By Davide Nanna
29/09/2026

Dalla Tuscia alle Miniere del Sulcis: il gemellaggio che unisce terra e mare oltre l’orizzonte

C’è un filo invisibile che attraversa il Tirreno e connette la terraferma alle coste della Sardegna, unendo passi, identità e memorie storiche. Nasce da questa visione il gemellaggio ufficiale tra il Cammino Terra e Mare e il Cammino Minerario di Santa Barbara, un ponte virtuale tra il Lazio e l’isola ideato per promuovere il turismo lento e la valorizzazione dei territori oltre ogni confine geografico.

Dalla Tuscia al mare: Il Cammino Terra e Mare

L’itinerario del Cammino Terra e Mare nasce da un sogno d’infanzia di Damiano Fabbri, Guida Ambientale Escursionistica dell’associazione Freedom APS. Desideroso di raggiungere il mare a piedi partendo dal suo paese d’origine, Villa San Giovanni in Tuscia (VT), Damiano ha tracciato una rotta attraverso i Monti della Tolfa, ripercorrendo i luoghi in cui il nonno lavorava come pastore.

Il percorso si snoda per 65 km, percorribili in 3 giorni e 2 notti, conducendo i camminatori dall’entroterra viterbese fino al porto di Civitavecchia. Durante il tragitto si incrocia il Cammino dei Minatori di Allumiere, borgo fondato da maestranze minerarie che conserva un patrimonio storico legato anche ai primi movimenti femministi. Giunti a Civitavecchia, l’esperienza prosegue con una notte di navigazione sul mare verso la Sardegna.

Oltre il blu: Il Cammino Minerario di Santa Barbara

Sbarcati a Cagliari, è sufficiente un’ora di viaggio per raggiungere Iglesias, punto di partenza e arrivo del Cammino Minerario di Santa Barbara (CMSB). Nato oltre dieci anni fa grazie all’associazione Pozzo Sella e all’iniziativa di Giampiero Pinna, il CMSB è oggi gestito da una Fondazione partecipata che comprende 28 comuni e due diocesi.

Si tratta di un grande itinerario ad anello di 500 km suddiviso in 30 tappe, che attraversa il sud-ovest della Sardegna per raccontare oltre 150 anni di storia estrattiva. Dedicato a Santa Barbara, patrona dei minatori, ma anche di marinai, geologi e vigili del fuoco, il cammino trasforma l’antico patrimonio industriale e le vecchie gallerie dismesse in un giacimento culturale, paesaggistico ed economico.

Un legame naturale: storia, emigrazione e memoria mineraria

Come evidenziato da Damiano Fabbri e da Ponziana Ledda (referente per la fruibilità della Fondazione CMSB), il gemellaggio tra i due percorsi non è una semplice scelta simbolica, ma un’unione fondata su legami storici concreti. La Tuscia ha infatti accolto in passato importanti flussi migratori dalla Sardegna, creando un intreccio di tradizioni, storie personali e identità coltivate nel tempo.

A questo si affianca il filo rosso dell’epopea mineraria che accomuna le maestranze di Allumiere ai bacini estrattivi del Sulcis-Iglesiente. Per facilitare questa continuazione di viaggio, alla partenza a Villa San Giovanni in Tuscia è possibile ritirare anche le credenziali del Cammino Minerario di Santa Barbara, permettendo ai pellegrini di intraprendere un’unica e fluida avventura tra continente e isola.

L’iniziativa supporta inoltre la destagionalizzazione del turismo, con flussi principali concentrati nei mesi di spalla (marzo-maggio e settembre-novembre).

Info pratiche per l’itinerario integrato

  1. Partenza: Villa San Giovanni in Tuscia (VT) per il Cammino Terra e Mare.
  2. Credenziali: Entrambi i libretti ritirabili direttamente alla partenza a Villa San Giovanni in Tuscia.
  3. Tratto Continentale: 65 km in 3 giorni da Villa San Giovanni in Tuscia a Civitavecchia.
  4. Collegamento: Traghetto notturno Civitavecchia-Cagliari, seguito da 1 ora di viaggio fino a Iglesias.
  5. Tratto Sardo: Cammino Minerario di Santa Barbara (500 km, 30 tappe ad anello con partenza e arrivo a Iglesias, percorribile anche parzialmente)

Articolo di
Davide Nanna

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