Via Francigena - Direttrice Micaelica
In circa 180 km, percorribili in 8 tappe, il percorso attraversa il Sannio, l’Irpinia e l’antica Daunia, fino alla “montagna sacra” del Gargano
Facente parte della Via Francigena, la direttrice Micaelica collega Benevento a Monte Sant’Angelo sul Gargano, seguendo le orme dei pellegrini diretti alla grotta di San Michele Arcangelo, uno dei più importanti santuari d’Europa e oggi sito UNESCO.
Itinerario che intreccia con la Via Francigena del Sud e con gli antichi tracciati della via Appia Traiana, prolungando idealmente il cammino da Roma verso i porti della Puglia e del Mediterraneo. Lungo la direttrice si incontrano resti di città romane come Aequum Tuticum, borghi storici come Buonalbergo, Troia, Lucera e San Severo, santuari e luoghi di culto come Stignano, San Matteo e San Giovanni Rotondo, prima della salita finale verso Monte Sant’Angelo. Il tracciato alterna strade bianche, tratturi, campi coltivati e piccoli centri abitati, offrendo un cammino continuo tra storia, spiritualità e grandi paesaggi rurali.
La Direttrice Micaelica è pensata per chi vuole vivere la Via Francigena guardando verso Sud: un percorso di pellegrinaggio, ma anche un lungo attraversamento del Meridione interno, dove la memoria longobarda, il culto micaelico e la vita dei paesi di oggi convivono nello stesso cammino.
Scheda Tecnica
-
Lunghezza:
178.4 km -
Tappe:
8 -
Dislivello medio:
468 m -
Partenza:
Benevento -
Arrivo:
Monte Sant'Angelo -
Tipologia:
lineare -
Tema:
storico | arte-e-cultura
STORIA
Il percorso segue l’antica Via Latina (più conosciuta come Casilina) e la Via Appia, proseguendo fino a Capua lungo la Via Appia Traiana.
Tra il 1151 e il 1154, Nikulas di Munkathvera, abate islandese del monastero di Thingor, si recò in pellegrinaggio a Roma e Gerusalemme, scrivendo un diario dettagliato nel quale descrisse il suo itinerario, le varianti del percorso e i luoghi che visitò. Dopo Roma, l’abate scelse la Via Latina, poiché la Via Appia era stata invasa dalle paludi nell’area Pontina. Il suo cammino passò da Frascati, Ferentino, Ceprano, Aquino, Capua, Montecassino, Benevento, Siponto, Barletta, Trani, Bisceglie, Molfetta, e Bari.
Anche il re francese Filippo Augusto, al ritorno dalla Terza Crociata nel tardo XII secolo, seguì un percorso simile. Sbarcato a Otranto, percorrendo la costa pugliese, si unì alla Via Appia Traiana e alla Via Latina, seguendo il percorso tracciato da Nikulas.
Questa direttrice ha rappresentato fin dai tempi romani un importante collegamento tra il Mediterraneo orientale e Roma. Le navi attraccavano a Otranto, Brindisi, Bari e Siponto, e le vie consolari, nonostante l’abbandono dovuto alla decadenza dell’Impero Romano, conducevano a Roma e da lì alla Via Francigena, che collegava l’Italia al resto dell’Europa. La via fu utilizzata non solo per scopi commerciali e militari, ma anche come strada di pellegrinaggio.
Lungo questa via, numerosi luoghi di sosta e ospitalità erano destinati a proteggere i viandanti e i pellegrini. Diversi ordini cavallereschi e congregazioni ospitaliere, incoraggiati dallo slancio religioso delle Crociate tra l’XI e il XIII secolo, si presero cura dei pellegrini, offrendo accoglienza e protezione. Le necessità di sostentamento per questi gruppi spinsero tali ordini a intraprendere attività agricole e commerciali.
Gli ordini cavallereschi più noti lungo questo cammino erano i Templari, i Cavalieri Teutonici e gli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Tra le principali congregazioni ospedaliere c’erano l’Ordine di Santo Spirito, i Cruciferi e i Betlemiti.
CREDENZIALE
La Credenziale, o “passaporto del pellegrino”, è il documento su cui il viandante riceve un timbro presso uffici turistici, parrocchie, strutture ricettive e di ristoro che incontra lungo il cammino. Oltre a costituire un ricordo prezioso dell’esperienza, la credenziale distribuita dall’Associazione Europea delle Vie Francigene offre numerosi vantaggi.
SEGNALETICA
La segnaletica “ufficiale” installata fino ad oggi lungo la Via Francigena è rappresentata da:
– Cartello metallico stradale che viene quindi installato lungo i tratti di percorso in cui transitano anche veicoli a motore
– Piccolo cartello metallico che si presta all’installazione lungo strade campestri e sentieri
– Supporto in alluminio giallo su cui viene installato un segnavia, munito di una freccia
– Adesivi bianco-rossi con il simbolo del pellegrino nero
– Segnavia di vernice con il simbolo del pellegrino nero.
CONTATTI
Associazione Europea delle Vie Francigene
Piazza Duomo 16
43036 Fidenza (PR)
Email: segreteria@viefrancigene.org
Website: www.viefrancigene.org
Tel.+39 0524-517380
TAPPA 01
TAPPA 01: Da Benevento a Buonalbergo
Partenza: Benevento
Arrivo: Buonalbergo
Distanza: 23.3 km
Dislivello: +774 m / – 358 m
In questo tratto si lascia poco alla volta la pianura e si sale lungo ampie colline coltivate a grano e ad altri seminativi, con lo sguardo che si allunga su orizzonti più larghi e panorami aperti. Il silenzio riempie questi spazi e accompagna il camminatore fino a Buonalbergo, dove si arriva costeggiando il ponte romano delle Chianche.
TAPPA 02
TAPPA 02: Da Buonalbergo a Celle San Vito
Partenza: Buonalbergo
Arrivo: Celle San Vito
Distanza: 29 km
Dislivello: +876 m / – 696 m
Da Buonalbergo si procede verso Casalbore e, oltrepassato il paese, il percorso comincia a scendere dolcemente fino al fondovalle, dove scorre il torrente Ginestra: qui si trovano i resti del ponte romano chiamato del Diavolo. Il cammino prosegue tra ampie colline, attraversando luoghi di grande interesse storico: i resti dell’antico abitato di Aequum Tuticum e la Taverna Tre Fontane, antica stazione di posta lungo la Via Traiana.
TAPPA 03
TAPPA 03: Da Celle San Vito a Troia
Partenza: Celle San Vito
Arrivo: Troia
Distanza: 17.1 km
Dislivello: +308 m / – 597 m
Superato il confine regionale si raggiunge il villaggio di San Leonardo, nel territorio del Comune di Faeto. Da qui si prosegue fino a una biforcazione, in leggera salita, mantenendo il paese sulla destra. Dopo circa 1,5 km su asfalto si arriva al complesso di “Mutatio Aquilonis” e si continua lungo la stessa stradina, salendo fino alla quota massima di Monte San Vito (964 m). Da questo punto ha inizio la discesa sulla strada asfaltata (Egnatia – Via Traiana), con la possibilità di tagliare tutti i tornanti fino alla piana sottostante. Per un tratto l’asfalto è rovinato, poi si continua comunque sulla Via Traiana fino all’ingresso della cittadina; nonostante la presenza di molto asfalto, è possibile camminare sul bordo sterrato. A circa 100 m oltre Mutatio Aquilonis si può imboccare una sterrata sulla sinistra (inizialmente una bianca con pale eoliche sulla destra, che poi diventa un sentiero piacevole) e scendere verso Celle di San Vito per una sosta o il pernottamento. Un’ulteriore deviazione per Celle di San Vito, stavolta interamente su asfalto, si trova a 1,2 km da Mutatio: la discesa verso il paese si svolge tutta su strada asfaltata.
TAPPA 04
TAPPA 04: Da Troia a Lucera
Partenza: Troia
Arrivo: Lucera
Distanza: 22.2 km
Dislivello: +116 m / – 322 m
Si parte dal piccolo piazzale davanti alla Cattedrale: si imbocca il vicolo di fronte e si scende lungo la stradina asfaltata di via Sant’Antonio, passando accanto alla chiesetta sconsacrata di Sant’Antonio. Al termine della discesa si raggiunge la strada comunale esterna. Si svolta a destra e, dopo circa 200 metri, si prende una stretta deviazione a sinistra. Proseguendo sulla stessa strada asfaltata per altri 700 metri, si imbocca un’ulteriore deviazione a sinistra su sterrata in discesa, che aggira la collinetta e conduce al ponte sul fiume Celone. Oltre il ponte si arriva sulla provinciale SP125: si gira a sinistra e, dopo 300 metri, si lascia l’asfalto sulla destra. Si continua dritto, con la Masseria Monte Aratro sulla propria destra, lungo un sentierino interpoderale che porta a una sterrata bianca, oltre la quale si svolta a destra. Superata la SP132, si affronta un lungo tratto di saliscendi tra le torri eoliche fino al torrente Vulgano, che per gran parte dell’anno si guada senza particolari difficoltà. Da qui il percorso prosegue su un sentiero tra campi coltivati; giunti in contrada Mezza Grande si attraversa la SP18 e un sottovia, che introduce nella splendida cittadina di Lucera.
TAPPA 05
TAPPA 05: Da Lucera a San Severo
Partenza: Lucera
Arrivo: San Severo
Distanza: 23.2 km
Dislivello: +64 m / – 215 m
Si scende lungo il sentiero di fronte all’ingresso principale del castello, attraversando la pineta in forte discesa per circa 300 m. Alla fine del tratto nel bosco si incontra una stradina sterrata: si svolta a destra e, dopo 400 m, si passa sotto la SS692 su un piccolo ponte in cemento. Si continua sull’ampia sterrata bianca fino a raggiungere una grande quercia con una casetta sulla destra; qui si gira nettamente a destra e si prosegue sullo stesso sentiero, che conduce sulla SS160/109 (Lucera–San Severo). Dopo circa 2 km lungo la SS160/109, si prende un sentiero a sinistra che, superato un ponticello, risale una collinetta in mezzo a grandi campi di grano. In cima si attraversa un’altra stradina asfaltata, la SP18, e si continua in discesa su sentiero fino a raggiungere la SP14. Qui si gira subito a destra e, dopo 300 m, si devia a sinistra su una strada interpoderale con asfalto molto rovinato. Si prosegue sempre dritto fino a incrociare nuovamente la provinciale SP13, poi si svolta a destra fino a tornare sulla SS160/109. Seguendo la SS160/109 verso sinistra, dopo circa 4 km si arriva a San Severo. Sono ancora in corso verifiche per individuare un tracciato meno pericoloso e, se possibile, su sentieri o strade interne.
TAPPA 06
TAPPA 06: Da San Severo a Stignano
Partenza: San Severo
Arrivo: Stignano
Distanza: 22.5 km
Dislivello: +270 m / – 93 m
Uscendo dalla cittadina in direzione San Marco in Lamis, circa 100 m prima del cimitero si svolta a destra seguendo le indicazioni per il B&B Biagio. Oltrepassata la struttura, dopo circa 1 km si passa sotto il ponte dell’autostrada E55. Dopo altri 100 m, sulla sinistra inizia un tratturo che attraversa vigneti e oliveti. Dopo un paio di chilometri si superano i binari e ci si immette sul tracciato della vecchia ferrovia dismessa: si segue la massicciata, ormai priva dei binari, fino all’incrocio con la SS272, dove si incontra la segnaletica ufficiale (diretta fino a Monte Sant’Angelo). Superato l’incrocio tra i binari e la SS272 (San Severo – San Marco in Lamis), proseguendo nella stessa direzione si raggiunge la piccola stazione ferroviaria di Scalo San Marco, visibile già dall’incrocio. Continuando sull’asfalto per circa 1,5 km, si intercetta una carrareccia sulla sinistra: imboccandola, si lascia una piccola masseria sulla sinistra e, dopo circa 500 m, si passa davanti a Masseria Colantuono. Da qui si continua fino a raggiungere il Santuario di Stignano.
TAPPA 07
TAPPA 07: Da Stignano a San Giovanni Rotondo
Partenza: Stignano
Arrivo: San Giovanni Rotondo
Distanza: 19.3 km
Dislivello: +843 m / – 405 m
Si lascia il santuario passando sul retro e si ripercorre per circa 500 m il tracciato della tappa precedente. Al primo bivio si svolta a destra in salita, si passa davanti alla cava e si continua a salire fino a intercettare, dopo circa 700 m, una mulattiera scavata nella roccia sulla destra. La mulattiera sale a zig zag fino a un primo pianoro, riconoscibile per una casa rurale semidiruta. L’ultimo tratto è segnalato anche da omini di pietra. Tenendosi sul lato sinistro del pianoro (rispetto alla direzione di arrivo) si imbocca un tratturo molto incassato che porta a una carrareccia superiore. Si segue la carrareccia a destra, passando accanto a piccole masserie (si attraversano alcune staccionate di legno abusive) e, subito dopo, si sale su una stradina asfaltata in pendenza che sbuca sulla provinciale San Marco–Sannicandro (SP48). Si attraversa la strada e si imbocca una lunga carrareccia. Arrivati a un cancelletto di legno si svolta a destra lungo una labile mulattiera che segue sempre la cresta, sopra il vallone di Stignano (che rimane in basso a destra). Si raggiunge un ampio tratturo che attraversa una pineta di rimboschimento e, giunti alla piscina Treppiedi (abbeveratoio per animali), si devia a destra sul sentiero in discesa della Fajarama, che porta al convento di San Matteo. Lasciato il convento, si sale a sinistra attraverso l’ampio parcheggio in brecciato, sul fondo del quale si trova un cancelletto verde normalmente aperto. Oltrepassandolo, si prosegue su un sentiero che dopo circa 700 m conduce alla strada asfaltata San Marco–Cagnano (SP22). Si attraversa la strada in corrispondenza di un grande spiazzo attrezzato per pic-nic. Prima di entrarvi, subito a sinistra, quasi sulla strada appena attraversata, inizia una mulattiera che sale e, dopo circa 1,5 km, intercetta una larga carrareccia in salita che conduce a un grande complesso di ripetitori TV. Al termine della successiva discesa si incrocia un sentiero delimitato da massi, che sale fino a Coppa L’Arena (939 m). Da qui si segue il sentiero in discesa fino a raggiungere prima il Convento delle Clarisse e poi il centro abitato di San Giovanni Rotondo, all’altezza del complesso del santuario dedicato a Padre Pio.
TAPPA 08
TAPPA 08: Da San Giovanni Rotondo a Monte Sant’Angelo
Partenza: San Giovanni Rotondo
Arrivo: Monte Sant’Angelo
Distanza: 19.3 km
Dislivello: +843 m / – 405 m
GUIDA DELLA VIA FRANCIGENA: DAL GRAN SAN BERNARDO A ROMA
Dalle Alpi a Roma, lungo il tracciato seguito nel X secolo dall’arcivescovo Sigerico: la Via Francigena è il grande cammino degli antichi pellegrini, oggi tra i più celebri d’Europa. Un mese intero, una settimana o anche solo pochi giorni: ogni passo diventa un viaggio di scoperta, tra paesaggi sorprendenti, pievi medievali, resti di strade romane e borghi tra i più belli d’Italia.
Un itinerario di 45 tappe attraverso Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio. La guida offre tutte le informazioni pratiche per mettersi in cammino: descrizione dettagliata delle tappe, mappe, altimetrie, varianti ufficiali, ospitalità e luoghi da visitare. Un compagno di viaggio adatto a tutti: pellegrini, escursionisti, viandanti o semplici curiosi che desiderano vivere anche solo un tratto di questo straordinario percorso.
Diari del cammino
Via Francigena - Direttrice Micaelica
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