Vi trovate nella magica Firenze e avete voglia di esplorare i dintorni? La Foresta di Vallombrosa vi aspetta a solo un’ora di auto dalla frenesia della città, con numerosi itinerari tutti da scoprire.

Vallombrosa è un toponimo che indica sia una foresta posta sulle pendici sud del Pratomagno sia una località incastonata proprio dentro la foresta stessa, nel territorio di Reggello (Firenze, Toscana). La meta, da secoli classica fuga estiva dalle roventi valli dell’entroterra toscano, è raggiungibile in un’ora di auto da Firenze e, ad accogliere l’escursionista, sarà una vera propria oasi di pace, lontana dal caos e dalla frenesia cittadina. La foresta, con i suoi 1279 ettari di estensione, è unica per il numero di specie arboree che lì risiedono: abeti bianchi, douglasie, faggi, castagni, larici, pini, aceri, carpini, cerri e specie rare ed esotiche che, in questo luogo, hanno trovato un habitat naturale ottimale. Proprio in questa Foresta dimora imponente l’albero più alto d’Italia: un abete di Douglas che, con i suoi ben 6 metri d’altezza, domina il paesaggio e accoglie i passanti all’ombra della sua gigante saggezza.

Se per molte persone questo è un luogo che funge da rifugio dove recarsi per ammirare i colori della natura ed avventurarsi al riparo dal caldo cittadino, per altre si tratta in un paradiso spirituale dove poter visitare e contemplare la famosa Abbazia dei Monaci Vallambrosani: meritano una visita la biblioteca, cuore pulsante del monastero, l’antica farmacia e il museo, dove sono custoditi dipinti, libri e manoscritti illustrati, oggetti di uso quotidiano.


Il Circuito delle Cappelle: tutti gli itinerari

Uno dei modi più suggestivi per visitare la Foresta di Vallombrosa è percorrere il Circuito delle Cappelle. Sono dieci itinerari che conducono a luoghi legati alla vita di San Giovanni Gualberto, fondatore dell’ordine dei Vallombrosani. Si snodano tutti intorno all’abbazia (il punto di partenza consigliato) ed hanno una lunghezza complessiva di 4,8 chilometri. Sono ben segnalati per cui non occorre nessuna mappa, basta seguire le frecce di legno. L’insieme delle Cappelle ha una storia antica. Molte di queste, infatti, risalgono ad un periodo individuato tra la fine del 1500 e il 1600. Ma in parte si tratta di ricostruzioni, da mettere in relazione con il particolare fervore che tale tipo di edilizia incontrò nell’età della Controriforma. In realtà alcune delle cappelle e dei tabernacoli che costituiscono oggi il Circuito sono databili almeno a partire dal 1300. Il restauro e risanamento conservativo delle dieci Cappelle e Tabernacoli è stato realizzato e completato nel 2006

Ogni sentiero conduce ad un tabernacolo o ad una cappella sparsi nella foresta di Vallombrosa. Il circuito ha una lunghezza di circa 5 chilometri ed è percorribile in poco meno di tre ore.

Si consiglia di partire dall’Abbazia stessa, punto da cui cominciano le indicazioni dei sentieri da seguire per arrivare a tutte le cappelle.

Si costeggia la vasca sul lato destro e si imbocca la strada per la Consuma. Poco dopo sulla sinistra, si trova un sentiero che porta al Masso del Diavolo, caratterizzata da un panorama mozzafiato e legata ad una leggenda secondo la quale il discepolo di San Giovanni Gualberto, istigato dal diavolo, si sia gettato nel vuoto. Tornando verso il punto di partenza, al parcheggio che affianca l’abbazia, si prosegue in salita su una strada lastricata seguendo le indicazioni per il Paradisino. Qui troviamo prima la Cappella di San Torello e, poco dopo, quella del Masso di San Giovanni Gualberto, quella delle Colonne e quella del Beato Migliore. Proseguendo sulla strada asfaltata che riporta all’Abbazia si trova sulla sinistra la cappella del Faggio Santo. Arrivati ad un piazzale sterrato sulla destra si prosegue verso la Cappella di Santa Caterina e, successivamente, quella di San Girolamo. Ritornando all’Abbazia, si scende lungo il viale alberato fino ad arrivare alla Cappella della Fonte di San Giovanni Gualberto. Proseguendo, si trova una colonna in pietra che ricorda la peste del 1709 e, appena più in là, il Tabernacolo di San Sebastiano. Completando il sentiero si giunge nuovamente all’Abbazia.

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Maria Chiara Tribulini

toscana