Due ragazzi e l’Isola d’Elba. Nel diario di oggi Irene e Luca si immergono nella Grande Traversata Elbana, uno di quei cammini che sanno alternare fatica e bellezza. Il loro racconto parte da Cavo e attraversa l’isola seguendo il ritmo semplice delle giornate in cammino: sveglia presto, panini nello zaino, salite che mettono alla prova e il mare che torna sempre a farsi vedere all’orizzonte. Tappa dopo tappa, l’Elba mostra il suo lato più selvaggio: sentieri panoramici, boschi, discese da affrontare con attenzione e piccoli momenti che restano impressi, come un bagno a fine giornata o una pizza meritata dopo ore di cammino. Irene e Luca raccontano la GTE senza filtri, con lo sguardo di chi ha riportato a casa molto più di qualche chilometro nelle gambe. Pronti a camminare con loro?
Introduzione
Era da alcuni mesi che avevamo voglia di affrontare un nuovo cammino e, dopo alcune ricerche e i consigli di alcuni amici, abbiamo scelto la Grande Traversata Elbana.
Secondo noi, il periodo migliore per affrontare questo trekking è la primavera, perché le temperature sono ancora miti e le strade non sono troppo affollate. L’autenticità di questi posti è all’ennesima potenza e i fiori e gli odori primaverili conferiscono qualcosa di speciale al tutto.
Partiamo in macchina dalla Liguria e, dopo alcune ore, arriviamo al porto di Piombino, dove lasciamo l’auto in uno dei pochi parcheggi gratuiti presenti in zona. In pochi minuti a piedi raggiungiamo il molo, dove un aliscafo ci porta al porto di Cavo in 15 minuti di navigazione.
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Se non vuoi perderti lungo la strada, ti ricordiamo di scaricare l’app di Cammini d’Italia prima di partire! In un unico strumento avrai tutte le tracce dei cammini italiani, permettendoti di navigare (anche in modalità offline!). Te ne parliamo a questo link!
Tappa 01: da Cavo a Porto Azzurro
18 km, + 918 m
Partiamo da Cavo: ci alziamo al mattino presto per rifornirci di pane e affettati per affrontare la giornata. Così facendo, evitiamo anche le ore più calde. Consigliamo di assaggiare le focaccette al latte e di patate del panificio del paese. Di fronte si trova il macellaio, dove compriamo gli affettati per i panini.
Ci rechiamo sul lungomare, dove si trova il segnale dell’inizio ufficiale della GTE: inizia il nostro cammino.
La prima parte della passeggiata è all’ombra del bosco, con la strada che inizia lentamente a salire. Dopo 30 minuti troviamo le indicazioni per il Mausoleo Tonietti. Consigliamo di passare a dare un’occhiata e godersi la vista dalla torre.
Cosa rende questo long trekking così diverso dagli altri? Ce lo racconta Matilde nel suo articolo.
Proseguiamo il cammino su un sentiero ben segnato, accompagnati dalla splendida vista del mare. Oggi si affrontano in totale tre monti: Monte Grosso, Monte Strega e Cima del Monte.
I saliscendi sono abbastanza ripidi: occorre fare un po’ di attenzione, soprattutto in discesa (sono scivolata un paio di volte, ma fortunatamente senza conseguenze).
Dopo Cima del Monte, scendiamo a Porto Azzurro, un vivace paese di mare dove alloggeremo questa notte. Ricarichiamo le batterie con un buonissimo gelato artigianale alla Giolateria e un breve bagno alla Spiaggia della Pianotta.
Tappa 02: da Porto Azzurro a Procchio
18 km, + 625 m
Anche oggi ci svegliamo presto e compriamo i panini al supermercato locale. Ci aspetta una tappa più tranquilla, che ci porterà a Procchio. Risaliamo rapidamente fino al tracciato della GTE e riprendiamo la marcia.
Non si tratta di un sentiero, ma di una vera e propria strada sterrata, ampia e con poco dislivello. Qui si incontra l’unica fonte d’acqua di tutto il cammino: Fonte Schiumoli. Da segnalare che spesso l’acqua del rubinetto ha un forte sapore di cloro; quindi, dove possibile, consigliamo di riempire le borracce con l’acqua in bottiglia.
Durante il trekking siamo fortunati: avvistiamo un bellissimo branco di caproni. Terminiamo la camminata sulla statale asfaltata che ci conduce a Procchio e alla sua bellissima spiaggia.
Tappa 03: da Procchio a Poggio
14 km, + 1375 m
Terza tappa, quella più impegnativa fisicamente ma anche la più soddisfacente. Raggiungeremo la vetta del Monte Capanne, che con i suoi 1.019 m è il monte più alto dell’Isola d’Elba e da dove si gode una vista mozzafiato su tutto l’arcipelago e sulle vette ancora innevate della Corsica.
Dopo la prima parte, in cui riprendiamo la strada sterrata del giorno prima, inizia una lunga e ripida salita nel bosco per raggiungere il Monte Perone (in circa 2 ore). Da qui si intravede il Monte Capanne e decidiamo di raggiungerlo.
Sono altre 2 ore di cammino, con alcuni tratti molto panoramici sia con vista mare sia con vista sul paese di Marciana. Si attraversano alcuni tratti rocciosi e la salita finale è impegnativa, ma la soddisfazione di raggiungere la vetta è tanta!
Qui ci godiamo la vista da ogni lato, pranziamo con i nostri immancabili panini e ci rilassiamo. È giunta l’ora di scendere a Poggio. Ci aspetta una lunga discesa e siamo stanchi. Bisogna stare attenti a non inciampare.
Poggio è un paese piccolino, non sono presenti negozi di alimentari e la sera ci sono solo un paio di ristoranti aperti. Ci aspetta una bella pizza e poi siamo pronti per goderci il meritato riposo.
Tappa 04: da Poggio a Patresi
15.5 km, + 845 m
Inizia l’ultimo giorno di cammino. Una bellissima gattina ci viene a dare il buongiorno davanti alla porta del nostro alloggio. Consigliamo di farsi preparare un panino farcito dal bar che si trova nella piazza di Poggio. Come nelle tappe precedenti, iniziamo la giornata con una bella e ripida salita che ci riporta sulla GTE.
Piccola digressione: l’ultima tappa della GTE ha due varianti. Noi abbiamo optato per la variante nord perché abbiamo trovato a Patresi un hotel ristorante molto carino di cui vi parleremo dopo. Non fatevi spaventare dai cartelli lungo il sentiero, che indicano tempistiche davvero esagerate.
Anche oggi il sentiero è molto panoramico, com’era stato il primo giorno. La vista della Corsica e di Pianosa ci accompagna per quasi tutto il tragitto. Scorci bellissimi e paesaggi fioriti ci riempiono gli occhi e, per qualche momento, non ci fanno pensare alle vesciche che iniziano a tediarci i piedi.
Dopo una lunga discesa, una panchina realizzata con un tronco d’albero ci informa che abbiamo raggiunto la fine della GTE! Tanta soddisfazione e felicità. Dobbiamo festeggiare con un ultimo bagno in mare alla sassosa spiaggia di Patresi, con acqua cristallina e in compagnia di simpatici granchietti. Non può mancare un aperitivo fai da te con patatine e birra.
A Patresi abbiamo soggiornato all’Hotel Delfino, che ci ha offerto un comodo servizio di mezza pensione con camera con terrazza vista mare. Nella hall dell’hotel è inoltre possibile ottenere il Passaporto del Viandante (con offerta libera) e il timbro del cammino. Un’ottima idea per tornare a casa con un ricordo di queste giornate.
La Grande Traversata Elbana è solo uno dei tanti cammini che attraversano la Toscana. Una regione che, passo dopo passo, continua a sorprendere con itinerari splendidi e paesaggi sempre diversi.
Conclusione
È domenica, è arrivato il momento di tornare a casa. Oggi ci sono pochi autobus che da qui portano a Portoferraio, quindi dobbiamo essere sicuri di non perderlo!
Fortunatamente, quando saliamo noi, è praticamente vuoto ma, dopo poche fermate, in particolare a Pomonte, altra possibile tappa finale della GTE, si è già riempito.
Percorrendo una bella strada panoramica arriviamo in poco più di un’ora a Portoferraio, dove, dopo un breve giro presso i negozietti di souvenir (non aspettatevi gadget della GTE: l’unico posto in cui potete trovare la toppa ricordo è Fonte di Zeno B&B, altrimenti online e via…), prendiamo il traghetto per la terraferma.
Percorrere il cammino mette alla prova sia il fisico (vedi le vesciche a fine quarta tappa), sia i rapporti con i vostri compagni di viaggio. Non sempre sarà facile, ma sicuramente ne varrà la pena e ne uscirete più affiatati.
Questo cammino ce lo porteremo a lungo nel cuore.
Buon cammino!

















