare dal lato contadino del Salento al lato costiero, dal lavoro delle campagne al relax del mare e dopo una lunga passeggiata il mare è un regalo meraviglioso.
Tappa 02: da San Foca a Otranto
La partenza da San foca è lenta, perché sulla sinistra avrete sempre il mare, che vi chiama e vi invita a fermarvi per ascoltarlo e ammirarlo nella sua maestosità, questa tappa vi farà vedere tutti i tipi di coste del Salento, dalla sabbia, rocce, scogliere e in alcuni punti, sembrerà quasi un altro pianeta.
Rocce nere, che sembrano crateri, spiagge nere e bianche e questi monumenti di roccia in mezzo al mare che le onde e il vento creano e inevitabilmente distruggono.
Alfredo sta percorrendo la Via del Mare. Sapevi che esisteva anche la Via dei Borghi?
Nel cuore della seconda tappa c’è questa riserva naturale e per un lungo tratto sarete protetti da un infinità di alberi, che magari in giornate molto calde saranno la vostra salvezza.
E alla fine di questo mix tra boschi e scogliere troverete Otranto, città con un centro storico bello, unico e romantico, sicuramente da visitare.
Tappa 03: da Otranto a Santa Cesarea Terme
Otranto è una città che non ti fa andare via tanto facilmente, perché la tentazione di fermarsi, per visitarla meglio c’è, ma chi si ferma è perduto, e tocca andar via, appena fuori Otranto ci si trova in questo sentiero di rocce bianche e terra rossa, che se non fosse per i prati fioriti e il mare, potrebbe sembrare quasi Marte, si ci vuole uno sforzo di fantasia, lo so, ma durante un cammino si ha tempo di fantasticare in mille modi possibili.
Lungo il sentiero, che sarà grosso modo sempre molto costante e con le stesse caratteristiche, si incontra un faro, c’è da fare una deviazione per vederlo da vicino, ma se si è arrivati fin lì, vale la pena fare due passi in più per vederlo da vicino.
Qui il percorso è molto “scozzese” come scogliere e tracciato, fino ad arrivare al bar da Carlo di Porto Badisco, ritrovo di motociclisti, dove potrete farvi un panino o più di uno, con tutto il meglio del Salento. Poi però vi tocca ripartire, quindi non esagerate, c’è ancora un po’ di salita e strada da fare.
La strada che ci porta verso Santa Cesarea Terme è molto simile alla precedente ma senza il mare.L’arrivo a Santa Cesarea Terme sembra quasi di essere in un paese arabo, poi capirete il perchè. Qui vi consiglio di prenotare sempre prima, soprattutto in bassa stagione, non c’è molta scelta dove dormire e mangiare.
Tappa 04: da Santa Cesarea Terme a Marina Serra
Questa tappa da un punto di vista paesaggistico è molto costante è tutta campagna: terra rossa, pietre bianche e ulivi e qualche caletta nascosta. Attraverserete due cittadine molto carine, come Castro e Tricase Porto, che meritano di perdere 5 minuti in più per visitarle.
Sarà una tappa faticosa, ci sono molti sali scendi, ma molto zen, in alcuni punti il suono delle onde si unirà al suono delle foglie degli ulivi al vento e sembrerà di vedere quasi danzare questi ulivi, non al ritmo di taranta, ma ad un ritmo più lento, come il cammino che si sta facendo, il vento sarà il direttore d’orchestra e il mare, le scogliere e gli ulivi i suoi strumenti che suoneranno all’unisono e gli uccellini i cantanti di questa magnifica polifonica naturale.
Anche Marina Serra è una città molto stagionale, quindi in periodi di bassa stagione, prenotare sempre molto prima. La Puglia è una terra di persone disponibili, ci sarà sempre qualcuno che durante il cammino vi chiederà se avete bisogno di qualcosa o vi porterà in quel posto o ristorante o troverà il numero di qualcuno che può aiutarvi, soprattutto nei piccoli paesi l’ospitalità è la prerogativa e se entrate in un bar e iniziate a parlare con qualcuno, sicuramente vi terrà lì per un po’ a raccontarvi la storia della città.
Tappa 05: da Marina Serra a Santa Maria di Leuca
L’ultima tappa e un mix delle precedenti tappe è quasi un riassunto di quello che avete visto prima, un racchiudere in un unica tappa tutto quello che il Salento è: campagne, coste e spiagge.
In questa tappa, probabilmente, oltre al mare e al vento, ascolterete il rumore delle moto (forse dipende anche in che giorno farete questa tappa) comunque avrete questo ronzio che spesso è volentieri vi farà compagnia o vi disturberà, dipende e forse per la prima volta troverete qualche gruppo di esploratori, che farà in senso inverso, il sentiero delle cipolline, fino ad arrivare al ponte del ciolo, dove potrete mangiare un buon panino o un buon piatto di pesce, prima di ripartire verso leuca.
Il cammino si chiude al faro è come se questo faro ci avesse guidato, fin dal principio verso la fine del mondo al km 0. Il faro che vedrete solo negli ultimi metri, ma è sempre stato lì ad aspettarvi, ad indicarvi la via, ad indicarvi la fine, che poi la fine di un cammino non piace a nessuno, perché finisce un viaggio che ti ha cambiato, poi qui è ancora più strano, perché arrivi al km 0 quindi pensi riparto da zero e torno indietro, questo è un punto di partenza, non di arrivo e invece il ritmo del salento finisce lì, quel sottofondo di onde e vento che ti ha accompagnato e cullato per cinque giorni, finisce.
Il bello del Salento di questo periodo di bassa stagione è che le città sono spente, soprattutto quelle più piccole, sono molto buie e se la sera alzi lo sguardo, al suono delle onde e del vento, si aggiungono un prato di stelle e forse è in quelle notti buie salentine che puoi ascoltare la musica dell’universo e se dovessi azzardare, si avvicina molto a questa canzone scritta da Enio Morricone tratta dal film la leggenda del pianista sull’oceano.
Conclusione
Il Cammino del Salento è mare, vento, sole, ulivi e gatti; si perchè in ogni città che attraverserete, troverete tanti gatti, tutti abituati alle persone, perché tutti probabilmente se ne prendono cura e poi oltre ai gatti strada facendo, come capita in quasi tutti i cammini, troverete persone che fanno, la vostra stessa strada, da ballerine a studenti, che il destino ha messo lì per qualche motivo e ci si ritrova di tanto in tanto nei vari punti ristoro, per scambiarsi opinioni e suggerimenti, perché alla fine, fate tutti la stessa strada, anche se per mille motivi diversi, ma in quel momento, siete compagni di viaggio, casualmente o per destino e ci si fa compagnia e ci si aiuta, se si può, se si vuole.
È un cammino da non fare in estate, sia per una questione di costi triplicati, che per il caldo insostenibile per un cammino, considerando che ci sono pochissime zone d’ombra, ma perfetto per la primavera, autunno e inverno dove le città sono più vere, senza la calca estiva, si può godere a pieno della meraviglia dei luoghi e assaporare con lentezza, come il cammino impone, tutto il territorio e la sua gente.
Quindi nulla, cosa aspettate? Preparate lo zaino e partite. Il cammino del Salento è adatto è perfetto per tutti, dalla prima esperienza, ai veterani, difficilmente troverete brutto tempo, si mangia bene, la gente è accogliente e se la stagione permette, spesso e volentieri, potreste farvi il bagno o almeno raffreddare i piedi. E’ anche molto versatile quindi da la possibilità di variare la tappe in base alle proprie esigenze, c’è sempre un piano B che in un cammino non è niente male come opportunità. Quindi il faro è lì che vi indica la via e vi aspetta, lo vedete? Allora passaporto in mano e buon cammino.
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