CAMMINO DEI CAPPUCCINI
Il Cammino dei Cappuccini attraversa la dorsale interna delle Marche, muovendosi in una splendida e variegata cornice naturalistica, dove monti, colline e mare si fondono in un unico colpo d’occhio, per scoprire i luoghi legati alla storia delle origini dei Cappuccini e alla loro attualità, potendo incontrare anche i Cappuccini di oggi e venendo accolti nei loro conventi.
Il Cammino ha il suo punto di partenza a Fossombrone (PU), il suo centro a Camerino (MC) – dove si trova il primo convento dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini –, e il suo punto di arrivo al Santuario di San Serafino ad Ascoli Piceno. È un percorso molto ricco sotto il profilo spirituale, storico, artistico e naturalistico, e molto impegnativo dal punto di vista fisico, a causa della fisionomia dell’entroterra delle Marche che presenta un continuo alternarsi di saliscendi, con numerose tappe dai dislivelli importanti.
Il cammino passa in eremi nascosti in boschi selvaggi, in conventi francescani collocati ai margini delle città, in monasteri dalla millenaria sapienza, in armoniose abbazie romaniche, luoghi intrisi di spirito e di storia, tutti legati da un filo di strade che si srotolano su dolci colline e montagne selvatiche. I sentieri attraversano piccoli borghi storici e città preziose, ma mai troppo grandi; di metropoli le Marche sono prive per ragioni legate alla storia e ancor più per vocazione, perché il suo abitante si pensa avvolto e protetto dalla terra che lo circonda, coltivandola senza dominarla.
Il cammino può essere fatto tutto in una volta, o suddiviso in due o più parti. Ad esempio: da Fossombrone a Camerino (10 giorni), e poi da Camerino ad Ascoli Piceno (7 giorni); oppure lo si può suddividere in tre parti: da Fossombrone a Fabriano (5 giorni), da Fabriano a Camerino (5 giorni) e infine da Camerino ad Ascoli Piceno (7 giorni).
STORIA
Il Cammino dei Cappuccini offre al pellegrino l’occasione di ripercorre l’affascinante storia che segna la nascita della vitalissima riforma francescana dei Frati Cappuccini, che esplose nelle Marche nella prima metà del ‘500 e divenne nei secoli successivi fino ad oggi uno dei più importanti ordini religiosi al mondo.
Oggi i Cappuccini sono più di 10.000 nel mondo, diffusi nei 5 continenti e in 110 nazioni, ma, nonostante la grande diffusione dell’Ordine, pochissimi conoscono la loro storia, decisamente avventurosa e coinvolgente.
SEGNALETICA
Il cammino è segnalato in maniera regolare e puntuale lungo tutto il percorso.
LOGISTICA E TRASPORTI
Il Cammino dei Cappuccini è un itinerario lineare che parte dal Convento dei Cappuccini di Fossombrone, sul Colle dei Santi, e termina al Santuario di San Serafino da Montegranaro ad Ascoli Piceno. Dal punto di vista organizzativo va tenuto presente un dettaglio importante: il convento di partenza si trova circa 3 km sopra Fossombrone e per raggiungerlo dal centro occorrono circa 45 minuti a piedi.
COME RAGGIUNGERE IL PUNTO DI PARTENZA
IN AUTO
Per chi viene dalla costa adriatica:
dall’autostrada A14 uscita Fano e poi prendere la SS73 Bis per Fossombrone.
Uscire a Fossombrone Est e seguire la direzione Fossombrone.
Per chi viene dalla costa tirrenica:
> da nord: arrivare fino ad Arezzo. Poi Città di Castello, Apecchio, Piobbico, Acqualagna, Fossombrone;
> da sud: arrivare fino a Perugia. Poi Gubbio, Cagli, Acqualagna, Fossombrone.
IN BUS
Per chi viene dalla costa adriatica: arrivare a Fano e da lì prendere gli autobus della Adriabus che ogni mezz’ora circa partono per Fossombrone. Per gli orari di partenza degli autobus, vedi l’orario.
Per chi viene dalla costa tirrenica:
> da Roma: lunedì, mercoledì, venerdì e domenica c’è un bus della Amibus che parte da Roma Tiburtina (box 15) alle 16.00 e arriva Fossombrone alle 19.45 (cambio ad Acqualagna).
> da Roma: c’è anche la Roma-Marche linee (RML) che parte tutti i giorni ed arriva ad Ancona (FlixBus).
Da Ancona si può prendere il treno per Fano stazione e da lì l’autobus per Fossombrone.
IN TRENO
Verificare sempre gli orari dei tresi sul sito di Trenitalia
Per chi viene dalla costa adriatica:
si arriva in treno fino a Fano Stazione. Da lì partono l’autobus Adriabus per Fossombrone (7.40 – 12.40 – 16.40 – 20.40). Chi volesse usufruire di autobus che partono in altri orari può arrivare a piedi fino Fano il Pincio (circa 1 km) e da lì prende l’autobus (25R Linea rossa) per Fossombrone che parte circa ogni mezz’ora (dalla
prima alle ore 6.00 del mattino fino all’ultima alle ore 20.35 della sera). Per saperne di più consultare il sito Adriabus.
Per chi viene dalla costa tirrenica:
> da nord:
treno con destinazione Bologna. A Bologna cambio treno per Fano. A Fano prendere l’autobus per Fossombrone.
> da centro-sud:
treno con destinazione Ancona (o Falconara Marittima) e poi da Ancona (o Falconara Marittima) cambiare treno per Fano. A Fano prendere l’autobus per Fossombrone. Per gli orari di partenza degli autobus da Fano, vedere sito Adriabus.
COME TORNARE DA FOSSOMBRONE A CAMERINO
IN BUS
Da Camerino si prende l’autobus per Fabriano
Orari di partenza:
5,50 – 6,15 – 6,40 – 8,00 – 11,55 – 12,50 – 13,35 – 16,50 – 19,40.
Per informazioni su questa prima tratta:
Contram mobilità: 0737 616846 oppure numero verde: 800 037 737.
Da Fabriano poi un secondo autobus parte per Fossombrone (orari di partenza da Fabriano “Terminal Dante”: 12.40 e 13.30).
Per informazioni: Adriabus 0722 376738 oppure numero verde 800 664 332.
In alternativa, si può prendere l’autobus per Civitanova (orari di partenza: 6,20 – 11,30 – 14,00 – 16,00). A Civitanova si cambia treno con direzione Fano e a Fano si prende l’autobus per Fossombrone. Per gli orari di partenza degli autobus da Fano, vedi il sito Adriabus.
IN TRENO
Da Camerino prendere l’autobus trasporto pubblico fino alla stazione di Castelraimondo (per gli orari consultare il sito Contram.
Da lì si prende il treno per Ancona o Albacina. Poi cambio treno per Fano e a Fano l’autobus per Fossombrone. Per gli orari di partenza degli autobus da Fano, vedi gli orari.
COME RAGGIUNGERE CAMERINO (PER CHI INIZIA LA SECONDA PARTE DEL CAMMINO)
IN AUTO
Per chi viene dalla costa adriatica:
> da nord: prendere Autostrada A14 e uscire ad Ancona nord. Poi percorrere la SS76 fino a Fabriano. Da lì prendere la SP 256 che passa per Cerreto d’Esi, Matelica, Castelraimondo e arriva a Camerino.
> da sud: prendere Autostrada A14 e uscire a Civitanova Marche. Da lì percorrere la SS 77 fino all’uscita per Camerino.
Per chi viene dalla costa tirrenica: arrivare fino a Foligno e poi prendere la SS 77 fino all’uscita per Camerino.
IN BUS
Per chi viene dalla costa adriatica:
arrivare ad Ancona o a Civitanova Marche e da lì prendere l’autobus di linea Contram per Camerino vedere orari Contram.
Tuttavia, da Ancona o Civitanova Marche si può con meno tempo raggiungere la stazione di Castelraimondo e da lì prendere l’autobus per Camerino.
Per chi viene dalla costa tirrenica:
> da nord: arrivare a Perugia e da Perugia prendere l’Autobus fino a Camerino (Linee Contram) oppure a Foligno e da Foligno a Camerino (Roma-Marche
linee).
da Roma: c’è un autobus giornaliero che parte da Roma Tiburtina (fermate a Orte, Terni, Spoleto, Foligno) e arriva a Camerino. In genere parte alle 12.50 e arriva a Camerino alle 16.00. Consulta orario Contram.
IN TRENO
Per chi viene dalla costa adriatica: arrivare alla stazione di Civitanova Marche. Cambio treno con destinazione Castelraimondo. Da Castelraimondo prendere l’autobus fino a Camerino, vedi orari Contram.
Per chi viene dalla costa tirrenica:
arrivare a Foligno e da Foligno cambiare treno con destinazione Castelraimondo.
Da Castelraimondo prendere l’autobus fino a Camerino, vedi orari.
COME RAGGIUNGERE CAMERINO DA ASCOLI PICENO
IN AUTO
Per chi viene dalla costa adriatica:
> da nord: prendere Autostrada A14 e uscire ad Ancona nord. Poi percorrere la SS76 fino a Fabriano. Da lì prendere la SP 256 che passa per Cerreto d’Esi, Matelica, Castelraimondo e arriva a Camerino.
> da sud: prendere Autostrada A14 e uscire a Civitanova Marche. Da lì percorrere la SS 77 fino all’uscita per Camerino.
Per chi viene dalla costa tirrenica: arrivare fino a Foligno e poi prendere la SS 77 fino all’uscita per Camerino.
IN BUS
Per chi viene dalla costa adriatica:
arrivare ad Ancona o a Civitanova Marche e da lì prendere l’autobus di linea Contram per Camerino vedere orari Contram.
Tuttavia, da Ancona o Civitanova Marche si può con meno tempo raggiungere la stazione di Castelraimondo e da lì prendere l’autobus per Camerino.
Per chi viene dalla costa tirrenica:
da nord: arrivare a Perugia e da Perugia prendere l’Autobus fino a Camerino (Linee Contram) oppure a Foligno e da Foligno a Camerino (Roma-Marche
linee).
da Roma: c’è un autobus giornaliero che parte da Roma Tiburtina (fermate a Orte, Terni, Spoleto, Foligno) e arriva a Camerino. In genere parte alle 12.50 e arriva a Camerino alle 16.00. Consulta orario Contram.
IN TRENO
Per chi viene dalla costa adriatica: arrivare alla stazione di Civitanova Marche. Cambio treno con destinazione Castelraimondo. Da Castelraimondo prendere l’autobus fino a Camerino, vedi orari Contram.
Per chi viene dalla costa tirrenica:
arrivare a Foligno e da Foligno cambiare treno con destinazione Castelraimondo.
Da Castelraimondo prendere l’autobus fino a Camerino, vedi orari.
TRASPORTO PRIVATO
ACQUA
Lungo tutto il Cammino, oltre a bar, ristoranti e privati, che gentilmente permettono di riempire una borraccia, ci sono numerose fonti d’acqua a cui attingere. Le uniche tappe in cui occorre rifornirsi di acqua alla partenza sono la prima parte della settima tappa, da Poggio San Romualdo all’Abbazia di Sant’Urbano e quella seguente da Cupramontana a Cingoli.
SERVIZI
La maggior parte delle cittadine attraversate dal cammino sono dotate di supermercati, ristoranti, luoghi in cui dormire e farmacie. Di seguito i luoghi dotati di questi servizi:
Fossombrone, Gola del Furlo (no farmacia), Cagli, Frontone, Fabriano, Cupramontana, Cingoli, San Severino, Camerino, Fiastra, Sarnano, Montefortino, Amandola, Montefalcone Appennino (no farmacia), Force, Rotella (no farmacia), Castignano, Offida, Appignano del Tronto, Ascoli Piceno.
PERICOLI
Non ci sono particolari pericoli. In alcune tappe più montuose i sentieri semplicemente diventano più impervi sia in salita che in discesa e scivolosi in caso di pioggia. Nei mesi strettamente invernali, le tappe montuose potrebbero passare in zone innevate. Nelle ultime tappe del cammino, occorre un occhio di riguardo per i cani pastori che controllano le greggi.
FONDO STRADALE
Il criterio di fondo nel tracciare il cammino è stato quello di evitare il più possibile l’asfalto. La percentuale è di 70% sterrato, 30% asfalto.
CREDENZIALE E TESTIMONIUM
Il cammino dei Cappuccini fornisce una credenziale, che può essere ritirata direttamente al punto di partenza, il convento di Fossombrone (tel. 0721 714370) o, per chi decidesse di percorrere la seconda parte del cammino, al convento di Camerino (tel. 0737 644480): è necessario contattare prima i due conventi o scrivere una mail a camminodeicappuccini@gmail.com. Chi decidesse di partire da altri punti potrà ricevere la credenziale direttamente a casa. A tutti è chiesto di compilare il form presente nel sito del cammino nella parte inerente la credenziale. La credenziale si timbra nei luoghi di fine tappa in cui ci si ferma a dormire (non nei luoghi intermedi) o nei bar, pro loco, punti IAT indicati nel sito per ogni tappa.
Insieme alla credenziale, nella quale vengono apposti dei bellissimi timbri artistici, al pellegrino viene donato un ciondolo di legno con l’icona del cammino dei cappuccini e al termine, che sia Camerino o Ascoli Piceno, viene rilasciato un Testimonium. Non c’è un prezzo stabilito per questo né per la credenziale, né per il ciondolo o il Testimonium, ma un’offerta è gradita per aiutare a sostenere le spese di manutenzione del cammino.
IN TENDA
In alcuni casi è possibile utilizzare i camping presenti nelle tappe (es. Gola del Furlo, Frontone, San Lorenzo al Lago, Montefortino) oppure in spazi liberi in cui non sono necessarie autorizzazioni (es. Poggio San Romualdo).
CONTATTI
Per qualsiasi informazione potete scrivere a: camminodeicappuccini@gmail.com o contattare il numero: 334 3845138
TAPPA 01: FOSSOMBRONE - GOLA DEL FURLO
Partenza: Fossombrone
Arrivo: Gola del Furlo
Distanza: 20.5 km
Dislivello: +755 m / – 894 m
Il cammino prende avvio dal Convento dei Cappuccini di Fossombrone. Il percorso si sviluppa tra tratti sterrati e asfaltati, attraversando colline, vigneti e campagne aperte, con splendidi scorci sulla valle del Metauro e sulle montagne che fanno da cornice alla Gola del Furlo. L’itinerario alterna sezioni facili e piuttosto lineari ad altre più impegnative, in particolare nei tratti argillosi e lungo i sentieri della seconda parte, dove si affronta la salita verso il Monte Pietralata.
Una volta giunti in prossimità della gola, il pellegrino può scegliere tra due alternative. La prima è il percorso più semplice, che segue il corso del fiume, attraversa la Gola del Furlo e conduce alla meta in circa 14 km. La seconda è la variante alta, più faticosa ma anche più panoramica, che sale sul Monte Pietralata e regala viste spettacolari sulla gola e sulla Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo.
Entrambe le opzioni portano infine al paese del Furlo, conclusione della prima tappa.
Da sapere prima di partire
Il Convento dei Cappuccini di Fossombrone si trova a circa 3 km dal centro abitato e si raggiunge in circa 45 minuti a piedi. I frati accolgono i pellegrini a partire dalle ore 17.00, quindi non è utile arrivare in anticipo. Chi ha in programma di pernottare in convento può approfittarne per visitare prima Fossombrone e scoprirne il patrimonio storico e artistico.
Chi invece sceglie di dormire in città può salire al convento il mattino successivo e partecipare alla messa delle 7.30. Al termine della celebrazione, i frati consegnano la credenziale e il ciondolo del cammino, impartendo anche la benedizione ai pellegrini sotto la grande croce.
Da non perdere
Prima di salire al convento, vale la pena dedicare un po’ di tempo alla visita di Fossombrone. Il Corso Garibaldi, la Chiesa di San Filippo, il Ponte della Concordia, il Museo Archeologico, la Pinacoteca Civica, la Casa Museo Quadreria Cesarini e le Marmitte dei Giganti, queste ultime poco fuori città, rappresentano tappe molto interessanti.
Una volta arrivati alla Gola del Furlo, merita sicuramente una visita anche la suggestiva Abbazia di San Vincenzo al Furlo.
Informazioni
FOSSOMBRONE
Punto IAT
Piazza Dante 23
Tel: 0721-72.32.63 / 340-82.45.162
Mail: puntoiat@comune.fossombrone.ps.it
Sito: visitfossombrone.it
GOLA DEL FURLO
Punto IAT Riserva del Furlo
Via Flaminia, Furlo
Tel: 0721-70.00.41 / 329-83.18.698
Mail: riservafurlo@provincia.ps.it
Sito: www.riservagoladelfurlo.it
MARCHE&BIKE
Via Furlo 9 – Parco La Golena, Furlo
Per trasporto bagagli e servizio navetta nelle prime tappe
Tel: 342-52.95.769
Mail: prenotazioni@marcheandbike.it
Sito: www.marcheandbike.it
TAPPA 02: GOLA DEL FURLO - CAGLI
Partenza: Gola del Furlo
Arrivo: Cagli
Distanza: 21.4 km
Dislivello: +838 m / – 748 m
La seconda tappa segue un tracciato che corre tra le vallate del Candigliano e del Burano, con un andamento mosso fatto di salite e discese che toccano il monte Varco, la valle del fosso Cherio, il monte Martello e la piana di Cagli. Il paesaggio cambia più volte lungo il cammino, alternando campi coltivati, pinete e zone boscate, con scorci frequenti sui monti Catria e Acuto.
A metà percorso si incontra il Santuario di Santa Maria delle Stelle, luogo di grande fascino e raccoglimento, ideale per una pausa di silenzio, preghiera e contemplazione. L’ultima parte della tappa scende poi verso Cagli, città ricca di storia e tradizione, dove sul colle si trova l’antico Convento dei Cappuccini, meta semplice e accogliente che mantiene vivo il legame con la presenza francescana di questo territorio.
Da sapere prima di partire
L’unico punto di ristoro lungo la tappa è l’Agriturismo Ca’ Pierello, situato circa 9 km dopo la partenza. Qui si trova anche una fonte d’acqua e un’accoglienza familiare e generosa. È consigliabile contattare la struttura prima di mettersi in cammino, così da poter eventualmente prenotare qualcosa da mangiare, al numero 333-33.15.904.
Nei periodi primaverili e autunnali è bene verificare, tramite il tracciato disponibile sull’App Walk+, che il guado del fiume nel fosso Screbia, intorno al 14° km, sia effettivamente praticabile. In caso contrario, occorre seguire la variante alternativa che scende verso Smirra.
Da non perdere
A metà tappa, sul monte Martello, si trova il Santuario di Santa Maria delle Stelle, luogo frequentato fin dal Medioevo da viandanti e pellegrini. Per poterlo visitare è necessario contattare con un certo anticipo la signora Mariella al numero 328-57.21.445.
Una volta arrivati a Cagli, merita una sosta, e volendo anche il pernottamento, il Convento dei Frati Cappuccini, esempio significativo della prima architettura cappuccina. In città vale la pena visitare anche il Palazzo Pubblico del 1289, affacciato sulla piazza principale, il Teatro storico e diverse chiese di grande interesse come San Domenico, Sant’Angelo Minore, San Bartolomeo e San Giuseppe.
Informazioni
SANTA MARIA DELLE STELLE
Loc. Monte Martello
Per visite al Santuario, telefonare con anticipo al 328-57.21.445
CAGLI
Punto IAT
Via Alessandri 4
Tel: 0721-78.07.73
Mail: iat.cagli@gmail.com
Sito: www.visitcagli.it
TAPPA 03: CAGLI - MONASTERO DI FONTE AVELLANA
Partenza: Cagli
Arrivo: Monastero di Fonte Avellana
Distanza: 20.9 km
Dislivello: +951 m / – 543 m
La terza tappa non presenta una distanza particolarmente lunga, ma richiede comunque un buon impegno fisico per via del dislivello importante. Il percorso attraversa borghi antichi, boschi raccolti e panorami ampi che si aprono verso il Castello di Frontone e il massiccio del Catria. Dopo circa 14 km si raggiunge Frontone, che rappresenta un ottimo punto di sosta sia per chi desidera spezzare la tappa in due giorni, sia per chi preferisce concedersi una pausa prima di affrontare la seconda parte del cammino.
L’itinerario alterna strade brecciate e sentieri nel bosco, toccando luoghi ricchi di memoria come Paravento, segnato da vicende storiche significative, e offrendo lungo il tragitto diversi punti d’acqua e piccole occasioni di ristoro. Salendo verso il monte Roma, il paesaggio si fa via via più aperto e contemplativo. L’ultimo tratto, quasi pianeggiante, accompagna con maggiore dolcezza fino a località La Forchetta, da cui si aprono splendide vedute sul Monastero di Fonte Avellana, immerso tra faggete e noccioleti. È un arrivo raccolto, che invita naturalmente al silenzio, alla preghiera e al riposo.
Da sapere prima di partire
Può accadere che, per esigenze della comunità monastica, non sia sempre possibile pernottare al Monastero di Fonte Avellana. In questo caso si possono considerare due alternative. La prima è fermarsi a dormire a Frontone, che si trova circa 14 km dopo Cagli, e riprendere il cammino il giorno successivo in direzione di Pascelupo. La seconda è scegliere l’Ostello Fronte del Parco di Isola Fossara, situato circa 8 km oltre il monastero e contattabile al numero 331-77.57.046. La struttura mette a disposizione anche un servizio navetta, utile per recuperare il pellegrino a Fonte Avellana e riportarlo sul tracciato il mattino seguente.
Da non perdere
A Frontone, soprattutto per chi decide di sostare in paese, merita una visita il borgo medievale posto nella parte alta dell’abitato, con i suoi vicoli caratteristici e il suggestivo Castello della Porta dell’XI secolo. Di interesse anche la Torre Civica, la Chiesa di Santa Maria Assunta e la Chiesa della Madonna del Soccorso.
Il luogo di maggiore rilievo della tappa resta però il Monastero di Fonte Avellana, antico cenobio benedettino fondato nel X secolo e citato anche da Dante. All’interno del complesso meritano particolare attenzione la chiesa romanica, la cripta e soprattutto il celebre Scriptorium, autentico capolavoro di architettura e luce, nonché cuore spirituale del monastero.
Informazioni
FRONTONE
Punto IAT
Piazza del Municipio 19
Tel: 380-13.77.626
Mail: puntoiat.frontone@gmail.com
Sito: www.montecatria.com
MONASTERO DI FONTE AVELLANA
Tel: 0721-73.02.61
Mail: info@fonteavellana.it
Foresteria: foresteria@fonteavellana.it
Sito: fonteavellana.it
ISOLA FOSSARA
Ostello Fronte del Parco
Loc. San Benedetto
Tel: 331-77.57.046
Servizio navetta disponibile
TAPPA 04: MONASTERO DI FONTE AVELLANA - PASCELUPO
Partenza: Monastero di Fonte Avellana
Arrivo: Pascelupo
Distanza: 13.4 km
Dislivello: +607 m / – 759 m
Questa tappa si lascia alle spalle il raccoglimento di Fonte Avellana per entrare subito in un ambiente boschivo, fatto di saliscendi, radure aperte e tratti più selvaggi ai piedi delle pareti del Catria. Il cammino segue in parte il tracciato del Sentiero Italia, attraversando faggete e pascoli montani che offrono scorci ampi sulla vallata e sui piccoli borghi disseminati nel paesaggio.
La discesa verso Piano Sant’Angelo e i prati di Pian delle Quaglie, all’interno del Parco regionale del Monte Cucco, accompagna gradualmente verso scenari più aperti e luminosi, fino a raggiungere Isola Fossara, dove è possibile fermarsi per una sosta o per il pernottamento. Nell’ultima parte della tappa il percorso risale con pendenza dolce verso Coldipeccio e poi scende a Pascelupo, antico borgo incastonato tra boschi e forre, soglia naturale di un territorio severo, contemplativo e ricco di memorie legate all’eremitismo.
Da sapere prima di partire
Questa è la tappa più breve dell’intero cammino, con i suoi 13,4 km, e può quindi essere affrontata senza fretta. Prima di partire, conviene dedicare un po’ di tempo alla visita del Monastero di Fonte Avellana e del suo patrimonio storico e spirituale.
Una volta in cammino, raggiunta la parte alta sotto la dorsale orientale del monte Catria, a circa 960 metri di quota, vale la pena concedersi una sosta per godere con calma di uno dei panorami più belli di tutto l’itinerario. In caso di maltempo, invece, è consigliabile evitare la salita sul monte e optare per il percorso più sicuro lungo la SP Avellana e successivamente la SP di Isola Fossara.
Da non perdere
A Isola Fossara, circa 8 km dopo Fonte Avellana, merita una sosta l’Ostello Fronte del Parco, sia per rifocillarsi sia per respirare la storia del luogo, oltre che eventualmente per il pernottamento.
Chi invece prosegue e raggiunge Pascelupo con buon anticipo può allungare leggermente il percorso per visitare la suggestiva Forra di Rio Freddo, situata circa 1,5 km oltre il paese. Non è invece consigliata la salita all’Eremo di San Girolamo, abitato dagli Eremiti Camaldolesi di Monte Corona, poiché attualmente il sito non è visitabile.
Informazioni
ISOLA FOSSARA
Ostello Fronte del Parco
Loc. San Benedetto
Tel: 331-77.57.046
Servizio navetta disponibile
PASCELUPO
Sito: turismo.comune.scheggiaepascelupo.pg.it
TAPPA 05: PASCELUPO - FABRIANO
Partenza: Pascelupo
Arrivo: Fabriano
Distanza: 25.8 km
Dislivello: +715 m / – 927 m
La prima parte della tappa si sviluppa lungo la dorsale orientale del Monte Cucco, tra boschi fitti e sentieri ombreggiati che accompagnano il corso del Rio Freddo, fino a raggiungere il punto panoramico da cui si apre la vista sull’Eremo di San Girolamo. Il cammino è arricchito da piccole sorprese naturali, come la cascata dello Sturo della Piscia, e da borghi rurali come Piaggiasecca, che introducono gradualmente verso l’Abbazia di San Cassiano, raggiunta intorno al 15° km e ottimo luogo per una sosta intermedia.
Da qui il percorso prosegue con andamento più dolce su strade sterrate e carrarecce, attraversa la zona di Marischio e si avvicina progressivamente a Fabriano. L’ultimo tratto si svolge lungo le vie della città e conduce fino al cuore del centro storico, dove il pellegrino trova accoglienza, servizi e un patrimonio storico ancora molto vivo.
Da sapere prima di partire
Nei periodi più piovosi è opportuno verificare prima della partenza le condizioni del guado che si incontra subito sotto Pascelupo. Se non dovesse essere attraversabile, è consigliabile seguire la variante che passa per la frazione di San Felice, segnalata nell’App Walk+.
La tappa è piuttosto lunga. Pur essendo presenti numerose fonti d’acqua, mancano punti di ristoro e veri luoghi di sosta lungo il percorso. Per questo è bene partire con il necessario per mangiare, a meno che non si contatti in anticipo il Bar Alimentari Scotini, al numero 0732-73.299, accordandosi per ricevere il pranzo nella frazione di Vallina, che si incontra circa 13 km più avanti.
Partire presto al mattino è una buona scelta anche per avere il tempo di visitare con calma Fabriano, storica città legata alla tradizione della carta.
Da non perdere
Dopo circa 5 km dall’inizio della tappa si incontra la cascata dello Sturo della Piscia, un salto d’acqua di oltre 15 metri che crea un ambiente suggestivo, fatto di riflessi, umidità e colori mutevoli. A Piaggiasecca si attraversa un piccolo museo a cielo aperto dedicato alla civiltà contadina, con vicoli animati da antichi strumenti di lavoro che raccontano la memoria del luogo.
Intorno al 15° km si raggiunge l’Abbazia di San Cassiano, complesso benedettino fondato tra XI e XIII secolo, che colpisce per la sua architettura sobria in pietra, per la facciata essenziale e per la cripta, raccolta e particolarmente suggestiva.
Una volta arrivati a Fabriano, il centro storico medievale merita senz’altro una visita approfondita. Tra i luoghi più interessanti spiccano la Fontana Sturinalto, la Cattedrale di San Venanzio, la Pinacoteca Civica e l’Oratorio della Carità.
Informazioni
FABRIANO
Punto IAT
Piazza del Comune 38
Tel: 0732-70.94.24
Mail: iat.fabriano@regione.marche.it
Sito: visitfabriano.it
PARCO NATURALE GOLA DELLA ROSSA E DI FRASASSI
Sito: www.parcogolarossa.it
TAPPA 06: FABRIANO - POGGIO SAN ROMUALDO
Partenza: Fabriano
Arrivo: Poggio San Romualdo
Distanza: 24.2 km
Dislivello: +1148 m / – 532 m
Questa è una delle tappe più impegnative del Cammino, sia per la distanza sia per il dislivello, che si concentra soprattutto nella seconda parte del percorso. Lasciati alle spalle i paesaggi più dolci intorno a Fabriano, il cammino attraversa campagne e strade brecciate fino a raggiungere Cerreto d’Esi e Albacina, due centri che possono rappresentare una comoda sosta intermedia e offrire anche l’occasione per una visita.
Da qui inizia la salita più dura dell’intero Cammino dei Cappuccini, un’ascesa che si svolge nel silenzio del bosco e conduce progressivamente verso l’ambiente più raccolto e severo della montagna. Tra sentieri ombreggiati e scorci che si aprono sempre di più sul paesaggio circostante, si incontra l’Eremo di Santa Maria dell’Acquarella, luogo di quiete e raccoglimento. L’ultima parte richiede costanza e passo regolare, ma accompagna infine verso i prati alti e l’arrivo a Poggio San Romualdo.
Da sapere prima di partire
Dal momento che le tappe 4, 5 e 6 risultano particolarmente impegnative, il pellegrino può valutare, in questa giornata, di fermarsi in uno dei centri intermedi, come Cerreto d’Esi, dopo circa 10 km, o Albacina, dopo circa 12 km. Questa scelta consente di recuperare energie e di dedicare più tempo, al mattino, alla visita di Fabriano e all’atmosfera dei piccoli borghi attraversati.
In alternativa, è possibile raggiungere Cerreto d’Esi direttamente in treno da Fabriano e partire da lì. Una volta arrivati a Poggio San Romualdo, è importante aver verificato con anticipo la disponibilità del pernottamento presso una delle strutture della zona.
Da non perdere
Cerreto d’Esi conserva un importante impianto medievale, con il castello, la caratteristica torre cilindrica inclinata e il Torrione dell’Agostino, inseriti in un tessuto di vicoli storici e chiese che custodiscono opere d’arte di rilievo, come la Collegiata di Santa Maria della Piazza con il crocifisso di fra Paolo da Chioggia.
Anche Albacina, che vanta origini romane e medievali, conserva resti del castello e luoghi di culto significativi, tra cui le chiese di San Venanzo e di Santa Maria della Piazza, legate alla devozione locale e alla storia religiosa del territorio.
L’Eremo di Santa Maria dell’Acquarella, immerso nel bosco, è uno dei luoghi più evocativi della tappa ed è strettamente connesso alle origini dell’esperienza cappuccina. Poggio San Romualdo, infine, posto sull’altura omonima, conserva tracce del castello e richiama la memoria di san Romualdo, fondatore dell’Abbazia di San Salvatore. È un luogo di pace, silenzio e ampi panorami, molto apprezzato anche come meta di villeggiatura estiva.
Informazioni
CERRETO D’ESI
Punto IAT
Piazza Lippera 4
Tel: 0732-67.90.00
Sito: www.visitcerretodesi.it
PARCO NATURALE GOLA DELLA ROSSA E DI FRASASSI
Sito: www.parcogolarossa.it
TAPPA 07: POGGIO SAN ROMUALDO - CUPRAMONTANA
Partenza: Poggio San Romualdo
Arrivo: Cupramontana
Distanza: 24.9 km
Dislivello: +787 m / – 1218 m
Questa è una tappa lunga, impegnativa e tra le più dense di significato dell’intero Cammino. Da Poggio San Romualdo si scende verso l’Abbazia di Valdicastro, luogo profondamente legato alla figura di san Romualdo e immerso in un contesto naturale silenzioso e raccolto. Il percorso continua poi tra boschi, antiche mulattiere e tratti panoramici, fino a raggiungere la splendida Abbazia romanica di Sant’Urbano, che rappresenta un punto ideale per una pausa.
Nell’ultima parte il cammino attraversa campi e colline in direzione di Cupramontana, incontrando lungo il tragitto gli antichi eremi dei Frati Bianchi e dei Frati Neri, testimonianze di una spiritualità appartata, essenziale e profondamente radicata nel territorio. È una tappa che richiede energia, attenzione e buon passo, ma che restituisce molto in termini di bellezza, storia e occasioni di raccoglimento.
Da sapere prima di partire
Lungo questa tappa non si trovano punti di ristoro, perciò è necessario partire con una scorta adeguata di cibo. Se aperto all’orario di partenza, può essere utile rifornirsi presso il piccolo bar ristoro che si trova sul retro dell’Abbazia di Valdicastro.
All’interno dei terreni dell’abbazia è bene prestare particolare attenzione, perché la segnaletica può risultare poco evidente, soprattutto nei pressi del laghetto. In questo tratto conviene seguire con cura la guida e, quando possibile, affidarsi anche alle tracce GPX o all’App Walk+.
Da non perdere
Questa è probabilmente la tappa più ricca di abbazie ed eremi di tutto il cammino. Poco dopo la partenza si incontra l’Abbazia di Valdicastro, luogo di grande fascino spirituale e storico, strettamente legato a san Romualdo, che qui visse a lungo e morì nel 1027.
Intorno al 13° km si raggiunge l’Abbazia di Sant’Urbano, ottimo punto di sosta grazie alla presenza di acqua e servizi igienici. È il luogo ideale per fermarsi a mangiare e visitare una delle più belle testimonianze romaniche del territorio, risalente ai secoli X-XI e normalmente aperta ai visitatori.
Verso la fine del percorso, immerso nel bosco, si incontra l’Eremo dei Frati Bianchi, antico complesso dell’XI secolo scavato nella roccia, abitato nel tempo da monaci, fraticelli e camaldolesi. Proprio qui maturarono anche passaggi importanti per la nascita dell’Ordine cappuccino. Poco oltre si trova l’Eremo dei Frati Neri, legato invece alla presenza degli osservanti francescani e custode del corpo del beato Giovanni Righi, figura esemplare di vita eremitica e penitenza.
Informazioni
ABBAZIA DI VALDICASTRO
Loc. Valdicastro, 31
Tel: 328-15.10.039
Sito: valdicastro.it
ABBAZIA DI SANT’URBANO
Contrada Sant’Urbano 3, Apiro
Sito: vallesanclemente.it
CUPRAMONTANA
Punto IAT
Via Leopardi 1
Tel: 0731-78.01.99
Sito: www.turismocupramontana.com
TAPPA 08: CUPRAMONTANA - CINGOLI
Partenza: Cupramontana
Arrivo: Cingoli
Distanza: 21.6 km
Dislivello: +694 m/ – 567 m
Questa è una tappa di media difficoltà, resa più impegnativa soprattutto da alcune salite concentrate nella seconda parte, da affrontare con passo regolare e senza fretta. Il percorso si snoda in un paesaggio aperto e panoramico, tra campi coltivati e colline armoniose, offrendo due possibili luoghi di sosta lungo il cammino. Il primo è Apiro, dove è possibile rifornirsi, fermarsi per mangiare o anche pernottare. Poco oltre si incontra invece il Lago di Cingoli, meta ideale per una pausa rigenerante immersa nella natura.
Da qui il tracciato prosegue tra strade brecciate e sentieri nel sottobosco fino a raggiungere Cingoli, conosciuta come il “Balcone delle Marche” per l’ampiezza del panorama che si apre dal suo centro abitato, tra mare, colline e rilievi montani. È una tappa varia e piacevole, capace di alternare natura, piccoli centri e ampie vedute, accompagnando il pellegrino in un cammino disteso e ricco di scorci.
Da sapere prima di partire
È utile mettere in conto un po’ di tempo in più per visitare Apiro e concedersi una pausa rilassante nei pressi del Lago di Cingoli. Poiché Cingoli è una località turistica, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza conviene prenotare il pernottamento con anticipo.
Da non perdere
Lungo questa tappa si incontrano luoghi di notevole interesse storico, artistico e paesaggistico. Poco dopo aver lasciato Cupramontana si raggiunge l’Abbazia del Beato Angelo, fondata dai camaldolesi, che conserva il corpo del monaco martire Angelo da Massaccio e un chiostro particolarmente suggestivo.
Ad Apiro meritano una visita la Collegiata di Sant’Urbano, con il suo organo settecentesco, il Palazzo Comunale, che custodisce un trittico di Allegretto Nuzzi, e il Teatro Mestica, sede del festival internazionale del folklore Terranostra.
Una volta arrivati a Cingoli, vale la pena visitare la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la Chiesa di San Esuperanzio e la Chiesa di San Filippo, tra i principali luoghi d’interesse del centro storico.
Informazioni
APIRO
Pro Loco
Piazza Baldini 11
Tel: 333-12.15.710
Mail: proloco.apiro@libero.it
Sito: turismo.comune.apiro.mc.it – www.festivalterranostra.it
CINGOLI
Punto IAT
Via Ferri 17
Tel: 733-60.24.44
Mail: iat.cingoli@regione.marche.it
TAPPA 09: CINGOLI - SAN SEVERINO MARCHE
Partenza: Cingoli
Arrivo: San Severino marche
Distanza: 28.3 km
Dislivello: +820 m/ – 1221 m
La nona tappa è la più lunga dell’intero Cammino e richiede quindi passo costante, buona gestione delle energie e qualche sosta ben distribuita lungo il percorso. La fatica è però compensata da paesaggi molto aperti e da vedute di grande respiro. Il cammino alterna strade bianche, tratti nel bosco, salite e discese fino a raggiungere il Cristo delle Marche, punto particolarmente scenografico da cui lo sguardo spazia dall’Adriatico all’entroterra.
Da qui il percorso scende verso l’Eremo di Sant’Angelo, luogo profondamente legato alle origini dell’Ordine cappuccino. Il tracciato prosegue poi costeggiando le pendici del Monte Acuto fino a San Lorenzo di Treia, che rappresenta un ottimo punto intermedio per una pausa o per spezzare la tappa. Successivamente si attraversa un tratto di bosco che conduce alla suggestiva Collina dei Ciliegi, da cui si aprono ampie visuali verso i Sibillini. Tra piccoli santuari, frazioni rurali e dolci saliscendi, il cammino accompagna infine fino a San Severino Marche.
Da sapere prima di partire
Considerata la lunghezza della tappa, può essere una buona scelta suddividerla in due giornate, fermandosi dopo circa 13 km a San Lorenzo di Treia oppure, dopo circa 19 km, in uno degli agriturismi della Collina dei Ciliegi, in una posizione particolarmente panoramica verso i Sibillini.
Chi sceglie di pernottare nei conventi o nei monasteri di San Severino Marche deve tenere presente che, una volta arrivato in Piazza del Popolo, occorre affrontare ancora circa 1 km aggiuntivo in salita, poiché queste strutture si trovano tutte nella parte alta e più antica della città.
Spezzare la tappa a San Lorenzo di Treia consente anche di dedicare più tempo, alla partenza, alla visita di Cingoli e di raggiungere il giorno seguente San Severino Marche con maggiore tranquillità, potendo così apprezzare meglio il patrimonio storico e artistico della città.
Da non perdere
Sul versante sud del Monte Sant’Angelo si trova un’antichissima grotta dedicata a San Michele Arcangelo, accanto alla quale venne poi costruito l’omonimo eremo. In questo luogo, tra il 1525 e il 1526, i primi cappuccini diedero avvio a un’esperienza di vita riformata che avrebbe poi portato alla nascita stessa dell’Ordine.
San Severino Marche è una città di grande rilievo storico e artistico. Tra i luoghi da non perdere spicca la splendida Piazza del Popolo, di forma ovale e di notevole eleganza, insieme al MARec, il Museo dell’Arte Recuperata, che custodisce opere salvate dopo il sisma del 2016. Meritano attenzione anche il nucleo medievale con la torre del Castello, il Santuario della Madonna dei Lumi, il complesso di San Domenico e la Chiesa di San Lorenzo in Doliolo. Poco fuori città si trova inoltre il Convento dei Cappuccini di Colpersito, luogo legato alla memoria di san Francesco.
Informazioni
TREIA
Pro Loco
Tel: 0733-21.87.78
Mail: prolocotreia.iat@comune.treia.mc.it
Sito: www.comune.treia.mc.it
SAN SEVERINO MARCHE
Pro Loco
Piazza del Popolo 43
Tel: 0733-63.84.14
Mail: proloco.ssm@gmail.com
Sito: turismosanseverinomarche.it
TAPPA 10: SAN SEVERINO MARCHE - CAMERINO
Partenza: San Severino Marche
Arrivo: Camerino
Distanza: 17 km
Dislivello: +685 m/ – 299 m
Questa è una tappa breve e priva di particolari difficoltà, da vivere con passo tranquillo e con il tempo necessario per concedersi soste lungo il percorso. Dal Convento di Colpersito si scende nella selvaggia Valle dei Grilli, dove si incontrano le grotte e l’Eremo di Sant’Eustachio, luogo dal fascino forte e raccolto.
Successivamente il cammino risale verso il rifugio Manfrica, ottimo punto per una pausa e per rifornirsi d’acqua, per poi proseguire tra panorami ampi e aperti che accompagnano gradualmente verso Camerino. L’ultimo tratto conduce infine al Convento di Renacavata, primo convento cappuccino della storia e vero cuore spirituale del Cammino, luogo che invita naturalmente al raccoglimento e al riposo.
Da sapere prima di partire
Lungo il percorso non sono presenti punti di ristoro. Poiché l’accoglienza presso il Convento di Renacavata apre solo dopo le 15.00, può essere utile valutare la variante che passa per la frazione di Crispiero, dove è possibile fermarsi per pranzo e fare rifornimento.
È importante avvisare con anticipo i frati per il pernottamento, perché in alcuni momenti, a causa degli impegni della comunità, l’ospitalità potrebbe non essere disponibile. In questo caso sarà necessario proseguire oltre Camerino per circa 2 km, dove si trovano altre strutture ricettive.
Da non perdere
L’Eremo di Sant’Eustachio in Domora, antico insediamento benedettino dell’XI secolo nella Valle dei Grilli, è un luogo legato all’antica ospitalità dei viandanti. Pur trovandosi oggi in condizioni di degrado, conserva ancora un fascino notevole e una forte suggestione.
Il Convento di Renacavata, risalente al XVI secolo, è il primo convento dei cappuccini al mondo e rappresenta il centro simbolico dell’intero Cammino. Al suo interno si possono visitare la chiesa, le antiche celle, il museo e il bosco con le grotte dei frati.
Anche Camerino merita una visita. Città universitaria ancora segnata dal percorso di ricostruzione seguito al sisma del 2016, conserva luoghi di grande interesse come la Basilica di San Venanzio, il Museo civico-diocesano e l’Orto botanico.
Informazioni
CAMERINO
Informazioni turistiche Pro Camerino
Via Madonna delle Carceri (Sottocorte Village)
Tel: 0737-63.25.34 / 345-88.55.294
Sito: www.proloco.camerino.sinp.net
turismo.comune.camerino.mc.it
TAPPA 11: CAMERINO - SAN LORENZO AL LAGO
Partenza: Camerino
Arrivo: San Lorenzo al Lago
Distanza: 23.5 km
Dislivello: +786 m/ – 750 m
Dalla quiete di Renacavata il cammino scende nel sottobosco e prosegue tra campi, case sparse e tratti alternati di sterrato e asfalto, costeggiando Rocca Varano fino a raggiungere il fondovalle. In località La Sfercia si incontra una fonte d’acqua, utile punto di riferimento prima di continuare verso San Maroto, dove si trovano la splendida Chiesa di San Giusto e un piacevole punto di sosta panoramico.
Il percorso prosegue poi su strade bianche in direzione di Villarella, per scendere nuovamente a valle e risalire verso Colli e Bolognesi, frazioni profondamente segnate dal sisma del 2016. Usciti dal bosco, il cammino scende gradualmente verso Fiastra e infine raggiunge San Lorenzo al Lago, dove la tappa si conclude in prossimità dell’area lacustre, in un paesaggio ampio, rilassante e di grande bellezza naturale.
Da sapere prima di partire
L’unico punto di ristoro lungo il percorso si trova dopo circa 8 km, in località La Sfercia, presso la caffetteria-forno Frinconi, contattabile al numero 389-53.98.130.
Chi desidera spezzare la tappa può valutare una breve deviazione prima di San Maroto per raggiungere il Lago di Polverina, dove intorno al 12° km sono presenti alcune strutture ricettive. In alternativa si può proseguire fino all’agriturismo Fonte Rosa, nei pressi di Collevecchio, al 15° km circa, con una lieve deviazione rispetto al tracciato principale.
La Chiesa di San Giusto a San Maroto, di particolare interesse, è generalmente chiusa. Per poterla visitare è necessario contattare con anticipo il numero 339-89.90.553.
In caso di maltempo, una volta superata Villarella e raggiunta la SP 58, è preferibile continuare lungo la strada asfaltata, evitando i sentieri nel sottobosco che possono diventare scivolosi.
San Lorenzo al Lago è una località turistica e nei mesi di luglio e agosto conviene prenotare con largo anticipo, poiché la disponibilità di posti può esaurirsi rapidamente. Nella stagione estiva è anche possibile fare il bagno nel lago.
Da non perdere
Al termine della prima discesa si incontra l’antica roccaforte dei Da Varano, costruita nel XIII secolo su uno sperone roccioso e ancora capace di dominare il paesaggio circostante.
Intorno all’11° km si raggiunge la straordinaria Chiesa romanica di San Giusto, risalente al XII secolo, caratterizzata da una rara pianta circolare con cupola. All’interno custodisce affreschi del XIV e XV secolo, opere lignee e tavole di grande interesse, tra cui la Madonna del Rosario.
Una volta arrivati a destinazione, merita una visita anche la Chiesa abbaziale di San Lorenzo, risalente ai secoli XI-XII, che conserva alcuni tra gli affreschi romanici più antichi delle Marche.
Informazioni
VALFORNACE
Comune
Piazza Vittorio Veneto, 90
Tel: 0737-44.126
Mail: info@lagopolverina.it
Sito: www.ilcuoredellemarche.com
LAGO DI POLVERINA
Sito: lagopolverina.it
FIASTRA
Comune
Via Roma, 1
Tel: 0737-52.112
Mail: info@comune.fiastra.mc.it
Sito: www.lagodifiastra.it
www.ilcuoredellemarche.com
PARCO NAZIONALE DEI SIBILLINI
Sito: www.sibillini.net
TAPPA 12: SAN LORENZO AL LAGO - SARNANO
Partenza: San Lorenzo al Lago
Arrivo: Sarnano
Distanza: 17.5 km
Dislivello: +739 m/ – 878 m
La dodicesima tappa, pur non essendo particolarmente lunga, conduce nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e regala un’esperienza intensa, immersa in un paesaggio montano che cambia volto con il mutare delle stagioni. Il cammino sale fin dai primi passi e continua in ascesa per circa 8 km, tra mulattiere e sentieri erbosi, costeggiando la Madonna del Sasso fino a raggiungere il punto più alto dell’intero Cammino, a quota 1.298 metri. Qui una croce panoramica segna un luogo di grande apertura visiva, da cui lo sguardo può spaziare sui Sibillini e su gran parte del territorio marchigiano.
Da questo tratto in quota si prosegue tra prati e boschi, attraversando ambienti particolarmente suggestivi, soprattutto in primavera quando il percorso si arricchisce di fioriture. Lungo il tragitto si incontrano anche alcuni punti d’acqua, che tuttavia non sempre risultano attivi nei mesi estivi. La lunga discesa accompagna poi verso l’Eremo di Soffiano, raggiungibile con una breve deviazione, prima che l’ultima parte della tappa, più scorrevole, alterni sterrato e asfalto fino all’arrivo a Sarnano. L’ingresso nel borgo avviene attraverso le sue vie in salita, chiudendo una giornata di cammino impegnativa ma densa di natura, silenzio e bellezza.
Da sapere prima di partire
In caso di maltempo, una volta raggiunto il punto più alto del Cammino è consigliabile proseguire verso Sarnano seguendo la strada asfaltata, evitando così i tratti nel sottobosco che possono diventare scivolosi e meno sicuri.
Lungo la tappa non sono presenti punti di ristoro e nei mesi estivi alcune fonti potrebbero essere chiuse per limitare il consumo d’acqua. Per questo è importante partire con una buona scorta sia di cibo sia di acqua.
Sarnano è una località turistica molto frequentata, quindi conviene prenotare il pernottamento con anticipo, soprattutto nei mesi di luglio e agosto e nei periodi di maggiore affluenza.
Da non perdere
Sarnano è inserito tra i Borghi più belli d’Italia e conserva un centro storico medievale di grande fascino, costruito in mattoni e organizzato in cerchi concentrici attorno a Piazza Alta. Su questo spazio si affacciano gli storici palazzi civici e la Chiesa romanica di Santa Maria di Piazza, che custodisce importanti cicli di affreschi.
L’ex Convento di Santa Chiara ospita oggi i Musei Civici e la Pinacoteca, dove sono conservate opere di notevole valore. Di particolare interesse anche la Chiesa e l’ex Convento di San Francesco, oggi sede della biblioteca e dell’archivio, che raccolgono preziosi codici antichi.
Informazioni
SARNANO
Punto IAT
Borgo Giuseppe Garibaldi, 88
Tel: 0733-65.71.44
Mail: iat.sarnano@regione.marche.it
Sito: www.sarnanoturismo.it
www.ilcuoredellemarche.com
PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI
Sito: www.sibillini.net
TAPPA 13: SARNANO - MONTEFORTINO
Partenza: Sarnano
Arrivo: Montefortino
Distanza: 24.1 km
Dislivello: +976 m/ – 899 m
Questa è l’ultima tappa di montagna del Cammino e si svolge interamente all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Lasciata Sarnano, il percorso segue il torrente Tennacola e accompagna il pellegrino lungo la suggestiva Via delle Cascate Perdute, tra salti d’acqua e scorci freschi e ombrosi. Il cammino alterna strade brecciate, salite decise e sentieri nel sottobosco, risalendo prima verso la frazione di Garulla Inferiore e poi ancora più in alto, fino agli altopiani di Campolungo, dove un piacevole punto di sosta regala panorami molto ampi e spettacolari.
Da qui il percorso piega in discesa verso il Santuario della Madonna dell’Ambro e, dopo una possibile pausa di raccoglimento in uno dei luoghi mariani più evocativi del territorio, prosegue con un ultimo tratto pianeggiante di circa cinque chilometri fino a Montefortino.
Da sapere prima di partire
Chi lo desidera può suddividere la tappa in due giornate, fermandosi in località Garulla, dove si trovano il rifugio omonimo e un agriturismo, entrambi validi come punti di pernottamento intermedi.
In caso di maltempo, una volta raggiunta Garulla è possibile scegliere percorsi alternativi a quota più bassa per arrivare in sicurezza a Montefortino o ad Amandola.
Nei giorni feriali al Santuario della Madonna dell’Ambro la messa viene celebrata alle ore 16.00. Nei giorni festivi gli orari sono invece 09:30, 11:00, 12:15, 16:00 e 17:00.
Chi desidera prolungare il cammino, oppure non trova disponibilità per dormire a Montefortino, può considerare di fermarsi ad Amandola, mettendo però in conto circa 6 km aggiuntivi. Va ricordato, in ogni caso, che anche nella sua versione standard questa tappa resta già piuttosto impegnativa.
Da non perdere
Il Santuario della Madonna dell’Ambro, secondo per importanza nelle Marche soltanto a Loreto, è uno dei luoghi più significativi del territorio. Sorge in una posizione raccolta nella valle del torrente Ambro ed è spesso definito la “piccola Lourdes dei Sibillini”, per il suo forte richiamo devozionale e per l’atmosfera di pace che lo caratterizza.
Montefortino, piccolo borgo fortificato di montagna, conserva diversi luoghi di interesse. Tra questi meritano una visita la Chiesa di San Francesco, o Santa Maria del Girone, in stile romanico-gotico, il Palazzo Leopardi con la Pinacoteca Fortunato Duranti, il Museo Faunistico dei Sibillini e il Museo d’Arte Sacra, che custodisce opere di De Magistris, Malpiedi e Perugino.
Informazioni
SANTUARIO DELLA MADONNA DELL’AMBRO
Loc. Ambro – Montefortino
Tel: 339-19.90.303
Sito: www.madonnadellambro.it
MONTEFORTINO
Info Point
Via Roma 21
Tel: 0736-85.91.01
Mail: info@comune.montefortino.fm.it
PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI
Sito: www.sibillini.net
TAPPA 14: MONTEFORTINO - MONTEFALCONE APPENNINO
Partenza: Montefortino
Arrivo: Montefalcone Appennino
Distanza: 24.1 km
Dislivello: +806 m/ – 633 m
Per i primi chilometri, fino ad Amandola, che si raggiunge circa 6 km dopo Montefortino, il cammino si sviluppa prevalentemente all’interno di tratti boschivi. Successivamente il paesaggio si apre in un contesto collinare più dolce e disteso, che accompagna il pellegrino fino al Lago di San Ruffino, intorno al 12° km, luogo particolarmente piacevole e adatto a una sosta rigenerante. Poco oltre si incontra la suggestiva Abbazia romanica dei Santi Ruffino e Vitale, dopodiché ha inizio una lunga salita su strade di campagna in direzione di Smerillo.
Qui merita senz’altro una visita la celebre “Fessa”, spettacolare spaccatura nella roccia arenaria, all’interno della quale si possono osservare fossili antichissimi. L’ultima parte della tappa conduce infine a Montefalcone Appennino, balcone naturale da cui si godono panorami molto ampi sia verso la catena dei Sibillini sia verso il versante adriatico.
Da sapere prima di partire
La tappa offre due buoni punti di sosta lungo il percorso. Il primo si trova ad Amandola, dopo circa 6 km, mentre il secondo è rappresentato dal Lago di San Ruffino, raggiunto intorno al 12° km.
Una volta arrivati al lago, è bene considerare che la seconda parte della giornata prevede circa 6 km di salita per raggiungere Smerillo. Per questo è importante ripartire con una scorta adeguata d’acqua, poiché lungo la salita non si incontrano altre fonti fino all’arrivo in quota.
Giunti in alto, si può scegliere tra due possibilità: il percorso più semplice su asfalto oppure il sentiero natura, più impegnativo ma anche decisamente più suggestivo, che si sviluppa tra boschi e creste fino a raggiungere Montefalcone Appennino.
Da non perdere
Il centro storico di Amandola si sviluppa in salita fino a Piazza Umberto I e conserva luoghi di interesse come il Palazzo del Podestà, la Chiesa di San Francesco e il Teatro La Fenice. Nella parte bassa del paese si trova invece il Santuario del Beato Antonio, caratterizzato da un portale romanico-gotico e da interni tardo barocchi. Sul colle Marrubbione sorge inoltre il Convento dei Cappuccini, da cui si apre una splendida vista sui Sibillini.
Nei pressi del lago si incontra l’antica Abbazia romanica dei Santi Ruffino e Vitale, che custodisce una cripta, affreschi e ambienti sotterranei di grande suggestione.
A Montefalcone Appennino è particolarmente significativo il passaggio al Convento di San Giovanni in Selva, oggi Domus Appennino, luogo in cui nel 1525 si verificò la fuga di fra Matteo da Bascio, episodio decisivo per la nascita dell’Ordine cappuccino. Il borgo conserva inoltre la Chiesa di San Michele Arcangelo, Santa Maria delle Scalelle e il Museo dei Fossili e dei Minerali, dove è custodito il celebre Polittico di Pietro Alamanno. Per visitare il museo è necessario contattare il Comune al numero 0734-79.136 oppure la Pro Loco al numero 0734-78.60.25.
Informazioni
AMANDOLA
Punto IAT
Piazza Risorgimento 17
Tel: 0736-84.07.31
Mail: turismo.amandola@gmail.com
Sito: amandola.info
SMERILLO
Sito: vivismerillo.it
MONTEFALCONE APPENNINO
Sito: www.comune.montefalconeappennino.fm.it
PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI
Sito: www.sibillini.net
TAPPA 15: MONTEFALCONE APPENNINO - ROTELLA
Partenza: Montefalcone Appennino
Arrivo: Rotella
Distanza: 21.5 km
Dislivello: +454 m/ – 832 m
Da Montefalcone Appennino il cammino scende lungo il Sentiero medievale, tra antichi selciati e tratti nel bosco, fino a raggiungere il fondovalle e il ponte sul fiume Aso. Da qui inizia una lunga risalita verso Force, su strade asfaltate e brecciate, con pendenze costanti che richiedono passo regolare e buona gestione delle energie.
Force rappresenta un punto di sosta molto piacevole, sia per il valore del suo centro storico sia per i panorami che si aprono fino al mare. Superata la metà della tappa, il percorso prosegue in modo più disteso su tracciati ampi e quasi pianeggianti, tra campagne curate e belle vedute che spaziano dai Sibillini al monte dell’Ascensione. L’ultima parte si sviluppa su strada brecciata e accompagna in graduale discesa fino a Rotella.
Da sapere prima di partire
Force, che si incontra dopo circa 9 km, è un buon punto per una pausa rigenerante e può anche rappresentare una comoda soluzione per spezzare la tappa in due giornate.
Rotella è un piccolo centro e dispone di un numero limitato di posti letto, perciò è consigliabile prenotare il pernottamento con anticipo. Chi preferisse fermarsi a Capradosso invece che a Rotella deve considerare circa 3 km aggiuntivi in salita, che però permettono di alleggerire la tappa successiva.
In caso di pioggia o di erba alta, l’attraversamento dei campi tra Rotella e Capradosso può risultare difficoltoso. In questa situazione, una volta raggiunta la strada bianca dopo i pannelli solari, è preferibile imboccare dopo circa 200 metri sulla destra la strada asfaltata e risalire da lì verso Capradosso.
Da non perdere
Nel centro storico di Force meritano attenzione la Collegiata di San Paolo con il Crocifisso miracoloso, il Palazzo del Priorato, la Chiesa di San Francesco, ricostruita da Giuseppe Sacconi, e Piazza Vittorio Emanuele II con il Palazzo Comunale e la torre civica. Il paese custodisce anche la casa natale della beata Assunta Pallotta, il Museo di Arte Sacra e il Museo della lavorazione del rame, legato a una tradizione artigianale ancora oggi ricordata con la manifestazione estiva “Antichi Sapori per le vie del Borgo”.
Particolarmente suggestivo è il grande presepe artistico permanente, allestito nelle grotte sottostanti la Chiesa monumentale di San Francesco. È visitabile durante tutto l’anno contattando con anticipo Massimo al numero 339-48.01.506 oppure Fernando al numero 338-99.09.374.
A Rotella valgono una visita la Torre dell’Orologio, il Museo Naturalistico e la Collegiata dei Santi Maria e Lorenzo e Santa Viviana, con l’annesso Museo di Arte Sacra, ricco di reliquiari e testimonianze di grande interesse.
Informazioni
FORCE
Comune di Force
Piazza Vittorio Emanuele II, 2
Tel: 0736-37.31.32
Mail: segreteria@pec.comune.force.ap.it
Sito: www.comune.force.ap.it/it
ROTELLA
Comune di Rotella
Via Umberto I, 11
Tel: 0736-37.41.22
Sito: www.comune.rotella.ap.it/it
TAPPA 16: ROTELLA - OFFIDA
Partenza: Rotella
Arrivo: Offida
Distanza: 19.8 km
Dislivello: +658 m/ – 722 m
Da Rotella il cammino si allontana dal paese entrando subito nella campagna e, tra sentieri e campi aperti, sale verso Capradosso, luogo panoramico legato anche alla memoria del venerabile fra Marcellino. Si raggiunge poi il Santuario di Montemisio e, proseguendo tra vigne e terreni coltivati, si arriva dopo circa 11 km a Castignano, ottimo punto intermedio per una sosta e per un momento di ristoro. Vale la pena salire nel centro storico e affacciarsi dalla piazza di San Pietro, da cui si apre un panorama molto ampio sul territorio circostante.
Ripreso il cammino, si entra nell’area dei calanchi, dove strade bianche e tratturi attraversano vigneti e dolci colline, con alcune possibili varianti utili in caso di pioggia. La tappa, sempre aperta e panoramica, conduce infine verso Offida. Qui la vista di Santa Maria della Rocca accompagna gli ultimi passi del pellegrino fino alla splendida Piazza del Popolo e poi al Convento dei Cappuccini, luogo di quiete e accoglienza.
Da sapere prima di partire
In caso di pioggia o di erba alta, l’attraversamento dei campi nel tratto che da Rotella sale verso Capradosso può risultare scomodo o difficoltoso. In questa situazione, una volta raggiunta la strada bianca dopo i pannelli solari, conviene deviare: dopo circa 200 metri è consigliabile svoltare a destra sulla strada asfaltata e proseguire da lì direttamente verso Capradosso.
Chi preferisce affrontare la tappa con maggiore calma può scegliere di fermarsi a pernottare a Castignano, dopo circa 11 km, approfittando sia delle bellezze del borgo sia dell’accoglienza del luogo.
Nella seconda parte del percorso il cammino attraversa in più punti terreni agricoli. In caso di maltempo, oppure semplicemente per alleggerire il tracciato, si può proseguire lungo la SP 17 e rientrare successivamente sul percorso principale. In questo caso è importante seguire con attenzione la guida e fare riferimento alle tracce GPX.
Va inoltre tenuto presente che tra Castignano e Offida non sono presenti punti acqua, salvo l’eventuale disponibilità di case private o contadini lungo il tragitto. Conviene quindi ripartire ben riforniti. Arrivare a Offida con un po’ di anticipo permette di dedicarle il tempo che merita, visto il valore storico e artistico del borgo.
Da non perdere
Poco dopo Capradosso si incontra il Santuario di Montemisio, dedicato alla Madonna della Consolazione, meta di pellegrinaggio legata alla tradizione del miracolo della pioggia. Nelle sue vicinanze si trova anche una grande quercia secolare, presso la quale fra Marcellino da Capradosso era solito ritirarsi in preghiera.
A metà tappa si raggiunge Castignano, borgo dall’impianto medievale che conserva la Chiesa templare di Santa Maria del Borgo e un interessante patrimonio museale.
Offida rappresenta uno dei luoghi più significativi dell’intero tratto finale del Cammino. Dominata dalla Chiesa di Santa Maria della Rocca, con le sue affascinanti cripte affrescate, custodisce nel cuore del centro storico la splendida Piazza del Popolo. Attorno ad essa si concentrano importanti luoghi culturali, come il Teatro Serpente Aureo, e siti di forte devozione, come la Chiesa di Sant’Agostino, che conserva le reliquie del miracolo eucaristico, e il Santuario del Beato Bernardo, particolarmente caro alla comunità offidana.
Informazioni
CASTIGNANO
Pro Loco
Via Borgo Garibaldi 4
Tel: 0736-82.20.60 / 339-83.70.941
Mail: prolococastignano@gmail.com
OFFIDA
Centro Informazioni
Corso Serpente Aureo 66
Tel: 0736-88.87.06
Mail: turismo@comune.offida.ap.it
Sito: www.turismoffida.com
TAPPA 17: OFFIDA - ASCOLI PICENO
Partenza: Offida
Arrivo: Ascoli Piceno
Distanza: 26.2 km
Dislivello: +734 m/ – 898 m
L’ultima tappa del Cammino collega due santuari cappuccini e accompagna il pellegrino dal Santuario del Beato Bernardo a quello di San Serafino. Lasciata Offida, il percorso si apre nella campagna, tra vigneti e uliveti, fino a raggiungere i caratteristici calanchi che segnano questo tratto di territorio e introducono all’arrivo ad Appignano del Tronto. Dopo circa 10 km, il paese rappresenta un buon punto per una sosta di ristoro o, per chi ne avesse bisogno, una possibile tappa intermedia.
Da qui il cammino riprende con una serie di saliscendi che portano progressivamente in quota, fino agli ampi panorami di cima Gallo. L’ultima parte è una lunga discesa verso Ascoli Piceno, che consente di entrare nel cuore della città attraversandone alcune delle vie più belle, fino a raggiungere Piazza del Popolo e infine il Santuario di San Serafino, meta conclusiva del Cammino.
Da sapere prima di partire
Si tratta di una tappa lunga e impegnativa. Chi preferisce alleggerirla può scegliere di suddividerla in due giornate, fermandosi ad Appignano del Tronto.
È importante gestire bene l’acqua e partire già ben riforniti, perché l’unica fonte sicura lungo il percorso si trova proprio ad Appignano, dopo circa 10 km. Da lì in poi non si incontrano altri punti acqua, salvo l’eventuale disponibilità di case private o contadini lungo il tragitto.
Una volta arrivati al Santuario di San Serafino, meta finale del Cammino, i pellegrini vengono accolti dai frati e possono segnalare la propria presenza alla Messa del Pellegrino, celebrata ogni pomeriggio alle ore 18.15. Al termine della celebrazione viene impartita una speciale benedizione che segna simbolicamente la conclusione del cammino.
Da non perdere
Ad Appignano del Tronto meritano attenzione la Chiesa di San Giovanni Battista, edificio romanico-gotico risalente ai secoli XIV-XVI, che custodisce un pregevole dipinto di Simone de Magistris e una Pietà quattrocentesca, e la Chiesa di San Michele Arcangelo, di impianto romanico. Poco fuori dal centro si trova anche Santa Maria del Piano Santo, che conserva un importante ciclo di affreschi medievali.
Ascoli Piceno, conosciuta come la città del travertino, accoglie il pellegrino con un patrimonio storico e artistico di grande valore. Tra i luoghi più significativi spicca Piazza del Popolo, una delle piazze più armoniose d’Italia, incorniciata dal Palazzo dei Capitani del Popolo e dalla Chiesa di San Francesco in stile gotico-romanico. Meritano una visita anche Piazza Arringo, il Duomo di Sant’Emidio e il Battistero, luoghi centrali nella storia religiosa e civica della città.
Il cammino si conclude al Santuario di San Serafino da Montegranaro, importante luogo di culto cappuccino che custodisce le spoglie del santo marchigiano, figura esemplare di umiltà e devozione. La chiesa e il convento conservano anche gli affreschi di Augusto Mussini dedicati alla vita di San Serafino, che rendono ancora più intensa la dimensione spirituale dell’arrivo.
Informazioni
APPIGNANO DEL TRONTO
Comune
Via Roma 98
Tel: 0736-81.77.01
Mail: info@comune.appignanodeltronto.ap.it
Sito: comune.appignanodeltronto.ap.it
ASCOLI PICENO
Ufficio Accoglienza Turistica
Piazza Arringo 7
Tel: 0736-29.83.34
Mail: serv.turismo@comune.ascolipiceno.it
Sito: comune.ap.it/informazioni-turistiche
GUIDA DEL CAMMINO DEI CAPPUCCINI
400 km da Fossombrone ad Ascoli Piceno
La storia dei cappuccini nasce come un movimento rivoluzionario, frutto del desiderio di tornare all’essenza del francescanesimo. All’inizio fu osteggiata dallo stesso Ordine, ed è segnata da arresti, fughe, rifugi solitari e una profonda ricerca interiore. Cinque secoli dopo, questo cammino può essere rivissuto in 17 tappe, attraversando dolci colline, antichi eremi e città d’arte, lungo la dorsale dell’entroterra marchigiano. Un percorso che, passo dopo passo, fa sperimentare l’accoglienza sincera di una comunità.
Tra parchi, riserve naturali e le vette dei Sibillini, si intrecciano storia, cultura e spiritualità, con la possibilità di condividere un tratto di strada con i frati di oggi e vivere la loro ospitalità trascorrendo una o più notti nei conventi del percorso.
La guida raccoglie tutte le informazioni necessarie: mappe, altimetrie, ospitalità e i luoghi da non perdere.
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