Sardegna
By Alessandra Lanza
06/10/2026

Cammino Minerario di Santa Barbara: cosa mangiare tra mare, miniere e vigneti

Il Cammino Minerario di Santa Barbara attraversa il Sulcis-Iglesiente-Guspinese, nel sud-ovest della Sardegna, tra coste, miniere e campagne. Ecco i prodotti e i piatti da scoprire lungo il percorso: dal tonno rosso di Carloforte al cascà, dalla bottarga al carciofo spinoso, fino al Carignano del Sulcis, passando per formaggi, mustazzeddu, olio, miele e dolci sardi.

Il Cammino Minerario di Santa Barbara è un itinerario di oltre 500 km che si snoda nel territorio del Sulcis-Iglesiente-Guspinese, nel sud-ovest della Sardegna. È percorribile in 30 tappe che si chiudono ad anello, partendo e arrivando a Iglesias, dopo aver attraversato costa, isole minori ed entroterra. Come in ogni cammino, oltre agli incredibili paesaggi e alla storia locale, parte dell’esperienza è ciò che si mangia e si beve durante il tragitto. C’è addirittura un’app che si occupa di raccontare la biodiversità agricola del Cammino, sviluppata con l’obiettivo di stimolare la scoperta del patrimonio turistico, culturale e gastronomico del territorio – e che racconta anche le sue tappe, oltre 8.000 anni di storia che passano dagli antichi percorsi delle miniere, attraverso mulattiere e ferrovie. 

Sapori di mare e di terra: dal tonno alla pecora nera, dall’olio, al carciofo, dal mustazzeddu al pecorino, passando per il Carignano del Sulcis e ai liquori locali. Lungo le tappe del CMSB è possibile partecipare a laboratori di panificazione, mungitura e caseificazione e scoprire tutti i sapori del territorio attraverso degustazioni di vino, olio, miele e formaggi direttamente nelle aziende e dai produttori. Ecco di seguito alcuni dei prodotti che renderanno rifocillarsi un piacere.

Il Mustazzeddu

Lungo tutto il territorio attraversato dal Cammino sopravvive una ricca tradizione di pani preparati con il grano coltivato localmente. Tra le specialità che non potete perdervi, tipica della zona del Sulcis-Iglesiente, c’è senz’altro il mustazzeddu, chiamato anche pani cun tamatiga, cioè il pane con il pomodoro, una sorta di pizza-focaccia farcita, con i bordi ripiegati. Si tratta di una preparazione ottenuta dall’impasto di farina, acqua e lievito, che viene poi farcita con pomodoro, aglio e basilico e poi condito con olio extravergine di oliva. A seconda delle località e delle ricette familiari, può assumere forme e caratteristiche diverse. È una specialità semplice, nata dalla cucina quotidiana e legata alla tradizione dei forni domestici e comunitari del territorio, che si può consumare a tutte le ore. Da provare anche il civraxiu, tipico soprattutto dell’area Sud della Sardegna, e il coccoi, un pane di semola caratterizzato da una lavorazione più elaborata.

Il Carignano del Sulcis e liquori

Il Carignano del Sulcis è uno dei vini più rappresentativi del territorio meridionale attraversato dal Cammino. La sua area di produzione comprende località come Santadi, Nuxis, Sant’Antioco e Calasetta, dove la viticoltura si è adattata anche ai terreni sabbiosi delle zone costiere. Una caratteristica interessante è la presenza di vigneti a piede franco, cioè coltivati su piante che non sono state innestate su portainnesti americani. Il vino diventa così anche un modo per conoscere il paesaggio agricolo del Sulcis e i sentieri del Carignano: in alcune tappe il percorso attraversa o si avvicina a zone coltivate a vite, permettendo di passeggiare tra i filari. Nell’area di Santadi e del Basso Sulcis, il paesaggio dei vigneti si intreccia con quello degli oliveti e delle altre coltivazioni, offrendo un punto di vista diverso rispetto a quello minerario e costiero che caratterizza gran parte del Cammino.

Tra le etichette più note del territorio c’è Terre Brune, Carignano del Sulcis DOC Superiore prodotto dalla Cantina Santadi, visitabile durante il Cammino. Accanto al Carignano, il territorio offre una produzione enologica più ampia: tra le etichette che si possono incontrare nelle degustazioni del territorio ci sono il Solais, spumante Metodo Classico da uve Vermentino, Cala Silente, Vermentino di Sardegna DOC, Pani Loriga, Cannonau di Sardegna DOC, e Latinia, vino ottenuto da uve bianche stramature.

Alla tradizione enologica si affianca quella dei liquori: tra i prodotti più rappresentativi ci sono il mirto e il Villacidro: il Liquorificio Storico Murgia, attivo dal 1882, produce in particolare il Villacidro Giallo e propone anche visite e degustazioni.

L’olio e il miele

Tra le produzioni diffuse in tutta l’isola c’è anche quella di olio extravergine di oliva che, grazie agli oliveti secolari, accompagna molti dei prodotti del territorio, dal pane ai formaggi, dalle verdure alle preparazioni a base di carne e pesce. Nel Sulcis è diffusa anche la produzione di miele, ottenuto dalle fioriture della macchia mediterranea e delle campagne: viene utilizzato sia come prodotto da gustare direttamente sia nella preparazione di diversi dolci tradizionali, spesso insieme a mandorle, ricotta e altri ingredienti della pasticceria sarda. Potrete assaggiare, tra gli altri, amaretti, gueffus e pardulas, pabassinas, pistoccus. A questi si aggiungono preparazioni come il pani ‘e saba, dolce caratteristico della tradizione sarda preparato con la saba, il mosto cotto, spesso arricchito con frutta secca e spezie.

Il tonno rosso di Carloforte e Portoscuso

Iniziamo dal mare: il tonno rosso è uno dei prodotti più rappresentativi della tradizione di Carloforte, sull’isola di San Pietro, dove la pesca del tonno è legata alla storia della comunità tabarchina e alla tradizione della tonnara. Lo si può gustare fresco, ma anche conservato, affumicato o trasformato in diverse preparazioni. Anche Portoscuso, sulla costa del Sulcis, da cui è possibile raggiungere Carloforte via mare, è storicamente legata alla pesca del tonno e alle attività delle tonnare. Dal mare viene anche la bottarga, ottenuta dalla salatura e stagionatura delle uova di muggine o di tonno. È un ingrediente caratteristico della cucina delle comunità costiere sarde e si incontra anche lungo il Cammino, in particolare nell’area di Sant’Antioco e della costa sulcitana.

Il cascà di Carloforte

Tra i prodotti gastronomici più caratteristici dell’isola dopo il mustazzeddu, il cascà proviene dalla tradizione tabarchina (un patrimonio culturale nato dall’incontro tra Liguria, Nord Africa e Sardegna). Il cascà è una variante del cous cous nordafricano: preparato tradizonalmente con semola di grano duro e verdure, rappresenta uno degli esempi più evidenti dell’incontro tra culture mediterranee che caratterizza l’isola.

Il carciofo spinoso di Masainas

Tra Masainas e Giba, nel basso Sulcis, il paesaggio agricolo offre un altro prodotto della terra particolarmente interessante: il carciofo spinoso. La coltivazione del carciofo è radicata nella zona e trova ampio spazio anche nella cucina locale: si consuma sia crudo che cotto e viene impiegato in preparazioni con carne, formaggi e altri prodotti agricoli. L’abbinamento con l’agnello sardo è particolarmente rappresentativo della cucina del territorio.

La pecora nera di Arbus e i formaggi

Ad Arbus il rapporto tra territorio e allevamento è ben rappresentato dalla pecora nera, razza autoctona, tradizionalmente allevata in quest’area e caratterizzata da mantello scuro e dalle corna, che la differenziano dalla tipica “pecora sarda”. Oltre al consumo di carne, il suo allevamento è legato alla produzione di latte, dal quale si ottengono ricotta e formaggi. La razza ha inoltre avuto un ruolo nella tradizione tessile locale: la sua lana nera veniva utilizzata per realizzare l’orbace, tessuto impiegato per abiti e costumi tradizionali e per su saccu, una coperta utilizzata dai pastori.

Passi di gusto 2026, nel mese di ottobre 

Tra ottobre e novembre quest’anno si svolge Passi di Gusto. Come riporta il sito ufficiale, «Si cammina per qualche chilometro dentro un paesaggio che l’uomo ha scavato, coltivato e abitato per secoli; si incontrano lungo la strada le persone che oggi quel paesaggio lo fanno diventare miele, olio, vino, pane, pesce affumicato; e si arriva a tavola con la fame giusta, davanti a un piatto che di quel cammino è il racconto finale. Ogni tappa è una giornata sola, un gruppo alla volta, un ritmo lento. Alla fine ci si siede: a chiudere il cerchio sono gli chef, una stella Michelin tra loro».

Il tema di sabato 10 ottobre, a Buggerru, sarà “Il mare dentro la montagna”, e tra i prodotti protagonisti ci saranno lo spumante Metodo Classico della Cantina Aru, insieme a Tonno affumicato e bottarga di Sarda Affumicati. Domenica 11, invece, i protagonisti saranno il miele, l’olivo e il pane. A fine mese, invece, il 31 ottobre a Nuxis-Santadi verranno percorsi 

otto chilometri e mezzo tra gli oliveti del Basso Sulcis, per arrivare a piedi dentro una delle cantine più premiate di Sardegna, quella di Santadi, e domenica 1 novembre, a Carloforte, il protagonista sarà nuovamente il tonno.

Articolo di
Alessandra Lanza

Giornalista, fotografa, creator, autrice: racconto cose, cammino molto, porto i miei genitori a fare cose che senza di me non farebbero e non bevo. Nel tempo che rimane continuo a camminare!

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