Un cammino sicuramente ci permette di poterci immergere in un’esperienza che possiede diverse sfaccettature. Quella naturalistica è indubbiamente in pole position ma, dal punto di vista culturale?

La Via degli Dei

Conosciuta da molti, nel cuore di tanti, La Via Degli Dei rientra tra i tesori del nostro stivale. Percorsa dai più esperti e da chi vuole per la prima volta immergersi in un’esperienza che ti permette di arricchirti, di scoprire quali sono i tuoi limiti e di superarli.

La Via Degli Dei è uno dei fiori all’occhiello di tutti i trekker, è un percorso lungo circa 130 km che unisce Piazza Maggiore a Bologna e Piazza della Signoria a Firenze. Il tracciato ripercorre un’antica via che i Romani utilizzavano, chiamata Flaminia Militare, all’epoca Bologna era chiamata Felsinea, infatti lungo il percorso ci si imbatte in dei selciati romani appartenenti al 187 a.C.


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Così amata che abbiamo deciso di iniziare proprio con la Via Degli Dei una nuova rubrica di Cammini D’Italia, quella più artistica, più culturale.
Abbiamo pensato di offrirvi la possibilità di conoscere tutte le attrazioni culturali e artistiche che potete incontrare durante un cammino.

Partendo proprio dalla Via Degli Dei, affronteremo tutte le tappe soffermandoci su quali sono le bellezze create dall’uomo tappa per tappa.

Sapete perché questo cammino si chiama Via Degli Dei? Leggi l’articolo, clicca qui.

1 Tappa: Bologna – Badolo

La Via degli Dei

Si parte da Piazza Maggiore, a Bologna, la piazza principale di Bologna accerchiata da meravigliosi palazzi signorili. Arrivati a Piazza Maggiore, diverse sono le bellezze da poter ammirare.
Tutta la facciata del Palazzo Re Enzo, se lo si osserva dalla piazza non si nota nulla di strano ma, se lo si guarda dalla strada laterale potrete notare che si tratta di una struttura a cui è stata aggiunta qualcosa. Infatti, quando lo Stato Pontificio occupò Bologna volle creare una piazza principale in cui erano presenti solo grandi palazzi ad effetto ma, non volendo abbattere l’edificio decise di ricoprirlo con una facciata esterna abbellendola con marmi e decori.
Poi passiamo al Palazzo del Podestà in cui ci sono incisi più di 2.000 fiori in pietra di cui si racconta che ognuno sia diverso dall’altro. Altra attrattiva sono i portici di Bologna, lunghi ben 40 chilometri. Esiste un motivo ben studiato sul perché della loro presenza. Bologna è la città con la più antica università del mondo, motivo di attrattiva per molti studenti provenienti da tutta Italia. Purtroppo, non c’era posto per accoglierli tutti, in un primo tempo gli abitanti ricavarono dai propri balconi delle verande di legno degli alloggi. Quando neanche quelli furono abbastanza si decise di creare un’ulteriore stanza verso l’esterno, ecco che nacquero i portici.
Altre meraviglie sono la Fontana del Nettuno, la Basilica di San Petronio, il mercato antico, le Torri degli Asinelli, Piazza Santo Stefano. Inoltre, vi invitiamo a scoprire quali sono i 7 segreti di Bologna, non si capisce bene quali siano veri a quali no ma, i bolognesi adorano raccontarli e farli scoprire.

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Da Piazza Maggiore si raggiunge il Santuario di San Luca, con il suo portico più lungo del mondo. Scopri di più leggendo il nostro articolo: clicca qui!

Dal Santuario si procede in direzione Sasso Marconi per poi arrivare a fine tappa a Badolo. Sasso Marconi è un comune della provincia di Bologna con circa 14.000 abitanti. Fino a metà del XX secolo il comune era conosciuto come Praduro e Sasso. Nel 1938 assunse l’attuale denominazione omaggiando Guglielmo Marconi. Nella parte centrale del comune, si erge una facciata risalente al ‘600 dell’oratorio di Sant’Apollonia e la Villa Le Torrette. Nella piazza principale potrete trovare la Parrocchiale al cui interno è conservata una Madonna con Bambino e Santi di Paolo Carracci.
Tra i luoghi da visitare in questo comune si trova la Villa Grifone, residenza della famiglia Marconi acquistata intorno all’800, in cui il giovane Guglielmo condusse importanti studi scientifici.

Inoltre, vi consigliamo di fare un salto al Santuario dedicato alla Beata Vergine del Sasso. L’edificio è stato ricavato nelle cavità della Rupe di Glosina e rappresenta una meta di pellegrinaggio e luogo di culto per molti. La Vergine del Sasso, venerata sin dal XIII secolo, in terracotta era raffigurata con le mani giunte in atto di adorare Gesù che le giaceva sulle ginocchia. Nel 1787 a seguito di una frana, la Vergine venne trasferita e il nuovo santuario ricostruito e consacrato nel 1831. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il santuario andò distrutto riuscendo a risparmiare solo una parte: i due campanili. Il Santuario è stato ricostruito lasciando i due antichi campanili.

2 Tappa: Badolo – Madonna dei Fornelli

La Via degli Dei

La seconda tappa prevede, in mattinata, l’escursione del Monte Adone. Riconoscibile per la presenza di una croce, il Monte Adone è alto 640 metri, è il luogo perfetto dove poter continuare a fare rifornimento di panorami. Da qui si prosegue fino ad arrivare a Monzuno, uno dei comuni membri dell’Unione dell’Appennino Bolognese. Località viva di reminiscenze pagane, in tutta la zona ci si imbatte in abitanti con nomi che ricordano divinità greche, lo stesso nome potrebbe essere una trasformazione di Mons Junonis, Monte di Giunone. A Monzuno possiamo ammirare la Chiesa di San Giovanni Evangelista, eretta nel XVII secolo, in stile barocco; la Chiesa di San Michele in località Bigola; il Castello di Elle, a Rioveggio e in fine ma non per importanza il più alto Appennino Bolognese, Monte Venere.

Successivamente ci fermeremo a Madonna dei Fornelli, una frazione del comune di San Benedetto Val di Sambro. Si tratta di una località degli appennini famosa per la sua storia e per i suoi magnifici paesaggi. Dedicato alla Madonna della Neve, nel 1630, venne eretto un Santuario come ringraziamento alla fine della peste. La parola Fornello, ad indicare il nucleo abitato più antico, si traduce nella lingua latina nel termine Foculus, piccolo focolare. Altri si ricollegano all’ipotesi che, in questo luogo in tempi romani, vi fossero alcune fornaci da cottura. La Madonna dei Fornelli rappresenta un centro di grande richiamo turistico. In particolar modo durante i mesi estivi, quando si cerca di fuggire dall’afa della calda città, ci si può imbattere nella natura incontaminata, nella cucina tipica e tradizionale e in dintorni ricchi di bellezze naturalistiche.

3 Tappa: Madonna dei Fornelli – Monte di Fo’

La terza tappa è sicuramente la più impegnativa per quanto riguarda i dislivelli. Si supera il versante Emiliano degli Appennini per giungere in Toscana. Lungo questa tappa è possibile incontrare molti tratti della Flaminia Militare, l’antico percorso romano datato 187 a.C..

Il percorso prosegue sino a raggiungere la Piana degli Ossi, luogo in cui si possono ammirare i resti di un’antica fornace risalente, probabilmente, al II Secolo a.C.. Continuando sul percorso, superando la quota massima della Via Degli Dei, circa 1200 metri, raggiungerete il Poggiaccio. Il luogo si trova a metà tragitto, precisamente in equidistanza tra Bologna e Firenze.

La Via degli Dei

Continuando il percorso nel comune di Firenzuola, in provincia di Firenze, a 950 metri si trova il Cimitero Militare Germanico della Futa. Il progetto del cimitero fu creato dall’architetto Dieter Oesterlen, con la volontà di interpretare nella forma il motto che “le tombe di guerra incitano alla pace, chiunque voglia collaborare alla diffusione delle idee per la pace è il benvenuto”. La realizzazione del cimitero partì nel 1962 per poi essere completata nel 1967.

Proseguendo troverete un cartello con su scritto “Santa Lucia – Monte di Fo’”, ultima meta della terza tappa. Monte di Fo’ fa parte del comune di Barberino di Mugello, in provincia di Firenze. Barberino di Mugello è la sede di numerosi monumenti di differenti epoche come ville, chiese e castelli. Vi consigliamo di fare un giro nel centro storico del comune, dove potrete ammirare il Palazzo Pretorio risalente al XV secolo, la Pieve di San Silvestro e l’Oratorio della Compagnia dei Santi Sebastiano e Rocco.

4 Tappa: Monte di Fo’ – San Piero a Sieve

La quarta tappa prevede un importante dislivello iniziale per raggiungere Monte Gazzaro e le sue croci.
Piccola curiosità: vicino alla croce di Monte Gazzaro, troverete una piccola struttura in pietra dove, appeso al muro, vi è un contenitore di metallo contenente il “Libro vetta di Monte Gazzaro”, un quaderno dove potete scrivere i vostri pensieri più profondi e magari condividerli con gli altri che percorrono la Via Degli Dei. Una volta arrivati in cima si prosegue il percorso lungo i paesaggi toscani fino ad arrivare a San Piero a Sieve, centro abitato facente parte del Comune di Scarperia e San Piero. Qui troverete la Villa medicea del Trebbio, bellezza che rientra dal 2013 nell’elenco del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

La Via degli Dei

La villa fu costruita da Michelozzo su commissione di Cosimo il Vecchio de’ Medici. Inoltre, è da visitare il Convento di Bosco ai Frati, edificato dagli Ubaldini prima dell’anno Mille. Successivamente sempre Cosimo il Vecchio de’ Medici l’acquistò affidandosi, per la ristrutturazione, nuovamente a Michelozzo. All’interno del convento si trova un piccolo museo di arte sacra nella Sala de’ Medici, in cui viene conservato un Crocifisso attribuito a Donatello. La Fortezza medicea di San Martino, la Pieve di San Pietro edificata nel XI secolo, Villa Schifanoia sempre di proprietà della potete famiglia Medici e Villa Adami.

5 Tappa: San Piero a Sieve – Firenze

L’ultima tappa, la più lunga, ma non la più difficile in quanto a dislivelli, porta a Firenze, dove termina il cammino. Durante il percorso potrete imbattervi nella Badia del Buonsollazzo, nota anche come Monastero di San Bartolomeo. Immersa nelle campagne borghigiane, nei pressi della Tassaia, tra Polcanto e Bivigliano. L’attuale costruzione è molto diversa da quella originale, l’antica chiesa sorgeva in un primitivo chiostro dei frati Benedettini di cui restano solo i capitelli e i pilastri. Sempre nelle vicinanze di Bivigliano, a Vaglia, troverete il Santuario di Montesenario uno dei più importanti di tutto il territorio fondato nel 1233. Il complesso fu ingrandito e arricchito dalla famiglia De’ Medici nel 1539 e successivamente vennero aggiunte forme barocche. All’interno sono conservati molti dipinti tra cui un’Adorazione dei Magi del Cigoli, l’Ultima Cena di Matteo Rosselli e la cappella conserva una Pietà in terracotta.

Sosta obbligatoria a Poggio Pratone, terrazza naturale su Firenze da cui è possibile godere di un meraviglioso panorama. Dopodiché attraversata la frazione di Borgunto, si giunge a Fiesole. Situata su un colle, si può godere di un’incantevole vista sulla Culla del Rinascimento.

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Fiesole

Cittadina che sovrasta il fiume Arno, vanta numerosi il passaggio di numerosi artisti e personaggi famosi come Leonardo Da Vinci, Albert Einstein, Mino da Fiesole. A Fiesole è possibile ammirare il Museo e l’Area Archeologica dove troverete i resti delle terme e del teatro di epoca romana. Per i più appassionati di arte, consigliamo il Museo Bandini, in cui sono conservati alcuni dipinti fiorentini risalenti al XII e XIV secolo tra cui quelli di Bernardo Daddi, Taddeo Gaddi, Lorenzo Monaco. L’entrata al museo è compresa nel biglietto che si acquista per l’area e il museo archeologico. Infine, tappa alla Cattedrale, nella piazza principale di Fiesole. Qui troverete il reliquiario di San Romolo. Da qui salite sino alla cima della collina per raggiungere il Monastero di San Francesco, salita un po’ complicata ma che vale la pena per la magnifica ed esclusiva vista sulla città dei Medici: Firenze.

La Via Degli Dei si conclude a Firenze, capoluogo della Toscana, culla di molti capolavori dell’arte e architettura rinascimentale. Firenze rientra in quelle città da dover visitare tutta, per intero, di perdersi tra le vie e ammirare, lasciarsi trasportare dalla bellezza di una città che è un concentrato di arte.

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Da menzionare sicuramente rientra la Cupola del Brunelleschi che domina Firenze, il campanile fu progettato da Giotto. Il Duomo con la sua facciata in marmo bianco,

cattedrale di 153 metri di lunghezza, fu costruito in quasi 170 anni. Alla realizzazione parteciparono i più influenti artisti fiorentini: Giotto, Brunelleschi, Vasari, Talenti, Lorenzo Ghiberti.

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Ponte Vecchio, il più bello e fotografato di Firenze, e Palazzo Vecchio. Impossibile non fare una sosta agli Uffizi, scrigno di capolavori di ogni secolo e tra i più amati di tutto il mondo. La Chiesa di Santa Maria del Carmine e la sua Cappella Brancacci, la Basilica di Santa Croce che conserva le tombe di Michelangelo e di Galileo Galilei.
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La Galleria dell’Accademia, voluta dal Granduca Pietro Leopoldo che conserva una delle opere più belle e famose di tutto il mondo: il David di Michelangelo. Inizialmente esposta a Piazza della Signoria, si decise di sostituirla con una copia e di trasferire l’originale all’interno della Galleria per preservarla. La statua ritrae l’eroe nel momento in cui sta per affrontare il gigante Golia, simboleggiando la vittoria dell’intelligenza e del coraggio contro la forza bruta del gigante.

Le bellezze culturali e artistiche, da quelle più nascoste a quelle più conosciute, rientrano nella bellezza che avvolge la Via degli Dei. E adesso che siete a conoscenza di tutte le informazioni possibili, che ne dite partiamo?

Giulia Leanza