Per anni abbiamo pensato che per trovare la montagna vera servisse andare lontano. Poi arrivi nelle Alpi Orobie, ti basta una salita fatta bene, un rifugio che compare dopo l’ultimo tornante, un lago fermo sotto le pareti. E capisci che certe escursioni non devono promettere troppo. Devono solo portarti fuori, passo dopo passo, finché qualcosa dentro si rimette in ordine.

Introduzione
Le Alpi Orobie hanno una qualità rara.
Non cercano di impressionarti subito. Ti fanno salire piano, dentro valli che sembrano chiudersi e poi all’improvviso si aprono.
Ti portano davanti a rifugi alpini, laghi che sembrano specchi, creste severe, pascoli alti e sentieri che hanno ancora il sapore della montagna del ‘900.
Sono montagne vicine, soprattutto per chi vive in Lombardia, ma non per questo semplici. Anzi. Le Orobie chiedono gamba, attenzione, rispetto. Però restituiscono molto più di quello che pretendono.
Forse è per questo che scegliere un’escursione è una piccola decisione di campo.
Vuoi restare comodo o vuoi andare a vedere cosa succede quando inizi a salire?
In questo articolo abbiamo selezionato 3 itinerari da fare nelle Alpi Orobie disponibili su Wikiloc: sono dei percorsi diversi per lunghezza, ambiente e impegno, ma accomunati dalla stessa promessa. Portarti fuori e farti tornare con qualcosa in più.
1. Passi delle Miniere e della Manina da Lizzola: lungo il Sentiero delle Orobie
Il percorso dei Passi delle Miniere e della Manina da Lizzola, disponibile su Wikiloc, è un itinerario ad anello di 13 km, con 1.004 metri di dislivello positivo e un livello indicato come difficile.
Una traccia pensata per chi ha già un buon allenamento e cerca un’escursione capace di mettere insieme fatica, paesaggio e quella sensazione molto precisa che solo certi sentieri sanno dare.
La prima escursione parte da Lizzola, uno di quei paesi di montagna in cui il sentiero sembra cominciare ancora prima del bosco.
Si lascia l’auto nel parcheggio davanti al cimitero e si cammina verso il centro del paese. Dietro la chiesa inizia il sentiero 306, con le indicazioni per il Rifugio Curò.
L’inizio è morbido.
Si sale tra pascoli, con pendenze leggere, poi il sentiero entra nel bosco e alterna tratti più tranquilli ad altri in salita. Usciti dagli alberi, il paesaggio cambia: si attraversa un tratto roccioso più aperto, seguendo i bolli, fino a imboccare una sezione su sentiero stretto, leggermente esposto, che passa sotto la cima del Monte Pomnolo.
Qui la montagna chiede attenzione.
Soprattutto dopo la pioggia, quando le rocce diventano bagnate e anche i passaggi più semplici richiedono passo sicuro. I sentieri 306 e 304 sono classificati come escursionistici, ma in alcuni tratti corrono stretti e in costa, con esposizione al vuoto e facili roccette. Meglio evitarli con pioggia, neve o terreno instabile.
Arrivati al bivio con il Sentiero delle Orobie, si svolta a destra seguendo le indicazioni per il Passo della Manina e il Rifugio Albani, lungo il sentiero 304. Anche qui il percorso procede in costa, con qualche tratto esposto, fino a raggiungere il Passo delle Miniere.
È uno dei punti più belli dell’intero anello.
Da qui lo sguardo si apre sulla Valle di Lizzola, verso il Passo della Manina e, nelle giornate limpide, verso il profilo del Pizzo Coca e il rifugio omonimo. È il momento in cui la fatica inizia a diventare paesaggio.
Dal Passo delle Miniere si continua sempre sul sentiero 304, scendendo fino al bivio nei pressi del Torrente Bondione. Si attraversa un piccolo ponte di legno e si riprende a camminare sulla costa opposta della valle, tra saliscendi e passaggi leggermente esposti, fino al pianoro erboso della Baita del Crostaro.
Da qui il sentiero torna a salire, prima dolcemente e poi con pendenza più decisa, fino al Passo della Manina. Nelle giornate aperte, il panorama abbraccia la Valle di Scalve, la Presolana e il Pizzo Camino. Poco sopra, la chiesetta della Manina è il punto perfetto per fermarsi, mangiare qualcosa e lasciare che il percorso si depositi un po’ nelle gambe e nella testa.
Il rientro avviene lungo il sentiero 307 in direzione Lizzola. La discesa è ripida, con numerosi tornanti e alcuni tratti su sassi che possono diventare insidiosi se bagnati. Superata la zona dei pascoli dell’Asta Bassa, si scende verso le baite e poi nel bosco, fino a ritrovare i prati alti sopra Lizzola. L’ultimo tratto su strada asfaltata riporta al parcheggio di partenza.
È un anello pieno, panoramico, vario. Una di quelle escursioni nelle Alpi Orobie in cui la bellezza arriva poco alla volta: prima i pascoli, poi il bosco, poi la roccia, poi i passi.
E infine quella sensazione precisa che cerchiamo ogni volta che torniamo in montagna. Avere fatto fatica per qualcosa che ne valeva la pena.
SCHEDA TECNICA
- Tipologia: ad anello
- Distanza: 13 km
- Dislivello positivo: 1.004 m
- Difficoltà Wikiloc: difficile
- Punto di partenza: Lizzola
2. Rifugio Coca e Lago di Coca da Valbondione: dentro il cuore severo delle Orobie
La seconda escursione entra in una delle zone più spettacolari delle Alpi Orobie.
Il Lago di Coca si trova a 2.108 metri di quota, circondato da alcune delle cime più importanti del gruppo: il Pizzo Coca, il Pizzo Redorta e la Punta Scais. Già solo questi nomi bastano a far capire che qui il paesaggio cambia registro. La montagna diventa più alta, più severa, più verticale.
Si parte da Valbondione, lasciando l’auto nella zona del grande parcheggio del campo sportivo, a circa 900 metri di quota. È lo stesso punto utilizzato anche da molti escursionisti diretti verso il Rifugio Curò. Da qui si cammina inizialmente su asfalto per circa un chilometro e mezzo, fino a intercettare il sentiero 301, che si stacca sulla sinistra.
La prima parte del percorso sale nel bosco, spesso all’ombra. Poi, passo dopo passo, l’ambiente si apre e la pendenza inizia a farsi sentire. La traccia Wikiloc indica poco meno di 12 km complessivi e 1.159 metri di dislivello positivo, numeri che raccontano bene il carattere dell’escursione: non è un itinerario lunghissimo, ma concentra gran parte della fatica nella salita.
Dopo circa 2,8 km si raggiunge il Rifugio Merelli al Coca, a 1.891 metri di quota. È uno di quei rifugi che non sono solo un punto di appoggio, ma una soglia. Fino a lì hai camminato dentro la salita; da lì in avanti inizi a sentire davvero l’alta montagna.
Per arrivare al lago servono ancora circa 200 metri di dislivello. Il sentiero diventa meno ripido rispetto alla prima parte, ma continua a salire in un ambiente sempre più aperto. Poi, quasi all’improvviso, compare il Lago di Coca.
E lì il passo rallenta da solo.
Il colore dell’acqua cambia a seconda della luce e del punto da cui lo guardi. A tratti sembra azzurro, a tratti più profondo, quasi immobile sotto le pareti che lo circondano. Fare il giro del lago permette di leggerlo meglio, cambiando prospettiva e lasciando entrare nello sguardo tutta la forza della Conca dei Giganti.
La discesa richiede la stessa attenzione della salita. Le gambe hanno già lavorato, il dislivello si sente e la stanchezza non va sottovalutata. È un’escursione adatta a chi ha un buon allenamento e una certa abitudine ai sentieri di montagna, anche se il percorso non presenta particolari difficoltà tecniche nei tratti descritti.
Prima di partire, conviene salvare la traccia su Wikiloc e controllare bene mappa, waypoint, distanza e dislivello. Qui non basta guardare il numero dei chilometri: la vera misura dell’escursione è tutta nella salita.
SCHEDA TECNICA
- Tipologia: anello
- Distanza: 11,9 km
- Dislivello positivo: 1.159 m
- Difficoltà Wikiloc: molto difficile
- Punto di partenza: Valbondione
3. Dai Laghi Gemelli a Carona: una traversata tra laghi alpini, rifugi e cascate
Dopo i passi alti e la salita verso il Lago di Coca, la terza escursione cambia ritmo.
Qui la protagonista è l’acqua.
La traccia Wikiloc parte dal Rifugio Laghi Gemelli e arriva a Carona, lungo un itinerario lineare di 21 km, con 473 metri di dislivello positivo e difficoltà indicata come moderata. È un percorso più lungo dei precedenti, ma con un carattere diverso: meno verticale, più disteso, costruito come una traversata tra laghi alpini, valloni e punti d’acqua.
Il primo passaggio arriva dopo circa 1,3 km, al Lago Marcio. Già qui si entra in uno degli ambienti più riconoscibili della Val Brembana: acqua, pietra, bosco e montagne che si specchiano nei bacini alpini. È quel tipo di paesaggio che non ha bisogno di grandi effetti. Ti rallenta.
Poi il cammino prosegue verso il Lago di Sardegnana, raggiunto intorno al chilometro 4,7. La traccia continua ad attraversare una sequenza di ambienti in cui il passo diventa quasi narrativo: un lago dopo l’altro, un cambio di luce dopo l’altro, con la sensazione di non stare semplicemente andando da un punto A a un punto B, ma di attraversare un pezzo intero di Orobie.
Il cuore dell’itinerario arriva al Rifugio Calvi, circa al km 11,9. È il punto centrale della traversata, quello in cui fermarsi, mangiare qualcosa, guardare la strada già fatta e prepararsi alla seconda parte del percorso. In un’escursione così lunga, il rifugio diventa anche una misura mentale: non solo un luogo sulla mappa, ma una soglia tra la prima e la seconda metà della giornata.
Da qui si continua verso il Lago del Prato, raggiunto intorno al km 15,6, prima di scendere verso uno degli ultimi passaggi più scenografici della traccia: la Cascata della Val Sambuzza, indicata intorno al km 18,6. Dopo tanti laghi, l’acqua cambia forma. Non è più ferma, raccolta, silenziosa. Diventa movimento, rumore, discesa.
Ed è un bel modo per chiudere il cerchio, anche se il percorso non è un anello.
Perché questa escursione è una traversata e va pianificata bene. La traccia Wikiloc è registrata come percorso lineare, quindi prima di partire è importante organizzare il rientro da Carona o valutare con attenzione la logistica. La difficoltà è moderata, ma i 21 km complessivi richiedono comunque abitudine al cammino, gestione dei tempi e una buona lettura della giornata.
È l’itinerario più lungo dei tre, ma anche quello dal passo più contemplativo.
Una lunga camminata tra laghi, rifugi e acqua che scende.
Il tipo di escursione che ti ricorda una cosa semplice: a volte non serve salire tantissimo per sentire la montagna. Serve attraversarla.
SCHEDA TECNICA
- Tipologia: lineare
- Distanza: 21,04 km
- Dislivello positivo: 473 m
- Difficoltà Wikiloc: moderata
- Punto di partenza: Rifugio Laghi Gemelli
Come pianificare le escursioni nelle Alpi Orobie con Wikiloc
C’è una cosa che spesso capisci solo quando sei già sul sentiero.
Avere scelto l’escursione giusta non basta.
Devi sapere dove parte davvero, quanto dislivello ti aspetta, dove cambia pendenza, se il percorso è ad anello o lineare, quali punti attraversa e quanto può diventare impegnativo quando il meteo cambia o il terreno è bagnato.
Per questo, prima di partire, vale la pena aprire la traccia su Wikiloc e guardarla con calma. Non solo per “seguire una linea” sulla mappa, ma per leggere l’escursione prima di viverla: distanza, dislivello, difficoltà, punto di partenza, waypoint e sviluppo del percorso.
Sulle Alpi Orobie questa attenzione fa la differenza.
Lo fa sul giro dei Passi delle Miniere e della Manina, dove alcuni tratti stretti ed esposti richiedono passo sicuro. Lo fa nella salita al Rifugio Coca e al Lago di Coca, dove i chilometri sono pochi rispetto al dislivello. Lo fa ancora di più nella traversata dai Laghi Gemelli a Carona, perché il percorso è lineare e la logistica del rientro va pensata prima.
Wikiloc diventa così uno strumento semplice ma prezioso: ti permette di salvare gli itinerari, consultare la traccia GPS, valutare i dati tecnici e arrivare alla partenza con un’idea più chiara di quello che ti aspetta.
Poi, certo, la montagna farà comunque la sua parte.
Ed è giusto così.
Ma partire informati significa lasciare più spazio alla cosa più bella. Camminare davvero, guardarsi intorno e vivere il sentiero con la testa libera.
Conclusione
Le Alpi Orobie sono una destinazione ideale per chi cerca escursioni vere, varie e ricche di paesaggio.
In questi tre itinerari si passa dai sentieri più panoramici sopra Lizzola alla salita verso il Lago di Coca, fino alla lunga traversata tra i laghi della Val Brembana. Percorsi diversi, adatti a giornate e livelli di allenamento differenti, ma accomunati dalla stessa cosa: portano dentro una montagna autentica, da affrontare con attenzione e rispetto.
Prima di partire, salva la traccia su Wikiloc, controlla distanza, dislivello, meteo e condizioni del percorso.
Poi scegli l’itinerario più adatto a te.
E mettiti in cammino.
