Undici amici, una bambina portata sulle spalle e un’altra in arrivo affrontano tre giorni di cammino nel Tigullio, tra boschi selvaggi, salite impegnative e scorci improvvisi sul mare. Da Chiavari a San Fruttuoso, passando per Montallegro, Camogli e Portofino, Alessandro racconta un’avventura fatta di fatica, focaccia, incontri inaspettati e risate capaci di alleggerire anche i chilometri più duri. Un diario che invita a lasciarsi sorprendere dal cammino e, soprattutto, dalle persone con cui lo si condivide.
Introduzione
Sono Alessandro e con il mio gruppo di amici facciamo cammini da otto anni. Veniamo principalmente da San Benedetto del Tronto, ma le nostre vite ci hanno portato a vivere in varie parti d’Italia.
Ogni anno cerchiamo nuovi cammini, anche se brevi e di pochi giorni. L’anno scorso ci siamo presi una pausa, perché io, che di solito organizzo, ho scelto di fare il cammino di Santiago. Anche altri amici hanno avuto modo di fare qualche cammino “separatamente”. Era, però, ben chiaro a tutti il desiderio di tornare a camminare insieme! E così, già nello scorso dicembre, Chiara suggerisce questo cammino nel Tigullio, conosciuto tramite social. Sono 5 tappe, ma sembra fattibile in 3. Lo proponiamo agli altri amici del gruppo e non solo. Alla fine, saremo in 11, più 2. Chi sono i “più 2”? Sono la piccola Lila di quasi 3 anni che si farà tutto il viaggio sulle spalle di suo papà Rocco e un’altra piccola bimba nella pancia di Giulia da ormai 7 mesi! Questa famiglia un po’ pazzerella ha deciso di aggiungersi al gruppo giusto una settimana prima. E per molti questa è stata la prima delle tante sorprese del cammino. Il resto del gruppo è composto da veterani e da esordienti. E non ci conosciamo tutti. Siamo tanti, non sarà facile andare d’accordo e accettare le esigenze di tutti. Suggerisco più volte di vivere questi giorni lasciandoci sorprendere e accogliendo tutto quello che
verrà.
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Tappa 01
Ore 8.30, ritrovo per tutti a Chiavari, al parcheggio consigliato. Oggi la tappa sarà breve, solo 12 km. Possiamo prendercela con calma. Forse, però, esageriamo: subito colazione al bar, poi sosta in un secondo bar per prendere le credenziali e infine sosta in un forno per procurarci la giusta quantità di focacce per il pranzo! Sono ormai le 10.30, foto di gruppo e si parte!
Il primo tratto è sul lungomare di Chiavari. Ed ecco subito le prime tentazioni: “ma non potevamo
rimanere qui? Chi ce lo fa fare?”. In effetti la bella giornata chiamava proprio il mare. Però, non c’è spazio per ripensamenti, abbiamo scelto di camminare!
Passano pochi minuti e lasciamo la città per entrare nel bosco. Capiamo che qui la cosa si fa seria, è
questo il vero inizio del cammino. In salita, ovviamente. Cerchiamo di andare insieme ma allo stesso tempo ciascuno con il suo passo. Iniziamo a dialogare tra noi, a chiederci come stiamo o a conoscerci meglio.
Si affrontano temi seri e altri più leggeri. Chiara e Gianluca iniziano una discussione sulle poesie di
quest’ultimo. Poesie che Chiara non apprezza e definisce “filastrocche”. Sarà uno dei leitmotiv del
cammino. Una parte della salita la facciamo insieme ai due signori locali, esperti di trekking ma ignari di questo cammino organizzato.
Dopo qualche sosta per ammirare panorami (come al Santuario Nostra Signora delle Grazie) e per
raccogliere ciliegie, arriviamo nei pressi del ristorante “Il Galletto”. Abbiamo portato da mangiare, ma sarà una sosta comoda per un caffè e soprattutto per il timbro sulla credenziale!
Sono circa le 14, ripartiamo per gli ultimi 3-4 km. Sempre nel bosco, sempre in salita. Quasi senza rendercene conto, arriviamo a destinazione, casa del Pellegrino nei pressi del Santuario di Nostra Signora di Montallegro. L’incredulità è soprattutto per il posto dove alloggeremo e mangeremo. Troppo bello per essere il nostro.
La bellezza è data principalmente dalla terrazza naturale che si affaccia sul golfo del Tigullio. Alcuni di noi hanno anche la fortuna di avere la camera con questa vista (Elena non è tra questi e lo rinfaccerà per il resto dei giorni). Non siamo troppo stanchi e abbiamo tutto il tempo per visitare il Santuario, lavarci e goderci il resto del pomeriggio tra una birra e l’altra. In particolare, Gianluca, deluso dalle critiche di Chiara per le sue
poesie, decide che questo è il modo migliore per risollevarsi. Il tutto viene reso ancora più piacevole dalla conoscenza di altre due coppie di camminatrici. È sempre bello incontrare nel cammino persone nuove con cui condividere le proprie esperienze. La giornata non può non finire come era partita, ovvero all’insegna del cibo: mangiamo tutte le paste tipiche della Liguria.
Consigli pratici: Tappa breve e non troppo difficile (12 km e 800 m+ circa), ideale per entrare nel clima del cammino. Consigliato l’alloggio alla casa del Pellegrino.
Tappa 02
Oggi sarà la tappa più faticosa, almeno 25 km con circa 1000 di dislivello positivo e 1500 di dislivello
negativo. Abbiamo, però, una grande motivazione: arriveremo alla spiaggia di San Fruttuoso! Colazione alle 6.45 e partenza alle 8. Si inizia subito con la salita per raggiungere il punto più alto di tutto il cammino. L’umore sembra positivo, ma qualcosa cambia quando il panorama mi consente di indicare il nostro punto di arrivo. Non tutti mi prendono sul serio. La distanza è davvero ragguardevole. Si prosegue a salire nel bosco. In alcuni tratti il percorso è davvero selvaggio e bisogna prestare molta attenzione ai rovi e a sentieri stretti.
Ovviamente dopo la salita c’è la discesa e questo è il vero pericolo della giornata. Siamo stati avvisati più volte della difficoltà e gli avvertimenti erano corretti. Ne usciamo indenni anche se affaticati. Durante la mattinata ci siamo incrociati più volte con le due coppie di camminatrici conosciute il giorno prima. Ci separiamo definitivamente a Rapallo. Per loro la tappa finisce, per noi prosegue. Sono passate le 13, abbiamo fame e ancora tanti km e dislivello da affrontare. Qualcuno inizia a lamentarsi. Ci fermiamo nel primo posto comodo all’ombra. Nel mentre, io e Eleonora andiamo a fare spesa: ovviamente focacce e farinata.
Sono circa le 14 e dobbiamo ripartire. Ignari di quello che ci aspetterà. Sì, perché il bosco fino a quel momento ci aveva protetto dal sole. Ora abbiamo un lungo tratto di asfalto e il caldo si fa sentire. Diventa tutto ancora più duro quando ci troviamo ad affrontare una salita con pendenze davvero impegnative.
Io, Gianluca e Rocco (con Lila sulle spalle) aumentiamo il passo e arriviamo in vetta, a Camogli, prima
degli altri. C’è chi dice che l’abbiamo fatto presi da un momento di competitività e chi dice che siamo
voluti andare avanti per non sentire tutti gli altri lamentarsi. Nessuno saprà mai la verità. Di certo c’è sollievo nel vedere un po’ alla volta arrivare tutti! Ma non è ancora finita! Dopo una meritatissima sosta gelato, ripartiamo e questa volta torniamo nel bosco. Siamo nel Monte di Portofino. Lì troveremo il nostro alloggio, l’Agririfugio Molini. E lasciati gli zaini, se avremo ancora forze e tempo, potremmo scendere alla spiaggia di San Fruttuoso che dista poco meno di un km ma con un dislivello di 200m. La fatica fisica e mentale è evidente. E così parte il momento canzoni, per cercare un po’ di sollievo. Anche qua vengono fuori le diatribe “scherzose” tra Chiara e Gianluca sui gusti musicali. A dir la verità anche io e Simone rimaniamo ogni tanto perplessi per i gusti di Chiara. Nel frattempo ci siamo persi Rocco e Giulia. Saranno affaticati dal peso di Lila e della pancia? No, semplicemente Lila ha deciso di voler camminare anche lei, ovviamente con i suoi tempi. Più che giusto!
Quando il traguardo è fisicamente vicino, la percezione è che sembra non arrivare mai. Questo non
aiuta. Anche perché inizia a essere tardi per il bagno al mare. Ad un certo punto il bosco si apre e ci dà la possibilità di vedere il Santuario, il punto di partenza di questa mattina. La sorpresa è evidente nelle reazioni di tutti, in particolare di Virginia, Elena eFederico. Sono tra i meno esperti del gruppo e non sempre ci si riesce a rendere conto della strada fatta! Questa dose di fierezza e autostima è la benzina per l’ultimo tratto di strada. Eccoci finalmente all’Agririfugio. Sono le 18. Siamo stanchi, ma non vogliamo rinunciare al mare.
Lasciamo di corsa gli zaini, prendiamo il costume e poco altro e via, scendiamo verso la spiaggia di
San Fruttuoso. Anche questa discesa diventa faticosa e lunga. C’è anche la preoccupazione di dover
risalire. Abbiamo forse sbagliato? No, decisamente no. Arrivati in fondo, ammiriamo la bellezza di questa spiaggia, ce la possiamo godere pienamente perché sono rimasti pochissimi turisti. Dopo una tappa del genere cosa c’è di meglio di un bagno in questo angolo di paradiso? Rigenerante. E attenzione! Quando ormai non ce lo aspettavamo, ecco comparire i nostri amici eroici, Giulia, Rocco e Lila! Riescono a fare un bel bagno anche loro. Dopo una meritata birretta, risaliamo insieme verso il nostro alloggio dove ci aspettano per cena. Anche questo posto merita una menzione speciale: siamo immersi nel bosco con una vista mozzafiato sul mare.
La serata finisce con una sessione di stretching e una partita a Lupus. Difficile chiedere di più oggi. Forse è una delle tappe più belle tra tutti i cammini fatti. Andiamo a dormire davvero grati.
Consigli pratici. Abbiamo unito la seconda e la terza tappa proposta dal cammino e i primi km della quarta.
Questo ci ha consentito di dormire in un posto meraviglioso. Il prezzo della fatica è stato ricompensato. È stato positivo anche aver fatto l’impegnativa discesa della seconda tappa al mattino, al pieno delle forze. Una discesa del genere a fine giornata potrebbe essere problematica.
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Tappa 03
Ultima tappa, le informazioni che abbiamo ci dicono che sia la più lunga e la più dura. Qualcuno aveva
già adocchiato un treno per risparmiarsi gli ultimi km. Tutto questo dovendo prendere anche il traghetto da San Fruttuoso a Portofino. Nel briefing serale abbiamo scoperto che non sarà così. Il traghetto è alle 11.30, troppo tardi per noi, e la tappa sarà di 25 km e 700 m di dislivello positivo. Si può fare, possiamo stare tranquilli. Diventa poi tutto più facile se si inizia la giornata con un’ottima colazione, ricca e curata.
I primi chilometri sono nel bosco, prima in salita e poi in discesa. Non il modo migliore per rompere il
fiato. C’è tanta umidità, ha anche piovuto prima che partissimo.
Il bosco è per me il luogo dove un cammino trova la sua massima espressione. È lì che ti senti veramente avvolto dalla natura, isolato dal caos della città, dove puoi ascoltare te stesso, respirare. E questo diventa ancora più evidente quando arriviamo a Portofino, un bellissimo paese ma pieno di mondanità. I nostri zaini buttati in piazza sembrano “stonare” con gli yacht ormeggiati sullo sfondo. Da Portofino fino a Rapallo, passando per Santa Margherita Ligure, tutto il cammino è sul lungomare. La vista del mare è sempre risanante, ma l’elevato numero di macchine e di persone distrae un po’ troppo. Probabilmente anche noi “infastidiamo” i tanti turisti con il nostro zaino ingombrante e un odore non molto gradevole. Sono i km meno belli di tutto il cammino, ma passano abbastanza velocemente. A Rapallo ci fermiamo per pranzo. Ovviamente focacce in tutte le loro forme. Ci fa sorridere che a Rapallo eravamo passati il giorno prima, anche se nella zona periferica, e abbiamo fatto un giro di 30 km prima di tornarci ancora. Ne è valeva la pena? Assolutamente sì! Purtroppo questa pausa pranzo ha convinto definitivamente Vincenzo a fermarsi. Sì, era lui che aveva visto il treno per accorciare il percorso. Il ginocchio instabile non lo lascia sereno. La prospettiva di passare, invece, un pomeriggio intero al mare di Chiavari sì. Una decina di km e circa 500 metri di dislivello, distribuiti in due salite. Questo è quello che manca. Ripartiamo carichi, ma presto ci dobbiamo separare da Rocco, Giulia e Lila. Il primo ha un imprevisto di lavoro, Giulia invece ha bisogno di riposarsi un po’. Il percorso ci porta a ritrovare un po’ di tranquillità, usciamo dalla zona turistica. L’ultima salita ci regala anche un altro incontro davvero bello con una famiglia in vacanza. In particolare, a rubare la nostra ammirazione è il nonno, di 86 anni, pieno di vita! Tra le sorprese del cammino ci sono proprio questi incontri. Ci siamo, ormai c’è solo la discesa. Eppure, a livello psicologico questi sono chilometri difficili. Accendiamo così “Radio Lamentala”, una trasmissione a cura di Eleonora, la massima esponente di lamentele nei cammini passati, oggi cresciuta e maturata, che aiuta gli altri ascoltando le loro “lagne”. Per l’occasione si avvale della collaborazione di Simone, il finto tuttologo del gruppo che dopo essersi inventato botanico, ora si improvvisa giornalista. Sono queste risate ad accompagnarci all’ingresso di Chiavari. Sì, siamo arrivati e abbiamo tutti un unico desiderio: tuffarci in acqua! Vincenzo ci stava aspettando e poco dopo arrivano incredibilmente anche Rocco, Giulia e Lila. Siamo tutti riuniti e possiamo festeggiare insieme la conclusione di questo cammino! Lo zaino buttato sulla spiaggia, le onde del mare, una birretta, tanti amici. Anche questa è poesia, giusto Chiara?
Consigli pratici: Il traghetto ha un certo costo e orari limitanti. L’alternativa nel bosco è decisamente migliore, anche per lo spirito del cammino. Tutta la tappa non ha presentato grandi difficoltà sia per km che per tipologia di percorso. Per avere un attestato a fine cammino sembra che si debba chiederlo in anticipo all’organizzazione.










