Il turismo lento italiano viene, ancora una volta, valorizzato. Questa volta ci pensa The Guardian, rivista inglese.

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Quali sono i cammini più belli in Italia? Domanda assai frequente per chi si immerge nel mondo verde, nelle bellezze naturalistiche e nelle esperienze che arricchiscono l’anima. Siamo convinti che ogni cammino, a prescindere da difficoltà, chilometri e bellezze paesaggistiche, racchiude bellezze personali che non possono essere spiegate dovrebbero solo essere vissute.

Alla domanda risponde The Guardian, rivista inglese, seguendo la scia dell’iniziativa Io Cammino in Italia, nata durante il periodo di quarantena con l’intento di promuovere le bellezze italiane e il turismo lento.
Il giornale inglese ha stilato dei 10 cammini più belli in Italia, “Long-distance walking routes in Italy”, per la scelta ha preso in considerazione segnaletica, rete di strutture di accoglienza e georeferenziazione.


1. Cammino di Santu Jacu in Sardegna

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Un cammino che ripercorre gli antichi luoghi di culto di San Giacomo in Sardegna. Il Cammino di Santu Jacu attraversa tutta l’isola passando da Cagliari a Porto Torres, da Noragugume a Oristano, da Orosei a Olbia, il Sulcis e le isole. Il percorso completo copre circa 1600 km, di cui 470 km nell’asse centrale tra Cagliari e Porto Torres; 240 km tra Bolotana e Oristano (braccio laterale occidentale); 300 km tra Ozieri e Olbia (braccio laterale orientale); 340 km da Cagliari per il Sulcis fino alle isole di san Pietro e sant’Antioco (cammino del sud-ovest), a cui si sta aggiungendo il nuovo percorso tra Olbia e Porto Torres in alta Gallura di 240km e la variante Campidanese a Serrenti.
Si tratta di un itinerario percorribile a piedi, in bici e a cavallo, che continua ad essere verificato nel tempo e migliorato, modificando le tappe più impervie.

The Guardian, oltre a considerare le bellezze paesaggistiche e artistiche che troverete durante il percorso, lo consiglia per la possibilità di poter assaporare le bontà offerte dalla terra sarda.

2. Cammino nelle Terre Mutate tra Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo

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Il Cammino nelle Terre Mutate si estende nel cuore dell’Italia. Da Fabriano a L’Aquila, 14 tappe giornaliere, 250 km da percorrere a piedi o in bicicletta, lungo i sentieri di due importanti aree naturalistiche protette: il Parco Nazionale dei Monti della Laga. Il cammino si sviluppa lungo la dorsale appenninica e attraversa quattro del centro Italia: MarcheUmbriaLazio e Abruzzo.

Il percorso è immerso in un ambiente prevalentemente montano con paesaggi di rara bellezza: le colline marchigiane, il lago di Fiastra, il massiccio calcareo del Monte Bove, la piana di Castelluccio di Norcia, la Valle del Fiume del Tronto, i Monti della Laga, il Lago di Campotosto e il Gran Sasso.

3. Cammino di San Benedetto in Umbria e Lazio

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In Pole position il Cammino di San Benedetto, lungo 300 chilometri che collega Norcia, Subiaco sino a Cassino. Un viaggio spirituale, che ripercorre i luoghi più importanti della vita del Santo, San Benedetto da Norcia. 16 tappe da percorrere tra i monti e le valli che caratterizzano il territorio umbro e del Lazio.

4. Via degli Dei in Emilia Romagna e Toscana

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La Via degli Dei è un percorso lungo circa 130 km che unisce Piazza Maggiore a Bologna e Piazza della Signoria a Firenze. Il tracciato ripercorre un’antica via che i Romani utilizzavano, chiamata Flaminia Militare, all’epoca Bologna era chiamata Felsinea, infatti lungo il percorso ci si imbatte in dei selciati romani appartenenti al 187 a.C.

Il percorso è stato recuperato intorno agli anni ’90, durante degli scavi archeologici in quanto sono state trovate delle tracce di antiche strade romane che univano Felsinea (Bologna) a Fiesole.
La denominazione Via degli Dei deriva dal nome delle varie località e Monti che si attraversano lungo il cammino come Monte Adone, Monte Luario, Monzuno (che deriva da “Monte di Giove”) e Monte Venere.

Vuoi saperne di più? Leggi: Perché si chiama Via degli Dei?

Percorribile in 4-5-6 giorni a piedi o in 2-3 in bici, a seconda dell’allenamento e delle esigenze di ciascun camminatore.
Un percorso emozionante, impegnativo ma ricco di bellezze. Bellezze che si nascondono lungo il percorso, leggi anche: La Via degli Dei, le bellezze culturali e artistiche che avvolgono il cammino.

5. Via Francigena dalle Alpi al Lazio

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La Via Francigena  italiana si sviluppa lungo molteplici regioni del nord e del centro Italia. Si parte dal Colle del Gran San Bernardo, al confine tra Valle d’Aosta e Svizzera; successivamente si scende verso il Piemonte, per poi solcare la Lombardia e un breve tratto dell’Emilia Romagna, in provincia di Piacenza. Si accede poi alla Toscana attraversando il Passo della Cisa e proseguendo verso sud si arriva ad attraversare le suggestive colline della Val D’Orcia fino a valicare il confine laziale durante la tappa 37. Da qui in poi si attraversa per l’Alta Tuscia, in provincia di Viterbo, per poi proseguire verso la capitale.
Dopo 45 tappe si arriva finalmente a Roma, precisamente il termine della Via Francigena è rappresentato dalla maestosa Basilica di San Pietro nella Città del Vaticano.

1000 km tra arte, natura e spiritualità.

Il tragitto originario, svolto nel dall’Arcivescovo Sigerico alla fine del X secolo, parte da Canterbury e giunge fino Roma. Circa 1600 chilometri che rappresentavano in sè un atto di penitenza, simbolica e materiale, che il pellegrino doveva scontare per redimersi nei confronti di Dio. Il percorso a piedi infatti esponeva i credenti a ogni sorta di pericolo, agli animali selvatici, al brigantaggio e alle intemperie. Motivo per cui lungo l’asse della Francigena si svilupparono prima villaggi, città e altri borghi ricchi di opere artistiche note e meno note.


6. Cammino di Oropa in Piemonte

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Percorso che si snoda tra cultura, bellezze naturali e storiche, dalla pianura agricola verso la Serra Morena, sino a raggiungere le Alpi Biellesi.
Il Cammino di Oropa nasce nel 2012 per volere di Alberto Conte, è suddiviso in quattro brevi tappe che variano dai 14 ai 16 chilometri, con gradi di difficoltà sempre crescenti. Scelta ideale per i trekker poco esperti. Lungo il percorso è d’obbligo una visita al Santuario di Oropa, situato a 1159 mt di altitudine.

7. Via Romea Germanica dall’Alto Adige al Lazio

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Lungo 2271 chilometri, la Via Romea Germanica parte dal nord della Germania. La particolarità di questo cammino è quella di poter sfiorare la meraviglia della diversità, delle culture, in quanto il viaggiatore potrà addentrarsi nella cultura austriaca e italiana, nel mix di culture che affondano le proprie radici in città come Bolzano, Trento e molte altre. Il cammino si incrocia nel Lazio con la Via Francigena, toccando borghi incantevoli come Orvieto, Montefiascone. Possibilità di percorrerlo sia a piedi che in bici.

8. Cammino Celeste in Friuli-Venezia Giulia

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Il Cammino Celeste  è un pellegrinaggio che collega diversi luoghi di culto come Aquileia, Maria Saal (in Austria) e Brezje (in Slovenia) .
I tre percorsi si suddividono in percorso italiano, austriaco e sloveno.
Questi hanno un totale di 365 km, ma il ramo italiano è il percorso più lungo con 210 km, mentre gli altri due sono lunghi circa 80 km l’uno.

Vuoi saperne di più? Leggi anche: Il Cammino Celeste, un itinerario mozzafiato da Aquileia al Monte Lussari.


9. Magna Via Francigena in Sicilia

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Per gli amanti della Sicilia, della scoperta delle tradizioni e di luoghi incontaminati, questo cammino fa al caso vostro. Si tratta di un’antica via che attraversa la Sicilia da Nord a Sud, tra Palermo e le antichità di Agrigento. Composta da 9 tappe, in cui vi imbatterete nei mosaici della Cattedrale di Monreale, in borghi in cui il tempo si è fermato, il villaggi come quello di Santa Cristina Gela dove potrete gustare i fantastici cannoli siciliani!
La Magna Via Francigena conta 160 chilometri nella vera essenza siciliana, aperta a tutti, esperti e non.

10. Via Peuceta dalla Puglia alla Basilicata

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La Via Peuceta è composta da 170 km lungo i quali si scopre il ricchissimo patrimonio culturale apulo e lucano costituito non solo da cattedrali, borghi medievali, chiese rupestri, vestigia greche e romane, ma anche da masserie, trulli, muretti a secco, e da una straordinaria gastronomia fatta di sapori genuini che rimandano all’autentica tradizione contadina.

Solo viaggiando a 4 km l’ora il turista può infatti entrare in contatto con la vera essenza del territorio, intesa come storia, enogastronomia ed ospitalità. Il punto di forza di questa proposta è la dimensione esperienziale del viaggio lento, che permette il recupero di una dimensione umana dell’esistenza attraverso la riappropriazione del proprio tempo e ritmi di vita slow, più consoni all’essere umano. Non importa che si parta per fede o per conoscenza, la dimensione esperienziale del viaggio lento è la vera destinazione, la chiave per la comprensione di se stessi e del mondo circostante. Si tratta dell’esatto sovvertimento del concetto di turismo “mordi e fuggi” che poco o nulla lascia al territorio e che spesso ha causato inoltre il peggioramento della qualità della vita di alcuni centri.