Diari
By Alfonso Curella
09/02/2026

Dalla Svizzera al cuore di Pavia: Alfonso e la sua Via Francisca del Lucomagno

Camminare è diventato il nostro linguaggio, un modo per riscoprire il mondo e noi stessi, con la consapevolezza che non importa quanto sia lungo il sentiero, finché lo percorriamo insieme.

Dalla frontiera svizzera al cuore di Pavia, Alfonso ci racconta la sua Via Francisca del Lucomagno: 154 km percorsi tra settembre e novembre, con il paesaggio che cambia ,camminando, insieme a lui. Una bella storia di amicizia, resilienza e piccoli momenti che fanno gruppo, dalla pioggia battente alle soste che rimettono in moto gambe e testa. Oltre al racconto sul finale anche la parte utile: distanze reali, varianti testate sul campo, timbri, consigli su scarpe e abbigliamento. Se cerchi un racconto che faccia venir voglia di partire e, allo stesso tempo, ti dia elementi concreti per organizzarti, questo è il diario giusto da leggere.

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Tappa 01: da Ponte Tresa a Ganna

15.2 km

L’inizio e l’incanto della Valganna. Il nostro viaggio è iniziato il 7 settembre, sotto un sole che profumava ancora di piena estate. Lo zaino pesava, ma l’entusiasmo di più.

Il cammino ci ha portato subito nel cuore verde della Valganna, un ingresso trionfale nel Varesotto. Passare dalla Badia di Ganna, un luogo che trasuda storia e silenzio, è stato il modo perfetto per sintonizzarsi sul ritmo del pellegrino.

La partenza da Ponte Tresa

Attraverso i boschi del Brinzio, abbiamo respirato l’aria vera della Prealpina, muovendoci tra sentieri ombrosi e borghi dove il tempo sembra essersi fermato.

Tappa 02: da Ganna a Varese (Sacro Monte)

17.2 km

L’ascesa al Sacro Monte di Varese: una tappa unica. Se c’è un momento in cui il cammino si eleva, fisicamente e spiritualmente, è durante la salita al Sacro Monte. Non è una tappa come le altre: è un’ascesa tra cielo e terra.

Panoramica da Sacro Monte Varese

Percorrere il viale delle quattordici cappelle seicentesche (sito UNESCO) mentre la vista si apre maestosa sui laghi e sull’intera catena alpina toglie il fiato. È il cuore spirituale della Via Francisca del Lucomagno, un luogo dove la fatica della salita svanisce davanti allo stupore della bellezza.

Tappa 03: da Varese a Castiglione Olona

15 km

La prova della resilienza. La terza tappa ci ha presentato il conto degli elementi. La pioggia battente ci ha accolti al mattino, testando la determinazione del gruppo.

Ma il cammino sa essere generoso con chi non molla: nel pomeriggio il cielo si è spalancato, l’aria è diventata frizzante e un sole meraviglioso ha illuminato il nostro arrivo a Castiglione Olona, definita «un’isola di Toscana in Lombardia» per il suo incredibile patrimonio rinascimentale.

Cascata Castiglione Olona

Tappa 04: da Castiglione Olona a Castellanza

20.2 km

Lungo le acque dell’Olona e la sosta rigenerante. Nella quarta tappa abbiamo seguito il corso del fiume Olona, che scorreva potente e gonfio d’acqua dopo le piogge.

Alba in cascina

Sotto un sole caldo e rinvigorente, abbiamo vissuto una sosta particolare in un punto strategico del percorso: un momento di pura convivialità che ci ha permesso di ricaricare le pile e cementare l’amicizia, prima di una breve pausa logistica che ci ha visto tornare temporaneamente verso le nostre colline novaresi.

Tappa 05: da Castellanza a Castelletto di Cuggiono

23.3 km

Pionieri e timbri a S. Stefano di Magnago. La ripartenza per la quinta tappa è stata carica di significato. Muovendoci tra i parchi sovracomunali, abbiamo vissuto l’emozione di essere tra i primi in assoluto a testare alcune nuove varianti del tracciato. A S. Stefano di Magnago abbiamo inaugurato ufficialmente il timbro del cammino: un piccolo gesto che ci ha fatto sentire pionieri e parte integrante della storia viva di questa via.

Robecco sul Naviglio

Tappa 06: da Castelletto di Cuggiono ad Abbiategrasso

22.3 km

Tra Navigli, giganti e Villa Gaia. Le tappe successive ci hanno portato a costeggiare il Naviglio Grande sotto cieli tersi. La bellezza, però, si è rivelata nelle deviazioni: l’enigmatico calendario Celtico di Bernate, i sorrisi sulla Big Bench (la panchina gigante) e l’eleganza senza tempo di Villa Gaia a Robecchetto. Un mix perfetto di natura, arte rurale e scoperte inaspettate prima di raggiungere Abbiategrasso.

Castelletto di Cuggiono

Tappa 07: da Abbiategrasso a Bereguardo

22 km

Il fascino mistico di Morimondo e Fallavecchia. Con l’avvicinarsi della meta, il paesaggio è cambiato di nuovo. La nebbia leggera del mattino avvolgeva le risaie, creando un’atmosfera sospesa e quasi irreale.

La visita all’Abbazia di Morimondo e il passaggio per la cascina storica di Fallavecchia ci hanno permesso di toccare con mano l’eredità spirituale e agricola del territorio, legata per secoli all’Ospedale Maggiore di Milano.

Tappa 08: da Bereguardo a Pavia

19.1 km

Il traguardo solenne: Pavia e il Testimonium. Domenica 23 novembre, il cerchio si è chiuso. Siamo partiti da Bereguardo con il freddo pungente e una nebbia fitta, un contrasto quasi incredibile rispetto ai 28 °C della partenza a settembre.

Ponte Pavia

Ma l’entusiasmo del gruppo era più forte del gelo. L’ingresso a Pavia è stato solenne: l’arrivo alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, davanti al sepolcro di Sant’Agostino, ha segnato la fine del viaggio. Ricevere il Testimonium ufficiale dai Padri Agostiniani è stato l’atto finale di un’impresa che porteremo sempre con noi.

Il testimonium finale

Il nostro «Nuovo Passo» insieme

Mentre camminavamo tra le risaie avvolte nella nebbia o salivamo verso il Sacro Monte, guardavo mia moglie al mio fianco e sentivo che ogni chilometro rafforzava la nostra scelta.

L’arrivo a Pavia e i festeggiamenti

Questo cammino non è stato solo un’avventura, ma la conferma di un nuovo modo di vivere che abbiamo deciso di abbracciare insieme. Abbiamo imparato che la vera ricchezza non sta nell’accumulare, ma nel sottrarre il superfluo per fare spazio all’essenziale: il tempo, il respiro, il ritmo lento dei nostri passi che si muovono all’unisono.

Hai mai sentito parlare dell’antropologo David Le Breton? Ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio del corpo, del dolore, del silenzio, del dialogo… e del camminare. Ne abbiamo scritto un articolo qui!

Camminare è diventato il nostro linguaggio, un modo per riscoprire il mondo e noi stessi, con la consapevolezza che non importa quanto sia lungo il sentiero, finché lo percorriamo insieme.

Un ringraziamento speciale a Controvento Trekking e alle guide Antea e Paolo. Siamo partiti come tre «maschietti» (Edo, Paolo ed io) in un meraviglioso gruppo di donne e siamo arrivati a Pavia come una vera famiglia.

Note tecniche e consigli

  • Percorso: tratto italiano da Ponte Tresa a Pavia.
  • Distanza totale: 154 km (percorso esteso con varianti ufficiali testate sul campo).
  • Tappe: 8 tappe totali (svolte tra settembre e novembre).
  • Organizzazione: cammino coordinato da Controvento Trekking in collaborazione con l’ente ufficiale della Via Francisca.
  • Difficoltà: media. Le varianti aumentano lo sviluppo chilometrico; necessaria buona preparazione per tappe medie di 20–22 km.
  • Abbigliamento consigliato: fondamentale la stratificazione («a cipolla»). Il passaggio dai 28 °C di settembre ai 5 °C di novembre richiede dal capo tecnico leggero al piumino e al guscio impermeabile.
  • Calzature: scarpe da trail running o scarponcini leggeri. Il terreno alterna boschi (Valganna), alzaie fluviali sterrate (Olona/Navigli) e tratti urbani.
  • Credenziale e timbri: indispensabile per usufruire delle nuove varianti (es. S. Stefano di Magnago). Il Testimonium si ritira a Pavia presso la Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro.
  • Perché farlo: per la varietà incredibile di paesaggi e per la profondità storica di luoghi come Morimondo e il Sacro Monte di Varese.

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Articolo di
Alfonso Curella

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