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By Gianluca Chiapperino
29/05/2026

La Via Medicea Fiorentina: un nuovo cammino attraverso la storia dei Medici

Chi non conosce la storia dei Medici, una delle famiglie toscane e italiane più celebri di sempre? Una famiglia fiorentina che, per secoli, ha segnato profondamente la storia del territorio, lasciando tracce nella politica, nell’arte, nella cultura e nel paesaggio. La Via Medicea Fiorentina nasce proprio da qui: dal desiderio di condurre il camminatore lungo questa eredità, fuori dai luoghi più conosciuti e dentro un’esperienza diversa, fatta di scoperta lenta, attenzione al territorio e turismo sostenibile. Un nuovo cammino intorno a Firenze, dove ville, giardini, borghi e sentieri raccontano una pagina meno scontata della Toscana dei Medici.

Un nuovo cammino tra ville e giardini patrimonio UNESCO

Quando si parla di Toscana, il pensiero corre spesso a Firenze. E subito dopo ai Medici, la famiglia che per secoli ne ha guidato la storia e contribuito a trasformarne il volto.

Ma la cultura e il potere mediceo non si leggono solo nelle strade e nei palazzi del centro. Si ritrovano anche fuori città, camminando sulle colline, attraversando boschi, antiche strade poderali, crinali e luoghi che hanno fatto parte della vita politica, agricola e culturale della Toscana.

È proprio in questo contesto che nasce la Via Medicea Fiorentina, un nuovo itinerario slow che collega alcuni dei territori più affascinanti dell’area fiorentina e pratese. Il suo obiettivo è raccontare la storia dei Medici non come qualcosa di chiuso nei palazzi, ma come una presenza ancora leggibile nel paesaggio.

Un cammino che porta fuori dai flussi più battuti e invita a guardare la Toscana da un’altra prospettiva: quella dei territori, delle ville, dei giardini, dei centri storici e dei sentieri che nei secoli hanno collegato luoghi di potere, rappresentanza, lavoro e vita quotidiana.

L’itinerario

La Via Medicea Fiorentina è un itinerario da percorrere a piedi o in mountain bike, nato all’interno del progetto “Turismo slow nella Toscana de’ Medici”.

Il percorso si sviluppa per circa 80 km, da Fiesole ad Artimino, ed è suddiviso in 9 tappe. Lungo il cammino si attraversano aree naturali, crinali panoramici, borghi, paesaggi rurali e luoghi legati alle residenze medicee riconosciute Patrimonio Mondiale UNESCO.

Le tappe ufficiali collegano Fiesole, Caldine, Pratolino, Vaglia, Tagliaferro, Croci di Calenzano, Santa Lucia, Galciana, Carmignano e Artimino. Il progetto coinvolge diversi comuni del territorio, con Vaglia nel ruolo di capofila insieme a Fiesole, Scarperia e San Piero, Barberino di Mugello, Carmignano e Poggio a Caiano.

La Via Medicea Fiorentina dialoga anche con la Via Medicea già esistente, che collega Prato a Fucecchio attraverso i luoghi in cui i Medici vissero, cacciarono e lasciarono tracce profonde nel paesaggio. Il nuovo cammino ne estende idealmente il racconto verso Firenze e i territori che la circondano, rafforzando l’idea di una rete di itinerari slow dedicati alla Toscana dei Medici.

Il cuore del percorso è il rapporto tra paesaggio e memoria medicea. Le ville non sono semplici edifici da osservare da lontano, ma punti di riferimento che aiutano a leggere il territorio. Raccontano il modo in cui i Medici abitavano, amministravano e rappresentavano la Toscana, costruendo un dialogo continuo tra architettura, natura, arte e paesaggio.

Il sito seriale UNESCO delle Ville e dei Giardini Medicei in Toscana comprende dodici ville e due giardini ornamentali, testimonianza dell’influenza esercitata dalla famiglia Medici sulla cultura europea moderna attraverso il mecenatismo, le arti e una nuova idea di rapporto tra residenza e territorio.

L’itinerario è stato studiato e tracciato, mentre la segnaletica e gli arredi risultano ancora in fase di completamento. Per questo, chi desidera percorrerlo nei prossimi mesi dovrà prestare attenzione alla pianificazione, seguendo le tracce disponibili e le indicazioni CAI dei sentieri.

Proprio per questo è quindi un cammino giovane, ancora in fase di crescita, ma già molto interessante per chi ama scoprire i territori mentre iniziano a raccontarsi in modo nuovo.

Un cammino che dialoga con altri itinerari

Uno degli aspetti più interessanti della Via Medicea Fiorentina è il suo inserimento nella rete di cammini e sentieri già presenti in Toscana.

In alcuni tratti il percorso intercetta itinerari noti come la Via degli Dei, l’Anello del Rinascimento, la Via della Lana e della Seta e il Cammino di San Jacopo. Le tappe nell’area di Vaglia, Tagliaferro e Croci di Calenzano dialogano con la Via degli Dei e con l’Anello del Rinascimento, mentre più avanti, nell’area di Prato e Galciana, il cammino incrocia anche il Cammino di San Jacopo.

Questo rende la Via Medicea Fiorentina un nuovo tassello dentro una geografia lenta già molto ricca, fatta di sentieri CAI, strade storiche, collegamenti locali, percorsi culturali e tracciati escursionistici.

La nostra esperienza lungo la Via Medicea Fiorentina

Parte del team di Cammini d’Italia ha avuto modo di scoprire la Via Medicea Fiorentina durante il weekend di presentazione del progetto.

Il sabato abbiamo percorso parte della tappa tra Tagliaferro e Croci di Calenzano, entrando in uno dei tratti più interessanti dal punto di vista escursionistico. Qui il cammino si lascia alle spalle la dimensione più urbana e il paesaggio inizia ad aprirsi tra boschi, crinali, strade bianche, poderi in pietra e scorci verso il Mugello, l’Appennino, Monte Senario, la Calvana e la conca fiorentina.

È una tappa che fa capire bene l’identità del percorso. Si cammina in un territorio dove la storia non arriva solo attraverso i monumenti, ma anche attraverso i dettagli del paesaggio: la Villa del Trebbio, i terrazzamenti, i muretti a secco, le strade rurali e, con una variante, luoghi simbolici come l’area del Lago di Bilancino.

La domenica siamo invece partiti dal Parco Mediceo di Pratolino, in occasione dell’evento “Una tappa insieme lungo la Via Medicea Fiorentina”, organizzato nell’ambito della rassegna Camminare e Vivere nella Storia.

Il percorso prevedeva un anello di circa 10 km, con partenza e arrivo a Pratolino: un’escursione pensata per vivere parte del nuovo itinerario insieme alla community di Cammini d’Italia, alternando sentieri naturalistici, tratti collinari, strade bianche e brevi passaggi su strada. Pratolino è uno di quei luoghi che sembrano fatti apposta per introdurre un cammino come questo.

Il giardino fu voluto da Francesco I de’ Medici su terreni acquistati nel 1568 e divenne uno dei luoghi più sorprendenti del sistema delle ville e dei giardini medicei. Era celebre per grotte, fontane, giochi d’acqua, automi e per il monumentale Colosso dell’Appennino del Giambologna, ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili del parco.

Non solo Cammino

La Via Medicea Fiorentina non è solo un tracciato da percorrere a piedi o in mountain bike. Intorno al percorso sta nascendo un’offerta più ampia, pensata per trasformare il cammino in un’esperienza completa di scoperta del territorio.

Sulla pagina ufficiale del progetto sono raccolte diverse attività che permettono di vivere questi luoghi anche oltre l’escursione: laboratori di benessere naturale, percorsi sensoriali, esperienze nella natura, attività dedicate alla scoperta del paesaggio e proposte culturali legate ai territori attraversati.

Tutto questo racconta bene la direzione del progetto. L’obiettivo non è solo collegare ville, giardini e sentieri, ma costruire una rete di esperienze capaci di valorizzare ciò che si incontra lungo il cammino.

Non solo chilometri, quindi, ma occasioni per fermarsi, ascoltare, osservare e vivere il paesaggio con un’attenzione diversa.

In questo senso, il cammino diventa il filo conduttore di un racconto più grande: quello di una Toscana medicea da scoprire passo dopo passo, attraverso attività culturali, naturalistiche e sensoriali che aiutano a guardare il territorio con più profondità.

Perché camminare, qui, non significa soltanto spostarsi da una tappa all’altra, ma imparare a leggere i luoghi, le loro storie e le relazioni che ancora oggi li tengono vivi.minare, qui, non significa soltanto spostarsi da una tappa all’altra, ma imparare a leggere i luoghi, le loro storie e le relazioni che ancora oggi li tengono vivi.

Articolo di
Gianluca Chiapperino

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