Cristian ha poco tempo, purtroppo come tanti. Lavora, incastra impegni, ritaglia spazi. Ma, appena può, parte per un cammino. Ed è così che, a dicembre, con le giornate corte e l’inverno addosso, ha scelto di percorrere la Via Valeriana. In questo diario Cristian racconta le prime tre tappe, da Brescia a Pisogne: attraversa l’alba silenziosa della città, si inoltra nei boschi e tra i vigneti della Franciacorta, poi sale fino ai belvedere che aprono il lago d’Iseo all’improvviso, come un regalo. Nel mezzo, incontra piccoli segni e luoghi che gli restano addosso. Nonostante il breve viaggio, alla fine resta una promessa semplice: tornare per ultimare e completare questo cammino.
Introduzione
Quando ho un attimo di tempo mi alleno e, appena posso, parto per un cammino: questa è diventata ormai la mia filosofia di vita. Mi ritrovo ad avere tre giorni a disposizione e, anche se è dicembre e le giornate sono corte, decido di intraprendere le prime tre tappe della Via Valeriana.
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Tappa 01: Brescia – Rodengo Saiano
20.6 km
Decido di arrivare in auto a Brescia (io sono della provincia di Piacenza) per affrontare subito la prima tappa. Attraversare il centro storico della Leonessa d’Italia con le prime luci dell’alba e il suo silenzio è emozionante.
C’è un altro cammino in Lombardia che parte da Brescia. Si tratta de “La Via delle Sorelle”!
Il Foro Romano è qualcosa di veramente unico. Le strade lastricate e le facciate dei palazzi storici lasciano spazio a un sentiero nel bosco di roverelle: si sale di quota e si arriva nei vigneti della Franciacorta.

L’impressione è quella di entrare in un quadro; la giornata è splendida e il sole mi riscalda. Arrivo nel tardo pomeriggio a Rodengo Saiano e, prima di andare a riposare, non posso non visitare l’Abbazia Benedettina.

Ed è proprio lì che, dopo cena, mi posso godere anche un concerto della banda, visto che è San Nicola, patrono del paese. Questa è la fortuna del pellegrino.
Tappa 02: Rodengo Saiano – Sulzano
18.3 km
Dopo un’ottima colazione si parte per la seconda tappa. Quella di oggi non dovrebbe essere troppo impegnativa, come quella precedente, d’altronde. La giornata è splendida e i primi km sono tutti in pianura.
Anche se è dicembre, la temperatura è tale da permettermi di togliere il 100 grammi e proseguire solo con la felpa. Sulla mia strada incontro il Maglio di Ome, che è ancora funzionante, e con la solita fortuna del pellegrino riesco a vedere come veniva battuto e lavorato il ferro una volta.
Eccomi poi intento ad attraversare il Parco del Bosco delle Querce di Ome, un’area verde famosa per i suoi boschi di querce che offre percorsi naturalistici.

Tutto questo prima di cominciare la salita che mi porta a 630 m s.l.m. e dove, dopo la foto di rito sulla panchina gigante di Pilzone, riesco a vedere tutta la bellezza del lago d’Iseo. Il panorama è mozzafiato e mi sento grato per questa esperienza unica.
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Tappa 03: Sulzano – Pisogne
22.1 km
Esco dal B&B che mi ha ospitato per la notte quando è ancora buio. Sono abbastanza in alto rispetto al lago e le luci danno un senso di magia: sarà l’aria del Natale che si avvicina, ma con quello che vedo mi sembra proprio di vivere in un presepe. La tappa di oggi è tutta un saliscendi; a fine tappa i metri di dislivello saranno 900.
Si sale fino a Zone, dove posso ammirare le sue particolari piramidi. Il paese è bellissimo: da una parte troviamo a proteggerlo le montagne, che in questo periodo sono innevate, mentre dall’altra l’aria del lago che sale dalla sua gola. Magnifico.

Comincio la discesa e arrivo sulle sponde del lago d’Iseo. La mia tre giorni finisce qui: lascio Pisogne con la promessa di ritornare per ripartire e finire questa meravigliosa via che mi ha letteralmente stupito.
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