C’è un momento, nella vita di quasi tutte noi, in cui sentiamo il bisogno di staccare. Non solo dal lavoro, non solo dalla routine, ma da tutto quel peso invisibile fatto di aspettative, ruoli, responsabilità, carichi mentali e opinioni altrui.
E spesso, proprio in quel momento, balza in testa l’idea: “Perché non fare un cammino?”.
La risposta immediata, per molte, è “Sì, ma con chi?”.
Ecco il punto: puoi farlo da sola.
E, credimi, è forse la soluzione migliore che ti si possa presentare.
Un cammino in solitaria è un’esperienza completamente diversa, qualcosa che nessun cammino in compagnia potrà mai darti allo stesso modo.
Non te lo dico per convincerti che è facile, né che è per tutte. Perchè mentirei.
Devi sentirtelo dentro, esserne entusiasta e anche un po’ spaventata, perché no. Quell’eccitazione del non sapere come andranno le cose renderà tutto più avventuroso.
Se non sei ancora del tutto convinta, prosegui la lettura, perché in questo articolo ti vorrei raccontare cinque buoni motivi per fare questo grande passo, da sola.
Con le tue forze, con il tuo bagaglio emotivo, con le tue paure e con tutta te stessa.
Puoi permetterti il lusso di non essere perfetta
Capelli arruffati, faccia sudata, scarpe infangate.
Nessun fondotinta, nessuna mise curata, nessuna versione presentabile di te stessa da esibire al mondo.
E sai cosa? Che liberazione!!
Ok, ammetto che descritta così non suona proprio come una proposta allettante. Ma pensa a quanta energia spendi ogni giorno a gestire l’immagine che dai agli altri, anche nelle situazioni più banali, anche con le persone che conosci bene.
In cammino da sola, tutto questo semplicemente scompare. Non c’è nessuno da impressionare, nessuno che si aspetta una versione di te più in ordine o più in forma.
Quello che resta, una volta tolto tutto il superfluo, sei tu.
E scoprire che quella versione lì.. sudata, stanca, con i capelli che non ne vogliono sapere, è comunque più che sufficiente, può essere una delle esperienze più liberatorie della tua vita.
Personalmente, e lo dico sinceramente, non mi sono mai vista così bella come quando arrivavo in ostello un po’ “sfatta”, come piace dire a me.
Guardavo le mie gambe, che dopo la giornata passata in cammino erano più toniche e forti, il rossore sulle guance dovuto alla fatica. I miei ricci che si prendevano il loro spazio, in una coda che era tutto, tranne che perfetta.
La pelle del mio viso e le sue imperfezioni, che in quel momento non mi saltavano nemmeno più tanto all’occhio.
La ricrescita sulle gambe che… intanto chi la guarda?
Penso che ogni donna dovrebbe vedersi bella almeno una volta così: senza make-up, senza maschere, solo con la soddisfazione di vedere allo specchio un corpo, sano e meraviglioso, che ha fatto qualcosa di grande.
Scoprirai di cosa sei capace
Non per dimostrarlo a qualcuno, ma per dimostrarlo a te stessa, che è tutta un’altra cosa.
Quando sei da sola, le decisioni sono solo tue.
L’itinerario della giornata lo pianifichi tu, il ritmo lo scegli tu, e quando arrivi in fondo ad una giornata che pensavi di non superare, saprai che il merito è tuo e soltanto tuo.
Non c’è nessuno accanto a cui appoggiarti, nessuno che ti trascina avanti nei momenti di crisi. Ci sei solo tu, con le tue gambe e la tua testa.
Da quella consapevolezza nasce qualcosa che è difficile da spiegare a parole, ma che chi l’ha vissuto riconosce subito: una fiducia in sé stesse che non dipende da nessun risultato esterno, da nessun riconoscimento altrui. È radicata dentro, e una volta che ce l’hai, nessuno può più togliertela.
Il mondo ti si presenta in modo diverso
Camminare da sola costringe ad aprirsi, nel senso più concreto del termine. Chiedi informazioni a uno sconosciuto, accetti un consiglio da qualcuno che hai appena incontrato, condividi un tavolo all’ostello con persone con le quali magari, in un contesto normale, non avresti mai avuto a che fare.
Perchè, se ci fai caso, quando sei in coppia o in gruppo, le esperienze o anche solo banalmente le conversazioni, restano spesso all’interno del gruppo. La bolla si chiude naturalmente, poco o niente scambio verso l’esterno.
Da sola, invece, sei permeabile al mondo intorno a te e spesso sono proprio quegli incontri improvvisi a darti delle visioni diverse, delle prospettive a cui avevi mai pensato, a restituirti pezzi di te che non sapevi di avere perso.
E poi, la mia parte preferita: la gentilezza degli sconosciuti, che in cammino non finirà mai di sorprenderti.
Qualcuno nel posto giusto e nel momento giusto che ti indica la strada, qualcun’altro che non conosci che ti offre un caffè, qualcuno che si ferma a chiederti se stai bene.
Sono persone che non rivedrai mai, eppure lasciano qualcosa. E quasi senza accorgertene, potresti tornare a casa con una fiducia nel prossimo che magari avevi perso per strada, molto prima di metterti in cammino.
Non devi rendere conto a nessuno
Vuoi fermarti un’ora davanti a un panorama? Ti fermi.
Vuoi saltare una tappa perché hai le gambe a pezzi, o semplicemente perché ti va? La salti.
Vuoi tornare indietro per fare una foto? Torni indietro.
Senza dover convincere nessuno, senza dover spiegare le tue motivazioni, senza sentirti in colpa per aver cambiato idea.
Noi donne spesso portiamo addosso un peso enorme di responsabilità e aspettative, verso il lavoro, la famiglia, gli amici, la coppia.
Purtroppo siamo (a volte troppo) abituate a mediare, a spiegare, a considerare le esigenze degli altri prima delle nostre.
La libertà di non dover giustificare i propri perché, le proprie motivazioni o scelte, anche solo per qualche giorno, può essere un sollievo più profondo di quanto ti aspetti.
Capisci di cosa hai davvero bisogno
Dopo qualche giorno da sola in cammino, cominci a sentire una voce che nella vita quotidiana fatica a farsi sentire: la tua.
Nella vita di tutti i giorni c’è sempre qualcosa che occupa lo spazio: le notifiche, la cena a cui dovresti andare, la sensazione di dover essere sempre reperibile, presente, disponibile.
E in mezzo a tutto quel rumore, la tua voce, quella vera, fatica a farsi sentire.
In cammino da sola, quel rumore si abbassa.
Pian piano scompaiono le maschere, la collega efficiente, l’amica su cui contare, la figlia che risponde sempre, la partner o la mamma perfetta, ecc ecc.
E in quel silenzio cominci a sentirti in modo diverso.
Potresti tornare a casa con la consapevolezza di cosa vuoi, cosa ti manca, e di cosa invece credevi di volere e poi, lontana da tutto, hai scoperto essere del tutto superfluo.
Non ti dico che sarà tutto facile. Ci sarà qualche momento in cui ti mancheranno gli altri, qualche sera in cui la solitudine peserà. È normale, fa parte dell’esperienza.
Ma quei momenti, di solito, sono anche quelli in cui succede qualcosa di importante dentro di te.
Se stai considerando l’idea, ti consiglio di cominciare con qualcosa di accessibile: un cammino breve, ben segnalato, frequentato da altre camminatrici e camminatori.
Tutto quello che hai letto fin qui può succedere anche in un cammino di pochi giorni.
Sul portale di Cammini d’Italia trovi i tutti i cammini suddivisi per regione, durata e stagione: puoi filtrare in base al tempo che hai a disposizione e al livello di difficoltà che cerchi.
Per programmare il tuo cammino in solitaria: dai un’occhiata al portale oppure scarica l’App di Cammini d’Italia.
Buon cammino, camminatrice!