Sarebbe possibile percorrere un cammino di cinque giorni in tre giorni… e mezzo?! Andrea e Carlotta ci hanno provato sul Cammino dei Borghi Silenti, partendo da Tenaglie con pochi giorni a disposizione e tanta voglia però di mettersi in cammini. Ne è uscito un diario sincero, fatto di tappe lunghe, salite forse un po’ troppo sottovalutate, borghi accoglienti, circolini di paese, panini preparati al volo e incontri che hanno cambiato il ritmo dei passi. Un racconto utile per chi sta pensando di partire per il cammino in Umbria, ma anche per chi vuole capire cosa succede davvero quando un cammino lo vivi fino in fondo, senza troppe “costruzioni”.
Introduzione
È Pasqua e sono settimane che stiamo programmando un nuovo cammino, con la voglia di raggiungere il silenzio in terre che non conosciamo. Il Cammino dei Borghi Silenti ci girava in testa da tempo: lo abbiamo studiato, smontato, rimontato tappa dopo tappa.
La guida ufficiale consiglia di percorrerlo in 5 giorni, ma noi, visti i pochi giorni di ferie, lo organizziamo in tre giorni e mezzo, compreso il viaggio A/R in macchina da Bologna (circa 4 ore).
Questo è il nostro racconto: qualche traccia, qualche errore, qualche consiglio, nel caso stiate pensando di perdervi anche voi da queste parti…
Sapevi che puoi condividere anche tu la tua esperienza di cammino con la nostra community? Inviaci una mail a info@camminiditalia.org, e ti forniremo tutte le linee guida necessarie. Se preferisci, puoi anche raccontare la tua avventura nella Community Facebook dedicata.
Se non vuoi perderti lungo la strada, ti ricordiamo di scaricare l’app di Cammini d’Italia prima di partire! In un unico strumento avrai tutte le tracce dei cammini italiani, permettendoti di navigare (anche in modalità offline!). Te ne parliamo a questo link!
Giorno 01: da Bologna in macchina verso Tenaglie – inizio cammino fino a Toscolano
20 km
È venerdì di Pasqua e alle prime luci dell’alba partiamo in macchina da Bologna verso Tenaglie per raggiungere finalmente l’inizio del Cammino, immerso nella quiete dell’Umbria sud-occidentale, ai confini con i Monti Amerini.
Zaini pronti: da 24 e 34 L – scelte e peso azzeccati.
L’inizio del cammino è al borgo di Tenaglie e, nello specifico, dal pin “Amerini Trekking”, dove oggi ha sede il team dei fondatori del cammino. Marco e il suo team ci hanno supportato per il parcheggio e ci hanno tolto qualche curiosità. Onestamente abbiamo parcheggiato nel parcheggio a pagamento perché la macchina nuovissima ci ansiava, ma abbiamo visto che non è necessario: quello lungo la strada è sufficientemente tranquillo.
Foto di rito davanti alla mappa e si vola!

Dopo poche centinaia di metri si apre davanti a noi una tipica strada bianca di quelle che già ci trasmette la pace di cui avevamo bisogno. La magnifica caratteristica di questo primo percorso, anche abbastanza breve per i nostri standard, è la mancanza di asfalto.
Fantastiche stradine secondarie, sentieri immersi nei boschi che iniziano a salire dolcemente, per arrivare al punto più alto dove decidiamo di fare pausa panino: esattamente a Monte Castellari, al km 14 del percorso, a 710 m. Il punto è parecchio ventilato, seppure totalmente esposto al sole; consigliamo di avere a portata di mano una giacca a vento.
Ci rimettiamo in marcia verso il secondo borgo, Santa Restituita, dove alle porte ci accoglie con entusiasmo Moreno, storico abitante. Mitico, ci accoglie come se ci conoscesse da sempre, ci racconta due cose, ci dà dritte sincere, di quelle che non trovi su Google.
“Il circolino ha appena aperto.” Via, non ci facciamo pregare e ci dirigiamo lì per la prima birra al sole della vacanza.

Ormai sono le 15 e decidiamo di continuare perché mancano ancora 5 km al nostro arrivo, che è a Toscolano. Missione: trovare qualcosa per il pranzo del giorno dopo. Spoiler: non serve stressarsi. Se seguite lo stesso giro, tranquilli: a Melezzole c’è un alimentari d’altri tempi che ci ha farcito dei panini con stracchino, cotto e pomodori da perdere la testa.
Dopo 20 km di percorso arriviamo finalmente a Toscolano e ci addentriamo subito nel centro storico dell’antico borgo, che ci lascia senza parole: le sue case in pietra ci avvolgono in un’atmosfera essenziale, silenziosa, come del resto indica il nome del cammino. Ma non pare abbandonato: tutto è in ordine e pulito e il circolino alle porte, unico locale aperto, raccoglie una banda di locals che ravvivano la situazione.

La prima tappa è terminata e torniamo indietro qualche centinaio di metri verso Il Castagno, unico ristorante in zona, dove abbiamo un miniappartamento e dove ceneremo. Poche pretese, ma la sistemazione era spaziosissima e disponeva di tutti i servizi e della colazione.
Tappa 02: da Toscolano ad Acqualoreto
27 km
Già in fibrillazione partiamo intorno alle 8. Il sentiero che separa Toscolano da Melezzole scivola via senza farsi notare , tra chiacchiere leggere e passi automatici, quei 4 km spariscono quasi senza accorgercene. Arriviamo a Melezzole e puntiamo all’alimentari Pacifici, dove la signora ci prepara in abbondanza panini al momento. Ci indica un bar autogestito dagli abitanti, che si sono arrangiati con una saletta piena di merendine e caffè, a offerta libera. La fiducia, la cura e l’accoglienza contraddistinguono gli umbri.
Via, si riparte per affrontare il dislivello che subito inizia a farsi sentire e che ci porterà, dopo 4 km e mezzo, sulla vetta più alta del cammino, a 960 m: Monte Croce di Serra. Pieni di adrenalina ci arriviamo a passo spedito, incantati dal paesaggio, che è cambiato parecchio: sentieri di terra e sassi, poi prati aperti, poi di nuovo bosco. Tratti esposti dove il vento gira forte e altri più chiusi, dove la luce filtra piano. Magnifico.

E poi si riscende subito con una magnifica prateria in discesa che si affaccia sulla vallata e che porterà prima a Morre, dove molti si fermano seguendo il ritmo della traccia principale, e poi ad Acqualoreto, il nostro arrivo.
Da Morre, i 7 km, compresa la variante, sono stati molto piacevoli e di bassa difficoltà. All’arrivo, la signora Emanuela dell’ostello di Acqualoreto ci ha subito accolti, dandoci supporto perché, non avendo prenotato per la cena all’unico ristorante del paese, ne siamo rimasti sprovvisti (muovetevi per tempo con la prenotazione dei vari ristoranti lungo il cammino, perché spesso si è riproposto questo intoppo).
Anche il team di Cammini d’Italia ha percorso il cammino a Novembre 2024. Guarda qui il docu-film che abbiamo prodotto!
Nessun problema: con serenità – essendo una cuoca di professione – e abitando a pochi metri dall’ostello, Emanuela ha servito a noi e ad altri ragazzi la cena nella sala comune. Un’amatriciana da paura e risate a tavola che hanno portato alla luce anche il bello dei cammini: la convivialità e la condivisione. Fantastica Emanuela!

Una nota speciale al circolino di Acqualoreto: una vera chicca. Un punto di ritrovo autentico, dove abitanti e camminatori si mescolano senza filtri, dentro un’atmosfera spontanea.
Tanti gli stranieri che hanno deciso di venire a vivere in quelle zone, dal Regno Unito, dalla Francia. E quindi quel circolo lo abbiamo vissuto davvero come occasione di incontro internazionale, inaspettata. E così quel circolo è diventato, senza preavviso, molto più di una sosta: un piccolo incrocio di vite, un confronto internazionale inaspettato davanti a una birra. Ancora oggi, dopo due settimane, lo ricordiamo con un sorriso.
Tappa 03: da Acqualoreto all’Agrituirsmo S.Bartolomeo (Montecchio)
27 km
Questa tappa è sì abbastanza lunga, con un unico tratto di difficoltà: la famigerata salita della Pasquarella, subito dopo l’eremo. Il dislivello inizia dopo i primi 5 km e forse lo avevamo un po’ sottovalutato. La strada si impenna senza tanti giri di parole: una salita secca, diretta. Non è particolarmente esposta, quindi mai davvero pericolosa, ma è intensa.

Si arriva a Scoppieto, pit stop fontana, e subito dopo il paese troviamo una coppia di inglesi che ha messo a disposizione il proprio giardino vista lago come ristoro per i camminatori. Magnifico!

Da qui inizia il tratto che ci porterà a Civitella del Lago, dove in molti si fermano e dove consigliamo una pausa con vista spaziale sul Lago di Corbara, al bar Mangia e Bevi, dove abbiamo anche divorato dei tramezzini.
Da qui quello che si fa sentire davvero è il sole. Il tratto fino alla fine è completamente esposto, con lunghi tratti su asfalto, e senza crema solare lo abbiamo pagato tutto!
Sapevi che in Umbria puoi avventurarti in molti cammini? Ecco a te una lista per scegliere il prossimo!
Non fate come noi, che a inizio aprile ci sentivamo ancora fuori stagione, quasi immuni a quel sole lì. Un’altra dritta che sentiamo di dare è quella di fermarsi lungo il sentiero all’azienda vinicola Barberani; noi non l’abbiamo fatto e, sentendo i racconti di alcuni ragazzi incontrati dopo, ce ne siamo molto pentiti!
La giornata di cammino è lunga: non abbiamo trovato posto da dormire a Baschi, quindi, arrivati lì in paese e trovando anche tutto chiuso perché domenica di Pasqua, continuiamo con il sole che picchia per altri 5 km, fino ad arrivare però nell’Eden: l’agriturismo S. Bartolomeo sulla collina prima di Montecchio. La vista da lì è mozzafiato, ricorda la Val d’Orcia, con una dolce strada bianca che parte proprio da lì e porterà verso Montecchio l’indomani. Respiriamo a pieni polmoni e ci rilassiamo dopo i 27 km percorsi.

Tappa 04: da Agr. San Bartolomeo a Tenaglie
10 km
La gentilissima proprietaria ci ha preparato una colazione abbondante, con dolce pasquale del territorio e uova sode. Fantastica.
Partiamo carichi alle 7:30 con gli occhi pieni di meraviglia: la strada bianca che si snoda davanti a noi tra il verde acceso delle colline trasmette davvero la pace.

Oggi il cammino per chiudere l’esperienza è molto breve e camminiamo con quella malinconia leggera addosso, incrociando volti già visti nei giorni precedenti. Scambiamo considerazioni e tutti abbiamo la stessa sensazione addosso: la varietà di paesaggi che si sussegue cambia continuamente, portandoti a vivere passo dopo passo davvero tante emozioni diverse.
Da strade bianche a sentieri nei boschi, da crinali aperti a borghi chiusi nel silenzio. Non c’è mai un paesaggio che domina davvero: è un susseguirsi continuo. Indicazioni ben in vista, sempre. I locals che abbiamo incontrato: ognuno dal cuore d’oro. Veramente un cammino della MERAVIGLIA.
P.S. Un consiglio che ci siamo portati a casa (un po’ a nostre spese): se pensate di partire in periodi “caldi” (festività, ponti, weekend), prenotate le strutture con anticipo.
Sul cammino ci sono diverse soluzioni a donativo, ma proprio per questo vanno via in fretta! Noi, un po’ ingenui, abbiamo aspettato troppo… e ci siamo giocati qualche opzione davvero interessante.
Attraverso il racconto di Andrea e Carlotta, il Cammino dei Borghi Silenti ha preso forma! Se anche tu senti il desiderio di partire zaino in spalla ma non hai ancora scelto da dove cominciare, nel nostro Atlante trovi oltre 100 cammini da scoprire. Il prossimo passo potrebbe essere il tuo.
